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Nucleare: approfondimento e discussione
Come ho detto più volte in varie discussioni, sono molto favorevole a questa forma di energia e ne auspico il ritorno in Italia. Negli ultimi tempi ho dato un’occhiata più da vicino a queste tecnologie e ho acquisito, da “appassionato”, una buona mole di informazioni in materia.
Questo thread servirà per condividere materiale didattico sul nucleare, notizie e spunti di approfondimento, e per discutere di questa forma di energia. Cercherò, nel mio piccolo, di contribuire a rispondere ad alcuni dubbi che potrebbero sorgere, sempre premettendo che non sono né un esperto né un addetto ai lavori e che non ho alcuna formazione formale in materia.
Naturalmente sono benvenuti anche contributi, opinioni e materiali da parte di chi ha punti di vista diversi, purché il confronto rimanga sul piano dei fatti e degli argomenti.
Si prega Accesso a partecipare alla conversazione.
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Buona parte di ciò che so' sul nucleare lo devo a Luca Romano, anche conosciuto come "L'avvocato dell'atomo", e alla sua omonima organizzazione.
Luca Romano è un fisico che negli ultimi anni si è dedicato alla divulgazione in materia di energia nucleare, e secondo me fa un ottimo lavoro. E' molto preparato, spiega concetti piuttosto complessi in modo semplice, e i suoi dibattiti mi hanno convinto che le posizioni contrarie al nucleare abbiano una logica molto debole.
Questo è il suo blog: www.avvocatoatomico.com/
Questo è il suo canale YouTube: www.youtube.com/@avvocatoatomico
Alcuni dei contenuti che consiglio:
Nella sezione Blog del suo sito vengono riportati diversi articoli che rispongono ad alcune delle domande più comuni, fra cui:
(ATTENZIONE: Ho dovuto mettere i link in un documento separato, perché non me li faceva postare tutti: anotepad.com/notes/6kwdfhc5 )
Chernobyl
-Cosa è successo a Chernobyl?
-Quanta gente è morta o morirà a causa dell'incidente di Chernobyl?
-Ma Chernobyl sarà inabitabile per migliaia di anni!
Fukushima
-E a Fukushima cosa è successo?
-E l'acqua radiattiva che sarà sversata in mare?
Scorie
-Cosa sono le scorie radioattive?
-Quante ce ne sono?
Dal canale YouTube, consiglio invece:
- Il nucleare costa, ma abbassa le bollette. Il fisico Luca Romano alla Camera
- Dove mettiamo le scorie? Sotto terra. Visita ad Onkalo, primo deposito geologico di rifiuti nucleari
- Non si chiamano SCORIE: tutto quello che devi sapere sui rifiuti nucleari pt.1
- Non si chiamano SCORIE: tutto quello che devi sapere sui rifiuti nucleari pt.2
- Rilascio acqua radioattiva di Fukushima: fisico spiega quello che devi sapere
- La verità sull'uranio impoverito: dalla sindrome dei Balcani alle munizioni all'Ucraina.
- Qual è la fonte energetica che costa meno?
DISCLAIMER: Luca Romano ha delle idee molto forti su vari temi che vanno oltre l'energia nucleare. Ha espresso posizioni durissime contro i no vax, contro chi non sostiene l'Ucraina, e in generale ha delle opinioni che molti, qui, potrebbero trovare spiacevoli. Ve lo dico prima perché spero di limitare al minimo il numero di post che riportano uscite di Romano per screditare il suo lavoro a 360 gradi. Qui si discute di nucleare, e io posto contenuti che reputo validi per la discussione. Non vuol dire che io condivida le sue posizioni su altri temi.
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CHE NE FACCIAMO DELLE SCORIE?
Chi è che si accolla, vicino casa, un deposito di materiale radioattivo che deve resistere per qualche migliaio di anni quando non riusciamo a costruire niente che non si deteriori entro un secolo?
