di Davide71
Alle volte ritorna, nei commenti di Luogocomune, la frustrazione di alcuni utenti che, nonostante i loro sforzi, hanno l'impressione che non ottengono nessun risultato, e anzi, che il potere stia stringendo le maglie sulla controinformazione, zittendo le voci fuori dal coro con la propaganda, la censura, e a volte con sistemi meschini (attacchi informatici) e altri degni della Mafia, e non di un Paese civile (intimidazioni, se non peggio).
Ammetto che la frustrazione è comprensibile, e le preoccupazioni giustificate, ma questo non significa che le cose non cambino, anzi, in qualche modo stanno cambiando già in questo momento.
Per prima cosa la gente sta cambiando, e questa è già una vittoria di per sé.
Ricordo infatti che, per la maggior parte, la prima persona di cui siamo responsabili intellettualmente siamo noi stessi. Siamo noi che dobbiamo informarci, ragionare, e formarci idee il più possibile esatte di quello che ci sta succedendo intorno, e questo lo facciamo innanzi tutto per noi stessi.
In questo senso il cambiamento inizia leggendo i commenti di Luogocomune, confrontandosi con altri utenti, riflettendo sulle ragioni delle loro posizioni, ragioni che si possono anche indagare chiedendo all'utente di spiegare la sua posizione. Il cambiamento inizia anche commentando su Luogocomune, esponendo le proprie idee onestamente e con chiarezza, accettando il confronto con serietà e soddisfacendo le curiosità degli altri utenti. In questo modo un'opinione superficiale diventa un'opinione meditata, un'opinione errata diviene una corretta, un'opinione mal proposta diventa una espressa con chiarezza.
Sostituire un'opinione superficiale, scorretta e confusa con una approfondita, corretta e chiara deve per forza avere delle conseguenze nel nostro modo di operare, che si riverberanno verso tutti coloro che conosciamo.
Esiste una teoria secondo la quale noi siamo connessi con tutte le persone del mondo attraverso una catena di sei persone (teoria dei sei gradi di separazione). Adesso, magari non sono proprio sei, ma sono meno di quanti noi pensiamo. Perciò noi non sappiamo chi raggiungiamo con le nostre parole e con le nostre azioni e quanto lontano riverberano, per quanto piccole possano essere.
Comprare una mela piuttosto di un pacchetto di patatine, andare in bicicletta piuttosto che in macchina, guardare un documentario piuttosto di un film, leggere un libro piuttosto che guardare la tele…piccoli cambiamenti che modificano la direzione in cui proiettiamo le nostre energie, e che modificano i rapporti di forza dei potenti che di queste energie si nutrono.
Tante volte i potenti della Terra restano al loro posto perché cavalcano la corrente, non perché costringono le persone a dirigere le loro energie nella loro direzione (cosa che definisce i regimi oppressivi e dittatoriali). Questo perché il cambiamento nelle persone appartenenti a tutte le classi sociali, anche le più umili, crea molto spesso una reazione a valanga inarrestabile. Ogni cambiamento è iniziato confrontandosi sui problemi, proponendo idee innovative, esponendo ingiustizie palesi e occulte.
Per esempio Kennedy e poi Johnson votarono leggi e provvedimenti a favore dei diritti civili dei neri in USA, ma voi pensate che se qualcun altro fosse stato al loro posto non sarebbe successo? Quanto tempo ancora gli USA potevano opporsi a sanare un'ingiustizia che gridava al cielo, e che in terra peraltro provocava disordini con la prospettiva di un loro peggioramento? Peraltro, creare una società totalitaria, socialista e consumista con negozi separati per bianchi e neri, pulman separati, ospedali separati, e tutto quanto il resto, è semplicemente impossibile oltreché ridicolo.
Tuttavia molte persone in America, anche di potere, si sono opposte all'inevitabile anche in modo violento. In questo senso, tramite l'informazione ci si può preparare al cambiamento, e quando è giusto, lo si può accogliere e diventarne parte, e quando sbagliato, ci si può premunire.
Le cose cambiano anche perché il potere commette errori; spesso le persone al potere sono moralmente e intellettualmente inadeguate al ruolo che ricoprono. Secondo me l'11 settembre e soprattutto la storia del Covid sono stati errori, nel senso che il potere ha scambiato un guadagno immediato con una grave perdita futura, ma solo il futuro ce ne darà la certezza.
Per esempio una delle decisioni più stupide che io mi ricordi fu la vendita delle indulgenze da parte della Chiesa Cattolica (fine Quattrocento). Il contraccolpo dovuto al disgusto per quella iniziativa fece perdere loro mezza Europa (tutto il mondo anglosassone), e all'epoca la Chiesa era "il potere" per eccellenza, a cui nessuno (individualmente) avrebbe osato opporsi.
Adesso possiamo constatare come il potere ha deciso di reagire alla controinformazione in maniera particolarmente opprimente. Per quanto frustrante questo possa essere, e per quanto per qualcuno questo possa significare la perdita del lavoro, dei diritti e forse peggio, è proprio il segnale che lo status quo è stato minacciato. Nessuna battaglia per i diritti civili è stata vinta senza che il potere abbia reagito violentemente prima di seguire la corrente. Perché intendiamoci. Il potere è fatto da gente come noi, che magari sa cose che noi non sappiamo, ma non sempre sanno valutarle per quello che sono, e comunque non sono antiproiettile, e non amano uscire di casa ed essere insultati. Non amano neanche perdere quattrini. Per cui, certamente saranno capaci di schiacciarci uno per uno, ma non possono schiacciarci tutti. Anche perché dipendono da noi.
Mi ricordo di quei film di zombi mangiatori di uomini che alla fine conquistavano il mondo. Bravi furbi, e adesso cosa mangiano? Anche i vampiri ci sono arrivati. Mica trasformano tutti in vampiri, no? Mica scemi.
Questo significa che purtroppo alcuni uomini e donne coraggiosi pagano molto caro il loro coraggio, mentre molti altri godono di quello che i primi hanno contribuito a portare senza essersi esposti. Una triste verità a cui possiamo porre rimedio riconoscendo i loro meriti e mitigandone le conseguenze, per loro e le loro famiglie, non appena i cambiamenti che hanno propugnato si avverano. Anche questo succede, spesso ma non sempre.
Un ultimo punto. Non sempre i cambiamenti rapidi sono meglio. Le cose cambiano più velocemente quando questo fa piacere al potere. Questo succede anche quando il cambiamento viene promosso da gruppi di persone animati dalle migliori intenzioni, anzi succede la maggior parte delle volte. Per esempio esistono sicuramente delle lobby che promuovono il transumanesimo in quanto lo considerano uno strumento utile per il controllo della popolazione. Tuttavia, nella mente dei suoi promotori, esso è concepito come uno strumento di progresso sociale, ed essi sono sinceri nel proporlo. Se esso verrà implementato - e lo considero una eventualità molto probabile - lo sarà per ragioni di potere, e il progresso sociale (vero o presunto, e comunque sempre relativo) passerà in secondo piano, come lo è stato per tutte le ideologie che lo hanno preceduto (capitalismo, comunismo etc.).
Io personalmente non lo condivido minimamente come ideologia, e ne ho anche più apprensione al pensiero di come verrà implementato sul serio, ma di sicuro la differenza la farà il numero di persone che ci hanno meditato sul serio rispetto a quelli che non lo vedranno arrivare, non gliene frega niente, e non lo ameranno ma non sapranno come opporglisi.
Quindi potremmo anche agognare il cambiamento e vederlo realizzato, salvo poi scoprire (come ha fatto chi ha votato i 5 Stelle) che non è successo per nulla quello che ci aspettavamo (non succede mai…)
In sintesi, cambiamo noi stessi, che è l'unica cosa su cui abbiamo un minimo di controllo, e per il resto io consiglio di non farsi il sangue amaro. Dobbiamo essere pazienti. Una cosa è certa: maggiore è il grado di consapevolezza della verità, più rapido, duraturo e soprattutto efficace sarà il cambiamento, per cui ogni lavoro fatto in quella direzione è benvenuto.





anche se sono ormai decenni che ho preso "consapevolezza" che l'unica strada utile e giusta sia quella del cambiamento personale e del modo in cui si reagisce.
Però dipende sempre dalla realtà in cui ci si trova.
Fino a che punto di sopportazione può arrivare il popolo?
Perchè il modo in cui si reagisce è direttamente proporzionale al livello di sopportazione del popolo.
Quanto ancora si dovrà sopportare l'oppressione?
In ogni caso, credo che si dovrà mantenere vivi i giusti valori e principi morali.
Sono quelli che permettono la consapevolezza e la fora reattiva.
Ad esempio, riporto alcuni aforismi di chi ha deciso fin da subito di cambiare approccio verso la "consapevoleza":
“Vale milioni di volte di più la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell'uomo più ricco della terra.”
“Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere.”
“Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.”
“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella di un buon rivoluzionario.”
“Sii il cambiamento che vuoi nel mondo” e’ la massima più vera.
La controinformazione è una possibilità di presa di consapevolezza (LC e’ molto potente in questo senso) ma se a quella non fa seguito un atteggiamento diverso a cosa serve quella consapevolezza? A incattivirci?
Tutto l’odio e la brama di potere e ricchezza del mondo che portano alle più grandi scelleratezze che spesso commentiamo sono specchio di quello che abita anche in noi per quanto in minima parte (a volte emerge anche nei confronti verbali in questo sito). Se poco possiamo nella pratica per cambiare Trump o Zelenski o la Meloni o per aiutare chi è sotto le bombe, possiamo però molto attorno a noi, portando quella pace che a volte non viviamo nemmeno tra le mura domestiche o nelle altre relazioni. Tante piccole fiamme fanno un grande fuoco. Buona Epifania.
