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Nucleare: approfondimento e discussione
A me basta sapere che sono "molto pericolosi" e di conseguenza non li voglio nelle mie vicinanze.
Immagino tu abbia anche cercato se ci sono stabilimenti chimici vicino a dove abiti, o centri per lo smaltimento dei rifiuti, eccetera eccetera. Tutte cose più pericolose di un deposito.
Sappiamo perfettamente come funzionano le cose in italia e sperare che anche in questo caso non ci siano interferenze per fare soldi alla faccia della sicurezza è veramente da ingenui.
No, il nucleare non lo gestisci in autonomia, non è possibile, l'avrò ripetuto qualche decina di volte. Ma poi, ripeto, se il metro di valutazione fosse questo, non dovremmo costruire nulla.
Nel frattempo noi avremo la sicurezza di avere vicino delle pericolose scorie radioattive (basta anche solo una lattina) che diventeranno inerti solo dopo migliaia di anni.
Pensa che i rifiuti chimici delle rinnovabili non diventano mai inerti.
Nuovamente.
Citare altre fonti di pericolo non riduce quelli del nucleare.
Ignorare altre fonti di pericolo non rende altre forme di energia scevre da pericoli. Il nucleare non va confrontato con il nulla, ma con altre fonti di energia.
Ovvio che per QUALSIASI struttura si deve cercare di arrivare a una percentuale di sicurezza del 100% (utopistico), ma a maggior ragione lo si deve cercare di raggiungere per una centrale nucleare.
E perché?
Il "worst case scenario" per una centrale è la fusione del nocciolo. Se proprio dovesse andare tutto storto, si sigilla la struttura e l'edificio di contenimento terrà il materiale radioattivo sotto controllo.
Cosa fai se una diga crolla?
Ecco perché il nucleare civile ha fatto meno di 1,000 morti nella sua storia (e includiamo Chernobyl), mentre i crolli di dighe ne hanno causati nell'ordine di centinaia di migliaia.
Ma lo vogliamo capire che il confronto con altre fonti energetiche, con altri paesi c'entra come i cavoli a merenda?
No no, è indispensabile invece, perché la sicurezza del nucleare va rapportata a quella delle altre fonti di energia.
Ma chissenefotte se in Giappone hanno 15 impianti nucleari.
Questo fatto ci dovrebbe rassicurare ad avere anche una sola centrale sul nostro territorio?
Ne basta anche una sola che abbia un guasto qualsiasi per creare un pericolo per km quadrati.
Falso anche questo, servirebbe un incidente catastrofico, altro che "Un guasto qualsiasi".
Probabilmente quando a Fukushima hanno deciso di costruire una centrale nucleare avranno pensato:
"In tutto il Giappone ci sono già 14 impianti nucleari. E' vero che il Giappone è un territorio sismico, ma abbiamo preso tutte le precauzioni e la probabilità che un terremoto possa causare problemi gravi è risibile"
E il terremoto è arrivato, l'11 marzo 2011, di magnitudo 9.0 che ha generato un maremoto che ha colpito la centrale, causando un incidente classificato al livello 7 della scala INES, il grado massimo di gravità previsto per eventi nucleari.
E, forse, un decesso.
Chissà perchè le autorità hanno deciso di evacuare (parte) la popolazione e chissà perchè al 1º febbraio 2025, 14 anni dopo, 24.644 persone risultavano ancora impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni. Mah!?
Forse lo stress.
Ah guarda, avrebbero potuto evacuarne anche il doppio: è stata una misura innecessaria con il senno di poi, perché le radiazioni non raggiunsero mai livelli tali da giustificare quella decisione, e anche mentre si consumava "la catastrofe" non c'erano indizi che facessero pensare ad una necessità di spostare le persone.
Non ha nulla a che vedere con la pericolosità in sé delle radiazioni.
Sul perché le persone non possono tornare nelle loro abitazioni si risponde facilmente: perché non fanno una bonifica degli hotspot, ovvero dei punti in cui la concentrazione di materiale radioattivo è più alta. Per la quasi totalità della zona di esclusione, la radioattività è perfettamente compatibile con i criteri di abitabilità.
Si prega Accesso a partecipare alla conversazione.
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Nonostante la ridotta volumetria delle scorie ad alta attività, argomentare sulla sicurezza del nucleare richiede di affrontare i critici rischi intrinseci legati al confinamento a lunghissimo termine, poiché nessun deposito geologico profondo può garantire un isolamento assoluto e privo di incertezze per centinaia di millenni.
Non sono richiesti centinaia di millenni, dopo qualche centinaio di anni il grosso della radioattività è decaduto e delle scorie si può disporre diversamente.
A questo si aggiungono i rischi operativi legati agli incidenti catastrofici degli impianti di fissione, i cui costi ambientali ed economici sono inestimabili e non mitigabili al cento per cento da alcuna barriera tecnologica o amministrativa.
Roba successa solo in Unione Sovietica, in occidente mai accaduto nulla di simile.
In netto contrasto con i rischi e i costi di gestione millenaria del combustibile esausto, la tecnologia fotovoltaica ha compiuto progressi straordinari grazie all'evoluzione dei nuovi pannelli solari ad alta efficienza e ai sistemi di accumulo avanzati, i quali consentono di produrre energia a un costo livellato che nel corso dell'intera vita utile dell'impianto si aggira intorno a 0,08 e 0,13 euro per kWh, abbattendo drasticamente i costi marginali e offrendo di fatto energia a un costo prossimo allo zero una volta ammortizzato l'investimento iniziale (IRENA, Renewable Power Generation Costs; Solar.com e Enpal Market Data).
Evitiamo cortesemente di fare il copia-incolla di dati alla rinfusa. A parte il fatto che anche il fotovoltaico (tecnologia mediocre) ha i suoi rifiuti, il costo livellato non tiene conto né degli accumuli, né della manutenzione, degli allacci di rete, dello smaltimento ecc ecc.
Di conseguenza, puntare su un mix di fonti rinnovabili distribuite e accumuli efficienti elimina alla radice il problema irrisolvibile delle scorie radioattive e dei rischi catastrofici associati al ciclo del combustibile nucleare.
L'idroelettrico è satura, l'eolico è una spesa inefficiente perché l'Italia non è un Paese particolarmente ventoso eccezion fatta per la Sardegna, il fotovoltaico è discontinuo e per funzionare avrebbe bisogno di una quantità di batteria incalcolabile per costi di acquisto e di smaltimento.