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Solo una domanda e poi mi taccio per evitare inutili battibecchi che potrebbero sporcare il thread:
Il thread serve anche per discutere
CHE NE FACCIAMO DELLE SCORIE?
Chi è che si accolla, vicino casa, un deposito di materiale radioattivo che deve resistere per qualche migliaio di anni quando non riusciamo a costruire niente che non si deteriori entro un secolo?
A parte che non deve essere per forza in un centro abitato o nelle sue vicinanze, io lo farei. E tanta altra gente.
I depositi sono molto sicuri.
Fai una campagna informativa, e tempo che la centrale nucleare arriva, hai presumibilmente costruito anche il deposito. Puoi pensare ad un sistema di incentivi per facilitare la cosa, ma comunque non dovrebbe essere difficile, una volta informata correttamente la popolazione.
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Il mio problema riguardo al nucleare è a monte: non mi fido del paese in cui vivo.
Perché c'è sempre qualcuno pronto a mettere davanti a tutto il portafoglio, il resto a seguire e se il danno causato dal malaffare si misura in centinaia di anni (dopo) "a me che me ne frega" (dice lui), "tanto sarò già morto".
Lo fanno i francesi? Gli svizzeri? I tedeschi? i cinesi? persino gli iraniani?
No problem.
Se lo fanno gli italiani voglio abitare a minimo 500 km dalla centrale e dagli eventuali siti di stoccaggio, e non so se basterebbe.
Mitakuye Oyasin
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1. Il valore che Romano cita riguardo la core damage frequency è una stima. Questo significa che dobbiamo accettare un'ipotesi, non una certezza. In pratica, per quelli che reagiscono di pancia all'idea del nucleare, è un atto di fede. Non so quanto sia facile ottenere atti di fede attualmente, ma temo non lo sia per niente..
2. la core damage frequency mi sembra un po' la punta dell'iceberg. Il nocciolo (core) di un reattore non è l'unica cosa che può andare a puttane, sebbene sia il tipo di incidente più pericoloso, La gente è spaventata alla sola ipotesi di una perdita accidentale di materiale radioattivo, e vorrei vedere almeno le stime anche per questo tipo di evento. O meglio, stime e dati a disposizione sulla base dell'attuale esperienza (quante perdite accidentali si sono verificate sinora nei reattori di terza generazione, visto che è di questi che si discute?).
Personalmente, sono più dubbioso sull'approvvigionamento del materiale fissile (sia esso Uranio oppure Torio, che pare essere più interessante). E, dato che in precedenza (non in questo forum), ricordo che avevi sostenuto che la disponibilità è sufficiente anzi abbondante, ho la netta sensazione che il problema del nucleare sia l'industria petrolifera... finché avremo un 25% circa dell'industria mondiale che è contrario al nucleare perché ne è in concorrenza, dubito che l'approccio al nucleare sarà obiettivo. Smantellare l'industria dei combustibili fossil, leggasi le lobbies correlate, non è uno scherzo.
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E questo è un posto dove la gente è genericamente menefreghista, e non immagino altrove in altri cittadine e paesini dove potrebbero esserci una reazione bipartisan ancora più forte.
Come potrebbe essere fattibile se già il riaprire una discarica per rifiuti speciali genera forti reazioni dovute a questa allergia al pensare di ospitare questi stabilimenti?
La Giustizia esiste . . . quindi Repetita Iuvant!
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E pensare che pochi, pochissimi anni dopo Chernobyl, siamo stati ad un passo di ritrovarci nella stessa situazione.
Vandellos, a poche centinaia di Km dall'Italia. Il reattore é arrivato a pochi gradi dalla fusione.
Il reattore é stato disattivato e si trova da allora in fase di spegnimento.
E non credo che a Fukushima si aspettassero che onde di una decina di metri entrassero dentro la centrale.
Le statistiche si scontrano sempre con l'imprevisto.
