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GENESI 2 - GENESI 3: IL PECCATO ORIGINALE E LA CACCIATA DA EDEN
[Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l'oro e l'oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d'ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.]
A parte il Tigri e l'Eufrate di cui conosciamo l'ubicazione abbiamo
- il Ghicon correlato all'Etiopia o cmq all'Africa orientale.
- il Pison sembra possedere oro fino da fiume, i principali fiumi da oro fino sono in Canada, Stati Uniti, Perù e in Siberia! Ovviamente ce ne sono altri sparsi per il mondo. Le principali zone di onice invece si trovano Messico, Brasile, Madagascar, Pakistan, Turchia, Iran, Uruguay, India e Stati Uniti. Unendo le due informazioni sembrerebbe si parli di Americhe (Nord o Sud).
Tutte queste zone, anche nella migliore combinazione con la zona Tigri ed Eufrate, sono totalmente scollegate tra loro per avere una sorgente di fiume in comune e questo varrebbe anche in un epoca pre-diluviana. Quindi da qui si può ricavare ben poco.
Altre ipotesi potrebbero essere che non si stia parlando di fiumi ma di qualcosa che scorre e che collega in qualche modo il giardino a queste tre zone del mondo (Asia, Africa, America), oppure passiamo direttamente all'allegoria ma qui dobbiamo fermarci.
Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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Da decenni, se non secoli, gli "studiosi" si consumano le meningi su tutti i testi antichi a disposizione senza venirne a capo.
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E' chiaro che tutto lo scopo della trasmisione della Bibbia è di dare la "parola di Dio" come fondamento religioso, nessuno mette in dubbio questo. Tutto il testo è un mix con aggiunte, rimaneggiamenti, rivisitazioni fatte in epoche diverse da autori diversi con scopi diversi, sicuramente come dici tu per passare un messaggio preciso, sopratutto da quando è stato scelto a fondamento di religioni.
Qua si discute degli IPOTETICI indizi di verità fattuali di un passato remoto che siano rimasti superstiti all'interno della narrazione biblica nonostante i ripetuti rimaneggiamenti, che POTREBBERO darci delle informazioni sui tempi che furono.
Tu dici con l'esempio del "pane" che il testo è allegorico, rivolto agli ascoltatori di epoche successive, perchè Adamo non cosceva il pane, poichè mangiava dagli alberi secondo il racconto.
Questa "logica circolare" può essere anche rovesciata: il fatto che mangiassero dagli alberi nell'Eden è una allegoria dello stato di grazia in cui viveva Adamo, mentre è vero che mangiasse pane fatto con farina perchè Dio successivamente cita proprio il pane che dunque Adamo doveva già conoscere.
I nomi dei fiumi e la loro posizione POTREBBERO essere alcuni di questi indizi: magari nella tradizione prima orale e poi scritta sono stati passati di generazione in generazioni questi nomi che avevano senso nel tempo remoto in cui la storia ha avuto origine e sono diventati "mitologici" successivamente?
Anche sull'oro e del perchè esso sia rimasto come identificativo di un luogo nella narrazione ci potrebbe essere da aggiungere molto; ad esempio che forse era molto importante per Elohim e dunque nel racconto è stata tramandata questa nozione; ma qua si esula dal discorso principale.
Dunque secondo me nel testo biblico c'è certamente un intento religioso nel passare un messaggio allegorico; MA questo impianto religioso-allegorico è stato costruito su un testo che non aveva inizialmente quello scopo.
Questo non toglie nulla alla validità del messaggio spirituale che ciascuno può ricavarne.
Ad esempio potrei guardare il film Matrix come un film di scazzotate a rallentatore oppure guardarlo ed apprezzarne i rimandi ad archetipi filosofici sul risveglio di coscienza; il contenuto archetipico a quel punto prescinde dal racconto, che diviene solo un mezzo.
In ciò concordo con @dirtyflag , che credo volesse specificare proprio questo nel suo post precedente.
