di Marco Bellini
Siamo cresciuti con l'idea che il libero mercato abbia trionfato, che la globalizzazione abbia aperto ogni frontiera e che la concorrenza sia il motore immobile della nostra economia. Ma se ci fermiamo a guardare da vicino la realtà dei nostri giorni, ci accorgiamo di un enorme paradosso: il mercato non è mai stato così poco libero.
Dalla tecnologia all'alimentare, dalla finanza ai trasporti, l'economia globale è scivolata progressivamente nelle mani di pochissimi, giganteschi attori. Viviamo nell'era degli oligopoli protetti, dove i grandi colossi sono diventati così potenti da poter dettare le regole del gioco, soffocare i piccoli concorrenti e, spesso, influenzare le decisioni dei governi.
In un contesto del genere, la soluzione non è necessariamente un ritorno a un dirigismo statale soffocante, ma risiede in una cura che potrebbe suonare provocatoria: più liberismo e molta più concorrenza.
Se l'oligopolio uccide l'innovazione
Il finto liberismo degli ultimi trent'anni ha confuso il "benessere del mercato" con il "benessere delle grandi corporation". Quando un ristretto gruppo di aziende controlla un settore, la prima vittima è l'innovazione. Perché rischiare, investire e inventare qualcosa di nuovo se si possiede già il monopolio dei dati, della distribuzione o delle infrastrutture?
Gli oligopoli tendono a cristallizzare lo status quo. Comprano le startup promettenti prima che possano diventare una minaccia (uno degli esempi più emblematici è stata l'acquisizione di Instagram da parte del concorrente Facebook) e alzano barriere all'ingresso insormontabili per qualsiasi giovane imprenditore. Il risultato? Meno scelta per i cittadini, salari stagnanti per i lavoratori (che non hanno più potere contrattuale tra diversi datori di lavoro) e un'economia più fragile e meno dinamica.
Il vero liberismo favorisce i piccoli, non i giganti
Promuovere il liberismo oggi non significa fare i favori alle multinazionali, ma l'esatto contrario. Il liberismo autentico, quello teorizzato dai suoi padri fondatori, non ha mai difeso le posizioni di rendita. Al centro del pensiero liberale c'è l'idea che il mercato debba essere un'arena aperta, dove chiunque, armato di una buona idea e di duro lavoro, possa competere ad armi pari.
Per fare questo, lo Stato non deve pianificare l'economia, ma deve agire come un arbitro severissimo. Serve un liberismo che:
1. Smantelli i monopoli di fatto: Usando l'antitrust non come un timido strumento burocratico, ma come uno scudo per proteggere la libertà economica.
2. Elimini le barriere burocratiche: Spesso le regolamentazioni troppo complesse favoriscono i giganti (che hanno interi reparti legali per gestirle) e affossano le piccole imprese.
3. Garantisca l'interoperabilità: Nel mondo digitale, permettere agli utenti di spostare facilmente i propri dati da una piattaforma all'altra spezzerebbe le catene che ci legano ai soliti noti.
La vera concorrenza è l'unico antidoto al potere centralizzato, sia esso politico o privato.
Conclusione: una rivoluzione per il consumatore e per i giovani
Chiedere più concorrenza significa rimettere il consumatore e il cittadino al centro dell'economia. Quando le aziende devono lottare ogni giorno per conquistare il cliente, sono costrette a migliorare la qualità, ad abbassare i prezzi e a rispettare i lavoratori.
Aprire i mercati, combattere i privilegi dei giganti e favorire la mobilità economica è la più grande riforma sociale che si possa invocare oggi. È il momento di riscoprire il valore della competizione e di liberare il mercato dai suoi stessi guardiani.
Un mondo aperto alla concorrenza, alle idee, al cambiamento è esattamente ciò che un sistema totalitario vuole evitare. Il degrado politico non ha comportato più liberismo ma l'esatto opposto: un mercato oligopolistico, più controllato e meno aperto.
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[L'utente Bellini è stato riammesso al sito, per poter rispondere ad eventuali commenti].





... chiede di non rimanere all'apparenza della superficie...
... ma di stravolgere con un'inversione ad u...
... e indagare sulla realtà di ciò che sembra scontato...
... riflessione non facile per chi come me non ha basi tecniche di economia...
... ben tornato Bellini...
... dopo la religione, l'economia è la materia che produce più aria fritta...
Gli Amish non utilizzano un sistema monetario indipendente. Nelle loro transazioni quotidiane, usano regolarmente il dollaro statunitense. Pur mantenendo uno stile di vita tradizionalista, la maggior parte degli adulti ha conti correnti bancari.
Nelle comunità Amish sono diffuse le seguenti pratiche finanziarie:
Uso delle banche: Preferiscono istituti di credito locali e rurali. Alcune banche in Pennsylvania, come la Bank of Bird-in-Hand, sono state persino fondate con il supporto di investitori Amish per meglio servire le esigenze della comunità.
Pagamenti: Utilizzano contanti, carte di debito e assegni personali. L'utilizzo di carte di credito rimane minoritario ed è solitamente limitato ai titolari di piccole imprese.
Gestione della contabilità: Prediligono i registri cartacei tradizionali e i libretti degli assegni, evitando le moderne comodità dell'online banking.
Debito: Il sistema finanziario Amish scoraggia fortemente i prestiti al consumo e i debiti per beni superflui. Tuttavia, si rivolgono alle banche per prestiti finalizzati all'acquisto di terreni agricoli o grandi proprietà.
Tasse: Gli Amish pagano le tasse sul reddito, sulle vendite e sulle proprietà (fondiarie). Sono invece esentati dal pagamento delle tasse sulla Previdenza Sociale (Social Security), poiché rifiutano i sussidi statali e si affidano esclusivamente alla loro comunità in caso di necessità.
Fonte: t.me/c/1339104613/22621
sottoscrivo in pieno.
Tuttavia non so se un sistema realmente concorrenziale é concretamente fattibile. L'economia é sempre stata terreno di scontro tra le Nazioni, e un sistema concorrenziale é piú facilmente suscettibile di un attacco da parte di una multinazionale estera sostenuta dal suo Paese. Uno Stato estero puó ancheccomprare una piccola impresa nel sistema concorrenziale ed espanderla sfruttando le sue risorse finanziarie.
Poi, vi sono settori dell'economia che sono sensibili dal punto di vista della sicurezza nazionale, come energia, infrastrutture, approvviggionamento, chimica, acciaio e oggi anche informazione. I settori che esportano, poi, sono fondamentali per la bilancia dei pagamenti.
Quindi, c'é sempre stato poco spazio per il libero mercato e la situazione non é destinata a migliorare.
Un'ultima cosa. Sará anche vero che i "padri fondatori" non avevano in mente un sistema come quello in uso nei Paesi occidentali, ma chi ha promosso il capitalismo voleva esattamente il monopolio e la concentrazione, e ha usato la mitologia della concorrenza per pagare ai lavoratori stipendi da fame, mentre durante le riunioni massoniche stabilivano i prezzi e quant'altro.
Insomma, la politica ha comunque la prevalenza sull'economia.
Tuttavia con le stupidaggini scritte ora penso sia bene che se ne torni in quel limbo da cui è stato, a mio avviso (sono orgogliosamente comunista), inopinatamente tolto.
Hai toccato dei temi interessanti: come gli Stati utilizzino le imprese come strumento di guerra commerciale e come ci sia una convergenza tra imprenditori e governo nel preferire un mercato poco concorrenziale che danneggia la collettività.
In fondo basta guardare a cosa è successo durante il COVID. Su un piccolo sito come Luogocomune potevi condividere opinioni scomode, su Facebook no perché il governo americano aveva chiesto di censurare un certo tipo di opinioni. E lo hanno dichiarato esplicitamente. Lo stesso è avvenuto col green pass. Uno strumento totalmente anticostituzionale era indispensabile per mangiare da McDonald's, ma magari in qualche piccolo ristorante no. Era indispensabile per lavorare da Amazon ma magari dal piccolo artigiano se avevi voglia di lavorare chiudeva un occhio.
Le grandi imprese anche se private comunque agiscono come è gradito alle istituzioni pubbliche ed insieme ad esse costituiscono il Deep State. Una mano lava l'altra e a perderci è il mercato, la democrazia e la libertà.
Non so se siete al corrente di una vicenda scandalosa. Google per anni ha pagato Apple per essere il browser predefinito sugli iPhone. Si parla di una somma totale vicina ai 150 miliardi di $.
Questo non è libera concorrenza. Questo è un accordo che limita la concorrenza. Un paio di anni fa l'Antitrust statunitense ha notato che forse c'era qualcosa che non andava. L'anno scorso ha detto che Google ha agito da monopolista limitando la concorrenza. Comunque continua a permettere a Google di pagare miliardi di $ ad Apple.
Il mio disaccordo non riguarda questo punto, ma la soluzione proposta: credo che, proprio per rompere quegli oligopoli e garantire davvero un mercato aperto, non si possa fare affidamento solo a un “liberismo puro” con uno Stato che agisce come semplice arbitro. Penso invece che ci vorrebbe più Stato, non in senso dirigista soffocante, ma come attore strategico: che investe in infrastrutture pubbliche, in ricerca di base, in piattaforme di dati e servizi digitali universali, che sostiene le piccole imprese con fondi e politiche industriali mirate, e che tutela il lavoro e i beni essenziali.
Senza un ruolo pubblico più attivo, il rischio è che il “liberismo vero” resti un’idea astratta, mentre la concentrazione e le asimmetrie di potere rimangono intatte.
I sistemi totalitari hanno tutti lo stesso motto :
Tutti uguali ma tutti poveri tranne ovviamente la cerchia che controlla tutto .
L’articolo chiede “più liberismo”, ma al tempo stesso richiede uno Stato che: smantella monopoli con antitrust aggressivo, elimina barriere burocratiche, garantisce interoperabilità, agisce come “arbitro severissimo”.
Tutte queste cose sono, in pratica, forme di intervento statale forte. La tesi è quindi parzialmente incoerente: se vogliamo davvero quelle condizioni, non possiamo parlare di “meno Stato”, ma di “Stato più strategico e attivo”, non solo arbitro.
Condivido e sottoscrivo il tuo commento.
E visto che siamo in tema di economia politica, consiglio questo:
Maurice Dobb, Le ragioni del socialismo (www.resistenze.org/.../mdbmkg16-020189.htm).
Condivido e non aggiungo niente: su questo tema la pensiamo pressoche' allo stesso modo.
Il problema a mio avviso non è essere d'accordo o meno con il contenuto ma giustificarlo e dargli anche solo un barlume di possibilità di realizzazione in quella che è la realtà attuale. In una frase: siamo fuori tempo massimo. Troppo tardi. E' come parlare della bontà del Fax nell'era degli smartphone e auspicarne il ritorno. Semplicemente impossibile.
Il liberismo auspicato, a prescindere da come la si pensi, in questo momento storico è del tutto irrealizzabile. I monopoli/oligopoli che si sono creati, non a caso, con la complicità della politica e dei governi, da tempo banale emanazione di quegli interessi, saranno funzionali all'instaurazione di un nuovo modello economico e sociale per far fronte ad un problema di sostenibilità sistemica che molti si ostinano a non voler vedere.
Un modello che prevede centralizzazione spinta e che ho definito, in un saggio breve, Collettivismo a Basso Consumo, dove i grossi colossi multinazionali saranno gestori e appaltatori privilegiati dellla distribuzione di beni e servizi con i Governi a disciplinarne l'accesso.
Più libertismo? È il liberismo che ha portato il pianeta sull’orlo del collasso. Adesso i padroni del vapore vogliono correre ai ripari. Come? Eliminando qualche miliardo di umani e sostituendoli con l’intelligenza artificiale meno onerosa e meno inquinante per il pianeta, più produttiva.
Guerre, contese territoriali, terrorismo… una fiction per l’opinione pubblica? Proviamo a immaginare che dietro le quinte ci sia un piano concordato da tutti i paesi che contano nello scenario mondiale, un programma segreto che si serve di messinscene perché la popolazione non comprenda che cosa si sta organizzando. Per creare paura e angoscia nella popolazione si gioca continuamente al rialzo, si creano situazioni di conflitto, scenari sempre più drammatici fino a suggerire l’evenienza della terza guerra mondiale. Stiamo assistendo a una grande pantomima che per quanto drammatica, con migliaia di vittime, rappresenta solo una simulazione? La fiction è programmata per generare confusione e paura? Tutto quello che sta accadendo è forse un copione organizzato da una diplomazia segreta?
Quale potrebbe essere la logica della fiction dove si susseguono guerre e scontri diplomatici, rivendicazioni territoriali e terrorismo, dispiegamenti militari e minacce nucleari... Se si trattasse di uno scenario simulato occorrerebbe un motivo rilevante e condiviso da tutte le superpotenze. La fiction avrebbe lo scopo di spaventare l’opinione pubblica e distoglierla da qualcosa che accadrà nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Molti blog buttano acqua sul fuoco: non ci sono cambiamenti climatici di origine antropica, si tratta delle normali fluttuazioni del clima... Se invece il pianeta fosse sull’orlo del collasso (lo dicono molti climatologi) per via dei gas serra immessi nell’atmosfera? In quel caso le superpotenze metterebbero in campo una diplomazia segreta per arrestare un processo destinato a sconvolgere la vita biologica del pianeta. Il Deep State agirebbe nell’ottica dei suoi interessi di Potere e con l’obiettivo di sacrificare quella parte della popolazione che considera inutile e per mantenere i suoi piani di sviluppo. La popolazione verrebbe considerata solo una variabile che all’occorrenza può essere ridimensionata. Per il Governo invisibile planetario si tratterebbe di eliminare quella parte della popolazione che può essere sostituita dalla intelligenza artificiale. Ormai tutti i sistemi produttivi vanno in quella direzione, si prepara il terreno per la sostituzione di gran parte dei lavoratori in tutti i settori economici con l’automazione. Molti umani in questa prospettiva verrebbero ‘rottamati’ in quanto considerati pleonastici. Il liberismo va proprio in questa direzione.
In tale ipotesi l’invenzione di una pandemia servirebbe a promuovere una campagna ‘vaccinale’ con lo scopo di inoculare sostanze che (come dimostrato da molte ricerche) possono essere attivate da remoto per ridurre la popolazione del pianeta. Il programma servirebbe a ridurre l’inquinamento da CO2 e a salvaguardare i piani economici di quel Deep State che rappresenta un potere globale interconnesso.
Con il sistema degli smartphone e la profilazione messa in campo con le inoculazioni dei sedicenti ‘vaccini’ è diventato facile marchiare la popolazione come gli allevatori usano fare con il bestiame. L’obiettivo è redigere un profilo psico-sociale per la gran parte della popolazione mondiale e individuare chi risulta funzionale alle strategie del Deep State e chi invece dev’essere sacrificato perché considerato superfluo. L’ingegneria demografica supportata dai sistemi elettronici è ormai in grado di operare selettivamente sulla popolazione proprio come un mandriano usa fare con il suo armento decidendo chi portare al macello.
Se il piano fosse questo, un genocidio mascherato da terapia medica, tutti gli scenari relativi alle attuali tensioni internazionali sarebbero uno stratagemma per ingannare l’opinione pubblica e distogliere la sua attenzione da quella mortalità da inoculazione che viene spacciata per una pandemia da virus. Fin qui l’inganno sembra funzionare, i prossimi mesi e i prossimi anni avremo conferma se è questa la corretta interpretazione della fiction Covid-19.
Piano concordato?
