di Matteo Maria Milanese (utente becuzzi7)
Ho visto “Disclosure Day”, il tanto atteso film di Spielberg sulla realtà UFO/UAP che starebbe – il condizionale è d’obbligo – per essere rivelata all’intera umanità.
Ormai, fra i dossier declassificati dal Pentagono e le udienze ufficiali del Congresso americano sugli UAP, la disclosure infatti è diventata un tema di stretta attualità geopolitica. Il ritorno, quindi, di Steven Spielberg a questa tipologia di tematiche lasciava presagire un successo assicurato: ero convinto del fatto che, dopo i successi di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977, particolarmente apprezzato dal sottoscritto), E.T. l’extra-terrestre (1982, rivolto più a un pubblico di famiglie e ragazzi ma comunque ben riuscito) e La guerra dei mondi (2005, molto probabilmente il meno brillante dei tre), anche Disclosure Day avrebbe lasciato il segno. Soprattutto perché arriva in un periodo storico unico, in cui la rivelazione sta avvenendo anche nella realtà, seppur con i suoi tempi e decisamente a rilento.
Mi sento di affermare in tutta tranquillità che, purtroppo, le cose non sono andate così. Date le altissime aspettative (forse coltivate con un pizzico di ingenuità da molti di noi), credo che il titolo più appropriato per questa pellicola sia Disappointment Day [Il giorno della Delusione], piuttosto che Disclosure Day. Le premesse per un film quantomeno interessante, intrigante e capace di offrire ottimi spunti di riflessione c’erano tutte (e badate bene, non pretendevo un capolavoro). Dopotutto Spielberg di UFO se ne intende, essendo il regista che forse più di chiunque altro ha plasmato la percezione degli alieni sul grande schermo.
L’impatto con il film, invece, è stato deprimente. Invece di un’opera matura e al passo con i tempi, mi sono trovato davanti a un racconto pigro e banale, rifugiatosi in una narrazione superficiale, priva di mordente e costellata di buchi logici. Un film deludente, inverosimile e, diciamolo chiaramente, senza un briciolo di pathos.
TRAMA (SPOILER)
Mentre il mondo è sull’orlo della terza guerra mondiale (da questo punto di vista il film sembra un rimando a House of Dynamite, uscito su Netflix l’anno scorso), la storia segue Daniel (Josh O'Connor), un esperto di cybersicurezza che entra in possesso di file riservatissimi della WARDEX, un'agenzia paragovernativa che si occupa della presenza aliena sulla Terra dal ben noto incidente di Roswell del 1947.
Insieme a Margaret (Emily Blunt), una meteorologa televisiva che ha scoperto di avere misteriosi legami e "doni" mentali derivati da una abduction aliena avvenuta nel 1996 (evento che coinvolse anche Daniel, lasciandogli in dote la capacità di comprendere la matematica ai massimi livelli), i due iniziano una fuga rocambolesca.
Margaret che, a causa di quel rapimento, e dopo aver ricevuto la visita nel suo appartamento da parte di un uccellino cardinale (che si rivelerà poi essere uno dei vari camuffamenti alieni) riesce a leggere nel pensiero di chiunque le si pari davanti e a parlare lingue mai studiate come il coreano e il russo, si unisce a Daniel nel disperato tentativo di diffondere queste informazioni a tutta l’umanità.
Tutta la storia si incanala verso il momento cruciale negli studi televisivi dell’emittente televisiva locale dove lavorava Margaret, a Kansas City. Ma proprio sul più bello, il film si tira indietro: l'agenzia WARDEX stacca la corrente per bloccare la messa in onda, ma i nostri eroi riescono a riaccendere tutto grazie a un oggetto alieno che spunta fuori proprio al momento giusto. E l'inseguimento dei militari? Finisce a tarallucci e vino: il capo della WARDEX (Colin Firth), dopo aver inseguito e cercato di impedire la diffusioni dei video UFO fino a un attimo prima, decide all’improvviso e inspiegabilmente di arrendersi, e si mette comodo a guardarsi la disclosure dal vivo.