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Prendi passaporto, pala e piccone: andiamo nel Sud-Est dell'Anatolia tra Turchia, Siria e Iraq, così poniamo fine a questa annosa questione.Sperare di individuare l'Eden solo leggendo la bibbia che abbiamo in casa è pia illusione.
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"Questa "logica circolare" può essere anche rovesciata: il fatto che mangiassero dagli alberi nell'Eden è una allegoria dello stato di grazia in cui viveva Adamo"
Sarei d'accordo in toto se non ci fosse il risalto dato nella storia ai due ben noti 'altri' alberi, di cui uno vietato.
E poi, tecnicamente, Adamo avrebbe potuto brucare anche prima, con l'erba nel giardino.
Invece prima gli dice che d'ora in avanti mangerà l'erba, e la frase dopo parla del pane, il che esclude il mononutrimento erbivoro della frase precedente e che la terra non darà solo spine e cardi.
Ma tutto ciò poco mi importa, al confronto del fatto che io per anni nel Credo ho giurato di credere in tutte le stranezze e contraddizioni venute fuori in queste poche pagine applicando un minimo di riflessione su quel che c'è scritto.
Per essere il fondamento di una religione ed un testo scritto, ispirato da un dio, creatore del cielo e della terra, ci sarebbe da far accendere tutti gli allarmi nel rendersi conto di in quali mani ci si sta mettendo.
Mi aspetterei un testo di una precisione logica e terminologica cristallina di divina ed adamantina coerenza, ma 'adamantino' viene da diamante e non da Adamo (o forse in questo caso si ) e di divino c'è solo il casino che sono riusciti a scrivere in tre o quattro capitoletti.
"I nomi dei fiumi e la loro posizione POTREBBERO essere alcuni di questi indizi:"
Io credo siano indizi, ma di una cosa diversa.
Se i nomi ecc. erano, come appare ovvio, riferiti ad un periodo pre-diluviano e poi spariti o dimenticati, non ha alcun senso dirli secoli o millenni dopo. Ancor di più aggiungerne le caratteristiche peculiari, quel tratto distintivo che all'orecchio di chi ascolta rimanda subito a qualcosa di conosciuto che serve ad evitare confusione con luoghi dallo stesso nome o simili.
Tipo : era vicino Napoli, sotto il Vesuvio dove ci sono i pomodori San Marzano (e quindi non quella Napoli in Florida o in altre parti del mondo).
Quindi io penso che il luogo (la locazione) sia sopravvissuto al diluvio almeno fino al range di date in cui si suppone che la Genesi sia stata scritta, e che sia nel range di conoscenze 'locali' di chi ha ricevuto la storia.
Per cui un nativo americano non avrebbe capito una mazza, mentre un nativo di una zona limitrofa dell'Eden avrebbe potuto capire (magari conoscendo anche solo un paio dei riferimenti che comunque lo indirizzavano ad una regione nota ai più, in un periodo senza mappe di uso comune).
Io magari non ho mai visto un vulcano o so cos'è ma tu sì, conosco i San Marzano mentre tu non sai nemmeno che sono, ma entrambi capiamo che si parla di quella Napoli e più o meno dove sta rispetto a noi.
"MA questo impianto religioso-allegorico è stato costruito su un testo che non aveva inizialmente quello scopo.
Questo non toglie nulla alla validità del messaggio spirituale che ciascuno può ricavarne."
Se ti dicono prima, da bambino, ogni domenica, con un costante lavaggio mentale che c'è un messaggio da ricavare... è una cosa.
Che uno ignaro di tutto, un giorno prenda in mano questo libro e ci possa ricavare un qualcosa di spirituale...allora Star Wars tutta la vita!
Anche lì Obi-Wan si lascia uccidere, si sacrifica per noi, "Se mi abbatti, io diventerò più potente di quanto tu possa immaginare", il corpo non c'è, non si trova, risorge come spirito ma poi non sparisce per 2.000 anni, e dà subito una mano
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Spara!Io credo siano indizi, ma di una cosa diversa.
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Mah, per esempio, se tu fossi in un'imbarcazione a fine diluvio, perché mai avresti bisogno di liberare degli uccelli per vedere se ritornano?