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… presentarsi con la bandiera usa sul braccio e il logo nasa sulla felpa…
… mancava solo agitare la bandierina con la stella di davide…
… e avresti fatto il botto dal punto di vista comunicativo…
… poi, la sicumera a mitraglietta stile mentana di questo “divulgatore”…
… lo rende di una simpatia tale da far rimpiangere il buon vecchio enrico…
… l’ambientazione buia, la colorazione bluastra, la fredda libreria alle spalle…
… rendono un’atmosfera apocalittica ben esaltata dal quadro con il cavallo…
… dal punto di vista comunicativo della presentazione il voto è… da rifare…
… ma veniamo al “core” della questione…
… CharlieMike ha chiesto: CHE NE FACCIAMO DELLE SCORIE?…
… la tua prima risposta è stata: “I depositi sono molto sicuri”…
… io ribatto: i non depositi lo sono anche molto di più e sono gratis…
… (per i depositi):”Puoi pensare ad un sistema di incentivi”…???…
… ti rispondo con parole non mie… come diceva quel tale?…
… “quando sento parlare di incentivi... metto mano alla pistola”…
… (per i depositi): “ma comunque non dovrebbe essere difficile”…
… ecco, quel “non dovrebbe” con forma al condizionale è perfetto…
… è come per artemis II attraversare le fasce di van allen…
… non dovrebbe essere difficile…
… bene, oggi devo essermi fatto un’altro amico…
… vorrei ricordare che sono già stati fatti due referendum sul tema…
… il primo: 8 e 9 novembre 1987 con il “Si” superiore all’80%…
… il secondo: 12 e 13 giugno 2011 con il “Si” oltre il 94%…
… io li ho votati tutti e due… immagina come ho votato…
… comunque pencri, non ti preoccupare e insisti…
… tanto in italia anche dopo due referendum schiaccianti, si continuerà…
… finché daje e ridaje... referendum si o referendum no…
… io la centrale te la metto sotto casa con pure il deposito…
… ultima cosa, con le guerre in corso… e quelle che seguiranno…
… le centrali e i depositi “sicuri” sotto casa, che tu asserisci di accettare di buon grado...
... non è che possono diventare target per missili?... chiedo, per un'amico...
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Onestamente non avrei capito.
Ma Macron voleva letteralmente fare il solito trucco di dare il nucleare civile all'Italia, per poi consegnare il know-how della bomba atomica, o che cosa di preciso?
Per che cosa seriamente avrebbe pensato di rendere l'Italia una potenziale potenza atomica se è letteralmente a pezzi?
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Casomai il nucleare fosse sicuro, non è sicuro che coloro che se ne dovrebbero occupare se ne occupino sicuramente bene.
Scusate il gioco di parole.
Poi ci sono altri metodi per produrre energia, e allora l'obiezione potrebbe essere: si, ma se ti dimostro che con quel metodo l'energia prodotta non basterà nel tempo?
E allora la risposta è: è chiaro che se aumenta a dismisura la necessità di energia, che non serve alle persone comuni, ma alle industrie di armamenti, al funzionamento dell'intelligenza artificiale che dovrà essere sempre più potente, nessuna fonte di energia basterà mai. A questo punto dovremmo vivere in un pianeta con produzione di energia immensa, il 99% di questa non servirà alla vita delle persone, ma al sistema per andare avanti.
Ma io voglio un sistema che funziona per le persone, e di avere una nazione con portaerei infinite, rampe di lancio spaziali, e IA pure quando vai al bagno non mi interessa nulla.
Quindi il problema diventa a monte: cosa vogliono le persone.
Ed è qui che la divisione diventa importante. E ognuno ha opinioni divergenti su questo punto, e non tanto sulle fonti di energia.
