Apollo-Artemis: trova le differenze

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1 Mese 2 Settimane fa #67943 da dirtyflag
Per quanto riguarda la connessione col Covid...al prossimo capitolo!

...ma onestamente non credo sia ora così difficile da intuire il collegamento se si è veramente complottisti dentro (io continuo a chiamarlo semplicemente spirito critico)

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1 Mese 2 Settimane fa #67945 da alerivoli
@Roberto70 #67935

tu dici:

"purtroppo in pochi si rendono conto dell' impossibilità degli allunaggi con questa strumentazione.. a mano! Specialmente l'aggancio del lem al modulo di comando."

Roberto, l'hai già detto in altre occasioni, ma poi non hai più risposto.

Tu praticamente STAI NEGANDO il programma Gemini, in particolar modo la missione Gemini 8?

Un'affermazione così forte richiede prove INCONTROVERTIBILI, vero?

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1 Mese 2 Settimane fa #67946 da Venusia
67945 alerivoli @@

@@@Roberto, l'hai già detto in altre occasioni, ma poi non hai più risposto.

Tu praticamente STAI NEGANDO il programma Gemini, in particolar modo la missione Gemini 8?

Un'affermazione così forte richiede prove INCONTROVERTIBILI, vero?@@@


Il 16 marzo venne effettuato con successo il lancio del satellite Agena mediante un razzo vettore del tipo  Atlas . Si constatò che il satellite impiegava circa 100 minuti per effettuare un'orbita intorno alla Terra. Così si poté provvedere al lancio di Gemini 8 con a bordo l'equipaggio Armstrong e Scott. Dopo circa sei ore di volo, la capsula spaziale aveva raggiunto il satellite Agena a 270 kilometri dalla superficie terrestre e, poco dopo, la manovra di aggancio del Gemini 8 – docking – riuscì perfettamente. Fu il primo aggancio di due veicoli spaziali effettuato in un'orbita intorno alla Terra.

""""I congegni di propulsione dell'Agena poterono essere manovrati a distanza sia dal centro di controllo a terra, come pure dalla capsula Gemini stessa. Il programma di volo prevedeva pure una manovra per testare la  resistenza meccanica  dei due veicoli così agganciati. In seguito ad una variazione di posizione per effettuare tale manovra, non si fu più in grado di stabilizzare la combinazione Agena-Gemini, che iniziò a ruotare su sé stessa. Gli astronauti pensarono di aver individuato la causa del problema nel satellite e pertanto si staccarono dallo stesso, dopo averne trasferito il controllo al centro di controllo a terra. Con il distacco ed il conseguente venir meno della massa dell'Agena, l'autorotazione divenne ancor più rapida, raggiungendo il limite massimo di carico e resistenza della capsula e degli astronauti stessi.Con una velocità di rotazione di un giro al secondo ed al limite della perdita dei sensi, Armstrong e Scott riuscirono a stabilizzare la navicella solo disattivando l'Orbit Attitude and Maneuvering System (OAMS), e utilizzando il Reaction Control System (RCS). Poco dopo si riuscì ad individuare la causa del problema: l'ugello numero 8 dell'OAMS era bloccato in posizione aperta.Dato che il programma di volo prevedeva imperativamente l'interruzione della missione nel caso che l'RCS fosse stato attivato per qualunque ragione, non restava che avviare un rientro di emergenza. In considerazione del fatto che nell' Oceano Atlantico , luogo previsto per l'atterraggio, si era già fatto notte, la capsula fu fatta scendere nelle acque dell' Oceano Pacifico  dove arrivò senza problemi. La missione fu pertanto conclusa dopo solo 11 ore di volo. """

Wikipedia 



Caro alerivoli porta un altro esempio.
La missioni Apollo lunari,  comportavano rischi e difficoltà che le missioni Gemini  nemmeno si sognavano. 
Su Gemini 8 se  l'aggancio falliva, Armstrong e Scott erano già su una traiettoria di ritorno sicura verso la Terra. Era un test in orbita bassa.
Il LOR delle missioni Apollo invece era l'aggancio in orbita lunare .
Se falliva, gli astronauti nel modulo lunare non avevano abbastanza carburante o scudi termici per tornare a casa,erano bloccati.
La precisione millimetrica era l'unica via di sopravvivenza.
Su Gemini 8 l 'incontro avveniva con l'aiuto costante del controllo a terra (Houston), che forniva i dati radar e i vettori di spinta quasi in tempo reale, invece  In orbita lunare, durante le manovre dietro la Luna, non c'era contatto radio. Gli astronauti dovevano calcolare i parametri di aggancio usando il computer di bordo e il sestante, con margini di errore minimi
 Il modulo di comando e il modulo lunare erano macchine enormi con inerzie diverse. Durante il LOR si doveva gestire l'accensione di motori pesanti per far coincidere due orbite a migliaia di chilometri dalla Terra, dove la gravità lunare irregolare rendeva più instabile il mantenimento dell'orbita.
Inoltre su Gemini8  potevano tentare l'aggancio per diverse orbite finché avevano carburante, mentre sulla luna jl modulo Lunare aveva un'autonomia limitata (ossigeno e batterie). L'incontro doveva avvenire al primo colpo o quasi, entro una finestra temporale strettissima.
Il tutto come già detto ad occhio.