Solo il governo della carciofara poteva progettare l'installazioni di nuove centrali nucleari quando
la rivoluzione tecnologica dei pannelli solari di nuovissima generazione, in particolare i moduli tandem silicio-perovskite, capaci di superare il 30% di efficienza di conversione energetica grazie alla capacità di catturare porzioni più ampie dello spettro solare rispetto ai vecchi pannelli tradizionali. Se si analizza l'installazione di questi sistemi fotovoltaici avanzati su ogni edificio italiano, i dati basati sulle stime del Centro Comune di Ricerca e su analisi di settore pubblicate su zornade.com/blog/potenziale-fotovoltaico...-italiani-ricalcolo/ indicano un potenziale complessivo di circa 256 gigawatt di potenza installabile sui tetti del territorio nazionale. Calcolando un costo medio di mercato chiavi in mano di 1700 euro per kilowatt installato, il costo totale lordo per coprire ogni edificio italiano ammonterebbe a circa 435 miliardi di euro spalmati sull'intero patrimonio edilizio.
Altre imprecisioni. A parte il fatto che il solare ha problemi di intermittenza irrisolvibili, perché i pannelli potranno essere efficienti quanto vuoi ma d'inverno hai la luce al massimo per 8-9 ore, di cui forse 5-6 veramente sfruttabili, e d'estate si passa a 14 ore massimo di cui forse 8-9 sfruttabili, basta una giornata di nuvolo perché la produzione cali a zero. Non è un ostacolo risolvibile: la fonte di energia è presente a tratti, quindi anche la produzione lo è. E' per questo che il capacity factor del solare (ovvero, banalmente "quanto produce rispetto a quanto potrebbe produrre") è bassissimo, mentre quello del nucleare è vicino al 100%.
435 miliardi sono praticamente il costo di...boh, forse 40-50 reattori nucleari, molti di più rispetto a quelli che servirebbero all'Italia, e sono costi che non calcolano le batterie, gli allacci, la manutenzione, lo smaltimento, e via discorrendo. E' una stima che va rivista al rialzo di parecchio.
In termini di rendimento energetico, un tale parco solare distribuito produrrebbe circa 338 terawattora all'anno, una quantità superiore all'intera domanda elettrica nazionale italiana che si attesta intorno a 311 terawattora annui, rendendo di fatto il Paese interamente autosufficiente dal punto di vista elettrico.
Neanche per idea, perché manca tutto il resto.
E poi facendo questa operazione intelligentissima ti consegneresti in mano ai cinesi, che detengono il virtuale monopoli della filiera del fotovoltaico, grazie alla manodopera a basso costo, all'energia utilizzata per produrre i pannelli, e al dumping che fanno per rafforzare la loro posizione sul mercato.
La prima erano i costi proibitivi: trasportare quel tipo di materiale nello spazio in totale sicurezza richiedeva cifre enormi e completamente insostenibili. La seconda, e ben più grave, era il rischio per la sicurezza: se un razzo fosse esploso in atmosfera durante il decollo, avrebbe causato una dispersione catastrofica di materiale radioattivo su scala globale.
Ovviamente sensazionalismo spicciolo, sul quale non mi soffermo, se non per una domanda: perché dovremmo spedire le scorie nello spazio quando abbiamo sistemi ben più sicuri?
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È interessante osservare come si tenti sempre di spostare il pericolo del nucleare dalle centrali ai residui. Il rischio della centrale di per sé lo si accantona sempre.
Forse perché nessun Paese al mondo, eccezion fatta per l'Unione Sovietica, ha mai avuto disastri legati al nucleare?
E adesso torniamo alle centrali, argomento tabú dei nostri amanti del nucleare.
Non vado snocciolare per l'ennesima volta i vari casi in cui si é arrivati a incidenti gravi.
Anche perché questi "svariati casi" non esistono, specie se lasciamo fuori dalla conta l'Unione Sovietica: Three Mile Island, Fukushima, stop. Per un totale di, forse, un deceduto.
E soprassediamo per semplice mancanza di informazioni sugli incidenti MANCATI: basta leggere il registro di eventi di una centrale nucleare, pubblico ma redatto ovviamente dal padrone della centrale nucleare, per rendersi conto che anche incidenti potenzialmente critici vengono sempre ridotti a "piccoli contrattempi".
Questo è ovviamente falso.
Ste benedette centrali, dove le mettiamo?
Principalmente al nord, dove c'è maggiore richiesta di energia.
torniamo a quanto detto prima. L'italia é un territorio sismico e vulcanico. E quand'anche non venissero ubicate in territori sismici, ste centrali hanno pur sempre bisogno di acqua. E dove le mettiamo allora? Sul Po? Sulla costa? beh, dai, una centraletta vicino a Livorno io ce la vedo bene... Ah no, sta a vedere che, gira gira, torniamo a quanto detto per l'immagazzinamento delle scorie: Sardegna...
Il sismicità non è un problema, il nucleare ce l'hanno decine di Paesi in tutto il mondo e non è mai accaduto che un terremoto causasse un incidente (o almeno un incidente grave, potrebbero essersi verificati dei guasti immagino).
Ma stai tranquillo: se arriva un terremoto capace di buttare giù una centrale nucleare (cosa mai successa), in Italia verrebbe tutto raso al suoolo.
E ancora, anche quando si trovasse l'ubicazione perfetta per le centrali, l'ubicazione perfetta per la conservazione delle scorie e si raggiungesse un consenso tra le popolazioni delle varie regioni Italiane sul chi si prende la bega di tenersi una centrale a pochi km da casa sua, ci troviamo davanti a un problema che NON si puó risolvere. Il nucleare É CARO.
Meno caro delle rinnovabili, calcolando quanto ci abbiamo speso solo negli ultimi 5 anni in incentivi. Solamente con il governo Meloni credo abbiamo investito una sessantina di miliardi, praticamente il costo di un paio di centrali nucleari.
Il costo del kw del nucleare é economico solo se al netto della costruzione della centrale stessa, se si sconta il crollo del valore delle terre in un raggio di circa 30-40 km dalla centrale, se si omette il costo della manutenzione della stessa, il costo dello stoccaggio (vedi sopra Onkalo), il costo dello smanellamento, il costo della sicurezza attiva e passiva che si deve poter garantire non solo durante tutto il tempo del funzionamento della centrale ma fino al suo completo smantellamento. Costo che lo si deve moltiplicare tante volte quante sarebbero le centrali costruite.
Tutti costi già contemplati nel prezzo finale dell'energia prodotta dalla centrale, per legge.
(o addirittura riducendo i malati di tumore a "casi sporadici" come fatto dal caro Pencri93: deve essere quel senso di immortalitá tipico della giovinezza che ti fa ridurre tutto a "qualche tumorino, nulla di che", ma quel senso di immortalitá passa, sappilo, cazzo se passa).
Per cortesia, stai già dicendo abbastanza corbellerie sul nucleare, evita di dirne anche su di me.
La Chernobyl Tissue Bank ha conteggiato qualche centinaio di tumori alla tiroide con circa 10-20 decessi. E, ripeto, parliamo dell'Unione Sovietica.
Dimenticavo: il costo a Kw in Spagna, con 7 reattori nucleari attivi é di 0.24/0.27 €/Kw contro i 0.30€/kw dell'Italia. Adesso la Spagna si ritroverá a smantellare e dismettere progressivamente queste centrali che oramai sono arrivate a fine vita. Un affarone!