Secondo me ci sono metodi migliori. Proprio oggi stavo dando un'occhiata ad un progetto italiano, e ci sono dei macchinari per la pirolisi che vengono prodotti e venduti dall'Italia. Ma non vengono utilizzati in Italia perché non sono permessi. Si tratta di macchine per la disgregazione dei rifiuti che non producono inquinamento, e in cambio restituiscono idrocarburi di buon livello. E separano poi i materiali inerti da quelli organici.
Solo con quel tipo di macchinari, non sarebbe più necessario farsi portare il gas e il petrolio da fuori.
Tutto questo senza il rischio di incidenti di grande portata che possono portare il nucleare.
Pensateci, quando andate a casa.
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La costruzione di una centrale nucleare non viene portata avanti in autonomia da un singolo Paese. Esistono regolamentazioni estremamente stringenti a cui attenersi, che costituiscono standard condivisi in tutto l’Occidente, oltre a controlli regolari da parte di enti internazionali come la IAEA.Lo stesso vale per la gestione e il funzionamento di una centrale nucleare.Se dovessimo fermarci a questo sentimento di sfiducia nei confronti dell'Italia, non dovremmo costruire nulla: nemmeno le centrali idroelettriche.Il mio problema riguardo al nucleare è a monte: non mi fido del paese in cui vivo.
Perché c'è sempre qualcuno pronto a mettere davanti a tutto il portafoglio, il resto a seguire e se il danno causato dal malaffare si misura in centinaia di anni (dopo) "a me che me ne frega" (dice lui), "tanto sarò già morto".
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Esistono regolamentazioni.La costruzione di una centrale nucleare non viene portata avanti in autonomia da un singolo Paese. Esistono regolamentazioni estremamente stringenti a cui attenersi, che costituiscono standard condivisi in tutto l’Occidente, oltre a controlli regolari da parte di enti internazionali come la IAEA.Lo stesso vale per la gestione e il funzionamento di una centrale nucleare.Se dovessimo fermarci a questo sentimento di sfiducia nei confronti dell'Italia, non dovremmo costruire nulla: nemmeno le centrali idroelettriche.
Dov'è che l'ho già sentita questa?
In un mondo utopico ottimale sarebbe così, ma purtroppo non è così.
Le Leggi e regolamentazioni vengono costantemente aggirate, ignorate, violate. Ne abbiamo parecchie testimonianze oggi su tutti i fronti.
Basta una conoscenza, una tangente o semplice arroganza e presunzione per buttare le Leggi e regolamentazioni nel cassonetto.
I recenti scandali su ponti e autostrade dovrebbero essere la cartina tornasole di quanto i "controlli regolari" siano solo fumo negli occhi ai polli, e parliamo soltanto di infrastrutture stradali.
Possiamo fidarci dei nostri politici per costruire centrali nucleari che, in caso di rottura, potrebbero non essere un semplice crollo ma trasformare un enorme territorio in una moderna Hiroshima?
Stesso discorso vale per le scorie se non addirittura peggiore.
RIPETO:
le scorie sono scarti radioattivi e devono essere stoccate in depositi speciali per impedire la contaminazione dell'ambiente esterno, ma non solo.
Il decadimento è talmente lungo che le scorie rimangono "attive" per secoli.
I depositi di conseguenza, devono rimanere intatti per altrettanto tempo. Non ci si può permettere nemmeno una crepa.
Il problema quindi è maggiore rispetto a quello della costruzione di una centrale perchè mentre questa è a vista e costantemente monitorata dal personale che ci lavora, un deposito è interrato e difficilmente qualcuno si prenderà la briga di andare a verificare eventuali danneggiamenti.
Ogni verifica è un costo e di conseguenza una voce di bilancio da tenere bassa, e dato che non è possibile a terzi verificare i controlli e i controllori... capisciammè.
Questo fatto è un potenziale vantaggio per chi gestisce lo smaltimento delle scorie perchè potrebbe usare materiali scadenti o sorvolare sulle specifiche di sicurezza e chi farà i controlli, ammesso sia possibile, potrebbe essere "incentivato" a non essere troppo zelante.
