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Artemis II - NASA
La formula che ho usato io è
m2 - m1 = 5 × log₁₀(d2/d1)
dove m2 è la magnitudine apparente di un oggetto alla distanza d2, etc.
Appare dove? Nella foto scattata da Orion?La ISS a 87.000 km appare di 5-6a magnitudine
Che la partenza fosse pubblica l’ho detto anch’io in modo molto chiaro, e ho anche spiegato perché lo fosse necessariamente, perfino per un satellite segreto. A meno che tu non pensi che si possa lanciare un razzo da Cape Canaveral o da Vanderberg senza dire prima niente a nessuno...La partenza del razzo era pubblica e filmata, direzione di massima stimabile ecc ecc. Quindi anche basta fare i furbini intorno a questa storia.
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Le funivie del lancio del razzo possono essere vuote o piene come il gatto di Schrödinger. Non possiamo saperlo ma, in base a tutto il resto, attualmente sembra proprio che i quattro siano dentro la capsula. Vedremo a fine missione se troviamo altre stranezze che possano farci dubitare, soprattutto durante la fase di rientro in atmosfera e ammaraggio.
Ad un certo punto la Storia diventò Mitologia.
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- CharlieMike
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In Artemis I se non ricordo male c'erano i manichini della STANDA proprio per questo motivo: misurare le radiazioni dentro la capsula.A me sembra sensato che con Artemis1 abbiano testato i raggi cosmici che entrano nella capsula per poter mettere di fronte ai 4 astronauti i dati. Del tipo abbiamo misurato questo e quest altro, ve la sentite di rischiare lo stesso? Se poi si beccano altre robe di cui magari non conosciamo l'esistenza sono cavoli loro. Poi hanno replicato la missione Artemis1 con una traiettoria più breve e più semplice e piazzandoci gli umani dentro con Artemis2.
Tuttavia la missione Artemis II è stata rinviata e rinominata in Artemis III.
Quella attuale, per me, ha più uno scopo politico che scientifico.
Bisognava mandare degli astronauti attorno alla Luna ADESSO.
Un ulteriore rinvio sarebbe stato controproducente per il programma spaziale.
Sarei curioso di sapere cosa hanno raccontato agli astronauti.
"Aah, regà. Nun ve succede gnente.
Ar massimo ve trasformate in supereroi."
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tu dici:
"Sarei curioso di sapere cosa hanno raccontato agli astronauti."
Beh... a parer mio, gli Astronauti hanno semplicemente STUDIATO tutti i dati provenienti dai dosimetri attaccati ai pipini dei loro predecessori dei programmi Apollo e hanno accettato tranquillamente il rischio, ricevendo altresì UFFICIALE CONFERMA dai dati di Artemis I
Quello che mi fa cagare sotto fin da qui potebbe essere un qualunque cedimento di un anello di gomma, un filo elettrico che si mette a scintillare, oppure un serbatoio di ossigeno che per una qualche ragione scoppia...
Penso che per gli Astronauti dal 1970 in avanti il problema delle Radiazioni (essendo missioni così BREVI) sia proprio l'ultimo...
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con artemis 1 hanno provato SICURAMENTE anche la spallazione delle protezioni.. ma io, ripeto per l'ennesima volta, non sono sicuro che riescano a fermare tutto.. questo è molto pericoloso per i 4 astronauti.
In ogni caso non lo sapremo MAI a meno che i danni subiti non siano tanti.
Qualcosa mi dice che nella conferenza stampa prevista dopo una settimana al massimo 10 giorni i 4 eroi saranno al settimo cielo.. ogni riferimento a conferenze stampa del passato è fortemente voluto
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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- kamiokande
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"La stampa è morta" (Egon Spengler - Ghostbuster)
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E' possibile impostare l'audio in italiano cliccando sull' icona che sembra un ingranaggio e poi selezionare la traccia audio in italiano. Vi consiglio di guardarlo perchè così riuscirete a capire quanto stanno rischiando i 4 eroi di Orion..
