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Artemis II - NASA
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Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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Non c'è differenza intrinseca tra fotocamera e videocamera (le differenze le fanno le impostazioni - vedresti tranquillamente stelle agli altissimi ISO che si ottengono con fotocamere di largo consumo). Se, come ho sentito, gli astronauti sono dotati solo di cellulare, allora niente stelle nemmeno stavolta. Una Sony A7s evidentemente pesava troppo...
Gli astronauti invece devono vederle eccome.
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- CharlieMike
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Così, se le immagini non si vedono o saranno di merda, Loro sono già giustificati.As bandwidth allows, this stream will feature live views from Artemis II's Orion spacecraft, without commentary, as it makes its journey around the Moon. This stream will begin as Artemis II begins its ascent into space and will conclude shortly before Orion splashes down into the Pacific Ocean. Viewers will see a blue screen if there is a loss of signal, or if the bandwidth is needed for mission activities.
...Se la larghezza di banda lo consentirà, questa diretta trasmetterà immagini in tempo reale dalla navicella Orion della missione Artemis II, senza commento, mentre compie il suo viaggio intorno alla Luna. La diretta avrà inizio quando Artemis II inizierà la sua ascesa nello spazio e terminerà poco prima che Orion ammarchi nell'Oceano Pacifico. Gli spettatori vedranno uno schermo blu in caso di perdita di segnale o qualora la larghezza di banda fosse necessaria per le attività della missione.
Excusatio non petita, accusatio manifesta.
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MARLO: Simpaticissimo ha gia iniziato nel suo post.
Mi metti il link perfavore?
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Ispirazione ≠ uguaglianzaI paragoni con Apollo sono talmente idioti che l'astronauta Christina Koch ha dichiarato che la missione si ispira ad Apollo 8.
Io mi ispiro a Gengis Khan, ma qualunque paragone tra me e lui è profondamente inopportuno.
VENUSIA
Io non ho paragonato nulla, ho fatto notare come i motivi che si celano dietro ai rinvii possano essere i più disparati e non necessariamente siamo tenuti a conoscere tutto.Avete difeso le missioni Apollo con tutti i paragoni possibili con altre missioni straniere, e adesso affermi che i paragoni sono idioti .
Questo vale per Artemis, per Polaris Dawn e per Luna Glob, su cui continuate a glissare.
La tua affermazione è molto interessante. Ti riporto qui sotto una dichiarazione rilasciata da un personaggio molto particolare, solo alla fine ti rivelerò chi è costui:Tanto sono parole tue yternos, la tecnologia non è mai andata persa , e cera già allora come oggi.
Questa frase la pronunciò l'amministratore delegato della Nasa."l'inestimabile esperienza dello sbarco sulla Luna, accumulata negli anni 60-70, è praticamente persa. Il cambio generazionale è stato interrotto".
O forse no. No, aspetta un attimo. Chi la pronunciò? Ho qualche dubbio a riguardo.......
Mi stai dicendo che forse la pronunciò l'ex direttore della Roscosmos Yuri Borisov? No, non può essere così, non è possibile
www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia...missione_119335.html
E invece è esattamente così.
SAM
Eddaje! Negli anni '50, '60 e '70 eravamo in grado di costruire centrali e sommergibili nucleari, inviare in orbita dei satelliti geostazionari, mandare degli uomini nello spazio, ma sulla Luna no!Rispondendo anche ad yternos, nessuno qui sta "gufando" questa missione, anzi, c'è molta curiosità e interesse, ma da qui a sovrapporla a quanto sarebbe "accaduto" nel 1969 ragazzi, ce ne vuole.
Ripeto e lo scrivo in grassetto: non sto paragonando le centrali nucleari allo sbarco sulla Luna.
Certo che è più semplice schermare una centrale perché non ha il vincolo di dover volare nello spazio, ma è altrettanto vero che nel suo nocciolo le radiazioni contenute sono infinitamente maggiori, con gli scienziati che sono costretti a lavorare negli uffici per oltre 9 ore al giorno per anni, se non addirittura decenni, non di certo per una settimana o pochi giorni!
Ovviamente anche costruire un sommergibile nucleare e mandare in orbita un satellite geostazionario non è paragonabile al programma Artemis o ad Apollo, ma questo fa riflettere molto sulla tecnologia di cui già negli anni '60 e '70 si era in possesso, perché da come la descrivi tu sembrava quasi di stare all'età della pietra!
