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Il Paranormale esiste nonostante Polidoro...
Detto questo, mi sento di concordare con la scrittrice A.M.Turi quando sostiene che: "I prodromi della stigmatizzazione di un soggetto sono da considerarsi le visioni religiose ovvero, nella contemplazione di crocefissi e altre immagini sacre, la percezione di raggi sanguinanti o luminosi che partono da determinati punti dell'immagine contemplata (in genere dai punti stigmatici) per andare a colpire il soggetto nelle medesime zone, considerate specularmente".
L'iconografia cristiana da sempre evidenzia le PALME di Cristo trafitte da chiodi, ed è proprio su questo erroneo "modello" che si notano le ferite di QUASI tutti gli stigmatizzati. La scienza anatomica ci rende noto questo errore perchè i chiodi fissati nelle parti molli delle palme delle mani, non potrebbero sostenere un corpo. I Romani lo sapevano bene, infatti conficcavano i chiodi tra l'Ulna e il Radio o, al limite, nello "spazio di Destrot", situato tra due ossa del Metacarpo. Uniche modalità per crocefiggere un condannato e sostenerlo ad un palo o ad una croce.
Sembra una sciocchezza, ma NON lo è. Non è da molto che è noto questo procedimento dei Romani, e siccome i pittori evidenziavano le palme delle mani di Cristo trafitte da chiodi, anche gli stigmatizzati si adeguavano... non ponendosi il problema dell'incongruenza anatomica.
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Si è coscienti del casino che aleggia sulle stigmate, sia antiche che moderne anche per l'erronea interpretazione della posizione dei chiodi sulle mani di Cristo che, per quanto già detto, non potevano essere stati conficcati nei palmi. Ma senza cavillare troppo si può arguire che i Vangeli divennero traduzioni di traduzioni. Inizialmente si compilarono
(incredibile a dirsi) in lingua greca per poi ritornare all'idioma iniziale Aramaico e quindi Ebraico. Questo (forse) per "comodità" dei primi Apostoli quando uscirono dalla Palestina per predicare. Ma così facendo si persero le sfumature iniziali dei riferimenti.
L'apostolo Giovanni (o chi per lui…) 20-24,25 - quando riporta in lingua greca l'esclamazione di Tommaso: "Crederò se vedrò nelle sue mani i fori dei chiodi", va tenuto presente che nel greco originale di allora, l'indicazione "nelle mani" includeva anche l'attaccatura delle mani. Pertanto la traduzione precisa del passo di Tommaso intende : "crederò se vedrò nei polsi i fori dei chiodi".
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Alle grida della ragazzina accorsero famigliari e vicini che constatarono le sanguinazioni. Una copertina fu stesa sotto il quadro e mentre il numero dei testimoni aumentò, anche il sangue fuoriuscì più copioso, al punto di schizzare sui vestiti dei presenti più vicini all'immagine. Ma la stranezza più clamorosa avvenne il 9, giorno dopo: sotto gli occhi di ulteriori testimoni, il costato di Gesù si gonfiò al punto che ne fuoriuscì una costola insanguinata con un po' di carne attorno, le dimensione della quale erano proporzionali al costato raffigurato nel dipinto.
Ma non finisce qui, direbbe colui il quale...La stessa sera la costola venne posta in un calice e, dopo processione, fu portata nella chiesa di S. Vittore. I vari sanguinamenti si ripeterono (esiste la documentazione) il 10 e il 28 Gennaio e il 4 e 27 febbraio dello stesso anno. Non mancarono vari analisti e analisi, comprese quelle che interessarono padre Agostino Gemelli, medico e avversario di S. Pio da Pietrelcina.
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Nel post precedente accennai alle inchieste che si susseguirono in seguito all'evento. Due noti notai del tempo, tali Bartolomeo Albertini e Giacomo Poscolonna, raccolsero e poi stesero varie deposizioni di chi fu testimone oculare agli eventi straordinari di gennaio e febbraio 1522. Nominativi e deposizioni testimoniali che sono ancora consultabili. Detto questo, i fatti furono davvero reali e non tolgono (cascasse Polidoro...) in alcun modo credibilità all'evento.
Come sempre succede in questi casi, la stanza e la casa in cui si svolsero i fatti, divenne in breve un oratorio e in seguito, nel 1575, una Chiesa, con la raccolta di fondi tra i fedeli nonché avallo e corposo obolo corrisposto da S. Carlo Borromeo che, da par suo, il 31 ottobre 1584, tre giorni prima di morire celebrò lì la sua ultima Messa. All'interno del Santuario sono tuttora conservate le straordinarie reliquie dell'anno 1522, sia la Sacra Costola che i panni intrisi di sangue.
