Il Paranormale esiste nonostante Polidoro...

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3 Mesi 2 Settimane fa #65930 da Volano49
Stigmate: "sante piaghe" ?...Il Paranormale può dire la sua. E' questo un tema che di certo NON appartiene solo alla mistica, ma al Paranormale e anche alla scienza. Si è saputo che molti stigmatizzati, prima di riceverle trascorrevano mesi/anni a contemplare un crocefisso, e/o meditare sulle sofferenze di Cristo, modalità evidenziata e visioni iconografiche da non trascurare.

Detto questo, mi sento di concordare con la scrittrice A.M.Turi quando sostiene che: "I prodromi della stigmatizzazione di un soggetto sono da considerarsi le visioni religiose ovvero, nella contemplazione di crocefissi e altre immagini sacre, la percezione di raggi sanguinanti o luminosi che partono da determinati punti dell'immagine contemplata (in genere dai punti stigmatici) per andare a colpire il soggetto nelle medesime zone, considerate specularmente".

L'iconografia cristiana da sempre evidenzia le PALME di Cristo trafitte da chiodi, ed è proprio su questo erroneo "modello" che si notano le ferite di QUASI tutti gli stigmatizzati. La scienza anatomica ci rende noto questo errore perchè i chiodi fissati nelle parti molli delle palme delle mani, non potrebbero sostenere un corpo. I Romani lo sapevano bene, infatti conficcavano i chiodi tra l'Ulna e il Radio o, al limite, nello "spazio di Destrot", situato tra due ossa del Metacarpo. Uniche modalità per crocefiggere un condannato e sostenerlo ad un palo o ad una croce.

Sembra una sciocchezza, ma NON lo è. Non è da molto che è noto questo procedimento dei Romani, e siccome i pittori evidenziavano le palme delle mani di Cristo trafitte da chiodi, anche gli stigmatizzati si adeguavano... non ponendosi il problema dell'incongruenza anatomica.

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3 Mesi 1 Settimana fa #65966 da Volano49
Il supplizio dei condannati a morte dei Romani, non includeva mai una "corona" di spine, il passo che riporta a Cristo resta un caso unico. Anche i Giudei non avevano questo scopo. Ne parla Matteo: "Gli gettarono addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, la posero sulla sua testa". Per praticità (per non farla cadere a terra) più che una corona probabilmente sulla testa di Cristo misero un intero casco di spine. Lo testimonierebbe l'uomo della Sindone di Torino con le evidenti colate di sangue dovute alle lacerazioni, più sulla testa che sulla fronte. L'iconografia pittorica ne traccia il simbolismo e (comunque sia) gli stigmatizzati la sperimentano sulla loro pelle.

Si è coscienti del casino che aleggia sulle stigmate, sia antiche che moderne anche per l'erronea interpretazione della posizione dei chiodi sulle mani di Cristo che, per quanto già detto, non potevano essere stati conficcati nei palmi. Ma senza cavillare troppo si può arguire che i Vangeli divennero traduzioni di traduzioni. Inizialmente si compilarono
(incredibile a dirsi) in lingua greca per poi ritornare all'idioma iniziale Aramaico e quindi Ebraico. Questo (forse) per "comodità" dei primi Apostoli quando uscirono dalla Palestina per predicare. Ma così facendo si persero le sfumature iniziali dei riferimenti.

L'apostolo Giovanni (o chi per lui…) 20-24,25 - quando riporta in lingua greca l'esclamazione di Tommaso: "Crederò se vedrò nelle sue mani i fori dei chiodi", va tenuto presente che nel greco originale di allora, l'indicazione "nelle mani" includeva anche l'attaccatura delle mani. Pertanto la traduzione precisa del passo di Tommaso intende : "crederò se vedrò nei polsi i fori dei chiodi".

