Possessioni e ossessioni. Solo psicopatologia?

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1 Anno 6 Mesi fa #54613 da Volano49
MARK:
Infatti ho parlato di immagine. Per me Satana è inesistente quindi figurati se mi metto a dire che Baphomet è Satana. Qualcun'altro ha associato quell'immagine a Satana.

Ciao dotto Mark. Sbolognare alla leggera come fai tu, il Dr. satana, equivale a disconoscere (pur rarissime) intromissioni esterne, molto probabilmente NON di questo mondo. Ma va bene così, si può benissimo negare pur non conoscendo, anche se non si è mai avuto a che fare con qualsivoglia contesto "diabolico", comprese ovviamente le manifestazioni di personalità diverse nello stesso soggetto, in grado, tra l'altro, di parlare lingue diverse sconosciute al soggetto. Il diavolo, o energia equivalente, è un'entità reale, ovviamente NON nel senso materiale comunemente attribuito a questo termine.

Ma ritorniamo a noi. Al concetto di possessione si o possessione no? Insomma, esiste o no sto diabolos (dal greco)? Domanda che ne implicherebbe un'altra: come potrebbe esistere una parte contrapposta a Dio se Dio è corrispondente al TUTTO? Mi sono fatto una bella domanda ma è a soppesarla che subentra il difficile. D'altronde è un interrogativo basilare che spesso ognuno si pone. La semplicità, potrebbe, tra le altre definizioni, allargarsi, avvalendosi del... male come evento necessario per evolvere e ampliare la propria consapevolezza, il proprio "sentire" cosciente. Concetti che potrebbero includere l'esistenza di esseri intelligenti, preposti come personificazioni del male (così come potrebbero essere considerati dalla nostra visuale), dediti al male, ma facenti parte di un disegno del Grande Architetto del Creato, per una finalizzazione umana (già) preposta.
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1 Anno 6 Mesi fa #54617 da Tianos
È un quesito davvero interessante, anche perché studiando i vari demoni (da spirito che non necessariamente è malvagio) alcuni di essi pur essendo pericolosissimi per gli uomini sembrano in ogni caso fare il volere di Dio: Chi come entità che rappresenta la distruzione (come semplice processo di annichilimento e/o altri di decomposizione quindi cambiamento) chi come le tre grandi bestie create direttamente da Dio (Leviathan, Beheamuth,ziz) che sarebbero patriarchi di tutte le creature, (leviathan poi decaduto sotto l'invidia perché coscritto nelle profondità dell'oceano.) infine altri che semplicemente amavano più qualcos altro che Il creatore (come ad esempio Pan che amava più il creato che il creatore)
Se interessa dare una scorta anche se lo fatto per dilettarmi nel metterli in una sorta di gioco di ruolo ho fatto una lista di molti demoni, diaboli, tradizionipagane, amuleti e pozioni realmente usati nell'antichità (partono dalla sezione astrolabio in poi)
docs.google.com/document/d/1WA0mhKTN6Hex...ktQ/edit?usp=sharing

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1 Anno 5 Mesi fa #54639 da Volano49
Le orme del (povero) diavolo, sia su pietre che su libri bruciacchiati, si riscontrano in tutt'Italia, dal nord al sud. Povero diavolo lo sarebbe davvero se diamo credito come la tradizione, contadina soprattutto, lo identifica, visto come un patetico confusionario che perde praticamente sempre le sfide che lancia al popolino, più astuto e furbo di lui.

A Gavi (Al) per affermare la sua stupidità, gli dedicarono perfino un muro e una lapide in marmo con l'impronta di un suo orecchio, che dice: "Una mattina il diavolo arrabbiato perché era suonata l'Ave Maria, batte' la testa nello scoglio di questa riva di fronte alla vecchia chiesetta della Pieve. Il segno della sua orecchia e del cappello sono rimasti nel sasso". Le leggende, come detto, sono davvero tante, sembra che il diavolo abbia lasciato "una ricordo" del suo passaggio ovunque, impronte di cornate e di zoccoli sui macigni, su libri e ponti non si contano. Non che non manchino neppure quelle di Gesù e Maria, a ben vedere…

Narrazioni inerenti ai "segni" del diavolo si riscontrano per esempio a Barga (Lucca) sopra Fornacetta, in una rupe si conserva ciò che si definiscono gli artigli del diavolo che per una scommessa si getta nel vuoto. Il posto è appunto detto "il salto del diavolo". A Zeri (M. Carrara) c'è una grotta con alle pareti incise zoccoli di cavallo montato dal diavolo… Piedi infernali si riscontrano sulla via Ristonchiaia presso Vallombrosa (Fi) con tanto di orme infernali incise su un grosso sasso, detto appunto, il masso del diavolo.