Sì ma il nucleare non è che abbassa la bolletta per osmosi: la Spagna produce meno di un quinto dell'energia grazie alle sue centrali, se poi hai altre fonti che alzano il prezzo, non è colpa del nucleare.
E per farci due risate, la Spagna (si, la Spagna, non Enel/endesa) paga 85mila euro al giorno (!!!!) alla Francia per immagazzinare le scorie ad alta intensitá principalmente provenienti dalla centrale dismessa di Vandellós I,
Soldi che la Francia, giustamente, accetta di buon grado, come del resto quelli dell'Italia sia per la gestione delle scorie delle vecchie centrali sia per l'acquisto di energia prodotta dalle loro centrali nucleari.
Si parla solo di esposizione a radionuclidi, ma non si parla mai di conseguenze dovute all'ingestione/inalazione di materiali radioattivi provenienti da una centrale saltata per aria. Come mai?
Forse perché gli unici ad aver fatto saltare una centrale nucleare sono stati i sovietici?
Se la prima la si puó calcolare, pur con certo margine d'errore statistico, e valutare quantitativamente, l'ingestione di materiali radioattivi dentro del corpo va ben al di lá del semplice rischio statistico. Rimanere 5 minuti nella stanza nel piano-3 dell'ospedale di Pripiat, dove le infermiere depositarono le tute dei pompieri ha un rischio calcolabile e anche quantificabile. Respirare, per via di un pó di polvere sollevata per sbaglio, particelle di cesio137 o stronzio90, é giocare alla roulette russa con 5 proiettili su 6 nel tamburo.
Non lo è affatto. Le radiazioni possono essere rilevate senza alcun problema, grazie ad appositi dosimetri.
Infatti a Fukushima é andata benone.
Terzo terremoto più violento mai registrato, tsunami di quindici metri e centrale di vecchia generazione in dismissione, per un totale di forse un decesso.
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Questo è infatti interessante e di fatto l'energia nucleare è una delle poche che va "controtendenza" nel senso che il costo per MWh invece di decrescere nel tempo è aumentato.
Buona parte di questo fenomeno si spiega con l'over regulation, ovvero con la grande quantità di regolamentazioni che normano il settore, e che allungano i tempi, i tassi di interesse, e di conseguenza i costi, che poi si riflettono nel prezzo della bolletta del consumatore.
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a prescindere dalla pericolosità non fai i conti con i costi reali e spaventosi che comporta, soprattutto se paragonati a quelli del fotovoltaico di nuova generazione. Una centrale nucleare richiede investimenti iniziali nell'ordine di svariati miliardi di euro (+ ladrate annesse) , cifra che finisce inevitabilmente per pesare sulle tasche dei cittadini, senza contare i costi enormi e continuativi per lo smantellamento delle strutture a fine vita e la gestione sicura delle scorie radioattive per migliaia (non ti piace preferisci centiana sono tanti lo stesso). Al contrario, i pannelli solari di ultimissima generazione abbattono radicalmente i costi di produzione dell'energia: le spese per i materiali sono crollate e l'installazione richiede un capitale ridotto e subito ammortizzabile e soprattuto NON PESANO sul bilancio dello stato (a parte eventuali incentivi). Facciamo un esempio pratico con i numeri alla mano: un condominio o un'azienda con un consumo annuo di 50000 kWh spende ogni anno 12500 euro in bolletta. Se installa un impianto fotovoltaico da 30 kWp sul proprio tetto con un investimento di soli 35000 euro, produce circa 38000 kWh all'anno. Autoconsumando il 70 percento di questa energia, risparmia subito 6650 euro all'anno e guadagna altri 1140 euro rivendendo il resto alla rete, arrivando a un beneficio economico di 7790 euro all'anno. Questo significa rientrare completamente dall'investimento in meno di 5 anni e produrre energia quasi a costo zero per i successivi 20 o 30 anni, mentre con il nucleare pagheresti cifre esorbitanti per un'infrastruttura che forse vedrai tra 15 anni e di cui continuerai a pagare la manutenzione per generazioni.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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E Fukushima? E Three Miles Island? E Le contaminazioni della Orano in Francia? queste ultime ovviamente messe schifosamente a tacere negli anni. Eri a conoscenza dell'allagamento della pianta di Narbonne di cui parlavo poco piú sopra? No, vero? Diversi messaggi indietro ti ho fatto presente un'altra stazione di processamento, sempre Francese, in Bretagna, ma hai fatto caso ommesso alla questione. Non ti fermare unicamente alla centrale di per sé, segui tutta la filiera, e vedi come gli incidenti e le contaminazioni di vario tipo e grado si moltiplicano. Ovviamente é necessario ricordarti che, tutti gli incidenti vengono conteggiati dalla OIEA. Come sempre si chiede all'oste se il vino é buono.Forse perché nessun Paese al mondo, eccezion fatta per l'Unione Sovietica, ha mai avuto disastri legati al nucleare?
Falso? Lo stesso incidente di Vandellós (hai poi avuto modo di vedere e capire il video che ti passai tempo fa? no, vero?) viene categorizzato in livello3, ma é semplicemente un fase 7 mancato per semplice fortuna e per via del lavoro dei pompieri.Questo è ovviamente falso.
Insomma, fino a che non cé l'ecatombe sono sempre quisquilie, sembrerebbe.
Epperó, a cercare con un semplice motore di ricerca, si trovano ben altri dati rispetto a quanto affermi:
(cut&paste. fonte chatgpt)
1966 | Enrico Fermi 1, USA | — | Fusione parziale di due elementi combustibili per ostruzione del circuito di raffreddamento al sodio. Nessun rilascio anomalo all'esterno.
1967 | Chapelcross 2, Regno Unito | — | Surriscaldamento di combustibile in un canale, danneggiamento del rivestimento e contaminazione interna.
1969 | Saint-Laurent A1, Francia | 4 | Fusione di cinque elementi combustibili durante la ricarica.
1975 | Browns Ferry, USA | — | Incendio che compromette numerosi cavi di controllo e sistemi di sicurezza. Nessun danno al combustibile.
1975 | Leningrado 1, URSS | — | Danneggiamento di un canale combustibile e rilascio di radioattività.
1976 | Bohunice A1, Cecoslovacchia | — | Incidente durante il caricamento del combustibile; due lavoratori morti per asfissia.
1977 | Bohunice A1, Cecoslovacchia | 4* | Grave danneggiamento del combustibile e contaminazione del circuito primario. Arresto definitivo.
1979 | Three Mile Island 2, USA | 5 | Fusione parziale del nocciolo, contaminazione dell'impianto e rilascio limitato di radioattività all'esterno.
1980 | Saint-Laurent A2, Francia | 4 | Fusione parziale del combustibile, senza rilascio anomalo di radioattività all'esterno secondo l'AIEA.
