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Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
11 Ore 37 Minuti fa - 11 Ore 22 Minuti fa #67893
da Sertes
Risposta da Sertes al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
@macco83
ti ricordo che in quanto hai aperto tu questo thread, puoi segnalare alla redazione i disturbatori: le opinioni personali hanno il loro peso, ma si possono leggere una volta o anche due prima che diventino un'azione di attivo disturbo dello svolgimento della discussione.
La discriminante è se un intervento è di contributo, o di puro ostacolo alla discussione.
ti ricordo che in quanto hai aperto tu questo thread, puoi segnalare alla redazione i disturbatori: le opinioni personali hanno il loro peso, ma si possono leggere una volta o anche due prima che diventino un'azione di attivo disturbo dello svolgimento della discussione.
La discriminante è se un intervento è di contributo, o di puro ostacolo alla discussione.
Ultima Modifica 11 Ore 22 Minuti fa da Sertes.
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10 Ore 13 Minuti fa #67895
da Aigor
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
Risposta da Aigor al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Il succo del discorso mi pare sia il seguente (semplificando): viene contestato il software che, analizzando i dati rilevati dal SAR, trasforma dei dati grafici in dati sonori e poi estrapola dai dati sonori composizione e struttura in 3D di ciò che è sottostante la superficie.
Roberto ha fatto analizzare lo studio di Biondi/Malanga alle IA del suo ufficio chiedendo di effettuare la stessa cosa sui dati da lui scaricati e ha dimostrato che il sistema è funzionale e ripetibile.
In questo caso la IA non "inventa", semplicemente capisce (meglio di Roberto, che ha sinceramente ammesso di non comprendere la procedura al 100%) e applica.
Come controprova Roberto ha provato a scansionare il deserto e non ha trovato strutture sottostanti, prova che il sistema non ha bias nascosti: se così fosse avrebbe trovato strutture nascoste anche nel deserto.
Ovviamente la prova finale è lo scavo, ma se il sistema è ripetibile anche da una persona "qualsiasi" (in questo caso Roberto - detto senza minimamente volerlo sminuire perché è stato davvero un grande) allora evidentemente qualcosa di valido c'è.
Poi se ci si vuole trincerarsi dietro "la prova a tutti i costi" si finisce, come ha detto Tianos, nel non poter accettare nulla perché il "sistema" non prevede che si faccia ricerca su ciò che "dà fastidio", e chi frequenta LC può capire benissimo il discorso.
Roberto ha fatto analizzare lo studio di Biondi/Malanga alle IA del suo ufficio chiedendo di effettuare la stessa cosa sui dati da lui scaricati e ha dimostrato che il sistema è funzionale e ripetibile.
In questo caso la IA non "inventa", semplicemente capisce (meglio di Roberto, che ha sinceramente ammesso di non comprendere la procedura al 100%) e applica.
Come controprova Roberto ha provato a scansionare il deserto e non ha trovato strutture sottostanti, prova che il sistema non ha bias nascosti: se così fosse avrebbe trovato strutture nascoste anche nel deserto.
Ovviamente la prova finale è lo scavo, ma se il sistema è ripetibile anche da una persona "qualsiasi" (in questo caso Roberto - detto senza minimamente volerlo sminuire perché è stato davvero un grande) allora evidentemente qualcosa di valido c'è.
Poi se ci si vuole trincerarsi dietro "la prova a tutti i costi" si finisce, come ha detto Tianos, nel non poter accettare nulla perché il "sistema" non prevede che si faccia ricerca su ciò che "dà fastidio", e chi frequenta LC può capire benissimo il discorso.
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
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9 Ore 32 Minuti fa #67896
da Melfi
E' pacifico che "L'algoritmo" esegua al pari di una formula i calcoli relativi alle variabili, e sarei disposto pure a concedere gli operatori matematici sconosciuti utilizzati per l'esperimento (non pretendo che si rendano pubblici i codici del software ideato da Biondi). Tuttavia, trovo curioso che tutte le altre prove per la verifica del metodo hanno riguardato luoghi pubblici e ben conosciuti. Anch'io l'avrei fatto per tarare i parametri e dimostrare a me stesso che funziona! Ma mi sarei spinto oltre, ci sono centinaia di siti archeologici in tutto il mondo su cui testare il metodo e ipotizzare strutture da sondare! Avrei "monopolizzato" le scoperte con un sistema eccezionale come questo...
Basti pensare alla scoperta di Valeriana (città Maya nella giungla messicana), fatta utilizzando tecnologia LiDAR unita all'intelligenza artificiale per "cancellare la vegetazione" che la copre.