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Qui non si tratta di credere, ma di accettare fatti che si verificano anche se noi non riusciamo a spiegarli che in minima misura. Ovviamente mi sto riferendo al Paranormale e alla Parapsicologia tutta. Un atteggiamento quindi che ritengo un cammino importante nelle conoscenze e quindi nella crescita personale.
Il mondo è fatto di persone che comunicando trasmettono pensieri, idee, concetti agli altri, innestando spunti di profonda riflessione, creando così nuovi temi e diffusione di idee e, previa sviolinata al sito di Max Mazzucco, dove si può praticamente discutere di tutto, (quasi…) "a ruota libera", va riconosciuto che anche tematiche mysteryose trovano qui il loro spazio.
Polidoro apostrofa come irrazionali chi discute di questo, ma gli irrazionali sono quelli che sostengono di avere certezze su ogni cosa, negando così l'evidenza della propria notevole limitazione. E' dall'incertezza che avvolge la nostra esistenza che parte (dovrebbe partire…) la voglia di ricercare. Un desiderio di "sapere" che ci spinge oltre, ma con un (doveroso) passo misurato, a scandagliare fatti ed avvenimenti sempre pregni di mistero.
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In seguito si ebbero manifestazioni anche in via sperimentale attribuite poi a manifestazioni preternaturali/spiritiche. Per provocarle positivamente si ricorse appunto, alle sedute medianiche. Le prime vanno attribuite al Prof. J. C. Friedrich Zollner docente di Astrofisica all'Università di Lipsia, il quale in una seduta del 17 dicembre 1877, tenuta dal medium Henry Slade, ottenne l'impronta di due piedi all'interno di due lavagnette sovrapposte e SIGILLATE.
In un altro esperimento i due cosparsero di farina una tavoletta di legno. Durante la seduta, con il medium in trance, il Prof. Zollner ebbe la netta sensazione di una mano invisibile che gli toccava un ginocchio. Ebbe la prontezza di chiedere all'entità di lasciare la sua impronta sulla tavoletta. Il risultato fu eclatante: sulla tavoletta "infarinata", si evidenziò nitida l'impronta di una mano, ma più grande del normale.
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Nel luglio del 1931 si ottenne un'impronta di un pollice del defunto giudice C. A. Hill, il quale, quando era in vita, aveva fatto parte del gruppo di studiosi che sperimentava la medium Crandon, e che nel 1926 aveva lasciato una sua impronta su cera, con lo scopo di poter fare un confronto con quella che (EVENTUALMENTE) si fosse ottenuta dopo la sua morte.
Nel 1932 un certo Dudley (molto probabilmente parente di Polidoro...) che faceva parte del gruppo di studio della Crandon, dichiarò alla Società Americana per la Ricerca Psichica, che le famose impronte di Walter erano un imbroglio, perché erano quelle del dentista che aveva procurato il mastice. La stessa Società incaricò allora Brakett K. Thorogood, tecnico elettromeccanico, istruttore all'Università di Harvard, di compiere una completa indagine. I risultati di questo controllo furono pubblicati nel 1933, nel volume del Procedings della Società in questione. In questa relazione che conta 228 pagine, la genuinità dei fenomeni veniva ampiamente dimostrata.
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Furono fatte delle ricerche e "aiutato dalla fortuna" (parole del Richet) si riuscì a trovare il libro da cui la medium "traeva" le sue frasi, era il dizionario in greco moderno introvabile a Parigi, luogo dell'esperimento. Non solo, si rinvennero alcune sue frasi tratte nell'"Apologia" di Socrate, nel "Fedro" di Platone e nel Vangelo di S. Giovanni.
Le frasi non erano avulse dalla conversazione, ma si adattavano e corrispondevano abbastanza bene a situazioni del momento. Per esempio una sera, verso il tramonto, lei scrisse: "quando il sole sorge o tramonta, le ombre si proiettano lontano". La stessa identica frase si legge nel dizionario suddetto. Che dire? Lo scettico resterà scettico, non c'è medium che tenga, senza porsi il problema che al mondo non esiste ancora nessuno che conosca i limiti del cervello umano, nessuno che lo abbia perfettamente sondato e di ciò che potenzialmente possa fare.