1986 | Černobyl' 4, URSS (oggi Ucraina) | 7 | Distruzione del reattore e contaminazione radioattiva di vaste aree europee.
1989 | Vandellòs I, Spagna | 3 | Incendio e allagamento che compromettono sistemi importanti per la sicurezza. Nessun danneggiamento del nocciolo.
1999 | Blayais, Francia | 2 | Allagamento di locali tecnici e danneggiamento di sistemi di sicurezza.
2002 | Davis-Besse, USA | 3 | Grave corrosione della testata del recipiente in pressione del reattore.
2003 | Paks 2, Ungheria | 3 | Danneggiamento di 30 elementi combustibili durante operazioni di pulizia.
2004 | Mihama 3, Giappone | — | Rottura di una tubazione del circuito secondario, cinque morti. Incidente industriale senza rilascio nucleare.
2006 | Forsmark 1, Svezia | 2 | Guasto elettrico con malfunzionamento di due sistemi di alimentazione d'emergenza.
2007 | Kashiwazaki-Kariwa, Giappone | 0** | Terremoto, danni ausiliari, incendio e perdite limitate di acqua contenente radionuclidi.
2011 | Fukushima Daiichi, Giappone | 7 | Fusione del combustibile in tre reattori e rilascio significativo di materiale radioattivo.
2011 | Fukushima Daini, Giappone | 3 provv. | Perdita di parte delle funzioni di raffreddamento dopo lo tsunami, senza fusione del nocciolo.
2021 | Taishan 1, Cina | — | Danneggiamento di barre di combustibile e aumento della concentrazione di gas radioattivi nel circuito primario.
L'elenco é evidentemente parziale, visto e considerato che molti incidenti vengono sicuramente messi a tacere per evitare che l'opinione pubblica possa fare capricci e non accetto che mi si dica che questo non puó succedere visti i clamorosi precedenti storici simili (Bhopal, per esempio).
E dove in concreto? Potremmo chiedere ai cittadini di Seveso se son disposti a prendersi 3 o 4 reattori. Dopotutto hanno giá fatto il callo. In realtá tutto il nord Italia lo vedo poco adatto a centrali nucleari, vista la densitá di popolazione sovrapposta alle mappe di possibile allagamento, alle zone sismiche, alle zone non bagnate da fiumi e alle zone non bagnate dal mediterraneo. Peró dopotutto che problema é? Un reattore o due li mettiamo a Rho o di fianco all'idroscalo, tanto non c'é pericolo.Principalmente al nord, dove c'è maggiore richiesta di energia.
Dimentichi che il reattore sarebbe made in Italy, ma questo é qualcosa che giá IN TANTI TI HANNO FATTO NOTARE. Ma siccome continui a far finta di nulla, chi sono io per infierire?Ma stai tranquillo: se arriva un terremoto capace di buttare giù una centrale nucleare (cosa mai successa), in Italia verrebbe tutto raso al suolo.
Quindi secondo te il fatto che un governo possa, supponiamo, sperperare denaro in un tipo di investimento per te poco azzeccato, automaticamente é condizione sufficiente per andare a sperperare ancora piú denaro nel nucleare. Tra l'altro ancora non avete detto chi pagherá il conto del nucleare in Italia, quanto costerá e quanto tempo ci vorrá a montare diciamo solo i primi 5 reattori. Se mi quantifichi queste cifre mi faccio un idea migliore.Meno caro delle rinnovabili, calcolando quanto ci abbiamo speso solo negli ultimi 5 anni in incentivi. Solamente con il governo Meloni credo abbiamo investito una sessantina di miliardi, praticamente il costo di un paio di centrali nucleari.
Assolutamente falso visto che poi quei costi inizialmente preventivati vengono gonfiati clamorosi quando la patata bollente é passata dalle mani dei gestori allo Stato. Succede in Francia, succede In Spagna, e succederebbe, ancor di piú se mi permetti, in Italia. La Francia giustifica tutto l'immenso sovraccosto per va dell'uso del nucleare bellico. Dopotutto la Orano fa plutonio, non certo mangime per galline.Tutti costi già contemplati nel prezzo finale dell'energia prodotta dalla centrale, per legge.
Hai visto come oggi ti sei ricordato della stronzata che giá avevi detto? Poche settimane fa non la ricordavi... Te l'ho detto e te lo ripeto. Non minimizzare qualcosa di cui non sai nulla, per tua fortuna. Dai retta. E su questo evito andare oltre perché mi girano i coglioni.La Chernobyl Tissue Bank ha conteggiato qualche centinaio di tumori alla tiroide con circa 10-20 decessi. E, ripeto, parliamo dell'Unione Sovietica.
Repetita Iuvant. Non per forza bisogna arrivare a bruciarsi una mano per sapere che il fuoco brucia. Non per forza bisogna arrivare all'esplosione per rendersi conto del rischio. Dai su, che non sei un bambino.Forse perché gli unici ad aver fatto saltare una centrale nucleare sono stati i sovietici?
Respirare, per via di un pó di polvere sollevata per sbaglio, particelle di cesio137 o stronzio90, é giocare alla roulette russa con 5 proiettili su 6 nel tamburo.
Non lo è affatto. Le radiazioni possono essere rilevate senza alcun problema, grazie ad appositi dosimetri.
Qui veramente mi sorprendi, perché dimostri, a differenza di Xale, di non conoscere la materia che millanti di conoscere bene.
Esposizione e ingestione/inalazione NON sono la stessa cosa. Puoi stare davanti a un milligrammo di plutonio durante un tempo senza avere conseguenze. Quello stesso milligrammo all'interno del tuo corpo ti scava la fossa. Ma che cacchio vuoi misurare. Haivoglia di misurare...
Immagina di andare al mercato domani e comprare delle ostriche della Bretagna, magari di Cancale. Adesso guarda la distanza tra la pianta di elaborazione della Orano a Chesburgo e Cancale. Un microgrammo che arrivi in un ostrica é una perla dura da digerire. Difficimente entrerá nelle tue sciocche statistiche della "ventina di decessi".
Ma siccome tu sei un esperto queste cose non é necessario dirtele, no?
Sono invece convinto che quanto piú uno si faccia esperto meno alla leggera possa prendere la materia, fai tu.
E ti chiedo scusa anticipatamente se ti senti offeso. Io ho un modo di scrivere ruspante, che ci vuoi fare. Vai pure a piagnucolare di nuovo da Massimo, non me la prendo mica..
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Pencri, non é mia intenzione rispondere alla tua pedanteria con altrettanta pedanteria, ma dato che vuoi giocare alle risposte brevi per evitare di rispondere seriamente, ok, giochiamo.
Non mi pare tu abbia riportato nulla di particolarmente interessante, ti sei limitato a ripetere luoghi comuni sul nucleare e a fare un copia-incolla di link sparsi senza alcuna argomentazione, molti dei quali avevano già avuto una mia risposta in passate conversazioni.
