GENESI 2 - GENESI 3: IL PECCATO ORIGINALE E LA CACCIATA DA EDEN

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3 Ore 32 Minuti fa - 3 Ore 25 Minuti fa #66451 da macco83
Che la mela non esiste forse lo sapevate già ma se vi dicessi che Adamo ed Eva non vengono cacciati da Eden mi credereste? 

Beh allora seguitemi in questa breve analisi di Genesi 2 e 3, passo fondamentale del Vecchio Testamento, fatta con gli occhi da profano ma col cuore da appassionato, andando alla ricerca di nuovi spunti di riflessione coerenti e forse capaci di sollevare qualche ragionevole dubbio anche ai più scettici.

Genesi 2 e 3 trattano in pochi versi la creazione della donna (non dell’uomo), la cacciata dell’uomo (non della donna) da Eden e la conseguente nascita del famoso peccato originale. La sintesi con cui questi versi sono arrivati a noi è senza dubbio affascinante soprattutto in relazione al valore che gran parte dell'umanità ne ha attribuito. 

Scelgo un approccio non allegorico, tenendo i piedi per terra e lasciando poco spazio all'immaginazione. Anche se è indubbiamente interessante volare sulle ali della fantasia, l'utilizzo di un approccio troppo aperto rischierebbe di sminuire e confondere il messaggio delle stesse scritture.

Faccio un paragone, per cogliere meglio ciò che voglio dire: immaginatevi un paleontologo che scopre un fossile di dinosauro; fino a quando ogni calco di ossa non è stato ben pulito dalla sabbia non ha molto senso ricostruire le sembianze o addirittura la vita quotidiana dell'antico rettile. Beh qui è molto simile, fino a quando non comprendiamo il testo così come è scritto non potremo lanciarci in eventuali analisi allegoriche o simboliche più complesse. Quando per esempio leggiamo che la donna viene creata dall’uomo, è abbastanza evidente che l’uomo in questo contesto non è da intendere come il genere umano ma come la versione maschile di un individuo umano altrimenti non si sarebbe introdotto il concetto di donna ovvero la versione femminile di un individuo umano.

Unica fonte analizzata è la Bibbia CEI che trovate a questo link: www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gen/2/

GENESI 2:
Iniziamo questa analisi con Genesi 2-7 dove il Signore Dio plasmò l'uomo, non la donna:

[Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente] -> 2-7

e poi in 2-15 lo pone nel giardino di Eden:

[Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.] -> 2-15

mentre in 2-16/17 ordina all’uomo di non mangiare dall'albero della conoscenza del bene e del male altrimenti... 

[Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire] -> 2-16/17

La parte finale è molto precisa e non dice “certamente morirai” bensì “certamente dovrai morire”. La differenza è sottile ma evidente: fino a quel giorno tu non dovrai morire (più avanti scopriremo forse il perchè) ma da quel giorno il tuo destino si concluderà con la morte. A parte quello, l’uomo può mangiare di tutti gli altri alberi. Tutti!

A un certo punto in Genesi 2-19/20 il Signore Dio decide di plasmare gli animali selvatici, domestici e uccelli a cui l'uomo potrà dare un nome ed essere corrisposto:

[Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse] -> 2-20

Non è chiaro il senso di questa corrispondenza, lascio spazio anche alle interpretazioni maliziose di cui sinceramente non mi interessa. La cosa importante qui è capire che sto uomo non era affatto contento del tempo passato con gli animali.

Per sua fortuna in Genesi 2-21/22 il Signore Dio decide di creare la donna prendendo una parte del corpo dell’uomo, facendolo addormentare, aprendogli la carne e richiudendogliela. Non entro nel dettaglio della parola costola perché non mi interessa in questa analisi:

[Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo] -> 2-21/22

A quanto pare per formare/creare la donna bisognava per forza eseguire una specie di operazione con anestesia sull'uomo mentre in tutti gli altri casi di plasmazione non si parla mai di simil operazioni.

Proseguiamo con Genesi 2-23 l'uomo finalmente è contento del risultato e dice:

[Questa volta 
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne] -> 2-23



Ora vi consiglio di fare una pausa e un respiro profondo e focalizzarsi su queste tre righe perché sono potentissime… Questa volta vuol dire che le volte precedenti non era andata bene. Quindi è credibile che ci sia stato almeno un precedente fallito tentativo di questa creazione della donna e che soprattutto solo questa volta la donna è interamente derivata dalle ossa e dalla carne dell’uomo. In pratica i tentativi precedenti di creazione erano falliti perché le parti raccolte non derivavano interamente da quelle dell'uomo.