In pratica, quello che sta succedendo con la missione Artemis è un enorme compromesso tra il desiderio di esplorare e i limiti invalicabili della fisica attuale. La verità nuda e cruda è che non esiste oggi un materiale, che sia plastica, acqua capace di fermare del tutto i raggi cosmici più potenti. Questi proiettili atomici viaggiano a velocità talmente elevate che, quando colpiscono la navicella, trasformando le pareti stesse in una fonte di pericolo che spara frammenti ovunque.Il problema vero è che se queste particelle non si frantumano contro lo scudo, finiscono per farlo direttamente dentro il corpo degli astronauti, che dopotutto è fatto in gran parte d'acqua. In quel preciso istante, il danno al DNA è brutale e spesso irreparabile, perché non si tratta di una piccola lesione che la cellula può aggiustare con calma, ma di una distruzione netta di entrambi i filamenti della spirale genetica.Le agenzie spaziali sanno perfettamente che questi quattro astronauti stanno assorbendo un danno biologico che potrebbe presentare il conto tra dieci o vent'anni sotto forma di malattie gravi o problemi neurologici. Non è che abbiano risolto il problema della sicurezza, hanno semplicemente deciso che il rischio è accettabile per poter dire di essere "tornati" sulla Luna. È una scelta etica e professionale pesantissima, perché sanno che mandano delle persone in un ambiente dove la protezione perfetta è un'illusione e dove ogni secondo trascorso fuori dal campo magnetico terrestre è una scommessa contro la statistica delle collisioni nucleari.
I COMPLOTTI esistono quando ci sono prove solide ed incontrovertibili altrimenti rimangono solo nella mente di chi non li puo' dimostrare
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Allora, parlando molto molto seriamente, tu dici:
"Le agenzie spaziali sanno perfettamente che questi quattro astronauti stanno assorbendo un danno biologico che potrebbe presentare il conto tra dieci o vent'anni sotto forma di malattie gravi o problemi neurologici."
Quello che hai detto (a parte i problemi neurologici) è ESATTAMENTE quello che viene detto ad una persona che (come ho fatto io per anni da giovane (coglione!)) si mette a prendere il sole in una giornata come ieri, sulla spiaggia di Celle Ligure dalle 11.00 alle 17.00, senza protezione, oppure addirittura con la Lancaster, per abbronzarsi subito, dato che il classico "impiegato" non ha la possibilità di prendere il sole con calma come andrebbe fatto.
E' la stessa cosa che potrebbe succedere ad un povero pirla (come ero io tantissimi anni fa) che si fuma un pacchetto di Merdalboro al giorno.
Ed è la stessa cosa che potrebbe succedere ad un misero deficiente che si trinca una bottiglia di Barbera d'Asti al giorno.
Quindi, alla fin fine i poveri astronauti SOTTO QUELL'ASPETTO rischiano quello che sta rischiando il "normale" uomo moderno, sottoposto a tutti gli stress e ai vizi della vita moderna.
Poi, dal punto di vista medico, come cavolo si fa a stabilire se un tumore è partito 20 anni prima da un qualunque evento scatenante?
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trad it:
Inserimento in orbita terrestre alta: SLS posizionerà inizialmente Orion in un'orbita terrestre alta molto specifica, in modo che gli astronauti e i team a terra possano effettuare verifiche in orbita prima di procedere con l'iniezione translunare (TLI).
Allineamento per la TLI: Orion deve essere correttamente allineato con la Terra e la Luna al momento dell'accensione dei motori per la TLI, al fine di raggiungere la traiettoria di rientro prevista oltre la Luna.
Vincoli energetici e termici: Le traiettorie che manterrebbero Orion in eclissi (oscurità) per più di 90 minuti consecutivi vengono escluse, in modo che i pannelli solari possano generare energia e la navicella possa mantenere temperature di sicurezza.
Profilo di rientro: La tempistica deve inoltre consentire un corridoio di rientro terrestre sicuro e preciso al ritorno della capsula.
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Direi che la domanda rimane: dati questi vincoli, perché non è possibile partire in prossimità di luna nuova in modo da osservare il lato nascosto?
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Questa è la sensazione che ho avuto io, leggendo fra le righe.
