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Nucleare: approfondimento e discussione
- CharlieMike
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Quando vorrò parlare del nucleare mi cercherò uno che accetta il contraddittorio e non uno che tiene conferenze a senso unico abbagliato dai vantaggi ma volutamente cieco sui rischiQuando vorrai parlare del nucleare, mi trovi qui. Il thread non riguarda me.
Ma soprattutto NON mi cerco una persona che, pur di fare accettare qualcosa a un popolo, che si è già liberamente espresso negativamente per ben due volte sulla stessa questione, afferma che bisogna IMPORLO CON UNA LEGGE.
Hai aperto un thread per discutere sull'energia nucleare ma lo stai trasformando in una propaganda.
Bastava dirlo fin da subito che la tua era una crociata a favore delle centrali nucleari e ci si comportava di conseguenza lasciandoti da solo, in piedi sopra una cassa di sapone, ad arringare una piazza vuota.
Addio Pencri, e grazie per tutto il pesce. (cit.)
Se vorrò ancora discutere lo farò con gli altri utenti.
Con te non c'è nessuna possibilità.
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Nell' italia della mafia degli appalti il nucleare non è pensabile!
dal min. 34.40
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Fra i temi trattati:
-Chernobyl;
-Fukushima;
-Il pericolo della mafia;
-Le scorie;
-Le rinnovabili.
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Non sai nemmeno di cosa parli, dai retta.20,000 tumori alla tiroide dovrebbero tradursi in un numero di vittime nell'ordine delle decine, neanche delle centinaia.
Parli di 20mila tumori come se fossero brufoli.
20mila famiglie con un malato di tumore in casa e tu vieni a frantumare le palle qui col nucleare e con il concerto statistico di" malati collaterali".
Sei semplicemente un bimbominkia.
Stavolta ci sono cascato con tutte le scarpe. Trollata da premio Óscar.
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Non sai nemmeno di cosa parli, dai retta.
Parli di 20mila tumori come se fossero brufoli.
Parlo di tutto con le dovute considerazioni. L'affermazione è arrivata senza fonti, ma ho comunque risposto nel merito.
Il tumore alla tiroide, fortunatamente, ha un tasso di mortalità molto contenuto.
20mila famiglie con un malato di tumore in casa e tu vieni a frantumare le palle qui col nucleare e con il concerto statistico di" malati collaterali".
Sei semplicemente un bimbominkia.
Dio santo, quanta pazienza.
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Se avessimo costruito una centrale al posto della diga del Vajont ora mezza Italia non era più abitabile.
Chernobyl ha reso inabitabile una porzione di pochissimi kilometri per qualche anno. Ad oggi è visitabile, e abitabile dopo bonifica.
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Ma tu stesso, in precedenza, avevi scritto (a qualcuno): “Ascolta, io non ho problemi con la tua ignoranza.”
E’ evidente che tu non sia in grado di gestire correttamente un thread.
Che non avevo letto, fra l’altro. Oggi me lo sono sciroppato tutto, compreso frasi come questa tua affermazione:
E poi ti lamenti se fanno del sarcasmo sulle tue dichiarzioni? Vai ad abitarci, e mandaci tante belle cartoline.Chernobyl ha reso inabitabile una porzione di pochissimi kilometri per qualche anno. Ad oggi è visitabile, e abitabile dopo bonifica.
Il thread è chiuso.
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***
Messaggio per Pencri: visto che stai sostenendo una tesi a dir poco impopolare, sei pregato di postare solo dati scientifici, e di astenerti da frasi gratuite di propaganda bonaria, che fanno giustamente girare i coglioni agli altri utenti.
In altre parole, se vuoi sostenere il nucleare fallo con i dati, e non con gli slogan. Quella del nucleare è una faccenda estremamente seria, ci sono in ballo le vite e la salute di milioni di persone, e non è certo un problema che si può minimizzare come stavi facendo tu. (Ti ho visto svicolare più di una volta, quando gli altri ti ponevano questioni di sicurezza e salute collettiva. Se davvero vuoi difendere il nucleare, devi saper rispondere in modo convincente a queste obiezioni. Altrimenti chiudo tutto).