Forse. Trovo molto interessante lo scenario da te descritto. Unico particolare che cambierei è quello legato alla inoculazione per la decrescita del gregge. Vero è che il piano nel 2019 ha avuto successo, ma ripeterlo a stretto giro potrebbe non funzionare. Ci sono modi molto meno visibili per somministrare sostanze alle mandrie, senza che se ne accorgano. Altro dettaglio: la I.a. forse non inquina ma è molto impattante. Richiede quantità mostruose di energia ed acqua. Saranno tempi molto interessanti. Ma pensiamoci dopo. Adesso ci stanno i mondiali. Suvvia....non dobbiamo sempre essere dei disfattisti menagrami complottisti. Ricorda che a breve cambieremo tutto. Il 2027 è alle porte e sceglieremo il nuovo gruppo di mandriani che ci farà transumare verso quel famoso 2030. Lo fanno per noi.....
Se a tuo parere un utente scrive “stupidaggini”, non fai che commentare e confutare quello che dice. Luogocomune è sempre stato un sito di confronto.
Se invece non hai voglia di argomentare, evita di postare del tutto che fai prima.
Da Montesquieu in poi molti hanno potuto concordare che il potere pubblico concentrato in poche mani fosse pericoloso e dannoso.
Per i liberisti, lo stesso vale per il potere economico. La ricchezza concentrata in poche mani o le quote di mercato concentrate nelle mani di poche grandi imprese sono situazioni da evitare.
Capisco che molti sono attratti dal dittatore illuminato o dallo Stato imprenditore buono, ma forse bisogna tornare ad avere parlamentari che contino qualcosa e smantellare le grandi imprese che hanno un eccesso di potere nel loro mercato.
La perfezione non è di questo mondo e concretizzare le idee è difficile però bisogna prima capire qual è la direzione da prendere
Ok, discorso giusto, giustissimo, ma come si fa a favorire la concorrenza?
VOTARENONSERVEH !
TUTTOE'GIA'DECISOH !
TUTTIUGUALIH !
quindi, la ricetta quale sarebbe?
Se lo stato deve farsi i cazzi suoi, cioè niente, chi deve provvedere?
Ma questa gente qualcuno la deve votare, però..
Poi c'è il lobbysmo che foraggia a destra e a manca, come la mettiamo?
@Gimi
Evito di invitarvi a immaginare i contatti e le operazioni, commerciali, finanziarie, logistiche necessarie per assicurare il flusso.
La leggendaria, mitica concorrenza, anche se fosse esistita per 5 minuti in qualche remoto mercato medioevale, è scomparsa per sempre, definitivamente.
Con buona pace dei liberisti, che ci siano o che ci facciano.
Vorrei anche invitare i cercatori di cause degli eventi, a provare a rivolgere la propria attenzione all'andamento di influssi manipolabili che investono ciclicamente l'intera collettività o alcuni settori di questa, come l'egoismo sistematico piuttosto che un equilibrato l'altruismo.
* Si tratta di un operazione ripetibile per ognuno delle migliaia di prodotti presenti sugli scaffali.
Anche se, ipoteticamente, non sarebbe nemmeno così difficile. Ma bisognerebbe, solo per pensare di iniziare, almeno avere:
- Un popolo disposto a fare una rivoluzione per togliersi definitivamente di torno i politici corrotti. E non lo abbiamo.
- Una nuova classe dirigente onesta che, come prima cosa, esca da UE, euro, NATO, OMS e tutte le varie organizzazioni parassite, trattati e accordi che limitano la sovranità dell'Italia e, subito dopo, nazionalizzi tutto ciò che è di proprietà straniera in modo da riacquistare il controllo degli assets economici e strategici. Non abbiamo neppure questo.
- Una nazione compatta e autosufficiente, pronta a subire, sicuramente per decenni. le conseguenze di quanto sopra (embarghi, isolamento e, con tutta probabilità, anche guerre). E qui inizia a scapparmi da ridere.
Non è mica sufficiente andare da (un esempio a caso!) pfizzer e dirgli: "Ascoltate, ora avete rotto le balle, per cui avete tempo un mese per smetterla di speculare sulla nostra pelle guadagnando gli stratotali! Dal 1 agosto dovrete commercializzare solo farmaci sicuri, testati, e soprattutto risolutivi (ovvero cher facciano guarire dalla malattia, non che curino semplicemente i sintomi!), visto che sappiamo che li avete! E il tutto, ovviamente, ad un prezzo modico imposto dallo stato!".
Sai il burla che risate si farebbe? Ovviamente vale lo stesso discorso per qualunque altra entità similare, sia essa Nestlé, la tua banca, o scegli tu quello che preferisci.
Quindi? Che si fa? Perché che siamo nella palta fin sopra gli occhi lo sappiamo almeno dal 2008. Quello che manca, piccolo dettaglio, sono le proposte per venirne fuori, possibilmente interi....
La prima suggerisce che il mondo globalizzato è stato una jungla deregolamentata dove le imprese più forti hanno potuto diventare enormi. Chi sostiene questa tesi critica il liberismo e il mercato.
La seconda suggerisce che lo Stato ha favorito alcune imprese, non è intervenuto tramite l'Antitrust per limitarne il potere, ha costretto Paesi ad aprirsi ad imprese straniere che beneficiavano a casa loro di aiuti di Stato e così la distorsione del mercato ha portato alla situazione attuale.
Prendiamo l'uomo più ricco del mondo. È il più ricco perché è stato il bravo a distruggere la concorrenza, il più competitivo, il più innovativo o perché ha avuto qualche aiutino pubblico?
I risultati di Tesla sono frutto della capacità di questa azienda di entrare nel mercato delle automobili con un prodotto migliore o dagli incentivi pubblici?
Tesla: Nel 2010, prima di quotarsi in borsa e quando produceva pochissime auto, ha ricevuto un prestito agevolato cruciale di 465 milioni di dollari dal Dipartimento dell'Energia statunitense. Inoltre, Tesla ha incassato oltre 11 miliardi di dollari vendendo i cosiddetti crediti regolamentari (crediti verdi che lo Stato impone ai produttori tradizionali che inquinano troppo e che comprano da Tesla per evitare multe).
SpaceX: Nei suoi primi anni, quando era un'idea rischiosa, ha ricevuto circa 500 milioni di dollari in sovvenzioni. La svolta totale è arrivata a fine 2008: a un passo dal fallimento, la NASA ha assegnato a SpaceX un contratto vitale da 1,6 miliardi di dollari per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Oggi detiene decine di miliardi di contratti attivi con la NASA e il Dipartimento della Difesa.
xAI (Intelligenza Artificiale): Ha ottenuto contratti dal Dipartimento della Difesa americano per integrare i suoi modelli di intelligenza artificiale (come Grok) nei network del Pentagono per scopi di sicurezza nazionale.
Siamo proprio sicuri che sia stato il mercato, a rendere Musk il più ricco del mondo?
In Italia potremmo parlare degli Agnelli. La loro fortuna deriva dal mercato o dagli aiuti di Stato?
È come voler andare da una parte all'altra, ma per farlo dobbiamo spostare una montagna e persino farlo senza attrezzi.
La società umana, non so come fosse prima, ma oggi si comporta come un gruppo di bambini scemi, dove se una persona ha qualcosa che piace, prima o poi tutti la vogliono, a qualsiasi costo, e non importa quale prezzo debbano pagare. Ancor di più se l'oggetto non è solo bello ma anche utile.
Il sistema, quindi, non necessita di un centro di comando dedicato perché si sviluppa automaticamente, dove i singoli componenti o gruppi seguono le tendenze attuali, le copiano da altri, ma poi è quasi sempre impossibile tornare indietro, anche perché qualcosa di nuovo ci aspetta dietro l'angolo e vogliamo averla anche noi.
Questo atteggiamento vale anche per i governi e per i militari.
Tutti vogliono sempre avere le armi migliori e più potenti di chiunque altro. Ciò alimenta una corsa all'innovazione e alla ricerca, ma solo in determinati settori, perché nessuno vuole rimanere troppo indietro, e così questo circolo vizioso non si interrompe mai.
Il potere è potere, appartiene a una sola razza, non esiste un potere buono o cattivo e oggi, grazie alla tecnologia, siamo entrati a livello globale in un'era di dittature che non hanno nemmeno bisogno di essere dichiarate tali e possono essere spacciate per qualsiasi cosa: lo facciamo solo per voi e in nome della vostra sicurezza.
Dopotutto, i bambini scemi credono a tutto e, con tutti i problemi e le distrazioni a loro disposizione, non hanno né il tempo né la voglia di pensare ad altro.
C'è gente che esulta per il fatto che le auto elettriche abbiano fallito, ma non hanno idea del perché.
Innanzitutto, probabilmente ci vorrebbero diversi decenni per riprogettare l'intera rete elettrica e sarebbe troppo costoso, ma nel frattempo verranno sviluppate altre tecnologie per alimentare le macchine, rendendo obsolete quelle attuali.
Produciamo ancora poca elettricità per il nostro fabbisogno, e quella che abbiamo viene già consumata dai data center che alimentano internet, ma soprattutto l'intelligenza artificiale, e questi data center richiederanno sempre più energia.
Quindi non c'è spazio per alimentare anche le auto elettriche, e le compagnie petrolifere devono pur guadagnarsi da vivere.
E poi ci saranno milioni e milioni di umanoidi, alimentati a batterie e fabbricati utilizzando l'elettricità.
Quindi non importa se le auto elettriche sono state un flop, perché stanno arrivando intelligenze artificiali incredibilmente energivore e gli umanoidi tra noi saranno la nuova normalità.
Ecco perché li mostrano ovunque. Ad esempio, in Cina sono ormai come il prezzemolo.
www.youtube.com/shorts/IsLt7IdtcNo
www.youtube.com/shorts/aTsh2fUKL08
Questo è il nostro futuro, su questo si baserà l'economia. Dobbiamo solo capire quale ruolo avrà l'uomo comune in tutto questo.
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Ma poi c'è chi...
@@@@---"La ricchezza concentrata in poche mani o le quote di mercato concentrate nelle mani di poche grandi imprese sono SITUAZIONI DA EVITARE."---@@@@
Belin...è tornato Bellini... Il ritorno di Bellini film... Personaggio che a diversi utenti non piace, ma ci stà, l'importante è che possa anche divertire (vedi il riporto sopra...).
SITUAZIONI DA EVITARE, dice il Bellini, maaaaa come?? Apportando quali misure?? Quella di ricreare uomini (e donne…) con mentalità del tutto opposte alle attuali, che in primis non cerchino qualsiasi mezzo per il loro tornaconto personale a discapito di altri?? Certo sarebbe questa un'ottima soluzione per tutti, teorie comunque già espresse, come le incaute soluzioni di Marx rivelatesi improponibili all'atto pratico. E allora?? Servirebbe una bacchetta magica, una magia verso la relatività del nostro tempo. Un sogno inattuabile per non vedenti quali realmente siamo.
Inutile teorizzare modelli economici perfetti se non si calcola che la corruzione si mangia tutto.
Finché chi ha i soldi può comprarsi i politici l'arbitro si schiera con il piu forte e qualsiasi sistema va a farsi benedire !!!!
Se lasci il mercato totalmente senza regole, i giganti schiacciano i piccoli e fanno il bello e il cattivo tempo.
Se invece fai controllare tutto allo stato in modo centralizzato, la burocrazia fissa i prezzi e azzera la libertà di scelta.
In entrambi i casi a rimetterci è sempre il cittadino.!!!
La vera via di mezzo ( chimera )sarebbe un mercato dove i privati sono liberi di competere, ma lo Stato fa da arbitro usando l'antitrust per fermare i colossi, azzerare la burocrazia per difendere chi comincia da zero e gestisce solo le grandi infrastrutture di rete.
Il problema insuperabile
Quindi bisogna avere libera concorrenza , stato neutrale e niente corruzione.
Secondo voi chi vince il mondiale ??
@@@@---"La ricchezza concentrata in poche mani o le quote di mercato concentrate nelle mani di poche grandi imprese sono SITUAZIONI DA EVITARE."---@@@@
Esilarante.
Anche la premessa a misura della cura:
"Credo che ci siano due interpretazioni della realtà. ..."
non è male.
Ben venga Bellini
Una persona che reputo intelligente e quindi per molti fastidiosa .
Ot:
Mi ricordo di quella discussione su Luigi Mangione .
Tutti a fare addosso a Bellini perché si sosteneva che il Mangione avesse compiuto il fatto solo per immagine personale o ego smisurato mentre il Bello sosteneva una mano nascosta dietro il suo gesto.
Il CEO ucciso dal ventiseienne Luigi Nicholas Mangione era Brian Thompson, amministratore delegato della UnitedHealthcare, una delle più grandi compagnie di assicurazione sanitaria degli Stati Uniti.
Con il tempo poi si scoprirà che il cugino di primo grado di Luigi e Nino Mangione .
Membro politico del partito repubblicano e membro della sottocommissione si sanità americana dal 2019 al 2022.
Nonché nominato all'interno della cruciale sottocommissione Health & Social Services (Sanità e Servizi Sociali) del comitato per gli stanziamenti di bilancio (Appropriations Committee). In questo ruolo si è occupato di valutare e votare i fondi statali destinati ai programmi sanitari, al welfare e all'assistenza ai cittadini.
Ultimamente lo stesso Luigi Mangione suggerito un legame tra lui e i repubblicani.
Fine OT.
Solo per chiarire chi parla a cazzo e chi intravede una verità alternativa da lontano.
A presto
Gli Agnelli, dopo aver ereditato un'azienda figlia del boom economico del dopoguerra, hanno invece sempre intascato gli utili degli anni buoni, salvo ricattare regolarmente lo Stato, minacciando chiusure e licenziamenti, in quelli meno buoni, allo scopo di farsi finanziare la cassa integrazione e produrre comunque utili per gli azionisti. L'unico punto in comune fra le due cose è, secondo me, la costante della politica corrotta (o degli imprenditori concussi??). E con questo torniamo a quanto ho scritto in un altro post sopra: con questa classe politica (globalmente, in generale) non possiamo nemmeno sognare che le cose, per noi cittadini comuni, possano cambiare in meglio. Non lo permetterebbero mai, men che meno se, da illusi, pretendessimo di riuscirci con sistemi pacifici, democratici ed istituzionali.
"Andalù, portalo via!" è la celebre frase pronunciata da Angelo Lombardi (noto come "L'amico degli animali") alla fine della presentazione di ogni animale nella sua storica trasmissione televisiva RAI degli anni '50. Era il segnale per il suo fidato assistente eritreo di allontanare la creatura.
Da google, cercando: "Andalù portalo via", frase entrata nell'uso comune al bar Sport e riservata a chi esponeva idee disapprovate, all'epoca.
Profitto per auto venduta 1.100$
Soldi intascati da Tesla dai concorrenti tramite certificati verdi per auto venduta 1.210$
Incentivi fiscali negli Usa per ogni auto venduta 7.500$
Senza la legge sui certificati verdi, l'utile di Tesla sarebbe la metà. Senza gli incentivi pubblici, Tesla non esisterebbe. Il mercato è un'altra cosa.
Musk è l'ambulante che vende i prodotti al mercato dove gli altri ambulanti devono dargli dei soldi e dove lo Stato paga i consumatori se vanno a fare la spesa da lui
Secondo voi chi vince il mondiale ??
Il Curaçao
Se il mercato è ostaggio di pochi, come tu denunci, la deduzione più inquietante è che la nostra democrazia è stata svuotata dall'interno, senza che ci fosse bisogno di alcun colpo di Stato. Non servono le armi per sovvertire l'ordine pubblico quando il potere si concentra nelle mani di corporation così immense da poter condizionare le politiche pubbliche, finanziare il consenso e scrivere di fatto le leggi che dovrebbero regolamentarle.
Da questo ne deriva che viviamo in una sorta di "feudalesimo economico" moderno. I nuovi baroni non possiedono feudi terrieri, ma infrastrutture digitali, catene di distribuzione e, soprattutto, le nostre vite digitali. E come nel Medioevo, la mobilità sociale è diventata un'illusione ottica: si nasce sudditi o signori dell'algoritmo, e raramente si cambia stato.
Detto questo arrivo al cuore della mia deduzione, che in parte ribalta un luogo comune.