Ni primi anni 2000, a Lucca, visitammo anche la cameretta di S. Gemma Galgani, da lei usata quando per mantenersi accudiva i piccoli della famiglia Giannini, ebbene in questa cameretta sopra ad un comò, c'era l'autobiografia della santa, con pagine annerite e in parte bruciate, si dice (lei stessa lo confermò) per opera del signore di questo mondo, come al solito incazzato nero…
Statte carmo... Non ce la fa, non ce la fa, non può farcela...

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1 Anno 5 Mesi fa #54650 da Volano49
Un aneddoto personale. Nei primi anni '90 ebbi modo di vedere l'impronta di una mano fissata su un'anta di un armadio. La casa e il mobilio appartenevano alla zia di una mia fidanzata di allora, abitante in Avezzano. La spiegazione che mi diede quella signora, con salute malferma e già operata 3 volte, era relativa al suo stato d'animo, quasi disperata per il suo calvario. Ebbene, una notte sognò suo fratello ormai defunto da tempo, che gli sorrideva e appoggiava ostentatamente la mano destra contro l'armadio. Al mattino la signora si ricordò del suo sogno vividissimo. Si avvicinò all'armadio e con stupore constatò un'impronta di mano sul legno. Per farla breve. La signora riacquistò la salute ma dovette farsi operare altre due volte: totale di cinque come le cinque dita di una mano. Eravamo in ferie a Pescara e ne approfittammo per andare a trovare la zia della mia ragazza un 10 giorni circa dopo la sua ultima operazione, ed è in quel frangente che io stesso vidi la mano impressa, rimasta in seguito visibile ancora per un breve periodo, fino ad affievolirsi i contorni e scomparire.

A testimonianza di queste impronte di "fuoco", esiste a Roma un museo apposito. Ne riporto qui un elenco. Più che valutare il "purgatorio", che ci porterebbe a considerazioni ulteriori, interessano i protagonisti di fatti fuori dalla norma (la nostra norma…)

La Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio è stata innalzata per merito di padre Vittore Jouet, marsigliese, fondatore dell’associazione del Sacro Cuore di Gesù per il Suffragio delle anime del Purgatorio. Nel 1893 ottenne dal vicariato l’autorizzazione a costruire un terreno in via dei Cosmati, in Prati.

Contemporaneamente acquistò un ampio terreno edificabile sul lungotevere Prati, dove l’anno successivo venne posta la prima pietra della più grande chiesa da dedicare al Sacro Cuore del Suffragio.

Caratteristica di tale edificio di culto, progettato dal bolognese Giuseppe Gualandi, è quella di essere interamente in simil gotico, tanto da aver meritato la definizione di "piccolo duomo di Milano". Interessante, in una città come Roma, in cui esiste un unico esempio di chiesa gotica, Santa Maria sopra Minerva, vicino al Pantheon (la cui facciata, peraltro, è quattrocentesca). Vi sono poi altri "casi" di simil gotico, mai accentuati come questo. Il gotico a Roma è sempre "allarmante": vediamo, in questo caso, cosa c’è sotto, anzi, a lato della chiesa.

A fianco della chiesa, troviamo il Museo delle Anime del Purgatorio. Un tempo, al posto del museo esisteva una cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Il 15 settembre 1897 scoppiò un incendio, e quando questo venne domato i fedeli si accorsero che ai margini di una parete dell’altare era rimasta l’immagine di un volto, che, si disse, apparteneva ad un’anima del Purgatorio (tuttora presente in una riproduzione fotografica nel museo). Tale apparizione spinse padre Jouet a viaggiare attraverso l’Italia e altri paesi per cercare altre testimonianze sulle anime purganti. Il frutto delle sue ricerche è la raccolta che oggi si conserva.

Un museo di bizzarre e allucinate reliquie, senza dubbio affascinanti e conservate tuttavia con grande rispetto, stoffe, tavolette, libri, fotografie, corredate di scritte che ne illustrano la vicenda:
"Impronte lasciate su una tavoletta di legno, sul panno della manica della tonaca e sulla tela della camicia della venerabile madre Isabella Fornari, badessa delle Clarisse di Todi, dal defunto padre Panzini, Abbate olivetano di Mantova, il 1° novembre 1731".