Una persona molto esperta ha verificato le dosi assorbite dalle missioni degli anni '60, facendo dei calcoli molto precisi e non fidandosi ciecamente della Nasa.Non hai la più pallida idea delle differenze di calcolo, dei materiali e della tecnologia che sussiste tra quella odierna e quella degli anni 60, altrimenti non spareresti puttanate sulle FVA e sui pericoli dello spazio oltre le FVA in relazione all'equipaggiamento di oggi e di ieri.
Ma questo ovviamente non vale.
REDAZIONE
Semplificazione tendenziosa, profondamente tendenziosa, che ignora talmente tanti argomenti del dibattito che non vale nemmeno la pena di citarli uno per uno.Ma se andando alla cieca non è morto nessuno, vuol dire che la vecchia tecnologia andava bene. Ci sono andati 9 volte in tre anni.
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@Roberto70 #66722
GRAZIE per aver detto questo, così adesso Charliemike ci crederà, spero:
"Poi é vero che le capsule Apollo avevano una struttura a nido d'ape e che il polietilene era presente
Si, ma cosa non capisci di quello che ho postato.. ti posso aiutare:
1) Nel marzo 1973 la nasa ha scritto in un doc. ufficiale che i GCR erano pericolosi SOLO dopo ANNI di esposizione e di conseguenza NON aveva senso proteggersi contro il nulla visto che le missioni erano di pochi giorni
2) Il polietilene non serviva per le radiazioni ma per PROTEGGERSI contro il riscaldamento termico al rientro.
3) aggiungo, che il polietilene nelle missioni Apollo non era distribuito in modo uniforme come una "coperta" protettiva per gli astronauti, ma veniva usato in modo strategico solo dove serviva tecnicamente.In pratica, lo trovavi come isolante termico per proteggere i componenti elettronici più sensibili dal freddo estremo dello spazio o dal calore, oppure come materiale strutturale nei contenitori dei liquidi e dei rifiuti. Poiché ogni chilo portato sulla Luna costava una fortuna in termini di carburante, la NASA non poteva permettersi di rivestire l'intero abitacolo di plastica. Quindi quel materiale serviva a proteggere "la macchina" e le sue parti vitali più esposte agli sbalzi termici o alle sollecitazioni meccaniche, garantendo che la navicella rimanesse operativa per il tempo necessario a tornare a casa.
Questo testo lo avevo salvato per rispondere a quello scappatodicasa di C&S visto che massimo aveva chiuso il thread.
Sapevo che prima o poi sarebbe tornato utile per demolire il cherry picking dello scappatodecasa C&S
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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"Ogni missione fa storia a se". Sono parole tue.Questo vale per Artemis, per Polaris Dawn e per Luna Glob, su cui continuate a glissare.
Evidentemente negli anni '70 una cosa chiamata "Archivio" era sconosciuta."l'inestimabile esperienza dello sbarco sulla Luna, accumulata negli anni 60-70, è praticamente persa. Il cambio generazionale è stato interrotto".
I vecchi la tecnologia se la sono portata nella tomba.
"Come contraddirsi nella stessa frase" for dummies.Negli anni '50, '60 e '70 eravamo in grado di costruire centrali nucleari, sommergibili nucleari, inviare in orbita dei satelliti geostazionari, mandare degli uomini nello spazio, ma sulla Luna no!
Ripeto e lo scrivo in grassetto: non sto paragonando le centrali nucleari allo sbarco sulla Luna,
Affermazione senza spiegazioni o fonti = FUFFA senza valoreSemplificazione tendenziosa, profondamente tendenziosa, che ignora talmente tanti argomenti del dibattito che non vale nemmeno la pena di citarli uno per uno.
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E quindi? Potremmo non conoscere minuziosamente i dettagli tecnici sulle protezioni utilizzate per proteggere le capsule e gli astronauti dalle radiazioni? E quindi? Il fatto che non conosciamo determinati argomenti nel dettaglio significa che le protezioni fossero assenti del tutto?Sta a te provarlo! Io non sono in grado di identificare univocamente un materiale che abbia garantito la protezione perpetua dalle radiazioni per tutte le missioni (semplicemente perché non sono un tecnico, perché NON FACCIO L'INGEGNERE AEROSPAZIALE DI LAVORO), ma da qui ad asserire l'assoluta assenza di precauzioni adottate dalla Nasa va' che ce ne passa parecchio!Alerivoli,
@Roberto70 #66722
GRAZIE per aver detto questo, così adesso Charliemike ci crederà, spero:
"Poi é vero che le capsule Apollo avevano una struttura a nido d'ape e che il polietilene era presente
Si, ma cosa non capisci di quello che ho postato.. ti posso aiutare:
1) Nel marzo 1973 la nasa ha scritto in un doc. ufficiale che i GCR erano pericolosi SOLO dopo ANNI di esposizione e di conseguenza NON aveva senso proteggersi contro il nulla visto che le missioni erano di pochi giorni
2) Il polietilene non serviva per le radiazioni ma per PROTEGGERSI contro il riscaldamento termico al rientro.