La tua proposta di "più liberismo" nasconde in realtà un paradosso fondamentale: per ottenere una vera concorrenza, non serve uno Stato debole o assente, ma uno Stato fortissimo. Cosa che oggi non esite.
Mi spiego. Serve un arbitro che abbia il coraggio politico e la forza coercitiva per spezzare i monopoli, anche (e soprattutto) quando questi giganti saranno "too big to fail" e il loro eventuale crollo minaccerebbe di trascinare con sé l'intera economia.
Il vero liberalismo, dunque, non è l'evaporazione dello Stato, ma la sua presenza intransigente contro ogni forma di rendita di posizione.
In conclusione, il tuo appello non è solo una riforma di mercato, ma l'ultima vera battaglia per la libertà politica. Perché se non riusciamo a spezzare questi oligopoli, ci terremo, sì, stretti l'estetica del libero mercato – la retorica della scelta e del merito – ma ne avremo perso per sempre la sostanza.
Ritengo che senza vera concorrenza, restano solo le apparenze di un sistema che ha smesso di essere libero.
Un caro saluto,
Sarai anche alle prime armi ma è regola d'oro non uscire fuori argomento (topic).
Il tuo post sui mondiali non centra nulla con l'0argomento dell'articolo proposto.
Credo che tu possa fare la tua domanda nei "commenti liberi" della settimana.
PS: fino alla settimana scorsa non sapevo nemmeno ci fosse il mondiale quest'anno. Bé... cmq non lo seguirò.
Lo stato deve avere un proprio sistema bancario.
Alcuni servizi come l’acqua, la sanità, l’energia, l’istruzione, devono essere PUBBLICI.
Il grande guaio che attanaglia le economie è dato dalla finanza internazionale e dal sistema creditizio che stanno diventando i proprietari delle industrie quando queste si trovano in difficoltà, e che erogano credito solo agli “amici”.
I BANCHIERI-FINANZIERI-SPECULATORI sono il male del Mondo.
Dante Bertello.
(Si tenga conto che un consiglio di amministrazione è un organismo relativamente fragile, esposto a cambiamenti anche repentini).
Questa è consistita nell'inconsueto accumulo rapido di strepitose ricchezze, poste apparentemente nelle mani di un pugno di individui, resi inarrestabili dall'utilizzo spregiudicato e sorprendente delle nuove tecnologie.
Un esperimento? Non credo.
L'accumulo è stato realizzato grazie a iniziative che contrastavano e contrastano impunemente con leggi, regole e consuetudini di molti Stati che o non hanno reagito o l'hanno fatto tardivamente e blandamente, quasi controvoglia.
Nessun imprenditore, per quanto spregiudicato, penserebbe a progetti del genere, a meno che...
A meno che fosse la punta avanzata di un pool di/dei servizi che qualcuno, forse sempre gli stessi che hanno inventato gli Stati, manovra a proprio piacimento.
D'altronde le due guerre mondiali e quella fredda hanno partorito una miriade di servizi segreti e affini: bisognava pur usarli in qualche modo.
La genialità da riconoscere sta nell'indurre schiere di cittadini illuminati e volenterosi a scalare le vette della scienza e del sapere per battersi fieramente tra loro, prendendo a pretesto aspetti che finiscono immancabilmente per rivelarsi ininfluenti abbagli.
La stampante magica (italiana, cinese, giapponese, quella che volete) non risolve i problemi, casomai li aggrava ancora di più. Finché si stanca moneta fiat non ancorata ai metalli preziosi è inutile qualsiasi misura economica in tal senso.
Abbiamo vissuto un paradosso. Con le stese norme che contemplano la libertà dell’iniziativa privata, con la possibilità, però, di riservare alla mano pubblica servizi e beni essenziali; la dichiarata valorizzazione sociale della proprietà, con la possibilità di avocarla per fini superiori; con l’esaltazione dei contratti collettivi di lavoro; con la tutela del credito e del risparmio delle famiglie e con altre norme che contemplavano insieme principi del liberismo con principi del “capitalismo”, l’Italia dalla fine della guerra ha potuto realizzare la ricostruzione e lo sviluppo economico.
Dalla caduta del muro di Berlino (con tangentopoli) sono state implementate politiche che sono andate a sovvertire lo stato economico sociale esistente in direzione della concentrazione del capitale e della accondiscendenza ai voleri di potentati sovranazionali.
Il tutto, con quelle norme costituzionali che sono rimaste inalterate.
La riflessione evidentemente è di natura prettamente politica: chi e perché ha operato in direzione degli oligopoli e della atomizzazione del consumatore? rimasto quest’ultimo senza tutele collettive e con servizi essenziali pagati secondo la logica esclusiva del profitto.
Senza una classe politica capace di ritornare allo spirito della Costituzione che aveva brillantemente enunciato una posizione di equilibrio tra privato e pubblico non sarà possibile uscire dal fosso in cui questo Paese giace.
Facciamo un gioco. Spiegami quali sono i criteri per distinguere un'ente pubblico da una società privata.
Se vuoi parto io
1) se viene istituita tramite una legge: è pubblica
2) se i vertici vengono nominati dal governo o dal parlamento o dal Presidente della Repubblica: è pubblica
3) se gli utili finiscono nelle casse del governo: è pubblica
Il mio non era un post sui mondiali ma una risposta alla domanda finale di Venusia 34.
Mi dispiace che ti abbia dato fastidio...
0) Se le persone sono obbligate a finanziarlo o a sottostare alle sue decisioni senza possibilità di rifiutare, siamo già più vicini allo Stato che al mercato, indipendentemente dalla forma giuridica.
Il problema sta nell'accentramento del capitale. Della liquidità e quindi del potere politico che si traduce in protezione per i fori e schiavitù per i deboli.
Non credo serva piú liberismo. Serve lo smembramento delle grandi corporation. Serve un sussulto etico che impedisca il prestito del denaro a strozzo, la creazione di denaro da parte dei privati, la ricchezza nelle mani di pochissimi individui.
Si perché ormai non si tratta piú nemmeno di multinazionali o famiglie, ma proprio di singoli individui che hanno piú denari (e quindi piú potere) di interi stati.
Serve far capire alle persone che quando si parla di "esproprio dei beni"non ci si riferisce alla automobile con cui si va al lavoro (che con euro 4, 5 ,6 ,7 di fatto l'hanno giá espropriata piú volte a loro favore).
Serve far capire che lo 0.7% degli uomini(?) sta impedendo al restante 99.2% di vivere felicemente.
Ma in qualche modo la gran parte degli schiavi si identifica con questi disturbati mentali (si perché questi livelli di avidità e prepotenza sono da disturbo mentale) e li sostiene e li protegge... come se avessero interessi coincidenti.
Ecco, é questa la catena che si dovrebbe spezzare.
Non si tratta di aumentare la velocità della crescita(?) permettendo a qualche giovane inventore di Instagram di prosperare (e non mi pare sia andato via povero). Si tratta di rallentarla per permettere a tutti di goderne di un pezzettino.
Credo di non essere d'accordo con gran parte dello scritto di Bellini.
poi
Grazie comunque della riflessione.
Se la proprietà è del Ministero del Tesoro è pubblica, se invece appartiene a (un nome a caso) Mr. Rothschild, è privata.
Dante Bertello.
Ok, questa è pubblica o privata?
… o di un sistema che è libero ma fino a un certo punto…
… è la modernità bellezza…
… oggi dovremmo cambiare un famoso titolo di Fromm:
… “Avere o essere?” con “apparire o essere”…
Mi pare un caso da manuale di benaltrismo.
La moneta e' importante, chi lo nega? Ma ci sono comunque anche tante altre cose, e mi pare che questo articolo si riferisca a quelle.
Se un regolamento del cazzo dice che dall'anno prossimo io non posso piu' girare con il diesel, la moneta non c'entra una ceppa.
Gli diamo quindi il Nobel perchè ha scoperto l'acqua calda?
Ribadisco ciò che ho scritto mesi or sono:
Il livello del sito è crollato miseramente.
Basta vedere chi sono i commentatori più assidui.....
Voglio capire
E la Banca d’Italia?
La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico e il suo capitale non appartiene allo Stato italiano, ma a banche, assicurazioni e fondazioni bancarie. [1, 2]
Che sono tutte in larga parte private…poi scrive anche:
"Nonostante le quote appartengano a soggetti privati o misti, l'istituto è totalmente autonomo e indipendente. Nessun partecipante privato può interferire con le sue funzioni istituzionali, che sono strettamente regolate dalle leggi italiane ed europee. [1, 2, 3, 4, 5]"
Totalmente autonomo ed indipendente da chi? Da chi nomina il CdA? Chi ci crede a questa balla?
#59 bandit
Chi credi li inventi i “regolamenti del cazzo”? I politicastri?
#62 Venusia
Dante Bertello.
Le banche fanno la loro parte ma dare la colpa solo a quelle e' un grande errore.
La questione BC pubblica/privata e' vacua. Si tratta di un ente ibrido, un unicum. Un "privato" puo' essere reso quasi-pubblico, e un pubblico puo' essere quasi-privato, a seconda delle specifiche regole che lo disciplinano.
... se fosse vero che il livello del sito è crollato miseramente...
... la colpa non può essere imputata ai commentatori più assidui...
... ma al contrario a quelli "bravi" che non si degnano di commentare...
... forse che le loro perle di saggezza sono sprecate tra noi porci?...
... forse che c'é qualcuno poco simpatico con cui non si vuole interagire?...
... penso che la cosa migliore da fare sia commentare senza dare patenti...
... non c'é un voto o una licenza per poter commentare su LC...
... se le tue tesi sono di livello superiore alla media... illuminaci, ma senza lamenti...
... recentemente ho avuto uno scambio ruvido ma cortese con Primadellesabbie...
... anche lui come te lamentava un basso livello...
... potreste avere entrambi ragione... anzi lo spero proprio...
... sono pronto a leggervi... ma senza distribuire livelli, patenti...
... o esami di ingresso...
... mostrare chi ce l'ha più lungo la sa più lunga non credo interessi a nessuno...
... buona vita a tutti...
A rovinare le squadre non sono solo le mele marce , ma anche le prime donne !!!
Stammi bene Dante Bertello e non fare il permaloso
Hanno tirato fuori la balla delle auto elettriche per mettere le aziende automobilistiche in difficoltà economica e poter essere così svendute ai banchieri.
La finanza fa i migliori affari quando ci sono le crisi.
Un Rothschild disse più di cento anni fa: “tutto il nostro oro è frutto di oceani di lacrime e di sangue”.
#65 Cassandro
Dante Bertello.
Mi ricorda un po' il discorso degli eurinomani che da più di 20 anni ripetono il mantra del "l'Europa (intendendo l'UE) non funziona, quindi ci vuole più Europa! (intendendo sempre l'UE)".
Tutto ciò significa non conoscere la teoria, non conoscere la storia e non conoscere come gira il mondo.
E soprattutto non avere la minima coscienza di classe, che forse è la cosa più triste di tutte.
Come ho scritto in decine di post, quella del "libero mercato" (quello vero, eh!) che favorisce i piccoli, che alloca al meglio le risorse, che si "autoregola" (e qui mi scompiscio davvero), è giusto la favoletta da raccontare agli sprovveduti prima di rubargli pure le mutande. Saranno nudi ma almeno saranno contenti di fare la fame, nel nome del santo mercato!
In sintesi: chi non sospetta che all'origine del male ci sono esattamente il neoliberismo e l'ultracapitalismo finanziario, non potrà mai avanzare delle "cure" ad esso né tantomeno rappresentare un pericolo per lo status quo. Al massimo può aspirare ad essere un utile idiota.
Se qualcuno avesse l'insano desiderio di avere dettagli sulle mie opinioni in merito:
Le radici del male #26
La farsa della democrazia #77
LA SEDE DEL POTERE #236
NEONEGAZIONISTI
Sara' come dici tu.
Pero' qui non stiamo discutendo su chi tira le fila - ammesso che il vertice ultimo della piramide sia un soggetto unico, con una indentita' definita ("La finanza")
Stiamo dicendo che:
- nell'economia attuale il "libero mercato" e' presente si e no in tracce.
- Sarebbe auspicabile una quota di liberta' molto maggiore - ma e' improbabile che questo si realizzi perche' stiamo viaggiando nella direzione opposta.
ma scusate, perché state litigando? Tutti affermate che il problema dell'economia é la concentrazione del potere nelle mani di pochi avidi, che si mettono in tasca politici e istituzioni. Tutti noi vorremmo che le nostre Banche Centrali siano nostre, oppure qualcuno sostiene che "meno male che la BCE ci impedisce di avere la sovranitá monetaria."?
Io qui vedo la gente litigare perché lo stesso sistema che uno definisce fascista l'altro lo chiama liberista. Capisco che ci sono delle differenze, ma non ne farei un dramma. Oppure litigano perché uno dice che le Banche Centrali sono pubbliche e l'altro private. Anche lí, ammetto che vi siano implicazioni importanti, ma mica cambia il fatto che le banche vendono un bene che non esiste, e lo vendono carissimo!
E' capitato anche a Marx di dire una cosa giusta: una concorrenza senza limiti produrrà l'effetto di un unico padrone di tutto.
La "concorrenza che annulla se stessa" è peraltro ripresa da un pensatore di ben altro spessore rispetto al fancazzista ebreo rivoluzionario e cioè da Pio XI nella "quadragesimo anno" (dove usa anche parole assai dure contro il capitalismo finanziario).
In pratica la concorrenza è un sistema che prevede in partenza vincitori e vinti, i vincitori (e non diciamo come hanno vinto, perché hanno usato ogni mezzo) si sono comprati i media, i politici, le leve di ricatto contro ogni istituzione e adesso Bellini si sveglia dicendo che che gli effetti del liberismo vanno contrastati con più liberismo.
Mi ricorda tanto gli oncologi che di fronte ai pazienti che stanno morendo di chemio additano come soluzione l'aumento dei dosaggi di chemio.
Inoltre afferma
Però il tanto vituperato stato viene invocato come ancora di salvezza ai problemi generati dal liberismo stesso.
Tra l'altro lo stato che pianifica l'economia si è visto ben poche volte nella storia (i celebri piani quinquennali dell'URSS) e credo che nessun economista odierno si ispiri a quel modello, ma per giustificare le sconcezze liberiste si cita sempre quel caso come se fosse l'unica alternativa, quando invece è un'eccezione.
Un po' come quando il Mazzucco di turno dice di avere dei dubbi su una versione ufficiale di qualche evento e gli rispondono che piuttosto che credere che la terra è piatta è meglio seguire le versioni ufficiali.
Passiamo alle altre
La BCE è di proprietà delle varie Banche Centrali dei Paesi dell'area euro tra cui la Banca d'Italia.
La Banca d'Italia è nata come società privata e nel 1936 fu Mussolini a nazionalizzarla.
Quando negli anni '90 sono state privatizzate le banche commerciali che avevano versato il capitale per la fondazione della Banca d'Italia, non è stata privatizzata la Banca d'Italia. Le quote detenute sono il diritto di ottenere dalla Banca d'Italia un rendimento sul capitale versato.
I soldi stampati sono dello Stato. Gli interessi generati sui soldi stampati sono dello Stato.
Le banche commerciali che hanno le quote della Banca d'Italia non hanno alcun diritto sul patrimonio della Banca d'Italia ma solo il diritto di ricevere un rendimento dei soldi che hanno versato alla Banca d'Italia in origine.
Per quanto riguarda la Fed, non è obbligatorio, ma una banca commerciale può entrare nel sistema della Fed versando un capitale che non le verrà mai più restituito. In cambio riceverà il 5% all'anno di rendimento su quel capitale. Alcuni membri della Federal Reserve System viene nominato anche dalle banche private soprattutto per quanto riguarda la vigilanza bancaria.
Per la parte che riguarda la politica monetaria, i membri pubblici sono sempre in maggioranza.