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Va bene, aggiungerò riferimenti alle mie affermazioni.Spero che vorranno farlo anche gli utenti con posizioni differenti rispetto alle mie.Messaggio per Pencri: visto che stai sostenendo una tesi a dir poco impopolare, sei pregato di postare solo dati scientifici
Ti chiederei un esempio di “propaganda”.Se dire che il nucleare è la fonte d’energia più sicura al mondo è “propaganda” pro-nucleare, affermare che il nucleare sia pericolosissimo, è “propaganda” anti-nucleare?e di astenerti da frasi gratuite di propaganda bonaria
Le vite e la salute di milioni di persone sono in ballo con qualunque fonte di energia. Basta vedere le vittime annuale stimate relative ai combustibili fossili.Quella del nucleare è una faccenda estremamente seria, ci sono in ballo le vite e la salute di milioni di persone
Se vuoi indicarmi un esempio, rispondo nel merito.e non è certo un problema che si può minimizzare come stavi facendo tu. (Ti ho visto svicolare più di una volta, quando gli altri ti ponevano questioni di sicurezza e salute collettiva. Se davvero vuoi difendere il nucleare, devi saper rispondere in modo convincente a queste obiezioni).
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Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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nel mio messaggio precedente ho postato un video dove un professore fan delle centrali nucleare ne evidenzia i pericoli.
Se gli altri paesi vogliono correre quei rischi sono cazzi loro.
Per farti un esempio.. con chernobyl ricordo come se fosse adesso che avevamo paura di mangiare e di bere l'acqua dal rubinetto e per diversi mesi forse un anno abbiamo bevuto l'acqua dalla bottiglia comprata al negozio di alimentari e abbiamo mangiato scatolette di merda per mesi.
I tg invece di calmare le persone le impanicavano con quella rube radioattiva del cazzo
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L'argomento probabilmente è molto emotivo per chi ha vissuto Chernobyl, non per chi come pencri (e me) non lo ha vissuto. Questo può sicuramente incidere nel lungo periodo nel determinare la prevalenza dei favorevoli rispetto ai contrari.
Trovo importante sottolineare la quantità di Stati che hanno centrali nucleari attive. Fonte Copilot:
Argentina
Armenia
Belarus
Belgio
Brasile
Bulgaria
Canada
Cina
Repubblica Ceca
Finlandia
Francia
Ungheria
India
Iran
Giappone
Corea del Sud (Repubblica di Corea)
Messico
Paesi Bassi
Pakistan
Romania
Russia
Slovacchia
Slovenia
Sudafrica
Spagna
Svezia
Svizzera
Ucraina
Emirati Arabi Uniti
Regno Unito
Stati Uniti d’America
L'Italia può anche essere "peggio" di tutti questi paesi, ma il dato certo è che ad oggi di incidenti nucleari pericolosi tolti Chernobyl (che fu una cappellata epica) e Fukushima, non ce ne sono stati in oltre 70 anni di produzione mondiale (correggetemi se sbaglio).
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Fukushima ha subito uno tsunami dopo il più potente terremoto mai registrato in Giappone (9.1 di magnitudine) che ha ucciso almeno 20.000 persone! Magari potevano evitare di piazzarla a ridosso (veramente a 100metri) dell'oceano pacifico dove un terremoto in qualsiasi punto avrebbe scatenato un violento tsunaml!
Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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La richiesta di energia elettrica in italia si aggira sui 320 TWh/anno.