"Impronte di fuoco di un dito lasciato dalla pia suor Maria di San Luigi Gonzaga, apparsa a suor Margherita del Sacro Cuore la notte fra il 5 e il 6 giugno 1894".
La relazione è conservata nell’archivio del monastero di Santa Chiara del Bambin Gesù di Bastia (Perugia) e racconta come la suddetta suor Maria di San Luigi Gonzaga, soffrendo da circa due anni di petto, con forti febbri, tossi e asma, fosse presa da scoraggiamento e quindi dal desiderio di morire subito, per non più soffrire. Però, essendo molto fervorosa, a una esortazione della sua superiora si rimise con calma alla volontà di Dio. Alcuni giorni dopo, la mattina del 5 giugno 1894, santamente spirò.

"Apparve a suor Margherita del Sacro Cuore la notte tra il 5 e il 6 giugno, vestita da clarissa, circondata da ombre ma riconoscibile, e alla meraviglia di questa rispose di trovarsi in Purgatorio, dove doveva rimanere venti dì per espiare il suo moto d’impazienza alla volontà d’Iddio. Chiese preghiere e per attestare sua reale apparizione posò l’indice sulla federa del cuscino e promise di tornare.
Riapparve alla medesima suora il 20 e il 25 giugno dello stesso anno per ringraziare e dare avvisi spirituali alla comunità, prima di volarsene al cielo".

"Impronta di fuoco lasciata su un libro di Margherita Demmerlé della parrocchia di Ellingen, nella Diocesi di Metz, dalla suocera apparsale trenta anni dopo la morte; 1814-15.
La defunta appariva in costume del paese come pellegrina, scendeva dalle scale di casa al granaio, gemeva e guardava con tristezza la nuora, quasi per chiederle qualcosa. Infatti Margherita Demmerlé, consigliata dal parroco, le rivolse un giorno la parola ed ebbe questa risposta: "Sono tua suocera morta di parto trent’anni fa, va in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Marienthal e quivi fa celebrare due sante messe per me".
Dopo il pellegrinaggio appare nuovamente la defunta per annunziare a Margherita la sua liberazione dal Purgatorio; e ad essa, che sempre per consiglio del parroco domandava un segno, lascia gemendo e posando la mano sul libro (L’Imitazione di Cristo) il segno delle bruciature. Poi tutta luminosa, sparisce per sempre".

"Impronta di fuoco che lasciò il defunto Giuseppe Schitz toccando con l’estremità delle cinque dita della mano destra il libro di preghiere in lingua tedesca di suo fratello Giorgio, il 21 dicembre 1838 a Stralbe (Lorena). Il defunto chiedeva preghiere di suffragio per riparare alla sua poca pietà in vita."

"Grande facsimile fotografico (l’originale si conserva a Vinnenberg) di una impronta di fuoco lasciata il sabato 13 ottobre 1696 sullo zinale di Suor Margherita Maria Herendorps, religiosa conversa del monastero benedettino di Vinnenberg, presso Warendorf (Westphalia), dalla mano della defunta suor Chiara Scholers, religiosa corista del medesimo ordine, morta di peste nel 1637".
Nel basso della fotografia c’è l’impronta di fuoco lasciata dalla stessa suora sopra una striscia di tela.

"Fotografia di impronta lasciata dalla defunta signora Leleux sulla manica della camicia di suo figlio Giuseppe nella sua apparizione nella notte del 21 giugno 1789 a Wodecq-Mos (Belgio)".
Secondo il racconto del figlio, la madre, che era morta da ventisette anni, gli apparve la notte del 21 giugno 1789 dopo che per undici notti di seguito egli aveva inteso rumori (che lo avevano spaventato e reso quasi malato), ricordandogli obblighi di sante Messe, come da legato paterno, rimproverandogli la vita dissipata e pregandolo di cambiare condotta e di lavorare per la chiesa.
"Quindi pose una mano sulla camicia lasciando un’impronta visibilissima. Giuseppe Leleux si convertì, fondò una congregazione di pii laici e morì in odore di santità il 19 aprile 1825".