I soldi stampati dalla Fed appartengono agli Usa, gli interessi generati dai soldi stampati, al netto del costo di funzionamento della Fed (stipendi, palazzi, beni e servizi) e al netto del 5% sul capitale versato dalle banche private viene girato al Ministero del Tesoro del governo americano così come succede per gli utili di tutte le banche centrali del mondo che io conosco perché di fatto sono tutte entità pubbliche il cui governatore viene nominato dai poteri pubblici
Piuttosto il vostro pensiero è riassumibile in "il liberismo non funziona, vogliamo più liberismo!".
Ottimo, continuate così.
Continuate a guardare il dito e non la luna: non serve più che sia privata. Il modello BoE è divenuto il modello di ogni BC del mondo, con il sistema debt-based moderno. Il problema è la moneta a debito in sé.
Una BC che sia "pubblica" (si fa per dire) ma indipendente (da chi, dal governo ovviamente, cioè dalle regole democratiche) è una contraddizione in termini. E' indipendente dal governo ma non indipendente da ALTRI, cioé dai veri beneficiari del debito. Una BC indipendente già è una cessione di sovranità monetaria.
E' lo stesso discorso di quando si parla (anche qui sopra) dell'economia in termini asettici, come se fosse una scienza pura scevra di interessi di classe, ovvero slegata dalla politica.
Tutti specchietti per allodole, compresa l'idea truffaldina che esista un "vero liberismo" giusto e salvifico. La Storia non insegna questo.
L'Antitrust ad esempio non è un'istituzione generata dal mercato ma esterna ad esso che serve a farlo funzionare. Come ho detto lo Stato deve fare l'arbitro e questo ruolo non può essere svolto da nessun altro.
C'è l'idea che un sistema tende a conservarsi. Questo è falso. Ogni sistema tende a degenerare senza l'intervento di persone intelligenti. Ecco perché la democrazia non può durare se il popolo non è disposto a difenderla e nemmeno il libero mercato può nascere e continuare senza una continua supervisione ed intervento.
L'idea generale è: "ma a me chi me lo fa fare?". E piano piano la degenerazione ci porta a situazioni che decenni prima sarebbero state inaccettabili
Prima di fare la morale sulla coscienza di classe e dare dell'utile idiota all'utente che ha aperto il thread, apri un libro di storia che è meglio.
1) Il fatto che nel '92 ci fu un golpe socio-economico-politico non significa certo che non fu preparato e pianificato molto tempo addietro. Non sto parlando di un fulmine a ciel sereno caduto tra il 31 dicembre 1991 e il 1 gennaio 1992.
2) Gli amanti del debito-che-opprime-le-future-generazioni dovrebbero apprendere, se non fossero abbastanza grandicelli per aver vissuto quegli anni, che il debbbito "esplose" non per le gravissime colpe di quei mascalzoni che hanno portato l'Italia ad essere tra le prime potenze mondiali in pochi decenni dalla distruzione del dopoguerra, bensì a partire da una data precisa, il 23 agosto 1982.
EDIT: 12 febbraio 1981 (sorry, ricordavo male)
Quindi torniamo a bomba: chi e in nome di quale ideologia volle fare esplodere il debito a partire da quella data?
La domanda non è per te, che da studioso di storia dovresti già conoscere la risposta.
EDIT: Non so su che razza di libri studi tu, ma in questa frase c'è un concentrato di castronerie tale che posso solo immaginare quanto siano affidabili.
Se per te precisare e ricondurre alla realta' significa "difendere", allora si, l'ho fatto tante volte.
Se invece parliamo di difendere in senso proprio, allora non troverai nessun commento mio in cui l'ho fatto.
EDIT: (Avrei dovuto limitarmi a sottoscrivere in toto quanto scritto dall'ottimo Melville #22, o quotare le più pacate critiche di eco3 #9, #12 e peo2001 #54, le considerazioni di paesenuovo #49, lo scenario descritto da Gimi #16 e associarmi agli auspici di Stonefish59 #26 e di nardicar #57.
Però, come saprai, "utile idiota" non è un offesa, è un termine tecnico che designa chi, inconsapevolmente, aiuta il "nemico")
Fu solo molto tempo dopo che la BoE venne criticata anche dai liberali, e si arrivò all' "indipendenza" delle BC di cui sopra.
Siamo IN tema alla grande.
Oggi i caratteri dottrinali non fanno più riferimento a un sistema politico con le sue istanze etiche e teoretiche. Le vecchie ideologie sono andate in pensione e al loro posto si sta affermando un sistema mediatico che si affida agli slogan. Nel nuovo modello narrativo è il fascino della suggestione a dettare legge. Le vecchie ideologie avevano preparato il terreno al conformismo della platea mediatica, ma non si erano spinte oltre un certo limite, avevano creato gli steccati entro i quali la popolazione poteva pascolare, ma lasciando intravedere interpretazioni alternative come terreno di confronto. Ormai non ci sono più assunti teorici o riferimenti ideologici. Il modello è quello della pubblicità commerciale con le sue formule e le sue parole d’ordine da accettare a scatola chiusa. La censura opera in modo preventivo con l’utenza che collabora come garante della ortodossia mediatica.
I lettori amano il sito web che hanno adottato e che diviene il luogo sacro dispensatore di verità, una Bibbia in grado di offrire certezze, una coperta di Linus che infonde sicurezza e offre protezione. I sistemi digitali rappresentano la nuova realtà di un attore sociale che li adotta come valore di riferimento. Siamo di fronte a un cambiamento epocale del quale ancora non sappiamo quali saranno i futuri sviluppi.
Quarant’anni fa non avrebbe fatto presa la fiction pandemica, non c’erano ancora le condizioni perché i sistemi elettronici fossero in grado di programmare la popolazione. Senza lo sviluppo del mondo digitale e il suo impiego in tutti gli ambiti, il Covid sarebbe stato smascherato come un falso. La platea mediatica non era ancora immersa in un sistema digitale pervasivo, non era ancora sottoposta a una sistematica radiografia dei suoi comportamenti. Le radiofrequenze non potevano ancora attivare da remoto le sostanze inoculate con i vaccini.
La diffusione capillare dei sistemi elettronici ha reso possibile una organica manipolazione mentale della popolazione. Telefonino e pagamenti digitali hanno educato la popolazione al nuovo ordine mondiale e hanno implementato la fiction Covid che prima non aveva ancora i requisiti per affermarsi nell’immaginario collettivo. Con lo smartphone si è resa possibile quella dipendenza in grado di programmare l’utente. I padroni del vapore sanno che il pianeta potrebbe collassare con i cambiamenti climatici, hanno predisposto i correttivi con l’intelligenza artificiale.
Un piano di tale portata non sarebbe stato possibile senza il concorso di tutte le superpotenze e i loro alleati. La narrativa pandemica ha lentamente fatto presa nel corpo sociale. I sistemi elettronici hanno avuto una importanza determinante per rendere credibile la fiction Covid. Lo smartphone rappresenta lo strumento di controllo e di persuasione più efficiente che sia mai stato ideato. Quale sarà il finale della telenovela? Un flop colossale o una tragedia collettiva?
Liberismo e statalismo sono le due facce della stessa medaglia, elementi intercambiabili del nominalismo economico, etichette e convenzioni linguistiche che servono a illudere l’utente, espedienti per semplificare la realtà con slogan e formule suggestive. Dietro le difformi dottrine economiche c’è l’identica realtà di un sistema dove l’uomo ha valore unicamente come strumento produttivo e come identità monetaria.
Chiedo scusa a tutti per il breve O.T.
@Gimi
O.T. 2
EFFETTO NOSTALGIA.
Per tutti gli utenti che in teoria giocherebbero un altro campionato coi loro commenti super interessanti, e per quelli che > si commentava meglio quando si commentava nel periodo aureo, ci sono due soluzioni:
1) Aprire, previo assenso del padrone di casa, una sezione dedicata a se stessi nello spazio forum, col titolo > I COMMENTI DI (nome utente scontento). In maniera tale che li possano commentare fra loro pari elevati.
2) Aprire un proprio sito. Soluzione più costosa, richiede più tempo, ma li di sicuro ci saranno solo commenti di livello super, mega, ultra, e quindi attireranno i loro pari elevati in grado, creando una riserva di vera conoscenza.
FINE O.T. Chiedo nuovamente scusa all'autore dell'articolo, per essere uscito dall'argomento, ed al padrone di casa per la divagazione fuori tema.
Si può ragionevolmente sospettare che, da qualche parte, si nasconda un potere determinato a impedire con ogni mezzo l'emissione di moneta locale.
Ciò nonostante vari commentatori si dichiarano favorevoli alla emissione di moneta locale, sicuri che questo sia l'unico modo per garantire un certo grado di indipendenza, chiamato pomposamente sovranismo, al Paese che decidesse e riuscisse a emetterla.
Credo che sarebbe opportuno, da parte dei sostenitori di tale teoria, indicare come intendano procedere per riuscire a emettere moneta rimanendo vivi e vegeti abbastanza a lungo da poter portare a termine il progetto.
Alcuni spunti di riflessione:
www.evolutamente.it/.../
toba60.com/.../
toba60.com/.../
toba60.com/.../
toba60.com/.../
toba60.com/.../
Lo stesso Adam Smith definì la BoE come "great engine of state" utile, pur avendo delle riserve sugli eccessi di emissione e sui monopoli.
Le critiche sistemiche dai liberali arrivarono solo secoli dopo, in particolare con la scuola austriaca.
Oh beh.
Quindi il nesso tra moneta a debito e liberismo sarebbe....che la moneta puo' circolare liberamente?
A margine, se ne deriva che alle radici del male abbiamo il libero atto di scambio (con moneta o altro, a questo punto), e il diritto di proprieta'. Ho capito bene?
Hai elencato per sommi punti il carattere della libera circolazione di un bene: libero scambio, libero prestito, libera disposizione (proprieta').
A parte questo giro di valzer, il punto e' semplice.
Il liberismo non e' altro che la condizione che pre-esiste alla coercizione. I mercati - piu' o meno liberi - ci sono sempre stati, non avevano bisogno che arrivassero "i classici" a dargli vita o a dargli un costrutto teorico. E ci sono sempre stati perche' lo scambio e' un gesto del tutto naturale per l'uomo, non appena si formano comunita' con "specializzazioni" produttive diverse. E subito dopo viene il prestito, anche questo volontario.
Nessuno si e' inventato nulla, tranne quelli che vogliono regolare tutto perche' di regolamenti si nutrono.
Io non ho scritto niente del genere. La libera circolazione delle monete è sempre esistita, esisteva millenni prima del liberismo e anche dopo.
I punti che ho sottolineato e che fai finta (?) di non cogliere riguardano CHI emette la moneta (BoE privata), a quali condizioni (debito), con quale discrezionalità (arbitraria) e come la controlla (tassi di interesse).
Saluti
Infatti:
Non poteva esistere una "libera circolazione della moneta prima del liberismo", per definizione.
A quanto sembra per te il liberismo e' arrivato solo quando qualcuno si e' preso la briga di definirlo e farci sopra una teoria.
Si e' parlato di una normativa UE che voleva impedire la vendita e l'affitto di immobili sotto una certa classe energetica. Ecco, con una roba del genere, tu uccidi il mercato immobiliare con una semplice legge di due righe.
Non solo, hai anche creato (o ampliato) artificialmente i mercati delle certificazioni e dell'upgrade energetico, che senza quelle legge sarebbero stati di ben altra scala.
Con una legge, uccidi un mercato e ne crei altri.
E ovviamente alteri completamente il sistema di valori che questi mercati avrebbero, in assenza di tale intervento normativo.
"Come ho scritto appena sopra, il liberismo PRECEDE tutto questo. Il liberismo e' semplicemente lo scambio quando avviene senza coercizione."
Veramente il liberismo prevede e include necessariamente la licenza, a chi se ne senta ispirato, di appropriarsi di beni appartenenti alle comunità insediate nell'area prescelta, che poi trasformati o spostati, possono procurare un reddito.
Compresi tutti gli abusi e le perversioni che sono derivati da autorizzare o adattarsi a convivere con questa licenza.
Questione di mettersi d'accordo sui termini.
Uno scambio volontario e una sottrazione di proprieta' altrui attraverso la violenza sono due cose incompatibili. Per non parlare degli altri abusi.
Se vi fa piacere chiamare queste robe liberismo fate pure, magari gentilmente ditemi allora come dobbiamo chiamare il libero scambio, e poi continueremo con quello.
Col comunismo niente razzismo, niente uccisioni di oppositori, niente rapimenti, niente cellulite e niente corna
Ma allora perché dopo ogni privatizzazione le tasse sono AUMENTATE?
forse perché le privatizzazioni non hanno portato alcun beneficio allo stato e ai suoi conti?
- se appartenessero allo stato questo li spenderebbe e basta senza indebitarsi
- basta leggere cosa c'è scritto sulle banconote: non c'è scritto USA o Italia, c'è scritto FED e BCE
2) Quelli che le banche centrali girano allo stato non sono i soldi e gli interessi, come scrivi tu, ma gli utili a bilancio.
E QUI sta il punto.
Quando una BC crea del denaro e lo presta in cambio di titoli di debito dello stato, le operazioni sono tre: -1 crea il denaro -2 segna al passivo il denaro che esce in prestito -3 segna all'attivo i bond statali ricevuti in cambio del denaro prestato.
Ma di tre operazioni ne vanno a bilancio solo due: il denaro che esce e i titoli che entrano, l'attivo della creazione del denaro non viene registrato da nessuna parte, quindi il bilancio è FALSO e l'attivo fuori dai conti è quello che andrebbe retrocesso allo stato e che parificherebbe il suo debito pubblico.
La storia che la BC retrocede gli utili allo stato è falsata da questa contabilità truffaldina, perché gli utili sono decurtati della parte maggiore, ovvero la creazione del denaro.
Viceversa se io posseggo beni o qualifiche di cui c'è troppa abbondanza posso al massimo sperare di svenderle.
In tutto ciò che libertà ci sarebbe?
I liberisti rispondono che, a lungo termine, il mercato si riequilibra, a lungo termine dopo catastrofi sociali, enormi sprechi di risorse, creazione di conflittualità e di una classe di privilegiati che non capisco in che modo possa essere utile alla collettività.
Ergo, piuttosto che attendere il lungo termine (Keynes rispondeva "a lungo termine siamo tutti morti") meglio un sistema di incentivazione, disincentivazione delle competenze e delle produzioni e repressione della soverchia ricchezza, piuttosto che attendere che magicamente, a babbo morto, la mano invisibile compia il suo lavoro.
Aggiungo che questa funzione veniva svolta molto bene dalle partecipazioni statali, che andavano a colmare lacune produttive che il privato aveva lasciato, nonché fungevano da meccanismo di sostegno degli stipendi minimi (se il privato li avesse abbassati troppo, tutti i dipendenti migliori si sarebbero spostati nel pubblico).
E come secondo agente di equilibrio, dalle aliquote progressive.
"Questione di mettersi d'accordo sui termini."
Prima che sui termini bisogna accordarsi sulla sostanza delle cose, e si deve imparare l'italiano, a leggere e a uscire dalle ristrettezze della cultura dominante prima di replicare a un commento, a ragione o a torto.
La violenza, alla quale non ho fatto volutamente cenno , è implicita nell'appropriazione di un bene comune che, comunque sia avvenuto o avvenga, è sempre un abuso e una sopraffazione, anche se rispettosa di leggi studiate proprio per facilitarla e poterla imporre.
Nessuno è titolato a privarsene, essendo destinato, in assenza di iniziative "liberali", a rimanere a disposizione della gente insediata in quel luogo e dei suoi eredi.
C'è traccia che il concetto fosse stato inteso giustamente, e ovviamente disatteso dall'esistenza di enormi proprietà private, in certe leggi che vigevano addirittura nell'Impero Asburgico e che sono ancora in vigore in alcuni territori finiti per appartenere all'Italia.