Con l'installazione dei nuovi moduli fotovoltaici si arriverebbere a coprire dai 130 TWh/anno in suL'adozione massiva di moduli fotovoltaici ad alta densità nel formato compatto cinquanta per cinquanta trasforma radicalmente il profilo energetico nazionale spostando il baricentro dalla generazione centralizzata a quella distribuita ad altissima efficienza. Tecnicamente questi moduli permettono di superare i limiti dei sistemi tradizionali grazie a un fattore di riempimento della superficie del tetto che sfiora il cento per cento e all'utilizzo di celle con architettura a contatto posteriore o strutture tandem che portano l'efficienza di conversione oltre il venticinque per cento.In un simile scenario il potenziale di generazione elettrica dell'intero parco edilizio italiano si attesta su una stima che supera i centotrenta terawattora annui. Considerando che il fabbisogno nazionale oscilla mediamente tra i trecento e i trecentoventi terawattora questa configurazione capillare permette di coprire direttamente circa il quaranta per cento del consumo totale del paese. Il dato più rilevante per un tecnico riguarda però la gestione del carico poiché l'elevata densità di potenza installata trasforma gli edifici residenziali in prosumer con un surplus energetico costante durante le ore di picco solare.Questo eccesso di produzione viene immesso localmente nelle reti di bassa e media tensione per essere assorbito dal settore industriale e terziario attraverso il modello delle comunità energetiche rinnovabili. Tale approccio riduce drasticamente le perdite per effetto joule dovute al trasporto dell'energia su lunghe distanze che storicamente pesano sul sistema elettrico nazionale. L'effetto sistemico è una riduzione della dipendenza dalle centrali termoelettriche a ciclo combinato che vengono progressivamente relegate a un ruolo di bilanciamento o sostituite da sistemi di accumulo elettrochimico e pompaggio.In sintesi l'integrazione di tecnologie solari avanzate su ogni superficie disponibile permette d<strong>i abbattere la richiesta di energia dalla rete esterna di quasi la metà</strong> rendendo il sistema energetico più resiliente e meno soggetto alle fluttuazioni del prezzo delle materie prime fossili.E come ho scritto nei post precedenti, da agosto 2026 ogni nuvo edificio e edificio ristrutturato sarà obbligato a montare i pannelli solari di nuova generazione.
In pratica nel giro di 10/20 anni il nucleare a fissione sarà solo un brutto ricordo.. e ogni edificio italiano (magari anche quelli antichi) sarà coperto da panneli solari di nuova generazione.
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nel mio messaggio precedente ho postato un video dove un professore fan delle centrali nucleare ne evidenzia i pericoli.
Nel video che hai postato, e nel segmento che hai indicato, il professore non evidenzia i pericoli, ma le misure di sicurezza.
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vero ma per me quelli sono i pericoli di una centrale nucleare gestita dai mafiosi..
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Togliendo questo aspetto geopolitico, il nucleare ha un indubbio pregio: fornisce un'enorme quantità di energia in modo continuo e stabile. Il problema enorme è che questo beneficio, concentrato in poche decine di anni, si paga scaricando sul futuro tutti i costi e i problemi che si accumulano nel tempo.
E non parlo solo delle radiazioni. Anche i metalli pesanti, sia in fase di estrazione che di stoccaggio, sono una fonte permanente di malattie e inquinamento. Quindi, il nodo è etico: ha senso godere di un apporto energetico elevato per 40 anni, sapendo che dovremo gestirne le conseguenze per i successivi 24.000 anni, che è l'emivita del plutonio? A me sembra solo un modo per fregarsene delle generazioni future.
Per questo ben vengano le centrali a torio, o i nuovi reattori al piombo come i Natrium, che promettono di essere più sicuri e di produrre scorie meno problematiche. Ma onestamente, prima di pensare all'ennesimo modello di produzione centralizzata, che sarebbe solo un cambio di dito nello stesso buco lasciato dal petrolio, io punterei tutto sulla diversificazione.
Soprattutto qui in Italia, che è il paese ideale per eccellenza per le rinnovabili. Dovremmo sfruttare tutto:
Mini-dighe sui nostri centinaia di fiumi, da realizzare lungo gli argini senza stravolgerne il corso o l'ecosistema in modo pesante.
Geotermico high dry rock, visto che siamo il paese geologicamente più caldo d'Europa dopo l'Islanda.
Generatori a onde, da installare lungo le migliaia di chilometri di costa, a partire dalla Romagna.
Eolico ad acquilone, molto più efficiente e stabile delle turbine tradizionali.
E, soprattutto, una ristrutturazione profonda della linea elettrica italiana, su cui perdiamo per inefficienza almeno il 12-15% dell'energia prodotta. Prima di produrre di più, dobbiamo smettere di buttarla via.
Solo dopo aver fatto tutto questo, si potrebbe anche pensare a una centrale nucleare. Ma in tal caso, una cosa è certa: non deve essere privata. Dovrebbe essere sotto la tutela diretta dello Stato, con un contratto blindato che ne impedisca la vendita a terzi, e con una progettazione affidata alle menti più brillanti e giovani del nostro paese.
Ma già con queste premesse, sono convinto che passerebbe subito la voglia. Perché quando si parla di certi appalti, l'unica cosa che passa per la testa a tutti sono i guadagni che si possono fare.