Qualche tempo fa avrei concordato al 100%.
Oggi su alcuni punti faccio riflessioni un po' diverse (che non vuol dire contrapposte).
I caratteri che rendono possibile le cose brutte che viviamo sono ovunque. Li vediamo piu' forti nei potenti ma solo perche' loro hanno piu' occasione di mostrarceli. Se prendi il vicino di casa e lo metti a fare il Premier, te lo puoi immaginare fare lo stesso se non peggio. Questo e' uno dei motivi per il quale mi innervosisco quando sento parlare di lotta di classe. E questi caratteri non si vedono migliorare con il tempo. Ne esplicito qualcuno.
- Indifferenza al dolore altrui, non appena si superano i 5 metri di distanza
- Incapacita' di vedere le proporzioni degli eventi
- E quindi di dirigere l'attenzione dove serve per fare valutazioni sensate
- Nessuno o scarso valore attribuito all'integrita'.
- Enorme capacita' di raccontarsi balle, e crederci a dispetto delle evidenze. Ovvero, grande capacita' di manipolare se' stessi.
Pensiero un po' disordinato, ma buono per qualche spunto.
Ribadisco la mia idea (che metto anche in pratica da anni, specifico): basta parlare, parlare, parlare, e cominciare a organizzarsi per agire realisticamente nell'ambito in cui si vive.
Non culliamoci su niente, non troviamoci scuse per starcene rintanati dicendo "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" tanto l'ha detto Gandhi e allora fa anche figo citarlo, non illudiamoci, non passiamo i nostri giorni davanti a una tastiera...
Quello che mi spaventa oggi, nonostante gli errori continui del potere, è da un lato la capacità di polarizzarci e dall'altro la capacità di controllo tecnologico che hanno su ognuno di noi.
Ormai è capillare e alle nuove generazioni non va nemmeno imposto.
Sul potere che ha bisogno di noi comincio a dubitare. Di sicuro ha bisogno del consenso. (ps. e pure questo bisogno potrebbe terminare)
Se nel passato il "popolo" aveva un certo potere contrattuale poichè necessario al padrone oggi non si può non notare un certo indebolimento della posizione. E già su questo molti non saranno d'accordo. E se non c'è accordo sul problema, complicato essere uniti sulla soluzione.
Quindi tra le difficoltà non c'è solo il dover affrontare la sempiterna lotta tra alto e basso, tra vertice e base della piramide; uno degli ostacoli è lo scontro e la divisione tra pari, tra chi dovrebbe essere unito negli intenti e si divide sui dettagli.
Mantenere questo conflitto alla base è la più grande abilità di chi al vertice non rinuncia al mantenimento della posizione.
Come biasimarli.
Allo stesso tempo non si può non considerare la disparità delle forze in campo. La tecnologia, uno dei driver principali di cambiamenti nelle società umane, è completamente in mano al vertice che la userà, come ha sempre fatto, per aumentare il controllo sulle masse.
La presa di coscienza delle forze in campo non deve essere scambiata per scoramento ma per utile consapevolezza che può indirizzare verso soluzioni praticabili che evitino la disfatta.
È la sottovalutazione che è deleteria. Sun tzu docet.
Corruzione, ingiustizia, avidità, sopraffazione, ipocrisia... ma non sono queste semplicemente le manifestazioni visibili della natura umana? La struttura della società non è il palcoscenico su cui la nostra essenza recita il suo eterno copione.
La lotta contro il potere sarebbe allora una lotta contro noi stessi, un combattere contro la propria natura proiettata su larga scala. Cambiare le istituzioni, informare le persone, modificare le abitudini sono tutti tentativi di scolpire il ghiaccio in forme nuove, dimenticando che la sua natura è, prima di tutto, di sciogliersi. Si cambia il sistema, e il nuovo sistema, presto o tardi, produrrà le stesse distorsioni, perché sarà gestito dallo stesso materiale umano, un animale sociale dotato di ragione, ma anche di paura, desiderio di dominio, egoismo e una spinta verso la tribù.
L'uomo non si è mai civilizzato nel senso di aver vinto la propria natura, è solo temporaneamente addomesticato da strutture, leggi e tabù. Quando quelle strutture vacillano, la natura riemerge, intatta. I regimi oppressivi non sono un'anomalia, ma una delle tante possibili configurazioni della nostra tendenza a organizzare gerarchie e a concentrare risorse.
Dunque, essere o non essere?
Certo, il cambiamento sociale potrebbe essere un'illusione. Ma l'autocambiamento, la ricerca personale di chiarezza e coerenza, non è forse un fine a se stesso? Non serve a risolvere il problema, perché il problema, alla fine, siamo noi. Serve però a vivere con gli occhi aperti, in una sorta di nobile disincanto. La consapevolezza non cambierà mai la natura umana, ma cambierà la tua esperienza di essa. E forse, in questa lucidità, c'è l'unica vera libertà possibile.
La filosofia di Vecna
www.youtube.com/.../
"...Corruzione, ingiustizia, avidità, sopraffazione, ipocrisia... ma non sono queste semplicemente le manifestazioni visibili della natura umana? ..."
E per concludere il link.
L'intento, assiduo e costante, di questo utente non potrebbe essere più chiaro.
Qual'è il mio intento assiduo è costante dottore ????
Edit:
Poi se la prendono con airone o ci si lamenta dei battibecchi.
Certo, uno non può nemmeno esprimere il proprio pensiero perchè arriva il saggio di turno che ti mette a nudo di fronte a tutti sapendo quali sono i suoi secondi fini senza averlo mai incontrato una volta.
Ma vatti a fare una sega che magari ti diverti.
Basta cosi .
Tutto corretto, ma il cambiamento di se stessi, se avviene autenticamente, può rendere possibile quello su larga scala. È esattamente stravolgere il paradigma che si ritiene immutabile, quello della "natura umana", quello fondato su tutti quegli elementi che hai citato, avidità, corruzione etc... È chiaro che se tale natura viene considerata immutabile, e la prima misura è quella che, guardandosi allo specchio, non c'è modo di vedere nulla di diverso da quello che si critica, allora la tua conclusione è inevitabilmente corretta.
Al contrario se allo specchio non riconosci più il "prototipo umano" allora una breccia esiste e tu ne sei la dimostrazione.
Il mors tua vita mea ha sempre vinto perchè le condizioni al contorno non lasciavano scampo ad altro. Il vertice, nonostante tutto, non ha alcuna intenzione e interesse di cambiarne la percezione perchè è proprio sullo scontro alla base che fonda il suo potere e controllo.
La percezione di scarsità è uno dei pilastri su cui si esprime la "natura umana", e finchè rimarrà non ci sarà spazio per alternative al "mors tua vita mea".
rispondo alle obiezioni che mi sono state poste, tenendo presente che c'è qualcosa di molto vero in quello che hanno detto gli utenti che le hanno formulate.
1) noi non siamo migliori di quelli che ci governano. Quindi, se li sostituissimo, le cose non cambierebbero realmente.
Questo é uno degli aspetti del cambiamento che dobbiamo operare.
2) Basta scrivere. Occorre fare.
Vero. Ma prima occorre conoscere. In realtá soltanto chi conosce fa. Quello che non conosce é convinto di fare, ma rovina. Un esempio é uno che opera una persona senza essere un chirurgo.
3) non é detto che esista un problema da risolvere.
Vero anche questo. Oppure potrebbe essere che il cambiamento sociale migliori certe cose e ne peggiori altre, oppure faccia solo danno. Anche in questo caso, l'arma della conoscenza aiuta a districarsi tra le varie opzioni. Ma la conoscenza di cui parlo non é banale, tutt'altro.
La propaganda é bravissima a creare problemi che non esistono per distrarre da problemi molto reali.
#14 Davide 71
Sono sincero, a me tanta filosofia puzza di sabotaggio di questo luogo.
Discussioni interminabili e sul sesso degli angeli, molte delle quali minano a fare desistere i lettori (e magari sfiancare lo stesso Massimo), e quindi a fare allontare utenza da Luogocomune.
Qui dentro - salvo omissioni per ignoranza - solo Massimo, Peonia, Sertes, Wolf, Dante Bertello e il sottoscritto hanno nome e cognome.
Non è una critica, solo un suggerimento.
Prego soltanto chi vorrà rispondermi di non interpretare le mie parole, semplicemente rispondere nel merito.
Ma voi siete veramente convinti che si possa uscire dalla situazione in cui ci troviamo (sociale, economica, geopolitica etc. etc.) con le buone maniere?
Nessuno quì o altrove è un anonimo per chi di dovere.
Tu quando entri in un bar chiedi i documenti prima di metterti a chiaccherare con qualcuno?
Questo è un bar, senza messuna offesa sia chiaro, ne per i bar ne per il blog.
TUTTOEGIADECISOH !
VOTARENONSERVEH !!
come la penso lo sapete............
lo avete capito, no?
#17 N.F.S.
Grazie del suggerimento, anche se, ad esserti sincero, sto attendendo ancora che tu risponda al mio invito a raccontare la tua storia, che ti ho rivolto quando mi hai chiesto di collaborare con te.
Ma non importa che tu lo faccia, né tantomeno ritengo necessario rispondere a sfide che mi vengono lanciate, anche se in forma apparentemente amichevole.
La sostanza di ciò che propongo non cambia, che io mi chiami Ciccio o Pierpiero.
Sulla credibilità, ciascuno valuti come ritiene, tanto non sto proponendo nulla a mio beneficio, sto solo perorando un'idea.
# 17 Risposta: NO
# 18 Giusto, quindi sarebbe da chiedere a chi di dovere perché tanti bar li chiudono in quanto frequentati da pregiudicati. Altro che documenti, gli esercenti dovrebbero chiedere la fedina penale (quindi il sottoscritto dovrebbe andare a bere solo alle fontanelle pubbliche...)