Perché concentrarsi sul deserto? Quando lo studio può valere ovunque e magari dove gli scavi sono più accessibili?
In medio stat virtus.
Risposta da Melfi al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Hai colto perfettamente il punto."Il succo del discorso mi pare sia il seguente.."
E' pacifico che "L'algoritmo" esegua al pari di una formula i calcoli relativi alle variabili, e sarei disposto pure a concedere gli operatori matematici sconosciuti utilizzati per l'esperimento (non pretendo che si rendano pubblici i codici del software ideato da Biondi). Tuttavia, trovo curioso che tutte le altre prove per la verifica del metodo hanno riguardato luoghi pubblici e ben conosciuti. Anch'io l'avrei fatto per tarare i parametri e dimostrare a me stesso che funziona! Ma mi sarei spinto oltre, ci sono centinaia di siti archeologici in tutto il mondo su cui testare il metodo e ipotizzare strutture da sondare! Avrei "monopolizzato" le scoperte con un sistema eccezionale come questo...
Basti pensare alla scoperta di Valeriana (città Maya nella giungla messicana), fatta utilizzando tecnologia LiDAR unita all'intelligenza artificiale per "cancellare la vegetazione" che la copre.
Perché concentrarsi sul deserto? Quando lo studio può valere ovunque e magari dove gli scavi sono più accessibili?
In medio stat virtus.
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8 Ore 48 Minuti fa #67897
da CharlieMike
Risposta da CharlieMike al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Aigor #67895
Solo un piccolo appunto sul funzionamento del sistema (sempre che non abbia capito male).
Il sottosuolo vibra naturalmente a causa di effetti sismici, traffico superficiale, ecc.
Queste vibrazioni si propagano tridimensionalmente a 360° dal sottosuolo fino ad arrivare anche alla superficie.
E' lo stesso fenomeno che ci permette di ascoltare una persona che parla nella stanza adiacente separata da una parete.
Le vibrazioni sonore del parlato si propagano a 360° fino ad arrivare alla parete.
La parete a sua volta vibra e ritrasmette le vibrazioni al nostro orecchio.
Se noi incollassimo un pezzetto di specchio (1 cm2) alla parete e lo illuminassimo con una torcia potremmo riuscire a vedere il riflesso muoversi in sincrono con il suono che proviene dalla stanza adiacente.
Se la persona è lontana o vicina avremo una serie di riflessi con più spostamento o meno.
Se la voce è acuta o bassa, come potrebbe essere quella di un uomo o una donna, la frequenza dell'oscillazione dei riflessi sarà più veloce o lenta.
Elaborando con un software apposito questi dati si può arrivare determinare la posizione nella stanza adiacente della persona che parla e perfino il suo sesso.
Questo è quello che, in parole molto povere, fa il sistema SAR ma in maniera ovviamente molto più sofisticata.
Roberto, ha fatto scrivere alla IA un software che elabora i dati del satellite SAR e li traduce in immagini con variazioni di colore a seconda della loro frequenza, intensità e velocità di propagazione ottenendo un modello tridimensionale del sottosuolo.
Di fatto Roberto ha riprodotto la ricerca di Malanga con mezzi indipendenti, su terreni diversi ottenendo risultati simili.
Certo che è vincere facile per i detrattori fare affermazioni del tipo:
- "Ha analizzato terreni dove si sa perfettamente cosa c'è sotto e quindi si può interpretare i dati per ottenere comunque un riscontro".
- "Ha analizzato terreni perfettamente sconosciuti per cui non possiamo sapere se quello che il software trova sia realmente quello che c'è nel sottosuolo senza fare scavi di verifica".
ed infine...
- "Non possiamo essere sicuri che il sistema funzioni senza fare scavi nei dintorni delle piramidi", come se Zahi Hawass, con impazienza, non aspettasse altro che Malanga o uno di noi per firmare le autorizzazioni a effettuare scavi.
Solo un piccolo appunto sul funzionamento del sistema (sempre che non abbia capito male).
Il sottosuolo vibra naturalmente a causa di effetti sismici, traffico superficiale, ecc.
Queste vibrazioni si propagano tridimensionalmente a 360° dal sottosuolo fino ad arrivare anche alla superficie.
E' lo stesso fenomeno che ci permette di ascoltare una persona che parla nella stanza adiacente separata da una parete.
Le vibrazioni sonore del parlato si propagano a 360° fino ad arrivare alla parete.
La parete a sua volta vibra e ritrasmette le vibrazioni al nostro orecchio.
Se noi incollassimo un pezzetto di specchio (1 cm2) alla parete e lo illuminassimo con una torcia potremmo riuscire a vedere il riflesso muoversi in sincrono con il suono che proviene dalla stanza adiacente.
