Il materiale di RA secondo Dipende

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8 Anni 1 Mese fa #4718 da Al2012
@ Dipende

Ti potrà sembrare strano, ma anch’io, qualche giorno fa girovagando sul web, sono incappato sul documentario Cowspiracy.

Comprendo pienamente il tuo discorso, perché anch’io ho provato un senso di depressione, di sconforto nel rendermi (nuovamente) conto di quanto sia IDIOTA la società umana.

Comprendo pienamente il tuo pessimismo, che è anche mio a tal punto che mi è difficile cercare un’argomentazione che possa in qualche modo alleviarlo, dare una indicazione per una via di uscita.

Quando ero poco più che ventenne, inizi anni ’70, spesso ripetevo una frase appresa da non so dove che era questa: “fermate il mondo, che voglio scendere”. Ma poi, non sono mai riuscito a scendere, anche perché il mondo non si ferma e quindi se vuoi scendere, come da un mezzo in movimento, devi sapere cadere senza sfracellarti e poi devi trovare le forze per poterti rialzare.

Data la situazione dovrei dire “Fottiamoci fino che possiamo, visto che è l’unica cosa che questa umanità sa fare così bene e con tanto impegno”.

Quando RA nel 1981 diceva che la maggioranza degli umani è troppo disonesta e incostante per raggiungere la vibrazione necessaria per cambiare scenario di gioco, non diceva una inesattezza e non peccava di alcuna presunzione nel dirlo.


Come dare torto a queste affermazioni!
La mia autocritica mi porta a pensare che io non alcuna evidenza che mi possa porre fuori da questa maggiora.
Eppure filmati come Cowspiracy mi sconvolgono emotivamente, con un misto di rabbia e rassegnazione davanti a qualcosa che non si può cambiare ….
Non comprendo neanche perché questo mio turbamento emotivo possa avvenire ogni volta che vedo certi tipi di filmati, visto che è da un po’ di tempo che ho compreso che faccio parte di una specie imprigionata nella sua idiota ignoranza.

Scrivendo quanto sopra, ho incominciato a riflettere sul termine “emozione” ….. e il mio pensiero è ritornato verso un altro tipo di filmato ….. Lo Sfidante ….

°°°

(Riprendo a scrivere questo mio commento interrotto, scusa il ritarando)

Dopo un po’ di ricerca ho trovato il testo relativo alle emozioni:

losfidante.marenectaris.net/testo/nebbia.php

“(…) Le due modalità con le quali interagiamo con l'esistenza ed interpretiamo la realtà sono dunque il dialogo interiore, legato alla Mente di Superficie, e le sensazioni, il "sentire", legato alla Mente Profonda.

Ma attenzione! Quello che qui chiamiamo sensazione NON si riferisce alle emozioni, perché le due cose sono molto diverse tra loro.

Una emozione è tipicamente una reazione del corpo ad una esperienza, o ad una immagine, o addirittura ad un dialogo interiore, che la Mente di Superficie associa alle condizioni che l'hanno provocata.
Tale associazione finisce rapidamente per innescare meccanicamente la stessa reazione del corpo, cioè la stessa emozione, ogni qualvolta si ripresentano le medesime condizioni esteriori. Anche se tali condizioni non comporterebbero alcuna necessità emozionale. (…)

(…) Questo accade perché la Mente di Superficie tenta sempre di tenere in silenzio o contrastare la Mente Profonda, ed in generale riesce nel suo intento perché noi le diamo il nostro consenso come Campo di Consapevolezza, e perché non sappiamo che per noi è possibile osservare le emozioni senza diventarle.


Il consiglio che mi do (che dovrei darmi), e che vorrei darti, tutte le volte che entriamo in un vortice emozionale è nelle parole di E. Tolle che seguono

“Focalizzate l'attenzione sull'emozione dentro di voi.
Accettate la sua esistenza.
Non pensateci, non lasciate che l'emozione diventi pensiero.
Non giudicate o analizzate; osservate.
Diventate consapevoli delle sensazioni legate all'emozione, ma anche di Colui che osserva, l'Osservatore Silenzioso.