Solo che mi vergogno a mostrare i cadaveri (in senso non sempre metaforico) che mi sono lasciato dietro finora, alla pari di un cacciatore di taglie.
La storia lo h dimostrato.
Il concetto di fondo è che l'unica cosa che possiamo fare è quella di cambiare noi stessi nel modo di pensare a di approcciarsi alle situazioni.
Perchè solo in questo modo si può generare una profonda ribellione,
partendo dalle piccole cose.
Dal non comprare più certi articoli al boicottarli.
Dal rimanere sempre informati e vigili al evitare di cadere nei tranelli dl sistema.
Dal continuare ad usare i contanti al togliersi dalle balle il televisore senza pagare il pizzo alla rai.
Tante cose, seppur piccole e insignificanti, assieme fanno la differenza.
La consapevolezza è l'unica cosa che non potranno mai togliere.
Però, se domani mi trovassi sopra la testa degli elicotteri yankee che bombardano, sarò "costretto" ad un approccio completamente differente
RFK diceva: "Ogni volta che un uomo si batte per un ideale, o agisce per migliorare le condizioni degli altri, o si oppone all'ingiustizia, produce un minuscolo rivolo di speranza; e questi rivoli, incrociandosi tra loro da un milione di diversi centri di energia e di coraggio, creano una corrente capace di abbattere le più possenti mura di oppressione e resistenza.”
Discorso del Sud Africa, al minuto 26:50
Senza intenti polemici sia chiaro.
La risposta è si, in rete non esiste l'anonimato, ovviamente se qualcuno semplicemente vuole verificare.
Normalmente non verificano chi siamo perchè non interessanti.
Per il bar: un esercizio viene chiuso se chi di dovere ritiene che almeno faciliti l'incontro di personaggi discutibili.
Nessuno chiude un supermercato perchè alcuni mafiosi vanno regolarmente a farci la spesa.
Sul richiedere fedine penali: io sono stufo di telecamere di sorveglianza e autovelox, ci manca solo una legge che autorizzi i baristi ad effettuare controlli.
In effetti cìè un precedente, la carta verde dell'operazione corona...
La vicenda Venezuelana ne è la plastica dimostrazione.
Da sempre, nella storia umana, la soluzione di ogni problema complesso si risolve con l'utilizzo della forza.
La diplomazia, e con essa la politica, rappresentano l'intermezzo pubblicitario fra una guerra e la successiva. Ottimo per organizzare le tifoserie, creare una vastissima gamma di burocrati, organizzazioni, enti, movimenti, gruppi, specialisti del pensiero, guru illuminati, etc etc.
Ma quando poi c'è da fare i conti sul serio, sempre con la violenza si risolvono le questioni.
Il fatto che la miccia tardi ad innescarsi dipende dalla potenza di fuoco, che è così smisurata, da rendere la tabula rasa conseguente, un deserto inutile per quel famoso 1% che tiene per le °°il restante 99%.
Le risorse attualmente disponibili ,consentono ai padroni del discorso di trarre vantaggio dall'allevamento delle masse.
La verità emergerà se, e quando, dal punto di vista delle figure apicali, le risorse non saranno più sufficienti per tutti.
A quel punto saremo solo zavorra.
Se questa presa di coscienza collettiva in atto da molto tempo, (visto che non siamo più uomini delle caverne da un bel po) fosse reale, non ci sarebbe bisogno di eserciti per chiarire le questioni.
Ed invece eccoli ancora qui.
Si sta per spendere una montagna di soldi, per riarmarli. La coscienza collettiva non se ne è accorta? O si sta lasciando correre perchè per adesso è festa e iniziamo a manifestare dissenso dopo l'epifania?
Il dibattito è sempre utile, ma resta qualcosa di puramente speculativo, consolatorio a tratti, ma ininfluente quando c'è da fare sul serio.
Dimenticavo un particolare importante, se è vero che il Venezuela sta festeggiando la caduta del dittatore cattivo, questi milioni di odierni manifestanti, sempre un liberatore (ben armato) hanno atteso. Quindi si torna sempre al punto di partenza. Va bene l'evoluzione del pensiero, ma senza l'uso della forza, tutto procede in maniera meramente teorica e speculativa. Fa bene all'anima. Dona un po di buon umore. Ma null'altro.
P.s. a NFS
Qui dentro nessuno è anonimo. Tutti abbiamo un bell'ip che ci identifica, per chi volesse interessarsi/occuparsi di noi. Anche quelli più accorti che usano vpn, sono comunque chiaramente identificabili. Dipende dal livello di interesse che suscitano nei guardiani del recinto. Anche a voler dare il nostro nome e cognome nulla cambierebbe in termini pratici. Mia opinione personale
C'e' chi sostiene (Fausto Carotenuto) che nonostante le forze oscure che guidano il modo, il livello di coscienza stia lentamente aumentando.
Anche semplicemente diffondendo le idee e notizie di questo forum si fa un microscopico passo verso un modo migliore !
Tutti gli eventi dimostrano che alla fine l'unica legge che esiste è quella del più forte.
Consapevolezza
Ostrogorski (pensatore inizio 900) afferma che se i cittadini sono politicamente come i bambini " i governanti li dirigono a modo loro come fossero marionette o li considerano come strumenti a loro disposizione."
Quindi la consapevolezza data dalla "controinformazione" + la "informazione" sono fondamentali.
Ma poi ...
Tutto questo non basta, perché una maggioranza di persone consapevoli viene sconfitta da pochi più forti.
La forza delle persone consapevoli è data dall'unione, e per l'unità è necessaria una bandiera.
I molti deboli hanno vinto i pochi forti solo quando si sono uniti dietro ad una bandiera (o un predicatore).
So di scandalizzare se dico che il fascismo è stato uno di questi esempi, come il M5S, come ...
Il problema è la fase 2, quando all'interno del movimento esiste quando il predicatore forma una nuova casta, ma se esiste una consapevolezza diffusa forse questo problema si può risolvere.
Quale bandiera?
E qui sta il problema, perché se si segue il Predicatore oltre ai rischi si vede subito che ce n'è un'infinità, spesso con prediche che si discostano ben poco fra loro, chiara indicazione di pericolo di futura replica del meccanismo della casta.
Quello che so è che la bandiera dovrebbe essere discosta dal dualismo destra-sinistra, uno dei meccanismi subliminali con cui i forti dividono ed imperano.
Rispondo nel merito a chi dice che per agire ci vuole competenza: ma quindi ci vuole la laurea per fare attivismo civico? Dov'è che ci si iscrive?
Pensa tu che sprovveduto che sono stato in tutti questi anni, senza preparazione, allo sbaraglio, e nonostante tutto sono stato proprio un fortunato, sono riuscito a fare tante cose e perfino a ottenere dei risultati...
Sarà stata la fortuna del principiante?
Qui una traccia promettente, per chi la volesse seguire (continua nel canale che la ospita):
www.youtube.com/watch?v=O5WEnz0_AiU
www.youtube.com/watch?v=GooZcWdzwGo
Saluti.
Un leone non nasce per mangiare erba né per cambiare le cose.
Noi, invece, abbiamo l’ignoranza di crederci superiori a tutto e a tutti, al punto che, dopo millenni di storia modellata da noi stessi, decidiamo improvvisamente che è arrivato il momento di dire Basta.
L’ipocrisia è una brutta rogna.
Molti si lamentano delle forze dell’ordine, degli ospedali, delle cure o della Chiesa. Poi però, all’occorrenza, chiamano il 113, il 118, si fanno curare e si sposano sull’altare.
Sono, di fatto, la negazione di se stessi: vogliono cambiare il mondo partendo dalle piccole cose, senza rendersi conto delle contraddizioni in cui vivono.
Nella notte dei tempi, Adamo ed Eva in dieci minuti hanno mentito a Dio, rubato una mela e si sono lasciati corrompere dal serpente. Solo sfortuna, ovviamente.
Poi, per carità, ognuno è libero di vivere dove vuole: sulla punta dell’iceberg o sott’acqua.
Io personalmente ringrazio di essere nato e di aver potuto assaporare la vita per qualche decennio, senza dare colpe a nessuno.
Sposo la dottrina di Poe: credere a metà di quello che vedi e a nulla di quello che senti, ma nulla di più.
Non ho l’arroganza di voler cambiare nulla se non ciò che riguarda la mia esistenza. Se poi questo potrà essere utile a qualcuno, bene; altrimenti lascio questo fardello allla controinformazione che ne è davvero capace.
Per fare il paio, il fratello JFK mi pare disse, più o meno "Chi impedisce le soluzioni pacifiche favorisce quelle violente"
Lei così sembra uno di quei micetti pucciosi impauriti che se si tenta di accarezzarli sibilano e graffiano.
Praxis, noi e Lei parliamo la stessa lingua seppur con intonazione diversa.
Dovremmo confrontarci e arricchirci reciprocamente in automatico, non guardarci in cagnesco solo perché fuori di qui ci esasperano.
E innegabile che la natura umana sia colma di difetti, ma è altrettanto vero che molte situazioni nell'arco dei secoli siano se non altro in superficie migliorate .
Come giustamente osservi , non possiamo cambiare la nostra natura, ma possiamo controllarla .
Credo che tu oggi abbia ragione , ma credo che avrai torto più avanti.
Scusa la mia impertinenza ma osservo che i tuoi post sembrano palesemente contro Venusia
Non conosco il vostro rapporto ma ti chiedo :
Puoi esprimere un concetto senza parlare in generale
Se non altro per capire il tuo punto di vista .
@ Wile E. Coyote #17
@Praxis #15
Sull'anonimato.
