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L'altra sera a Bordernights ho criticato i 5 Stelle per la loro svolta atlantista, e più in generale per un atteggiamento fin troppo rassicurante verso i poteri forti. A quel punto Paolo Franceschetti e Fabio Frabetti - praticamente in coro - mi hanno detto: "Massimo, noi però te l'avevamo detto".

A questo punto è nata la discussione: che la svolta istituzionale dei 5 Stelle ci sia stata, nessuno lo mette in dubbio. La domanda è se questo fosse stato previsto sin dall'inizio (tesi di Franceschetti/Frabetti), oppure se i 5 stelle abbiano semplicemente dovuto cambiare rotta man mano che si avvicinavamo alle stanze del potere (mia tesi).

Di Paolo Franceschetti

1. Premessa. La guerra alla medicina naturale. 2. La medicina prima di Cristo. 3. La medicina da Cristo al Medioevo. 4. La medicina nel Medioevo e nei secoli successivi. 5. La medicina dall’800 ai giorni nostri. 6. La situazione attuale. 7. Conclusioni.

1. Premessa. La guerra alla medicina naturale
In questi tempi c’è una guerra dichiarata tra la medicina naturale e quella ufficiale, che evidenzia le falle di quest’ultima mettendone in risalto i limiti palesi (basti pensare che nonostante le spese immense per la ricerca sui tumori, questa malattia sta aumentando vertiginosamente) e la medicina tradizionale allopatica, che schiera dalla sua parte i vari soloni a colpi di radiazione dei medici eretici. Recenti sono i casi di Gabriella Mereu, di Tullio Simoncini, di Ryke Geerd Hamer, di Paolo Rege-Gianas. Pochi giorni fa è stata radiata dall’ordine la dottoressa Gabriella Lesmo, rea di aver preso posizione contro i vaccini (settore che ha iniziato a studiare con particolare attenzione per via del fatto di avere un figlio reso autistico proprio a seguito della somministrazione di vaccini). Pochi mesi prima era stato radiato per lo stesso motivo un altro medico, Dario Miedico. E sempre recentemente è stato radiato dall’ordine Paolo Rossaro, per aver prescritto una cura alternativa alla chemioterapia in un caso di tumore.

In realtà, la lotta tra medicina naturale e medicina tradizionale ufficiale esiste da secoli, e può individuarsi il punto di origine nel Medioevo, ad opera dapprima della Chiesa cattolica, e successivamente ad opera della scienza ufficiale, che ha preso il testimone dell’oscurantismo cattolico.

Vediamo come e perché nasce questa battaglia, e perché essa è identica ai giorni nostri, come nel Medioevo, e in tutti i secoli intermedi.

Di Jim Jatras, un avvocato di Washington DC, analista politico e specialista degli affari dei media e del governo.

La piena entità dei danni alla pace e alla sicurezza internazionali causati dagli attacchi alla Siria guidati dagli Stati Uniti impiegheranno del tempo per essere chiariti. Ma il suo impatto sul concetto stesso di legalità negli affari internazionali è già evidente.

In poche parole, la nazione più potente del mondo e i suoi principali satelliti, il Regno Unito e la Francia, hanno gettato lo Stato di Diritto nel cestino. L'unica "legge" ora è la legge della giungla. Non si può tornare indietro.

Ironia della sorte, l'attacco stesso è stato rivendicato dai suoi autori come l'applicazione della legalità, non della sua cancellazione. Ad esempio, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha definito il presunto uso di armi chimiche da parte delle forze siriane "una chiara violazione delle norme e degli accordi internazionali" che "richiede una risposta collettiva ed efficace da parte della comunità internazionale" (1).

Lasciando da parte per un momento la domanda su cosa sia realmente accaduto nella città siriana di Douma, Stoltenberg sa molto bene quale sia il meccanismo per una risposta collettiva da parte della comunità internazionale. È nell’accordo costituente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite "stabilire l'esistenza di qualsiasi minaccia alla pace, alla violazione della pace o all'aggressione" e adottare azioni congiunte militari o non militari per "ristabilire la pace internazionale e la sicurezza” ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite (2). Tale azione è soggetta al veto da parte dei membri permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia.

Mi ha molto colpito la notizia dell'avvocato americano che si è dato fuoco per protestare contro il degrado ambientale del pianeta.

Mi ha colpito non tanto per il sacrificio umano, quanto piuttosto per l'inutilità intrinseca del gesto.

David Buckel era un attivista, e come avvocato in passato aveva difeso la causa dei diritti dei gay e transessuali. Come ambientalista viveva il suo messaggio in prima persona: riduceva al minimo il consumo personale dell'acqua, e andava al lavoro a piedi per non consumare combustibili fossili.