Eckhart Tolle”



Di seguito il link al sito dove si può vedere il filmato e leggere il testo

Lo sfidante
losfidante.marenectaris.net/

(Anche di questo argomento avevo a suo tempo aperto un topic sul vecchio sito, come è andato … :baby: )
I seguenti utenti hanno detto grazie : Dipende, alroc

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8 Anni 1 Mese fa - 8 Anni 1 Mese fa #4725 da alroc
Sono dell'idea che un comportamento etico possa fare la differenza. Ogni nostro gesto, anche il più insignificante, entra in un ingranaggio gigantesco e contribuisce a modificare il creando. Siamo tutti collegati e interagiamo costantemente.

Il nostro interlocutore, anche il più corrotto e stupido, fa parte di una immensa griglia di eventi. Anche le poche parole scritte qui, un viandante le potrebbe scorgere per caso e trovarvi "qualcosa" che lo aiuti a procedere meglio, chi lo sa?
La stupidità è parte di questo ingranaggio e va accettata per quello che è: una distorsione. Che importa se quest'ultima ci sovrasta tanto da avere a volte la sensazione di esserne sopraffatti. Provare rabbia, disgusto, impotenza può andare bene per un po', ma poi bisogna rialzarsi e tornare al proprio naturale stato di quiete. Se non ci sforziamo di fare questo, rischiamo di aumentare la distorsione stessa. Quando cado preda di questi stati negativi, mi allontano con la mente dalle emozioni (un po' come il signor Spock :wink: )e cerco di guardare "dall'alto" tutta la faccenda. Allora capisco i motivi della stupidità, vedo le cause che l'hanno generata, comprendo il perchè delle cose.

Ciao Dipende, un abbraccio.
Ultima Modifica 8 Anni 1 Mese fa da alroc.

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8 Anni 1 Mese fa #4775 da Al2012
Ciao Alroc ( :cool: )

La stupidità è parte di questo ingranaggio e va accettata per quello che è: una distorsione. Che importa se quest'ultima ci sovrasta tanto da avere a volte la sensazione di esserne sopraffatti. Provare rabbia, disgusto, impotenza può andare bene per un po', ma poi bisogna rialzarsi e tornare al proprio naturale stato di quiete. Se non ci sforziamo di fare questo, rischiamo di aumentare la distorsione stessa. Quando cado preda di questi stati negativi, mi allontano con la mente dalle emozioni (un po' come il signor Spock :wink: )e cerco di guardare "dall'alto" tutta la faccenda. Allora capisco i motivi della stupidità, vedo le cause che l'hanno generata, comprendo il perchè delle cose.


Non è facile, specialmente quando sei “preda” di una emozione, quando sei dentro l’emozione a tal punto che sei l’emozione, non è facile riuscire a guardare “dall’alto”, ma questo distacco è l’unico modo per poterti rendere conto che non sei l’emozione, ma sei altro, sei “Colui che osserva”

Non è facile questo distacco emotivo anche perché la nostra biologia non ci aiuta, anzi dal punto di vista fisico le emozioni sono droghe, vere e propri dogre. Le emozioni creano dal punto di vista fisico un vera e propria dipendenza biofisica.

Ogni emozione stimola nel nostro organismo la produzione di determinate sostanze chimiche, i così detti neurotrasmettitori che in pratica materializzano le emozioni, sono il primo anello di una catena di eventi che stimola il rilascio di altre sostanze chimiche.
Questi segnali chimici lasciano la loro traccia nell’organismo, in altre parole la chimica delle emozioni è paragonabile ad una droga, da assuefazione.
Questo vuol dire che il cervello crea o amplifica, una determinata emozione per soddisfare un bisogno chimico dell’organismo assuefatto a ricevere la chimica collegata ad essa.
Questo spiega perché le reazioni, a volte, sono sproporzionate all’evento che le ha stimolate.

Anche questo è un ottimo punto di riflessione per osservare l’emozione da un’angolazione differente, vedendola come il bisogno di una determinata chimica a cui ci siamo assuefatti.