Ma le sorprese continuano, nel verso successivo Genesi 2-24 si stabilisce che l’uomo, non la donna, lascerà suo padre e sua madre: 

[Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre..] -> 2-24

Da questo versetto si capisce che soltanto l'uomo ha un padre e una madre, mentre la donna a quanto pare non ha i genitori. Beh direte voi, ovvio che lei non ha i genitori essendo appena stata formata dall’uomo. Non è così scontato anche perché Il fatto che l’uomo abbia un padre e una madre sembra altresì un controsenso poiché nel precedente Genesi 2-7 l’uomo era stato plasmato dalla polvere. 

A questo punto mi sorge il dubbio che quel plasmare l’uomo potrebbe non significare creare ma una sorta di modificare. D’altronde quando plasmiamo la creta la stiamo modificando, non creando. Quindi, in modo coerente si risolvono così entrambi i controsensi: l’uomo esisteva già, era nato da un padre e da una madre da cui dovrà separarsi, è stato successivamente plasmato/modificato col soffio vitale e infine piazzato da solo in Eden fino a che non si unirà a sua moglie priva di ascendenza perché generata dalla sua costola:

[..e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne.] -> 2-24

Qui non viene specificato nulla su una eventuale riproduzione sessuale o discendenza ma solo che l’uomo si unirà a sua moglie cioè l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre per proseguire la sua vita (unirsi) con sua moglie.

Il versetto conclusivo Genesi 2-25 ci dice qualcosa di interessante:

[Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, e non provavano vergogna] -> 2-25

Uomo e donna sono nudi (parti intime visibili) e non provano vergogna nell’esserlo. Senza vergogna vuol dire che non avevano il timore di mostrare o usare le loro parti intime. Questa vergogna verrà ripresa dopo quindi teniamola a mente.

Tengo a sottolineare che fino a qui si parla solo di uomo e di donna, non si menziona mai né Adamo né Eva. La parola Adamo infatti comparirà solo in Genesi 4-1.

..continua..

Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
Ultima Modifica 3 Ore 25 Minuti fa da macco83.

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3 Ore 31 Minuti fa - 3 Ore 18 Minuti fa #66452 da macco83
GENESI 3:
Curiosità: Faccio notare che in Genesi 3 fino al versetto 8 non si usa Signore Dio ma solo Dio come se Signore Dio e Dio fossero due entità diverse. Non diamo per scontato che Signore Dio e Dio siano la stessa entità o facenti parte dello stesso racconto. In Genesi 1 per esempio Signore Dio non esiste ma viene usato solo Dio, in Genesi 4 si fa il contrario: Dio da solo non esiste ma si usa solo Signore. Vista la confusione, in questa analisi, preferisco dare per buono che siano la stessa entità anche se ci vorrebbe un articolo a parte al riguardo.

Genesi 3-1 colpo di scena, viene introdotto il serpente:

[Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna] -> 3-1

Che sia un colpo di scena non ci sono dubbi, cosa cavolo c’entra un serpente in tutta questa storia? Introducendolo in questo modo solenne, il serpente diventa automaticamente una figura fondamentale della nostra esistenza. Questo serpente spicca tra tutti gli animali fatti da Dio cioè è ben diverso dagli altri animali e inoltre puó addirittura parlare la stessa lingua dell'uomo e della donna. Più che il serpente comune sembrerebbe un essere intelligente e astuto, gerarchicamente alla pari o addirittura superiore all'uomo e alla donna. Dico questo perché sto serpente conosce addirittura i segreti di Dio, a posteriori infatti sapremo che il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male non ucciderà affatto l'uomo e la donna proprio come diceva il serpente.

Il serpente parla alla donna, non all'uomo, dicendole che Dio ha mentito su quell'ordine e che in realtà il frutto vietato li farebbe solo assomigliare a Dio:

[Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male] -> 3-4/5

La donna quindi di sua spontanea volontà decide di disobbedire al Signore Dio e in Genesi 3-6 mangia il frutto della conoscenza del bene e del male, lo offre anche al marito, che era con lei, il quale a sua volta di sua spontanea volontà decide di disobbedire al Signore Dio:

[Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.] -> 3-6

Ora concentriamoci sulla parola frutto, non si parla assolutamente di una mela, la mela qui non è nominata. Come ben sappiamo, il concetto di frutto si spiega come il risultato di qualcosa ottenuto dopo un determinato sforzo o trasformazione. La mela per esempio è il risultato di una trasformazione di una parte di un albero biologico, la laurea è il frutto di uno sforzo mentale nello studiare e passare gli esami, e così via. La conoscenza del bene e del male è quindi il frutto di una certa azione o trasformazione biologica. Cosa potrebbe essere allora nel dettaglio questa conoscenza del bene e del male? Proseguiamo il racconto:

[Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture] -> 3-7

[Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: Dove sei? Rispose: Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo] -> 3-9

[Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?] -> 3-11

La nudità delle parti intime e riproduttive è in questi versi intrinsecamente legata sia alla vergogna, ne parlavamo prima, sia alla conseguenza di aver mangiato il frutto: prima di mangiare il frutto non si vergognavano di essere nudi, dopo invece si vergognavano. 