Infine, una berretta con fiocco lunga 45 centimetri, forse il pezzo più affascinante della collezione, la cui storia è quella che si legge qui sotto:

"Apparizione del 1875 di Luisa Le Sénechal nata Chanviers, morta il 7 maggio 1873, a suo marito Luigi Le Sénéchal nella sua casa di Ducey (Manche: Francia) per chiedergli preghiere e lasciandogli come segno l’impronta di fuoco di cinque dita sul berretto da notte".
Secondo il racconto autenticato della apparizione, la bruciatura sul berretto da notte fu fatta dalla defunta signora Le Sénéchal perché il marito documentasse con un segno visibile, alla figlia, la richiesta celebrazione di sante Messe.

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1 Anno 5 Mesi fa #54672 da Volano49
Determinare i rari casi di autentica "possessione", ovvero considerare una forza/energia esterna all'uomo che in circostanze, a volte diverse fra loro, ma ben schedate, che possa interagisce con esso, risulta essere una realtà. Il problema è, appunto, riconoscerle queste forze. Il libro dell'Apocalisse ci informa che un terzo degli angeli seguì Lucifero, un numero che ci ricorda che quel diavolaccio di satana non è solo. La teologia cristiana sostanzialmente pone tutto l'ambaradan bene/male come una battaglia, per la quale l'uomo avrebbe dei benefici, superando pene ed ostacoli per innalzarsi spiritualmente al di sopra del contendere. Insomma le persone diverrebbero migliori dopo essersi imbattute in questa forza negativa.

Ma come riconoscere un intervento demoniaco in una persona? Va detto che un demone è anzitutto un'entità intelligente, e non solo perché in tanti esorcismi il soggetto "posseduto" è in grado di parlare molte lingue, a lui del tutto avulse prima dell'esorcismo. Prima di ogni esorcismo è valida una valutazione medica, per cercare di dare una spiegazione logica a continue allucinazioni del soggetto colpito, con conseguente visitazione psichiatrica, proprio perché il più delle volte si è di fronte a persone schizofreniche, di persone che sentono anche "voci". Soltanto dopo accurati esami risultati negativi e responsi stilati da medici che firmano una documentazione che attesta il paziente negativo ad ogni valutazione medica, ci si addentra in un'area più spirituale. Ed è giusto che la prassi si svolga col freno a mano.

Oltre alle lingue, un segno che indirizza a forze diaboliche sono le peculiarità dell'indemoniato che, con voce alterata, completamente diversa dalla sua, parla di aneddoti intimi che solo l'esorcista o uno dei presenti era a conoscenza, non di rado accenna anche ad eventi futuri con quella facoltà conosciuta come chiaroveggenza. Famosa è la prova dei due bicchieri, uno con acqua normale e l'altro contenente acqua benedetta. Il primo viene bevuto tranquillamente dal soggetto mentre con l'altro si contorce, urla e vomita. Idem con due contenitori, uno vuoto e l'altro contenente una croce. appoggiando (non visto) il primo alle spalle del "posseduto", questi non reagisce, mentre con il secondo urla dal dolore che "sta bruciando". Fasi queste, così come altre, che fanno propendere davvero per intromissioni esterne al nostro piano esistenziale affatto piacevoli.

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4 Giorni 23 Ore fa #67985 da Volano49
Il diavolo scriveva lettere? Sembrerebbe di si, soprattutto quando era incazzato nero...Accenno il più brevemente possibile ad un caso che le relazioni la fanno sembrare verosimile. Una lettera indecifrabile si trova nel monastero delle benedettine di Palma di Montechiaro vicino ad Agrigento. La protagonista fu Suor Maria Crocifissa, al secolo Isabella Domenica Tomasi, figlia di Giulio Primo Tomasi e di Rosalba Traina, nacque a Girgenti (AG) il 29 maggio 1645. Ebbe la vocazione in tenera età. Il padre Giulio la assecondò facendo trasformare in un monastero un (suo) palazzo ducale, sfruttando la permissiva bolla di Papa Alessandro VII.

Entrando in Monastero a 14 anni prese il nome di Suor Crocifissa della Concezione (nel romanzo "Il Gattopardo" viene citata seppur come beata Corbara). Allegra e disponibile seppur fragile fisicamente. Si narra che per edificare una cappella da dedicarsi alla Madonna di Loreto, ogni suora dovesse portare delle pietre. Suor Crocifissa ne depositò una nella sua cella, ma il...demonio entrato nella cella prese la selce e gliela scagliò. Il cornuto evidentemente non aveva fatto i conti con le sue protettrici, Santa Rosa da Lima e Santa Caterina da Siena (visibili solo a lei) che arrestarono la pietra prima che la colpisse.