Che portata di volo dovrebbero avere questi uccelli che non si posano sull'acqua e che al contempo vadano oltre la vista a 360 gradi lungo l'orizzonte?
Non ti basterebbe guardare fuori per vedere se ci sono terre emerse?
Te lo sei mai chiesto?
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Beh quando faró Analisi di Genesi 7 me lo chiederóTe lo sei mai chiesto?
Non ho capito cosa c'entrano gli uccelli di Noè con i fiumi del Gan Eden..
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Tu dici :
"Non ho capito cosa c'entrano gli uccelli di Noè con i fiumi del Gan Eden.."
Babele ha detto :
"I nomi dei fiumi e la loro posizione POTREBBERO essere alcuni di questi indizi"
Io dico : alcuni di questi indizi, tu mi hai chiesto e te ne ho detto uno degli altri.
Che secondo me i fiumi fossero esistenti e non mitologici ho già scritto.
Guarda che lascio il mode on !!
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ah quel PROBABILMENTE era un pensiero di babele e non tuo..hai quotato un po' così così..sorry!
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È vero che da un paio di giorni sono solo al telefono e quindi ti lascio immaginare, ma mi pare di aver quotato la stessa frase.
Comunque, sticazzi, che ne pensi dell'uccello di Noè?
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mah non ho capito dove vuoi arrivare! cmq prima il corvo poi la colomba..non saprei, Noè era solito inciuccarsi quindi magari non sapeva cosa fare e mandava giro gli uccelli..oppure erano droni del Signore Dio con autonomia elevata!
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Dunque, questa è una di quelle cose che mi sono tenuto da parte per anni e nemmeno con l'avvento di Biglino ero riuscito a fare ipotesi, nemmeno vaghe.
Una sola cosa per me era chiara : se Noè aveva bisogno di fare i test con un uccello, allora per qualche motivo non poteva avere nessuna visibilità all'esterno, altrimenti gli sarebbe bastato guardare fuori.
Le ipotesi che mi ero fatto erano due : a pioggia e/o moto ondoso ridotto (insomma, col peggio ormai passato) c'era una persistente ridotta visibilità a causa di una foschia o vera e propria nebbia, oppure Noè si trovava dentro qualcosa senza aperture, una sorta di sommergibile totalmente sigillato, tranne un qualche pertugio messo nel punto più lontano possibile dalle acque, e cioè in cima, nel punto più alto (così da ridurre al minimo il rischio di imbarcare acqua durante il rollio dovuto alle onde e/o al vento della tempesta o a qualche incagliamento mentre spinto dalla corrente o tutte queste cose insieme).
Ma Noè che esperienza aveva di costruzioni navali, poi di quelle dimensioni, con quell'enorme carico che già sarebbe stato tanto se avesse galleggiato in acque calme senza sfasciars? E con i carichi dinamici esterni nella tempesta?
Siamo, o dovremmo essere ben prima dell'età del bronzo, prima del rame, quindi la robustezza delle connessioni del fasciame era limitata agli incastri fra i legni ed ai cavicchi (cilindri/chiodi in legno).
Con quali strumenti poi lavorare tutto questo legno? Come tagliare grossi alberi, come ricavarne lunghe assi, come piegarle per ottenere le forme arcuate delle navi che conosciamo?
Beh, già la Genesi ci dice che :
"Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro"
Quindi, ripeto un concetto già espresso, chi ascolta evidentemente conosce già sia il bronzo che il ferro, ma come faceva Tubal-Kain ad essere il fabbro, così presto dopo Adamo??
Ma così c'è scritto, quindi questa genesi umana nel giardino non è avvenuta nella notte dei tempi, per cui secoli dopo Noè doveva essere nato in un'epoca di piena maturità tecnologica del ferro (e quindi questo diluvio non può avere a che fare con quello di circa 12.000 anni fa, ma dev'essere stata una cosa 'locale').
