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Il recente G7 di Taormina ha rivelato l'ormai assoluta inutilità della politica, anche a livello mondiale.

70 anni fa i leader delle nazioni più potenti si incontravano a Yalta, tiravano tre righe su una mappa, e in quattro e quattr'otto si dividevano il mondo intero. Oggi i leader della nazioni più potenti si incontrano e non riescono nemmeno a mettersi d'accordo su chi debba sedersi accanto a chi.

Fa quasi pena il nostro Gentiloni, il padrone di casa, che si arrampica sugli specchi per dirci che anche se nulla di sostanziale è stato deciso, "almeno ci siamo conosciuti e confrontati da vicino. Ora sappiamo bene quali siano le posizioni di ciascuno di noi sui temi più importanti".

Ma, caro Gentiloni, se volevi sapere che cosa pensa Trump sul clima, o sul protezionismo, bastava che mi facessi una telefonata e te lo spiegavo io. Non c'era bisogno di mettere in piedi questa grandiosa sceneggiata, costata agli italiani centinaia di milioni di euro, solamente "per sapere cosa pensano gli altri leader". Gli incontri multilaterali si fanno per trovare degli accordi precisi, non per stringersi la mano, mangiare una frittura di pesce (pagata con i nostri soldi), e firmare un foglietto ridicolo su cui c'è scritto "siamo tutti contro il terrorismo".

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Quando fu eletto presidente degli Stati Uniti, ci domandammo tutti se non fosse solo uno sbruffone, volgare e incompetente, o se invece dietro i suoi atteggiamenti poco eleganti si nascondesse magari un furbacchione stagionato.

A quattro mesi dalla sua elezione una cosa la si può dire con certezza: Donald Trump non ci nasconde assolutamente nulla, ma è semplicemente quello che è: una persona di intelligenza mediocre, assolutamente impreparato ad occupare il ruolo che gli è stato assegnato. E' un uomo chiaramente in balia di forze più grandi di lui, che cerca disperatamente di stare a galla in qualche modo.

Che non sappia minimamente concepire una strategia, lo si è visto chiaramente nel caso del licenziamento di Comey. Credeva semplicemente di liberarsene licenziandolo in tronco, come se si trovasse all'interno di una puntata del suo show televisivo, ma non aveva calcolato il ritorno di fiamma da parte dell'ex-capo dell'FBI, e ora rischia seriamente di essere messo sotto impeachment per aver chiesto a Comey di mettere fine alle indagini sul Russia-Gate.

Lettera aperta al Ministro della Salute

Gentile Ministro Lorenzin,

Lei condivide, insieme a gran parte dell'accademia scientifica, la posizione che "i vaccini sono sicuri", e che "non esiste correlazione fra vaccini pediatrici e gravi disordini di tipo neurologico, come ad esempio l'autismo o altre malattie dello sviluppo".

E ora il suo governo vuole introdurre l'obbligatorietà vaccinale a livello nazionale, triplicando nel contempo il numero dei vaccini obbligatori. Poichè l'imposizione di un obbligo di questo tipo comporta anche delle responsabilità da parte di chi lo impone, la invitiamo a dimostrare con i fatti ciò che finora ha sostenuto a parole, firmando pubblicamente la dichiarazione che segue.

"Io sottoscritta Beatrice Lorenzin, in qualità di Ministro della Salute della Repubblica Italiana, mi assumo personalmente ogni reponsabilità per eventuali danni di tipo neurologico, certificati da un tribunale della repubblica, che potessero derivare dall'inoculazione vaccinale obbligatoria ad un qualunque bambino italiano".

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di Maurizio Blondet

Cominciamo a ricordare – perché è la  dimenticanza che ci rende più servi – cosa fu quello che la Banca Centrale Europea (e i politici  UE) chiamarono “il salvataggio concesso” ad Atene. La BCE lanciò il SMP (Securities Market Programme) che consiste  nel  comprare il debito greco sul mercato secondario.

Cosa è il mercato secondario? E’ quello dove la banche vendono e  comprano  i titoli degli stati. Trattandosi di titoli greci, soprattutto le banche – tedesche e francesi –  avevano fretta di vendere. Se non ci fosse stata la BCE a  comprarli,  avrebbero dovuto non vendere, ma svendere quei titoli che allora nessuno voleva.

Quindi, l’azione di salvataggio ha salvato le banche tedesche e francesi, che avevano prestato in modo spropositato e come minimo incauto, ad una economia così piccola e debole. Draghi le ha  sottratte  alla sanzione che  i “mercati”  liberi riservano a chi investe male, prestando a debitori insolventi:  il  meritato fallimento. E le ha pagate più di quel che i titoli valevano.

Non basta: le banche centrali nazionali, certo su stringente consiglio della BCE, ne seguono le orme, lanciando un loro “programma di salvataggio”, ANFA (Agreement on Net Financial Assets), insomma anch’esse acquistato titoli greci, salvando le banche loro (noi italiani abbiamo salvato le banche altrui; non avevamo grandi esposizioni con Atene).

 Avevo già approfondito la questione del Morgellons qualche anno fa, e mi ero convinto che si trattasse di un problema reale (troppi casi simili sparsi in tutto il mondo, per non essere vero). Ma ieri ne ho avuto una testimonianza diretta, incontrando una persona afflitta da questa malattia.

Si tratta di una donna americana, amica di amici, che sta viaggiando per l'Italia ed è venuta a trovarmi.

La sua orripilante avventura è iniziata tre anni fa, quando fece un esame del sangue dal vivo [live blood test] per vedere se avesse particolari carenze alimentari. Il dottore che esaminò il suo sangue al microscopio saltò sulla sedia, dicendo "Ma lei ha dei nanobot nel sangue!" I nanobot sono l'ultima frontiera della nanotecnologia: delle microscopiche "creature artificiali", sperimentali, che dovrebbero un giorno svolgere svariate funzioni utili all'interno del nostro corpo.

La mia amica non si preoccupò più di tanto, un pò perchè non sapeva bene cosa fossero, e un pò perchè, rifacendo l'esame alcune settimane dopo, venne a sapere che i nanobot erano scomparsi.

Qualche tempo dopo però, passandosi una lozione per la pelle sul corpo, si ritrovò fra le mani degli strani filamenti scuri, che non erano peli corporei, nè certamente capelli.

In questa intervista David Gramiccioli descrive quella che ritiene dovrebbe essere la giusta posizione sui vaccini oggi.

 

Neel Kolhatkar è un comico indo-australiano. Con questo cortometraggio ha collezionato oltre 7 milioni di views.

 
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