La nostra eroina, che doveva scrivere un biglietto al suo confessore, iniziò con la data (1676) ma non potè proseguir perché le apparve il demonio che le tolse la penna e iniziò a scrivere, intimandole poi di firmare il foglio. La suora si rifiutò, scrivendo solo la parola ohimè per ciò che leggendola aveva compreso. A noi rimane una lettera vera ma indecifrabile nei secoli, decriptata solo recentemente e conservata con altre reliquie nella celletta di Suor Maria Crocifissa, la cui esistenza si concluse all'età di 54 anni. Il processo di beatificazione, iniziato nel 1701 dal vescovo di Agrigento, si concluse nl 1797 quando la suora fu decretata Venerabile. La sue spoglie riposano nello stesso monastero in cui visse.
Qui sotto la paginetta...diabolica

www.adanzzywwurath.it/la-lettera-autografa-del-diavolo/

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4 Giorni 10 Ore fa #68000 da Tianos
per integrare: la traduzione dell'università di catania con un software di decriptazione:
("Dio pensa di poter liberare i mortali")
("Forse ora, lo Stige è certo")
("Questo sistema non funziona per nessuno")
("Dio, Gesù e lo Spirito Santo sono pesi morti")

La lettera contiene anche un riferimento a Zoroastro (il profeta persiano) e descrive Dio, Cristo e Zoroastro che seguono "vie antiche e sarte cucite dagli uomini"

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4 Giorni fa #68014 da Volano49
Le superstizioni in Italia, forse di più che nel resto del mondo, abbondano, soprattutto sono ancora ben radicate nel sud. Superstizioni spesso da equiparare a pettegolezzi quando sono semplici e ingenue, ma ne esistono altre molto più complesse, miste a cabalistiche considerazioni. Per un insistente mal di testa per esempio, si chiede l'intervento della vecchietta di paese che toglie 'u maluocchio con segni di croce sul ventre e 'nciarmare" (che vuol significare i segni misteriosi di rito). Ne parlo ovviamente a ragion veduta, avendone assistito a "movenze" e bisbiglii. Strano ma il più delle volte funzionano.

Vecchiette che, soprattutto nei paesini più distaccati da ciò che chiamiamo "progresso", sono "chelle che 'ncantano", massaggiando, biascicando parole, usando un crocefisso, (forse dotate di un magnetismo fuori norma) applicano una taumaturgia casereccia al posto della farmacologia. Poi si può sorridere (sorridere non fa male a nessuno…) se si viene a conoscenza o si scopre che dietro le porte di alcune isolate zone rurali, vengono appesi ferri di cavallo o corna di bue alle quali sono appese sfilze di agli, cipolle o peperoncini extra forti, per agevolare un contro malocchio o vampirismo.

In Campania, ma non solo li... lo stridore della civetta viene ritenuto un cattivo presagio, come annuncio di morte. Di cattivo presagio è pure vedere al mattino un gatto nero che attraversa la strada, sognare carne di maiale, passare sotto una scala, se si rovescia sale o olio. Rovesciare il vino invece viene ritenuto un buon segno. Chi nasce nella notte di S. Silvestro è immune dai morsi di serpenti. Chi uccide un gatto o romperà un vetro sarà perseguitato dalla sfortuna per 7 anni, se si picchia in testa un bambino con una canna verde, da adulto resterà di statura bassa...

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2 Giorni 23 Ore fa #68030 da Volano49
Parlare lingue (Xenoglossia, dal greco Xèno=straniero e glossa=lingua) mai conosciute, era un "dono" così frequente nella comunità di S. Paolo che questi dovette costringere gli adepti alla moderazione (I Cor. 14-27). E' un fenomeno noto a certi medium che così a volte si esprimono in trance. Fenomeno molto seguito ed apprezzato dalla chiesa pentecostale. Intrigante se visto anche attraverso le possibilità parapsicologiche/paranormali. Una giovane napoletana aderente a tale chiesa, Sara Sarracino di anni 16, ebbe "l'onore delle cronache (oltre uno speciale TV, La Nazione 29-11-1985, Il Messaggero 30-11-1985, Stampa Sera idem) quando partecipando ad una cerimonia carismatica in una chiesa protestante pentecostale, incominciò a parlare in lingue sconosciute a lei e a tutti i presenti. Una miscela di Portoghese, Tedesco, Aramaico, Spagnolo, Cinese, Francese.

