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Artemis II - NASA
Pericolo stimato 1 su 10
Apollo 8 V
Apollo 10 V
apollo 11 V
apollo 12 V
apollo 13 V
apollo 14 V
apollo 15 V
apollo 16 V
Apollo 17 V
Se una missione ha 1 possibilità su 10 di fallire (10%), significa che ha una probabilità di successo del 90% (0,9).
Il punto chiave in statistica è che ogni missione è un evento indipendente. Se ne hai già portate a termine 9 con successo, la decima missione ha comunque il 90% di probabilità di riuscita. Il passato non influenza il futuro: questa è la regola degli eventi indipendenti.
Tuttavia, se guardiamo all'intera sequenza (il rischio cumulativo), il calcolo cambia. Ecco come evolve la probabilità di completare TUTTE le missioni senza mai fallire:
- Dopo 1 missione: 90% di probabilità di successo totale.
- Dopo 5 missioni: circa 59% di probabilità di successo totale.
- Dopo 10 missioni: circa 35% di probabilità di successo totale.
In pratica, se pianifichi un blocco di 10 missioni, hai il 65% di probabilità di incontrarne almeno una che fallisce, anche se singolarmente ognuna sembra "sicura" al 90%.
Calcolo rapido per il rischio di fallimento su N missioni:
1 - (0,9 elevato al numero di missioni).
Esempio su 10 missioni:
1 - (0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9 * 0,9) = 0,651 (ovvero 65,1%).
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Questo calcolo è molto importante quando si parla dei rischi di oggi e di allora.
Tu dici 1/10 di fallire per Apollo.
I debunker improvvisati a volte sparano che nelle missioni Apollo ci fosse un rischio del 50% di fallire, dimenticandosi che il calcolo della probabilità dell'evento complessivo "9 missioni su 9 partono per la Luna e ritornano sane e salve" rende come risultato lo 0,2% (cioè, impossibile).
Volendo prendere per buono il rischio di Apollo di 1/10 (nel 1969), mi domando cosa stiano aspettando quelli di Artemis (nel 2026) a partire per allunare... visto che - ci dicono- oggi nessuno si vuole assumere i rischi del 1969.
Basterebbere arrivare a un rischio di 1/25 o 1/30 per avere una probabilità di successo della singola missione superiore al 95%, che mi sembra una percentuale accettabile per un viaggio sulla Luna.
Invece brancolano nel buio, dicendo che i rischi sono compresi tra 1/2 e 1/50 (e grazie ar..).
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"""Tu dici 1/10 di fallire per Apollo."""
Non lo dico io .
www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n65180...hio-missione-lunare/
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E delle due l'una:
- o il rischio era non così alto nel 1969 (1/10), e allora Artemis anche IV dovrebbe essere in una botte di ferro;
- o il rischio era troppo alto nel 1969 per consentire a tutte e 9 le missioni una ragionevole probabilità di successo.
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Dopodomani si parte.
Comunque se fossi stato al posto di Trump , non avrei certo fatto partire una missione così importante in concomitanza con un invasione di terra nell'Iran.
Poi magari un giorno scopriremo che in realtà era quello che voleva.
In ogni caso credo che una coprirà l'altra.
Bisogna capire solo quale.
Forse il bello deve ancora venire.
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- CharlieMike
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Non voglio dire che lo avevo previsto perchè direi una falsità, ma le probabilità erano piuttosto a favore.Direi che stavolta ci siamo.
Dopodomani si parte.
...
Forse il bello deve ancora venire.
Dopo tanti rinvii per un motivo o per l'altro, tecnici e/o politici, l'incombenza dei cinesi ha messo il pepe al culo agli USA(*).
Come ho già detto in precedenti post, (è mia opinione che) i vari rinvii per problemi tecnici potevano essere una copertura per non dover ammettere di avere dei grossi problemi irrisolti (da 60 anni) ma, con il fiato sul collo dei cinesi, non si può tirare la corda a lungo.
Temo (per gli astronauti) che siano arrivati a un compromesso.
E' mia opinione che il grosso problema, a cui faticano a trovare una soluzione, potrebbe (condizionale) essere quello delle radiazioni, in particolare le particelle cariche dei brillamenti solari.
Questo lo desumo dal fatto che, durante il viaggio, i brillamenti solari sono costantemente monitorati dal Controllo Missione di Houston e comunicati agli astronauti in caso di pericolo, e che le protezioni da adottare sono quelle di posizionarsi in una zona interna della navicella smontando e sistemando opportunamente l'equipaggiamento.