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L'uranio non si arricchisce nelle centrali nucleari, viene arricchito in impianti industriali separati.E poi qui stiamo parlando del nucleare in Italia.Non disprezzo affatto il nucleare. Anzi, riconosco che la fissione è, per efficienza, la seconda fonte in natura. Ma ho sempre avuto il forte sospetto che il suo uso civile sia stato in parte uno specchietto per le allodole, una copertura per poter arricchire l'uranio a fini militari.
Tutti i sistemi energetici comportano estrazione e gestione di metalli pesanti.Anche i metalli pesanti, sia in fase di estrazione che di stoccaggio, sono una fonte permanente di malattie e inquinamento.
Il carbone rilascia nell’ambiente mercurio, arsenico, piombo, uranio e torio, mentre rinnovabili e batterie richiedono grandi quantità di rame, nichel, cobalto e litio estratti con attività minerarie.
Se confrontiamo il nucleare con il “nulla” perderà sempre; il confronto corretto è tra fonti energetiche reali e i loro impatti complessivi.
Quindi, il nodo è etico: ha senso godere di un apporto energetico elevato per 40 anni
Ma perché 40 anni? Se riferisci alla vita di una centrale, quella è solo la licenza iniziale di progetto. Molti reattori vengono estesi a 60 o anche 80 anni di funzionamento con aggiornamenti e manutenzione.
La centrale di Beznau in Svizzera è operativa dal ‘69, e negli USA diversi reattori costruiti negli anni ’70 hanno ricevuto estensioni molto lunghe: quelli della Turkey Point Nuclear Generating Station sono autorizzati a funzionare fino a circa 80 anni, idem per quelli della Peach Bottom Atomic Power Station, e via discorrendo.
Quindi non si tratta di “40 anni di energia”, ma di infrastrutture che possono produrre elettricità per molte generazioni.
Ma poi, pale e pannelli non dobbiamo cambiarli in continuazione? Ad oggi non possiamo ricicarli completamente.
Se poi vogliamo porre la questione etica, il problema riguarda molto di più carbone, petrolio e gas, che in pochi decenni bruciano risorse finite e lasciano inquinamento per secoli.
Il nucleare, invece, usa quantità minuscole di combustibile e lascia rifiuti gestibili e confinati.
sapendo che dovremo gestirne le conseguenze per i successivi 24.000 anni, che è l'emivita del plutonio?
Torno a dirlo: più un elemento rimane radioattivo, minore è la radioattività emessa nel breve periodo. Il plutonio può essere maneggiato con dei semplici guanti in lattice, anche se poi per protocolli di sicurezza non si fa.
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- Sull'estrazione e l'arricchimento – Quindi secondo te estrarremmo l'uranio qui, lo faremmo arricchire altrove diventando dipendenti da chi ce lo arricchisce, per poi utilizzarlo qua? Con tutti i costi aggiuntivi e i rischi del trasporto? Non è un po' un controsenso?
- Sulla vita utile delle centrali – Sai benissimo che oltre i 40 anni si tira solo a far durare le cose, con rischi sempre maggiori. Non solo: da quel che so, già dopo 25 anni i rischi di sicurezza aumentano, perché le radiazioni degradano persino il cemento. E intanto nessuno vuole prendersi in carico lo smantellamento di una centrale e la bonifica del terreno su cui è costruita. Lo sai anche tu che prima o poi questo problema va affrontato, vero?
- Su pannelli e pale eoliche – Non li ho mai menzionati, ma già che ci sei, sulla questione del riciclo sono d'accordo con te. Però hanno una differenza sostanziale: non hanno la tossicità del plutonio e non rimangono tali per 24.000 anni di emivita. Le scorie delle centrali, se entrano nel ciclo alimentare, ci rimangono in eterno. Per questo si tengono in depositi blindati, controllati da sistemi di sicurezza all'eccellenza. La differenza non è tra "rifiuto zero" e "rifiuto pericoloso", ma tra rifiuti gestibili su scala umana e rifiuti che richiedono un'attenzione che supera la durata di qualsiasi civiltà umana conosciuta. Non è un dettaglio.