E Fukushima?
Un decesso (forse)
E Three Miles Island?
Zero morti
E Le contaminazioni della Orano in Francia? queste ultime ovviamente messe schifosamente a tacere negli anni. Eri a conoscenza dell'allagamento della pianta di Narbonne di cui parlavo poco piú sopra? No, vero? Diversi messaggi indietro ti ho fatto presente un'altra stazione di processamento, sempre Francese, in Bretagna, ma hai fatto caso ommesso alla questione.
Parlami delle conseguenze, e traccia un profilo di rischio. Nessuno ha detto che il nucleare garantisca l'assenza di incidenti, perché nessuna forma di energia può farlo.
Non ti fermare unicamente alla centrale di per sé, segui tutta la filiera, e vedi come gli incidenti e le contaminazioni di vario tipo e grado si moltiplicano.
Sì ma io vorrei vedere qualche dato sulle conseguenze, non un banale "Ao', lì è successo questo". E quindi? Cosa dovrebbe dirmi?
Non sono tenuto a impiegare 20 minuti del mio tempo per approfondire ogni singolo "incidente" o presunto tale che puoi menzionare così, en passant: prendine uno, spiega bene cosa è successo, e ne discutiamo. Poi eventualmente passiamo a quello dopo. Penserai mica che io mi prenda 3 ore ogni volta che posti un messaggio.
Ovviamente é necessario ricordarti che, tutti gli incidenti vengono conteggiati dalla OIEA. Come sempre si chiede all'oste se il vino é buono.
Hai ragione, meglio fare affidamento a qualche video clickbait di YouTube, sicuramente una fonte più credibile.
Falso? Lo stesso incidente di Vandellós (hai poi avuto modo di vedere e capire il video che ti passai tempo fa? no, vero?) viene categorizzato in livello3, ma é semplicemente un fase 7 mancato per semplice fortuna e per via del lavoro dei pompieri.
No, non lo è, è un incidente di livello 3 e stop, al massimo saremmo arrivati alla fusione del core, per quanto ne sappiamo
Insomma, fino a che non cé l'ecatombe sono sempre quisquilie, sembrerebbe.
Il nucleare civile non ha mai causato un'ecatombe.
(cut&paste. fonte chatgpt)
No, no, non funziona così, non chiedi a ChatGPT di svalangarmi numeri ad cazzum e poi darmi l'onere di commentarli uno ad uno.
Non ha la più pallida idea di cosa tu stia dicendo, la prima voce di quella lista è il Fermi 1, santo cielo, il primo reattore della storia: sarebbe come valutare la sicurezza degli aerei moderni con i primi velivoli dei fratelli Wright.
Le successive tre voci non riportano vittime né contaminazione esterna.
Alla quarta voce abbiamo la prima contaminazione. E guarda un po', in Unione Sovietica.
Praticamente tutte così, i pochi (meno di 10, da quello che leggo) decessi non sono dovuti ad incidenti nucleari, ma incidenti industriali, come dice anche il testo che hai copiato e incollato.
Cioè, una sfilza di roba per un totale di zero morti dovute alle radiazioni o alla contaminazione (eccezion fatta per Chernobyl)?
L'elenco é evidentemente parziale, visto e considerato che molti incidenti vengono sicuramente messi a tacere per evitare che l'opinione pubblica possa fare capricci e non accetto che mi si dica che questo non puó succedere visti i clamorosi precedenti storici simili (Bhopal, per esempio).
A parte il fatto che Bophal era uno stabilimento chimico che nulla c'entrava con il nucleare, il fatto che ci siano incidenti messi a tacere è una tua supposizione non troppo allineata con la stampa, che solitamente gli incidenti nucleari se li inventa pur di fare qualche click. Come ad esempio il caso di due anni fa, la "contaminazione radioattiva da plutonio: operaio portato in ospedale dopo esposizione a livelli di radiazioni 20,000 volte superiori alla norma", che si rivelò essere una bufala, visto che quel lavoratore fu portato in ospedale per prassi poiché all'uscita il dosimetro segnò un livello di radiazioni leggermente sopra la media, e tornò al lavoro la settimana successiva.
Dimentichi che il reattore sarebbe made in Italy,ma questo é qualcosa che giá IN TANTI TI HANNO FATTO NOTARE. Ma siccome continui a far finta di nulla, chi sono io per infierire?
I reattori "made in Italy" non esistono, purtroppo, né esisteranno quando l'Italia tornerà al nucleare. Questo è qualcosa che già MOLTO SPESSO HO FATTO NOTARE. Ma siccome continui a far finta di nulla, chi sono io per infierire?
Ma comunque, anche se esistessero, la tua risposta non c'entra nulla con quanto ho affermato io.
Quindi secondo te il fatto che un governo possa, supponiamo, sperperare denaro in un tipo di investimento per te poco azzeccato, automaticamente é condizione sufficiente per andare a sperperare ancora piú denaro nel nucleare.
1) Una fonte di energia ci serve.
2) Il nucleare non costerà mai quanto ci sono costate le rinnovabili.
Tra l'altro ancora non avete detto chi pagherá il conto del nucleare in Italia, quanto costerá e quanto tempo ci vorrá a montare diciamo solo i primi 5 reattori. Se mi quantifichi queste cifre mi faccio un idea migliore.
Mah, solitamente si parla di circa 25 miliardi per centrale. Per quanto riguarda il tempo, non saprei, tecnicamente 5 reattori potremmo vederli anche fra 12 anni.
Assolutamente falso visto che poi quei costi inizialmente preventivati vengono gonfiati clamorosi quando la patata bollente é passata dalle mani dei gestori allo Stato. Succede in Francia, succede In Spagna, e succederebbe, ancor di piú se mi permetti, in Italia.
No, il costo è assorbito negli anni dalla centrale stessa che lo accantona con un sovrapprezzo nella bolletta.
La Francia giustifica tutto l'immenso sovraccosto per va dell'uso del nucleare bellico. Dopotutto la Orano fa plutonio, non certo mangime per galline.
Quale immenso sovraccosto, esattamente? L'ultima volta che ho controllato le bollette dei francesi erano del 30-40% più basse di quelle degli Italiani.
Hai visto come oggi ti sei ricordato della stronzata che giá avevi detto? Poche settimane fa non la ricordavi... Te l'ho detto e te lo ripeto. Non minimizzare qualcosa di cui non sai nulla, per tua fortuna. Dai retta. E su questo evito andare oltre perché mi girano i coglioni.
Dei tuoi gioielli mi importa poco, io confermo quanto ho detto poco fa, e la mia fonte è quella lì, stop.
Qui veramente mi sorprendi, perché dimostri, a differenza di Xale, di non conoscere la materia che millanti di conoscere bene.
Esposizione e ingestione/inalazione NON sono la stessa cosa.
