E’ finita, finalmente la smetteranno di triturarci i cabbasisi h24 con Expo 2015. Con il televenditore nr. 1 impegnato in prima persona, vero patrigno politico dell’evento.
E dietro i proclami trionfali della cerimonia di chiusura, con retorica e demagogia a volumi inauditi, l’Expo si è rivelato quello che temevano tutti i cittadini di buon senso: un fiasco colossale pagato dai contribuenti italiani. Cittadini che ricorderanno per molto tempo questa Expo 2015. Memorabile per molti versi, ad esempio:
- Terreni agricoli pagati 7 volte il loro valore di mercato;
- Subappalti mafiosi – presunti per ora – e commissariamenti di imprese;
- Arresti a non finire, da Gianstefano Frigerio e Primo Greganti ai vertici di Infrastrutture Lombarde;
- Interessi di cosche calabresi;
- Ritardi causati dall’infingardia dei politici recuperati ricoprendo di denaro pubblico le imprese, per pagare turni notturni e straordinari;
- Biglietti Expo abbinati alla tessera del PD (“due pacchi al prezzo di uno”)
- Affidamento dell’intera ristorazione a Eataly: ottomila metri quadrati, 20 ristoranti e circa 2,2 milioni di pasti da distribuire, senza gara e a condizioni da amico (ben il 95% dei ricavi restano a Farinetti); [...]
Ora che il sindaco Marino si è disciolto nell'acido della propria stupidità, a Roma si apre una voragine più grande di tutte le buche della città messe insieme: chi sarà il prossimo uomo a governarla?
I 5 Stelle scalpitano. Sentono di avere a portata di mano un'oppurtunità storica, per dimostrare al paese che loro sono profondamente, sostanzialmente ed effettivamente diversi da tutti gli altri: loro sono persone oneste. Ma non "oneste" nel senso che semplicemente non mangiano al ristorante a spese del cittadino, ma oneste in quanto concepiscono la politica come un servizio per il cittadino - il che di per sè esclude e combatte a priori qualunque tipo di corruzione, malaffare o ruberia che si possano immaginare.
E Roma è proprio la culla universale della corruzione, del malaffare e della ruberia. Roma, semplicemente, è la corruzione.
A Roma non c'è ente, ministero, associazione o corporazione che non sia corrotto. A Roma non ti muovi se non "conosci qualcuno". A Roma nulla accade senza il beneplacito trasversale di qualcuno. A Roma la legalità è un'optional, più spesso fastidioso che non benvenuto. Figuriamoci l'onestà, che della legalità fa la propria bandiera.
Andare a governare una città del genere implica automaticamente una scelta irrevocabile: [...]
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