Noè quindi aveva il ferro. Ma se il giardino era nell'entroterra, forse poteva avere di suo l'esperienza o poteva chiedere ad un esperto riguardo ad imbarcazioni fluviali, ma riguardo ad un'imbarcazione di 150 metri a pieno carico che deve resistere settimane sotto un cataclisma?
E se il giardino invece fosse vicino al mare ed i suoi discendenti si fossero impratichiti nelle arti marinare??
Queste sono le premesse dei miei dubbi rimasti tali, irrisolvibili, finché un giorno ho capito che non potevo mai venirne fuori a causa dei miei enormi limiti nella conoscenza delle lingue antiche, delle varie traduzioni e tradizioni, e dei limitatissimi controlli incrociati che potevo fare da solo.
Quello che segue è il metodo che adotto anche io, quando mi è possibile (!!!) se voglio farmi un'idea concreta su qualcosa che non mi torna o che voglio verificare se sta in piedi.
Tenendo a mente da dove son partito e tutto quanto sopra, vi invito a scoprire la vera forma dell'arca 'di' Noè (cioè di quelli da cui la sua storia è stata copiata) :
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1.
La bibbia da delle dimensioni precise dell'imbarcazione e non si può pensare che possa essere una allegoria o una interpretazione per similitudine:
Genesi 6,15
Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.
Un cubito è comunemente considerato pari a 0,4572 metri.
Lunghezza: 300 cubiti × 0,4572 m = 137,16 m
Larghezza: 50 cubiti × 0,4572 m = 22,86 m
Altezza: 30 cubiti × 0,4572 m = 13,716 m
La portaerei Nimitz ha tipicamente queste dimensioni:
Lunghezza complessiva: 1.092 ft = 332,8 m
Larghezza complessiva: 252 ft = 76,8 m
Altezza totale: 252 piedi (76,8 m)
L'arca di Noè è ben più piccola di una portaerei, tuttavia Noè vi avrebbe caricato una coppia di tutti gli animali esistenti (se ha compreso i rettili, invisi in Genesi 3, evidentemente il "Signore" intendeva TUTTI gli animali e non solo il bestiame).
Genesi 6
19 Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. 20 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due d'ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. 21 Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro».
...
Genesi 7
Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. 2 D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. 3 Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. 4 Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto».
Ricapitolando sull'arca entrarono: Noè e la sua famiglia, animali a profusione e Noè doveva ovviamente imbarcare cibo e acqua per tutti per 40 giorni.
Sarebbe interessante fare qualche calcolo per vedere se effettivamente tutta questa enorme massa di esseri viventi poteva entrare fisicamente nell'arca compreso il cibo e l'acqua, ma penso che la risposta sia ovvia: NO.
Ammesso che potesse entrare e che rimanesse anche dello spazio per potersi muovere all'interno, come avrebbe provveduto Noè a mantenere la sicurezza, a impedire cioè che gli animali si attaccassero fra loro? e a cibarli tutti ciascuno secondo le loro esigenze specifiche?
2.
La costruzione dell'arca fu deputata al solo Noè, ed evidentemente alla sua famiglia.
E' illogico pensare che Noè avesse chiesto la collaborazione di altri che poi sarebbero stati abbandonati alla morte per annegamento.
A meno di non avere altri parenti non descritti, con la moglie sono in 5 persone.Genesi 6
10 Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet. 11
Se oggi, con i metodi, mezzi e infrastrutture moderne, con centinaia di persone specializzate, in un cantiere navale, per costruire una nave di quelle dimensioni occorrono, nella migliore delle ipotesi, alcuni anni, in quanto tempo Noè ha costruito l'arca, da solo con i figli (non saprei dire se la moglie abbia partecipato), procurandosi e trasportando il legname dai boschi senza l'ausilio di mezzi pesanti, tagliarlo e sagomarlo a misura, metterlo in posizione, fissarlo e calafatare il tutto?
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Nei primi versetti di Genesi 6 leggiamo:
Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
Dal versetto 3 si deduce che:
1. i "figli di Dio" non sono gli uomini, dato che si specifica che si accoppiano con "le figlie degli uomini", e che...