La trasmissione va in onda, mostrando al mondo filmati d'archivio di dischi volanti e alieni rinvenuti in seguito a ufo crash, forse anche torturati, e si conclude con l'arrivo in studio di un vero alieno anziano in sedia a rotelle (sembrava appena uscito da una casa di riposo…). Margaret e Daniel lo abbracciano in una scena intrisa di uno stucchevole sentimentalismo quasi da favola Disney. L'alieno sussurra all'orecchio di Daniel un messaggio in codice binario che lui traduce a Margaret. Lei si siede alla scrivania del telegiornale e dice al mondo intero "Ascoltate..." e partono i titoli di coda! Un finale troncato a metà, che lascia lo spettatore con un enorme e fastidioso punto di domanda. Tipico di chi vuole lasciare aperta la porta a un possibile sequel (Dio ce ne scampi!).
CONCLUSIONI
L'idea di base era potentissima, ma lo sviluppo è di una semplicità disarmante che insulta l'intelligenza dello spettatore, soprattutto di chi è ormai già avvezzo a certi temi. Una vera disclosure globale non avverrebbe mai in questo modo, non in maniera così indolore, non senza che nessuno si faccia davvero male e senza che il mondo ne risenta a livello geopolitico. Nel film assistiamo a un evento epocale con apparati governativi praticamente assenti o ridotti a comparse incapaci: questo fa sembrare tutto assolutamente inverosimile, togliendo qualsiasi brivido di realismo alla narrazione.
I problemi più imperdonabili restano però legati alla coerenza interna della trama (ve ne cito alcuni):
- Il cliché dei Grigi: Vedere ancora nel film il classico alieno grigio macrocefalo sbattuto sullo schermo senza un minimo di rielaborazione o di originalità sembra una scelta pigra, vecchia e priva di qualsiasi forza visiva.
- Alieni camuffati da animali: Secondo la storia del film, gli alieni si presenterebbero agli umani sotto forma di animali del bosco come cervi, volpi o uccellini rossi (dei cardinali per l’esattezza). Una scelta narrativa che non solo scade nel ridicolo, ma che nella vera cultura ufologica e nello studio delle abduction non trova il minimo riscontro o fondamento. Vedere queste scene fa crollare la credibilità del film, trasformando un tema serio in una specie di fiaba campestre, più adatta a Le cronache di Narnia che a un thriller fantascientifico.
- Il paradosso della tortura: Bisognerebbe spiegare come sia possibile che una civiltà aliena, capace di viaggiare per anni luce e dominare tecnologie interstellari inimmaginabili, si lasci catturare e torturare dagli umani senza battere ciglio o attivare una minima contromisura. È un controsenso narrativo che spezza totalmente la sospensione della incredulità. Che cosa volevano davvero? Il film non lo spiega, preferendo rifugiarsi in dinamiche trite e ritrite.
Ci si aspettava un film di grosso impatto, psicologicamente destabilizzante e realistico sull'incontro con l'ignoto. Invece Disclosure Day, di fatto, scappa davanti alle sue stesse responsabilità, con un finale che tronca la storia per non doverne spiegare le conseguenze. Spielberg preferisce rifugiarsi in una retorica di facciata piuttosto che osare, regalandoci un gigantesco buco nell'acqua.
VOTO: ★☆☆☆☆ (1 stella su 5)





www.bestmovie.it/.../969221
Per chi volesse leggersi l'articolo.
Io il film ancora non l'ho visto, ma dopo anni penso di ritornare al cinema proprio per vedere solo questo film.
Io non credo che il film di spielbergh sia quello che si dice anche senza averlo visto
Capisco perfettamente chi pensa sia una cagata e chiaramente perchè di questo Thread.
Ma ricordo a tutti che Spielbergh non ha promesso nulla !!!!
Ha fatto solo un film come tanti altri , cambiando il titolo più consono al periodo, con una trama e una sceneggiattura e degli attori
Non è Spielbergh che doveva rivelare gli Alieni.
Questa fantasia che ha iniziato a circolare nei blog ufologici e anche qui su Lc non gli appartiene, e solo roba nostra, che abbiamo inventato noi convinti di chi sa che cosa .
E perchè avremmo dovuto inventarci questa fantasia in disclosure day ??
Forse per non dover ammettere che la vera cagata pazzesca è un altra ???