Se la persona è lontana o vicina avremo una serie di riflessi con più spostamento o meno.
Se la voce è acuta o bassa, come potrebbe essere quella di un uomo o una donna, la frequenza dell'oscillazione dei riflessi sarà più veloce o lenta.
Elaborando con un software apposito questi dati si può arrivare determinare la posizione nella stanza adiacente della persona che parla e perfino il suo sesso.
Questo è quello che, in parole molto povere, fa il sistema SAR ma in maniera ovviamente molto più sofisticata.
Roberto, ha fatto scrivere alla IA un software che elabora i dati del satellite SAR e li traduce in immagini con variazioni di colore a seconda della loro frequenza, intensità e velocità di propagazione ottenendo un modello tridimensionale del sottosuolo.
Di fatto Roberto ha riprodotto la ricerca di Malanga con mezzi indipendenti, su terreni diversi ottenendo risultati simili.
Certo che è vincere facile per i detrattori fare affermazioni del tipo:
- "Ha analizzato terreni dove si sa perfettamente cosa c'è sotto e quindi si può interpretare i dati per ottenere comunque un riscontro".
- "Ha analizzato terreni perfettamente sconosciuti per cui non possiamo sapere se quello che il software trova sia realmente quello che c'è nel sottosuolo senza fare scavi di verifica".
ed infine...
- "Non possiamo essere sicuri che il sistema funzioni senza fare scavi nei dintorni delle piramidi", come se Zahi Hawass, con impazienza, non aspettasse altro che Malanga o uno di noi per firmare le autorizzazioni a effettuare scavi.
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8 Ore 23 Minuti fa #67900
da Aigor
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
Risposta da Aigor al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
@charlie
Corretto (almeno per quanto ho capito), teniamo presente che loro sfruttano l'effetto doppler e i dati di più satelliti triangolandoli fra loro.
@marlo
@@@Tuttavia, trovo curioso che tutte le altre prove per la verifica del metodo hanno riguardato luoghi pubblici e ben conosciuti
Capisco, ma cosa dovevano fare? Testarlo in un punto a caso e poi investire centinaia di migliaia di euro per una prospezione? O due? O tre?
Mi sembra ovvio che si vada a cercare dove già si sa cosa c'è e poi si confrontino i dati...
@@@non pretendo che si rendano pubblici i codici del software ideato da Biondi
Roberto li ha creati ex novo con la IA. Non sono gli stessi, ma hanno funzionato (rileggiti i suoi messaggi dopo i test fatti)
Quello che ha fatto Roberto lo può fare chiunque con mezzi anche molto più potenti, il metodo è stato spiegato e la formula di Biondi non è la rformula della relatività di Einstein... che se non la pubblicava nessuno la capiva
Corretto (almeno per quanto ho capito), teniamo presente che loro sfruttano l'effetto doppler e i dati di più satelliti triangolandoli fra loro.
@marlo
@@@Tuttavia, trovo curioso che tutte le altre prove per la verifica del metodo hanno riguardato luoghi pubblici e ben conosciuti
Capisco, ma cosa dovevano fare? Testarlo in un punto a caso e poi investire centinaia di migliaia di euro per una prospezione? O due? O tre?
Mi sembra ovvio che si vada a cercare dove già si sa cosa c'è e poi si confrontino i dati...
@@@non pretendo che si rendano pubblici i codici del software ideato da Biondi
Roberto li ha creati ex novo con la IA. Non sono gli stessi, ma hanno funzionato (rileggiti i suoi messaggi dopo i test fatti)
Quello che ha fatto Roberto lo può fare chiunque con mezzi anche molto più potenti, il metodo è stato spiegato e la formula di Biondi non è la rformula della relatività di Einstein... che se non la pubblicava nessuno la capiva
Mitakuye Oyasin
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8 Ore 14 Minuti fa #67901
da CharlieMike
La mia spiegazione è solo per illustrare a grandi linee il funzionamento.
P.es. per il Global Positioning System (GPS) sarebbero sufficienti tre soli satelliti per determinare la posizione di un oggetto sulla Terra, ma usando più satelliti la posizione diventa proporzionalmente più precisa.
Allo stesso modo con l'effetto doppler e l'uso di più satelliti si possono affinare i dati per ottenere un modello 3D del sottosuolo più preciso.
Risposta da CharlieMike al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Certamente.@charlie
Corretto (almeno per quanto ho capito), teniamo presente che loro sfruttano l'effetto doppler e i dati di più satelliti triangolandoli fra loro.