In guerra, qualcuno si espone, qualcuno lavora al coperto. Dipende solo dal lavoro che sta facendo. Certo, ci vuole coraggio a esporsi, e non tutti ce l'hanno. Io, personalmente, non ce l'ho. Io ho un'amica che non sopporta la controinformazione, convinta che siano tutte idiozie. Io non c'ho voglia di discutere con lei.
Soprattutto, non puoi esporti con tutto. Non puoi combattere tutte le battaglie. Finisci per farti un numero infinito di nemici, e non aiuta. Meglio concentrarsi su poche battaglie ed essere piú conformisti sul resto, anche se alle volte devi tenere la bocca chiusa. Almeno, cosí la penso io.
Solo consapevolezza che si ha un'arma in tasca.
Quanto ad usarla è un altro conto.
Sono contro le intenzioni di chi si serve di certi commentatori che hanno la finalità, con interventi sistematici e coordinati, di banalizzare, confondere e demotivare.
www.youtube.com/watch?v=-aDBT9hpVXQ
Se per avere un pronto soccorso quando serve dovessi tacere su ogni difetto che vedo nella sanita', non avrebbe molto senso. E posso anche accontentarmi, quando necessario, di un servizio scarso che pero' e' sempre meglio di niente. Tanto piu' che lo pago e sono obbligato a farlo.
Ma quelle di sopra non lo sono.
Ma parlavo di altro .
Sei comunque d'accordo su determinati concetti e li contesti solo perché coordinati benché plausibili ??
Oppure per te non sono veritieri e quindi fuorvianti .
E importante saperlo , perché nel primo caso comunque spetterebbe al singolo utente capire il contesto e decidere da se.
Nel secondo si apre un dibattito più ampio che richiede almeno una risposta elaborata al posto di un accusa velata .
Scusa la rima
Sono temi importanti che non andrebbero trattati con superficialità basandosi solo sulle intenzioni di chi o di che cosa .
Personalmente non mi ha ne demotivato , ne banalizzare, ne confuso.
Per fortuna ho un cervello che pensa .
-Credo che un enorme e positivo impulso alla consapevolezza sia stato dato da internet con annessa circolazione di idee, fatti, dibattiti. Il dubbio è: ce l'hanno data loro internet, fino a quando ce la lasciano?
-Il concetto di "bene" va preso con cautela: molti di quelli che volevano siringare a forza pensavano e pensano sia "bene". Idem i nazisti. Tralasciando la malafede in molti casi i più tragici fatti si originano quando qualcuno vuole imporre a qualcun altro il "suo" "bene", sentendosi perfino buonissimo ed evoluto. Si è visto che finisce a stragi di innocenti.
L'ideale, utopico e solo molto parzialmente realizzabile, sarebbe di poter vivere in posti dove ci sono valori compatibili con i propri. Negli USA per esempio, come detto, molto parzialmente col sistema federale in parte è possibile. Per ora.
P.S.: poi tutto viene sommerso e avvelenato da tonnellate di ipocrisia, retorica, dibattiti vietati, mostrificazioni scientifiche e bandierine sventolate le feste comandate naturalmente.
Certo fra diecimila anni anni magari...
Forse in quel periodo l'uomo vivrà 1000 anni e non piu 100 e riuscirà a raggiungere finalmente quella consapevolezza che gli manca oggi .
Ma di fatto io non mi invento nulla, scrivo solo quello che osservo nel mondo attorno a me
Ma non sempre vieni capito, e ti spiego perche
Prima di Natale ero sul treno con un amico, tornavamo da Milano, e io stavo scrivendo su LC guarda il caso.
5 o 6 posti più avanti c'era un uomo sulla 40 ina, telefonino tutto volume, parlava ad altissima voce, invadeva le altre persone , il classico cazzone.
Ad un certo punto il mio amico mi ha detto, " magari a volte ti incazzi perche stai chattando con uno cosi e neanche lo sai " .
Io sono convinto che se una cosa la si costringa a funzionare con la forza, prima o poi (più prima che poi) si rompe, generando danni tanto grossi e irreversibili quanto il tempo perso lasciato correre nel tentare di farla funzionare nonostante i problemi.
Questa UE, ad esempio, è destinata a rompersi. Lo farà da sola, spontaneamente, senza armarsi di pale e picconi.
Intendiamoci, non sono contrario al concetto di unione europea se questa rappresenti un polo a se stante, libera ed indipendente dagli Stati Uniti e davvero rappresentata da ogni singolo stato, ma questa non è l'UE che serve ai cittadini.
Un manipolo di criminali globalisti falliti alla mercé di questo o quell'altro presidente americano, impegnati come una setta di vampiri nel distruggere l'economia dei singoli stati al fine di indebolire ed esasperare la popolazione, nonché distruggere definitivamente ogni forma superstite di sovranismo.
Si romperà da sola.
Il fiume alla fine si riprende sempre il suo percorso e non ha bisogno di aiuti
E NATURALE !!!!!!!
Come fai a farti bastare 24h al giorno... Bho...
Come fai a farti bastare 24h al giorno... Bho...
… i soldati che sparano sulle persone in mare uccidendole, o quelli che lanciano missili sulle scuole con i bambini dentro… dovrebbero rifiutarsi di eseguire gli ordini, invece lo fanno... come fecero i nazisti che eseguivano gli ordini di genocidio…
… è colpa di chi dà l’ordine?… si!… è colpa di chi esegue l’ordine?… si!…
… una domanda tecnica a peterpan: cosa succede a chi rifiuta di eseguire l’ordine di commettere una strage perché si rende conto che è un crimine contro l’umanità?…
... gli fanno un’applauso?… non è una domanda retorica, nella realtà fuori dai film cosa succede?… non è mai accaduto?… processano chi ha dato l’ordine di eseguire il crimine o sono cazzi per diabetici per il soldato che non vuole fare il nazista?...
... a me non risulta che chi si arruola soldato lo faccia per commettere abusi...
... forse mi sbaglio?... forse non attendono altro per sfogare i loro istinti?...
… in sostanza l’impossibilità di opporsi, pena morire con un click che blocca tutto…
… il consenso a quel punto diverrà inutile… e il velo che copre la dittatura cadrà...
Condivido e sottolineo il riconoscere che l'evoluzione di un contesto umano è la somma delle evoluzioni di ogni singolo. La questione è che si tratta di una somma non lineare, quindi non esiste un modo giusto che, ripetuto da tutti, fa evolvere una società più rapidamente o più certamente nella "direzione giusta". Lo penso come il problema di fondo di qualsiasi ideologia o teologia, che pretende di costruire un mondo immaginato e quasi sempre senza rimetterlo in discussione alla luce del confronto fra le persone.
Non credo che esista un problema di "natura umana", nel senso che ha difetti prestabiliti e che l'evoluzione troverebbe senso nel riconoscerli ed evitarli. Credo piuttosto che tutto sia possibile e che ogni volta dovremmo semplicemente essere aperti al confronto, cogliendo ogni opportunità di arricchirci di esperienza e conoscenza. Se lo facciamo sinceramente e con coraggio le virtù poi crescono da sole.
Vi pongo un esempio su un mio vissuto: l'anno scorso visitai la Mezquita a Cordoba, in Spagna.
E' una moschea con più di mille anni e, a dispetto del nome con cui è conosciuta, è grandissima. All'interno di essa dopo qualche secolo, quando i cristiani ripresero il controllo, fu impiantata una cattedrale cristiana, più alta ma meno ampia. L'impianto è tale che il visitatore entra nella moschea e percorre un'ampia parte interna della costruzione originale poi, quando arriva al centro, incontra l'interno della cattedrale. Lì puoi sperimentare veramente il confronto fra la visione musulmana e quella cristiana del mondo, più della lettura di qualsiasi testo teologico dell'una o dell'altra religione.
La moschea ha una disposizione a colonne ed archi che si ripetono in lungo ed in largo, dandoti l'impressione di una prospettiva che cambia continuamente con il volgere dello sguardo, pur rimanendo sempre nello stesso spazio. Non ci sono immagini di dio nè di santi nè alcuna sacra rappresentazione, ci sei solo tu e la tua...grandezza.
La cattedrale cristiana invece ha tutte le caratteristiche di una sontuosa chiesa con immagini, oro, rappresentazioni, ecc.
A dispetto della cultura cristiana in cui sono cresciuto e dell'idea cattiva e stereotipata che avevo dell'islam ho trovato la costruzione musulmana molto aperta e niente affatto manipolatoria, a differenza dell'altra. Evidentemente l'islam non conosce il marketing
Che cosa ho voluto dire con l'esempio della moschea? Che possiamo essere educati, manipolati e inculcati con qualsiasi cosa, ma è sempre possibile scegliere di essere aperti alle esperienze e mettere insieme una propria visione. Sono più che convinto che il valore non stia nella società, ma nelle persone che la costituiscono.
Grazie Davide71, che a me sembra la tua lettera più come un grido di ribellione, che possa essere invece l'inizio e la speranza di un nuovo divenire.
@ etrnlchild #8
Questo per dire che il potere sogna un mondo di ... distopico.
Ma per ora hanno bisogno di lavoratori e consumatori.
Pensa un po' te, quelli che invece vogliono un mondo dove ci sia armonia tra i lavoratori e la classe dirigente mirano a costruire un mondo migliore anche per il potere, e il potere li ostacola pure.
Anche altri utenti hanno fatto notare come i potenti tendono a distruggere ció su cui hanno il potere. In qualche caso lo fanno perché sono dei colonialisti razziatori, ma a volte lo fanno per pura stupiditá, senza neanche accorgersene. Sono semplicemente estraniati dalla realtá.