Prova dare un occhiata come avvengono oggi i LOR e poi osserva le differenze e chiediti perche spendere adesso tanti soldi in ingegneria in più,  quando 60 anni fa tutto si faceva a mano.
Porta un altro esempio è meglio

 

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67948 da Roberto70
Alerivoli,
cosa non capisci di "astronauti lunari fino ad un certo punto (orbita bassa)"?

In ogni caso.. hai presente cosa significa fallire un aggancio in orbita bassa e fallire un aggangio in orbita lunare con esseri umani a bordo e soprattutto MAI PROVATO PRIMA a 380.000 km dalla terra?
Senza DIMENTICARE che questa manovra MANUALE (vabbè voglio essere buono SEMIAUTOMATICA).sarebbe riuscita 6 VOLTE su 6 con una velocita media di  1630 metri al secondo ripeto MILLESEICENTOTRENTAMETRI al secondo manco al superenalotto hanno questa fortuna.

I cinesi 57 anni dopo, con le IA a disposizione, con bracci meccanici per aggangiare il lem in caso di errore millimetrico CONSIDERANO questa manovra PERICOLOSISSIMA perchè a quella quella velocità una mancato aggancio potrebbe significare perdere la possibilità di tentare un secondo aggancio!

Questo commento  l'avevo letto sul sito di Rasa (l'astrofisico che la lavora con l'agenzia spaziale cinese)


"The docking maneuver between the Lunar Module (LM) and the Command and Service Module (CSM) is considered extremely dangerous primarily because it represents a single point of failure for the entire mission. The Lunar Module is a specialized craft designed only for space flight and landing; it lacks a heat shield and the necessary life support systems to return to Earth. If the docking fails, the astronauts are effectively stranded in a vehicle that cannot survive atmospheric reentry. Furthermore, the maneuver occurs while both spacecraft are traveling at orbital speeds of thousands of miles per hour. Achieving a rendezvous requires perfect alignment and near-zero relative velocity. Even a minor miscalculation could lead to a catastrophic collision, damaging the structural integrity of the Command Module, which is the only lifeboat for the trip home. There is also a critical constraint on resources. The Lunar Module has very limited reserves of oxygen, electricity, and propellant. Every failed attempt to dock consumes fuel and time. If the docking mechanism malfunctions or if the pilots exhaust their fuel before securing a hard dock, the astronauts would remain trapped in an orbit around the Moon with no way to transfer to the return capsule. In the specific context of Chinese lunar missions like Chang'e 5, this danger is amplified by the fact that the maneuver is often performed autonomously. Relying on sensors and automated thruster burns leaves no room for software glitches or hardware sensor errors during the final centimeters of contact. Essentially, it is a high-stakes precision operation where failure results in a craft that is functional but incapable of bringing its crew home before its life support inevitably runs out."



Ma poi in quel filmato c'è qualcosa di ancora più ASSURDO. e cioè la strumentazione di bordo che è METALLO all'ennesima potenza in pratica NON SOLO non c'erano protezioni contro la spallazione nucleare MA c'era talmentente tanta possibilità di essere INONDATI dalle radiazioni secondarie da trasformare quel modulo di comando in una gabbia "elettrica" per le zanzare!
Purtroppo per voi dalla "spallazione nucleare" DIVENTATA determinante per Orion non ne uscirete MAI.




I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67950 da Venusia
Nel film Apollo 13 Tom Hanks si esprime:
Questo è il modulo di comando, """tra noi è il vuoto ci sono solo 2 fogli di stagnola """
Chissà perché ha detto questo.