In sintesi, io potrei anche essere favorevole all'energia nucleare perchè, come ho detto, "le centrali sono costantemente monitorate dal personale" e un problema, se non preso sottogamba, può essere risolto prima che diventi irrecuperabile, ma la gestione delle scorie è un problema peggiore perchè i depositi non verranno monitorati con lo stesso zelo (per secoli).
Ecco perchè sono contrario alle centrali nucleari. Non per la loro sicurezza ma per la sicurezza dei depositi delle scorie che verranno realizzati un pò ovunque (non si sa come) interrati e quindi invisibili.
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Sì, è una stima. Così come è una stima quella sul numero di voli aerei che in teoria dovremmo prendere prima di rimanere coinvolti in un incidente mortale.Se vogliamo fermarci al “dato”, possiamo dire che in occidente non c’è mai stato un incidente con vittime nella storia del nucleare civile.1. Il valore che Romano cita riguardo la core damage frequency è una stima. Questo significa che dobbiamo accettare un'ipotesi, non una certezza. In pratica, per quelli che reagiscono di pancia all'idea del nucleare, è un atto di fede. Non so quanto sia facile ottenere atti di fede attualmente, ma temo non lo sia per niente..
2. la core damage frequency mi sembra un po' la punta dell'iceberg. Il nocciolo (core) di un reattore non è l'unica cosa che può andare a puttane, sebbene sia il tipo di incidente più pericoloso, La gente è spaventata alla sola ipotesi di una perdita accidentale di materiale radioattivo, e vorrei vedere almeno le stime anche per questo tipo di evento. O meglio, stime e dati a disposizione sulla base dell'attuale esperienza (quante perdite accidentali si sono verificate sinora nei reattori di terza generazione, visto che è di questi che si discute?).
Dipende molto da cosa intendiamo per “perdita”.
Le centrali nucleari rilasciano piccolissime quantità controllate di radioattività durante il normale funzionamento, entro limiti molto precisi, monitorati costantemente, e generalmente molto inferiori alla radioattività naturale a cui siamo esposti ogni giorno.
Comunque, cerco dati esatti per darti una risposta precisa.
I reattori al torio, per quanto ne so io, ad oggi non sono in commercio. Comunque, il torio fissiona dopo essere trasmutato in uranio-233.Personalmente, sono più dubbioso sull'approvvigionamento del materiale fissile (sia esso Uranio oppure Torio, che pare essere più interessante). E, dato che in precedenza (non in questo forum), ricordo che avevi sostenuto che la disponibilità è sufficiente anzi abbondante, ho la netta sensazione che il problema del nucleare sia l'industria petrolifera... finché avremo un 25% circa dell'industria mondiale che è contrario al nucleare perché ne è in concorrenza, dubito che l'approccio al nucleare sarà obiettivo. Smantellare l'industria dei combustibili fossili, leggasi le lobbies correlate, non è uno scherzo.
L’uranio è invece molto comune sul pianeta, è presente un po’ dappertutto, e sappiamo anche estrarlo dal mare a costi relativamente contenuti.In merito alla questione della lobby petrolifera, il nucleare non la smantellerebbe. Decine di paesi hanno centrali nucleari, quindi si tratta solo di aggiungersi a loro.
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Come potrebbe essere fattibile se già il riaprire una discarica per rifiuti speciali genera forti reazioni dovute a questa allergia al pensare di ospitare questi stabilimenti?
Serve una campagna di informazione, perché dopo anni di terrorismo mediatico lo scetticismo è anche comprensibile.
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E pensare che pochi, pochissimi anni dopo Chernobyl, siamo stati ad un passo di ritrovarci nella stessa situazione.
Non ci sono neanche andati vicini. La fusione del nocciolo non porta ad uno scenario come quello di Chernobyl.