La mia spiegazione è solo per illustrare a grandi linee il funzionamento.
P.es. per il Global Positioning System (GPS) sarebbero sufficienti tre soli satelliti per determinare la posizione di un oggetto sulla Terra, ma usando più satelliti la posizione diventa proporzionalmente più precisa.
Allo stesso modo con l'effetto doppler e l'uso di più satelliti si possono affinare i dati per ottenere un modello 3D del sottosuolo più preciso.
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7 Ore 58 Minuti fa #67902
da CharlieMike
Ma una volta verificato che funziona e che quindi trova esattamente quello che ci si aspetta, a che scopo testare il sistema su un sito qualunque sconosciuto, chessò la piazza della propria città?
Se il sistema non trova nulla, bene.
Ma se trova qualcosa cosa facciamo? Organizziamo degli scavi per fare la verifica?
Io parto da Genova per andare nel deserto di Gobi e mi faccio finanziare migliaia di euro per organizzare una sessione di scavi?
Verificato che il sistema rileva esattamente quello che ci si aspetta su siti conosciuti passiamo a cercare nel luogo che ci siamo prefissi di usare questo sistema: la Piana di Giza.
In questo modo otteniamo due cose:
1. testiamo il sistema su un sito sconosciuto
2. facciamo la ricerca che ci interessa fare
Risposta da CharlieMike al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Intanto si testa il sistema su siti perfettamente conosciuti per verificare se il sistema funziona, ipotizzando di non sapere cosa c'è (o non c'è) sotto.Tuttavia, trovo curioso che tutte le altre prove per la verifica del metodo hanno riguardato luoghi pubblici e ben conosciuti. Anch'io l'avrei fatto per tarare i parametri e dimostrare a me stesso che funziona! Ma mi sarei spinto oltre, ci sono centinaia di siti archeologici in tutto il mondo su cui testare il metodo e ipotizzare strutture da sondare! Avrei "monopolizzato" le scoperte con un sistema eccezionale come questo...
Basti pensare alla scoperta di Valeriana (città Maya nella giungla messicana), fatta utilizzando tecnologia LiDAR unita all'intelligenza artificiale per "cancellare la vegetazione" che la copre.
Perché concentrarsi sul deserto? Quando lo studio può valere ovunque e magari dove gli scavi sono più accessibili?
Ma una volta verificato che funziona e che quindi trova esattamente quello che ci si aspetta, a che scopo testare il sistema su un sito qualunque sconosciuto, chessò la piazza della propria città?
Se il sistema non trova nulla, bene.
Ma se trova qualcosa cosa facciamo? Organizziamo degli scavi per fare la verifica?
Io parto da Genova per andare nel deserto di Gobi e mi faccio finanziare migliaia di euro per organizzare una sessione di scavi?
Verificato che il sistema rileva esattamente quello che ci si aspetta su siti conosciuti passiamo a cercare nel luogo che ci siamo prefissi di usare questo sistema: la Piana di Giza.
In questo modo otteniamo due cose:
1. testiamo il sistema su un sito sconosciuto
2. facciamo la ricerca che ci interessa fare
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7 Ore 5 Minuti fa #67905
da Melfi
Risposta da Melfi al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Va bene signori, ci rinuncio. É evidente che non riesco a farmi capire. Vi ringrazio per l’attenzione e per le spiegazioni riportate. Non mi rimane che aspettare che le nuove rivelazioni mi convincano definitivamente. Fino ad allora approfondirò in altri modi.
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6 Ore 43 Minuti fa #67907
da Aigor
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
Risposta da Aigor al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Melfi, ti assicuro che io non vedo l'ora che comincino a guardare, per esempio, sotto le piramidi di Visoko... Ma sono concentrati su Giza, che ci si può fare?
Mitakuye Oyasin
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4 Ore 28 Minuti fa - 3 Ore 49 Minuti fa #67910
da Roberto70
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
Risposta da Roberto70 al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Gli scettici, tipo Melfi, sono benvenuti. I disturbatori no.