Se comunque il film riporta il vero , hanno corretto l' angolo di rientro solo mantenendo la terra nel finestrino, grazie all'accensione del Lem ma con tutto l'hardware spento.
Se aggiungiamo che Aldrin ha salvato la missione con una penna,  Armstrong ha parcheggiato al volo perché senza gasolio, un altro ( non ricordo il nome ) ha mandato per sbaglio la musichetta , un altro ancora non si ricorda dov'è o come ci è andato.
A confronto le comiche di Villaggio e Pozzetto sono una tragedia di Shakespeare 
Altro che Artemis 
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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67953 da CharlieMike
R70 #67948

traduco per i non anglofoni come il sottoscritto:

"La manovra di aggancio tra il modulo lunare (LM) e il modulo di comando e servizio (CSM) è considerata estremamente pericolosa soprattutto perché rappresenta un unico punto di fallimento per l'intera missione. Il modulo lunare è un veicolo specializzato progettato esclusivamente per il volo spaziale e l'atterraggio; è privo di scudo termico e dei sistemi di supporto vitale necessari per il ritorno sulla Terra. Se l'aggancio fallisce, gli astronauti rimangono di fatto bloccati in un veicolo che non può sopravvivere al rientro nell'atmosfera. Inoltre, la manovra avviene mentre entrambi i veicoli spaziali viaggiano a velocità orbitali di migliaia di miglia all'ora. Il raggiungimento del rendezvous richiede un allineamento perfetto e una velocità relativa prossima allo zero. Anche un minimo errore di calcolo potrebbe portare a una collisione catastrofica, danneggiando l'integrità strutturale del Modulo di Comando, che è l'unica scialuppa di salvataggio per il viaggio di ritorno. Esiste inoltre un vincolo critico sulle risorse.
Il modulo lunare dispone di riserve molto limitate di ossigeno, elettricità e propellente. Ogni tentativo fallito di aggancio consuma carburante e tempo. Se il meccanismo di aggancio non funzionasse correttamente o se i piloti esaurissero il carburante prima di riuscire a effettuare un aggancio solido, gli astronauti rimarrebbero intrappolati in un'orbita attorno alla Luna senza alcuna possibilità di trasferirsi nella capsula di ritorno. Nel contesto specifico delle missioni lunari cinesi come Chang'e 5, questo pericolo è amplificato dal fatto che la manovra viene spesso eseguita in modo autonomo. Affidarsi ai sensori e all'accensione automatica dei propulsori non lascia spazio a malfunzionamenti del software o errori dei sensori hardware durante gli ultimi centimetri di contatto. In sostanza, si tratta di un'operazione di precisione ad alto rischio in cui un fallimento comporta un veicolo funzionante ma incapace di riportare a casa l'equipaggio prima che il supporto vitale si esaurisca inevitabilmente."


In aggiunta la manovra di aggancio non avviene solo su di un "piano orizzontale" come potrebbe essere quella di un automobile a una roulotte, ma anche e contemporaneamente su un "piano verticale".
Mentre per spostamenti "destra-sinistra" POTREBBE essere sufficiente azionare i propulsori di manovra laterali, come è spiegato nel video precedente per muoversi in senso verticale occorre  modificare la velocità dell'orbita: accelerare per "salire" e rallentare per "scendere", ma questo influisce contemporaneamente sullo spostamento "avanti-indietro" per avvicinarsi al modulo di comando.

In poche parole la manovra di avvicinamento è in diretta correlazione con l'aumento o diminuzione del raggio dell'orbita.

Se completiamo il tutto con il fatto che:
1. il rendez-vous deve essere effettuato a quasi velocità zero per non danneggiare le due navicelle all'aggancio
2. per effettuare le correzioni possono solo usare dei propulsori a reazione
3. l'inerzia dovuta alla massa della navicella aumenta la latenza dei comandi
4. ogni tentativo fallito comporta un consumo di risorse tra carburante e ossigeno che non sono infinite
5. i computer di bordo avevano una capacità di calcolo inferiore a una calcolatrice odierna e la programmazione avveniva tramite codice macchina
6. che praticamente gli astronauti "navigavano a vista"

... considerando tutto questo la probabilità di riuscita del rendez-vous al primo tentativo negli anni '70 è inferiore a quella di vincere per 6 volte consecutive al SuperEnalotto compreso il numero bonus.