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La verità nuda e cruda è che non esiste oggi un materiale, che sia plastica, acqua capace di fermare del tutto i raggi cosmici più potenti.
Né è necessario farlo. La dose assorbita deve tenersi sotto una certa soglia. Non so se lo zero assoluto sia tecnicamente possibile.
Questi proiettili atomici viaggiano a velocità talmente elevate che, quando colpiscono la navicella, trasformando le pareti stesse in una fonte di pericolo che spara frammenti ovunque.Il problema vero è che se queste particelle non si frantumano contro lo scudo, finiscono per farlo direttamente dentro il corpo degli astronauti, che dopotutto è fatto in gran parte d'acqua. In quel preciso istante, il danno al DNA è brutale e spesso irreparabile
Veramente il danno di una radiazione è riparabile. E' sempre la quantità che fa la differenza.
Le agenzie spaziali sanno perfettamente che questi quattro astronauti stanno assorbendo un danno biologico che potrebbe presentare il conto tra dieci o vent'anni sotto forma di malattie gravi o problemi neurologici.
Possibile, ma improbabile. Dopotutto, la dose assorbita immagino che venga monitorata.
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- CharlieMike
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Scusa una domanda.Possibile, ma improbabile. Dopotutto, la dose assorbita immagino che venga monitorata.
Nel caso che il monitoraggio riveli una dose eccessiva di radiazioni, gli astronauti che fanno?
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Esiste una differenza sostanziale, con le radiazioni tradizionali. quelle emsse da un elemento radiottivo (se non è un esplosione) è solo una lunghezza d'onda della luce, quelle nello spazio sono radiazioni di ioni e protoni(in gran parte del vento solare in secondo dal cuore della nostra galassia). Le particelle ad alto LET (ioni pesanti, protoni solari, di ferro e carbonio) sono come delle cannonate, contrr qualsiasi materiale. Il motivo è che i raggi cosmici galattici (GCR) sono particelle ad altissima energia (ioni di ferro, carbonio, ossigeno) che, quando colpiscono uno scudo spesso, generano una "doccia" di radiazioni secondarie (neutroni, protoni, frammenti nucleari) che può essere persino più dannosa della radiazione primaria, Quindi, più spesso è lo scudo, peggio è. Paradossalmente il miglio scudo verso queste energie è l'idrogeno liquido perchè molto leggero quindi frena parecchio senza creare una catena readiottiva. cosa abbiano usato su artemis 2 onestamente non saprei dirlo.
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non è la stessa cosa.. la spallazione non è un evento "ordinario" come il decadimento radioattivo naturale o la semplice ionizzazione. È un fenomeno che richiede condizioni energetiche estreme.Perché avvenga la spallazione, è necessario che la particella incidente (il raggio) abbia un'energia cinetica talmente elevata da superare di gran lunga l'energia di legame che tiene uniti i protoni e i neutroni all'interno del nucleo. In genere, questo accade quando i "proiettili" viaggiano a velocità vicine a quella della luce. In natura, questo avviene costantemente nell'alta atmosfera quando i raggi cosmici provenienti dallo spazio profondo colpiscono i nuclei di azoto o ossigeno dell'aria. Sulla Terra, invece, riusciamo a produrla solo artificialmente all'interno degli acceleratori di particelle. Se la particella non ha abbastanza energia, semplicemente "rimbalza" sul nucleo (scattering) o viene assorbita, ma non ha la forza necessaria per frantumarlo e dare il via a quella "doccia" di frammenti che caratterizza la spallazione. Quindi, mentre la dose assorbita è un concetto che si applica a qualsiasi tipo di radiazione (anche ai raggi X del dentista o alla radioattività ambientale), la spallazione è un evento d'élite, riservato solo ai raggi ad altissima energia capaci di scardinare la struttura stessa del nucleo atomico.
E questo evento di elite si verifica ogni volta che Orion viene colpita da raggi cosmici superiori a 100 MeV.. in pratica ogni secondo dopo i 60.000 km dalla terra.
