Pignoramento sprint, facile e digitale.
Da quest’anno il fisco può utilizzare i dati delle fatture elettroniche, attuando una politica di recupero crediti che è stata definita “predittiva”.
In parole semplici lo Stato, basandosi sui dati, attua un pignoramento presso terzi riuscendo ad intercettare i soldi prima che arrivino al debitore.
L’intento è quello di agire con precisione e celerità, eliminando i tentativi alla ceca. Obiettivo: fare cassa.
Entrata in vigore con la Legge di Bilancio 2026, la nuova procedura di pignoramento diventa dunque l’incubo per chi non è puntale con gli obblighi fiscali.
Secondo la relazione tecnica che accompagna la manovra, le operazioni di successo nel campo al momento si attestato ad un tasso del 22%.
Le nuove regole dovrebbero invece aumentare tale percentuale, quasi del doppio, portando ad un incasso medio per l’erario di 1 miliardo di euro l’anno.
Oltre a permettere al Fisco di intercettare i flussi di denaro dovuti ai contribuenti indebitati, prima che vengano incassati, l’accesso ai dati delle fatture elettroniche amplia anche la capacità di controllo sull’IVA.
In caso di omessa dichiarazione, infatti, l’Agenzia delle Entrate potrà determinare l’imposta dovuta e avviare la liquidazione automatizzata, incrociando le informazioni ricavate dai corrispettivi telematici e dalle comunicazioni delle liquidazioni periodiche.
Il terzo comunque riceverà un avviso, avendo poi 60 giorni di tempo per fornire chiarimenti, versare o ricevere uno sconto.
I rischi del nuovo pignoramento
Dal punto di vista del contribuente, il pignoramento sprint comprime al minimo lo spazio di manovra.
In concreto, si rende più difficile “spostare” o schermare i propri crediti, perché l’azione esecutiva può agganciarsi direttamente ai pagamenti dovuti da soggetti terzi.
Il risultato è un cambio di passo: il recupero coattivo non si gioca più soltanto sul conto corrente o sui beni del debitore, ma sempre più spesso sugli incassi futuri.
È una tendenza che rafforza la presenza del Fisco nelle transazioni tra privati: come soggetto capace di inserirsi a valle, intercettando i flussi economici quando emergono dai dati e diventano immediatamente “aggredibili”.
Così, per chi è esposto con cartelle e ruoli, la gestione ordinaria di clienti e pagamenti rischia di trasformarsi in un terreno molto più sorvegliato.
Predittivo o umano?
L’equilibrio tra efficienza fiscale e diritti del cittadino è il punto critico.
Un sistema che anticipa l’azione esecutiva sulla base di modelli predittivi riduce drasticamente la possibilità di errore umano, ma riduce altrettanto lo spazio di difesa preventiva del contribuente.
Il cittadino non viene più intercettato dopo l’inadempienza accertata, ma prima, quando il flusso economico non è ancora entrato nella sua disponibilità.
È una torsione profonda del rapporto Stato-contribuente: la presunzione di affidabilità lascia il posto ad una presunzione di rischio.
La domanda qui è inevitabile: fino a che punto è legittimo spingersi?
Fonte Byoblu





... oltre al fisco predittivo il wef ha previsto anche il voto predittivo, "così comodo", "così semplice", "senza doversi muovere da casa". Eccallà, l'inculata digitale servita fresca fresca con la carota nel culo...
P.S. ... a breve sapranno meglio di noi cosa vorremo pensare domani...
... e questa sarà l'inchiappettata predittiva finale per il complottista...
Anche provando a trovare riparo spostando risorse all' estero in asset opachi, tipo Svizzera o Malta o su piattaforme come Neteller o Skrill ,i
nostri dati vengono puntualmente segnalati all'Italia grazie agli accordi come il CRS e la nuova direttiva DAC8 che include anche le criptovalute.
Per cui l'Agenzia delle Entrate sa semplicemente dove abbiamo indirizzato il nostro patrimonio.
La vera differenza però sta nel passo successivo, cioè nel riuscire materialmente a mettere le mani su quei beni, perché mentre sul territorio italiano l'azione è immediata, all'estero il percorso si fa più tortuoso e diplomatico, richiedendo la collaborazione delle autorità locali e il rispetto di lunghe procedure internazionali.
Lo stato può scoprirci ovunque, ma per colpirci davvero su un conto di Hong Kong o su un Wallet freddo deve ancora superare molti ostacoli pratici e legali.