Premetto, come ho già fatto in altri frangenti, che quando si presentano situazioni atipiche di questo genere, subentra una dilagante disinformazione, favorita soprattutto dalla superficialità con la quale la maggior parte dei mass-media affrontano certi argomenti, disinformazione dovuta per lo più a sprovvedutezza e impreparazione. E non serve di certo chiamarsi Polidoro per negare a prescindere… Questo è però uno di quei casi in cui l'interpretazione spiritica andrebbe a mio avviso tralasciata.

Ovviamente la ragazza non mentiva a sé stessa né ad altri ma, sempre per quanto mi consta, il tutto andrebbe inquadrato più verso un fatto psicotico di pulsione mistica, per il quale era più doveroso interpellare psicanalisti e psicologi e forse anche psichiatri, come un fatto psichico e NON parapsichico. Meno ancora trascendentale. Dico questo (sempre per un giudizio del tutto soggettivo) per il miscuglio di lingue e dialetti diversi, affatto chiari, incomprensibili, che hanno tutto l'aspetto di essere il prodotto di manipolazioni dell'inconscio di notizie e informazioni RIMOSSE integrantesi con la cultura di base della ragazza (3° liceo scientifico e con una famiglia alta borghesia), scaturite da una forma di psicopatia di tipo maniacale-religioso.

Sotto la testimonianza (di estrema parte, la sua…) della ragazza:

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1 Giorno 21 Ore fa #68048 da Volano49
La Xenoglossia è uno dei fenomeni paranormali di cui meno si parla, ma resta uno di più interessanti. E' una parola coniata dal Premio Nobel Charles Richet, per evidenziare quando una persona in condizioni particolari, parla o scrive in una lingua a lei ignota. Il grande filosofo di Efeso, Eraclito, ebbe a dire: "grazie alla sua incredibilità la verità si sottrae alla conoscenza"...tale fenomeno era già studiato e descritto da E. Bozzano nel suo libro "Medianità poliglotta". Stralcio e riassumo alcuni casi, tra cui quello vissuto dal Prof. Naville Whymant, che fu un celebre poliglotta (si disse che conoscesse 30 lingue) e insigne orientalista. Questi fu invitato, trovandosi a New York, ad una seduta medianica col medium Valiantine, per fare da interprete alle "voci dirette" in lingue sconosciute, manifestazioni frequenti con il medium su detto.

Whymant ebbe così lunghi colloqui con un'entità che si definiva Confucio (o meglio, K'ung-fu-T'zu, che poi è il nome che in oriente corrisponde a Confucio). I colloqui si tennero in perfetto cinese antico, dove: (è Whymant che parla in "Psychic Adventure in New York") "non solo la pronuncia, ma anche le inflessioni più delicate della voce erano correttamente riprodotte". In quei frangenti lo scienziato chiese al suo interlocutore di chiarirgli la terza poesia dei "Shih King" (opera appunto di Confucio), alquanto oscura ai moderni lettori. Scrisse Whymant: "io ricordavo solo il primo verso della poesia, e glielo recitai,, immediatamente la voce con perfetta inflessione cinese, mi recitò l'intera poesia come odiernamente è conosciuta, e dopo una pausa di pochi secondi, me la recitò nuovamente nella maniera corretta; questo le conferiva un altro significato".
whitecrowbooks.com/book-author/neville-whymant/

Il Prof. Schiller, un altro docente di Oxford, fu chiamato in causa per un altro famoso caso di Xenoglossia, ovvero l'episodio denominato "il caso Patience Worth"," un maestro disincarnato che interveniva nelle sedute con la medium Curran. Questa entità dettava poesie e romanzi, alcuni giudicati veri propri capolavori. Una volta, in 35 ore dettò un poema in versi, intitolato "Telka", scritto in lingua anglosassone del diciassettesimo secolo, armonicamente combinata a voci e locuzioni dialettali di quel tempo. Tale poema era composto da 70000 parole in pura lingua anglosassone e non vi si trovò una sola parola acquisita alla lingua inglese dopo il 1600.

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