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67954 da Venusia
Aggiungo:

Negli anni Sessanta i piloti dovevano affidarsi al sestante spaziale e al telescopio ottico per calcolare la propria posizione, puntando letteralmente le stelle a mano per correggere la rotta, mentre oggi queste operazioni sono delegate a sensori stellari (Star Tracker) digitali che scansionano il cielo migliaia di volte al minuto con una precisione sovrumana. All'epoca l'avvicinamento tra le navicelle avveniva tramite il radar di rendezvous, uno strumento ingombrante che spesso dava problemi, e la fase finale richiedeva che l'astronauta guardasse fuori dal finestrino usando un mirino ottico a croce per allinearsi manualmente. Al giorno d'oggi, invece, le navette utilizzano il LIDAR e sofisticate telecamere a infrarossi che mappano la distanza e l'angolazione del bersaglio in tempo reale, proiettando ogni centimetro di scarto su schermi ad alta definizione che permettono al computer di bordo di gestire i motori con una dolcezza che i piloti del programma Apollo potevano solo sognare.
Anche il  Gps è una delle differenze più clamorose: negli anni Sessanta non esisteva affatto (il primo satellite GPS è stato lanciato solo nel 1978), quindi gli astronauti dell'Apollo erano "ciechi" rispetto a una rete di posizionamento globale e dovevano capire dove si trovassero calcolando il tempo di percorrenza dei segnali radio inviati dalla Terra.

Oggi, invece, le navicelle che orbitano vicino alla Terra usano il GPS esattamente come facciamo noi con lo smartphone, ma la vera rivoluzione riguarda le missioni
verso la Luna: i nuovi ricevitori sono così sensibili da riuscire a captare i "lobi laterali" dei segnali GPS che sfuggono dalla Terra verso lo spazio profondo, permettendo alla navetta Orion di conoscere la propria posizione con una precisione di pochi metri anche mentre viaggia verso l'orbita lunare.
In pratica, mentre negli anni Sessanta ci si affidava alla matematica e alle stime radar fatte da terra, oggi una navicella ha il suo "navigatore satellitare" personale che funziona quasi ovunque

Oggi tutto questo "brivido" è sparito perché i sensori laser e i sistemi automatici gestiscono l'avvicinamento con una precisione chirurgica, eliminando quasi del tutto l'errore umano che negli anni Sessanta era l'unica cosa che teneva in piedi l'intera missione che per fortuna non è mai accaduto.

All mode


Quando invece ci hanno provato davvero ad andare nello spazio.
Space Shuttle Challenger
Space Shuttle  Columbia.
Come volevasi dimostrare.
 
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1 Mese 2 Settimane fa #67955 da greegan75
La NASA usa Unreal Engine 5 come simulatore di addestramento per gli astronauti. Ricorda qualcosa?
1- How NASA is Using Immersive Technology for Design and Training | Unreal Fest Orlando 2025 video:

2 - Unreal Engine real Moon Full Tutorial / NASA & Cesium (2024) :

3 - sito NASA presentazione Unreal Engine 5 2023: ntrs.nasa.gov/.../...
4 - sito NASA : Unreal Engine 5 : ntrs.nasa.gov/.../UnrealFest.pdf
5 - How NASA Trains Astronauts with Unreal Engine : unrealengine.com/.../...   

Quando l'ingiustizia diventa legge, la Resistenza diventa dovere.

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1 Mese 2 Settimane fa #67959 da peterpan3
Conosco molte persone capaci di incastrare un tubo di 8 centimetri di diametro dentro un altro due mm più largo, a 260 nodi e all'interno dell'atmosfera, il tutto mentre deve controllare assetto, rollio e beccheggio in continuazione e calibrare la potenza in modo da sviluppare gli 8kg per cm² per attivare il sistema di aggancio e mantenere il tutto per i 2-4 minuti necessari a terminare l'operazione. A confronto gli astronauti sono dei pivellini... Niente turbolenza, niente traffico, niente umidità, niente volatili, niente vibrazioni, niente resistenza ai comandi, niente lag...
Ricordo che l'addestramento piloti marina giapponese 1939 richiedeva al candidato di sapersi orientare in ogni situazione e di essere in grado di fare il punto anche solo con l'ausilio delle stelle, di giorno. Stelle di giorno, che vista devi avere per vedere le stelle di giorno ?
Nel 1951 era richiesto ai top gun americani di atterrare su portaerei in condizioni estreme (vento in coda, 120 nodi con differenziale di 30 nodi, rollio 15° e beccheggio 2°) e su aerei costruiti intorno a reattori, la cui affidabilità era particolarmente dibattuta e con compressori inclini allo stallo.
Non c'è niente di strano a eseguire manovre a 1630m/s se anche l'altro oggetto ha pari velocità, in assenza di atmosfera e variabili incontrollabili varie. Specie se il sistema di guida è pensato per gestire eventuali errori procedurali e il personale è stato attentamente selezionato per le proprie capacità, e freddezza, e viene addestrato a queste manovre da anni.