2. con lo "spirito del Signore" l'uomo aveva una vita lunghissima ma senza la sua vita si sarebbe ridotta progressivamente a soli 120 anni ("Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo", ovvero si degraderà).
Quindi l'uomo aveva al suo interno "qualcosa" del Signore che gli consentiva di vivere a lungo.
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Conosco il canale di cui hai postato il video e ogni tanto ne seguo qualcuno, ma perdonami se non guarderò un video di 1 ora e 49 minuti su questo argomento.
Se ti va riassumi il tuo metodo di cui parlavi con poche parole tue, sennò va bene lo stesso.
Di in congruenze e di cose assurde ce ne sono parecchie nella parte dell'Arca; oltre alla forna, i boccaporti, i piccioni e la distanza dalla costa.
Tanto da far mettere in dubbio proprio che fosse una barca e che potesse effettivamente trasportare persone ed esseri viventi in tale numero, come già giustamente espresso da @CharlieMike
Anche il fatto che secondo la narrazione Noè aveva 600 anni quando avvenne il diluvio non è normalissimo...
Sul fatto che il diluvio fosse "locale" non sono convinto, perchè viene riportata una altezza di 15 cubi del livello delle acqua al di sopra dei monti, oltre al fatto che il racconto del diluvio è presente in tantissime culture in mezzo mondo, non conciliabile con un evento regionale.
Anche sul fatto che al tempo di Noè o prima non conoscessero i metalli non è così scontato, magari il "padre di quelli che lavorano il bronzo e il ferro" era chiamato così perchè aveva fondato una comunità dedita a quello? E la distanza temporale da Adamo magari non era così rilevante perchè già prima non erano effettivamente dei primitivi?
Comunque sono tutte supposizioni avanzate sulla base di un testo molto contradditorio; analizzando singoli aspetti si possono trovare mille spiegazioni, prima di arrivare al versetto successivo parimenti pieno di assurdità; non se ne viene a capo mi sa
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Sta lì il divertimento (più che divertirsi non si può fare).Comunque sono tutte supposizioni avanzate sulla base di un testo molto contradditorio; analizzando singoli aspetti si possono trovare mille spiegazioni, prima di arrivare al versetto successivo parimenti pieno di assurdità; non se ne viene a capo mi sa
Cercare di dare una spiegazione senza considerare le allegorie che stravolgono ulteriormente un testo già stravolto.
Questo potrebbe avere una spiegazione.Anche il fatto che secondo la narrazione Noè aveva 600 anni quando avvenne il diluvio non è normalissimo...
Leggi il mio post precedente.
Fino a Noè il Signore introduceva il suo "spirito" negli uomini, ma poi decise di non farlo più.
Dalla conseguenza di questo gesto gli uomini, secondo il Signore, vivranno solo fino a 120 anni.
Ma Noè è precedente a questo, per cui è plausibile che visse svariati secoli.
Probabilmente l'apporto dello "spirito" non può essere una tantum, per cui da quel momento in poi ogni progenie avrà meno "spirito" dei propri genitori che vivranno progressivamente sempre di meno.
Nella bibbia ci sono le età dei vari personaggi dove si evince che la loro vita è sempre più corta.
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Purtroppo L'arca di Noè, seppur affascinante, non è argomento per questa discussione.Tenendo a mente da dove son partito e tutto quanto sopra, vi invito a scoprire la vera forma dell'arca 'di' Noè (cioè di quelli da cui la sua storia è stata copiata) :
Però devo fare un piccolo OT. Innanzitutto apprezzo molto l'approccio di Barbetta che, esattamente come noi, cerca una coerenza dal testo spazzando via la polvere dello scheletro il più possibile. Se le sue ipotesi sull'arca come piramide sono plausibili, aggiungo IO, si aprirebbe un vaso di pandora bello grosso riguardo alle piramidi di Giza. Non solo ma alcuni punti oscuri troverebbero una plausibile spiegazione tra cui:
- i famosi condotti di areazione diventerebbero finalmente utili: ovvero potrebbero essere i condotti per verificare che l'acqua si stia ritirando
- il motivo della dimensione gigantesca delle due piramidi, più grandi erano più forte era la loro resistenza all'altezza e alla pressione dell'acqua in eccesso (sommerse fino ai 2/3).