Vandellos, a poche centinaia di Km dall'Italia. Il reattore é arrivato a pochi gradi dalla fusione.
Eh, e al massimo avrebbero fuso il reattore.
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A dire il vero, l’Italia continuava a laureare, fino a qualche anno fa, un numero di ingegneri nucleari secondo, in Europa, solo alla Francia. Quindi, si tratterebbe di far lavorare qui, persone che lavorano altrove.Il problema principale è questo:
Casomai il nucleare fosse sicuro, non è sicuro che coloro che se ne dovrebbero occupare se ne occupino sicuramente bene.
E allora la risposta è: è chiaro che se aumenta a dismisura la necessità di energia, che non serve alle persone comuni, ma alle industrie di armamenti, al funzionamento dell'intelligenza artificiale che dovrà essere sempre più potente, nessuna fonte di energia basterà mai.
Il nucleare fornisce l'energia di cui hai bisogno.
Il sistema per andare avanti rivende I propri prodotti e servizi alle persone comuni, con pochissime eccezioni.A questo punto dovremmo vivere in un pianeta con produzione di energia immensa, il 99% di questa non servirà alla vita delle persone, ma al sistema per andare avanti.
Non so molto in materia, ma se vuoi postare qualche fonte, ben venga.Secondo me ci sono metodi migliori. Proprio oggi stavo dando un'occhiata ad un progetto italiano, e ci sono dei macchinari per la pirolisi che vengono prodotti e venduti dall'Italia. Ma non vengono utilizzati in Italia perché non sono permessi. Si tratta di macchine per la disgregazione dei rifiuti che non producono inquinamento, e in cambio restituiscono idrocarburi di buon livello. E separano poi i materiali inerti da quelli organici.
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Danimarca,Estonia,Irlanda,Germania,Grecia,Islanda,Cipro,Lettonia,Croazia,Lussemburgo,Malta,Austria,Polonia,Portogallo,Norvegia,Serbia,Israele,Malesia,Nuova Zelanda,Australia,
se questi paesi riescono a vivere abbastanza bene senza il nucleare perchè l'Italia non può?
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Non nel caso di una centrale nucleare. Non te la gestisci “in famiglia”.E’ uno dei pochissimi, pochissimi risvolti positivi della sovra-regolamentazione attorno al nucleare.E noi di centrali nucleari ne abbiamo già avute.Basta una conoscenza, una tangente o semplice arroganza e presunzione per buttare le Leggi e regolamentazioni nel cassonetto.
Non potrebbe mai accadere, perché una centrale nucleare non può dare luogo ad un’esplosione nucleare. Non c’è proprio il materiale per farlo. L’uranio degli ordigni atomici è arricchito almeno all’85%, solitamente di più.Quello delle centrali nucleari, al massimo è al 6%.E comunque, all’interno di un ordigno atomico ci sono sistemi di detonazione estremamente precisi, lenti esplosive per la compressione simmetrica del materiale, schermi riflettenti per aumentare le fissioni, ecc.In una centrale non c’è nulla di tutto questo.Possiamo fidarci dei nostri politici per costruire centrali nucleari che, in caso di rottura, potrebbero non essere un semplice crollo ma trasformare un enorme territorio in una moderna Hiroshima?
Le scorie sono un “problema” risolto da tempo. Sappiamo come gestirle.Stesso discorso vale per le scorie se non addirittura peggiore.
Vero per tanti altri rifiuti.le scorie sono scarti radioattivi e devono essere stoccate in depositi speciali per impedire la contaminazione dell'ambiente esterno
No, rimangono attive anche per millenni.Ma non c’entra nulla.Anzi, se ti interessa SOLO la radioattività, è paradossalmente meglio: quanto più è lungo il tempo per cui un materiale rimane radioattivo, tanto minore è la radioattività emessa nel breve periodo.In modo molto, molto impreciso, puoi immaginare un materiale radioattivo come una scatola con dentro dei “proiettili”. Il numero di questi proiettili diminuisce nel tempo, quindi se è molto radioattivo, vuol dire che ne sta sparando di più, e li finirà prima.Il decadimento è talmente lungo che le scorie rimangono "attive" per secoli.