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1 Mese 2 Settimane fa #67960 da Roberto70
Oggi alle ore 20:30 (ora italiana) ci sarà la conferenza stampa dei 4 eroi di Orion.
Il sorriso a 64 denti (32 non bastano) inonderà il Johnson Space Center di Huston.
Sapere di essere i primi esseri umani ad arrivare a poche migliaia di km dalla luna e non poterlo dire per me sarebbe un incubo 
Ma la gloria arriverà piu avanti..

I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67961 da Venusia
PeterPan@@ 67959

Allora ci siamo andati.
Discorso chiuso. 
Passiamo all '11 settembre .

 
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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67962 da CharlieMike


 

Perdonami Peter.
Ammiro e stimo la tua competenza e l'inestimabile e inesauribile conoscenza, ma stai parlando di aerei in atmosfera terrestre, a qualche migliaio di metri da terra.
Nulla di paragonabile alle manovre in orbita lunare dove la riuscita del rendez-vous può fare la differenza tra la vita e la morte degli astronauti.

Un pilota che fa rifornimento in volo può effettuare diversi tentativi se il primo fallisce (a meno di non essere completamente a secco).
Un pilota giapponese se non si orienta si perde ma può sopravvivere ed eventualmente atterrare da qualche parte (se non è in mare aperto).

Se un pilota sbaglia l'appontaggio su una portaerei non è detto che non possa sopravvivere o che non riesca a rialzarsi in volo per un secondo tentativo.

Se un astronauta non si orienta non può trovare il modulo di comando.
Se un astronauta non si orienta si perde nello Spazio.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous può danneggiare irreparabilmente la navicella.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous può NON avere il carburante per un secondo tentativo.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous NON può atterrare "da qualche parte" e attendere i soccorsi.

In qualunque caso nello Spazio non c'è una terza opzione: o riesci, o muori e non auguro a nessuno l'agonia di rimanere a orbitare attorno alla Luna in attesa che si esaurisca l'ossigeno.


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
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1 Mese 2 Settimane fa #67963 da peterpan3

PeterPan@@ 67959

Allora ci siamo andati.
Discorso chiuso. 
Passiamo all '11 settembre .


 

Caaazzz... Che zecche fastidiose qua dentro... Paiono geneticamente strutturate per trarre conclusioni dal nulla e mettere in bocca ad altri parole mai dette. 

Credo di aver sufficientemente espresso il mio pensiero riguardo la faccenda delle missioni lunari, nel corso degli anni. Mo' arriva il simpatico e si erge a paladino del... Già, di cosa ? O è semplicemente un attacco transitorio di stipsi bastiancontriaristica ? 

Dio Anubi... Ma proprio ti viene una gran voglia di partecipare a ste discussioni, eh ? Guai a toccare il Dogma.

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67964 da Venusia
No PeterPan , ti parlo chiaro , e a differenza di altri non ti porto la mela.  .
Sei libero di dire tutto quello vuoi ci mancherebbe,  e il tuo discorso è corretto .
Ma ci sono 5 righe in cui secondo me hai detto una marea di imprecisioni,  per non dire altro 

"""A confronto gli astronauti sono dei pivellini... Niente turbolenza, niente traffico, niente umidità, niente volatili, niente vibrazioni, niente resistenza ai comandi, niente lag.. """

Qui di dimostri che di spazio ne sai ben poco.
Tocca il dogma quanto ti pare .
Non mi metto certo a discutere con te.

 
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1 Mese 2 Settimane fa #67965 da peterpan3

Perdonami Peter.
Ammiro e stimo la tua competenza e l'inestimabile e inesauribile conoscenza, ma stai parlando di aerei in atmosfera terrestre, a qualche migliaio di metri da terra.
Nulla di paragonabile alle manovre in orbita lunare dove la riuscita del rendez-vous può fare la differenza tra la vita e la morte degli astronauti.

Un pilota che fa rifornimento in volo può effettuare diversi tentativi se il primo fallisce (a meno di non essere completamente a secco).
Un pilota giapponese se non si orienta si perde ma può sopravvivere ed eventualmente atterrare da qualche parte (se non è in mare aperto).

Se un pilota sbaglia l'appontaggio su una portaerei non è detto che non possa sopravvivere o che non riesca a rialzarsi in volo per un secondo tentativo.