Per quanto riguarda investire in oro o asset fisici anche se il fisco non ha uno strumento diretto per individuarlo ( cassetta di sicurezza anonima estera ) si può avvalere del nuovo concetto di rischio predittivo.
Se i nostri flussi digitali mostrano entrate che non trovano corrispettivo patrimoniale dichiarato , scatta il sospetto, e può partire un accertamento più profondo, che magari parte dalle nostre transazioni tracciate per arrivare a capire realmente dove siano i nostri capitali nascosti.
Quando poi si trovano senza concorrenza possono fare quello che vogliono con la compiacenza della finta opposizione. Esattamente come faceva D'Alema quando c'era Berlusconi.
Sono un'unica grande azienda che fa finta di avere delle contrapposizioni che in realtà non esistono.
E la gente è così scioccata dalle follie gender, magrebini e travestiti vari che continua a darle credito.
Anche gli imprenditori che subiscono queste politiche comuniste o la classe media che si vede spogliata anche delle mutande.
Cioè io ti propongo Hitler e come alternativa Jack lo squartatore e tu ti senti rassicurato da Jack lo squartatore perché almeno non fa un olocausto. Entrambi sono dipendenti della stessa azienda ma io per non impazzire penso che non sia così.
Che poi non è ne così comoda ne così semplice, e a fine anno il commercialista mi da tutte le fatture cartacee quindi...
Complicare la vita alle piccole aziende fino a farle sparire per la disperazione, questo è l'obbiettivo da 40 anni per chi ha cominciato tutto con il divorzio banca d'italia/tesoro...
Loro lo capiscono che stanno spremendo anche la buccia, e che semplicemente non puoi inventarti altri modi per ricavare succo, semplicemente non c'è ne più.
-ZR-
lo sbocco dell "astensionismo salvificoh" è quello, sapevatelo..
Comunque, paradossalmente, io al controllo fiscale sono piuttosto d'accordo. Magari non ci fosse un'elite di bastardi sopra, sarebbe meglio.
Ottimo intervento.
Se l'Europa è un'unione d'interessi economici, che problemi c'è sia per le aziende che per i dipendenti avere il conto in un paese UE?
Grazie per questo tuo commento, mi ha motivato a fare una ricerca che avrei ommesso.
Sapevo che con il 2026 c'erano novità con il fisco europeo ma non avevo approfondito.
Ho fatto una rapida ricerca e trovato un articolo, in italiano tra l'altro, con quella che mi pare una buona spiegazione delle novità (DAC8).
Nulla di cui meravigliarsi, la digitalizzazione a questo serve, controllo.
Per dire: nel futuro ci faremo delle grosse risate con le smart key degli auto-moto veicoli.
Non posso negare che il tutto mi ha strappato un amaro sorriso al pensiero di tutti i sostenitori delle crypto.
Oltre alla marginale utilità ed intrinseche debolezze tipiche dei sistemi digitali, ora evapora ufficialmente anche l'illusione dell'anonimato, che non è mai esistito.
Cocncludo con un pezzo del buon Pecchioli che al mio squinternato cervello pare cadere a fagiolo.
www.maurizioblondet.it/amare-litalia-e-inutile/
E' come chiedere quanta acqua può contenere l'oceano.
Lo Stato e il suo potere non hanno confini e sono legittimati dalle leggi e dal voto senza quorum, e se le leggi non esistono già, le creano.
... semplicemente detesto fare le cose inutili...
... mik, sia tu che kent mi siete simpatici, anche se spesso non siamo d'accordo...
... quando aprirò un thread sulla mia proposta di nuova legge elettorale che ha come scopo primario ridurre l'astensionismo gradirei le vostre osservazioni costruttive...
... ne ho già parlato più volte anche qui su LC... si tratta dello "svoto"...
... quel giorno tornerò a votare perchè non sarà più inutile...
... predìco che il fattore "predittivo" andrà a farsi fottere...
Saremo sempre quì a scrivere di nuovi diritti cancellati,
sarà un nuovo mondo di doveri e basta
la cina si avvicina
Il punto è che se tu sbagli di un euro ti arriva da pagare la mora (che non è una modella con la terza di reggiseno (*) ), se a "sbagliare" è un ricco, patteggia e paga (forse) il 10%.
(*) anche l'era delle modelle formose è finita: le tette sformano i vestiti.