Madonna che pazienza che ci vuole.
L'inalazione e l'ingestione passano per il naso o e per la bocca, quindi devono necessariamente lasciare tracce anche sul viso e sul resto del corpo, che possono essere rilevate facilmente. Quindi sì, puoi stimarle.
Sono invece convinto che quanto piú uno si faccia esperto meno alla leggera possa prendere la materia, fai tu.
Boh, io non mi sono mai spacciato per un esperto.
E ti chiedo scusa anticipatamente se ti senti offeso. Io ho un modo di scrivere ruspante, che ci vuoi fare. Vai pure a piagnucolare di nuovo da Massimo, non me la prendo mica..
Ma figurati, sentiti pure libero di sfogarti.
I "ruspanti" online solitamente non sono un gran problema.
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Ti dirò, se mi imponessero una centrale nucleare a 20 km da casa, ma potessi risparmiare 200 euro di affitto al mese, credo che accetterei di buon grado. Bisogna pur campare.E dove in concreto? Potremmo chiedere ai cittadini di Seveso se son disposti a prendersi 3 o 4 reattori. Dopotutto hanno giá fatto il callo. In realtá tutto il nord Italia lo vedo poco adatto a centrali nucleari, vista la densitá di popolazione sovrapposta alle mappe di possibile allagamento, alle zone sismiche, alle zone non bagnate da fiumi e alle zone non bagnate dal mediterraneo. Peró dopotutto che problema é? Un reattore o due li mettiamo a Rho o di fianco all'idroscalo, tanto non c'é pericolo.
E l'aria irrespirabile di Milano non è certo una centrale nucleare a produrla...
Ne faccio una questione di principio. Gli argomenti di voi strenui no-nux mi sembrano dettati più da una sensazione "di pancia" che da un ragionamento logico.
Io per primo sono scettico sulla fattibilità del nucleare, ma solo per ragioni di costi, tempi, benefici reali. Vorrei subito un nucleare che abbatte la bolletta. Non vorrei mai un nucleare che alimenta i data center e non abbatte la bolletta.
In ogni caso la sicurezza di questa forma di energia non può essere messa in discussione se in 80 anni ci sono stati due incidenti che hanno causato decessi, dovuti a circostanze del tutto eccezionali e praticamente irripetibili.
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I "ruspanti" online solitamente non sono un gran problema.
Su questo siamo d'accordo. Quelli pericolosi sono quelli che dall'alto della loro pedantería pretendono di avere la Verità.
Rinnovo l'invito a fare un salto vicino a qualche centrale nucleare Francese o Spagnola. Io per andare sul sicuro continuo a proporti la Hague. Località amenissima.
Passo e chiudo. Tanto rispondi omettendo ogni volta le parti che non ti convengono e il gioco mi ha stancato. Ti attacchi a dettagli futili come l'incidente al Fermi ( e dire che lo sapevo sai, ma non ho voluto eliminarlo per evitare che mi si accusasse di manipolare la fonte) tutti gli altri invece li hai saltati a pie pari.
E un largo ecc sul quale siamo d'accordo di nuovo. Non ha senso perdere tre ore di tempo per rispondere ai messaggi.
Saluti e coraggio per la tua battaglia per spendere 10 euro di bolletta al mese in meno.
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Dici:
". Io per primo sono scettico sulla fattibilità del nucleare, ma solo per ragioni di costi, tempi, benefici reali. Vorrei subito un nucleare che abbatte la bolletta. Non vorrei mai un nucleare che alimenta i data center e non abbatte la bolletta. "
Quella economica é un'obiezione che ho posto pure io. In Italia si sta mettendo il nucleare col calzascarpe promettendo risparmi sostanziali in bolletta quando invece la bolletta del cittadino medio non viene mínimamente beneficiata dal nucleare. Tutt'al piú quella dei poli industriali.
Io vivo a 30 km da una centrale e a pochi di piú dalla pianta chimica BASF, una tra le piú grandi in Europa.
E credimi, la bolletta l'ho azzerata non certo grazie alla centrale, ma con un impianto fotovoltaico. Pago 20 euro al mese malgrado casa mía sia completamente elettrica ( acqua calda e riscaldamento incluso) e abbia un consumo intorno ai 35kw/giorno: guarda la bolletta di casa tua e fai due calcoli.
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"Saluti e coraggio per la tua battaglia per spendere 10 euro di bolletta al mese in meno"
Con il nucleare non ci sarà nessun risparmio di 10€/mese in bolletta neanche su base annua, anzi, mi aspetterei piuttosto un aumento.
I "mini reattori" non sono destinati a questo scopo.
Il bello è che neanche lo negano, ma si continua comunque a sognare ad occhi aperti.
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Il nucleare è un pozzo senza fondo dove in molti vorrebbero intingere il biscotto. Il fotovoltaico no: lì l'investimento è diretto, ed è il cittadino stesso a decidere su cosa puntare per questo viene sminuito.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Ma anche se il fotovoltaico producesse energia stabilmente, per fare funzionare un solo (che sia uno) datacenter si renderebbero necessari molti ettari di pannelli posti nelle vicinanze per risolvere il problema della caduta di tensione.
Il nucleare in Italia è tornato in voga solo ed esclusivamente per l'esigenza di installare i datacenter per l IA. Non hanno nulla a che fare in questioni riguardanti problemi di scarsità o caro energia per i cittadini.
Il caro energia (per i cittadini) te lo risolvi solo installando un buon impianto di pannelli fotovoltaici ed accumulatori di corrente.
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Il nucleare è solo una illusione e secondo me DIFFICILMENTE funzionerà in italia ma sarà utilssimo per mangiarci sopra il più possibile.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Il fotovoltaico viene sminuito perché non soddisfa la richiesta dei datacenter.
Ma "sminuito" da chi, esattamente? Tu sei quello che l'ha definito una ciofeca. E' una tecnologia con i suoi limiti: se hai un casa indipendente e puoi permetterti un investimento di qualche migliaia di euro, va sicuramente bene (se sei in una zona soleggiata).
Il FV produce energia in modo discontinuo e intermittente, mentre i datacenter richiedono un'alimentazione continua e ininterrotta (H24, 7 giorni su 7).
No, non è che i datacenter abbiano bisogno di un'alimentazione continua e ininterrotta, TUTTO ha bisogno di un'alimentazione continua: gli ospedali, il comparto industriale, le imprese, anche le abitazioni nel loro insieme. Hai presente il "carico di base"? Eh, e allora di che parliamo.
Il nucleare in Italia è tornato in voga solo ed esclusivamente per l'esigenza di installare i datacenter per l IA.
Non è vero, il governo aveva già provato a reintrodurlo almeno due volte fra la fine degli anni '90 e gli anni 2000.
Non hanno nulla a che fare in questioni riguardanti problemi di scarsità o caro energia per i cittadini.