Toccante, commovente e lungimirante il tuo scritto: davvero LIRICAMENTE UMANO. MA…….in effetti:
“Essere o non essere, questo è il dilemma"
Ovvero è meglio provare a mettere una mutanda ad un elefante della Savana oppure
avere coscienza che la morte è un illusione tutta umana, questo è al contempo un dilemma ormai sciolto ed un fatto serio
Il mondo non si cambia e non si cambierà mai, anzi sarà sempre lui a cambiare noi quindi……
Il dilemma, per quanto riguarda “me”, l’ho affinato/ragionato strada facendo, così mi sono sempre più convinto che bisognerebbe essere più curiosi ed attenti nel chiedersi con tanta umiltà : “ma cosa ci sarà davvero dopo questa vita ?”, anche perché, scusatemi tanto, alla faccia dei materialisti (atei, agnostici, etc.), alla luce delle recenti acquisizioni della scienza ed in particolare della “metascienza” (in Astrofisica, in tutta la Fisica, in Informatica Quantistica, in Esobiologia, etc.) in effetti tutti dovremo morire, con la comune conseguente ed inevitabile paura, ma la morte non è una cosa che, diciamo così per semplificare al massimo, si conosca bene nei suoi scientifici risvolti fisici (non nel senso del corpo materiale ma al contrario dell’”immaterialità” che l’ha determinata come parte integrante e sublimatrice della nostra vita)
A riguardo, quale migliore sintesi poetica possiamo cercare se non in tutta la bellissima e profondissima lirica del nostro amato ed indimenticabile Totó, al secolo il coltissimo ed umanissimo Principe Antonio De Curtis, quando nell ‘A Livella” alla fine dice:
“Perciò, stamme a ssentì, nun fa’ ‘o restivo,
suppuorteme vicino, che te ‘mporta?
‘Sti ppagliacciate ‘e ffanno sul’e vive:
nuje simme serje… appartenimmo a morte!”
Pertanto la celebre frase iniziale del monologo di Amleto che esprime un profondo interrogativo esistenziale sulla vita, la morte e il suicidio, ponendo la domanda se sia meglio sopportare le sofferenze della vita o porvi fine, ma temendo l'ignoto che segue la morte, dovrebbe essere parafrasata con il testo canoro di Eugenio Finardi: “Extraterrestre, portami via / Voglio una stella che sia tutta mia" ed ancora "Extraterrestre, vienimi a cercare / Voglio un pianeta su cui ricominciare", canzone LIRICAMENTE ALIENA, ma mai così attuale.
Giovanni Militerno
“ In sintesi, cambiamo noi stessi, che è l'unica cosa su cui abbiamo un minimo di controllo, e per il resto io consiglio di non farsi il sangue amaro. Dobbiamo essere pazienti. Una cosa è certa: maggiore è il grado di consapevolezza della verità, più rapido, duraturo e soprattutto efficace sarà il cambiamento, per cui ogni lavoro fatto in quella direzione è benvenuto.”
Nella mia sintesi, per evitare fraintendimenti:
“maggiore è il grado di consapevolezza della verità, più rapido, duraturo e soprattutto efficace sarà il cambiamento”……in ciascuno di noi, anche nei confronti di se stessi, per potere amare, vivere, gioire, temere il meno possibile di morire ed al contrario avere tanto interesse/curiosità per l’ “aldilà” tanta quanta ne abbiamo tutti i giorni per l’ “aldiquà”.
Ce ne sono ancora tanti che non ci arrivano ad essere liberi da essere sempre veicolati.
È come quando vieni buttato in acqua , per istinto di sopravvivenza in qualche modo , cerchi un modo per sopravvivere ed è lo stesso per la controinformazione.
Nel senso che pur sopravvivendo nell' acqua senza andare a fondo , c'è sempre una tecnica per stare a galla e nuotare e tanti si fermano al fatto di saper stare a galla e dire di saper nuotare.
Lo stesso vale per l'informazione, tanti sono in superficie, ma non vedono oltre.
È solo una questione di ritmo e di tempo , prima o poi bisognerà cominciare con azioni che fanno del male alla bestia.
Una su tutte tanto per iniziare sarebbe boiccottare.
Sta a noi scegliere il quando e come applicare la teoria delle sei separazioni.
Cui bono il divid et impera?
Ancora complimenti Massimo uno di noi!
Il percorso personale che ognuno di noi dovrebbe intraprendere è di raggiungere più consapevolezza possibile ed essere il più possibile coerente con essa. Il dovere è di condividerla per fare si che possa creare o aumentare una coscienza collettiva. È vero, il cambiamento parte da noi stessi e noi possiamo raggiungere un certo livello di consapevolezza sia individuale che collettiva ma sono dell'opinione che ci sono periodi/epoche più favorevoli di altri per fare passi avanti in termini di umanità.
Internet, come ha già detto qualcuno, ha dato uno slancio enorme per dare almeno una consapevolezza di "base" a milioni di persone e facilitarne la condivisione, il lavoro enorme di Massimo e di altri ne è la testimonianza ma...
purtroppo il grosso del lavoro lo sta facendo sempre il "mainstream" e i nostri governanti. Una propaganda sempre più assurda e martellante, porcate commesse sempre più alla luce del sole, un doppio standard di cui se ne accorgerebbe anche un bambino. Questo clima da resa dei conti o tutte le carte sono sul tavolo incide più di 100 video su YouTube.
Chiudendo, noi possiamo pure commentare fra di noi che il Re è nudo ma se lui se ne sta nascosto in un angolo della piazza possiamo fare poco, altro discorso se sì mette a ballare e ridere sguaiatamente in mezzo ad essa.
Le entità depositarie delle tendenze che si confrontano da tempi immemorabili sopra le teste degli uomini abbassarono concordemente una leva e l'assolutismo, vecchio di millenni, fu liquidato in pochi anni.
Sul grande tavolo fuori dal tempo c'era un progetto già approvato da predecessori remoti, e l'umanità, un colpo da destra e uno da sinistra, un altro da destra e ancora uno da sinistra, e così per due secoli, fu forgiata a forma di industrializzazione: una rigidità e un formalismo che neanche l'esercito di Ciro il Grande.....la razza, la famiglia, la nazione, il ruolo, la missione, il rango, la classe sociale, i dirittodoveri, la religione, il luogo di nascita, il luogo di origine, l'istruzione prevista, gli studi tollerati e quelli avversati, la vocazione, l'addestramento, il credo, la corrente di pensiero, la morale della favola, le amicizie e le inimicizie, il modo di vestire, il modo di mangiare, il modo di sedere, il modo di camminare, il modo di ridere o di non ridere...
Sul grande tavolo fuori dal tempo, c'era un altro progetto, anch'esso messo a punto dagli antenati all'origine della civiltà: computer, microprocessori, automatismo, robot, l'infinitamente piccolo, l'intelligenza artificiale, le influenze dal Cosmo, contatti con altre dimensioni, tutto il sapere a disposizione di chi lo avesse cercato, la consapevolezza limitata solo dalle possibilità individuali di ciascuno...
Si lanciarono l'un l'altro degli sguardi interrogativi, attorno al grande tavolo del potere lo smarrimento era palpabile: come fare per trasformare una società inamidata fino alle budella, durante 200 e passa anni, in un complesso fluido in grado di reggere una novità dietro ogni angolo, una sorpresa spiazzante a ogni piè sospinto, di scoprire e sopportare la propria origine, di immaginare lo scopo dell'esistenza di se stessi e dell'umanità intera?
Sul grande tavolo fuori dal tempo rimaneva una cartellina priva di intestazione, la aprirono e, sul primo di alcuni fogli raccolti da una grafetta, lessero:
"TRANSUMANESIMO, istruzioni per l'uso".
Diciamo che il mercato non può non andare nella direzione dell'automazione spinta. Questo crea inevitabilmente un problema di equilibrio nel rapporto lavoratore/consumatore che mette in crisi il sistema che si è costruito dopo la rivoluzione industriale, con la nascita della classe media, welfare e sistema pensionistico, dove il fondamento era un patto sociale tra generazioni, così come lo conosciamo oggi, dove lo Stato, a seguito dei mutamenti sociali legati allo sviluppo tecnologico si sostituisce alla famiglia rurale come sistema di sicurezza sociale. Lo fa per necessità, non per idealismo, lo fa per risolvere un problema di equilibrio, per evitare rivolte, garantire produttività e stabilizzare la società industriale che si stava creando.
Questo tempo sta per finire, e tra i problemi c'è proprio l'incapacità delle masse di riconoscerlo ed accettarlo, pensando che dove si distrugge occupazione se ne crea altrettanta, memori delle precedenti rivoluzioni tecnologiche. Questa volta non sarà così per i motivi che ho spiegato molte volte.
Nel frattempo molti pilastri dello stato di diritto vengono lentamente frantumati.
Un esempio è l'ultima sentenza della Corte Costituzionale che ha sdoganato la legittimità del sacrificio coatto del singolo per la collettività.
Dire che la decisione "è politica" per salvare il Governo Covid non giustifica un punto di non ritorno nel campo del diritto, perchè fin'ora tutti gli schieramenti si sono avvicendati e mai si era giunti a tale livello.
E' solo un segno dei tempi, perchè nella soluzione distopica (ad un problema che è reale), il "bene collettivo" sarà uno dei pilastri, a discapito dell'individuo, del suo spazio di sovranità, libertà, umanità (a proposito di transumanesimo).
Lo Stato, o il SuperStato come si va configurando, non fa nulla se non per necessità di mantenere un equilibrio sociale e sistemico.
E' per questo che l'avvicendarsi nel teatro politico delle forze in campo è irrilevante di fronte a tali problematiche che sono globali.
E' per questo che si ha la sensazione che a prescindere da chi governi, sulle cose che contano, non c'è alcuna differenza di passo o di scelte. Mi fermo che si va OT.
Siamo comunque al punto che il Re è nudo, si fa vedere e non gliene frega una beata mazza perchè sa che, pure da nudo, farà quello che vuole e il popolo, pure se vestito, farà molta fatica a non ubbidire.