Inoltre gli astronauti hanno in dotazione dei dosimetri personali per monitorare la quantità di radiazioni assorbite, indizio evidente che non esiste una schermatura efficace (assurdo, dopo avere mandato due costosi manichini proprio per questo specifico scopo).
www.golem.de/news/artemis-ii-wettlauf-ge...e-2603-206573-2.htmlQualora venisse rilevata una forte tempesta solare, la navicella spaziale Orion stessa si trasformerebbe in un rifugio. Gli astronauti sono addestrati a convertire l'interno della capsula in una cosiddetta "cantina anti-tempesta".
L'equipaggiamento già presente a bordo viene riorganizzato e fissato alle pareti interne della capsula. Tra questi figurano borse, contenitori per l'acqua e provviste. Questa massa aggiuntiva funge da barriera per rallentare le particelle di radiazioni in arrivo. Gli astronauti indossano inoltre dosimetri personali che emettono un allarme in caso di aumento dei livelli di radiazione.
Per cui gli astronauti partono per un flyby attorno alla Luna aggranchiati ai propri testicoli.
(Mi domando a cosa si aggranchia la donna astronauta Christina Koch).
----
(*) Vorrei fare un distinguo tra NASA e USA perchè in questo caso non sono sinonimi.
La NASA sono tutti i tecnici e gli scienziati impegnati in una missione puramente scientifica.
Gli USA sono i burocrati il cui interesse è prettamente politico.
Mentre per i PRIMI(**) interessa allunare per scopi scientifici e quindi la competizione con altri paesi dovrebbe essere da evitare anzi, è più favorevole le cooperazione, per i SECONDI(**) è fondamentale arrivare primi per stabilire diritti e priorità(***).
(**) Ho usato il maiuscolo in vece del grassetto a causa dei problemi dell'editor.
(***) Gli Stati Uniti non sono famosi per il rispetto dei trattati.
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Solo di una cosa sono convinto
Io non credo che i cinesi abbiano una tecnologia superiore agli americani
Infatti mandano ancora sonde o cose simili, ma non essere umani.
Quando sento le loro dichiarazioni di andare sulla luna entro il 2030 con equipaggio , faccio lo stesso ragionamento che faccio per la Nasa.
Anche i cinesi sono maestri a raccontare cazzate e lo spazio è uguale per tutti.
Ecco perché non capisco fino in fondo questa fretta, come del resto non capisco quella di 60 anni fa .
Qui si rischia la vita delke persone .
Ovviamente a parole , poi nei fatti i miracoli succedono sempre piu spesso.
.Pensa se andasse male.
Trump ha scatenato guerre ovunque, implicato in pedofilia, genocidi, e adesso manda pure a morire 4 astronauti.
Altro che midtern.
Qyesto non arriva al giorno dopo.
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ormai vedendo la non curanza dell'opinione pubblica dove ogni crimine contro l'umanità è accettato senza ritorsioni o ingenti proteste, dubito che si muoverebbe qualcosa..Questo non arriva al giorno dopo.
Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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Tant'è che non hanno delle lastre spesse 1 metro di piombo dietro cui ripararsi, bensì materiali già testati e utilizzati fin "dall'antichità" dei viaggi spaziali
Per chi fosse scettico, sappia che ANCHE un mio "collega", che operava nel decommissioning della centrale di Trino, aveva SEMPRE il suo buon dosimetro appeso alla cintura:
proprio perchè certe radiazioni non possono essere schermate e soprattutto proprio perchè è OVVIO che bisogna tenere sotto controllo queste radiazioni, in modo da non superare assolutamente la dose minima permessa, ovvero quella che non procura danno
Non dovrebbe essere un discorso difficile da capire
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- CharlieMike
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Non ho info a riguardo.Solo di una cosa sono convinto
Io non credo che i cinesi abbiano una tecnologia superiore agli americani
Infatti mandano ancora sonde o cose simili, ma non essere umani.
Quando sento le loro dichiarazioni di andare sulla luna entro il 2030 con equipaggio , faccio lo stesso ragionamento che faccio per la Nasa.
Anche i cinesi sono maestri a raccontare cazzate e lo spazio è uguale per tutti.
Tuttavia penso che a volte "basta la parola" come recitava un vecchio spot anni '60.
Non so se alla NASA sono a conoscenza dei progressi dei cinesi (probabilmente si, altrimenti non correrebbero tanto), ma se ne sono all'oscuro sono sufficienti le dichiarazioni per mettergli il pepe al culo.
Pensi forse che agli USA interessa qualcosa?Qui si rischia la vita delke persone .
Pensa a Pearl Harbor, all'11/9 e ti farai un idea di quanto poco conta la pelle delle persone alle varie amministrazioni USA quando c'è di mezzo la politica o, ancora di più, il profitto.