Infatti nessun governo al mondo avrebbe interesse ad essere riconosciuto come quello che ha abbassato le bollette agli italiani, no no.
Il caro energia (per i cittadini) te lo risolvi solo installando un buon impianto di pannelli fotovoltaici ed accumulatori di corrente.
No, se abiti in un condominio no.
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Non è così robe.
Non ti affidare al 100% a quello che dice la tua IA.
Il problema della caduta di tensione esiste eccome, inoltre devi considerare la saturazione della rete esistente. Non puoi immettere potenze enormi nella nostra rete. Serve una linea elettrica aerea (o interrata) a parte, dedicata esclusivamente ad alimentare i datacenter. Ora capisci la necessità/convenienza di fare la linea più breve possibile.
Inoltre dici che "quella dei datacenter è una scusa che non regge".
È qui che ti sbagli di grosso.
Il magna magna non c'entra niente, semmai è un ulteriore problema.
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Scusami se sono lapidario, ma secondo me non sai di cosa stai parlando.
Per "stabilità" non si intende "continuità", si intende la capacità della rete di fornire ENORMI quantità di energia mantenendo parametri fisici rigorosi, costanti e privi di sbalzi nel tempo.
Nei datacenter, questa stabilità è fondamentale.
Tu mi parli di ospedali che non c'entrano un cazzo con il concetto di stabilità nella gestione di grandi potenze. Stiamo parlando di potenze dell ordine di 50-500 MW contro i 5-10 MW degli ospedali.
Inoltre non ho mai affermato che il FV sia una ciofeca, ho sempre affermato e lo affermò tuttora che il nucleare, a parità di superficie occupata e "qualità" e quantità di energia prodotta, non ha degni concorrenti manco lontanamente. Il rapporto tra superficie occupata e energia prodotta è impietosamente a favore del nucleare. Il FV è un giocattolo a confronto.
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Il più grande datacenter del mondo attualmente è il Colossus 2, e consuma 946 NW (megawatt ) di potenza continua 24 ore su 24 . In un anno il consumo stimato è di 8,28 TWh (8,28 miliardi di chilovattora).
I dati ufficiali sui consumi elettrici richiesti alle reti di distribuzione di Roma Capitale (che comprendono tutte le utenze domestiche, i negozi, gli uffici pubblici, i monumenti e le industrie del territorio comunale) si attestano in un consumo annuo effettivo di circa 9,1 TWh
Se si guarda al consumo di corrente puro, un singolo comprensorio industriale pieno di microchip per l'Intelligenza artificiale pareggia quasi l'impronta elettrica accumulata in un anno da quasi 2,8 milioni di persone che vivono, lavorano e si spostano nella Capitale.
In parole più semplici il più grande datacenter singolo del mondo consuma quanto Roma,
Poi invece ci sono invece i grandi poli o campus multi-operatore, (come il China Telecom Inner Mongolia Information Park a Hohhot, Cina), la cui capacità complessiva installata supera i 3.000 MW (3 GW)
Ecco questi consumano come 3 Roma !!!
Il Polo della Mongolia Interna circa 26 Terawattora (TWh) all'anno contro i 9.1 di Roma.
Mi sa che non bastano neanche le centrali nucleari
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Esattamente.
Infatti, guarda un po', in Italia sono previsti mini reattori che producono cadauno (ogni singolo modulo SMR) fino a 300 MW, ma l impianto completo (l insieme dei moduli) arriverà a produrre fino a 1 GW di potenza che è la potenza complessiva necessaria ai datacenter italiani.
Forse non è chiara la potenza in gioco, e soprattutto non è chiara la destinazione d'uso di questa energia. Altrimenti non mi si verrebbe a parlare di ospedali, condomini e sconti in bolletta.
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Nel mondo ci sono già e stanno nascendo diversi data center di medie dimensioni che non usano la rete e che quindi sono completamente autosufficienti.Data Center Off-Grid (Alimentati direttamente in loco)
Soluna — Project Dorothy (100 MW | Texas, USA):
Data center modulare behind-the-meter collegato direttamente a un impianto eolico e solare con accumulo.
Soluna — Project Kati (166 MW | Texas, USA):
Iniziativa idonea all'elaborazione intensiva di dati alimentata al 100% da parchi rinnovabili locali situati sul posto.
Fonte: www.solunacomputing.com/projects/project-dorothy/
Orange Edge Data Center Dabola (~100 kW | Dabola, Guinea):
Micro-data center e nodo di rete locale alimentato al 100% da pannelli fotovoltaici e batterie industriali per aree isolate.
Orange Edge Data Center Boké (~100 kW | Boké, Guinea):
Infrastruttura dati off-grid progettata per garantire la continuità dei servizi digitali nazionali tramite solo solare e accumulo.
Fonte: www.orange.com/en/press-release/orange-l...e-middle-east-234680
Data Center Hyperscale 24/7 Carbon-Free:
Coperti al 100% orario da rete rinnovabile)
Google Data Center Eemshaven (>120 MW | Eemshaven, Paesi Bassi):
Campus <em>hyperscale</em> coperto H24 da contratti di fornitura oraria diretta con parchi eolici offshore e fotovoltaici.
Google Data Center Hamina (~150-200 MW | Hamina, Finlandia):
Struttura dati ad altissima efficienza alimentata per oltre il 97% su base oraria continua da eolico scandinavo e idroelettrico.
Fonte: datacenters.google/locations/eemshaven-netherlands-var/
In pratica ti sto dicendo che non servono data center giganteschi che succhiano GW ma basta distribuire i dati in data center che richiedono potenze inferiori e creare strutture di collegamento tra i vari data center.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Anche tu dovresti sapere che non scrivo cose se non ne sono assolutamente certo.
Lo hai letto il post di Venusia?
Non metto in dubbio che esistano anche datacenter "modesti".
Non sono mica tutti uguali.
Il fabbisogno dei datacenter italiani si attesterà intorno ai 1,8 e 2 GW (previsione a lungo termine decennale).
Tu capisci che non stiamo parlando di 150 o 200 MW seppur cifre di tutto rispetto.
Inoltre -ripeto- in Italia c'è il problema della saturazione delle linee. Non puoi usare le linee preesistenti per gestire potenze così elevate e continue (H24 e 7 giorni su 7) se non per brevi tratti.
I datacenter in Italia saranno messi in funzione in modo graduale nell'arco di diversi anni. Il fabbisogno di energia crescerà fino a raggiungere potenze dell'ordine dei GW. A questo punto entreranno in gioco i moduli SMR (mini reattori nucleari). Stiamo parlando del decennio 2035-2045.
Non si parte a palla di cannone, proprio per il problema energetico che sarà soddisfatto solo dagli SMR.
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ti rispondo dicendo che quella è una scusa per costruire le centrali nucleari.
Non servono data center da 2 GW ma tanti data center da, per dire, 100 MW e risolveresti il problema.