Per essere corretto nel rispondere in questo commento, avrei dovuto anche leggere per bene tutti i commenti di quelli che hanno scritto prima di me. L'ho fatto? No, perché diventerei scemo. Rispondo direttamente a chi ha scritto sopra.
Il problema del consenso.
Quello che mi viene da pensare leggendo quanto scritto, è che chi ha scritto ha capito che è importante innanzitutto fare per se stessi.
Quello che invece vedo in molti attivisti di vari campi, è la ricerca del consenso.
Va ricordato, che tutte le fazioni politiche cercano consenso e lo fanno attraverso vari sistemi.
Ad esempio mi rimane impresso una volta in cui sono incappato in una presentazione di un libro dalle parti di Capalbio, ed era presente Veltroni. In platea c'erano delle persone, l'evento non era affollatissimo perché comunque era in una zona non densamente abitata, ma c'erano comunque delle persone.
Ecco, il sistema si nutre di queste persone che partecipano alle attività che il sistema gli propone. Ma una persona che ha fatto il suo percorso di consapevolezza smette di partecipare a queste iniziative, perché gli risuonano estranee.
Anche le azioni contano. Non quelle della ribellione, ma quelle che fanno vedere anche all'esterno che uno ha capito per se stesso.
La ribellione comunque è funzionale al sistema che ha bisogno di salvaguardare se stesso e per questo avvengono dei cambiamenti.
Ma se uno comincia ad approcciare diversamente al consumo dei prodotti, allo stile di vita, senza farsene un problema... comunica anche agli altri che ha compreso delle cose.
Poi il sistema assorbe anche le nuove abitudini che i più intelligenti hanno creato. Ti si avvicina il politico è dice che sei bravo a fare così. Loro hanno bisogno del consenso e lo cercano dappertutto.
Il problema che io ho riscontrato nell'attivismo di vario tipo è: gente che propone un'idea solo per avere numeri, e poi sbattersene del tutto di ciò che era la proposta originaria.
Una volta ero ad un tavolo con l'ennesimo propositore di eventi associativi, il quale nella sua testa pensava di pompare una situazione con centinaia di persone dove ognuna di queste doveva pensare di far parte di un grande progetto collettivo. Ecco, questo tipo di gente qui, è quella che crea altri elettori di partiti che vuole persone manovrabili e poco consapevoli.
Non importa che uno lo faccia con buoni propositi, perché se il risultato è avere elettori, cioè persone di poca consapevolezza, stiamo sempre nello stesso meccanismo.
Ho visto tra i commenti, perché uno sguardo veloce gliel'ho dato, qualcuno con cui avevo discusso in precedenza, che voleva fare attività sul territorio.
Rispondo a lui, ma in generale a tutti coloro che si muovono in questo modo.
Il problema è questo: l'attivismo viene fatto da persone che stanno più o meno allo stesso livello di idee. Se le idee non stanno insieme tra di loro, l'attivismo non c'è. Parte il ghosting interno al gruppo, e persone che pensavi stessero con te non ti rispondono neanche se gli abiti di fronte.
Nella mia esperienza personale, devo dire che io ho fatto quello che era l'intento dichiarato del gruppo a cui avevo deciso di appartenere, solo che poi quando mi sono guardato attorno mi sono accorto che ero uno dei pochi. Il resto erano solo interessati ad attività di promozione politica, e non hanno mai studiato nulla della materia principale.
A questo punto, un gruppo che funzioni deve avere una formazione interna su quello che viene portato avanti. E ci deve essere confronto per verificare cosa è stato compreso e come. È un lavoro di ascolto e comprensione reciproco che porta tempo.
Ma i sempre presenti aspiranti creatori di partiti politici nuovi, se ne sbattono delle persone che vogliono comprendere di più. Perché queste sono dei cattivi elettori. Più uno comprende, più sta attento a dei dettagli e fa domande. Quale politico vorrebbe un elettorato di questo tipo?
Poi non mancano in ambito associativo tutti coloro che vogliono appellarsi alle istituzioni, al Papa, a Gesù. E per fare questo vogliono che tu stia con loro nella loro iniziativa fraudolenta.
Insomma io mi sarei anche stancato. Non so voi.
E quale migliore aggregante di esibire periodicamente una preda catturata usando il metodo tipico del gruppo?
La metafora del cacciatore solletica istinti ancestrali che possiamo ripudiare ma non sopprimere.
L'azione non dovrebbe mirare a un risultato definitivo ma all'affermazione/consolidamento di quel metodo.
it.wikipedia.org/wiki/Paulo_Freire
it.wikipedia.org/wiki/Mara_Selvini_Palazzoli
Apprezzo il tuo scritto e ne ho letto tanto da capire che in tempi, persone e ambienti diversi, pur sempre abbiamo fatto alcuni passi simili insieme. Non sto ad elencare ciò che ho fatto io nella mia vita, perche non è questo il punto: cioè non è importante la strada che si è fatta per arrivare al punto, ma dal punto in poi che strada si potrebbe fare... Mi sovviene un aforisma addebitato a Lenin, ma stando qui da quasi una decina d'anni a vivere nella sua patria, pur leggendo i suoi scritti non la ho ancora riscontrata: "Non lasciare che il pensiero raggiunga la realtà, ma che la realtà raggiunga il pensiero" bella frase, direi lucente... poi purtroppo sappiamo che strada ha preso il socialismo dei soviet e dunque lasciamo perdere. Cosa sarei oggi disposto a fare, se mai ci dovessimo incontrare..? nell'estate che viene, credimi non voglio prenderti in giro.. invitarti a mangiare insieme i "sciaslik" (шашлыки) che sarebbero gli spiedini di carne alla brace, che qui accompagnano con il cognac... ma non al ristorante, ma alla buona qui nella dacia... invitare due amici e amiche e stare con loro in santa pace..
Io sono NETTAMENTE MIGLIORE di chi mi governa!
Io non mi sognerei MAI di fornire armi ad uno stato genocida
Io non mi sognerei MAI di costringere le persone ad inocularsi un VELENO.
Io non mi sognerei MAI di giustificare il criminale russo (cecenia.. ucraina SI) o il criminale col ciuffo (gaza e venezuela)
E quello che ho appena scritto vale per il 99% degli utenti di luogocomune.. per il restante 1% stendiamo un velo pietoso
Io sono NETTAMENTE MIGLIORE di chi mi governa!
Io non mi sognerei MAI di fornire armi ad uno stato genocida
Io non mi sognerei MAI di costringere le persone ad inocularsi un VELENO.
Io non mi sognerei MAI di giustificare il criminale russo (cecenia.. ucraina SI) o il criminale col ciuffo (gaza e venezuela)
E quello che ho appena scritto vale per il 99% degli utenti di luogocomune.. per il restante 1% stendiamo un velo pietoso
Ma la controinformazione è prima di tutto il rifiuto della Delega verso il Sistema, quindi non bisogna farsi ingannare né nel perdere tempo a parlare dei massimi sistemi (tipo transumanesimo) né nel perdere tempo a parlare del tormentone del momento, usato per sviare l'attenzione da cose ben più importanti, concrete e gravi (tipo tutta l'inutile discussione sui bambini nel bosco, e ora sull'incidente di crans montana).
Volete degli spunti?
- Abbiamo la prima superpotenza mondiale che minaccia di invadere militarmente un paese NATO
- Abbiamo il Regno Unito dove si va in prigione per un tweet condiviso 5 anni fa
- Abbiamo la Germania dove la polizia ti bastona e ti manda all'ospedale se protesti contro il genocidio
- Abbiamo in Italia una legge secondo cui i servizi segreti possono formare, finanziare e gestire gruppi terroristici che fanno atti terroristici sul territorio
- Abbiamo le notizie della commissione Covid, da seguire
Ci sono innumerevoli cose importanti di cui parlare, non perdetevi dietro gli argomenti-fuffa.
E si hai proprio ragione da vendere riguardo alla “ricerca del consenso” in generale, e, in effetti, come lasci di intendere in un tuo passaggio del commento, non è che nella maggior parte dei commenti degli altri partecipanti ad un topic si abbia così tanta voglia di attenersi al filo logico di quello che si vorrebbe far emergere o al suo eventuale vero “contenuto”, purtroppo no, prende il sopravvento “la tuttologia” che svia ogni intento propositivo e costruttivo di quelli che, invece, “credono al tema per stimolarne la sua disamina al fine di trovare qualcosa di nuovo, di concreto……etc.”
Tutto questo è davvero sconfortante ed avvilente perché se da una parte evidenzia negativamente una forma di “narcisismo intellettuale”(comunque sempre più o meno presente in tutti noi: abbrevio/semplifico volutamente, ma sino ad una certa soglia contenuta, esso, nelle diverse forme costruttive in cui si può manifestare, potrebbe essere addirittura utile per la crescita personale ed in minor misura degli altri) dall’altra appare evidente una “voglia generica/generalista” di dire la propria opinione o una qualsivoglia opinione per poter in qualche modo partecipare in ambiti, dove ormai la “mutazione psico-relazionale della ricerca del consenso con il relativo ‘potere’ che ne può derivare”(taccio sui massmedia ed i mainstream a/di proposito) ha confinato l’individuo (purtroppo in una percentuale davvero assai preoccupante anche per i nostri sistemi democratici) in una pozione di “marginalità decisionale” e di “solipsismo intellettuale” destruente per la tenuta del tessuto sociale e della sua stessa elevazione/crescita/progresso.
grazie per i contributi. Molti spunti di ulteriore riflessione.
@ Milgio61 #57
Veramente l'esplorazione del mondo dell'anima é un'attivitá che il potere guarda con terrore. L'idea che la gente cominci a pensare alla morte, invece che continuare a produrre e consumare, non li fa dormire la notte. Continua cosí. Sei tutti noi.