A quanto pare in terza dimensione si fa gran uso di questa dipendenza chimica che ci lega ancora di più alla nostra biologia materiale, condizionando il nostro modo di pensare e, di conseguenza; il nostro modo di agire.

Ho fatto un accenno ad Eckhart Tolle, altro personaggi che ho seguito per un po’, di cui ho letto un libro (Il potere di Adesso) e guardato alcuni video su youtube (video dipendenza).
Non fatevi ingannare dal suo “aspetto” (che io definisco amorevolmente da “orsacchiotto”) i pensieri che trasmette sono profondi e meritano una sincera riflessione.

In merito alle emozioni …….

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8 Anni 1 Mese fa #4776 da Dipende

Anche questo è un ottimo punto di riflessione per osservare l’emozione da un’angolazione differente, vedendola come il bisogno di una determinata chimica a cui ci siamo assuefatti.

A quanto pare in terza dimensione si fa gran uso di questa dipendenza chimica che ci lega ancora di più alla nostra biologia materiale, condizionando il nostro modo di pensare e, di conseguenza; il nostro modo di agire.


Buongiorno Al, RA parla anche di questo. In genere RA non da consigli, al limite conferma delle intuizioni di Don, ma di sua iniziativa non da mai consigli...tranne due volte.
Ci sono alcune circostanze che dare un consiglio non minaccia tanto il libero arbitrio e RA per due volte, di sua iniziativa, consiglia un comportamento utile che se seguito può giovare all'intera sperimentazione.

Il primo è appunto il consiglio di “elevarsi” e guardare la situazione che ci “tormenta” dall'alto. Questo comportamento da osservatore è utile per non farsi travolgere dal marasma delle emozioni e serve all'adepto per dissociarsi dalla situazione per agire al meglio e conseguire la “magia”.

Dici bene quando scrivi che le emozioni umane sono delle vere e proprie droghe, anche se noi umani oramai associamo il termine “droga” a qualcosa di nocivo, di tossico, perché così ci hanno indotto a credere. Distaccarsi dal momento emotivo è palesemente utile ad evitare il panico, il raptus di rabbia, la cazzata insomma che può innescare spiacevoli conseguenze, per cui il concetto dell'osservatore è sano, sia dal punto di vista galattico, che umano, il problema è che il nostro sistema emozionale è facilmente corruttibile.
La chimica che regola le emozioni e da agio ad azioni, nel suo concepimento originale ha una funzione di mantenimento in vita. La paura ad esempio, è un artificio di cui noi vediamo solo la punta dell'icerberg, sentiamo il malessere e l'imbarazzo di tale emozione, ma alla base ci sono un mucchio di interazioni, di messaggi chimici che portano l'intero organismo ad attivarsi. Viene messa in gioco l'adrenalina e il sangue fluisce più velocemente per darti modo di difenderti, o scappare, il tutto per aiutarti a sopravvivere. In effetti tutte le droghe endogene servono per aiutarti a sopravvivere.
La paura che invece prova la gente di questo Pianeta è indotta, non è reale. La gente tende ad aver paura per associazione, non perché avverte un pericolo imminente, la paura del potrebbe capitare anche a me, anche se non ci sono elementi validi che lo denunciano. In questo caso la paura viene a perdere il suo significato/utilizzo originale e si innesca la paranoia che non è più un'emozione naturale/originale.

Questo discorso si può fare anche per tutte le altre emozioni.

Poi c'è da dire che il sistema emozionale funziona nella sua espressione migliore quando l'organismo è sano. Cibi e bevande nocive, stress indotto dalla vita frenetica e dalle aspettative, sostanze stupefacenti, alterano questo stato di sanità e di conseguenza l'equilibrio precario di tutto il sistema. In questo stato poi, ci vuol poco a “sclerare”.

Il secondo consiglio di RA riguarda la repressione delle emozioni.
RA consiglia, per quanto possibile, di non reprimere mai le proprie emozioni, specie quelle più profonde, ma di utilizzare un “trucchetto” che può aiutare a superare l'ostacolo emozionale e può evitare che questa repressione possa sfociare in una malattia.