Per distribuire i dati tra diversi media data center sparsi sul territorio, il sistema utilizza un impianto di connessione fisica e una gestione software automatizzata. Dal punto di vista della rete fisica, ogni centro elaborazione dati viene collegato agli altri tramite cavi ad alta velocita in fibra ottica dedicati. Su questi cavi viene usata la tecnologia di multiplazione a divisione di lunghezza d onda per trasmettere contemporaneamente diversi canali di luce sulla stessa fibra, raggiungendo velocita di trasferimento pari a vari Terabit al secondo. I nodi sono disposti con una topologia a maglia ridondata, in modo che se un cavo viene tranciato, il traffico viene instradato su un percorso alternativo in pochi millisecondi. Sopra la rete fisica viene creata una rete virtuale sovrapposta basata su protocolli come VXLAN ed EVPN, che permette alle macchine virtuali e ai servizi di spostarsi da un punto all altro mantenendo lo stesso indirizzo IP. A livello di software e di organizzazione delle informazioni, si applica il partizionamento geografico dei dati. I dati relativi a una specifica area geografica vengono salvati prioritariamente nel centro piu vicino agli utenti di quella zona per ridurre al minimo i tempi di risposta. Per evitare perdite di informazioni in caso di guasto o di spegnimento di un nodo, i dati vengono replicati su 3 o 5 centri distinti. Nelle brevi distanze inferiori a 50 km la replica avviene in modo sincrono, confermando l operazione solo quando il dato e stato scritto su piu siti, mentre sulle distanze superiori ai 100 km si usa la replica asincrona. I database distribuiti mantengono la coerenza delle informazioni sfruttando algoritmi di consenso come Raft o Paxos, che richiedono la conferma della maggioranza dei nodi per convalidare ogni modifica. Infine, il reindirizzamento degli utenti e dei carichi di lavoro e gestito da sistemi DNS Anycast e da bilanciatori di carico globali. Quando un utente invia una richiesta, il bilanciatore individua il centro elaborazione dati piu vicino e con la maggiore disponibilita di risorse di calcolo o di energia, dirottando il traffico in tempo reale senza che l utente percepisca alcuna interruzione.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Perchè?
Perchè lo sappiamo tutti che le centrali nucleari servono ai datacenter. Lo hanno detto chiaramente
Quindi il no al nucleare è il no al solito sistema massonico neofeudale:
- i costi e i rischi sono sociali
- i vantaggi sono per i facoltosi privati
Ci siamo rotti il cazzo di un mondo fatto così.
Questo è il no al nucleare.
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- CharlieMike
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Ma davvero gli ottimisti pensano che le centrali nucleari verranno costruite per ridurre la loro bolletta?Nel thread sull'energia nucleare si parla di datacenter
Perchè?
Perchè lo sappiamo tutti che le centrali nucleari servono ai datacenter. Lo hanno detto chiaramente
Quindi il no al nucleare è il no al solito sistema massonico neofeudale:
- i costi e i rischi sono sociali
- i vantaggi sono per i facoltosi privati
Ci siamo rotti il cazzo di un mondo fatto così.
Questo è il no al nucleare.
Davvero pensano che il governo spenderà milioni, se non miliardi, di euro solo per dare energia a basso costo ai cittadini?
Ma da quando il governo italiano dà la precedenza al benessere dei propri cittadini?
Solo per riarmare il nostro paese per una difesa da un paese che non ci minaccia, su dictat della NATO e UE, il nostro governo sta tagliando le già misere spese sociali per dirottarle verso missili e cannoni, quindi senza avere un ritorno economico, senza contare gli "aiuti" miliardari a perdere all'Ucraina, paese fuori dalla NATO, fuori dalla UE, in una guerra in cui non siamo coinvolti, senza sollevare la minima obiezione sul fatto che i cittadini italiani stanno soffrendo per queste scelte scellerate di ministri venduti, vigliacchi e pusillanimi incapaci di alzare la testa e ribellarsi.
Senza contare che gli energivori data center che costruiranno sul nostro territorio con oneri ovviamente a nostro carico, indispensabili per l'evoluzione delle IA dei colossi di oltreoceano, sono una imposizione e non una scelta, e dovranno essere alimentati con enormi quantità di acqua ed elettricità che saranno sottratte dalle necessità dei cittadini.
Per risolvere il problema della insufficiente energia elettrica a causa delle attuali infrastrutture insufficienti, le nuove centrali nucleari, che costruiranno in barba e contro la volontà popolare, serviranno principalmente ad alimentare i data center (e se avanzerà qualcosa verrà immesso nella rete nazionale), ma la bolletta energetica degli italiani dovrà compensare i costi di costruzione, manutenzione e esercizio.
In buona sostanza per gli italiani potrebbe, nella migliore delle ipotesi, non cambiare nulla e continuare a pagare la bolletta come se fosse del Barolo di annata (figurati se quegli avvoltoi accettano di andare in perdita con il calo del prezzo dell'energia) oppure, nella peggiore, vedersela pure aumentare.
Oltre che ai pericoli intrinsechi di questa fonte di energia bisognerebbe anche tenere conto che i cittadini italiani non ne vedranno i vantaggi ma solo gli svantaggi.
Beh, se davvero gli ottimisti sono convinti che le centrali nucleari serviranno a risolvere i problemi energetici degli italiani, dico loro che a Roma ho una fontana da vendergli.
Un vero affarone.
NUCLEARE? NO, GRAZIE.
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Sarò folle, ma la mia immaginazione mi porta a pensare che la guerra in Iran , assolutamente ridicola per me motivazioni, si incastra perfettamente nel contesto attuale.
Con il boom delle I.A e dei datacenter la richiesta di energia nel mondo informatico è aumentata a dismisura.
Già la guerra in Ucraina aveva creato un impatto significativo, ma adesso il danno a livello globale è molto ampliato.
Magari sfruttare il contesto delle guerre, per aumentare i costi energetici, può fare passare il nucleare come soluzione alternativa accettabile anche dalle masse, che vedono energia gratis illimitata a buon prezzo .
Scusa ottima per coprire poi in realtà il deficit energetico che serve ai datacenter.
Poi magari anche una parte di quell'energia potrebbe anche convogliata al settore pubblico, ci mancherebbe, ma è palese che per quanto riguarda l'Italia ( esempio) non può essere un caso che il decreto nucleare cada proprio in questo preciso momento.
Si cerca energia, di destabilizza quella che c'è, e con la scusa di rimediare a quella che già c'è, si trova quella che si cercava.
Ovviamente è solo speculazione, poi invece sono solo coincidenze.
Ma comunque il fatto non cambia .
Ovvio che la gente si incazza
Pagano bollette da capogiro in alcune città fanno anche dei lockdown energetici per evitare sovraccarichi, e poi vedono costruire 67 datacenter in Lombardia.!!!!
Ed è solo l'inizio
Ma è una presa per il culo
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