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3 Mesi 4 Giorni fa #66065 da Volano49
Stigmate sanguinanti che si formano improvvisamente su di un dipinto. Fatto avvenuto nella casa di tal Tommaso dè Zacchei nel 1522 a Cannobio (Verbania). Il quadro era (è ancora) di pergamena su tavola lignea e raffigura Cristo morto tra sua madre e San Giovanni. La sera di mercoledì 8 gennaio del 1522, la figlia TREDICENNE di Tommaso, ANTONIETTA, vide che i tre personaggi dipinti stavano lacrimando sangue, mentre altro sangue usciva dalle mani e dal costato di Gesù lì raffigurato.

Alle grida della ragazzina accorsero famigliari e vicini che constatarono le sanguinazioni. Una copertina fu stesa sotto il quadro e mentre il numero dei testimoni aumentò, anche il sangue fuoriuscì più copioso, al punto di schizzare sui vestiti dei presenti più vicini all'immagine. Ma la stranezza più clamorosa avvenne il 9, giorno dopo: sotto gli occhi di ulteriori testimoni, il costato di Gesù si gonfiò al punto che ne fuoriuscì una costola insanguinata con un po' di carne attorno, le dimensione della quale erano proporzionali al costato raffigurato nel dipinto.

Ma non finisce qui, direbbe colui il quale...La stessa sera la costola venne posta in un calice e, dopo processione, fu portata nella chiesa di S. Vittore. I vari sanguinamenti si ripeterono (esiste la documentazione) il 10 e il 28 Gennaio e il 4 e 27 febbraio dello stesso anno. Non mancarono vari analisti e analisi, comprese quelle che interessarono padre Agostino Gemelli, medico e avversario di S. Pio da Pietrelcina.

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3 Mesi 2 Giorni fa #66081 da Volano49
La fuoriuscita dal costato di Cristo di una sua costola, ben visibile nel quadro, nonché i panni intrisi dal copioso sangue fuoriuscito dallo stesso dipinto, sono conservati ora nel Santuario della SS. Pietà di Cannobio. La spiegazione secondo il sottoscritto, avrebbe una realtà più terrena che non un'espressione miracolosa. Ovvio che considerando minuziosamente ogni particolare (l'inizio dei fatti) si entra in profondità nella sfera del Paranormale. Ma procediamo con ordine.

Nel post precedente accennai alle inchieste che si susseguirono in seguito all'evento. Due noti notai del tempo, tali Bartolomeo Albertini e Giacomo Poscolonna, raccolsero e poi stesero varie deposizioni di chi fu testimone oculare agli eventi straordinari di gennaio e febbraio 1522. Nominativi e deposizioni testimoniali che sono ancora consultabili. Detto questo, i fatti furono davvero reali e non tolgono (cascasse Polidoro...) in alcun modo credibilità all'evento.

Come sempre succede in questi casi, la stanza e la casa in cui si svolsero i fatti, divenne in breve un oratorio e in seguito, nel 1575, una Chiesa, con la raccolta di fondi tra i fedeli nonché avallo e corposo obolo corrisposto da S. Carlo Borromeo che, da par suo, il 31 ottobre 1584, tre giorni prima di morire celebrò lì la sua ultima Messa. All'interno del Santuario sono tuttora conservate le straordinarie reliquie dell'anno 1522, sia la Sacra Costola che i panni intrisi di sangue.

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2 Mesi 2 Giorni fa #67406 da Volano49
Interessarsi di cosa è o rappresenta il Paranormale, per l'uomo può essere uno stimolo ad aprire la mente e vedere la nostra esistenza in maniera diversa che in precedenza. Perché, se è vero, come affermano gli scienziati, che siamo in grado di conoscere solo il 5% di come l'Universo è costituito, e se, come afferma la medicina, conosciamo e utilizziamo solo una parte delle capacità costituite nel nostro cervello, allora vale la pena ANCHE di interessarsi e cercare di proiettarci in altre realtà che ci propongono eventi e fenomeni che hanno ancora molto da rivelare.