Il sito lanciato da Trump con il nome “Aliens” non ha niente a che vedere con extraterrestri e oggetti non identificati. È una pagina ufficiale della Casa Bianca che usa l’immaginario degli Ufo per promuovere la stretta sull’immigrazione. La sua storia nasce da un’ambiguità studiata: “alien”, negli Stati Uniti, significa sia extraterrestre sia straniero nel linguaggio giuridico
04 Giugno 2026 alle 13:07
Per 60 anni, il governo degli Stati Uniti ha custodito un segreto. Gli alieni sono stati tra noi, hanno vissuto nei nostri quartieri, e hanno interagito con noi nel corso delle nostre attività quotidiane”.
Tenendo conto del fatto che questa dichiarazione apre una pagina web collegata al sito ufficiale della Casa Bianca, il primo pensiero corre inevitabilmente agli Ufo.
Sembra l’inizio di una rivelazione attesa da decenni, di incontri ravvicinati e prove finalmente rese pubbliche.
Ma basta scorrere la pagina per capire che l’effetto sorpresa è costruito su un equivoco. Gli “aliens” di cui si parla sono gli immigrati irregolari.
repubblica.it/.../...
lespresso.it/.../62437
Viva la Disclosure
Viva Trump
Questo invece già si capiva sarebbe stata na cafonata
Non l'ho ancora visto ma sinceramente me ne frego del film perchè conta il messaggio.
Questo film serve per svegliare i "simpaticoni".. e io portero' con me "simpaticoni" che mi hanno preso per il culo per anni ma che, dopo il 9 giugno 2026, hanno cominciato ad abbassare la cresta
9 giugno 2026
Recap:
emerald-kevina-8.tiiny.site/
Vista la trama non c è un benché minimo motivo che mi spinge a guardarlo.
Peccato lo volevo andare a vedere.
Senza nulla togliere a Roberto che pare crederci veramente, e sono fatti suoi, da un film un minimo realista mi aspetterei almeno una considerazione sulla possibilità che il rivelato sia in realtà un altra patetica storiella raccontata alle masse.
Ma è il minimo sindacale.
Dopo tutta l'esperienza vissuta in questo mondo di illusioni pensare a una verità rivelata proprio sugli alieni mi pare ingenuo.
Quindi un film serio quantomeno dovrebbe rappresentare la serie di operazioni psicologiche che da sempre vengono poste in atto nel palcoscenico mediatico.
Detto questo, peccato.
- SPOILER -
Il riassunto del film in poche parole è che tutto quello che ci stiamo raccontando da anni sugli UFO è tutto vero, e sono tutti veri anche i cliché diffusi attraverso il mainstream (gli alieni di gomma ritrovati a Roswell, gli addotti, i cerchi nel grano, e chi più ne ha più ne metta).
Buttiamoci anche un contorno di terza guerra mondiale tra Corea del Nord, Russia Medio Oriente, e voilà il minestrone è servito.
Me lo sarei gustato volentieri questo minestrone, se solo ci fosse stato un tentativo di dare un'interpretazione ai fenomeni, di immaginare un perché plausibile della mancata disclosure... si poteva creare un po' di pathos sul rapporto segreto tra umani e alieni catturati, che desse un movimento alla trama.
Invece nulla, zero assoluto.
Dovremmo meravigliarci degli alieni-Grigi che vediamo sugli schermi da 50 anni e che con l'IA riesco a creare anch'io.
E poi, tutto ruota intorno a 'sta benedetta disclosure, e alla fine scopriamo che i misteriosissimi alieni sono stati semplicemente bullizzati dagli umani...
Quale sarebbe l'impatto dirompente di una disclosure del genere? La risposta non c'è, perché il film si interrompe proprio quando avrebbe dovuto dare delle spiegazioni... spiegazioni che mi sarei aspettato dopo due ore e mezzo di trama campata in aria.
Riguardo alle imbarazzanti apparizioni degli alieni-animali, mi hanno ricordato gli incontri surreali dei film di Fellini.. saranno citazioni colte ma è evidente che non c'entrano una mazza con un film di fantascienza che si intitola "Disclosure Day".
Voto: 4/10
Vista la trama descritta nell'articolo il film mi sembra più un accozzaglia HollyWoodiana di stereotipi tipici dei film americani di azione.
Non penso che lo vedrò.
Rimando al mio post #68469 nel forum "Quando lo scettico parla di UFO" dove in anticipo su questo articolo ho espresso il mio parere.
luogocomune.net/.../...