Per capire come funziona veramente questo sistema dovete DIMENTICARE il classico radar a penetrazione che rimbalza sulle superfici; qui il segnale viene trattato in modo puramente analitico partendo dai bytes grezzi presenti nel file .dat scaricato dal satellite ESA. Il file è strutturato con un header testuale che definisce il campo di gioco, ovvero le coordinate GPS e la dimensione della matrice, che in questo caso è una 64 per 64, ma il vero cuore informativo sta nei singoli float che compongono la matrice di backscatter. Ogni singolo byte, una volta convertito in valore numerico, non rappresenta una distanza, ma l'ampiezza della sezione d'urto radar normalizzata. In pratica, quando il sensore satellitare illumina l'area, la variazione di quei numeri che leggete — ad esempio il passaggio da un valore di 0.8 a uno di 0.1 — indica come il materiale a terra sta rispondendo all'impulso elettromagnetico. Tuttavia, il trucco ingegneristico non sta nella lettura statica di questi byte, ma nella loro variazione temporale e di fase. Poiché la piramide non è un oggetto immobile ma vibra impercettibilmente a causa delle onde sismiche di fondo e dei micro-tremori ambientali, ogni "cella" della matrice subisce uno spostamento infinitesimale. Questo spostamento altera la fase del segnale contenuto nei byte del file. Per calcolare la profondità, si applica la Tomografia Doppler: non misuriamo quanto tempo ci mette il segnale a tornare indietro, perché il radar non buca la pietra, ma analizziamo lo spostamento in frequenza causato da questi micro-movimenti.
Immaginate che la struttura interna della piramide agisca come una cassa di risonanza; le cavità o le stanze vuote all'interno modificano il modo in cui la superficie esterna vibra. Integrando i dati di backscatter su più passaggi satellitari, trasformiamo quelle variazioni di fase in un profilo di densità 3D. Quindi, quando vedete un valore che fluttua in modo anomalo rispetto ai vicini, state osservando un'interferenza costruttiva o distruttiva causata da una discontinuità di massa sottostante. In termini di calcolo puro, prendiamo la matrice, applichiamo una trasformata di Fourier inversa per passare dal dominio delle frequenze Doppler a quello spaziale e usiamo il gradiente di fase per mappare la profondità. In sostanza, usiamo la superficie esterna come un sensore distribuito che ci "racconta" cosa succede sotto grazie alla variazione dei micro-spostamenti codificati in quei byte. È un'inversione del problema di scattering: invece di cercare un riflesso diretto dall'interno, decodifichiamo la firma dinamica che le strutture interne lasciano sulla "pelle" esterna del monumento.
Lo so è un po' troppo tecnica.. ma per capire cosa stiamo analizzando non ho trovato altre parole.
I bytes non mentono! Se in 24 passaggi satellitari (ho dovuto ridurre il numero perchè scoppiava la memoria del mio pc) per 24 volte un valore resta in un range definto (per dire, da 0,82 a 0,89) nonostante i valori siano stato rilevati in giorni,mesi e anni differenti QUELLA è la prova che sotto (ad una profondità calcolata in base alle frequenze) c'è QUALCOSA di anomalo soprattutto se anche le i bytes che corrispondono alle frequenze restano simili. Non stiamo parlando di fantasia ma di realtà oggettiva, misurabile e ripetibile. Poi per costruire un software che sia in grado di interpretare i dati servono le IA. Un ingegnere programmatore impiegherebbe MESI per riuscire a mettere insieme i pezzi (anche perchè dovrebbe essere esperto di sar). La ricerca di Biondi non è complicata come la formula di Einstein ma vi assicuro che se le IA scrivono migliaia di righe di codice.. tanto semplice non è.
Questo è un esempio del file .dat (solo la prima riga di ogni sezione)
Guardate i valori sotto le scritte BACKSCATTER
1) 0.4492
2) 0.8313
Il range è troppo ampio (da 0.44 a 0.83) quindi questo valore viene scartato o nel caso ci fossero altri valori più simili ad uno dei 2 il sofware "colora il pixel" con il "materiale" relativo al materiale preponderante.
L' insieme di questi pixel creano l' immagine.
Per capire come funziona veramente questo sistema dovete DIMENTICARE il classico radar a penetrazione che rimbalza sulle superfici; qui il segnale viene trattato in modo puramente analitico partendo dai bytes grezzi presenti nel file .dat scaricato dal satellite ESA. Il file è strutturato con un header testuale che definisce il campo di gioco, ovvero le coordinate GPS e la dimensione della matrice, che in questo caso è una 64 per 64, ma il vero cuore informativo sta nei singoli float che compongono la matrice di backscatter. Ogni singolo byte, una volta convertito in valore numerico, non rappresenta una distanza, ma l'ampiezza della sezione d'urto radar normalizzata. In pratica, quando il sensore satellitare illumina l'area, la variazione di quei numeri che leggete — ad esempio il passaggio da un valore di 0.8 a uno di 0.1 — indica come il materiale a terra sta rispondendo all'impulso elettromagnetico. Tuttavia, il trucco ingegneristico non sta nella lettura statica di questi byte, ma nella loro variazione temporale e di fase. Poiché la piramide non è un oggetto immobile ma vibra impercettibilmente a causa delle onde sismiche di fondo e dei micro-tremori ambientali, ogni "cella" della matrice subisce uno spostamento infinitesimale. Questo spostamento altera la fase del segnale contenuto nei byte del file. Per calcolare la profondità, si applica la Tomografia Doppler: non misuriamo quanto tempo ci mette il segnale a tornare indietro, perché il radar non buca la pietra, ma analizziamo lo spostamento in frequenza causato da questi micro-movimenti.