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Ipotesi troppo semplicistica, come se quel feto facesse l'autostop e nessuno lo vuole prendere a bordo...La logica (senza voler entrare nel merito delle spiegazioni di maestri disincarnati) porta ad affermare che 9 mesi di vita intrauterina siano molto importanti sia per il bimbo che per la mamma, e che il momento reincarnativo si ha nell'attimo del concepimento. Se questa creatura muore "prima di vedere la luce" doveva in ogni caso svolgere qualcosa su questa terra, magari solo regalando momenti di intimità scalciando il ventre della madre...Esperienza dunque per entrambi.
Una brevissima esistenza di 9 mesi (o meno ancora) può essere utile all'anima e allo Spirito tramite la fragile creatura, magari per arrecare dolore alla madre per la sua morte anticipata o, magari, per una ragione che porta a pensare che la sua breve esistenza era solo per scontare una colpa. Per dare un senso a simili eventi (morti premature) bisogna farsi una ragione che l'anima/Spirito esistono e la reincarnazione ne è la logica conseguenza, anche perché qualunque religione o teoria noi accettiamo, resteranno sempre piccoli/grandi dubbi sul perchè della vita, ma se "qualcuno" ce l'ha data, va da sé che ne dobbiamo farne qualche uso, dobbiamo svolgere qualche "compito".
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Giuseppe Marchi, privo della vista, (si sa che in tali casi si esaltano altri sensi) il giorno prima del sequestro di A. Moro, e della strage delle sue guardie, diede la ferale notizia IN ANTICIPO in un bar con avventori che davanti al Questore Pagano testimoniarono le sue dichiarazioni. Ne fa testo "La Nazione" del 17 Marzo 1978. E si potrebbe continuare. Croiset ne è la conferma.
Aggiungo solo che per i detrattori, del tutto sprovveduti, certi fenomeni sono falsi a prescindere. NON è così. I "fenomeni paranormali" sono, in sostanza, "fenomeni normali" OGGETTIVAMENTE constatati e appartenenti alla sfera naturale e non preternaturale e che sono stati definiti para proprio perchè "vicini", "aderenti" alla normalità, dalla quale si distaccano solo per la loro manifestazione apparente, che si esprime CONTRADDICENDO certi assiomi della ricerca scientifica, fino ad oggi ritenuti ERRONEAMENTE validi ed esclusivi.
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Certo gli scettici restano indifferenti o peggio ridacchiano, ma i fatti restano: G.Croiset & C. docet. A chi interessa, va detto che la radioestesia programmata iniziò con l'Abate L. de Vallemont. Divinazione, va sottolineato, che non è condannata dalla Chiesa. Giustamente c'è chi, pur non dileggiandola, si chiede come sia possibile, che nella nostra era in cui gli astronauti continuano ininterrottamente da quasi 60... anni fare la spola e calpestare il suolo lunare…, restare credenti ad un semplice pendolino? Certo è dura, ma come sempre sono i FATTI che fanno testo: i responsi dati dal pendolino di Croiset, erano richiesti dalle polizie di mezzo mondo che indagavano su persone scomparse.
Un pendolo con i requisiti deve essere di legno nero (meglio ebanite) legato con un filo nero di seta, canapa o lino. All'altra estremità una campanella da tenere in mano. Un pendolo solo di metallo non andrebbe usato quando si ricercano minerali essendo esso stesso un testimone. Un pendolo alla ricerca d'acqua deve essere vuoto, al suo interno vengono messe alcune gocce d'acqua prima di recarsi sul luogo della ricerca di vene sotterranee.
La ricerca su foto (od oggetti) richiede sempre il gomito del braccio portante il pendolo, fisso e fermo sul tavolo. La rilevanza su di una foto richiede che questa raffiguri SEMPRE una sola persona, per non incorrere in errori grossolani quando la persona che si ricerca sia assieme ad altri, o sia da sola ma con la figura "tagliata" da una foto d'insieme.
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essendo radiestesista io stesso, seppure di livello assolutamente infimo rispetto a gente come Croiset o i fratelli Servranx (o semplicemente rispetto ai tanti operatori radiestesici che operano sul territorio italiano), devo fare qualche doverosa precisazione.
Sarò il più breve possibile a scapito della accuratezza ed esaustività che meriterebbe l’argomento, ma già così dovrò scrivere parecchie righe, quindi accontentatevi...