Qui non si tratta di credere, ma di accettare fatti che si verificano anche se noi non riusciamo a spiegarli che in minima misura. Ovviamente mi sto riferendo al Paranormale e alla Parapsicologia tutta. Un atteggiamento quindi che ritengo un cammino importante nelle conoscenze e quindi nella crescita personale.

Il mondo è fatto di persone che comunicando trasmettono pensieri, idee, concetti agli altri, innestando spunti di profonda riflessione, creando così nuovi temi e diffusione di idee e, previa sviolinata al sito di Max Mazzucco, dove si può praticamente discutere di tutto, (quasi…) "a ruota libera", va riconosciuto che anche tematiche mysteryose trovano qui il loro spazio.

Polidoro apostrofa come irrazionali chi discute di questo, ma gli irrazionali sono quelli che sostengono di avere certezze su ogni cosa, negando così l'evidenza della propria notevole limitazione. E' dall'incertezza che avvolge la nostra esistenza che parte (dovrebbe partire…) la voglia di ricercare. Un desiderio di "sapere" che ci spinge oltre, ma con un (doveroso) passo misurato, a scandagliare fatti ed avvenimenti sempre pregni di mistero.

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1 Mese 4 Settimane fa #67850 da Volano49
Un fenomeno molto complesso è quello che riguarda "le impronte paranormali". Questa fenomenologia, forse più di altre, propone l'interpretazione spiritica. Sono impronte che sembrano provocate da forme materializzate. Tale casistica ci trasporta indietro fino al Medioevo. Ci sono notizie di antiche cronache che riportano inspiegabili impronte rinvenute sulla polvere di stanze chiuse da tempo, idem sulla neve o sulla sabbia, in luoghi, dove secondo le testimonianze, nessuno ebbe a camminare. Perlopiù sono impronte che riguardano le mani, dita, ma pure piedi che si manifestarono spontaneamente.

In seguito si ebbero manifestazioni anche in via sperimentale attribuite poi a manifestazioni preternaturali/spiritiche. Per provocarle positivamente si ricorse appunto, alle sedute medianiche. Le prime vanno attribuite al Prof. J. C. Friedrich Zollner docente di Astrofisica all'Università di Lipsia, il quale in una seduta del 17 dicembre 1877, tenuta dal medium Henry Slade, ottenne l'impronta di due piedi all'interno di due lavagnette sovrapposte e SIGILLATE.

In un altro esperimento i due cosparsero di farina una tavoletta di legno. Durante la seduta, con il medium in trance, il Prof. Zollner ebbe la netta sensazione di una mano invisibile che gli toccava un ginocchio. Ebbe la prontezza di chiedere all'entità di lasciare la sua impronta sulla tavoletta. Il risultato fu eclatante: sulla tavoletta "infarinata", si evidenziò nitida l'impronta di una mano, ma più grande del normale.

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1 Mese 3 Settimane fa #67883 da Volano49
Altre impronte molto nitide si ebbero con lo studioso Bradley ed il medium Valiantine, nonché dalla medium statunitense Mina Crandon, detta Margery che produsse molte impronte dal 1926 al 1932. E' interessante il fatto che il "controllo" (il suo spirito guida) della Crandon era il suo defunto fratello Walter, il quale iniziò ad imprimere su cera da dentisti le impronte delle sue dita. Va detto che erano impronte al negativo, cioè incavate, ma non di rado si presentavano in forma positiva, ovvero IN RILIEVO, come se fossero fatte DAL DI DENTRO. Impronte che furono riconosciute di Walter quando era in vita, perché uguali ad una sua lasciata su di un rasoio.

Nel luglio del 1931 si ottenne un'impronta di un pollice del defunto giudice C. A. Hill, il quale, quando era in vita, aveva fatto parte del gruppo di studiosi che sperimentava la medium Crandon, e che nel 1926 aveva lasciato una sua impronta su cera, con lo scopo di poter fare un confronto con quella che (EVENTUALMENTE) si fosse ottenuta dopo la sua morte.