- Ribadisco – Non si tratta di radiazioni. Io potrei vivere di fianco a un deposito e magari prendere meno radiazioni che in una serata al Pronto Soccorso, se la sala d'attesa è accanto a quella dei raggi. Il problema è un altro: arriva una nuova fonte di energia, ma dopo, del deposito, cosa ne fai? Chi copre i costi? E soprattutto, per quanto tempo passerà prima che qualcuno dica "chissenefrega, sversate in mare"?
- Sulla centralizzazione – Una forma di energia ipercentralizzata come il nucleare è l'equivalente di un cuore solo. Sei sicuro che sia una buona idea?
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Era rivolto a me ma ci tenevo a dire che per me non c'è nessun problema.Ma tu stesso, in precedenza, avevi scritto (a qualcuno): “Ascolta, io non ho problemi con la tua ignoranza.”
Riassuntivo di cosa, scusa? E' un canale spregevole, pieno di propaganda e tu dici che è "riassuntivo" come se fosse attendibile. Mah!Un video riassuntivo molto simpatico di Cartoni Morti sul nucleare, per chi non ha voglia di sorbirsi spiegazioni tecniche.
Spero bene che non siano queste le tue fonti.
Pregherei chi ha avuto lo stomaco di vedere quel video fino in fondo, di vedere altri video di questi "Cartoni Morti", ad esempio quello "riassuntivo" sul Vaccino Covid, che andrebbe incorniciato e tramandato ai posteri (per far sapere quanto in basso siamo caduti)
Gli stessi servi di regime si sono dedicati anche ai soliti temi: Riscaldamento Climatico, Gender, Vaccini pediatrici (l'argomento gli piace molto), Mascherine, Russofobia, ecc.
Ok, ammetto che il video di killeraggio di Orsini, dove i "volenterosi" sono paragonati alla Compagnia dell'Anello e, implicitamente, Putin a Sauron, dal punto di vista creativo non è male.
Il resto è la peggior spazzatura.
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A me interessa soprattutto che una centrale sia sicura.Saresti d'accordo che una centrale nucleare dovrebbe essere interamente a gestione pubblica, sotto la tutela diretta dello Stato che la ospita (e non all'italiana, coi soldi pubblici e la gestione privata), con l'impossibilità assoluta di venderla a privati?
Che sia pubblica o privata cambia relativamente poco, perché il nucleare è uno dei settori più regolati al mondo: le centrali operano sotto autorità di sicurezza indipendenti e standard internazionali molto rigidi. Non esistono centrali “gestite in autonomia”: anche quando sono di proprietà privata, il funzionamento è strettamente controllato dallo Stato.
Continui a parlare genericamente di “rischio”. Ma quali sarebbero concretamente i rischi nel trasporto di combustibile nucleare a basso arricchimento (3-5%)? Parliamo di materiali trasportati regolarmente da decenni in contenitori progettati per resistere a incidenti molto gravi.Sull'estrazione e l'arricchimento – Quindi secondo te estrarremmo l'uranio qui, lo faremmo arricchire altrove diventando dipendenti da chi ce lo arricchisce, per poi utilizzarlo qua? Con tutti i costi aggiuntivi e i rischi del trasporto? Non è un po' un controsenso?
Io non ho detto che estrarremmo l’uranio qui.
La soluzione più conveniente rimane comprarlo sul mercato. Ma visto che l’obiezione che viene sollevata riguarda la dipendenza dall’estero, allora rispondo che, in caso di necessità, possiamo estrarlo dal mare.
Fonte: cea.hal.science/cea-02305455v1
Possibile obiezione: “Ma estrarlo dal mare costa molto di più”.
Risposta: Sì, estrarre uranio dal mare costa di più, ma l’impatto dell’uranio sul costo della bolletta finale è molto minore rispetto a quello del gas sulla relativa utenza.
Quindi, se anche l’uranio lo pagassi molto di più, il rincaro in bolletta sarebbe minimo.
Fonte: world-nuclear.org/information-library/ec...ics-of-nuclear-power
"Doubling the uranium price (say from $25 to $50 per lb U3O8) takes the fuel cost up from 0.50 to 0.62 ¢/kWh, an increase of one-quarter"
Continui a parlare di “rischi crescenti”, ma quali sarebbero concretamente?Sulla vita utile delle centrali – Sai benissimo che oltre i 40 anni si tira solo a far durare le cose, con rischi sempre maggiori.