PS - Francesco Saba Sardi, un intellettuale italiano morto nel 2012, fa risalire il regime di violenza che caratterizza l'attuale cultura al neolitico, proprio all'epoca dell'introduzione dell'agricoltura e della conseguente necessità di "possedere" la terra (volendo, si veda il suo "Dominio. Potere, Religione, Guerra").
Gli utili vengono percepiti dal proprietario, quindi anche l'Attivo di bilancio della Banca Centrale appartiene allo Stato anche se ogni anno la Banca Centrale si limita a girare al governo solo gli utili.
Non ti basta la liberta' di decidere se oppure no partecipare a quella transazione, da entrambi i lati? Mi, che razza di liberta' vuoi?
Se tu hai un talento unico e tutti sono disposti a pagarti per "averlo", non e' colpa di nessuno e non si fa del male a nessuno.
Tu diventerai ricco, e quelli che ti hanno pagato lo hanno fatto volontariamente.
E' una ovvieta' e puo' dispiacere a qualcuno, cosi' come puo' dispiacere che ci sia la forza di gravita' e non si possa volare.
Oppure si cerca la contrastare la cosa in vari modi e creando altrettante scappatoie e distorsioni, che e' quello che stiamo dicendo.
Io parlavo di beni privati. Tu parli di un "bene comune" che cambierebbe proprietario e destinazione.
Ti riferisci alle privatizzazioni?
Quelle vengono fatte con criteri truffaldini, i politici, oh ma che strano, fanno i regali agli amici. Come evitarlo? Semplice: lo Stato non dovrebbe avere nulla di "privatizzabile", perche' dovrebbe possedere solo gli strumenti essenziali al suo lavoro (a sua volta essenziale). Quindi tribunali, edifici pubblici ecc.
I resto non deve passare per lo stato, e quindi rimanendo ai privati e' oggetto di scambio volontario punto e basta.
Se poi invece lo stato invece si mette ad operare sul mercato come fosse un privato, beh, ci manca solo di dare la colpa ai liberisti.
PS - quanto alla violenza, meriterebbe menzione anche quella che si fa quando si nazionalizza un bene privato, no?
Il punto rimane la volontarieta' dello scambio. Se io privato ho un bene e tu stato (o predatore) mi espropri, stai agendo contro la mia volonta' e mi stai facendo violenza - che sia fisica o meno.
Quando si privatizza un bene il singolo non riesce ad esprimere una volonta' specifica, ma lo fa attraverso il "meccanismo democratico", che e' quello che agli statalisti piace tanto e che si usa appunto per disporre dei beni pubblici. Quindi, la cosa non dovrebbe procurare particolare turbamento a chi preferisce il meccanismo stato-politica a quello del libero interagire tra privati.
Io ho parlato di libero scambio dando per assunto che esista la proprieta' privata. Da li' in poi, finche' lo scambio e' volontario non si puo' parlare di violenza (salvo casi estremi che qui non aiutano: stiamo sulla sostanza).
Se togliamo la proprieta' privata allora non ha nemmeno senso parlare di libero scambio. Si parlera' di quanto la proprieta' privata sia un bene o un male. "Non possiederai nulla e sarai felice". Altro capitolo, per quanto mi riguarda.
In ogni caso, tornando al tuo esempio inziale, la comunita' stessa e' titolata eccome a decidere se vuole cedere un bene comune a terzi o redistribuirlo in qualche modo tra i membri stessi. Non gli e' mica assegnato in perpetuo per volonta' divina. Semmai si tratta di discutere di quali sono le forme di espressione della volonta' in un caso del genere.
Poi non venitemi a dire che chi spaccia disinformazione non sia un utile idiota, perché è il minimo sindacale. E ribadisco che non è una offesa.
Non c'è niente da discutere su questo. Tantomeno con te, che dovresti fare pace con le definizioni.
Visto che sono stato accusato di non portare argomentazioni, cito (per pigrizia) un estratto della risposta che a suo tempo avevo dato proprio a BELLINI su questo tema, il 28-05-2025
L'impianto ideologico si, e' recente, ma quello non ha fatto altro che dare descrizione al fenomeno, con una qualche veste di eleganza intellettuale.
Sarebbe come dire che la depressione psicologica e' nata nel 1700 perche' li' la hanno definita, e concludere che prima non esisteva.
Il libero scambio (ovvero il libero mercato) e' un fenomeno che origina nelle notte dei tempi e la vedo dura dimostrare il contrario. E ci sarebbe in parte anche oggi, anche se non fosse arrivata l'impalcatura ideologica qualche secolo fa.
Inoltre il problema e' facile da bypassare: come avevo gia' detto, cambia pure la definizione come vuoi. Io sto parlando di libero scambio in un contesto in cui l'intervento statale (o di altre autorita' esterne ai contraenti) e' minimo perche' a fare premio e' la volonta' delle parti. Quindi, tornando agli immobili, se io ti voglio vendere una casa senza passaporto energetico, e tu la vuoi comprare sono stracazzi nostri e non esiste una legge che ci impedisce di farlo.
Io parlo di questa roba qui.
Se per te liberismo non e' il nome adatto, daglielo tu il nome.
Il fatto incontroveribile e' questo: se due parti vogliono scambiare per i cazzi loro, se non c'e' coercizione avra' luogo un libero scambio. Se invece c'e' coercizione, non c'e' libero scambio.
Quindi il libero scambio e' quella roba che c'e' se non introduci la coercizione.
Sara' un po' semplificata, ma dovrebbe funzionare.
Il tema, tra noi due, era la moneta a debito e tu mi vuoi portare a parlare continuamente del libero mercato, che meriterebbe tutto un discorso a parte.
Rispondimi sulla moneta a debito.
Brevemente: come dici anche tu, il libero mercato, e in particolare il libero scambio della moneta di cui parlavamo, c'è sempre stato ma nessuna delle civiltà antiche era liberista. Questo già ti dovrebbe bastare per capire che la tua vaga idea del libero mercato non è sufficiente a definire il liberismo.
Non ho voglia e tempo di dilungarmi su questo ma la differenza sostanziale risiede nel sistema istituzionale specifico del liberismo basato su principi precisi (rule of law).
Mi porti un esempio di quegli psicopatici di Bruxelles, che sono dei fantocci in mano a lobby e multinazionali. Chiediti invece perché sono dei fantocci e chiediti a cosa serve Bruxelles (e su quale ideologia è basata).
Io ti potrei portare mille esempi positivi di sospensione del libero mercato a discapito di profitti e speculazioni.
Dal grano al gas, dal petrolio alla CO2, dall'elettricità alle banche: loro speculano e fanno decine di miliardi di profitto, senza muovere un dito, mentre drenano la ricchezza del 99%, che si fa il culo ogni giorno lavorando.
Avere una idea immaginifica del liberismo non vi impedisce di essere depredati ogni secondo della vostra esistenza.
Se consideriamo le aziende fino a 250 dipendenti si arriva ad oltre l'85 % di tutti i dipendenti.
Dove sono le grandi aziende e le multinazionali che stanno alla larga da un paese iper-statalista come quello Italiano ?
Esistono solo nei deliri di Landini che pensa di essere un Fantozzi degli anni 70 arrabbiato con le grandi aziende e direttori galattici duca-conte.
Il mancato ricambio generazionale delle piccole e medie imprese sta arrivando.. e sarà una tragedia immane.
D'altronde il figlio 30-40 enne del piccolo medio imprenditore farà benissimo a chiudere la baracca.. e si godrà, magari all'estero, i 4 spiccioli ricevuti in eredità.
Beata ingenuità, a volte è un peccato cercare di risvegliare certe persone che si sono costruite tutto un mondo su basi di fantasia infantile, ma poi se ci si prova si scopre l'arrogante pretesa di imporlo.
Il mercato non è mai stato libero, se non in casi limitati e specialissimi, il territorio e i suoi prodotti hanno avuto, fin dai tempi dei sumeri, un signore e proprietario in grado di conservare i prodotti che poi distribuiva secondo la sua volontà, i sacerdoti egiziani quando decidevano di affamare un villaggio per punirlo cessavano di inviare e distribuire le derrate alimentari, esistono documentazioni puntuali.
I mercanti che si spostavano nel medioevo avevano autorizzazioni e lasciapassare e i mercati richiedevano una complessa preparazione.
Il possesso e il conseguente uso del denaro era legato alla condizione sociale, chi pensa che se un poveraccio che avesse trovato in un fosso una moneta d'argento potesse disporne è fuori strada.
L'obiettivo è lasciare le persone libere aiutandole a diventare consapevoli
Costringere o manipolare le persone perché queste facciano il loro bene è già un torto alla libertà e alla verità
Quindi Cristo è stato un pessimo soggetto.
Lui non lo sa se il vaccino ti farà bene o male però ti dice che lui sa che ti farà bene e ti costringe anche a farlo
Se il liberismo e il minestrone fanno bene, bisogna comunque lasciare sempre le persone libere di scegliere.
E credo che Gesù Cristo sia d'accordo
Si tratta di toni di grigio, e si tratta di affermare principi: meglio piu' liberta' che meno.
Io non ti ho mai offeso e ho parlato solo di contenuti. Offendere su un social e' troppo facile e chi lo fa si qualifica da solo.
Per inciso, io non voglio imporre una beata mazza, semmai quelli che vogliono imporre sono quelli che vogliono piu' regole applicate con la forza.
Ah!
Mi sembrava di aver ripetutamente letto, sopra, un'affermazione in senso opposto, rinforzata dall'asserzione che la libertà di scambio sarebbe esistita dalla notte dei tempi, a sostegno di una tesi.
(Sottoscrivo la tua affermazione che ho riportato sopra, e vorrei aggiungere che la condizione umana non contempla la libertà se non in modo relativo, ma è un discorso lungo e delicato e in questo contesto temo di essere frainteso).
"...Devi sempre aggiungere la stoccatina sul personale nei tuoi commenti?..."
Mi scuso, ma credo sia utile provare a descrivere l'improvvisato quadro culturale nel quale prosperano certe tendenze.
Con quanta liberta', dipende: nella storia ne abbiamo viste di tutte, e talvolta la liberta' e' stata molto ampia, talvolta molto ristretta, talvolta nulla.
Oggi per dire, tra le altre abbiamo un paese "liberista" come gli Stati Uniti che applica restrizioni allo scambio per motivi politici (dazi, sanzioni).
Ti invito a non confondere la ricerca della semplicita' con la carenza di cultura. Si fa molta fatica a capirsi.
Qualcuno, credo Dante Bertello, ha tirato fuori la moneta, e io ho detto che si tratta di un tema laterale rispetto al liberismo. Poi a te, che insistevi, ho chiesto il nesso. Dai miei post successivi dovrebbe essere abbastanza chiaro di cosa parlo.
La moneta e il credito meriterebbero una trattazione a se'.
Adesso parliamo della realtà.
Le merci decisive oggi sono quelle che consentono il controllo.
1) la merce militare:
qui succede che Se tu hai un talento unico e tutti sono disposti a pagarti per "averlo" non tutti sono disposti a pagare e preferiscono farti la guerra o organizzarti una rivoluzione in casa o rapire il presidente con un'azione di commandos e dire che il petrolio (la tua risosrsa unica) non è tuo, è mio.
Di fatto i talenti unici decisivi risultano essere la forza violenta e la mancanza di scrupoli nell'adoperarla.
Scendendo di livello
2) il ricatto:
questa è un'azione squisitamente economica che si svolge tipicamente così: Se tu hai un talento unico fai un brevetto e nessun capitalista te lo lascia sfruttare, a meno che non glielo ceda in cambio di un modesto stipendio. Puoi tentare di realizzarlo in proprio (sempre che tu voglia fare l'imprenditore cosa che non tutti i talentuosi sono capaci di fare) chiedendo un prestito alla banca (che non te lo darà perché è di proprietà dello stesso capitalista che ti sta ricattando), insomma i talenti reali, quelli legati al merito, non costituiscono il lato corto decisivo nello scambio.
Nell'economia di mercato di cui siamo spettatori da vari secoli, il lato corto dello scambio è rappresentato da situazioni che non recano con sè alcun merito: posizioni di rendita, come - la banca, perché ha facoltà di comprare aziende coi soldi degli altri (i correntisti) e prestare a interesse senza privarsi di nulla, come - le concentrazioni di capitali, storicamente createsi grazie alla tratta degli schiavi, grazie alle guerre, grazie alle truffe e all'insider trading e ripulite dallo scorrere del tempo, in cui il merito precipuo del beneficiario è averle ereditate.
3) la corruzione dei politici:
nei tuoi commenti precedenti citavi le leggi che stravolgono i mercati (es la certificazione energetica degli immobili) come se queste fossero iniziative che giungono dal mondo politico che per utopismo o per divertimento alle spalle dei cittadini si inventano iniziative inopportune.
Guarda caso i politici che fanno il peggio per noi sono quelli addestrati alla scuola per nuovi leader del forum ECONOMICO di davos, cioè il mercato corrompe la politica, pagando campagne elettorali a chi farà l'interesse dei privilegiati economici, istituendo scuole per burattini e boicottando coi loro media chi vorrebbe fare davvero l'interesse della gente.
In pratica il ciclo è questo: il libero mercato prevede vincitori e vinti.
I vincitori diventano dei privilegiati.
A questo punto i privilegiati fanno di tutto per mantenere lo status quo e conservare i propri privilegi, anche distorcendo e limitando il libero scambio.
Il liberismo distrugge se stesso (ed è sempre capitato) perché ogni ciclo generazionale non riparte da zero, ma comincia con opportunità totalmente impari.
Cito Amartya Sen (premio nobel per l'economia 1998)
dopo aver osservato che l'asimmetria informativa da sola, mina alle fondamenta i principi del libero mercato, aggiunge: il "teorema fondamentale" sarebbe utilizzabile solo se fosse politicamente possibile ridistribuire le risorse tra la popolazione in un modo qualsiasi che fosse richiesto da considerazioni di ottimalità sociale.
In pratica espropriare e ripartire da pari opportunità.
Per finire, a parte che resto perplesso di fronte alla libertà bilaterale di vendere e comprare droga, veleni, esplosivi e altre merci potenzialmente molto nocive, ma l'idea di totale libertà nello scambio bilaterale funziona solo nel hic et nunc cioè nell'esempio limitato ai due operatori avulsi dal contesto e dalla storia, quindi un esempio puramente teorico e non reale, un esempio utopistico.
E perché avvenne l’attacco alla lira? Per poter comprare a prezzo più basso i “gioielli di famiglia” che dovevamo svendere, non perché ve ne fosse un reale bisogno, ma perché erano molto appetiti dalla finanza internazionale.
Grazie a Soros noi adesso paghiamo l’IMU, e Prodi invece di denunciarlo gli fece ottenere la Laurea ad Honorem dall’Università di Bologna..
Dante Bertello.
Fai come ti pare, ma non è meglio e più semplice riconoscere che hai voluto sostenere tesi insostenibili, anziché applicare improbabili pezze ovunque per poter riusare in futuro un vestito irrimediabilmente logoro?
Sul resto ora non ho tempo, replichero' piu' tardi.
Quasi tutte queste bigiotterie erano fonti continue di debiti e sprechi dove la CGIL sguazzava benissimo chiedendo prepensionamenti con scivoli lunghissimi. Molti dipendenti di queste bigiotterie auguravano crisi a raffica, e si tiravano per i capelli pur di ottenere il principesco prepensionamento senza quasi nessuna decurtazione della pensione..
Praticamente quello che sembra oggi scandaloso con l'ex ILVA ( se avessero chiuso l'azienda pagando 500.000 € ad ogni dipendente.. lo stato avrebbe risparmiato ) era la norma negli anni 70..