Immaginate che la struttura interna della piramide agisca come una cassa di risonanza; le cavità o le stanze vuote all'interno modificano il modo in cui la superficie esterna vibra. Integrando i dati di backscatter su più passaggi satellitari, trasformiamo quelle variazioni di fase in un profilo di densità 3D. Quindi, quando vedete un valore che fluttua in modo anomalo rispetto ai vicini, state osservando un'interferenza costruttiva o distruttiva causata da una discontinuità di massa sottostante. In termini di calcolo puro, prendiamo la matrice, applichiamo una trasformata di Fourier inversa per passare dal dominio delle frequenze Doppler a quello spaziale e usiamo il gradiente di fase per mappare la profondità. In sostanza, usiamo la superficie esterna come un sensore distribuito che ci "racconta" cosa succede sotto grazie alla variazione dei micro-spostamenti codificati in quei byte. È un'inversione del problema di scattering: invece di cercare un riflesso diretto dall'interno, decodifichiamo la firma dinamica che le strutture interne lasciano sulla "pelle" esterna del monumento.
Lo so è un po' troppo tecnica.. ma per capire cosa stiamo analizzando non ho trovato altre parole.
I bytes non mentono! Se in 24 passaggi satellitari (ho dovuto ridurre il numero perchè scoppiava la memoria del mio pc) per 24 volte un valore resta in un range definto (per dire, da 0,82 a 0,89) nonostante i valori siano stato rilevati in giorni,mesi e anni differenti QUELLA è la prova che sotto (ad una profondità calcolata in base alle frequenze) c'è QUALCOSA di anomalo soprattutto se anche le i bytes che corrispondono alle frequenze restano simili. Non stiamo parlando di fantasia ma di realtà oggettiva, misurabile e ripetibile. Poi per costruire un software che sia in grado di interpretare i dati servono le IA. Un ingegnere programmatore impiegherebbe MESI per riuscire a mettere insieme i pezzi (anche perchè dovrebbe essere esperto di sar). La ricerca di Biondi non è complicata come la formula di Einstein ma vi assicuro che se le IA scrivono migliaia di righe di codice.. tanto semplice non è.
Questo è un esempio del file .dat (solo la prima riga di ogni sezione)
Guardate i valori sotto le scritte BACKSCATTER
1) 0.4492
2) 0.8313
Il range è troppo ampio (da 0.44 a 0.83) quindi questo valore viene scartato o nel caso ci fossero altri valori più simili ad uno dei 2 il sofware "colora il pixel" con il "materiale" relativo al materiale preponderante.
L' insieme di questi pixel creano l' immagine.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
Ultima Modifica 3 Ore 49 Minuti fa da Roberto70.
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- Una volta ero certo. Ora sono pieno di dubbi
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4 Ore 17 Minuti fa #67911
da DanieleSpace
Una teoria del complotto è ridicola solo quando sono ridicoli i suoi moventi.
Risposta da DanieleSpace al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
@menkaure
Ciao Gianluca,
premetto che :
- ho letto l'articolo originale di Biondi del 2022
- ho letto il tuo/vostro articolo di critica al paper di Biondi &CO
- ho letto il vostro libro "Giza: la caduta del Dogma".
Trovo il vostro libro eccezionale perché studia il tema con un approccio ingenuamente, sfrontatamente logico e pone le giuste domande, senza reiterare i soliti...dogmi, appunto. È inoltre ben documentato e curato, impreziosito da quella prefazione...
Libro che ho consigliato e consiglio a tutti i curiosi sul tema.
A tal proposito, un piccolo aneddoto:
Qualche mese fa, con mia moglie e nostro figlio, siamo andati a visitare il bellissimo museo egizio di Torino.
Abbiamo seguito una visita guidata (per il piccolo). La guida era un "ragazzo" poco più che trentenne, molto appassionato e preparato. Non nascondeva però una certa amarezza nel descrivere il lavoro dell'archeologo in Italia (...).
Alla fine del tour, cedendo al mio lato fastidiosamente polemico, forse un po' sadico, ho voluto porre due domandine da poco, aspettando di appartarmi leggermente solo con lui, per non farlo sentire a disagio in mezzo agli altri utenti.