Nel 1932 un certo Dudley (molto probabilmente parente di Polidoro...) che faceva parte del gruppo di studio della Crandon, dichiarò alla Società Americana per la Ricerca Psichica, che le famose impronte di Walter erano un imbroglio, perché erano quelle del dentista che aveva procurato il mastice. La stessa Società incaricò allora Brakett K. Thorogood, tecnico elettromeccanico, istruttore all'Università di Harvard, di compiere una completa indagine. I risultati di questo controllo furono pubblicati nel 1933, nel volume del Procedings della Società in questione. In questa relazione che conta 228 pagine, la genuinità dei fenomeni veniva ampiamente dimostrata.

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1 Mese 2 Settimane fa #68105 da Volano49
Un doppio caso di Xenoglossia (parlare o scrivere lingue sconosciute) e di leggere in libri chiusi (criptestesia), è ciò che riportò il fisiologo francese e Premio Nobel Charles Richet, sia sugli "Annales des Sciences Psychiques" che sul suo "Traitè de Mètapsychique". Un caso da lui direttamente osservato, prodotto tramite la medium Laura Finch. Costei non conosceva il greco. Nonostante questa assoluta mancanza, la signora scriveva intere frasi in greco moderno. La scrittura però denotava dei lievi difetti che potevano giustificarsi solo con una persona ignorante della lingua, e che "copiava" in qualche modo da un modello.

Furono fatte delle ricerche e "aiutato dalla fortuna" (parole del Richet) si riuscì a trovare il libro da cui la medium "traeva" le sue frasi, era il dizionario in greco moderno introvabile a Parigi, luogo dell'esperimento. Non solo, si rinvennero alcune sue frasi tratte nell'"Apologia" di Socrate, nel "Fedro" di Platone e nel Vangelo di S. Giovanni.

Le frasi non erano avulse dalla conversazione, ma si adattavano e corrispondevano abbastanza bene a situazioni del momento. Per esempio una sera, verso il tramonto, lei scrisse: "quando il sole sorge o tramonta, le ombre si proiettano lontano". La stessa identica frase si legge nel dizionario suddetto. Che dire? Lo scettico resterà scettico, non c'è medium che tenga, senza porsi il problema che al mondo non esiste ancora nessuno che conosca i limiti del cervello umano, nessuno che lo abbia perfettamente sondato e di ciò che potenzialmente possa fare.

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1 Mese 2 Settimane fa #68120 da Volano49
C'è chi si domanda se esiste un senso, un perchè, c'è chi considerare come vera la teoria della reincarnazione e perchè c'è chi muore ancora prima di nascere. Nel senso di morte fetale, intrauterina. La risposta è si, anche se esiste ancora il quesito se l'anima (succedanea dello Spirito) entri nel corpo al momento del concepimento o nell'attimo della prima inspirazione. D'altronde molta gente, in tal senso, pensa che l'uomo inizia la vita inspirando e la conclude "esalando", ovvero espirando l'ultimo respiro. C'è chi pur credendo nella reincarnazione, resta convinto che se si è spento subito appena staccatosi dalla placenta perché quel corpicino non ha interessato nessuna anima/Spirito in attesa di reincarnarsi?

Ipotesi troppo semplicistica, come se quel feto facesse l'autostop e nessuno lo vuole prendere a bordo...La logica (senza voler entrare nel merito delle spiegazioni di maestri disincarnati) porta ad affermare che 9 mesi di vita intrauterina siano molto importanti sia per il bimbo che per la mamma, e che il momento reincarnativo si ha nell'attimo del concepimento. Se questa creatura muore "prima di vedere la luce" doveva in ogni caso svolgere qualcosa su questa terra, magari solo regalando momenti di intimità scalciando il ventre della madre...Esperienza dunque per entrambi.