Che vuol dire “non ci si può permettere nemmeno una crepa”? Se c’è “una crepa” la si ripara, non è che succeda nulla.I depositi di conseguenza, devono rimanere intatti per altrettanto tempo. Non ci si può permettere nemmeno una crepa.
Un deposito può essere anche “di superficie”, tipo questo:Il problema quindi è maggiore rispetto a quello della costruzione di una centrale perchè mentre questa è a vista e costantemente monitorata dal personale che ci lavora, un deposito è interrato e difficilmente qualcuno si prenderà la briga di andare a verificare eventuali danneggiamenti.
Tutti costi già messi in preventivo.Ogni verifica è un costo e di conseguenza una voce di bilancio da tenere bassa, e dato che non è possibile a terzi verificare i controlli e i controllori... capisciammè.
No, non potrebbe. Ripeto: c’è un livello di ossessione attorno ai protocolli di sicurezza del nucleare che è completamente insensata.Ma poi, figurati, con lo scettisimo attorno a questa forma d’energia, ci sarebbero chissà quanti occhi pronti a denunciare anche una mosca in divieto di sosta.Questo fatto è un potenziale vantaggio per chi gestisce lo smaltimento delle scorie perchè potrebbe usare materiali scadenti o sorvolare sulle specifiche di sicurezza e chi farà i controlli
I depositi vengono monitorati.In sintesi, io potrei anche essere favorevole all'energia nucleare perchè, come ho detto, "le centrali sono costantemente monitorate dal personale" e un problema, se non preso sottogamba, può essere risolto prima che diventi irrecuperabile, ma la gestione delle scorie è un problema peggiore perchè i depositi non verranno monitorati con lo stesso zelo (per secoli).
Ne serve uno.Ecco perchè sono contrario alle centrali nucleari. Non per la loro sicurezza ma per la sicurezza dei depositi delle scorie che verranno realizzati un pò ovunque
non necessariamenteInterrati
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… pencri, affermando che i livelli di radioattività di una centrale nucleare sono:
… “molto inferiori alla radioattività naturale a cui siamo esposti ogni giorno”…
… equivale a dire che: se la Terra fosse piena ovunque di centrali nucleari la radioattività generale del pianeta sarebbe di “molto inferiore alla radioattività naturale”…
… il ragionamento non fa una piega… ma chissà perché non mi convince…
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… “Non potrebbe mai accadere”…
… “Le scorie… Sappiamo come gestirle”…
… sarà anche teoricamente vero, ma questa certezza è da sfera di cristallo...
… “c’è un livello di ossessione attorno ai protocolli di sicurezza del nucleare”…
… e questa è la conferma che ci sono buoni motivi per avere questi livelli di ossessione sulla sicurezza…
… “i depositi… ne serve uno, non necessariamente interrato”…
… su cui missili e terroristi faranno giurin giurello di non attaccare mai…
… recentemente si è capito che è meglio che non lo faccia trump il “giurello”…
… bombarderebbe la mattina dopo, o anche la sera stessa…
… del resto sulla sicurezza generale, ce lo insegna tajani:
… è valida ma... fino a un certo punto…
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Che facciamo, continuiamo a fare referendum finché si ottiene il risultato sperato oppure ignoriamo direttamente il volere espresso della cittadinanza?
Scommetto che tanti di quelli a favore del nucleare (che poi sono anche in pochi), si lamentano anche della mancanza di una vera democrazia in questo Paese.
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Aggiungo i miei 2 cents alla discussione, senza neanche entrare nel merito, per evidenziare un "piccolo" particolare, ciclicamente dimenticato: il nucleare in Italia è stato già bocciato da DUE referendum abrogativi, uno nel 1987 e uno nel 2011. Che facciamo, continuiamo a fare referendum finché si ottiene il risultato sperato oppure ignoriamo direttamente il volere espresso della cittadinanza?