Cosa vuoi che siano 4 astronauti a confronto delle migliaia di vittime causate dalle guerre e dai rituali nell'isola di Epstein. La goccia nell'oceano..Pensa se andasse male.
Trump ha scatenato guerre ovunque, implicato in pedofilia, genocidi, e adesso manda pure a morire 4 astronauti.
Comunque vada sarebbe una distrazione da tutti i fatti, ma solo per poco tempo.
L'attenzione per la Luna sarà comunque surclassata dalla guerra in Iran.
All'americano medio (e non solo a lui) frega poco di quattro astronauti quando si deve svenare alla pompa di benzina.
I motivi per cui non ci arriva sono altri e ben più pesanti.Altro che midterm.
Questo non arriva al giorno dopo.
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come il plexiglas del visore nei caschi!Tant'è che non hanno delle lastre spesse 1 metro di piombo dietro cui ripararsi, bensì materiali già testati e utilizzati fin "dall'antichità" dei viaggi spaziali
Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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- CharlieMike
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Io invece sono FERMAMENTE convinto che dopo "circa" 60 anni di sonde di ogni Nazionalità, equipaggiate con sensori di ogni tipo e di test vari si sappia benissimo cosa c'è "la fuori"e si sappia benissimo quanto pericolo (tanto!) ci sia e altrettanto si sappia cosa utilizzare per schermare le attrezzature, anche umane, sensibili
...
Tant'è che non hanno delle lastre spesse 1 metro di piombo dietro cui ripararsi, bensì materiali già testati e utilizzati fin "dall'antichità" dei viaggi spaziali
Eccoli i " materiali già testati e utilizzati fin "dall'antichità" dei viaggi spaziali ".
www.golem.de/news/artemis-ii-wettlauf-ge...e-2603-206573-2.htmlL'equipaggiamento già presente a bordo viene riorganizzato e fissato alle pareti interne della capsula. Tra questi figurano borse, contenitori per l'acqua e provviste. Questa massa aggiuntiva funge da barriera per rallentare le particelle di radiazioni in arrivo.
Peccato che alla centrale di Trino se il dosimetro supera il valore di guardia il tuo collega poteva scappare a gambe levate.Per chi fosse scettico, sappia che ANCHE un mio "collega", che operava nel decommissioning della centrale di Trino, aveva SEMPRE il suo buon dosimetro appeso alla cintura:
Sulla navicella no.
Il dosimetro sulla navicella serve solo a darti il tempo di recitare le ultime preghiere ravanandoti i testicoli.
Ahh, certe radiazioni non possono essere schermate. Interessante ammissione.proprio perchè certe radiazioni non possono essere schermate e soprattutto proprio perchè è OVVIO che bisogna tenere sotto controllo queste radiazioni, in modo da non superare assolutamente la dose minima permessa, ovvero quella che non procura danno
Uguale uguale alle missioni Apollo.
Li non li avevano nemmeno informati di usare borse, contenitori per l'acqua e provviste per farsi scudo.
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Le radiazioni non possono essere schermate completamente scusate!
Io però non capisco: se si accetta la presenza di satelliti geostazionari, vuol dire che oltre un certo "lassù" qualcosa di creazione umana c'è già andato, e avrà trasmesso un qualche dato riguardante i tipi di radiazioni ivi presenti! (ovviamente sono molto sarcastico in quanto ormai sono dati stra-risaputi)
Ma veramente, c'e ancora qualcuno qui che crede che oltre le fasce di Van Allen la vita sia impossibile?
Con opportune schermature ed entro precisi e prestabiliti intervalli di tempo la quantità di radiazioni assorbite rientra tranquillamente nella sopportabilità umana, non credete?
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Nessuno contesta il fatto che con le giuste protezioni forse le fasce si possono superare.
Ma primo ,non ci sono solo le fasce di Van Allen e secondo non credo che bastino 2 fogli di alluminio per salvarsi nello spazio.
Esattamente quello che è avvenuto il secolo scorso
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Andrea Bettini, inviato Rainews24 a Cape Canaveral
www.rainews.it/articoli/2026/03/cape-can...96-34c7f73fcc0b.html
intanto
i.imgur.com/lTqCpst.mp4
i.imgur.com/F0r1cks.mp4
L'eruzione solare è avvenuta dalla Regione Attiva 4405 e ha raggiunto il picco alle 03:19 UTC. Ha generato un'espulsione di massa coronale (CME) molto veloce e ampia, che viaggiava a una velocità stimata di 1.872 km/s.