Ho chiesto quindi: "Ma tra voi esperti, perdura ancora questa nozione che le piramidi sono tombe dei faraoni, costruite durante il loro regno" ?
Ha risposto: "Sì, certo assolutamente, non ci sono altre teorie valide".
Poi non sono riuscito a NON infierire: "Ma se il faraone Cheope ha regnato 23 anni (...) e la Grande Piramide è fatta da circa 2'300'000 blocchi(...), questo significa che hanno dovuto posare una pietra ogni 4 minuti se lavoravano h24, forse 2 minuti se lavoravano di giorno...Oltre a questo, non hanno mai trovato cadaveri nelle piramidi"
Là l'ho visto andare letteralmente in TILT, con gli occhi quasi incrociati.
Si è divincolato borbottando: "Sono sciocchezze". "Sciocchezze?"
"Sì". E se n'è andato.
Morale della favola: sono tutte cazzate ma la risposta alla domanda non è pervenuta.
Ed è per questo che sono eccellenti domande, perché le risposte non arrivano, non certo dalla guida (poverina per avermi dovuto sorbire alla fine dell'ennesimo turno), ma sopratutto dall'ambiente accademico.
Per quanto riguarda il paper di Biondi (cito solo lui per semplicità), capisco e condivido in parte le giuste critiche che avete sollevato. Certe "anomalie" nel metodo e nella procedura di revisione sono sorprendenti. Quella del revisore che non sa cosa farsene delle formule è sublime.
Immaginiamo se un "complottista" o un "eretico" come voi dicesse "Non so cosa farmene della bibliografia "
Tuttavia, al di là dei vizi di forma, al di là di un profilo velatamente narcisitico (chi non è fiero delle proprie scoperte ?), appare probabile che il team di Malanga abbia davvero trovato un metodo, una scoperta geniale per diversi motivi.
Il primo perché non hanno speso un soldo (...) ma hanno usato fonti di dati già disponibili, trovando il modo di "spremerli" a un livello superiore.
Il secondo perché sono riusciti a fare ricerca e potenziali scoperte scavalcando tutta una gerarchia di gatekeepers che, a mio parere, da decenni regnavano nell'ambiente e ostacolavano la ricerca della verità per motivi che non stiamo qui a spiegare ma che tutti intuiamo e che nulla hanno a che vedere con la protezione del metodo scientifico.
Il terzo motivo, meno ortodosso, è che non hanno perso tempo a spiattellare questa presunta scoperta al mondo.
Ora, questo è certamente l'aspetto più controverso e forse dibattuto della vicenda. E hai ragione a dire che mancano alcune validazioni, mancano le valutazioni dell'errore e mancano certezze. Ma il risultato è che tutto il mondo ne parla e tutto il mondo fa pressione adesso per andare là con una pala e scavare per vedere finalmente cosa c'è là sotto. Non possono più contenere, insabbiare (il termine calza). Ora si deve fare.
Per quanto riguarda l'ortodossia scientifica, ne abbiamo visti di sfaceli ben peggiori. Se pensi che hanno vaccinato una popolazione sulla base di dati tenuti segreti e si è dovuto intentare causa per averli quei dati. E nonostante la farmaceutica abbia perso la causa, i dati non volevano darli ugualmente... alla faccia della scienza !
Biondi probabilmente è molto sicuro del suo metodo. Le tomografie del Gran Sasso e del Gottardo (vicino a casa mia) che ha mostrato pubblicamente mi hanno convinto. Personalmente, se manca qualche rifinitura qua e là, a me non importa. Dubito che Biondi possa aver toppato del tutto e in tal caso sarebbe stato un suicidio professionale di portata epica. A mio modo di vedere, il bilancio è positivo e sono ansioso di vedere il proseguo.
Con i migliori saluti, continua il tuo ottimo lavoro !
Ciao Gianluca,
premetto che :
- ho letto l'articolo originale di Biondi del 2022
- ho letto il tuo/vostro articolo di critica al paper di Biondi &CO
- ho letto il vostro libro "Giza: la caduta del Dogma".
Trovo il vostro libro eccezionale perché studia il tema con un approccio ingenuamente, sfrontatamente logico e pone le giuste domande, senza reiterare i soliti...dogmi, appunto. È inoltre ben documentato e curato, impreziosito da quella prefazione...
Libro che ho consigliato e consiglio a tutti i curiosi sul tema.
A tal proposito, un piccolo aneddoto:
Qualche mese fa, con mia moglie e nostro figlio, siamo andati a visitare il bellissimo museo egizio di Torino.