Non facciamo referendum, e costruiamo centrali nucleari.
Quello del nucleare è un tema tecnico, non dovrebbe essere oggetto di votazioni popolari.
Per partire con la costruzione di centrali nucleari non servono referendum, basta una legge ordinaria.
Scommetto che tanti di quelli a favore del nucleare (che poi sono anche in pochi), si lamentano anche della mancanza di una vera democrazia in questo Paese.
A me nessuno ha mai chiesto quale mix energetico volessi.
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A parte gli scherzi, le centrali nucleari a fissione sono obsolete e molto pericolose.
In attesa che l'uomo "alluni sulla luna e non sul set" e che quindi sia in grado di scavare elio-3 dalla regolite (50 anni come minimo) esiste una alternativa che produce energia DIRETTA, priva di scorie e di radiazioni, che potrebbe essere utilizzata nel giro di pochi anni.
piccolo riassunto per capire meglio la differenza tra le centrali attuali e quelle del futuro:Oggi le nostre centrali elettriche sono essenzialmente dei grandi bollitori. Che siano a carbone, a gas o nucleari tradizionali, il loro unico scopo è scaldare l'acqua per creare vapore e far girare una grossa ventola, la turbina. È un metodo vecchio, ingombrante e che spreca tantissima energia sotto forma di calore disperso.La fusione tra Idrogeno e Boro cambia completamente questo paradigma. Invece di generare calore per muovere qualcosa di meccanico, questa reazione sprigiona energia direttamente sotto forma di particelle cariche. Poiché queste particelle hanno una carica elettrica e si muovono a velocità pazzesche, sono già di per sé elettricità in movimento. Possiamo catturarle usando dei campi elettromagnetici, trasformandole in corrente pronta per le nostre case quasi senza perdite. È un processo elegantissimo: il combustibile è abbondante e sicuro, non può dare origine a esplosioni catastrofiche e il risultato dello scarto è semplice elio, un gas del tutto innocuo. Avremmo centrali compatte, capaci di alimentare intere città con una manciata di polvere di boro, senza produrre fumi o scorie che restano pericolose per millenni.Tuttavia, come ogni sfida tecnologica estrema, anche questa presenta dei rischi e delle difficoltà tecniche importanti.Il rischio principale non è di tipo ambientale, ma tecnico: la reazione richiede temperature vicine al miliardo di gradi, molto più alte di quelle del Sole. La sfida è riuscire a mantenere acceso questo "fuoco" senza che si spenga o che consumi più energia di quella che produce. Se il sistema di contenimento dovesse fallire, non ci sarebbe un'esplosione nucleare, ma il calore estremo potrebbe danneggiare o fondere istantaneamente i componenti interni del reattore, causando danni economici immensi e la perdita dell'impianto. Inoltre, anche se la reazione è considerata pulita, produce comunque un intenso flusso di raggi X che richiede schermature perfette per non esporre i lavoratori a radiazioni pericolose. Infine, per quanto minima, esiste sempre una piccolissima produzione di neutroni residui dovuta a reazioni secondarie; questo significa che, dopo molti anni di funzionamento, alcune parti interne della macchina potrebbero diventare leggermente radioattive e richiedere procedure di smaltimento specifiche, anche se molto più semplici rispetto a quelle della vecchia energia nucleare.La differenza con l' elio-3 presente sulla luna è clamorosa!
Se riuscissimo ad estrarlo dalla regolite basterebbero piccole centrali e 1/3 dei gradi necessari per boro-idrogeno (3-400 milioni di gradi) avremmo energia a go go.
Qui la spiegazione di come estrarlo sulla luna:
luogocomune.net/forum/missioni-apollo/16...nasa?start=300#66098
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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