Quindi NON è un normale assorbimento ma un BOMBARDAMENTO continuo all'interno della navicella che per fortuna viene attenuato tantissimo dalle protezioni ricche di idrogeno .Il meccanismo che si innesca quando un raggio cosmico galattico colpisce un materiale ricco di idrogeno è considerato uno dei processi di difesa più efficienti in ambito aerospaziale a causa della particolare natura atomica dell'idrogeno stesso. Quando un protone ad alta energia o un nucleo pesante viaggia nello spazio, possiede una quantità massiccia di energia cinetica che deve essere dissipata per proteggere gli occupanti di una navicella. L'idrogeno agisce come un freno estremamente efficace grazie alla sua massa. Poiché il nucleo di idrogeno è composto da un singolo protone, la sua massa è quasi identica a quella dei protoni che costituiscono la maggior parte della radiazione cosmica. In fisica, quando due particelle di massa simile si scontrano, il trasferimento di energia è massimo, simile a quello che avviene tra due palle da biliardo. Questo permette di rallentare i raggi cosmici in modo molto più rapido rispetto a quanto farebbero materiali con nuclei pesanti come il piombo o l'alluminio.Un altro aspetto fondamentale di questo meccanismo riguarda la pulizia della reazione. Come abbiamo visto, la spallazione nucleare avviene quando un raggio energetico colpisce un nucleo complesso, frantumandolo in una doccia di neutroni e particelle secondarie pericolose. L'idrogeno, essendo privo di neutroni nel suo nucleo, non può subire spallazione nel senso tradizionale. Di conseguenza, non genera quella cascata di neutroni secondari che solitamente attraversa le pareti metalliche delle navicelle. Invece di moltiplicare il numero di particelle che colpiscono l'astronauta, l'idrogeno assorbe l'urto senza produrre detriti nucleari aggiuntivi. Se il raggio cosmico incidente è un nucleo molto pesante, come un atomo di ferro, l'idrogeno svolge un ruolo di demolitore. L'impatto con i piccoli e numerosi nuclei di idrogeno del materiale schermante frammenta il grosso proiettile in pezzi più piccoli e meno pericolosi. In sintesi, il materiale ricco di idrogeno agisce sia come un ammortizzatore che minimizza il rimbalzo energetico, sia come un filtro che impedisce la creazione della doccia calda di neutroni, rendendo l'ambiente interno molto più sicuro rispetto all'uso di scudi metallici tradizionali.
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Sembra che tutto l'impianto delle missioni spaziali con equipaggio sia stato "tenuto in caldo", rimandato, posticipato, modificato, rielaborato per poter essere estratto dal cilindro al momento giusto con la funzione di arma di distrazione di massa.
Ad esempio osserviamo grossolanamente il decennio degli anni '60 che fu segnato dalle grandi tensioni sociali dell'occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare: il Vietnam al suo culmine, i giganteschi movimenti studenteschi e del dissenso, gli omicidi dei Kennedy, la crisi dei missili; e successivamente la crisi energetica e la creazione del petroldollaro.
Appare che le missioni Apollo potevano offrire una ottima stampella ideologica per mantenere in piedi il sistema: un "successo" apparentemente scientifico ma di fatto una coppia di cuscini fra cui far dormire il cittadino medio occidentale per convincerlo che viveva nella parte giusta del mondo, nel faro della civilità.
Adesso chi è al comando credo sappia che si profileranno forti attriti sociali in risposta alle scellerate scelte politiche dell'occidente: e dunque ecco che subito i circensi spaziali ricominciano a volare con le loro missioni...
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Della serie.. non ci sono più i finestrini de na volta
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Io vedo una luna veramente poco luminosa rispetto alla terra, e soprattutto al corpo della capsula.
La fonte ovviamente è la stessa (il sole sta in basso a dx), ma la albedo dei tre oggetti è completamente diversa.
Questo sembra confermare quello che diceva la NASA già 60 anni fa, ovvero che la superficie lunare riflette solo l’8% della luce che riceve.
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La archivio alla voce "Materiale autentico o plausibile".