@ etrnlchild #62
Purtroppo aspettarsi un cambio di rotta da questa classe dirigente non é realistico. Quindi possiamo aspettarci una qualche catastrofe.
La politica segue la corrente, non la crea. Per cambiare le cose occorre agire ad un altro livello, ma i politici possono accedere a quel livello. Per cui influenzando i politici si potrebbe anche influenzare coloro che li mettono su.
@ Sertes #70
Vi sono argomenti piú importanti di altri, ma devi lasciare ognuno la libertá di operare al livello che lo appassiona. Tutto é connesso.
I massimi sistemi non vanno sottovalutati. Sono loro che determinano le leggi e le politiche sociali, e influenzano anche l'economia. Sono anche loro che determinano se Gaza é un genocidio oppure legittima difesa oppure se il sequestro di Maduro é un rapimento oppure un arresto.
Vedremo.
Ho copiato quest’ultimo contributo dato al tuo topic anche in VARIE, “Sognare i defunti” (per mio beneficio d’inventario: capirai sotto) e la sincronicità ha voluto che nel mio ultimo commento esprimessi una curiosità che tu hai augurato al “tema dei temi”, non so sino a che punto in modo irenistico, ma che, con sei miei commenti volutamente fatti di fila ma “lasciati morire”, lascia “male sperare”.
Questa è l’illusoria realtà ma, poco male, ne sono/siamo consapevoli.
Se lo scontro incentrato su un'ideologia, tatuata sulla pelle dei soldati di un esercito di provincia e dei suoi comandanti da operetta, debba essere trasferito e trasformato nuovamente in uno scontro aperto e visibile per imporre quell'ideologia ai rapporti tra le nazioni.
PS - Il sequestro del Presidente Maduro ricorda sinistramente la vicenda di Emil Hácha, Presidente della Cecoslovacchia.
Ipotizziamo che parte di questo 99%, animato da tutti i MAI in elenco, un domani arrivasse, nell'anticamera del potere, e pur resistendo al canto delle sirene (privilegi, sensazione di onnipotenza, salamelecchi e ossequi dei sottoposti, viaggi in aereo per parlare coi "potenti" del pianeta, facendo finta di partecipare alle decisioni che contano, etc etc), siamo certi che pressioni esterne non facciano deviare lungo il cammino? Volendo restare coerenti cosa resta? La dimissione? Lo sbugiardamento del sistema a reti unificate?
Non che li voglia difendere, ma è possibile pensare che non ci sia stato mai nessuno, fra quelli che "c'è la hanno fatta", che veda il mondo con gli stessi occhi? Pur se piccola minoranza, ci sarà nascosto li, fra i banchi di quella fattoria degli animali, qualcuno che la pensa allo stesso modo e MAI si sognerebbe di esser complice di quanto in elenco (quelli che adesso sbraitano dai banchi della opposizione non valgono, è scenografia). Eppure ciò continua a succedere. E secondo me continuerà per molti anni ancora. Ne riparliamo al regime change democratico che avverrà al prossimo turno elettorale. Prepariamo le matite.
Se qualcuno di voi (del 99%) si candida io lo voterò. Promesso.
Avevo votato Toscano anni fa, nella mia circoscrizione ha preso 7 voti, compreso il mio. E sono abbastanza sicuro, visto il nome del candidato locale a cui si appoggiava (credo, ma potrei sbagliare, un nome "nuovo" ma con una solida esperienza politica di famiglia, alle spalle) , che nulla sarebbe cambiato, anche nell'ipotesi di un clamoroso successo. Sia lodato il "nostro" commissario che dopo anni ha sistemato un po le strade.
#75 Archiproblem
Per quanto io sia un ignorantone in politica ho notato una cosa, una legge non scritta che vige nell'antro del potere nostrano (ma suppongo che viga ovunque si gestisca il potere): "o mangi questo caviale, ostriche e champagne o ti buttiamo dalla finestra"
In sintesi, o ti adegui al sistema e quindi avrai benefici, vantaggi e favori, oppure troviamo il modo di "farti molto male".
Il ricatto da quelle parti non è un eccezione ma una regola.
Penso che una buona parte delle persone che iniziano una carriera politica abbiano le migliori intenzioni.
Sono i classici "quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo" (cit.), ma una volta raggiunta la sospirata poltrona si viene avvicinati e convinti che cambiare lo status quo non è molto salutare ma mantenerlo può dare molti vantaggi.
E non è necessario avere polverosi scheletri nell'armadio da tirare fuori all'occorrenza per tenere in riga i più ostinati: è sufficiente fare finta che ci siano.
Il semplice sospetto di uno scandalo, vero o falso che sia non ha importanza, una pessima pubblicità divulgata dalla stampa collusa e venduta, fa cadere la fiducia nella popolazione e il nostro "buon samaritano" finisce sepolto da una valanga di letame.
Senza contare che, sebbene in quei posti tutti hanno almeno uno scheletro nell'armadio, uno scandalo si può sempre costruire ad hoc per accorciare il "guinzaglio" ai ribelli del sistema.
Pertanto affermare graniticamente che "Io non mi sognerei MAI di..." vale solo fintanto che non conti nulla, non hai nessun potere decisionale.
Nel momento in cui hai la possibilità di decidere qualcosa o ti adegui e segui la corrente mainstream oppure verrà trovato il modo di tenerti lontano se non "eliminarti" dallo scenario politico.
Non sapevo fosse proprio una legge, davvero?
Perchè qui si apre un capitolo molto ampio della storia recente italiana.
Non voglio andare OT, ma questo "dato" riguarda anche e soprattutto
tutte le varie "tragedie" accadute sul territorio.
Infatti, legge o non legge, ci sono dati che dimostrano come certi apparati dei servizi segreti hanno avuto (e ancora hanno) carta bianca per attuare qualsivoglia atto/azione "terroristica" sul territorio.
Ad esempio,
riguardo il periodo 70/80, nel territorio più "rosso" d'italia,
ovvero emilia romagna e toscana, proprio nel centro della zona strategica tra Bologna e Firenze, ci furono le peggiori "azioni terroristiche".
E attenzione,
anche i fatti del Forteto, quelli del Mostro di Firenze, la Uno Bianca,
hanno avuto la stessa regia e la stessa MANO ARMATA.
In pratica, tradotto in soldoni:
i soliti fottuti estremisti di destra (fascisti e gerarchi fascisti vari)
infiltrati da sempre nelle istituzioni e soprattutto nelle forze armate
collusi e servi da sempre delle volontà dello zio sam
hanno avuto carta bianca per scatenare disordine, omicidi, stragi, terrore nella popolazione italiana.
Il loro scopo è sempre duplice:
- terrorizzare la popolazione distogliendone l'attenzione verso problemi reali riguardanti le nuove manovre politiche per FOTTERE i lavoratori (forza lavoro operaio).
- lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni (a chi deve capire, capisce) di minaccia per mantenere la linea dettata dallo zio sam (come dire: se sgarrate guardate cosa siamo in grado di farvi)
Quindi ci sarebbe pure la legge a confermarlo.
Non credo vi sia altro da aggiungere.
Messaggio ricevuto Massimo. Mi scuso.
grazie ad Archiproblem e CharlieMike per i contributi in risposta a Roberto70 #69.
Premetto che io non volevo insultare nessuno, e chiedo scusa se qualcuno si fosse sentito insultato perché ho scritto che "quelli al potere sono gente come noi."
Devo ammettere che la mia affermazione, messa cosí, era semplicistica e me ne scuso.
Essa va intesa nel senso che non hanno un'intelligenza superiore, non hanno sangue blu (anche se lo dicono, avolte), o scaglie, e non sono quasi mai dei mostri. Vi sono delle eccezioni, ma sono eccezioni.
In Italia tutti abbiamo assistito a politici che hanno inveito contro questo e quello prima delle elezioni, ma dopo le elezioni qualcuno gli ha parlato e hanno cambiato idea. Dobbiamo chiederci cosa sarebbe successo se noi fossimo stati al loro posto.
In realtá vi sono anche i mostri. Non sono tanti, ma ci sono. Nella mafia qualcuno c'é, per esempio, ma é solo un esempio. Qualcuno lo usano i politici che "non si sognerebbero mai di fare..." ma sanno che certe cosa vanno fatte.
Vi sono anche politici che vengono da generazioni di gente in politica, magari spalleggiati da una famiglia di grandi industriali o banchieri. Quelli sicuramente non hanno problemi a farle, certe cose, e anzi se nella loro famiglia qualcuno si fa venire gli scrupoli di coscienza viene allontanato, con le buone o le cattive. Insomma, lupi travestiti da Agnelli
Ci sono anche quelli che arrivano in politica tramite il crimine, spesso terrorismo. Non faccio nomi, ma solo riferimenti a staterelli sorti nell'immediato Dopoguerra.
Quelli sono capaci di tutto.
Si potrebbe anche parlare della gente che, di fare certe cose non se lo sognerebbe mai, ma se chi é al potere le fa (senza sbattergliele in faccia beninteso) non gli dispiace affatto. Lo chiamerei "sindrome della pupa del gangster". Ma sarebbe OT.
Non puoi -non possiamo- saperlo se sei migliore di chi ci governa.
Tutto dipende dai ruoli e dalle "opportunità".
Solo a parità di ruoli e opportunità possiamo fare un raffronto ragionevole.
Tu -io, noi- non sei in condizione di poter dire "io sono migliore", ma neanche "sono uguale o peggiore". Non ti trovi a dover scegliere tra loro (i poteri globalisti ultranazionali) e noi (i cittadini), ammesso che nelle condizioni in cui si trova un governo facente parte di una setta globalista alla mercé degli Usa, quale è l'UE, si possa scegliere.