Se un astronauta non si orienta non può trovare il modulo di comando.
Se un astronauta non si orienta si perde nello Spazio.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous può danneggiare irreparabilmente la navicella.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous può NON avere il carburante per un secondo tentativo.
Se un astronauta sbaglia il rendez-vous NON può atterrare "<em>da qualche parte</em>" e attendere i soccorsi.

In qualunque caso nello Spazio non c'è una terza opzione: <em>o riesci, o muori</em> e non auguro a nessuno l'agonia di rimanere a orbitare attorno alla Luna in attesa che si esaurisca l'ossigeno.
 

Tutto ciò non toglie che manovrare nello spazio sia una questione di matematica ben più di quanto lo sia nell'atmosfera, proprio perchè la quantità di variabili nello spazio è tremendamente inferiore a quanto accade all'interno dell'atmosfera. Ciò porta a una più accurata rappresentazione dell'evento anche in fase di simulazione. La conseguenza diretta è che un errore umano nello spazio è qualcosa di talmente raro da consentire di approciare la missione con una fermezza e sicurezza tali da far passare in secondo piano il rischio intrinseco del non rientro. 


Un pilota che fa rifornimento in volo può effettuare diversi tentativi se il primo fallisce (a meno di non essere completamente a secco).

Purtroppo no, uno strappo del bocchettone ad aggancio eseguito scarica comunque il carburante sotto pressione all'interno della pompa e del connettore, si tratta di circa 40-60kg di kerosene, esistono 11 casi registrati di incidenti di questo genere che hanno portato in tre occasioni alla morte di piloti, e questo solo per quel che riguarda la NATO. 

Se un pilota sbaglia l'appontaggio su una portaerei non è detto che non possa sopravvivere o che non riesca a rialzarsi in volo per un secondo tentativo.

I piloti deceduti a seguito di appontaggio fallito sono 988+

Se può rendere meglio il paragone, i sommergibilisti crepano come gli astronauti, a differenza che sott'acqua ci sono molte più variabili da considerare che nello spazio.
 

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1 Mese 2 Settimane fa #67966 da alanshephard
Durante la missione Apollo 11 si verificò un problema di riallineamento al momento del riaggancio tra il modulo lunare e il modulo di comando e servizio.
Apollo 14 incontrò difficoltà simili, fallendo cinque tentativi di aggancio tra il modulo di comando e il modulo lunare.
 

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67967 da Venusia
Un'analisi tecnica (NASA .gov) evidenzia come le manovre di docking dei moduli lunari Apollo siano state sfide ingegneristiche estreme, caratterizzate da accoppiamenti cross-axis degli RCS, derivazione giroscopica delle IMU e calcoli orbitali complessi a causa dei mascon [NTRS 19720005243].

Tali operazioni nel vuoto, prive di forze dissipative, rendevano la guida manuale estremamente critica, documentando i limiti fisici della navigazione spaziale dell'epoca [NTRS 19720005243]. 

A queste criticità si aggiungono l'instabilità dei transitori di pressione ipergolica della miscela Aerozine 50/NTO e l'assenza totale di un sistema di backup per l’Ascent Engine (NTRS 19710014949: nasa.gov), che rendevano il decollo un singolo punto di fallimento senza possibilità di riavvio.

La gestione della meccanica orbitale era ulteriormente complicata dal paradosso prograde, dove ogni accelerazione per raggiungere il target causava un innalzamento di quota e un conseguente rallentamento relativo, obbligando a manovre controintuitive in un sistema a smorzamento nullo.

Ogni impulso dei propulsori generava un'inerzia permanente difficile da compensare a causa del ritardo di campionamento del computer di bordo, portando il modulo costantemente vicino al limite di oscillazione divergente durante l'aggancio finale

NASA Technical Reports Server (NTRS):
nasa.gov

Come giocare al Nintendo.
Giustamente non hanno mai sbagliato. 


 
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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67969 da Roberto70
doppio

I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
Ultima Modifica 1 Mese 2 Settimane fa da Roberto70.

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67971 da Roberto70
Domanda per Peter:
Per quale motivo i cinesi sono letteralmente TERRORIZZATI da una manovra che può effettuare anche il più "sfigato" dei piloti terrestri?
E visto che vogliono utilizzare un artiglio robotico probabilmente comandato dalle la IA (operazioni troppo delicate per farle fare agli esseri umani)


L'Interfaccia: Il modulo di comando (orbiter) è dotato di tre bracci corti a forma di artiglio disposti a 120 gradi.
​La Cattura: Questi artigli si chiudono su barre metalliche circolari (maniglie) situate sul modulo di ascesa (il "LEM" cinese).
​Il Bloccaggio: Una volta che gli artigli hanno fatto presa, i bracci si retraggono per sigillare le due navette e permettere il trasferimento del personale.

mi sa che non è proprio facilissimo.
E questo metodo fa capire quanto i cinesi non si affidino al caso (o culo) ma calcolino bene ogni minimo particolare.
Per loro è già complicatissimo agganciare il lem con l'artiglio (una volta agganciato è un gioco da ragazzi perchè il lem "scivola" verso il modulo di comando a pochi cm al secondo).