Poco dopo il Signore Dio dice alla donna: 

[Moltiplicherò i tuoi dolori
e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli] -> 3-16


Ecco che per la prima volta si parla di riproduzione nella forma di gravidanza e parto. Il Signore Dio dice alla donna “visto che tu da adesso puoi partorire, visto che hai disobbedito, come punizione ti moltiplicherò il dolore moltiplicandoti il numero di gravidanze”. Il Signore Dio è impotente sugli effetti del frutto, può solo punire la donna minacciandola di farla partorire più volte ma non può invertire o annullare gli effetti della trasformazione ottenuta dal frutto.

Sembra ora molto chiaro che il famoso frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male sia la facoltà biologica di procreare e generare una discendenza. 

Un'ulteriore conferma indiretta arriva nel verso Genesi 3-22:

[Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male.] -> 3-22

Evidentemente il Signore Dio aveva anche lui la facoltà di procreare e non poteva accettare che l’uomo e la donna vivessero assieme con quella caratteristica dentro l’Eden. In Eden c’era un rigido controllo, da parte del Signore Dio, del numero degli individui di rango inferiore e non era assolutamente tollerata una escalation riproduttiva. L’atto sessuale (la famosa conoscenza biblica) non era contemplato fino a quel momento in quanto gli individui, quando erano probabilmente sterili o privi delle parti intime (senza vergogna), non creavano alcun problema: Benvenuti al Jurassic Park! Un po’ come quando castriamo i nostri gatti perché non vogliamo cucciolate in casa nostra. Nel caso della Genesi la rabbia e la cacciata sarebbero generate da una specie di de-castrazione ottenuta dal “frutto”.

Tengo a precisare che Il Signore Dio non odia né l'uomo né la donna, anzi addirittura li veste per proteggerli..

[Il Signore Dio fece all'uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.] -> 3-21

..quello che il Signore Dio non accetta è che siano diventati potenziali portatori di una propria discendenza all’interno di Eden. 

Arriviamo a Genesi 3-14, di nuovo il Signore Dio si rivolge per primo al serpente, equiparandolo ancora una volta, in modo gerarchico, all'uomo e alla donna. Se ci fate caso anche visivamente (numero di versetti), il serpente, l'uomo e la donna hanno la stessa importanza. Addirittura si cita la stirpe del serpente equiparata alla stirpe della donna:

[Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe] -> 3-15


Tralaltro il serpente non ha ingannato la donna con una bugia ma con una verità. I due infatti sono effettivamente diventati più simili al Signore Dio. Forse sto serpente non è poi così malvagio.

Proseguendo infine negli ultimi versetti, ci sono altri due colpi di scena riguardanti soltanto all’uomo:

[Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre!] -> 3-22

[Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto. Scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all'albero della vita.] -> 3-23

- Viene menzionato l’albero della vita, quale sarà mai il frutto di quest'albero? (sono ironico eh) Sembra proprio che la lunga vita sia una caratteristica molto seria e potente. Questo prezioso albero era uno di quei “tutti gli alberi” che l’uomo e la donna potevano mangiare e mangiavano, ma nel momento del peccato originale cambia tutto diventando addirittura essenziale proteggerlo con i cherubini e con una fiamma infuocata affinché l'uomo non possa più coglierne il frutto uguagliando il Signore Dio anche in quello! Il fatto che da ora in poi vada custodito con delle armi ci fa capire che il suo frutto deve essere continuamente mangiato per ottenerne gli effetti mentre quello della conoscenza del bene e del male bastava mangiarlo una sola volta per ottenerne le virtù. Questo albero della vita si trova in Eden, chissà forse è ancora lì e chissà se tutte quelle guerre avvenute nella martoriata Mesopotamia abbiano a che fare con lui. Non lo so e non voglio insinuare nulla, sto ancora spazzolando lo scheletro del fossile eh, ma la questione della lunga vita è sempre stata una faccenda molto seria nei miti e nella Storia dell’Umanità.