- il fatto che non si siano mai trovate scritture sulla loro costruzione!
- L'erosione duratura dovuta all'acqua sia sotto che dentro la piramide sia nella zona della piana di Giza
- La possibile scoperta di strutture sotto le piramidi che potevano dare rifugio ai poveri esseri viventi durante il diluvio.
Ovviamente aprirebbe altrettante incongruenze...
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Sì sono d'accordo che è un interessante indizio a sostegno della ipotesi della costante modifica genetica di Adamo da parte di Elohim e la progressiva perdita dei geni ibridati attraverso le varie generazioni successive prive delle manipolazioni e contatti con Elohim, che hanno subito a caduta un accorciamento della vita.
Sta lì il divertimento (più che divertirsi non si può fare).Comunque sono tutte supposizioni avanzate sulla base di un testo molto contradditorio; analizzando singoli aspetti si possono trovare mille spiegazioni, prima di arrivare al versetto successivo parimenti pieno di assurdità; non se ne viene a capo mi sa
Cercare di dare una spiegazione senza considerare le allegorie che stravolgono ulteriormente un testo già stravolto.Questo potrebbe avere una spiegazione.Anche il fatto che secondo la narrazione Noè aveva 600 anni quando avvenne il diluvio non è normalissimo...
Leggi il mio post precedente.
Fino a Noè il Signore introduceva il suo "<em>spirito</em>" negli uomini, ma poi decise di non farlo più.
Dalla conseguenza di questo gesto gli uomini, secondo il Signore, vivranno solo fino a 120 anni.
Ma Noè è precedente a questo, per cui è plausibile che visse svariati secoli.
Probabilmente l'apporto dello "<em>spirito</em>" non può essere una tantum, per cui da quel momento in poi ogni progenie avrà meno "<em>spirito</em>" dei propri genitori che vivranno progressivamente sempre di meno.
Nella bibbia ci sono le età dei vari personaggi dove si evince che la loro vita è sempre più corta.
Questa innaturale longevità dei personaggi dell'antichità, dovuta al sangue semi - "divino" poi progressivamente venuta a mancare, è anche corroborata da molte altre fonti mitologiche come le liste dei re dell'egitto ed altre.
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Maledizione alla fine ho ceduto, non ho resistito e ho visto il video ma solo in parte.macco83
Dunque, questa è una di quelle cose che mi sono tenuto da parte per anni e nemmeno con l'avvento di Biglino ero riuscito a fare ipotesi, nemmeno vaghe.
Una sola cosa per me era chiara : se Noè aveva bisogno di fare i test con un uccello, allora per qualche motivo non poteva avere nessuna visibilità all'esterno, altrimenti gli sarebbe bastato guardare fuori.
Le ipotesi che mi ero fatto erano due : a pioggia e/o moto ondoso ridotto (insomma, col peggio ormai passato) c'era una persistente ridotta visibilità a causa di una foschia o vera e propria nebbia, oppure Noè si trovava dentro qualcosa senza aperture, una sorta di sommergibile totalmente sigillato, tranne un qualche pertugio messo nel punto più lontano possibile dalle acque, e cioè in cima, nel punto più alto (così da ridurre al minimo il rischio di imbarcare acqua durante il rollio dovuto alle onde e/o al vento della tempesta o a qualche incagliamento mentre spinto dalla corrente o tutte queste cose insieme).
Ma Noè che esperienza aveva di costruzioni navali, poi di quelle dimensioni, con quell'enorme carico che già sarebbe stato tanto se avesse galleggiato in acque calme senza sfasciars? E con i carichi dinamici esterni nella tempesta?
Siamo, o dovremmo essere ben prima dell'età del bronzo, prima del rame, quindi la robustezza delle connessioni del fasciame era limitata agli incastri fra i legni ed ai cavicchi (cilindri/chiodi in legno).