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1) foto della terra illuminata già discussa precedentemente
2)Artemis II cattura il lato oscuro della Terraart002e000193 (3 aprile 2026) - Vista della Terra retroilluminata scattata dall'astronauta della NASA e comandante di Artemis II Reid Wiseman da uno dei finestrini della navicella spaziale Orion dopo aver completato la manovra di iniezione translunare il 2 aprile 2026.
3)(6 aprile 2026) In questa immagine della Luna completamente illuminata, il lato visibile (l'emisfero che vediamo dalla Terra) è visibile sulla destra. È riconoscibile dalle macchie scure che ne ricoprono la superficie. Si tratta di antiche colate laviche risalenti a un periodo iniziale della storia lunare, quando la Luna era vulcanicamente attiva. Il grande cratere a ovest delle colate laviche è il bacino Orientale, un cratere di quasi 965 chilometri di diametro che si estende a cavallo del lato visibile e del lato nascosto della Luna. La metà sinistra del bacino Orientale non è visibile dalla Terra, ma in questa immagine abbiamo una visione completa del cratere. Tutto ciò che si trova a sinistra del cratere è il lato nascosto, l'emisfero che non possiamo vedere dalla Terra perché la Luna ruota sul proprio asse alla stessa velocità con cui orbita attorno a noi.
4 e 5 ) Entrambe appartengono alla galleria di Artemis2 nel sito ufficiale della Nasa
(6 aprile 2026) – Tramonto terrestre ripreso attraverso il finestrino della navicella spaziale Orion alle 18:41 EDT del 6 aprile 2026, durante il sorvolo della Luna da parte dell'equipaggio di Artemis II. Una Terra di un blu tenue con nuvole bianche brillanti tramonta dietro la superficie lunare craterizzata. La porzione in ombra della Terra sta vivendo la notte. Sul lato illuminato dalla Terra, sono visibili nuvole vorticose sopra la regione dell'Australia e dell'Oceania. In primo piano, il cratere Ohm presenta bordi terrazzati e un fondo piatto interrotto da picchi centrali. I picchi centrali si formano nei crateri complessi quando la superficie lunare, liquefatta dall'impatto, schizza verso l'alto durante la formazione del cratere.
(6 aprile 2026) – Catturata dall'equipaggio di Artemis II durante il sorvolo lunare del 6 aprile 2026, questa immagine mostra la Luna che eclissa completamente il Sole. Dalla prospettiva dell'equipaggio, la Luna appare abbastanza grande da bloccare completamente il Sole, creando quasi 54 minuti di totalità ed estendendo la visuale ben oltre ciò che è possibile dalla Terra. La corona forma un alone luminoso attorno al disco lunare scuro, rivelando dettagli dell'atmosfera esterna del Sole, solitamente nascosti dalla sua luminosità. Sono visibili anche le stelle, in genere troppo deboli per essere viste quando si fotografa la Luna, ma con la Luna al buio le stelle sono facilmente fotografabili. Questo punto di osservazione unico offre sia un'immagine suggestiva sia una preziosa opportunità per gli astronauti di documentare e descrivere la corona durante il ritorno dell'umanità nello spazio profondo. Il debole bagliore del lato visibile della Luna è visibile in questa immagine, essendo stato illuminato dalla luce riflessa dalla Terra.
(6 aprile 2026) – Catturata dalla navicella spaziale Orion verso la fine del sorvolo lunare di Artemis II il 6 aprile, questa immagine mostra il Sole che inizia a spuntare da dietro la Luna mentre l'eclissi esce dalla fase di totalità. Solo una porzione della Luna è visibile nell'inquadratura, il suo bordo curvo rivela una falce luminosa di luce solare che ritorna dopo quasi un'ora di oscurità. Negli ultimi istanti dell'eclissi osservati dall'equipaggio, la luce riemergente crea un netto contrasto con la silhouette della Luna e rivela la topografia lunare solitamente non visibile lungo il bordo lunare. Questa fase fugace cattura il dinamico allineamento del Sole, della Luna e della navicella spaziale mentre Orion continua il suo viaggio di ritorno dal lato oscuro della Luna.
Anche queste , scattate in questi giorni, appartengono sempre alla galleria Lunar Flyby
www.nasa.gov/artemis-ii-multimedia/
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