Il trucco è sognare al posto di vivere.

Vi faccio un esempio. Facciamo che mi sono infatuato per la tipa del mio migliore amico. Mi piace molto e mi sento attratto da lei, ma so che se decidessi di intraprendere una relazione con lei (anche solo di sesso) incrinerei notevolmente il rapporto col mio amico, fino, molto probabilmente, a distruggerlo. Fra le due azioni, agire, o reprimere, RA inserisce una terza opzione, quella di sognare la storia d'amore con la tipa.
I sogni sono molto più importanti di quanto pensiamo, non servono solo per dar modo al cervello di rielaborare senza condizionamenti situazioni di vita vissuta, ma servono anche per fare esperienza.

Tutto quello che viviamo realmente è strutturato non molto diversamente dai sogni, la differenza sta nella percezione della realtà materiale che noi abbiamo scelto come principale. Il nostro cervello è strutturato in modo da riuscire a percepire la differenza fra i due stati (sonno/veglia) infatti se ti becchi un ceffone in un sogno puoi provare la frustrazione di questo gesto e anche un certo dolore, ma appena sveglio non avrai la guancia rossa. Questo fatto è legato appunto a questa divisione di percezione, ma se si riesce a mettere il cervello in uno stato ipnagogico profondo, il cervello non capisce più quale azione è davvero reale e se gli si dice che la matita che appoggeremo sul braccio dell'ipnotizzato è un tizzone ardente, quando toccheremo il braccio dell'ipnotizzato, questi non solo urlerà per il dolore, ma gli rimarrà la bruciatura.
Tutto questo perché la realtà non è realtà come la percepiamo, ma è appunto percezione.

Noi quando sogniamo, in qualche modo viviamo, certo le emozioni, ma soprattutto le interazioni con le altre entità, sono molto diluite rispetto allo stato di veglia (per la percezione intelligente) ma comunque proviamo emozioni che fanno esperienza, potremmo dire che vivere, dal punto di vista emozionale è 100, sognare è 50.
Anche la vita nell'aldilà genera emozioni, ma sono appunto più diluite rispetto alle emozioni percepite nella realtà materiale in un corpo sveglio.
Ra dice di non reprimere l'emozione, ma se si vuol evitare problemi pratici (il tradimento all'amico) e evitare problemi emozionali che possono formare un blocco e di conseguenza una malattia, meglio sognare la situazione.

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8 Anni 1 Mese fa #4794 da alroc
Ciao Al2012,
riguardo le dipendenze sono d'accordo, esse si innescano in modo significativo quando nel soggetto è la mente di superficie a dominare.

In ogni caso la mia idea sulla faccenda è che si può tentare di contrastarle, ma non credo si possa acquisire uno stato di libertà permanente, si tende forse a oscillare tra due differenti modalità: dipendenza/non dipendenza. Diciamo che forse ci illudiamo di superare il bisogno che abbiamo di una cosa, ma in realtà tendiamo semplicemente a sostituirla. A un certo punto poi tale scambio avrà le stesse probabilità di diventare ugualmente "tossico" e di innescare una nuova dipendenza.:wink:

Mi sorge sempre il dubbio sulla mia capacità di gestire al meglio tutto questo, per cui forse la mia convinzione di essere libera è solo una mera illusione.:woa:

@Dipende,
i consigli di Ra li applico da sempre, penso siano valvole di sfogo spontanee a cui tutti facciamo ricorso prima o poi, o no.:question:

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8 Anni 1 Mese fa #4850 da Dipende

@Dipende,
i consigli di Ra li applico da sempre, penso siano valvole di sfogo spontanee a cui tutti facciamo ricorso prima o poi, o no.:question:


Non proprio. Non credo che questi comportamenti siano adottati dai tanti quaggiù. Li applichi tu e molto probabilmente molte persone che bazzicano su LC, ma la maggioranza delle gente non lo fa e se lo fa, lo fa solo raramente quando riesce (per caso) ad essere ispirata, ma capita solo per brevi momenti, o non sarebbero sempre così in balia dell'avversario. C'è qualcosa che non va in tutta la faccenda.

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