Il Paranormale esiste nonostante Polidoro...

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1 Settimana 17 Ore fa #68980 da Volano49
Ciao Maxi. I "messaggi onirici" andrebbero qualificati come canali di contatto che sfuggono alla coscienza. La dinamica con la quale si sviluppa un fatto paranormale resta ancora un punto pressoché oscuro. Nella formazione di un sogno, dato il rapporto che esiste tra questo e l'inconscio, in molti casi è logico pensare che sotto gli imponderabili stimoli che lo riproducono, notizie e informazione acquisite (sia consciamente che inconsciamente) possano influire sulla genesi del sogno stesso.

Insomma non andrebbe dimenticato che vi è sempre una possibilità che anche il sogno più misterioso e incomprensibile possa essere un prodotto della psiche dell'uomo, che è pur sempre il grande interprete della nostra esistenza. Poi, ovviamente, esistono casi di sogni al limite della realtà. Come ad esempio i sogni "premonitori" che avvertono di un pericolo imminente e fanno riflettere se l'esistenza dell'uomo non sia retta da invisibili fili, come del resto già affermavano gli antichi greci.

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1 Settimana 2 Ore fa #68982 da Maxi.Fanti89
Ci troviamo perfettamente d'accordo. Ancora siamo all'intuizione dei risvolti che i sogni possono dare alla materia, infatti le mie affermazioni precedenti si integrano con tutto ciò e il nostro vissuto-assimilato-esperito viene veicolato dalla materialità (che in ogni caso ha risvolti astratti come il pensiero) alla dimensione onirica, tutto rappresenta un interscambio continuo. Ad esempio non si può affermare che la direzione delle nostre scelte non sia veicolata anche dal sogno e non si può affermare che il sogno non sia veicolato dal nostro vissuto anche quotidiano.

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6 Giorni 14 Ore fa #68983 da Volano49
---" non si può affermare che la direzione delle nostre scelte non sia veicolata anche dal sogno"---

Su questo (a mio parere) non ci piove. Il punto è che esiste, statisticamente, molto altro. Le vicende dell'uomo sono "pregne" di inquietanti rivelazioni tramite sogni che "indirizzano" a procedere in una direzione. La casistica dei "sogni rivelatori" fin dall'antichità è discretamente ampia. Ne riporterò uno per dare un'idea, e riguarda il disastroso terremoto di Messina del 1908 in cui, tra gli altri, perse la vita il poeta Edouard Boner, titolare della cattedra di letteratura tedesca all'Università di Messina.

Sfortunatamente il Boner era rientrato a Messina solo alcuni giorni prima del disastro per preparare le nozze della figlia. Dopo il devastante sisma, malgrado gli scavi, il corpo del professore non fu ritrovato nonostante l'impegno dei soccorritori e della sorella, unica scampata alla tragedia. La salma era introvabile, come del resto tantissime altre sepolte sotto alle macerie. Dopo diversi giorni entrò in scena una ragazzina, la quale si rivolse tremante alla sorella del poeta per raccontarle un sogno che aveva fatto la notte precedente.

La piccola nel sogno aveva visto la figura del professore che le indicava tra le macerie il punto preciso dove si trovava il suo corpo, che giaceva disteso con la testa fracassata e i piedi che spuntavano dalla gabbiola della portineria dello stabile. Trovando aiuto, la sorella tornò a cercare nel punto indicato nel sogno, e in pochi minuti ritrovò il corpo del fratello sfuggito alle precedenti ricerche. La posizione e il tipo di fratture riscontrate sul corpo corrispondevano esattamente a quanto rivelato nel sogno.

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4 Giorni 14 Ore fa #69008 da Volano49
Casi analoghi a quello del post precedente si ritrovano nelle raccolte della ricerca psichica del passato. Comprensive di rivelazioni derivate da sogni con protagonisti i defunti, che permettono di ritrovare cose e persone, nonché documenti e atti notarili per le eredità: celebri sono i messaggi onirici del defunto James Chaffin riguardo al suo testamento ritenuto introvabile. Interventi onirici per risolvere questioni rimaste in sospeso. La banda di Polidoro non lo prenderà in considerazione, ma alla morte di Dante A. mancavano gli ultimi 13 canti della terza Cantica: il Paradiso. Manoscritti cercati invano dai suoi due figli, Jacopo e Pietro.

Ad 8 mesi dalla morte del padre, una notte Jacopo lo sognò nella stanza in cui, esule, viveva a Ravenna. Dante, senza parlare gli indicò un punto preciso a metà altezza sulla parete della stanza. Svegliatosi di colpo, Jacopo andò a chiamare un suo amico, tal Pietro Giardino, insieme si recarono in quella che era stata l'ultima abitazione di Dante. Ad ogni modo, vincendo la scocciatura notturna dei proprietari, salirono nella stanza del sogno, Jacopo Alighieri notò immediatamente il punto che il padre defunto gli aveva indicato e, in un piccolo anfratto, rimosso uno stuoino, scoprirono i 13 canti del Paradiso dati ormai per persi.

L'intera vicenda, è narrata con più particolari dal Boccaccio nella sua opera "Vita di Dante". L'eventuale discredito di tal Polidoro non mi farebbe venire l'orticaria...Se il racconto del Boccaccio fosse stato inventato, Il famoso e integerrimo notaio di quei tempi, Pietro Giardino, che era a conoscenza dei particolari scritti del Boccaccio, avrebbe bellamente screditato la sua opera avendone la facoltà di farlo. Rischio che il Boccaccio non ebbe.
Certi fatti rasentano l'incredibile, con situazioni che fanno emergere un'umanità da sempre fragile e ignara, come se davvero fosse condotta, quasi a divertirle, da una schiera di "entità superiori".