A questa rispondo subito
Insomma, grazie per l'esempio
(Giusto per evitare digressioni, preciso che parlo dell'attivita' bancaria intesa come intermediazione, per i pagamenti occorre qualche requisito in piu' perche' ti devi collegare ad un circuito, ma il discorso nella sostanza non cambia).
Ci sono anche stati casi di raccolta di risparmio senza la licenza bancaria (es. i soci Coop e altri tentativi online), puntualmente segati dalla vigilanza bancaria.
La tua qual è? Il comunismo? Eliminare il mercato, far decidere allo Stato cosa devono costare le mele, le auto, le case....
Facciamogli direttamente decidere quali scarpe devo mettere il prossimo inverno. Per il bene di tutti ovviamente
Mi viene l'ulcera a vedere tutti i bonus che mette in giro il governo e tutte le minchiate che si inventa per distorcere il mercato.
Perché deve usare i miei soldi per mettere gli incentivi per far acquistare le auto elettriche che altrimenti non acquisterebbe nessuno?
Perché con i miei soldi devono fare l'efficientamento dei palazzi di qualche privato che è riuscito a prendere il bonus edilizio? Perché il bonus psicologo?
Lasciami i miei soldi e tieniti i tuoi bonus che io mi compro quel cazzo che mi pare
Mi scuso in anticipo con gli altri utenti ma qui è necessario un recap.
Se il discorso vi annoia, saltate oltre.
Recap:
In #45 dantebert ha scritto un condivisibilissimo post dove punta il dito contro banchieri, finanzieri e speculatori, parlando di monete stampate da banche private e auspicando un sistema bancario statale.
Questi argomenti, del tutto assennati per una persona normale, per un liberista sono come la criptonite e infatti Bellini #50 si è subito affrettato a sofisticare sulla differenza pubblico/privato e in seguito #56 mistifica il discorso evidenziando che la BoE è pubblica dal '46.
In #63 dantebert non insiste ma si fa trascinare, passando alla Banca d'Italia, dando di nuovo il fianco a te che minimizzi e a Bellini che in #73 ha di nuovo gioco facile.
Qui mi inserisco anche io nel discorso: in #74 rispondo a Bellini facendo puntuali precisazioni sulla BoE e facendo notare che, al di là di una finta dicotomia pubblica/privata, il fulcro del problema è il sistema della moneta a debito.
Bellini si guarda bene dal rispondere.
Tu in #78 mi accusi che parlare di moneta a debito è OT (ovvore, non sia mai!).
In #79 ti rispondo di no perché la moneta a debito è nata col liberismo.
In #82 mi chiedi il nesso logico.
In #85 ti rispondo. Titolo "BoE E MONETA A DEBITO".
In #86 dimostri di non aver capito.
Dopo qualche scambio, in #90 te lo rispiego di nuovo. Di nuovo in #91... sempre col titolo BoE E MONETA A DEBITO.
Nel frattempo inizi a cambiare discorso parlando vagamente di libera circolazione, libero mercato... e lasci cadere il discorso della moneta a debito.
In #91 dici che ho le idee confuse, idealizzi un liberismo ante-liberismo, fai esempi che escludono esplicitamente banche e moneta, insomma vuoi cambiare discorso.
Infatti in #107 fai sparire il tema della moneta a debito e parli delle virtù del libero scambio.
In #108 ti faccio notare che noi due parlavamo della moneta a debito non di altro.
Adesso te ne esci che tu parlavi di altro e che il tema non era sulla moneta a debito.
Ok.
MONETA A DEBITO
Vai, oggi voglio farmi del male. Sentiamo anche questa.
Per moneta a debito cosa intendi?
Che lo Stato deve poter stampare senza indebitarsi o che tu devi fare il mutuo senza pagare gli interessi?
Sulla seconda è facile: il denaro deve avere un limite perché se tutti lo avessero in quantità infinita non varrebbe nulla.
Il tasso di interesse mette in equilibrio tra domanda e offerta per avere un certo livello di inflazione. Poi se ci fosse un po' più di concorrenza tra le banche, ci sarebbero gli interessi al consumatori un po' più bassi e gli utili delle banche non così alti.
Sulla prima, il governo non è obbligato ad indebitarsi, raccoglie le tasse e spende quei soldi: debito pari a zero.
Se vuole spendere di più per aiutare gli amici, dovrebbero finire in galera, se vuole spendere di più per sostenere l'economia deve indebitarsi.
Può indebitarsi in due modi.
1- emette titoli di Stato e chiede i soldi ai risparmiatori (piccoli, grandi, individui, società, banche, assicurazioni, italiani, stranieri) e ovviamente gli dovrà dare degli interessi perché in futuro i soldi varranno meno a causa dell'inflazione e perché chi glieli presta rinuncia alla possibilità di spendere perché il governo vuole spendere
2- emette titoli di Stato che però non vengono acquistati da soggetti privati ma dalla banca centrale che stampa denaro fresco e lo dà al governo. Anche la banca centrale richiede un tasso d'interesse a valori di mercato ed è sua facoltà scegliere se acquistare titoli di Stato e quale quantità. Perché? Perché se fosse obbligata ad acquistare, di fatto il governo potrebbe decidere quanti soldi deve stampare rendendo del tutto inutile la sua indipendenza che serve ad impedire che il governo faccia salire troppo l'inflazione. Sì, perché l'inflazione non è colpa del petrolio o della guerra dall'altra parte del mondo, l'inflazione è solo colpa di un governo troppo spendaccione e di una banca centrale troppo accomodante.
La banca centrale potrebbe prestare i soldi senza interessi al governo? Sì. Per prassi non si fa. Il governo paga gli interessi alla banca centrale che poi una volta tolte le spese di funzionamento, li restituisce al governo girandogli l'utile
Questa è una piccola sintesi semplificata.
Tuttavia non ci può essere un credito senza un debito. Il termine "Moneta a debito" sembra indicare una negatività per cui "Moneta a debito e a credito" forse rappresenta meglio le due faccie della stessa medaglia
In passato la moneta era un credito perché potevi andare in banca centrale e chiedere di avere un corrispettivo in oro, oggi è un credito perché lo Stato ti promette che con quella moneta potrai pagare le tasse e potrai comprare qualsiasi bene e servizi sul suo territorio. Se l'oro prima era una garanzia contro la svalutazione, oggi quella garanzia non c'è più e tutto si basa sulla fiducia nei governi e nelle banche centrali. (Che ciclicamente rifilano l'inculata)
it.wikipedia.org/wiki/Privatizzazioni_in_Italia
Delle cose che dici puoi mettere un link?
Vorresti farci credere che Goldman Sachs e JP Morgan hanno comprato “sole”?
Come Totò quando vendette la Fontana di Trevi?
E che i Benetton acquisendo autostrade non ci hanno guadagnato?
Vendere a privati (perlopiù non italiani) asset strategici (la telefonia lo è) in altre nazioni è vietato farlo.
Noi ad esempio con la Telecom abbiamo avuto come amministratore delegato di Telecom Italia dal settembre 2017 a novembre 2018 un certo Amos Genish, dirigente israeliano ex ufficiale dell’esercito (magari apparteneva pure al Mossad), quanti non israeliani sono AD di aziende telefoniche in Israele?
Dante Bertello.
La moneta a debito non e' "nata col liberismo".
Dato che per liberismo si intende liberta' di scambio, questa e' una roba presente in varia misura nella storia da sempre. (Se tu intendi un'altra cosa allora vuol dire che stiamo parlando di due cose diverse, e quindi piu' andiamo avanti e meno ci capiamo).
La moneta a debito e' una roba relativamente "moderna", per cui la sovrapposizione con il liberismo e' del tutto parziale. Quindi, non vedo perche' il tema monetario possa aiutare a capire qualcosa in tema di liberismo. Tra l'altro e' pieno il mondo accademico di monetaristi che sono tutt'altro che liberisti.
Poi, il tema monetario include necessariamente aspetti tecnici che rendono il discorso un tantino complesso, cosa che cercherei di evitare dato che si fa fatica a capirsi anche sulle cose piu' semplici (e sara' colpa mia, certo).
Ora pero' vedo che Bellini si e' spostato su quel tema, e quindi vi lascio procedere volentieri. Per quanto mi riguarda, come ho gia' detto, si tratta di un capitolo a se'.
Potrebbero venire in mente esempi come Chernobyl o l'Ilva di Taranto che era un'acciaieria Statale, ma ho trovato un caso molto interessante che non conoscevo.
Il Lago d'Aral: il disastro ambientale dei comunisti che hanno fatto scomparire il quarto lago più grande del mondo sostituendolo con un deserto tossico.
Esattamente come lo stupro non e' un rapporto consenziente.
Ora, risponderti e' facile, ma il fatto che tu l'abbia citato (e per di piu' col n.1) mi fa sospettare che dobbiamo partire proprio dalle fondamenta.
Il tuo talento puo' essere che sei un bravo saldatore, e riuscirai a farti pagare piu' della media. Oppure sei bravo a cantare e quando fai un concerto ti porti a casa dei milioni. Gli esempi sono infiniti.
Piu' in generale, sappiamo bene che il principio meritocratico fatica ad affermarsi, ma laddove non riesce il mercato ben difficilmente una burocrazia statale potra' fare di meglio.
Se invece quel politico non c'e', usero' le mie risorse per fare bene il mio mestiere anziche' per corrompere. Ecco perche' si deve affermare il principio che il politico e' pericoloso e lo accettiamo solo laddove e' strettamente necessario.
(segue)
Si, c'e' l'asimmetria delle informazioni, e in parte il mercato ne soffre. Pero' non e' per niente detto che allora piu' stato sia la soluzione. Puo' benissimo darsi, e spesso e' cosi', che un mercato pur con la sua asimmetria informativa offra il risultato migliore possibile.
Di solito no: anche per una cardio aspirina ti serve la ricetta.
I punti che ho sottolineato e che fai finta (?) di non cogliere riguardano CHI emette la moneta (BoE privata), a quali condizioni (debito), con quale discrezionalità (arbitraria) e come la controlla (tassi di interesse).
A quanto pare la tua risposta non tiene in minima considerazione questi punti.
Arrivando ai giorni nostri il discorso si estende alla moneta creata dai prestiti delle banche, cioè la moneta bancaria, che ormai sono la quasi totalità della moneta circolante. Anche per questo motivo è irrilevante (fino ad un certo punto, eh!) se la BoE è stata nazionalizzata o se le BC sono di diritto pubblico. A farla da padroni sono le banche commerciali private.
Lo Stato potrebbe e dovrebbe poter stampare senza indebitarsi. Non sta scritto da nessuna parte che deve farlo senza regole e illimitatamente. Ma ci arriviamo.
Segue descrizione dell'attuale meccanismo di finanziamento del debito, sostanzialmente corretto a parte qualche sbavatura, tipo
e qualche svarione grossolano:
L'impressione è che con la tua indubbia infarinatura in materia, ti sia adagiato sullo status quo, ovvero sui dettami neoliberisti senza porti neanche una domanda.
#129 BELLINI
Rimettiamo le cose in ordine partendo da
Tu hai buttato tanta carne al fuoco ma in realtà La Domanda è semplice, anzi semplicissima: che si parli di BC o meglio ancora di banca commerciale, all'atto dell'emissione di denaro, il denaro di chi è?
Perché se non si stabilisce a priori a chi appartiene (magari giustificandolo), chiunque si vanti di essere un creditore potrebbe rivelarsi un millantatore.
Chi ha questo potere magico di creare moneta dal nulla perché dovrebbe chiedere degli interessi sul denaro creato? Gli interessi non vengono creati insieme al denaro. Entrambi però, denaro e interessi, cioè il debito complessivo, dovranno essere ripagati. Con cosa? Con il denaro reale, frutto di lavoro reale, nell'economia reale.
Il sistema della moneta a debito crea una necessità di crescita economica perpetua e richiede espansione continua del credito (e quindi del debito complessivo) per evitare deflazione o insolvenze di massa.
Oltre a far arricchire chi ha Quel superpotere, questo sistema ha un piccolo difettuccio che rende tutto il baraccone traballante e infatti ce ne accorgiamo immancabilmente: è PRO-CICLICO.
Questo significa che finché le cose (e.g. l'economia reale) vanno bene, si aumenta il credito (cioè il debito) ma quando le cose vanno male, allora c'è "crisi di fiducia" e le stampanti di denaro diventano piccole piccole, e le braccine sempre più corte, alimentando un circolo vizioso finché non scoppia un merdone globale.
A questo servono le politiche dei tassi delle BC, a limitare questo rischio.
Come insegnava Keynes, per evitare questi tracolli l'economica dev'essere l'esatto contrario, ovvero ANTI-CICLICA.
Quindi ipotizziamo l'esistenza di una moneta positiva, cioè senza debito (di conseguenza senza credito, insomma moneta reale e basta), emessa dalla BC Nazionale Statale che risponda agli interessi dello Stato. Se vuoi non necessariamente alternativa alla moneta a debito bancaria ma anche parallela.
Questa moneta positiva è semplicemente lo strumento dello Stato per iniettare fiducia e investimenti (anche MOLTO corposi) in tempi di crisi. Non significa dare soldi gratis e infiniti a tutti, significa finanziare senza debito opere pubbliche in settori come l'energia, il territorio, la sanità, ecc.
In tempi prosperi questo strumento viene rallentato e, se necessario, azzerato. Se le cose vanno particolarmente bene si possono anche alzare le tasse, per rastrellare soldi (ovviamente solo se le si sono PRECEDENTEMENTE abbassate in tempi di magra). Questo per evitare qualsiasi rischio di inflazione. Così stai tranquillo.
Perché l'emissione di moneta non comporta di per sé necessariamente inflazione.
In pratica quello che ha cercato di fare la BCE con quei 2/3 mila miliardi di QE, che però era moneta a debito e sono finiti tutti o quasi in tasca alle banche. Da lì nell'economia reale ne è percolata una misera parte.
Gli esempi antecedenti, in Italia prima e soprattutto in Olanda poi, riguardano sempre mercanti-finanzieri e sono fenomeni locali e privati, non sistemici.
Non a caso la BoE nasce sotto Guglielmo d’Orange, calvinista olandese, quando rovesciò re Giacomo II Stuart, l’ultimo sovrano cattolico d’Inghilterra.
(sembri un disco rotto e su questo ti ho risposto almeno 5 volte)
Nel marasma ho individuato questi 2 argomenti
1) lo Stato deve avere la possibilità di stampare senza fare debiti
Questo è solo una questione di forma. Tu vuoi unire la banca centrale al governo e fare un conto unico, nel mondo, i conti rimangono separati, il governo spende e se spende più delle tasse che incassa deve indebitarsi, la banca centrale stampa ed eventualmente acquista parte di debito pubblico che esiste formalmente ma in sostanza viene annullato. Tutti guardano il debito pubblico ma bisogna guardare anche quanto debito pubblico è in mano alla banca centrale.
Stampare coprendo tutto il debito pubblico per evitare che lo Stato si indebiti con i privati? Si può fare ma torniamo al problema fondamentale per cui esiste la banca centrale e cioè evitare che il governo stampi troppo perché gli piace spendere e non vuole raccogliere le tasse. Se la banca centrale viene costretta a coprire tutti i deficit, allora il governo la costringe a stampare per acquistare tutto il deficit che lui decide di fare.
2) la moneta bancaria è privata
Sì. Ma le banche commerciali non possono stampare. Possono moltiplicare il denaro tramite il credito ma devono sempre agire sapendo che più concedono prestiti e più possono guadagnare, ma più concedono prestiti e basterà una quota inferiore di prestiti che non verranno restituiti per fallire. Le banche centrali non possono fallire perché possono stampare dal nulla e questo è il motivo per cui è assurdo che siano private. Un tempo probabilmente la banca centrale stampava in base ai metalli posseduti e non a sua discrezione e questo spiega perché poteva aver senso lasciarlo fare ai privati.
Sicuramente stiamo vivendo un'anomalia. Le banche non stanno pagando interessi sui depositi per cui stanno raccogliendo denaro a un costo molto basso, troppo.