Traiettoria: le immagini del coronografo (LASCO) mostrano la CME che si propaga verso est nello spazio. Posizione della cometa: la cometa MAPS si trova attualmente a est del Sole (a un'elongazione di circa 17°) mentre si dirige verso un perielio da record il 4 aprile.
Tempistica: alla sua velocità attuale, la CME ha raggiunto la distanza della cometa dal Sole (circa 0,32 UA) circa 7-8 ore dopo l'eruzione.
Ciò significa che la cometa sta probabilmente attraversando il plasma denso della CME proprio ora (a metà giornata del 30 marzo).
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- CharlieMike
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Pensa te Bruno Vespa come rosica.Tutto pronto a Cape Canaveral, in Florida: ecco cosa farà la missione Artemis II verso la LunaPer la prima volta dal 1972 degli astronauti viaggeranno fino al nostro satellite naturale. Partenza alle 0.24 italiane del 2 aprile, con diretta su RaiNews24 25 minuti
Andrea Bettini, inviato Rainews24 a Cape Canaveral
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tu dici:
"non ci sono solo le fasce di Van Allen e secondo non credo che bastino 2 fogli di alluminio per salvarsi nello spazio. "
Esattamente, il problema è soprattutto all'esterno delle FVA, però niente che non sia studiato, saputo e risaputo.
E infatti la protezione dei veicoli spaziali del secolo scorso già utilizzavano materiali adatti allo scopo e ai tempi di durata di quelle missioni.
Lo sapevano benissimo che 2 fogli di alluminio non erano sufficienti, infatti utilizzavano ANCHE ben altro, ne abbiamo parlato e riparlato (con sufficienti fonti di approfondimento) proprio in questi forum
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Ti ricordo che è stato lo stesso Egilos ha confermare questo dato per esempio sulle macchine fotografiche.
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Abbiamo inviato sonde su sonde, di tutte le nazionalità, ci sono i satelliti, sappiamo perfettamente tipo e intensità di tutte le radiazioni da decenni.
Avremmo potuto evitare Artemis I coi suoi 6.000 sensori e avremmo potuto lanciare direttamente Artemis II con gli astronauti. Un inutile spreco di tempo e soldi.
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Artemis II, programmata per il 2026, è la prima missione con equipaggio del programma Artemis, con l'obiettivo di far volare quattro astronauti attorno alla Luna (senza allunaggio) in un test di 10 giorni. Utilizzando il razzo SLS e la capsula Orion, la missione verificherà i sistemi di supporto vitale nello spazio profondo, inclusa la traiettoria di ritorno libero e il rientro atmosferico ad alta velocità
Ecco le specifiche dettagliate della missione Artemis II:
- Obiettivi Principali: Testare i sistemi della navicella Orion con equipaggio, inclusi supporto vitale, navigazione e comunicazioni, per preparare il terreno per lo sbarco lunare di Artemis III.
- Equipaggio: Quattro astronauti (tre americani e uno canadese), tra cui il comandante Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen.
- Lancio: Previsto per il 1° aprile 2026 (con finestre di lancio successive) dalla rampa 39B del Kennedy Space Center, Florida, tramite il razzo Space Launch System (SLS).
- Durata: Circa 10 giorni.
- Traiettoria: "Ritorno libero" (free-return), sfruttando la gravità lunare per tornare sulla Terra senza necessità di importanti manovre motorizzate.
- Distanza: La capsula sorvolerà la faccia nascosta della Luna, arrivando a circa 7.400 km dalla superficie.
- Durata: Circa 10 giorni.
- Traiettoria: "Ritorno libero" (free-return), sfruttando la gravità lunare per tornare sulla Terra senza necessità di importanti manovre motorizzate.
- Distanza: La capsula sorvolerà la faccia nascosta della Luna, arrivando a circa 7.400 km dalla superficie.
Rientro: Ammaraggio nell'Oceano Pacifico dopo aver affrontato temperature di 1600 C durante il rientro in atmosfera a circa25000 km\h
- Tecnologie Chiave: Test del sistema di comunicazione ottica Orion Artemis II Optical Communications System (O2O), capace di inviare dati ad alta velocità.
- Esperimenti: L'equipaggio parteciperà a 10 esperimenti, tra cui Standard Measures e Artemis Crew Health and Resilience (ARCHeR), per monitorare la salute biometrica e fisiologica in condizioni di microgravità e radiazioni
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Visto i problemi allo scudo termico di artemis 1, la NASA intende risolverlo non modificando o sostituendo lo scudo, ma cambiando l'angolo di ingresso in atmosfera.Rientro: Ammaraggio nell'Oceano Pacifico dopo aver affrontato temperature di 1600 C durante il rientro in atmosfera a circa25000 km\h
Angolo di ingresso sarà più ripido, quasi "verticale", puntando ad effettuare una discesa più diretta.