Una brevissima esistenza di 9 mesi (o meno ancora) può essere utile all'anima e allo Spirito tramite la fragile creatura, magari per arrecare dolore alla madre per la sua morte anticipata o, magari, per una ragione che porta a pensare che la sua breve esistenza era solo per scontare una colpa. Per dare un senso a simili eventi (morti premature) bisogna farsi una ragione che l'anima/Spirito esistono e la reincarnazione ne è la logica conseguenza, anche perché qualunque religione o teoria noi accettiamo, resteranno sempre piccoli/grandi dubbi sul perchè della vita, ma se "qualcuno" ce l'ha data, va da sé che ne dobbiamo farne qualche uso, dobbiamo svolgere qualche "compito".

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1 Mese 2 Settimane fa #68147 da Volano49
La signora Rosa Busi di Brescia, fece ritrovare il corpo di Chiara Bariffi nel lago di Lecco, sotto 120 metri d'acqua. Questa è la realtà data e controfirmata dalle forze dell'ordine. www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/200...embre/12/lecco.shtml Le veggenze, chiaroveggenze, premonizioni, precognizioni, la trascendenza in genere, scaturisce sempre e comunque dagli psichismi latenti delle persone (sensitività esponenziale), che NON hanno le facoltà di un Dio, possono anche sbagliare.

Giuseppe Marchi, privo della vista, (si sa che in tali casi si esaltano altri sensi) il giorno prima del sequestro di A. Moro, e della strage delle sue guardie, diede la ferale notizia IN ANTICIPO in un bar con avventori che davanti al Questore Pagano testimoniarono le sue dichiarazioni. Ne fa testo "La Nazione" del 17 Marzo 1978. E si potrebbe continuare. Croiset ne è la conferma.

Aggiungo solo che per i detrattori, del tutto sprovveduti, certi fenomeni sono falsi a prescindere. NON è così. I "fenomeni paranormali" sono, in sostanza, "fenomeni normali" OGGETTIVAMENTE constatati e appartenenti alla sfera naturale e non preternaturale e che sono stati definiti para proprio perchè "vicini", "aderenti" alla normalità, dalla quale si distaccano solo per la loro manifestazione apparente, che si esprime CONTRADDICENDO certi assiomi della ricerca scientifica, fino ad oggi ritenuti ERRONEAMENTE validi ed esclusivi.

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1 Mese 2 Giorni fa #68233 da Volano49
Ci sono casi di Poltergeist che hanno sfidato sia la scienza che le forze dell'ordine. Il poltergeist di Rosenheim, cittadina tedesca, è ben documentato, ne è l'emblema, attirò l'attenzione di Hans Bender, parapsicologo tedesco con varie cattedre inerenti, laureato in medicina, in lettere e filosofia, creatore dell'Istituto di Psicologia Psichica a Strasburgo. Ma tanti altri casi, anche "nostrani" non sono da meno e meriterebbero menzione. Alla faccia del bastian contrario a prescindere come l'ex amico Polidoro, ovviamente...

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3 Settimane 2 Giorni fa #68338 da Volano49
La Radioestesia viene identificata con la Rabdomanzia, più antica, che veniva impiegata essenzialmente per la scoperta di falde acquifere o, al più, per giacimenti di minerali, resta (ancora) una scienza moderna per individuare persone ed oggetti smarriti, ma anche malattie. Traggo lo spunto dal ritrovamento di una falda acquifera tramite un anziano rabdomante in un punto preciso della vasta proprietà di un conoscente, bisognoso di acqua per i suoi campi di pomodori, cipolle, patate, zucche e piselli. La Radioestesia a mio avviso è più complessa, anche se analoga alla rabdomanzia. Il radioestesista, col pendolo a filo, opera sul terreno, sugli organismi reali o sulle loro rappresentazioni date da carte topografiche o fotografie, per identificare persone o malattie, oggetti, luoghi, ecc.