Un uomo povero, brutto come la fame e malvestito, è più facile che resti fedele alla propria moglie, piuttosto che un milionario di bell'aspetto con Ferrari.
Questo non vuol dire che il primo sia moralmente integerrimo più del secondo. Ha semplicemente meno occasioni e opportunità del secondo di tradire sua moglie.
Quando si citano i servizi segreti, parlare di leggi e legalità non ha molto senso.
Questi organismi esulano dal concetto di legge e legalità propendendo per "il fine giustifica i mezzi", sempre e comunque, in virtù della sicurezza nazionale.
Qualsiasi cosa che mini la sicurezza nazionale è immediatamente scongiurata/evitata o prevenuta con ogni mezzo (legale o meno che sia).
Una sorta di bolla intoccabile e inattaccabile (anche e soprattutto dalla magistratura) intromessa all'interno del sistema, che fa dei servizi segreti Lo strumento ombra dello stato, autorizzato ad agire con ogni mezzo.
Ribadisco quanto ho scritto per quanto riguarda
complicità nel genocidio,
inoculazioni
e il rapimento di Maduro.
Quindi non sto dicendo che non scenderei mai a compromessi che sono il "sale" della politica..
condivido e ti ringrazio per avermelo/avercelo fatto notare senza girarci intorno. Queste riflessioni sono interessanti soprattutto perché non sono uno sfogo ma una presa di coscienza (ritorno sempre su quest'aspetto,
Quello che mi ha colpito davvero è il fatto che qui non si parli di “fare qualcosa” nel senso rumoroso e performativo del termine, ma di assumersi una responsabilità più profonda e meno gratificante sul piano dell’ego.
Siamo in tanti che hanno sentito il bisogno di uscire allo scoperto, ognuno nei modi per se più congeniali, in modo tale che si possa creare quella maggioranza silenziosa che senza far rumore mediatico, ha già fatto una scelta consapevole che va in una direzione che non è quella tracciata dai potenti di Davos e consimili e avallata dalle moltitudini tiepide, egoiche, materialiste e sonnolente.
Avevo già espresso questo concetto più di tre anni fa in quest'articolo "Le proto scimmie della nuova normalità" (ci sono alcuni video non più raggiungibili che purtroppo per ora non riesco a recuperare o rimpiazzare).
Questa è una cosa che percepisco chiaramente, anche fuori da Luogocomune, nei discorsi sussurrati, negli sguardi, nelle mezze frasi dette con cautela, in persone che magari non scriveranno mai un commento ma che hanno già spostato il baricentro interiore.
Ed è una forza enorme, proprio perché non ha bisogno di dichiararsi. È quella maggioranza silenziosa che pur non esplicitando pubblicamente le proprie opinioni semina dei pregevoli contributi che, oltre a stimolare il pensiero critico e consapevole, invitano a non farsi trascinare da certe emozioni mediatiche fabbricate ad hoc per creare degli scenari che, inconsapevolmente condivisi, possono portare in luoghi decisamente lontani da quelli che in cuor nostro ritenevamo inizialmente ottime intenzioni.
Questo, per me, è il vero punto: non tanto vincere una battaglia visibile, ma sottrarsi a una narrazione emotiva che ti vuole reattivo, polarizzato, prevedibile.
Quando il potere stringe le maglie è perché quella sottrazione sta avvenendo, e non la può più ignorare.
Non so come andranno le cose, né quando, ma sento che il lavoro più importante non è convincere gli altri, bensì non farsi deformare dentro, e riconoscersi tra simili anche senza bandiere.
Il tuo articolo, più che darmi speranza, mi ha dato una sensazione più rara: la conferma di non essere solo in questo modo di stare al mondo, lucido ma non isterico, critico ma non rabbioso, presente senza bisogno di urlare.
PS: ti ho lasciato un msg in pvt.
I cosiddetti "compromessi, che sono il "sale" della politica" spesso sono ricatti belli e buoni.
Come già detto anche da Massimo, fintanto che la decisione da prendere è di basso livello e quindi non ha impatti importanti i nostri parlamentari hanno voce in capitolo e possono dibatterne, ma quando gli interessi in gioco ricoprono un area più ampia quello che comanda è la direttiva mainstream che non può, ma soprattutto non deve, cambiare.
O ti adegui o sei fuori, e per uscirne hai solo due modi: quello onorevole delle dimissioni oppure quello disonorevole, subdolo e vigliacco dello scandalo creato ad hoc.
le questioni che hai citato:
complicità nel genocidio,
inoculazioni
e il rapimento di Maduro.
... sono questioni che non possono nemmeno essere messe in discussione dal nostro governo: devono essere accettate a scatola chiusa.
E' per questo motivo che le motivazioni che vengono date alla stampa a mò di giustificazione spesso sono ridicole al limite dell'assurdo.
L'ultima in ordine di tempo è quella della "fruttarola" che ha giustificato l'attacco al Venezuela da parte degli USA come "difensivo".
Difensivo da che? Da quando il narcotraffico è diventato un attacco alla sicurezza?
Non mi risulta che il Venezuela abbia bombardato la California.
Però la "fruttarola" non può esternare il contrario del mainstream condannando apertamente gli USA (la sua poltrona è un sedile ejettabile con il pulsante in mano a Trump) ma nemmeno appoggiarlo e quindi deve ricorrere a questa scusa ridicola per mantenere il piede in due scarpe.
Anche questo è un aspetto che ho incontrato spesso.
Ci sono in generale delle persone che cercano termini complicati, un po' come Fusaro. Siccome poi queste persone hanno successo nell'ambito del FARE QUALCOSA DI CONCRETO(!!!11!!), allora altri emulano il modello.
In sintesi io penso solo che le persone consapevoli, sono cattivi elettori.
Un elettore è qualcuno che sente una frase a caso tipo "prima gli italiani" e va a votare senza farsi domande.
Uno consapevole chiede: si ma in che modo? Cosa si intende fare per favorire prima gli italiani?
Ed ecco che lì, durante l'evento numero xxx, fatto dal movimento "armiamoci e partite numero xyz", scatta il panico. Cazzo c'è uno che ha fatto una domanda, e i moderatori dell'incontro invitano a stringere sulle domande, anche se uno ha parlato 10 secondi.
Tutta questa roba qui è fuffa politica.
i punti sono 3 e nei primi 2 gli ameriCani c'entrano di striscio..
Per il terzo punto bastava dire "no comment" e non "difensivo".
Se dici "difensivo" significa che giustifichi il rapimento.
Con un "no comment" non dici niente e fai più bella figura.
complicità nel genocidio,
Non sono stati interrotti i contratti di fornitura delle armi a Israele, ma se fosse accaduto Israele si sarebbe inc***to con noi e magari Trump ci avrebbe messo delle punizioni di qualche tipo, tipo dazi al 1000%
inoculazioni
Quì comanda BigPharma, sui nostri ministri della salute (minuscolo fortemente voluto) e la UE nella figura della megera bionda frau Blucher.
e il rapimento di Maduro.
Dire "No Comment" sarebbe comunque equivalso implicitamente a legittimare un esplicito rapimento ileggittimo in quanto non lo ha condannato per quello che è.
Ha scelto la soluzione (vigliacca) che adottano sempre in questi casi: tenere il piede in due scarpe.
- Prima "scarpa":
- Seconda "scarpa":
... io sogno sempre il ritorno di Robespierre...
... dopo la geografia mi piace la storia
... chissenefrega di cosa sarebbe successo se noi...
... io chiedo e voglio sapere come liberarci da questo infausto destino di tradimento che vale per chicchessia...
... (per dirla in modo di non essere sospeso
Io, tanto per incominciare, mi rispondo che al loro posto non ci sarei potuta essere. Non è vero che tutti aspiriamo al potere, c'è gente che vuole altro (e non è neanche detto che sia più facile da ottenere).
Poi, basandomi su come ho agito in situazioni in qualche modo "equiparabili", in cui mi è capitato di trovarmi, (per esempio scoprire dopo che il gioco era sporco), mi rispondo che avrei girato i tacchi e sarei andata da un'altra parte, anche a costo di rinunce grosse e prezzi alti (e questi non si misurano in generale, ognuno valuta i propri).
Per esempio:
www.youtube.com/watch?v=XR4NfkjNvnA&t=14s
è lo stesso apparato, tuttora attivo e funzionante.
Sono state le piazze ad forzare la mano a Trump un pò per far si che il genocidio rallentasse. Sono state le piazze piene a buttare giù il governo in Bulgaria .
Se non ci si fa vedere e non si fanno cose che il potere non può del tutto controllare la conoscenza individuale non e sufficiente .
Bisogna uscire di casa e farsi saltare le ferie e il cinema la domenica altrimenti tanto il cetriolo te lo infilano un pò alla volta . Basta abituarcisi
@ Cassandro #90:
Anzi sí. Lo so. Non farti illusioni, cosí i politici non ti deludono.
@ Danielas #91
Era una domanda da farci a noi stessi.
Nessuno qui risponderà: "Io farei la stessa cosa." Certe domande sarebbe meglio non farle. Sono le domande alle quali qualcuno sarebbe costretto a rispondere mentendo. Quelle domande non si fanno a nessuno, solo a se stessi.
La tua risposta é l'unica accettabile. Non dubito della tua sinceritá, ma resta l'unica risposta accettabile.
Sono ancora qua perchè sono riuscita a farmi domande, e a intestardirmi a scoprire le risposte, altrimenti mi sarei proprio disgregata del tutto. Non significa che la risposta arrivi, ma se si insiste, prima o poi, magari con l'aumentare delle esperienze e delle riflessioni sulle esperienze fatte, le risposte arrivano (da dentro), magari non tutte, ma abbastanza ...