L’estensione oltre i 40 anni non è automatica: richiede verifiche molto severe sui componenti critici e spesso la sostituzione di parti importanti dell’impianto. Gli incidenti nucleari più noti non sono stati causati dall’età dei reattori ma da problemi di progettazione, errori operativi o eventi estremi, come nel caso di Fukushima.
E ripeto: Nei grandi incidenti avvenuti in centrali con struttura di contenimento, come Three Mile Island e Fukushima, non si sono registrati decessi causati dall’esposizione alle radiazioni.Nel caso di Fukushima ci sono stati alcuni lavoratori che in seguito hanno sviluppato tumori e che sono stati risarciti dal sistema giapponese di compensazione, con la motivazione che non si poteva escludere un nesso con l’esposizione. Questo però non equivale a una dimostrazione scientifica di causalità.
Comunque, se vogliamo conteggiare una o cento vittime, il discorso non cambia. Il nucleare rimane la fonte d’energia con il minor numero di vittime per unità di energia prodotta, insieme a solare ed eolico:
<img src=" www.ourworldindata.org/cdn-cgi/imagedeli...-e9e22b859600/w=1350 " >
L'immagine è questa, ma non riesco ad inserirla: www.ourworldindata.org/cdn-cgi/imagedeli...-e9e22b859600/w=1350
Fonte: ourworldindata.org/safest-sources-of-energy
Come vedi, il nucleare è la fonte di energia con il numero di vittime per energia prodotta minore, a pari merito con solare ed eolico.
E bada bene: il grafico conteggia anche le vittime di Chernobyl. Se limitiamo il dato alle centrali nucleari con struttura di contenimento (ovvero qualsiasi centrale nucleare in occidente), il numero sarebbe ancora più basso.
Se il cemento diventasse realmente un problema dopo 25 anni, non esisterebbero estensioni operative a 60 o addirittura 80 anni.Non solo: da quel che so, già dopo 25 anni i rischi di sicurezza aumentano, perché le radiazioni degradano persino il cemento.
In realtà lo smantellamento delle centrali nucleari è già una pratica industriale normale. Esistono diversi impianti completamente decommissionati, come Maine Yankee o Trojan negli Stati Uniti. Inoltre i costi di smantellamento vengono accantonati durante la vita della centrale proprio per coprire queste operazioni.E intanto nessuno vuole prendersi in carico lo smantellamento di una centrale e la bonifica del terreno su cui è costruita. Lo sai anche tu che prima o poi questo problema va affrontato, vero?
Hai parlato di fotovoltaico.Su pannelli e pale eoliche – Non li ho mai menzionati, ma già che ci sei, sulla questione del riciclo sono d'accordo con te.
Lo riscrivo nuovamenet: se parliamo di tossicità radiologica, gli isotopi con tempi di dimezzamento molto lunghi hanno un’attività specifica più bassa, cioè rilasciano radioattività molto più lentamente. In altre parole, a parità di massa emettono meno radiazioni in un dato momento.Però hanno una differenza sostanziale: non hanno la tossicità del plutonio e non rimangono tali per 24.000 anni di emivita.
Quindi:
emivita lunga → bassa attività specifica (meno radiazioni in un momento specifico)
emivita breve → attività specifica più alta (più radiazioni in un dato momento)
Il plutonio-239, per esempio, ha un’emivita di circa 24.000 anni proprio perché il suo decadimento è molto lento.
Se invece parliamo di tossicità chimica, allora il discorso è diverso: ma anche da questo punto di vista il nucleare è tra le fonti energetiche che producono meno rifiuti tossici per unità di energia prodotta.
Questo non è esatto. Anzi, se proprio vogliamo spaccare il capello in quattro, possiamo riflettere su una cosa: Tutti gli elementi radioattivi decadono nel tempo e, su un intervallo sufficientemente lungo, si trasformano in isotopi stabili.Vale per tutto: dal radon che troviamo in molte abitazioni fino al plutonio presente nelle scorie. Alcuni isotopi possono rimanere nell’ambiente per decenni o secoli, ma non per sempre: la loro radioattività diminuisce progressivamente proprio perché decadono.Le scorie delle centrali, se entrano nel ciclo alimentare, ci rimangono in eterno.