Tu che dici?

 

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1 Mese 2 Settimane fa #67973 da Venusia
alanshepard 68966@@

In realtà durante apollo 11 non si verificò un vero e proprio fallimento del sistema di aggancio, ma un inconveniente durante la separazione iniziale tra il modulo di comando e il modulo lunare . Il tunnel di collegamento non era stato completamente depressurizzato, causando un piccolo effetto da tappo che spinse leggermente il modulo lunare fuori rotta, richiedendo piccole correzioni di traiettoria. Al ritorno dalla superficie lunare, il riaggancio tra i due moduli avvenne invece senza complicazioni tecniche rilevanti.

E vero che Apollo 14 tento 6 volte l'aggancio,  ma non finì in tragedia solo perché i problemi si verificarono durante la fase di andata, quando l'equipaggio era ancora in sicurezza all'interno del modulo di comando e il moodulo Lunare era ancora parcheggiato nel terzo stadio del razzo Saturn.
Il rischio mortale in un mancato aggancio si aveva solitamente al ritorno dalla Luna, se gli astronauti rimanevano bloccati nel modulo lunare e non potevano. rientrare nel modulo di comando per tornare sulla terra.
Se il sesto tentativo di aggancio fosse fallito, la missione sarebbe stata semplicemente interrotta. Gli astronauti avrebbero abbandonato il modulo lunare e sarebbero rientrati sulla Terra.

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1 Mese 2 Settimane fa #67974 da CharlieMike
Peterpan3 #67956

Tutto ciò non toglie che manovrare nello spazio sia una questione di matematica ben più di quanto lo sia nell'atmosfera, proprio perchè la quantità di variabili nello spazio è tremendamente inferiore a quanto accade all'interno dell'atmosfera. Ciò porta a una più accurata rappresentazione dell'evento anche in fase di simulazione. La conseguenza diretta è che un errore umano nello spazio è qualcosa di talmente raro da consentire di approcciare la missione con una fermezza e sicurezza tali da far passare in secondo piano il rischio intrinseco del non rientro.

Non so quanto possa essere più facile.
Nello Spazio non hai un sopra e un sotto. Hai un orbita più alta e una più bassa.
Se acceleri aumenti di quota. Non hai alettoni per compensare e stabilizzarla.
Se rallenti scendi di quota e paradossalmente aumenti la velocità rispetto al modulo di comando che si trova a un orbita più elevata.
Il tutto gestito da osservazioni fatte dagli astronauti con un sestante e inserendo i dati a mano nel computer.

Purtroppo no, uno strappo del bocchettone ad aggancio eseguito scarica comunque il carburante sotto pressione all'interno della pompa e del connettore, si tratta di circa 40-60kg di kerosene, esistono 11 casi registrati di incidenti di questo genere che hanno portato in tre occasioni alla morte di piloti, e questo solo per quel che riguarda la NATO.

Questo avviene dopo l'aggancio con l'aereo cisterna.
Io sto parlando del "prima".
Se il pilota non aggancia al primo tentativo puo riprovare fintanto che ha carburante per rimanere in volo, e un approccio troppo veloce tutt'al più danneggia la bocchetta.
Se il modulo lunare nel rendez-vous danneggia l'attacco non può più agganciarsi e gli astronauti rimangono a orbitare attorno alla Luna "finche morte non ci separi".

I piloti deceduti a seguito di appontaggio fallito sono 988+

E quanti sono invece quelli sopravvissuti?
Vogliamo provare ipotizzare la percentuale di astronauti deceduti in caso di rendez-vous fallito?

Se può rendere meglio il paragone, i sommergibilisti crepano come gli astronauti, a differenza che sott'acqua ci sono molte più variabili da considerare che nello spazio.

No, dai. Da te non me la aspettavo.
Come fai a paragonare le due cose?
Allora paragoniamoli con i morti sulle impalcature, gli sportivi estremi, i soccorritori che operano nelle emergenze.