3) aggiungo, che il polietilene nelle missioni Apollo non era distribuito in modo uniforme come una "coperta" protettiva per gli astronauti, ma veniva usato in modo strategico solo dove serviva tecnicamente.In pratica, lo trovavi come isolante termico per proteggere i componenti elettronici più sensibili dal freddo estremo dello spazio o dal calore, oppure come materiale strutturale nei contenitori dei liquidi e dei rifiuti. Poiché ogni chilo portato sulla Luna costava una fortuna in termini di carburante, la NASA non poteva permettersi di rivestire l'intero abitacolo di plastica. Quindi quel materiale serviva a proteggere "la macchina" e le sue parti vitali più esposte agli sbalzi termici o alle sollecitazioni meccaniche, garantendo che la navicella rimanesse operativa per il tempo necessario a tornare a casa.
Questo testo lo avevo salvato per rispondere a quello scappatodicasa di C&S visto che massimo aveva chiuso il thread.
Sapevo che prima o poi sarebbe tornato utile per demolire il cherry picking dello scappatodecasa C&S <img src="/media/kunena/emoticons/3.gif" >
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In questo forum non ti cago più, te l'ho già scritto sabato. Scrivi quello che vuoi. Se vuoi avere una risposta da me apriti un'altra discussione che gestisci tu.YTERNOS #66750
"Ogni missione fa storia a se". Sono parole tue.Questo vale per Artemis, per Polaris Dawn e per Luna Glob, su cui continuate a glissare.
Evidentemente negli anni '70 una cosa chiamata "<em>Archivio</em>" era sconosciuta."l'inestimabile esperienza dello sbarco sulla Luna, accumulata negli anni 60-70, è praticamente persa. Il cambio generazionale è stato interrotto".
I vecchi la tecnologia se la sono portata nella tomba."<em>Come contraddirsi nella stessa frase</em>" for dummies.Negli anni '50, '60 e '70 eravamo in grado di costruire centrali nucleari, sommergibili nucleari, inviare in orbita dei satelliti geostazionari, mandare degli uomini nello spazio, ma sulla Luna no!
Ripeto e lo scrivo in grassetto: <strong>non sto paragonando le centrali nucleari allo sbarco sulla Luna, </strong>Affermazione senza spiegazioni o fonti = <strong>FUFFA senza valore</strong>Semplificazione tendenziosa, profondamente tendenziosa, che ignora talmente tanti argomenti del dibattito che <strong>non vale nemmeno la pena di citarli uno per uno</strong>.
PS: almeno se vuoi commentare dei virgolettati cita l'autore della dichiarazione. Alla prossima.
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Per voi è l'ennesimo vicolo cieco.. sorry
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Ti reputo un "debunker" intelligente, quindi non ti ci mettere anche tu a sparare robe non pertinenti e del tutto fuori contesto (oltre ad avere iniziato la giornata con battutine poco simpatiche).
Le centrali nucleari non c azzeccano nulla con l'esplorazione spaziale. Inoltre non hai vincoli di schermatura legati al peso ed alla manovrabilità della struttura. Le centrali nucleari puoi imbottirle a iosa, pensa che il reattore nucleare è schermato da acciaio speciale spesso 20-30 cm, calcestruzzo pesante e piombo.
Te la immagini tutta sta roba su una navetta che deve andare sulla luna? Inoltre come la fai decollare? Con Mazinga z?
Tra l'altro nessuno ha mai sostenuto che le FVA ti fulminano all'istante come ha lasciato intendere Coglionissimo nel post (?) qui riportato, ma che potrebbero comportare danni gravi alla salute a breve, medio e lungo termine.
Il fatto che gli astronauti di Artemis 2 siano ancora vivi non significa un cazzo. Nessuno si aspettava che morissero.
Riguardo le radiazioni oltre le FVA idem, stesso identico discorso.
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A bordo dovrebbero avere anche 2 Nikon D5, modello scelto per via dell'elevata gamma dinamica e la resistenza alle radiazioni.