Veramente esistono molti rifiuti industriali che restano chimicamente tossici per tempi indefiniti, per esempio metalli pesanti e residui della combustione di carbone, petrolio o gas.La differenza non è tra "rifiuto zero" e "rifiuto pericoloso", ma tra rifiuti gestibili su scala umana e rifiuti che richiedono un'attenzione che supera la durata di qualsiasi civiltà umana conosciuta. Non è un dettaglio.
Il nucleare, invece, produce quantità molto più piccole di rifiuti per unità di energia.Inoltre la radioattività non deve scendere a zero per diventare sicura: deve solo scendere sotto livelli di rischio. E questo avviene molto prima delle scale temporali di cui si parla spesso.
Per esempio il Cesio-137 ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni. Dopo circa 500 anni sono passate più di 16 emivite, quindi la radioattività residua è meno dello 0,001% di quella iniziale.
Ecco, questo è bene ribadirlo.Ribadisco – Non si tratta di radiazioni. Io potrei vivere di fianco a un deposito e magari prendere meno radiazioni che in una serata al Pronto Soccorso, se la sala d'attesa è accanto a quella dei raggi.
Si continua a monitorare.Il problema è un altro: arriva una nuova fonte di energia, ma dopo, del deposito, cosa ne fai?
Pagano gli operatori nucleari. Durante la vita della centrale viene accantonato denaro in fondi obbligatori per coprire smantellamento, deposito delle scorie e monitoraggio. I costi sono quindi inclusi nel prezzo dell’energia prodotta.Chi copre i costi?
Ma poi, dipende dal tipo di sito: il monitaggio dei depositi geologici profondi non è pensato per durare “nei secoli” in senso attivo. Dopo la chiusura il sistema è progettato per essere passivo, cioè sicuro senza bisogno di gestione continua.
A quale pro, esattamente? Crearsi un problema da soli? I rifiuti stanno in un deposito progettato apposta per contenerli. Non c’è alcun incentivo per uno Stato o per l’ente che lo gestisce a prendere rifiuti che sono già isolati e controllati e sversarli in mare, con tutti i danni ambientali, legali ed economici che ne deriverebbero.E soprattutto, per quanto tempo passerà prima che qualcuno dica "chissenefrega, sversate in mare"?
Anzi, se vogliamo parlare di “italianità”, è più probabile il contrario: che le strutture di gestione restino operative anche più del necessario, proprio perché sono già finanziate e organizzate per monitorare quei materiali, e lo stipendio di qualcuno dipenderà dal sito stesso.
Torno a farti la stessa domanda: se hai questa preoccupazione per le scorie radioattive, perché non ce l’hai per gli altri rifiuti tossici prodotti dal sistema energetico e industriale, che esistono in quantità enormemente superiori?
La differenza è che le scorie nucleari sono poche, tracciate e gestite in modo estremamente controllato, mentre molti altri rifiuti pericolosi vengono prodotti in quantità molto maggiori e dispersi nell’ambiente.
Ma noi non dobbiamo fare un sistema 100% nucleare. Il punto è avere un mix energetico diversificato: idroelettrico dove è possibile, geotermico, una quota limitata di gas che rimane molto modulabile, e ben vengano anche i pannelli solari quando la situazione lo consente, ad esempio sulle abitazioni indipendenti.Sulla centralizzazione – Una forma di energia ipercentralizzata come il nucleare è l'equivalente di un cuore solo. Sei sicuro che sia una buona idea?
Una precisazione: io per correttezza sto evitando di tirare in ballo il tema del riprocessamento del combustibile esaurito, perché non voglio liquidare qualsiasi obiezione con il classico “tanto poi lo ricicleremo”. Però va anche ricordato che già oggi una parte del combustibile può essere riprocessata e riutilizzata, come avviene da anni in alcuni paesi, e che le tecnologie in questo campo continuano a evolvere.
Quindi discutiamo pure del problema delle scorie, ma tenendo presente che questa possibilità esiste già, almeno in parte.
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Riassuntivo di cosa, scusa? E' un canale spregevole, pieno di propaganda e tu dici che è "riassuntivo" come se fosse attendibile. Mah!
Io ho consigliato un video, non un canale. E le fonti sono in descrizione.
Rimaniamo in tema, per cortesia.
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