Certo gli scettici restano indifferenti o peggio ridacchiano, ma i fatti restano: G.Croiset & C. docet. A chi interessa, va detto che la radioestesia programmata iniziò con l'Abate L. de Vallemont. Divinazione, va sottolineato, che non è condannata dalla Chiesa. Giustamente c'è chi, pur non dileggiandola, si chiede come sia possibile, che nella nostra era in cui gli astronauti continuano ininterrottamente da quasi 60... anni fare la spola e calpestare il suolo lunare…, restare credenti ad un semplice pendolino? Certo è dura, ma come sempre sono i FATTI che fanno testo: i responsi dati dal pendolino di Croiset, erano richiesti dalle polizie di mezzo mondo che indagavano su persone scomparse.

Un pendolo con i requisiti deve essere di legno nero (meglio ebanite) legato con un filo nero di seta, canapa o lino. All'altra estremità una campanella da tenere in mano. Un pendolo solo di metallo non andrebbe usato quando si ricercano minerali essendo esso stesso un testimone. Un pendolo alla ricerca d'acqua deve essere vuoto, al suo interno vengono messe alcune gocce d'acqua prima di recarsi sul luogo della ricerca di vene sotterranee.

La ricerca su foto (od oggetti) richiede sempre il gomito del braccio portante il pendolo, fisso e fermo sul tavolo. La rilevanza su di una foto richiede che questa raffiguri SEMPRE una sola persona, per non incorrere in errori grossolani quando la persona che si ricerca sia assieme ad altri, o sia da sola ma con la figura "tagliata" da una foto d'insieme.

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3 Settimane 18 Ore fa #68348 da Aigor
Ciao Volano,
essendo radiestesista io stesso, seppure di livello assolutamente infimo rispetto a gente come Croiset o i fratelli Servranx (o semplicemente rispetto ai tanti operatori radiestesici che operano sul territorio italiano), devo fare qualche doverosa precisazione.
Sarò il più breve possibile a scapito della accuratezza ed esaustività che meriterebbe l’argomento, ma già così dovrò scrivere parecchie righe, quindi accontentatevi...

Cominciamo dallo strumento di base, quello che tutti conoscono: il pendolo (infatti il pendolo è solo uno dei tanti strumenti per indagini radiestesiche, come per esempio le bacchette o il biotensor ma non solo).

Il pendolo di base, quello che serve per qualsiasi tipo di operazione, indagine, ricerca ecc., può essere fatto di qualsiasi materiale.
Basta un oggetto né troppo leggero né troppo pesante appeso a un filo che gli consenta di muoversi: io in ufficio ne ho uno fatto con una gomma da cancellare e dello spago molto sottile.
Il fatto che il materiale incida sui responsi non è del tutto vero: esistono quadranti per azzerare ciò che il pendolo ha assorbito pertanto si può operare con qualsiasi cosa.
Oltre i quadranti per ripulire un pendolo si possono utilizzare altri sistemi come, per esempio, le druse di ametista.E’ vero però che esistono pendoli che seguono le regole delle “onde di forma”, pertanto sono adatti per ricerche / utilizzi più approfonditi, alcuni sono “autoripulenti” quindi possono essere utilizzati senza doverli ripulire dopo ogni uso.
Ce ne sono di diversi tipi, almeno una decina, dai più semplici ai più complessi, ma non è il caso di parlarne ora.Detto questo è bene precisare che non c’è nulla di “paranormale” nell’utilizzo del pendolo: si tratta di un dialogo con il proprio inconscio, è lui a muovere il pendolo tramite micromovimenti della mano e del braccio ed è anche per questo che è necessario un allenamento (sia fisico che mentale) paziente e ben curato per imparare a dialogare con lui limitando al minimo i possibili errori (che anche i migliori radiestesisti non riescono, comunque, ad eliminare al 100% con certezza).Il nostro inconscio è in collegamento con le frequenze energetiche di ogni cosa (non solo) intorno a noie che permeano l’universo espandendosi infinitamente mantenendo comunque la propria unicità.