Con quali strumenti poi lavorare tutto questo legno? Come tagliare grossi alberi, come ricavarne lunghe assi, come piegarle per ottenere le forme arcuate delle navi che conosciamo?
Beh, già la Genesi ci dice che :
"Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro"
Quindi, ripeto un concetto già espresso, chi ascolta evidentemente conosce già sia il bronzo che il ferro, ma come faceva Tubal-Kain ad essere il fabbro, così presto dopo Adamo??
Ma così c'è scritto, quindi questa genesi umana nel giardino non è avvenuta nella notte dei tempi, per cui secoli dopo Noè doveva essere nato in un'epoca di piena maturità tecnologica del ferro (e quindi questo diluvio non può avere a che fare con quello di circa 12.000 anni fa, ma dev'essere stata una cosa 'locale').
Noè quindi aveva il ferro. Ma se il giardino era nell'entroterra, forse poteva avere di suo l'esperienza o poteva chiedere ad un esperto riguardo ad imbarcazioni fluviali, ma riguardo ad un'imbarcazione di 150 metri a pieno carico che deve resistere settimane sotto un cataclisma?
E se il giardino invece fosse vicino al mare ed i suoi discendenti si fossero impratichiti nelle arti marinare??
Queste sono le premesse dei miei dubbi rimasti tali, irrisolvibili, finché un giorno ho capito che non potevo mai venirne fuori a causa dei miei enormi limiti nella conoscenza delle lingue antiche, delle varie traduzioni e tradizioni, e dei limitatissimi controlli incrociati che potevo fare da solo.
Quello che segue è il metodo che adotto anche io, quando mi è possibile (!!!) se voglio farmi un'idea concreta su qualcosa che non mi torna o che voglio verificare se sta in piedi.
Tenendo a mente da dove son partito e tutto quanto sopra, vi invito a scoprire la vera forma dell'arca '<em>di</em>' Noè (cioè di quelli da cui la sua storia è stata copiata) :
Grazie di averlo segnalato, molto interessante l'ipotesi che l'arca fosse in realtà una piramide, non conoscevo questa cosa.
Mi ha fatto pensare al mito di Yima nell'Avesta, dove Ahura Mazda chiede a Yima di costruire una struttura per conservare i "semi" di molti uomini, donne, animali e piante (ma di tutti loro solo esemplari perfetti, privi difetti), per proteggerli da un cataclisma.
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Ehhmm, non ho fatto il riassunto perché il bello era proprio arrivarci piano piano, se avessi spoilerato avrei rovinato la sorpresa.
Riguardo i monti, ci vorrebbe tre volte la quantità d'acqua sulla Terra per ricoprire anche i più alti, e comunque, ragiona, se ci fosse stata tantissima acqua coinvolta da superare i monti, essa non avrebbe avuto modo poi di ritirarsi, non ci sarebbero stati spazi liberi.
Ha più senso che il termine 'monti' sia più vicino al nostro 'colline', o comunque alture di qualche centinaio di metri dove un'onda catastrofica di tsunami o altro tipo di catastrofe (tipo Vajont) di decine di metri riesca ad arrivare per inerzia. Ma non che poi resti lì stazionario il livello delle acque una volta passata l'ondata, benché chi la descrivesse potrebbe lecitamente dire che aveva superato la sommità dei monti.
Altra variabile sarebbe ; di quali 'monti' si parla?
Se lo dico ad uno che conosce le Alpi, allora per lui quelli sono i 'monti', dove invece per me già gli Appennini da 1500 mt sembrano maestosi.
Se dico monti ad uno che vive nel Tavoliere delle Puglie, o se il diluvio fosse avvenuto lì e lui lo raccontasse, secondo te penserebbe al Monviso parlando di acqua che supera i 'monti'??
Comunque, siccome siamo fuori tema e sulle due paginette di Genesi non ho altro da dire, direi che vi saluto e mollo gli ormeggi dell'arca .
Ciao!
"O siete con noi, o siete contro di voi!"
(C.G.S. - Motto del complottista)
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