Abbiamo seguito una visita guidata (per il piccolo). La guida era un "ragazzo" poco più che trentenne, molto appassionato e preparato. Non nascondeva però una certa amarezza nel descrivere il lavoro dell'archeologo in Italia (...).
Alla fine del tour, cedendo al mio lato fastidiosamente polemico, forse un po' sadico, ho voluto porre due domandine da poco, aspettando di appartarmi leggermente solo con lui, per non farlo sentire a disagio in mezzo agli altri utenti.
Ho chiesto quindi: "Ma tra voi esperti, perdura ancora questa nozione che le piramidi sono tombe dei faraoni, costruite durante il loro regno" ?
Ha risposto: "Sì, certo assolutamente, non ci sono altre teorie valide".
Poi non sono riuscito a NON infierire: "Ma se il faraone Cheope ha regnato 23 anni (...) e la Grande Piramide è fatta da circa 2'300'000 blocchi(...), questo significa che hanno dovuto posare una pietra ogni 4 minuti se lavoravano h24, forse 2 minuti se lavoravano di giorno...Oltre a questo, non hanno mai trovato cadaveri nelle piramidi"
Là l'ho visto andare letteralmente in TILT, con gli occhi quasi incrociati.
Si è divincolato borbottando: "Sono sciocchezze". "Sciocchezze?"
"Sì". E se n'è andato.
Morale della favola: sono tutte cazzate ma la risposta alla domanda non è pervenuta.
Ed è per questo che sono eccellenti domande, perché le risposte non arrivano, non certo dalla guida (poverina per avermi dovuto sorbire alla fine dell'ennesimo turno), ma sopratutto dall'ambiente accademico.
Per quanto riguarda il paper di Biondi (cito solo lui per semplicità), capisco e condivido in parte le giuste critiche che avete sollevato. Certe "anomalie" nel metodo e nella procedura di revisione sono sorprendenti. Quella del revisore che non sa cosa farsene delle formule è sublime.
Immaginiamo se un "complottista" o un "eretico" come voi dicesse "Non so cosa farmene della bibliografia "
Tuttavia, al di là dei vizi di forma, al di là di un profilo velatamente narcisitico (chi non è fiero delle proprie scoperte ?), appare probabile che il team di Malanga abbia davvero trovato un metodo, una scoperta geniale per diversi motivi.
Il primo perché non hanno speso un soldo (...) ma hanno usato fonti di dati già disponibili, trovando il modo di "spremerli" a un livello superiore.
Il secondo perché sono riusciti a fare ricerca e potenziali scoperte scavalcando tutta una gerarchia di gatekeepers che, a mio parere, da decenni regnavano nell'ambiente e ostacolavano la ricerca della verità per motivi che non stiamo qui a spiegare ma che tutti intuiamo e che nulla hanno a che vedere con la protezione del metodo scientifico.
Il terzo motivo, meno ortodosso, è che non hanno perso tempo a spiattellare questa presunta scoperta al mondo.
Ora, questo è certamente l'aspetto più controverso e forse dibattuto della vicenda. E hai ragione a dire che mancano alcune validazioni, mancano le valutazioni dell'errore e mancano certezze. Ma il risultato è che tutto il mondo ne parla e tutto il mondo fa pressione adesso per andare là con una pala e scavare per vedere finalmente cosa c'è là sotto. Non possono più contenere, insabbiare (il termine calza). Ora si deve fare.
Per quanto riguarda l'ortodossia scientifica, ne abbiamo visti di sfaceli ben peggiori. Se pensi che hanno vaccinato una popolazione sulla base di dati tenuti segreti e si è dovuto intentare causa per averli quei dati. E nonostante la farmaceutica abbia perso la causa, i dati non volevano darli ugualmente... alla faccia della scienza !
Biondi probabilmente è molto sicuro del suo metodo. Le tomografie del Gran Sasso e del Gottardo (vicino a casa mia) che ha mostrato pubblicamente mi hanno convinto. Personalmente, se manca qualche rifinitura qua e là, a me non importa. Dubito che Biondi possa aver toppato del tutto e in tal caso sarebbe stato un suicidio professionale di portata epica. A mio modo di vedere, il bilancio è positivo e sono ansioso di vedere il proseguo.
Con i migliori saluti, continua il tuo ottimo lavoro !
Una teoria del complotto è ridicola solo quando sono ridicoli i suoi moventi.
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3 Ore 15 Minuti fa #67914
da Aigor
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
Risposta da Aigor al topic Studio con radar SAR sulla Piana di Giza di Corrado Malanga e Filippo Biondi
Mitakuye Oyasin
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