E’ grazie a questo che, fornendo le opportune domande, si ottengono risposte.E’ grazie a questo che una foto può essere utilizzata come “testimone” della persona: una volta sintonizzata tramite apposito quadrante con la persona, la foto "è" quella persona e pertanto si può operare su di lei indipendentemente dalla sua presenza o dalla distanza. Si può fare anche con nome, cognome e indirizzo di residenza della persona stessa anche se la foto è un testimone migliore (come hai detto tu, deve rappresentare la persona senza altre persone sullo sfondo).
Se si ha un campione biologico della persona, non è nemmeno necessario utilizzare un quadrante per associare il testimone alla personaSi può pensare a questa cosa come al sintonizzatore di una radio.Fa parte delle proprietà non-locali delle particelle subatomiche, la meccanica quantistica ha fornito una possibile risposta a molte cose che finora sono state “tacciate”, appunto, di paranormale.Questa è la radiestesia, la radionica invece utilizza quadranti e apparecchiature a partire dalla radiestesia.La rabdomanzia è l’utilizzo della radiestesia per indagare, per esempio come hai precisato tu, il terreno alla scoperta di vene d’acqua o altro.

Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
I seguenti utenti hanno detto grazie : marlo

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3 Settimane 10 Ore fa #68350 da Volano49
Ciao Aigor. E' sempre un piacere scambiare alcune informazioni con qualcuno che sa di cosa si sta parlando. Condivido molto di quanto hai detto, ma non (almeno nelle sua totalità) quando Dici: --- "è bene precisare che non c’è nulla di “paranormale” nell’utilizzo del pendolo: si tratta di un dialogo con il proprio inconscio"---. Io, avendo toccato con mano, mi sento di affermare che di certo molti fenomeni parapsicologici si svolgono secondo meccanismi inconsci, meccanismi che in diversi casi lo "strumento" psicoanalitico può individuare e descrivere. Penso però che ci sia dell'altro, lo stesso Freud (non solo lui ovviamente) indagò sulle motivazioni profonde che presiedevano, a casi di Telepatia, a fenomeni Precognitivi, fino a creditare manifestazioni medianiche.

Sono in linea con te riguardo la Scienza Quantica, quella che tende a sostituire diverse delle "strane" manifestazioni umane, alcune delle quali certamente di pertinenza della Fisica. Ma la stessa scienza, applicata all'inconscio (per ora) ci dice anche altro, già ai tempi di C.G.Jung che, cercando risposte, applicava, al di là dall'inconscio individuale, un inconscio collettivo, identico per ogni persona, con manifestazioni che spazierebbero in un unico inconscio collettivo, con manifestazioni che partendo da antichi miti, spaziavano tra credenze a riti religiosi, dall'archeologia al folclore, dai poemi epici ai sogni. Questo a grandi linee era il pensiero di Jung verso l'inconscio.

Quando si parla d'inconscio nessuno di noi può avere certezze. C'era chi aveva addirittura ipotizzato l'esistenza di una realtà cosmica inconscia, senza passato né futuro, in cui tutto sarebbe inconsapevolmente immerso. In tal modo si giustificherebbero molti fenomeni paranormali, come la precognizione ad esempio e, per restare nell'argomento che stiamo trattando, esisterebbero i "raccordi" paranormali tra psiche e materia, anche verso quella che frettolosamente spacciamo e definiamo come inanimata.

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3 Settimane 8 Ore fa #68351 da Aigor
C'era chi aveva addirittura ipotizzato l'esistenza di una realtà cosmica inconscia, senza passato né futuro, in cui tutto sarebbe inconsapevolmente immerso. In tal modo si giustificherebbero molti fenomeni paranormali, come la precognizione ad esempio e, per restare nell'argomento che stiamo trattando, esisterebbero i "raccordi" paranormali tra psiche e materia, anche verso quella che frettolosamente spacciamo e definiamo come inanimata.

Pienamente d'accordo

Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)

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