Se vuoi che le banche commerciali diventino tutte pubbliche, ok. Per me, è un'attività che possono fare benissimo anche i privati col governo che deve sorvegliare sulla concorrenza e la banca centrale che deve vigilare su cosa fanno le banche.
Non c'è scritto da nessuna parte che il pubblico svolge l'attività bancaria meglio dei privati.
Lo Stato sarebbe anche più bravo a fare acciaio, panettoni, smartphone e automobili?
Quindi NON è solo questione di forma.
Ma il mio esempio era macro, cioè non tra due individui (solito problema, l'individuo non esiste avulso dalla storia e dalla società) ma tra due stati.
Per applicare il modello liberista in sede macro sarebbe necessario un governo mondiale che si comporti da arbitro severissimo e imparziale, come dice Bellini: cioè se uno stato nazionale ha già i problemi di lontananza dal cittadino, di corruzione e di incompetenza che ben sappiamo, come sarà un governo mondiale? non rido perché ho le labbra scepolate
Comunque l'uso dell'immigrazione per abbattere i salari con un eccesso di domanda, la delocalizzazione nei paesi poveri, la disoccupazione forzata (il NAIRU!) e altre tattiche di questo genere, sono forme di ricatto, gli esempi sono infiniti.
E le idee di queste cose non vengono dal mondo politico, sono sempre state elaborate nei pensatoi dei cartelli finanziari
In particolare Gesell, che era un paladino della libertà individuale, sosteneva la necessità della repressione finanziaria proprio per tutelare la libertà individuale.
Questo perché il capitalismo finanziario tende ad accaparrarsi la ricchezza altrui invece che creare nuova ricchezza; quando la sua utilità è unicamente quella di un lavoro organizzativo di trasferimento di ricchezza virtuale, insomma per quello che fa il banchiere dovrebbe essere pagato meno dell'infermiere (o almeno del primario) ma il merito viene stravolto.
Inoltre tu dici che la concorrenza risolverebbe il problema bancario, (se ognuno potesse farsi la sua banca....) beh, non lo risolve, per definizione il capitale funziona se è concentrato: se ho 1 miliardo posso fare il ponte di Messina, se lo distribuisco dando 100 euro a 10 milioni di persone, questi si faranno una cena.
Capitale buono, capitalismo cattivo; e la differenza stra proprio nel fatto che il capitalismo punta a usare il capitale per profitto privato, senza curarsi degli effetti che produrrà sugli altri, quando il capitale implica una responsabilità sociale. Comunque questo non c'entra col libero scambio, se non nella misura in cui il libero scambio è sempre storicamente sfociato nel capitalismo.
Il processo di privatizzazione dell'ENI è stato avviato nel 1992 tramite il decreto-legge n. 333 (poi convertito nella legge 359/1992), voluto dal primo Governo Amato per risanare la finanza pubblica. L'operazione ha trasformato l'ente pubblico economico in Società per Azioni (SpA), avviando la graduale cessione delle quote statali sul mercato.
La trasformazione si è articolata attraverso due fasi chiave:Privatizzazione formale (1992): ENI cessa di essere un ente economico di Stato e assume la veste giuridica di SpA, pur mantenendo il Ministero del Tesoro come unico azionista iniziale.
Disinvestimento sostanziale (1995-1998): Ha avuto inizio la vera e propria cessione delle quote azionarie ai privati. Tra il 1995 e il 1998, con la quotazione in borsa a Piazza Affari e Wall Street, lo Stato ha collocato sul mercato circa il 63% del capitale.( e se ricordo bene nel fondo Europa 2000 di quel periodo c'erano anche le azioni ENI ) Dunque quali sono stati i regali fatti al mercato piazzando le azioni ENI ?
Dettagli e RistrutturazioneCessione di attività collaterali: Contestualmente all'avvio della privatizzazione, ENI ha provveduto a cedere asset non strategici nei settori chimico, minerario, tessile e turistico (incluso il Nuovo Pignone).Assetto attuale: Nonostante le dismissioni, lo Stato italiano mantiene tuttora un'influenza significativa. Attualmente, il controllo pubblico è esercitato tramite la partecipazione congiunta del Ministero dell'Economia e delle Finanze e di Cassa Depositi e Prestiti, che detengono complessivamente oltre il 33% del capitale azionario.
Cosa doveva vendere lo stato Italiano per raccattare dei soldi ?
Le aziende decotte tipo EX-ILVA ?
Trova tu un cliente così deficiente.
Solo i sindacalisti dell CGIL pensano che ci sia la fila di aziende bramose di sborsare miliardi per l'EX-ILVA
Invece per l'EX IlLVA lo stato dovrà pagare chi diventerà il futuro proprietario..( il quale la mollerà appena finiscono i soldi ricevuti ..... e faranno benissimo ).
In più io ho mostrato, in un mio articolo, come la crisi successiva al boom non sia frutto del caso, ma necessariamente prodotta dai meccanismi che hanno alimentato il boom.
A giudicare dal fatto che le tasse sono sempre aumentate direi di no.
Se la vendita fosse servita mi sarei aspettato una diminuzione delle tasse, non un aumento.
Seconda domanda: sono state buone vendite?
Tu stesso citi il Nuovo Pignone, ebbene questa azienda fu venduta per un miliardo (svalutato dopo la speculazione Soros-Ciampi contro la lira) quando faceva un miliardo di utili all'anno. Transazione revocabile in quanto acquisto incauto, un furto ai cittadini.
Oppure la SME alla Buitoni per soli 393 miliardi, quando ne valeva 3.100 e ne aveva in cassa 600 in contanti.
E anche Infostrada a De Benedetti per 700 miliardi in 14 anni, mai pagati perché De Benedetti, dopo la prima rata, rivendette subito Infostrada alla tedesca Mannesmann per 15.388 miliardi. A spregio dei contribuenti nel 2001, quando c’era il liquidatore Prodi al governo, lo Stato attraverso l’Enel di sua proprietà, riacquistò Infostrada dalla Mannesmann per 16.500 miliardi.
Stolypin
(La predazione)
Peccato che non riesca a fare bene nemmeno quello, e sembra accanirsi piu' con quelli che si difendono che con gli aggressori.
Chi puo' si prende le guardie del corpo, confermando che dello stato non si fida.
Anche di "liberismo" ci sono tanti gradi e pensieri diversi. Per alcuni lo stato non dovrebbe occuparsi nemmeno di quello, ma sono pochissimi, direi una frangia. In generale e' del tutto acquisito che lo stato tra le poche cose che dovrebbe fare dovrebbe fare proprio quella: ordine pubblico, contrasto al crimine. E come dicevo, ad evidenza, nun gna fa.
Comunque il punto e' che tu hai citato la guerra come metodo di arricchimento facendo intendere che questo e' coerente con i principi liberisti.
Manco di striscio, e' l'esatto contrario.
Volendo la guerra e' un caso estremo di statalismo: quando uno stato vuole imporre la propria volonta' non solo ai proprio cittadini (per quello bastano tribunali e polizia), bensi' anche ai cittadini di un altro stato, cosa che rende necessario il ricorso ai mezzi militari.
(continuero' piu' tardi)
Nelle aule delle università di acqua dolce i prof liberisti insegnano il principio di non aggressione.
E i proprietari di quelle università spingono per i sistemi coloniali e le guerre.
Ho citato la guerra proprio per dire che i principi del liberismo sono
come l'araba fenice
che vi sia ciascun lo dice
dove sia nessun lo sa
Quindi tu non sei capace di valutare un principio per quello che e', devi vedere se c'e' qualcuno di cattivo che si associa in qualche modo a quel principio, e poi allora concludi che il principio e' male senza nemmeno entrare nel merito.
Mi ricorda qualcosa.
Cioe' vedi con attenzione:
Ma su', dai.
Come dire: il mio medico e' un ciccione, mi ha detto che devo smettere di fumare, ovviamente io fumero' piu' di prima.
PS - nelle universita' dei padroni colonialisti ci si insegna TUTTO. Seguendo il tuo criterio dovremmo buttare via TUTTO. Compreso fisica, ingegneria, biologia, architettura...
Sì, il debito pubblico formale è più alto di quello reale perché andrebbero sottratti i titoli di Stato detenuti dalla banca centrale
E allora, lo vogliamo buttare via?
Invece quando interviene LO STATO, decide che gli artisti russi non si possono vedere PER MOTIVI POLITICI, e chi li voleva ascoltare si attacca al cazzo, cosi' come loro stessi che non possono fare il loro spettacolo.
Mi vuoi giustificare anche questa?
Per favore, non mi dire "politici che sbagliano". Si, i politici sbagliano, quasi sempre. Per quello gli va tolto il giocattolo. In questo caso la soluzione e' semplice: caro politico, i concerti che si fanno non sono cazzi tuoi, torna a fare il tuo mestiere e gira al largo.
L'alternativa e' continuare a votare finche' arriva il politico buono e insensibile alle pressioni dei papaveri. Portate il temperino
Che c'era la fila di aziende pronte a comprare la Nuova Pignone ?
O che lo stato doveva vendere le aziende in stato fallimentare ( tenute in piedi da continui regali ... come sta succedendo con l'ex Ilva ) ?
Quanti erano secondo te i potenziali acquirenti della Nuova Pignone in giro per il mondo ?
Forse erano 2 e non di più...
Ricorda questo: IRI ha sempre significato aziende fallimentari tenuti in vita da continui regali statali..
Alemagna è stata nazionalizzata dopo il suo fallimento dovuto soprattutto alle sentenze dei giudici del lavoro che hanno imposto l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori a termine assunti per un paio di mesi per i prodotti natalizi e pasquali ( inscatolavano e niente altro ).
Per il resto sappiamo benissimo che Prodi De Benedetti e il PCI-PD hanno sempre "inchiulato lo stato" anche perché sostenuti da tanti "operai" ebeti e cretini che davano il loro voto e che non sono riusciti a spartirsi la sagra dei lunghi scivoli pensionistici spalleggiati dalla solita CGIL..che aveva trovato il suo paradiso nella galassia fallimentare dell'IRI..
Purtroppo la fede liberista impone dei paraocchi, non solo sull'economia ma anche sulla realtà e sulla storia. Basterebbe ricordarsi dei provvedimenti messi in campo dopo la crisi del '29 per fare in modo che tali catastrofi non fossero più accadute (uno per tutti, lo Glass–Steagall Act) e verificare come sono stati smantellati sistematicamente con la controrivoluzione neoliberista dagli anni '70 in poi, volta a far riprendere potere ai rentier, cioé al famoso 1%.
Il fatto che anche qui si discuta in termini aulici del liberismo, in modo del tutto slegato dalla realtà, mi fa davvero cadere le braccia. Se siamo ancora a questo punto la vedo dura risalire la china.
A volte penso che Federico Caffé abbia fatto bene a lasciarci prima di assistere a questo degrado socioculturale prima ancora che economico.
Come nel più classico T.I.N.A. thatcheriano voi liberisti vi limitate tutt'al più a descrivere le cose così come sono oggi: sono così perché sono così e devono essere così.
E infatti sulla seconda parte del mio post non hai praticamente niente da dire (se non, con un accenno lontano, travisare l'esatto contrario di ciò che ho scritto, con "Se vuoi che le banche commerciali diventino tutte pubbliche").
Ma lasciamo perdere tutto. Attendo solo una risposta all'unica domanda che ti ho posto.
All'atto dell'emissione di denaro, il denaro di chi è?
Io me la sto godendo in panchina, ma questa e' troppo bella per stare zitto:
(Le crisi farebbero comodo ai cattivi perche' consentono loro di accelerare con: )
Deregolamentazione dei mercati
EHHHH???
Ma hai presente LA MOLE DI REGOLAMENTI E DI REQUIREMENT E DI REPORTISTICA che e' stato imposto alle organizzazioni finanziarie basandosi sulla "necessita' di prevenire i rischi"? A ogni crisi (in particolare quella del 2008) questi se ne escono con maggiori requirements, e tu mi parli di deregolamentazione???
PS - questi requirement hanno queste conseguenze:
- un sacco di lavoro per IT e altri team (legal, compliance, reporting, ecc)
- un sacco di lavoro per i consulenti (sono grandi aziende, non singoli)
- nuove istituzioni di controllo o quantomeno tanto lavoro aggiuntivo per le istituzioni di controllo (e quindi, assunzioni a gogo).
- Le realta' piccole non riescono a starci dietro, occorrono troppi soldi. Risultato: i piccoli si fondono con i grandi, oppure scompaiono.
Evviva.
PS - tra i beneficiari devo aggiungere anche i venditori di dati di mercato, tipo Bloomberg per non fare nomi: per soddisfare i requirement bisogna usare questi fornitori, e questi vanno pagati. Uhh, se vanno pagati).
Evviva evviva, abbiamo trovato un altro modo per regalare un po' di soldi agli amici, per allargare ancora i nostri uffici e la nostra influenza, e per concentrare il mercato. E il bello e' che ci chiamano pure "liberisti"
La moneta viene emessa dalla banca centrale, quindi è sua. Però la banca centrale è dello Stato. La banca centrale userà questa moneta per prestare soldi al governo o per prestarli alle banche commerciali o per acquistare strumenti finanziari o metalli preziosi
Ma ci sono delle eccezioni. Il rapporto tra governo americano e banca centrale è un equilibrio delicato. La Fed è parte del governo americano ma ha una sua indipendenza. Eppure il legislatore americano ha previsto delle situazioni limite nelle quali la banca centrale potrebbe essere costretta ad obbedire al governo. Formalmente il governo potrebbe coniare una o più monete in platino, attribuire a queste un qualsiasi valore, anche mille miliardi di $ e consegnarla alla Fed in cambio appunto di mille miliardi di $.
Ecco in questo caso il governo americano potrebbe farsi dare del denaro dalla Fed senza indebitarsi formalmente.
È un caso estremo ma possibile legalmente come previsto da una legge del 1996.
Poi se la Fed, ritenendo la violata la propria indipendenza, dovesse opporsi, la disputa verrebbe risolta dalla Corte Suprema
Ti assicuro che quello che ti ho detto lo sanno in pochi
we-wealth.com/.../la-moneta-da-un-trilione-dollari
Faccio le domande per farti riflettere.
Originariamente la mia domanda proseguiva così:
Poi viviamo in un mondo distopico in cui abbiamo adottato una moneta che è praticamente moneta estera, emessa dalla BCE che non è la banca centrale dello Stato, ecc. ecc..
Ma a prescindere da tutti questi discorsi, secondo te è giusto che sia così, cioè che il potere di emettere moneta ne implichi il possesso?
La moneta, e in modo sfacciatamente evidente la moneta fiat, ha valore solo in quanto il popolo la accetta come mezzo di scambio.
E' il popolo, con il suo lavoro, che accetta di essere retribuito con quel mezzo di scambio e, usandolo, gli dà valore.
In una Repubblica, e in modo sfacciatamente evidente in una Repubblica in cui l'art. 1 della Costituzione recita "La sovranità appartiene al popolo...", a chi dovrebbe appartenere la sovranità monetaria, se non al popolo?
E se la sovranità monetaria appartiene al popolo, evidentemente il popolo tutto è l'unico legittimo proprietario della moneta all'atto dell'emissione, non la BC e tantomeno la banca commerciale privata.
Ammesso questo, ogni presunto interesse dovuto all'emettitore della moneta è palesemente illecito. L'emettitore dovrebbe essere un mero esecutore, non può essere il proprietario di un bene che non è suo ed è necessario alla vita civile.
Come illecita è la tanto decantata "indipendenza" delle BC: gestendo per conto del popolo questo bene primario non suo, dovrebbe comunque rispondere alle necessità ed esigenze del popolo, in base alle più elementari regole democratiche.
Zagreus
Giusto? Chiedo, eh...
#155 bandit
Uhmmm... Fammici pensare.