Ma il suo gesto rimane assolutamente inspiegabile, di fronte alla prevedibile irrilevanza che avrebbe avuto nel mondo. Innanzitutto lo ha compiuto da solo, all'alba in un parco deserto di New York: solo uno jogger ha visto le fiamme da lontano, ed ha avvisato la polizia. Dopodichè i media si sono degnati appena di dare la notizia, più che altro per un (probabile) senso di dovere verso chi ha compiuto un gesto così estremo.

Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti.

(Per gli sviluppi sulla questione siriana utilizzate l'articolo precedente).

Viene una certa nausea, a vedere le stesse dinamiche che si ripetono all'infinito. Gli americani inventano false flags, i media gli fanno da cassa di risonanza, e poi gli americani attaccano il bersaglio che avevano scelto già molto prima della false flag.

Poi dopo un po' salta fuori che la false flag era - appunto - falsa, ma ormai il fatto è avvenuto, la gente dimentica, e si può ricominciare daccapo.

Non se ne può più. Se esiste un inferno, i primi che dovrebbero andarci sono i giornalisti che avallano con la loro finta ignoranza questa sequenza infinita di bugie vomitevoli.

Massimo Mazzucco

Le audizioni di Mark Zuckerberg di fronte al congresso americano hanno rimarcato, in modo pubblico e inequivocabile, quanto profondo sia oggi il Digital Divide, ovvero quella linea di separazione che divide in modo irreversibile coloro che utilizzano Internet da coloro che non lo fanno.

Il confronto fra Zuckerberg e i poteri istituzionali è stato soprattutto un confronto generazionale, nel quale i senatori si dimostravano decisamente come dei pesci fuor d'acqua, nel cercare di porre domande imbarazzanti al giovane imprenditore della rete.

Comunicato Congiunto Blogger Italiani

La situazione militare in Siria e attorno ha ormai raggiunto il livello di guardia. Il presidente americano si accinge a prendere decisioni la cui portata e la cui pericolosità sono inimmaginabili.

Le accuse ad Assad di avere bombardato con armi chimiche il centro di Douma non sono né provate né sensate. Il rischio di uno scontro diretto con la Russia, su qualcuno degli scenari che sono già da tempo in fibrillazione, è imminente. La Russia ha già messo in stato di allarme tutte le sue difese, su tutti i fronti.

Di fronte al silenzio e alla menzogna del mainstream italiano e occidentale, noi blogger italiani facciamo appello, tutti insieme, ai partiti italiani, affinché si esprimano immediatamente chiedendo al nostro alleato principale di non commettere altre sciocchezze e di attendere il risultato di una commissione internazionale che accerti le responsabilità.

Michele Geraci, economista, docente di Economia e Finanza all’Università di New York a Shanghai, racconta a Byoblu la Cina e la società cinese, la loro forma di Governo, la loro economia e la guerra dei dazi, dal loro punto di vista.

Argomenti trattati: Il concetto capovolto di democrazia: il governo "interpreta" quello che la popolazione vuole - Come è avvenuto il miracolo economico cinese - Industrializzazione rapida e inquinamento - 800 milioni di persone sollevate dalla povertà - Mancanza di libertà di stampa - La stabilità della nazione viene prima di quella dell'individuo - Controllo demografico, storia e politica del figlio unico - Prima le infrastrutture, poi i flussi migratori dalle campagne alle città - Enormi investimenti cinesi in Africa - La situazione geopolitica: guerra dei dazi e politica di Trump - L'intermediazione cinese nella questione coreana - Effetti della globalizzazione all'interno dei singoli paesi - Rotta artica, la "terza via della seta".

Fonte Byoblu

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di Maurizio Blondet

L’accusa del governo May a Mosca, di aver avvelenato l’ex spia Skripal e la figlia, si sta sgretolando. Rivelandosi per quella che è: una immane “fake news” di Stato, e magari un false flag mal riuscito. Ieri la notizia che il direttore di Porton Down (i laboratori militari britannici per le armi chimico-batteriologiche) ha ammesso: non abbiamo la prova che il Novichock usato (o che sarebbe stato usato) contro Skripal sia di origine russa.

Il punto è che il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson aveva assicurato, in un tweet del 22 marzo e subito diffuso nel mondo, che “analisi  condotte al laboratorio di Scienza e Tecnologia Bellica di Porton Down da esperti di livello mondiale hanno appurato che si tratta dell’agente nervino militare Novichok prodotto in Russia”. Insomma il governo aveva impegnato la parola dei suoi scienziati di fama mondiale senza averli interpellati, e prima che conducessero le indagini.

E  non hanno ancora cancellato una dichiarazione dell’ambasciatore britannico a Mosca Laurie Bristow che il giorno 22 marzo aveva convocato la stampa estera per confermare l’accusa.

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