- Il Signore Dio caccia da Eden solo l’uomo e non la donna! In diversi punti si capisce che sta cacciando solo l’uomo. Inoltre, quando il Signore Dio lo scaccia, si ripete per ben due volte la punizione destinata solo a lui uomo cioè che il cibo non gli sarà più offerto ma dovrà produrselo da solo lavorando la terra:

[maledetto il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo
per tutti i giorni della tua vita.] -> 3-17


[perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto.] -> 3-23

Quindi è molto chiaro che solo l’uomo viene cacciato e la sua vita diventerà limitata!

La donna invece, con la novella acquisita facoltà di riproduzione, se la tiene con sé in Eden! Per farci cosa non vogliamo saperlo! Ovviamente, per evitare una escalation riproduttiva non voluta, bastava mandare via solo uno dei due, e infatti il Signore Dio decide di mandare via solo l'uomo. Persino il serpente lo tiene in Eden.

Infine, prima di essere cacciato, l’uomo nomina sua moglie Eva. È la prima ed unica comparsa del nome Eva:

[L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.] -> 3-20

Sembra un versetto fuori dal contesto, se rimosso non aggiungerebbe né toglierebbe nulla a tutto il passo, come se fosse stato introdotto solo per agganciarsi a Genesi 4 che inizia proprio con la discendenza di Adamo ed Eva. Tra Genesi 3 e Genesi 4, infatti, c’è un bel muro di mancate informazioni e spero che ora possiate vederlo: innanzitutto il nome Adamo compare per la prima volta solo in Genesi 4! Poi, dove vivrebbero Adamo ed Eva in Genesi 4? Adamo sarebbe tornato in Eden? Dopo tutto quel casino precedente? Oppure Eva sarebbe stata mandata fuori da Eden in un momento non specificato e avrebbe incontrato Adamo? Ma allora il Signore Dio non poteva cacciarla due versetti prima insieme al marito? Come vedete quello che era molto chiaro e dettagliato in Genesi 3 ora diventa offuscato già dal primo versetto di Genesi 4. Tutto ciò mi fa coerentemente pensare che il racconto del peccato originale dell'uomo e della donna e il racconto della discendenza di Adamo ed Eva siano due storie differenti e non interconnesse.

..continua..

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Ultima Modifica 3 Ore 18 Minuti fa da macco83.

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3 Ore 30 Minuti fa #66453 da macco83
CONCLUSIONI:
1 - Il peccato originale non è una colpa dell’uomo e della donna ma è solo l’ottenimento della facoltà di riprodursi e creare una discendenza con tutti i problemi che questa abilità si porta dietro. Il libero arbitrio non può esserne il frutto perché, come abbiamo visto, la donna e l’uomo avevano già deciso di loro spontanea volontà (libero arbitrio) di disobbedire al Signore Dio prima di mangiare il frutto e non dopo.

2 - Esiste un altro “albero” che come “frutto” darebbe la lunga vita, era uno degli alberi di Eden che l'uomo poteva tranquillamente mangiare prima del peccato originale. Soltanto dal momento in cui l'uomo ha mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male, ottenendo la facoltà di riprodursi, gli sarà vietato di mangiare il frutto della lunga vita. Proprio dal quel momento certamente (prima o poi) dovrà morire!

3 - Esiste una stirpe/razza denominata serpente equiparabile come importanza, intelligenza e linguaggio a quella dell’uomo e della donna. Questa stirpe è presente dall'inizio dei tempi biblici e non ha assolutamente meno importanza dell’uomo e della donna. È una razza astuta che ha conoscenze e linguaggio avanzate, vivrà nell'ombra ma solo dal momento del peccato originale ed è legata molto di più alla donna (con cui resta in Eden) che all'uomo. Ripeto perché questa roba è grossa e fondamentale: Esiste una stirpe/razza denominata serpente equiparabile come importanza, intelligenza e linguaggio a quella dell’uomo e della donna.

4 - Molto plausibile la presenza di due storie separate e non correlate dove una è il racconto del peccato originale dell'uomo e della donna (Genesi 2 e 3) mentre l’altra è il racconto della discendenza di Adamo e Eva (Genesi 4). Questa separazione di miti, tra l'altro, trova un riscontro anche in altri testi mitologico/religiosi dove la donna è la figura di Lilith. 

Un saluto a tutti e grazie per la pazienza!

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-1 Anni 11 Mesi fa - -1 Anni 11 Mesi fa #66459 da Mark28
Ciao, che ottimo intuito che hai, e che attenzione per i dettagli.
Il prossimo passo che potresti fare sarebbe andare a fondo dei significati delle parole in lingua originale (ebraico nel caso di Genesi), che aiuta a chiarire alcuni dubbi.