In questo caso avevo in mente più che altro le crisi nazionali. Ad esempio la crisi cilena anni '70, la crisi asiatica a fine '90, quella messicana, quella russa post urss.... e soprattutto la crisi dei fratelli greci del 2010.
La crisi del 2008 può sembrare diversa, perché in effetti qualcosa hanno fatto. E' stata un terremoto, forse anche peggio di quella del '29. Ma in definitiva, dopo 20 anni di deregolamentazione finanziaria spinta a partire dall'80, hanno comunque fatto ben poco.
Bisogna anche togliere il paraocchi e vedere la situazione un po' più di ampio respiro. Intanto parte di quelle riforme, che già erano insufficienti, dopo 10 anni le hanno ammorbidite e abrogate.
Dopodiché guarda l'onda lunga come si è propagata: Crisi dei mutui subprime >>> crisi dei debiti sovrani >>> cura Monti
Il tutto per il sommo godimento dei neoliberisti.
In altri termini, come dicono negli USA, "Never let a serious crisis go to waste". Ma qualcuno l'ha spiegato molto meglio di loro.
Zagreus 156
Stai parlando delle banche centrali o di quelle commerciali?
Se stavi parlando delle commerciali allora vuoi veramente sostenere che queste "si intascano sotto forma di utile/dividendi i quattrini che emettono" ? Facendo finta che sia corretto parlare di emissione in questi termini, ma allargo le maglie: tanto stai sbagliando comunque
Dunque riconsideriamo la domanda.
Qualcuno emette quattrini (a te specificare se sia una BC o una Comm). Quei quattrini sono di (cito) sua proprieta'. Quindi, cosi' come faccio io con i quattrini miei, loro ci possono pagare le loro bollette e il biglietto del cinema.
Giusto?
mmmh....
Forse è anche per quello che preferisci evitare l'argomento.
No, intendevo che una volta che il debito è estinto si intascano gli interessi.
Di fatto però la banca si comporta come se fossero suoi e te li prestasse di tasca propria.
Spero di essermi chiarito meglio.
E la crisi dei debiti sovrani?
E la cura Monti?
Immagino anche che alla fine aggiungerai "...e questa è la prova che non viviamo in un sistema liberista".
Beata ingenuità.
Lucrare su una cosa di proprieta' altrui, succede. Per esempio, io posso prendere un'auto in affitto e fare il taxista. Oppure, prendo in affitto un hotel e lo gestisco. Oppure, mi faccio prestare soldi dalla banca, e poi li presto a mia volta e ci lucro interessi?
(Curioso sto fatto, puoi fare quasi come la banca. Ma lei i soldi se li fa prestare dai cittadini: la famosa "raccolta del risparmio" soggetta a licenza, e percio' per definizione NON liberista).
Quindi riconosci che i soldi non sono di proprieta' della banca?
Usando i termini corretti, vedrai che anche "il succo" si capisce meglio.
E quindi anche questo che hai scritto non e' corretto.
L'auto pre-esiste e la prendi in affitto dal proprietario consensualmente, pagando l'affitto.
L'hotel pre-esiste e lo prendi in affitto dal proprietario consensualmente, pagando l'affitto.
La banca non ti presta i soldi del caveau, li emette ovvero li crea per te, che hai l'obbligo di restituirli con gli interessi.
In base a quanto detto nel mio post, cioé che il legittimo proprietario della moneta all'atto dell'emissione dovrebbe essere il popolo, la banca ti presta i soldi del popolo (quindi anche tuoi) e te li fa ripagare con gli interessi.
Versione facile: tu per guadagnare un miliardo di € (sono generoso!) devi lavorare una vita. La banca emette quella cifra in una frazione di secondo.
Se non ci arrivi così al fatto che non è esattamente la stessa cosa... io ci rinuncio.
Quanta pazienza.
Le banche normali creano promesse di pagamento, che e' una cosa diversa. E tutta la panna montata della "moneta creata dal nulla" nasce da questa confusione/ignoranza terminologica. Quando si parla di MONETA, si parla in modo equivalente di denaro fisico o credito, perche' entrambi sono spendibili nel sistema. Pero' se tu crei denaro fisico sei un falsario, cosi' come lo e' Banca Intesa se lo fa, mentre CHIUNQUE, anche tu, puo' creare promesse di pagamento (cioe' crediti/debiti), solo che quelle di Banca Intesa vengono accettate ovunque, mentre le tue no, ma questo e' un problema di affidabilita' e reputazione, non e' un problema legato alla natura dell'atto, che sempre quello e': una promessa.
Questa rappresentazione di una banca che si crea gli utili da sola pigiando un bottone e' peggio della terra piatta.
Non esiste nessun valore legale dato alla "moneta emessa dalla banca". Solo la banca centrale ha questo privilegio, per il resto la moneta bancaria viene accettata nel sistema solo in virtu' dell'affidabilita' della banca. In questo senso la banca non ha nessun "vantaggio legale" piu' di me o di te.
Il vantaggio legale la banca ce lo ha, come ho gia' fatto notare, a livello di raccolta. Perche' se tu ti metti a raccogliere risparmio in modo sistematico, devi avere la licenza bancaria, oppure vai al gabbio.
Quindi lo stato assegna questo privilegio alla banca: la facolta' di raccolta del risparmio (e sarebbe una roba da eliminare, in un'ottica liberista).
Per il resto, tu puoi emettere "moneta" (non fisica) esattamente come fa la banca, promettendo pagamenti. Nessuno ti mette al gabbio. Solo che la tua moneta (= le tue promesse di pagamento) non verra' accettata da tutti, ovviamente. La accettera' solo chi ti conosce e si fida di te. Ma questo non c'entra niente ne' con la licenza, ne' con il liberismo.
E' una po' la stessa cosa di pretendere lo stesso stipendio di un Ronaldo perche' sai dare 2 calci ad un pallone. Lui lo sa fare 10000 volte meglio (o cosi' dicono), e per questo viene pagato di piu'. Ma non ha un vantaggio legale su di te. Lui viene "accettato" da tutti i suoi fan e dalla squadra che lo paga. Pero' l'atto in se' - tirare calci alla palla - e' esattamente lo stesso.
Spero che almeno su questo ti sia ravveduto. Mi pare che piano piano ci stai arrivando.
E' sempre stato chiaro che parlando di moneta a debito emessa dalle banche commerciali, che tra l'altro è il 95% della della moneta che usiamo quotidianamente, non sto parlando di moneta fisica e degli spiccioli che si tengono in tasca. Non posso ripeterlo in ogni frase che scrivo.
Ripeto, il 95% della moneta si basa su questo sistema e quindi è il pilastro delle economie moderne, che infatti sono sistemi endogeni basati sul credito/debito.
Quindi la moneta bancaria NON è una "promessa di pagamento" ma E' denaro a tutti gli effetti.
Questo è palese. Se proprio non ti piace la logica almeno usa la matematica.
Facciamo così: tu vieni da me e mi dici "avrei bisogno di un miliardo di €". Io dico "Non c'è problema, eccoli. Però devi darmeli indietro con gli interessi del 5%" e ti consegno una chiavetta usb con un file criptato con scritto "1 miliardo di €".
Come dici anche tu, se il "sistema" accetta questa chiavetta come mezzo di pagamento siamo tutti contenti, soprattutto io.
Non ho bisogno di avere IO 1 miliardo di € perché sarai TU, nel tempo a DARLI a ME, + gli interessi.
Certo, io quella chiavetta non posso usarla direttamente, non sarei credibile, ma questo non mi impedisce di considerare quel miliardo come un MIO prestito a TE, anche se in realtà non ti ho prestato un bel niente, e pretenderci sopra pure degli interessi.
Ti è chiaro questo punto?
Basta chiudiamola qui perché io ci rinuncio.
E' che non ci provo nemmeno a mettere in relazione questo con l'attivita' bancaria, non finche' non hai capito almeno le basi.
Puo' crearle la banca? NO.
CREDITI/DEBITI
Puo' crearli la banca? SI.
Cosi' come TUTTI possono crearli (con un minimo di condizioni).
Solo che i crediti/debiti DELLA BANCA sono accettati in pagamento perche' tutti si fidano della banca.
Invece le promesse di pagamento create dagli altri (esempio: le cambiali, ma anche un tuo "paghero' scritto su un pizzino), NO, non sono accettate da tutti perche' non c'e' sufficiente fiducia nell'emittente.
E' difficile da capire?
Se poi prendiamo come definizione di MONETA le monete fisiche E i crediti/debiti bancari, ovviamente li dentro ti ritroverai LA MONETA creata dalla banca.
E' come riempire un secchio d'acqua, e poi scoprire che c'e' dentro l'acqua.
1) il principio di non aggressione è politico non economico
2) nell'economia liberista, posto che l'avidità è considerata cosa buona, se detengo un bene che per te è indispensabile posso offrirtelo a condizioni capestro e tu sarai libero o meno di accettare le mie condizioni. Ma se per te è indispensabile di fatto il mio atteggiamento equivale alla violenza
3)bellini ha parlato di leggi antitrust: queste non sono liberiste, proprio perché i principi del liberismo sono process-oriented (devono essere libere e volontarie le azioni che hanno prodotto una certa situazione, allora va bene anche se questa situazione è un monopolio).
4) esistono molti altri principi del liberismo, ad esempio il trade-off tra equità ed efficienza: secondo i liberisti il mercato è tanto più efficiente quanto meno è equo.
5) efficienza del mercato e benessere non sono la stessa cosa, anzi spesso si oppongono. L'efficienza è tale in relazione a un certo fine, che sarebbe...?
La storia ci ha dimostrato innumerevoli volte che l'unico fine che il lassez faire riesce a perseguire con successo è l'arricchimento di pochi a discapito di tutti gli altri.
Prendiamo per esempio lo stato cinese di oggi, che è (e di gran lunga) la prima economia mondiale (se togli l'inflazione all'economia USA, ne resta meno della metà).
Lo stato è intervenuto con la repressione finanziaria (non esiste finanza privata in Cina) e con l'incentivazione delle attività reali, della cultura scientifica e della ricerca.
La Cina sforna un milione e mezzo di ingegneri all'anno, ha il maggior numero di pubblicazioni di qualità sulle riviste scientifiche, infrastrutture che in occidente ci sognamo e un livello di avanzamento tecnologico rispetto a cui ormai nessuno riesce a tenere il passo.
Ha cominciato male,facendo lavorare gli schiavi, ma in soli 25 la situazione si è evoluta in modo clamoroso. La classe media è in grande espansione, mentre qui la stanno distruggendo.
Se mi mandi la tua mail in MP, ti giro gli allegati.
La debt-deflaction theory è breve.
Ma poi, subito dopo, "il bene" viene dato per scontato:
EDIT
Autorimosso in parte: inutile.
C'e' un limite.
Certo che hai bisogno di avere quel miliardo. O quantomeno di averlo a disposizione (crediti a tua volta), perche' la promessa che va in giro e' che TU PAGHI COLUI CHE TI CHIEDE I SOLDI, SE TITOLATO.
Quindi io cedo la tua chiavetta a terzi, e terzi bussano alla tua porta per riscuotere. Se tu non sei capiente, vai a gambe all'aria.
Ovviamente non si tratta di avere il denaro fisico in cassa, bensi' di essere capienti, che e' cosa diversa. Devi avere i mezzi sufficienti ad adempiere alle obbligazioni che ti prendi.
Studiate.
Enniente. Passi (si fa per dire) che non ci arrivi con la logica ma evidentemente neanche la matematica è il tuo forte.
Nel sistema moderno NESSUNA banca è capiente (per come interpreti tu questa parola). Come sanno pure i contadini con la 3a elementare (nulla contro di loro, anzi), in caso di bank run massiccia, QUALSIASI banca andrebbe a gambe all'aria. La banca è parzialmente "capiente" solo in condizioni normali, statisticamente tranquille. Ciò non significa che possiede risorse (riserve liquide, capitale proprio, assets facilmente vendibili) sufficienti per restituire TUTTA la moneta che ha creato, nel caso in cui TUTTI i titolari dei depositi la richiedano.
Anzi, è MATEMATICAMENTE vero l'esatto opposto.
Proprio per limitare questi rischi esistono gli accordi di Basilea, dal I (1988) al III (2013), che obbligano le banche a rispettare dei minimi di liquidità. In ogni caso i rischi restano sistemici, anche se c'è una rete di altre banche per scambiarsi liquidità e ovviamente spetta alla BC il ruolo di prestatore di ultima istanza, per evitare che eventualmente crolli tutto il sistema.
Privatizzare i profitti quando fila tutto liscio e socializzare le perdite in caso di crisi, come da perfetta tradizione liberista.
Questo ovviamente non vuol dire che non esista il rischio di bank run. Vuol dire che in condizioni normali la banca non deve tenere in cassa l'equivalente dei suoi debiti. Dopo di che', ogni banca gestisce il rischio come meglio crede, e nel rispetto dei parametri di legge (che sono tutto meno che liberisti).
Queste sono LE BASI di tecnica bancaria (e assicurativa).
Te lo ripeto: studia.
A parte alcune imprecisioni nella formulazione, ma andiamo al sodo. Si, la banca, se e' in attivo, possiede TUTTE le risorse per coprire TUTTI i suoi debiti. Ogni bilancio con un capitale proprio positivo ha piu' risorse che debiti.
Il problema e' il timing, ovvero la liquidabilita' degli attivi contro l'esigibilita' dei passivi. La banca attua una trasformazione delle scadenze, per cui si ritrova dei passivi con una scadenza media inferiore a quella degli impieghi, e da li' nasce il rischio di liquidita', che poi puo' trasformarsi in vera insolvenza se le cose vanno male (in particolare se nasce una crisi di fiducia verso quell'istituto o il sistema piu' in generale).
CAPIALE NETTO = ATTIVO - PASSIVO
Se CN e' positivo, significa che:
ATTIVO > PASSIVO
ATTIVO = le risorse della banca (impieghi, cassa, suoi c/c di corrispondenza in attivo, titoli ecc).
PASSIVO = i debiti suoi, che nel caso della banca in massima parte sono i conti correnti e i depositi dei risparmiatori.
Non puoi avere un CN positivo e un attivo inferiore al passivo.
Se sei un bravo bancario devi prevedere i flussi di entrata e uscita in base alla scadenze, ma poi dipende dal tipo di prodotto e altre cose, quindi rimane sempre una certa alea. Ma quello e' il cuore del mestiere del bancario.
Quoto tutto.
Come dicevo tra i miei primi interventi su LC, i NEONEGAZIONISTI non hanno ben chiaro il vero volto del liberismo e del neoliberismo, perciò non riconosceranno mai le cause del male del nostro mondo, e le attribuiranno sempre ad altro. Troppo statalismo, socialismo, interventismo...
#170 Stolypin
Fatto. Grazie in anticipo!
Per di piu' tu pensi al liberismo come a una roba nata 2 secoli fa, e quindi a maggior ragione e' ben difficile pensare a quello come alla causa dei mali del mondo. Come se prima ci fosse stato il paradiso.
Fai prima a dire che avevo ragione io: "Nel sistema moderno NESSUNA banca è capiente (per come interpreti tu questa parola).". Non possono essere capienti al 100%.
Infatti l'essere in attivo non gli assicura di non fallire da un giorno all'altro.
Tra l'altro il margine di interesse collegato proprio alla moneta emessa è tipicamente più della metà dei ricavi totali delle grandi banche.
Con tutto ciò, alla fine ci tocca pure salvarle.
Ti ho spiegato le cose in una maniera che le capisce anche un bambino di quattro anni.
Ci avresti fatto una figura decente a riconoscere di avere detto cazzate mondiali, e magari pure a ringraziare per la pazienza.
Non ti dico piu' di studiare: non serve.
Sui libri le cose sono scritte per quelli che le capiscono. E ancora di piu' bisogna capirle quando si va a lavorare.
Non è il caso di prendersela così.
Stacce.