"La stampa è morta" (Egon Spengler - Ghostbuster)
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qui dicono che testeranno comunicazioni tramite laser modulato :
..In addition to traditional radio network support, the spacecraft will host the Orion Artemis II Optical Communications System , a laser communications terminal that will transmit real science and crew data over laser links. Demonstrations like the recent Deep Space Optical Communications payload have proven laser communications systems can send more than 100 times more data than comparable radio networks, even millions of miles away from Earth...
poi da soli si smentiscono :
Each Artemis mission will build upon existing capabilities, including data processing and handling. For the Artemis II flight test, data from Orion will be compressed after it reaches Earth to manage the large amount of information. Data compression will reduce image and video quality and give priority to crew communications and mission data.
da qui gli estratti :
www.nasa.gov/missions/artemis/networks-k...i-mission-connected/
qui lo spiegano un po meglio:
www.panorama.it/attualita/difesa-aerospa...-comunicazioni-laser
..durante il suo viaggio di 10 giorni intorno alla Luna, la missione Artemis II si affiderà al Near Space Network (NSN) e al Deep Space Network (DSN) della Nasa per le comunicazioni principali con la Terra. Contemporaneamente, la navicella Orion utilizzerà il sistema di comunicazioni ottiche «O2O» per trasmettere dati dalla missione, dimostrando l’utilità operativa delle comunicazioni laser in un volo di prova lunare con equipaggio...
Le comunicazioni laser utilizzano la luce infrarossa invisibile per inviare e ricevere più dati in una singola trasmissione rispetto ai tradizionali sistemi di comunicazione radio. Le onde elettromagnetiche dello spettro dei raggi infrarossi possono trasferire più dati in un singolo collegamento, rendendoli più efficienti per il trasferimento dati. Ciò è dovuto sia alla frequenza più elevata, sia alla larghezza dei segnali, che può veicolare più informazioni di quante se ne potessero inviare con i tradizionali segnali radio. Più dati significano più scoperte e più sicurezza; inoltre, tali sistemi di comunicazione hanno dimensioni e peso ridotti.Il terminale O2O installato sulla navicella è composto da tre componenti: il modulo ottico, il modem e il controller. Il modulo ottico è un piccolo orientabile verso i terminali terrestri. Il modem converte i dati e i comandi della missione in raggi laser e viceversa per la comunicazione, infine il controller contiene un computer collegato con i sistemi elettronici di volo della Orion per controllare il puntamento del telescopio, mantenendo la navicella nella posizione corretta.
Sulla Terra, i telescopi delle stazioni di terra del centro Nasa di White Sands Complex, Las Cruces, Nuovo Messico, e del Table Mountain Facility in California, cattureranno i segnali di O2O. Tali stazioni sono state scelte per la loro posizione elevata e l’ambiente arido che le circonda, al fine di garantire un collegamento stabile. Il clima sereno e la scarsa copertura nuvolosa in entrambe le località contribuiscono a mantenere la qualità dei collegamenti laser, poiché uno dei limiti delle comunicazioni laser è proprio l’attenuazione da parte di nuvole e precipitazioni.
Infine, a seguire le trasmissioni O2O della Orion sarà anche l’Australian National University, mediante l’osservatorio del Monte Stromlo (Canberra), dal quale sarà possibile inviare comunicazioni quando, a causa della rotazione terrestre, la missione Artemis II sarà in ombra rispetto agli Stati Uniti. Ma poi niente più navi ripetitrici di segnali, niente più catene di collegamento: il primo ricevitore O2O che capta le comunicazioni potrà instradarle via internet verso il resto del mondo. Tutto questo ha con le vecchie comunicazioni soltanto una cosa in comune: quegli 1,3 secondi che la velocità della luce impiega a completare il tragitto tra Luna e Terra.
Forse non funziona o non lo hanno ancora acceso... boh!!
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SAM, ho scritto a chiare lettere che sia molto più semplice schermare una centrale nucleare rispetto ad una capsula, ma è anche vero che le radiazioni contenute nel nocciolo sono tremendamente superiori, in più il personale deve lavorare negli uffici per decenni, non per pochi giorni o poche ore (anche noi italiani ci arrivammo nei primi anni '70!) I sommergibili nucleari e i satelliti geostazionari hanno vincoli più stringenti rispetto a una centrale, quindi anch'essi hanno problemi di peso e non si possono schermare a iosa.Yternos
Ti reputo un "debunker" intelligente, quindi non ti ci mettere anche tu a sparare robe non pertinenti e del tutto fuori contesto (oltre ad avere iniziato la giornata con battutine poco simpatiche).