I sommergibili non devono fare rendez-vous in orbita.
Se mai hanno fatto agganci tra sommergibili penso (ma qui mi puoi correggere tu) che sia stato da fermi, dopo un affiancamento laterale.
Di certo non in condizioni in cui una accelerata fa ridurre la profondità o viceversa, e non penso prora-contro-prora: a prora c'è il sonar, a poppa ci sono le eliche.

Il sommergibile deve solo tenere conto della profondità per non andare sotto il limite strutturale e evitare gli ostacoli che determina per via ottica o con il sonar.
Tutto il resto sono inconvenienti tecnici che possono capitare a qualunque veicolo.

(Ma non devo spiegartelo io questo).


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67977 da Venusia
Conferenza stampa astronauti.




Si è già mossa la macchina del complotto in America

Cosa è andato storto quando Christina Koch ha iniziato a parlare dell'oscurità dello spazio durante la conferenza stampa di ritorno a Houston? Una pausa di 10 secondi e alla fine è passata alla sua frase conclusiva:
Si è trattato semplicemente di una violazione del possibile accordo di non parlare di osservazioni scientifiche fino al raggiungimento di una "dichiarazione di consenso" con il team scientifico ufficiale? O di un semplice guasto tecnico del teleprompter?


min 59.13




Timelapse della ISS - Spazio profondo visto dallo spazio (04/06/07/08 agosto 2024)

Questa immagine proviene da una telecamera esterna alla stazione, quindi non da una tuta spaziale o dall'interno della ISS, e si possono vedere chiaramente le stelle



Vediamo se c'è ancora qualcuno che dice che le stelle non si possono vedere o riprendere


 
Ultima Modifica 1 Mese 2 Settimane fa da Venusia.

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1 Mese 2 Settimane fa - 1 Mese 2 Settimane fa #67980 da CharlieMike

Vediamo se c'è ancora qualcuno che dice che le stelle non si possono vedere o riprendere
Sfatiamo un mito.
Intanto il problema è fotografare le stelle, non vederle.

Se ti trovi sulla superficie lunare illuminata dal Sole non riesci a bilanciare la luminosità del terreno con quella delle stelle.
Quando hai regolato il diaframma per ottenere una buona esposizione del terreno di fatto hai impedito alla maggior parte della luce di arrivare alla pellicola (o al sensore) e di conseguenza la luce fioca delle stelle non è visibile.
Al contrario se regoli il diaframma in modo da poter vedere la fioca luce delle stelle, la pellicola (o il sensore) riceverà dal terreno una enorme quantità di luce che di fatto lo renderà completamente sovraesposto: vedresti quindi una enorme distesa completamente bianca priva di dettagli.
Se invece ti trovi sul lato in ombra della Luna, o sul modulo di comando o sulla ISS con il Sole alle spalle (purchè tu non abbia davanti la Terra), l'unica luce che entrerà nell'obiettivo sarà quella delle stelle e si potranno fotografare perfettamente.

L'occhio umano ha invece una limitata capacità di adattamento.
Non sono esperto. Penso che dipenda dalla retina.

Invento.
Probabilmente la retina non ha una sensibilità uniforme su tutta la superficie ma è in grado di modificarla per punti o zone.
Se in una zona riceve più luce abbassa la sensibilità mantenendola invece costante nelle zone dove la luminosità è più bassa.
In questo modo l'occhio riesce a vedere le stelle anche in condizioni di luminosità elevata.

(Spero di non avere detto una castroneria. Nel caso chi sa mi corregga.)


Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.
Ultima Modifica 1 Mese 2 Settimane fa da CharlieMike.

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1 Mese 2 Settimane fa #67981 da Venusia
Charlie 67980@@

""Sfatiamo un mito.
Intanto il problema è fotografare le stelle, non vederle.""



Ma infatti io parlo di fotografarle o riprenderle, non di vederle.
E non parlo dalla luna , ma dai moduli di comando.
Le immagini della ISS sono fotocamere piazzate esternamente alle ISS, e quello che si vede nel video è il risultato.
Ora Artemis una foto l'ha fatta, ma apollo nessuna.
E sicuramente anche le missioni apollo hanno avuto le stesse possibilità di riprenderle .
Cosi come anche i moduli di comando avevano fotocamere esterne.
La stronzata che non era una priorità della missione, o che le fotocamere non erano ancora all'avanguardia per farle non me la bevo.
Quindi se in 11 missioni non c'è una foto delle stelle il motivo è uno solo.
Erano sulla terra o in orbita terrestre ogni volta.

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1 Mese 2 Settimane fa #67982 da Roberto70
Questa volta è tutto vero!



I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare

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