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2 Giorni 1 Ora fa #69036 da Maxi.Fanti89
Tramite studi sullo sciamanesimo,meditazione,religioni misteriche,tradizioni esoteriche,misticismo orientale ho raggiunto una mia teoria data anche dalla mia personale esperienza e ricerca empirica interiore. Determinati stati di coscienza possono avvenire tramite corretti stili di vita che tramite meditazione e o utilizzo di droghe psichedeliche o dissociative portando l’essere umano a settare i bilanciamenti e le produzioni endocrine e neuroendocrine : stile di vita-meditazione-condizioni fisiologiche-condizioni ambientali-stato psicologico. La mia ipotesi è che queste condizioni possano modificare progressivamente il normale "assetto" della coscienza, riducendo il peso dell'Io e dei normali meccanismi attraverso i quali organizziamo corpo, spazio e tempo.
Ho sperimentato personalmente la DMT e durante un'esperienza, ho percepito quello che descriverei come una fortissima "compressione dello spazio-tempo". Ho avuto la sensazione di entrare in una realtà completamente diversa e di entrare in contatto con quelle che ho percepito come "entità" lontanissime ed è accaduto due volte. La prima ero probabilmente nel punto giusto interiore ed esteriore, sono convinto che la mia essenza sia entrata in contatto con l’entità che si puo definire come il concetto del dio universale benevolo, in un istante ho compreso che tutto era perfetto cosi com’è, finita l’esperienza sono sceso dal bosco sul colle piangendo lacrime di pura gioia che mi hanno lasciato una sensazione di benessere per alcune settimane. Mentre nella seconda tempo dopo su un colle differente spoglio senza bosco e con ripetitori di segnali, mi sono connesso con un’entità demoniaca potentissima che mi ha fatto esperire come se tutto fosse errato, finita l’esperienza sono tornato a casa in stato confusionale piangendo per l’orrore e ho dovuto lavorare su me stesso interiormente per giorni prima di tornare del tutto a posto.
La descrizione che mi viene spontanea è che sembrassero trovarsi "alla fine dell'universo", anche se naturalmente questa definizione va presa come descrizione della mia esperienza e non come affermazione sulla loro reale natura.In altri stati alterati ho sperimentato una progressiva dissoluzione dell'Io e fenomeni che interpreto come esperienze extracorporee.Durante un'esperienza con ketamina, mentre ero in uno stato di marcata immobilità/catatonico, ho avuto la percezione di vedermi dall'alto e contemporaneamente di vedere l'intera stanza nella quale mi trovavo, mentre la mia attenzione era rivolta al foro di scarico del lavandino.In un'altra esperienza con ketamina mi sono trovato davanti alla finestra di un amico che aveva perso le chiavi. Per entrare dovevo arrampicarmi sulle grate di una finestra al piano terra e dovevo mettere i piedi sulla struttura superiore con uno sporto dal muro di pochi centimetri, dopo essermi arrampicato spingendo il mio corpo contro al muro per bilanciarmi mi ci sono trovato in piedi senza raggiungere con le mani nessun appiglio della finestra al primo piano. A quel punto prima di continuare ho avuto una visione estremamente breve di me stesso che, dal punto in cui mi trovavo, saltava e si aggrappava all'apertura della finestra. La visione è terminata e, una frazione di secondo dopo, l’ho fatto convinto di non poter cadere.
Un’ altra esperienza che considero significativa è avvenuta dopo una notte ad un rave, durante la quale avevo assunto diverse sostanze psicotrope tra cui LSD, camminavo sotto un portico insieme a un mio amico che invece non era alterato. A circa 50 metri da noi c'era una ragazza. Ho avuto una premonizione e ho detto al mio amico, prima che accadesse "Vedi quella ragazza? Adesso si metterà a destra, dietro alla colonna, finché non saremo passati". La ragazza continuò a camminare ancora per un po’ e dopo ha fatto esattamente ciò che avevo percepito: si è spostata a destra dietro la colonna ed è rimase li mentre passavamo. Per me questo episodio ha un peso particolare perché non ero solo e il mio amico non era alterato.
Molte altre volte mi sono trovato sempre tramite l’ utilizzo di droghe con amici a fare discorsi semi telepatici, dove chi ci vedeva da fuori non capiva, perche vedeva un gruppo che comuncava ridendo con mezze frasi continuate da inizi di risposte come se le cose ce le fossimo dette davvero verbalmente. Altre volte la fusione era energetica con sinergie di invii e ricezioni energetiche.
Da queste esperienze è nata un'ipotesi più generale. Normalmente viviamo la coscienza come se fosse contenuta all'interno di una "scatola" definita da: corpo-spazio-tempo-percezione sensoriale-memoria-identità personale-senso dell'Io. In determinati stati dimeditazione profonda, particolari condizioni fisiologiche e psicologiche, psichedelici, dissociativi e forse anche il processo di morte questi vincoli possono perdere progressivamente la loro rigidità.
Ad oggi sono tanti anni che non uso più droghe perché ne ho fatto anche un utilizzo sconsiderato arrivato all’ abuso. Queste sostanze sono da considerare sacre e come sacre vanno utilizzate.
Sconsiglio vivamente l’ utilizzo perché può portare a slatentizzaione di psicosi, schizofrenia, deliri dati dall’ impossiblità di certe menti/psicologie dalla scissione della percezione reale e quella del proprio auto inganno. Io stesso ci sono caduto dentro e per uscirne ho dovuto fare un lavoro interiore durato anni ma mi hanno lasciato anche molti effetti positivi e cambiato la prospettiva.

Non è finito il discorso lo finirò prossimamente.

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