Le centrali nucleari non c azzeccano nulla con l'esplorazione spaziale. Inoltre non hai vincoli di schermatura legati al peso ed alla manovrabilità della struttura. Le centrali nucleari puoi imbottirle a iosa, pensa che il reattore nucleare è schermato da acciaio speciale spesso 20-30 cm, calcestruzzo pesante e piombo.
Te la immagini tutta sta roba su una navetta che deve andare sulla luna? Inoltre come la fai decollare? Con Mazinga z?
Tra l'altro nessuno ha mai sostenuto che le FVA ti fulminano all'istante come ha lasciato intendere Coglionissimo nel post (?) qui riportato, ma che potrebbero comportare danni gravi alla salute a breve, medio è lungo termine.
Il fatto che gli astronauti di Artemis 2 siano ancora vivi non significa un cazzo. Nessuno si aspettava che morissero.
Riguardo le radiazioni oltre le FVA idem, stesso identico discorso.
Chiaramente il paragone non sussiste, l'ho ribadito anche nel mio commento precedente con tanto di grassetto, ma da qui a credere che negli anni '60 fossimo antiquati ce ne passa! Da come è stata descritta la tecnologia di quegli anni sembrava di essere all'uomo di Neanderthal, ma così non era!
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refrigerante nelle pareti per smaltire il calore dell'elettronica e arrivando al rumore bianco ad alta velocità dei ventilatori dell'ECLSS necessari per far circolare l'ossigeno ed evitare che l'anidride carbonica ristagni intorno al viso degli astronauti, a cui si aggiungono i clic metallici delle valvole di regolazione della pressione che scattano ogni volta che il sistema compensa le micro-variazioni atmosferiche interne e il sibilo dei sistemi di rigenerazione
dell'aria che filtrano l'umidità e i contaminanti, insieme al ronzio elettrico ad alta frequenza degli inverter di potenza e dei processori dell'avionica che gestiscono la navigazione autonoma, creando un tappeto sonoro incessante che non si spegne mai perché ogni macchina è fondamentale per la sopravvivenza e costringe l'equipaggio a usare cuffie a cancellazione di rumore o tappi in schiuma per proteggere l'udito durante le ore di riposo e non perdere la concentrazione durante le manovre critiche.
www.google.com/url?sa=i&source=web&rct=j...ust=1775219797943000
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Qualcuno avverte questi rumori ??
Qualcuno li ha mai sentiti nelle trasmissioni Apollo??
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Una volta eri meno divertente.
E il bello è che lo hai pure citato nel tuo post:almeno se vuoi commentare dei virgolettati cita l'autore della dichiarazione. Alla prossima.
Quello che ho commentato proviene dal tuo post appena poco sopra (non si fa nemmeno la fatica di cercarlo), ho scritto il tuo nick e il numero: basta solo andare a leggere e si scopre chi è l'autore dei virgolettati.CharlieMike ha scritto:
YTERNOS #66750
YTERNOS #66753
(Leggere con voce da imbonitore di piazza) Ssiorre e ssiorri abbiamo quì un perfetto esempio di "inversione della conferma", ovvero della "spiegazione che viene adattata ai fatti narrati".E quindi? Potremmo non conoscere minuziosamente i dettagli tecnici sulle protezioni utilizzate per proteggere le capsule e gli astronauti dalle radiazioni? E quindi? Il fatto che non conosciamo determinati argomenti nel dettaglio significa che le protezioni fossero assenti del tutto?Sta a te provarlo! Io non sono in grado di identificare univocamente un materiale che abbia garantito la protezione perpetua dalle radiazioni per tutte le missioni (semplicemente perché non sono un tecnico, perché NON FACCIO L'INGEGNERE AEROSPAZIALE DI LAVORO), ma da qui ad asserire l'assoluta assenza di precauzioni adottate dalla Nasa va' che ce ne passa parecchio!
Partendo dalla indiscutibile premessa "le missioni Apollo HANNO ALLUNATO degli esseri umani" si adatta la spiegazione: "asserire l'assoluta assenza di precauzioni adottate dalla Nasa va' che ce ne passa parecchio", ovvero le protezioni c'erano e hanno sicuramente funzionato.
Il fatto di non sapere di che natura fossero queste protezioni e/o se erano sufficienti è del tutto irrilevante.
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Il rendering è generato in tempo reale prendendo dati dalle telemetrie, quindi ogni spostamento che vediamo sarebbe lo specchio dello spostamento reale della capsula.sto rendering a che ci serve?
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