Questo servirebbe a ridurre il tempo di esposizione, ovvero il tempo di "frenata" in atmosfera (riduzione del tempo che la capsula trascorre nella fase di massimo riscaldamento).
Questo comporta una velocità di ingresso di circa 40000 Km/h (non 25000). Tale velocità comporta che l'angolo di ingresso scelto venga rispettato al millimetro, altrimenti non si tratterà più di rischiare di bruciare vivi, bensì di rischiare di disintegrarsi come dei moscerini appiccicati al parabrezza di un auto.
Tra l'altro non è neanche certo che tale angolo di ingresso (riduzione del tempo di esposizione) eviti la rottura/cedimento dello scudo termico, dato che trattasi di calcoli e congetture. In realtà questa "soluzione" NON è mai stata testata con Orion.
Nonostante le critiche di alcuni esperti esterni, la NASA ritiene che questa manovra operativa sia sufficiente a garantire la sicurezza dell'equipaggio senza dover ridisegnare o sostituire lo scudo termico già installato.
La realtà è che, anche volendo, NON avrebbero tempo utile per testarlo o, peggio ancora, per riprogettarlo daccapo.
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Sarà un caso ma mi ricorda la soluzione che hanno (avrebbero) adottato 60 anni fa per l'attraversamento delle Fasce di Van Allen.Angolo di ingresso sarà più ripido, quasi "verticale", puntando ad effettuare una discesa più diretta.
Questo servirebbe a ridurre il tempo di esposizione, ovvero il tempo di "frenata" in atmosfera (riduzione del tempo che la capsula trascorre nella fase di massimo riscaldamento).
Anzichè realizzare delle protezioni migliori hanno scelto un passaggio veloce.
E trucco del fachiro che cammina sul tappeto di braci ardenti.
Il fachiro riesce nell'impresa perchè il contatto con le braci è breve e il calore non fa in tempo a ustionare le piante dei piedi dell'uomo.
Ma a differenza dell'ingresso in atmosfera, la temperatura delle braci non cambia con la velocità della camminata del fachiro.
Per quel poco che ne so, la temperatura del surriscaldamento è proporzionale alla velocità della capsula.
Se da una parte l'ingresso in atmosfera sarà più breve, di contro la temperatura raggiunta sarà (suppongo) quasi il doppio, stressando maggiormente lo scudo termico che ha già avuto dei problemi con una temperatura inferiore.
Inoltre una velocità maggiore di rientro significa un tempo di rallentamento più lungo, il che significa che la capsula sarà sottoposta al surriscaldamento fintanto che non avrà raggiunto una velocità sotto il limite di guardia.
Se al contrario l'intenzione è proprio quella di rallentare in poco tempo, la logica conseguenza sarà l'aumento proporzionale della Forza G sugli astronauti.
Insomma la coperta è corta.
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Farlo senza alcun test precedente! Sono dei FOLLI!Questo comporta una velocità di ingresso di circa 40000 Km/h (non 25000). Tale velocità comporta che l'angolo di ingresso scelto venga rispettato al millimetro, altrimenti non si tratterà più di rischiare di bruciare vivi, bensì di rischiare di disintegrarsi come dei moscerini appiccicati al parabrezza di un auto.
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La tua intuizione è esatta, ma pensano di risolvere il problema con Il "rimbalzo" (Skip Reentry).Per quel poco che ne so, la temperatura del surriscaldamento è proporzionale alla velocità della capsula.
Se da una parte l'ingresso in atmosfera sarà più breve, di contro la temperatura raggiunta sarà (suppongo) quasi il doppio, stressando maggiormente lo scudo termico che ha già avuto dei problemi con una temperatura inferiore.
Orion entrando in atmosfera, sfrutta la portanza per risalire (come un sasso sullo stagno) per poi rientrare definitivamente. Questo permette di interrompere la continuità dell'accumulo di calore.
Praticamente il picco di calore verrebbe diviso in due momenti, dando allo scudo una breve pausa per "raffreddarsi" (e la possibilità alla capsula di rallentare), prima di immergersi definitivamente nell'atmosfera.
Il rimbalzo sembra controintuitivo considerando l'angolo "ripido" di ingresso in atmosfera. In realtà l'angolo è relativamente ripido (rispetto a quello che si voleva intraprendere inizialmente). La capsula manterrà comunque un certo angolo di ingresso, dato che verticalmente (perpendicolarmente alla superficie) è fisicamente impossibile (Orion si schianterebbe come se urtasse contro un muro in cemento armato).
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