“Dopo cinque anni di trasmissioni, di dirette, di telegiornali, di talk show, di programmi di attualità, politica, arte, cultura e musica, il canale 262 si è spento. Cinque anni non sono pochi. Sono stati anni intensi, fatti di sfide continue, di ostacoli che sembravano insormontabili, ma anche di risultati che, oggettivamente, ci riconosciamo. Per quello che è stato costruito, questa esperienza merita di essere studiata nei libri come un caso unico nel mondo dell’informazione.”
Inizia così la lunga lettera con cui Claudio Messora annuncia la chiusura di Byoblu, per mancanza di fondi.
Che cosa non ha funzionato?

di Roberto Vivaldelli
C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui i regimi autoritari convocavano registi e scrittori per metterli al servizio dello Stato. Oggi, a quanto pare, lo fa la Nato. E, almeno nelle intenzioni, con lo stesso manuale: «sedurre il narratore per controllare la storia». Lo rivela un’esclusiva del Guardian: l’Alleanza Atlantica sta organizzando una serie di incontri a porte chiuse con sceneggiatori, registi e produttori cinematografici e televisivi, tra Stati Uniti ed Europa. Dopo Los Angeles, Bruxelles e Parigi, il prossimo appuntamento è a Londra, con i membri della Writers’ Guild of Great Britain. Il tutto con il placido sostegno di un ex portavoce Nato, James Appathurai, oggi funzionario per le minacce ibride, cyber e nuove tecnologie.
di Mustafa Fetouri
La «vittoria» moderna si prepara molto prima di sparare il primo colpo. È preparata con una sofisticata architettura di consenso prefabbricato, in cui l’inganno politico e la complicità dei media trasformano aggressioni illegali in «necessità morali».
Per sostenere uno stato di guerra perpetua, il pubblico deve essere protetto dall’orrore del campo di battaglia e nutrito con una dieta costante di «minacce imminenti» e «interventi umanitari».
Che si trattasse delle fantomatiche armi di distruzione di massa di Baghdad, della narrazione dei «combattenti per la libertà» nell’occupazione afghana, o della distorta «responsabilità di proteggere» che ha ridotto la Libia ad un tragico mercato per il traffico di esseri umani, i media hanno agito sempre meno da cani da guardia e sempre più da megafono dello stato.
La formula rimane inquietantemente coerente: i politici occidentali mentono, i media amplificano e milioni di persone muoiono.
La grande macchina della propaganda subliminale è ripartita a pieni giri.
Tutti i principali quotidiani sembrano essersi sintonizzati contemporaneamente sullo stesso messaggio: per quanto sia stato l’Iran subire un attacco, è comunque lui il “cattivo” della situazione.
Il Corriere della Sera: “Così Teheran semina il caos” (quindi è colpa sua). La Repubblica: “Iran, il Golfo si infiamma” (quindi è colpa sua). La Stampa: “L’Iran minaccia l’Europa” (quindi è colpa sua). Sempre La Stampa: “La strategia del caos arma degli Ayatollah” (quindi è colpa loro). Il Messaggero: “Pioggia di droni, Golfo in fiamme” (quindi è colpa dell’Iran che lancia i droni). Il Giornale di Feltri: “Teheran minaccia l’Europa” (quindi è colpa loro). Libero di Sechi: “La nuova guerra persiana” (quindi sono loro a fare la guerra). Il Tempo di Capezzone: “Trump non si farà impantanare in Iran” (quindi Trump è la vittima che è stata tirata dentro, non è lui che ha iniziato la guerra).
Alessandro Amori, filmmaker e fondatore del progetto Playmastermovie, annuncia l’avvio della produzione del documentario “Sottratti”, un’inchiesta indipendente dedicata alle criticità e alle zone d’ombra del sistema degli affidi e delle case famiglia in Italia.
Tra i lavori precedenti di Amori figurano, come filmaker, Vax Over, La Morte Negata e, come produttore, Invisibili e Non è andato bene, solo per citarne alcuni. Opere che hanno contribuito ad aprire un dibattito pubblico su temi taciuti dai media mainstream.
di Luca Del Faro (Bet17)
Negli ultimi mesi sta emergendo un fenomeno che sta trasformando in profondità l’ecosistema dei contenuti online: la comparsa di influencer completamente artificiali. Non parliamo più di semplici avatar, ma di figure digitali dotate di un volto realistico, una voce convincente e un modo di comunicare che replica quasi perfettamente quello umano. Il punto critico è che molti utenti non si accorgono della natura artificiale di questi personaggi: dietro lo schermo non c’è una persona, ma un modello di intelligenza artificiale che genera ogni parola, ogni espressione, ogni gesto.
Questi agenti digitali stanno proliferando in più lingue, su piattaforme diverse e su temi delicati come politica, salute, spiritualità e attualità. La loro crescita è rapidissima, segno di un settore che si sta industrializzando a vista d’occhio. Oggi chiunque può creare il proprio influencer virtuale: esistono servizi che offrono avatar pronti all’uso, voci sintetiche personalizzabili, testi generati automaticamente e sistemi capaci di pubblicare video in serie.
di Maurizio Blondet
La Germania ha bloccato il regolamento che avrebbe obbligato WhatsApp, Signal e Telegram a scandagliare tutti i vostri messaggi privati. La Commissione UE (ancora lei!) aveva cercato di spacciare questo incubo orwelliano come “protezione dei minori”.
Perché è una vittoria ENORME: Con i suoi 83,5 milioni di abitanti (19% popolazione UE), la Germania crea una minoranza di blocco insieme a Polonia e Paesi Bassi. Il voto del 14 ottobre? CANCELLATO per mancanza di maggioranza. LA COMMISSIONE UE AFFONDA CON LA SUA CHAT CONTROL.
Dopo ANNI di tentativi disperati di imporre la sorveglianza di massa, il “Nein” della Germania manda definitivamente a picco il sogno distopico di Ursula von der Leyen.
Com’era quella storiella che raccontava Mentana ogni sera riguardo all’Ucraina? “Possiamo andare indietro ad analizzare le cause finchè volete – diceva il Nostro – ma il fatto inequivocabile è che c’è un aggredito e un aggressore”. Lo avrà ripetuto centinaia di volte, a partire dal febbraio del ‘22.
E adesso, Mentana, come la mettiamo con l’attacco di Israele all’Iran? Non c’è anche qui un aggredito e un aggressore? O vorrai forse sostenere che Israele ha diritto di attaccare, "perchè deve proteggersi da un futuro attacco nucleare dell’Iran?”
Vorrei tanto che questo diventasse l' "inno dei complottisti". Un enorme ringraziamento a Edoardo Calafiore (iphondo.com) che ha fatto le grafiche e le animazioni su questo brano di su(0)ny.
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