Ad esempio sulla differenza tra Dio e Signore Dio, in Italiano sembrano la stessa cosa ma come tu hai intuito non lo sono. In Ebraico al posto di Dio, Dei, ecc. c'è scritto in genere Elohim o El, invece al posto di Signore o Eterno c'è quasi sempre YHWH, vocalizzato a volte come Yahweh o come Yehowah (da cui i testimoni di Geova...).
Quando invece trovi scritto Altissimo, in ebraico c'è Elyon.

Se leggi tutta la Bibbia scoprirai che gli Elohim sono molti, sono i cosiddetti dèi, come gli dèi Greci, gli dèi Egizi, e anche gli dèi Canaanei e Israeliti quindi. Molti sono anche nominati direttamente come Dagon, Astarte, Kemosh, Milkom. E poi c'è Yahweh, il "dio" di Israele.
Esatto, Yahweh è uno dei tanti diversi Elohim della Bibbia.
Questo è chiarissimo in molti passaggi, addirittura Yahweh è geloso degli altri dèi, addirittura c'è un passo in cui gli Israeliti fanno un patto con i Moabiti e da una parte presiede Yahweh e dall'altra Kemosh.
Guerre tra famiglie, tribù, con i rispettivi dèi, e ogni popolo credeva che il proprio dio fosse il migliore.
Esattamente come i Babilonesi avevano Marduk, che in origine era un dio minore del pantheon mesopotamico, ma che a Babilonia divenne il dio più importante, e ne fecero il protagonista dei loro miti, come il mito della creazione ecc., così fecero gli Israeliti con Yahweh, gli Assiri con Asshur, gli Iraniani con Ahura Mazda ecc...
Tutti i monoteismi sono enoteismi evolutisi da politeismi...

Il capo degli Elohim era Elyon, che significa "quello che sta in alto", non "altissimo"... Più o meno equivalente al dio An/Anu.

Quindi, quando in Genesi leggi le storie della creazione, del diluvio, persino di Sodoma e Gomorra, quelle sono tutte storie che già esistevano anche nelle tradizioni di altri popoli precedenti, e ogni popolo ci metteva i propri dèi come protagonisti.
E si capisce anche che il Serpente dell'Eden non era altro che un Elohim rivale, ma i teologi monoteisti che hanno riscritto questa storia per la Bibbia non potevano ammetterlo, e quindi lo hanno definito una "creatura intelligente"...

E ti dirò di più, nei testi Sumero-Accadici quel "Serpente" si chiama Ea/Enki, ed era lui il creatore dell'umanità, mentre l'altro "dio", il "capo" dell'Eden (sto sintetizzando, abbi pazienza), era Enlil. Enlil non amava particolarmente l'umanità, fu lui a decidere di sterminarla con il diluvio, mentre Enki la salvò.

I teologi monoteisti ebrei cosa fecero? Intanto cercarono di cancellare ogni traccia di politeismo nella Bibbia, quindi quando si parla di altri dèi cercarono di specificare che questi erano falsi dèi, idoli di pietra ecc, il che porta ad alcuni passaggi nella Bibbia veramente assurdi se li leggi.
Poi iniziarono a infilare il nome di Yahweh un po' ovunque, spesso affiancandolo alla parola Elohim o alla parola Elyon, per sincretizzarli.
E abbiamo le prove di questo perché abbiamo documenti più antichi come i rotoli del Mar Morto in cui per esempio Yahweh non compare quando Abramo giura davanti a Melchizedek. Nei rotoli del Mar Morto, Melchizedek è definito Elohim anche lui, e Abramo giura in nome di Elyon padrone dei cieli e della terra, mentre nella Bibbia diventa Yahweh Elyon creatore dei cieli e della terra...
Quindi anche la creazione è un invenzione (come anche tu avevi intuito).

Gli altri personaggi diventano o angeli, messaggeri e agenti del presunto dio unico, oppure rivali, demoni, Satana... E questo processo non è nemmeno ultimato nella Bibbia. Solo nei millenni successivi, col Cristianesimo, si arrivò a dire chiaramente che il Serpente era Satana per esempio. Nell'Antico Testamento questo non c'è nemmeno scritto.

Te ne potrei dire tante altre di cose, per esempio sulla creazione guarda la differenza tra il termine "barà" e "yatzar"...

Comunque come inizio sei già a buon punto, specialmente se hai fatto tutto da solo. Continua così :)

"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
Ultima Modifica 36 Minuti fa da Mark28.

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