Cominciamo dallo strumento di base, quello che tutti conoscono: il pendolo (infatti il pendolo è solo uno dei tanti strumenti per indagini radiestesiche, come per esempio le bacchette o il biotensor ma non solo).
Il pendolo di base, quello che serve per qualsiasi tipo di operazione, indagine, ricerca ecc., può essere fatto di qualsiasi materiale.
Basta un oggetto né troppo leggero né troppo pesante appeso a un filo che gli consenta di muoversi: io in ufficio ne ho uno fatto con una gomma da cancellare e dello spago molto sottile.
Il fatto che il materiale incida sui responsi non è del tutto vero: esistono quadranti per azzerare ciò che il pendolo ha assorbito pertanto si può operare con qualsiasi cosa.
Oltre i quadranti per ripulire un pendolo si possono utilizzare altri sistemi come, per esempio, le druse di ametista.E’ vero però che esistono pendoli che seguono le regole delle “onde di forma”, pertanto sono adatti per ricerche / utilizzi più approfonditi, alcuni sono “autoripulenti” quindi possono essere utilizzati senza doverli ripulire dopo ogni uso.
Ce ne sono di diversi tipi, almeno una decina, dai più semplici ai più complessi, ma non è il caso di parlarne ora.Detto questo è bene precisare che non c’è nulla di “paranormale” nell’utilizzo del pendolo: si tratta di un dialogo con il proprio inconscio, è lui a muovere il pendolo tramite micromovimenti della mano e del braccio ed è anche per questo che è necessario un allenamento (sia fisico che mentale) paziente e ben curato per imparare a dialogare con lui limitando al minimo i possibili errori (che anche i migliori radiestesisti non riescono, comunque, ad eliminare al 100% con certezza).Il nostro inconscio è in collegamento con le frequenze energetiche di ogni cosa (non solo) intorno a noie che permeano l’universo espandendosi infinitamente mantenendo comunque la propria unicità.
E’ grazie a questo che, fornendo le opportune domande, si ottengono risposte.E’ grazie a questo che una foto può essere utilizzata come “testimone” della persona: una volta sintonizzata tramite apposito quadrante con la persona, la foto "è" quella persona e pertanto si può operare su di lei indipendentemente dalla sua presenza o dalla distanza. Si può fare anche con nome, cognome e indirizzo di residenza della persona stessa anche se la foto è un testimone migliore (come hai detto tu, deve rappresentare la persona senza altre persone sullo sfondo).
Se si ha un campione biologico della persona, non è nemmeno necessario utilizzare un quadrante per associare il testimone alla personaSi può pensare a questa cosa come al sintonizzatore di una radio.Fa parte delle proprietà non-locali delle particelle subatomiche, la meccanica quantistica ha fornito una possibile risposta a molte cose che finora sono state “tacciate”, appunto, di paranormale.Questa è la radiestesia, la radionica invece utilizza quadranti e apparecchiature a partire dalla radiestesia.La rabdomanzia è l’utilizzo della radiestesia per indagare, per esempio come hai precisato tu, il terreno alla scoperta di vene d’acqua o altro.
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
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Sono in linea con te riguardo la Scienza Quantica, quella che tende a sostituire diverse delle "strane" manifestazioni umane, alcune delle quali certamente di pertinenza della Fisica. Ma la stessa scienza, applicata all'inconscio (per ora) ci dice anche altro, già ai tempi di C.G.Jung che, cercando risposte, applicava, al di là dall'inconscio individuale, un inconscio collettivo, identico per ogni persona, con manifestazioni che spazierebbero in un unico inconscio collettivo, con manifestazioni che partendo da antichi miti, spaziavano tra credenze a riti religiosi, dall'archeologia al folclore, dai poemi epici ai sogni. Questo a grandi linee era il pensiero di Jung verso l'inconscio.
Quando si parla d'inconscio nessuno di noi può avere certezze. C'era chi aveva addirittura ipotizzato l'esistenza di una realtà cosmica inconscia, senza passato né futuro, in cui tutto sarebbe inconsapevolmente immerso. In tal modo si giustificherebbero molti fenomeni paranormali, come la precognizione ad esempio e, per restare nell'argomento che stiamo trattando, esisterebbero i "raccordi" paranormali tra psiche e materia, anche verso quella che frettolosamente spacciamo e definiamo come inanimata.
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Pienamente d'accordo
Mitakuye Oyasin
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" (I. Asimov - Il crollo della galassia centrale)
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