di Luca Del Faro (Bet17)

C’è un rumore che non compare nei grafici finanziari e che non fa vibrare i saloni di Wall Street. È un rumore antico, sordo, che non si sente finché non è troppo tardi: quello del metallo che lascia i caveau.
È lì che comincia il furto silenzioso.
Mentre il mondo inseguiva criptovalute, unicorni e nuovi record azionari, nei mercati dei metalli preziosi si scriveva un’altra storia. Una storia fatta di porte blindate che si aprono, di decisioni prese lontano dai riflettori, di operazioni che il sistema preferisce non raccontare.
La storia dello scambio di metalli preziosi è antica quanto l’uomo, ma questo capitolo risale al 2008, quando Bear Stearns, una delle più grandi banche d’investimento di New York, crollava ufficialmente sotto il peso dei mutui tossici.
Ufficialmente, appunto. Perché chi frequentava il COMEX – la principale borsa americana dove si scambiano contratti sui metalli preziosi – sapeva che nei suoi bilanci era già innescata una mina pronta a esplodere: una posizione a leva sull’argento talmente enorme da essere ingestibile. Quando il prezzo dell’oncia salì verso i 21 dollari, la banca non ebbe più margini per sostenere quella scommessa. Fu il colpo di grazia.
Fu in quel momento che la JP Morgan entrò in scena. L’operazione venne raccontata come un atto di eroismo finanziario, ma i numeri dicevano altro: Bear Stearns veniva rilevata a prezzi da liquidazione, JP Morgan incassava miliardi in interessi garantiti dal governo per aver “salvato” il sistema e, soprattutto, ereditava la posizione più esplosiva del mercato dei metalli preziosi. Un doppio scandalo: un salvataggio sottocosto e un jackpot sugli interessi. Ma il vero premio era invisibile, custodito nei suoi caveau.
Anni dopo, Bart Chilton, commissario della CFTC – l’ente federale che dovrebbe impedire abusi nei mercati dei derivati – raccontò ciò che aveva visto dall’interno. Quando JP Morgan rilevò Bear Stearns, avrebbe dovuto chiudere o ridurre rapidamente quella gigantesca scommessa sull’argento che aveva contribuito in modo decisivo al crollo della banca. Invece ottenne una deroga speciale, un permesso che nessun altro operatore avrebbe mai ricevuto, e che le consentiva di mantenere una posizione enorme sui derivati dell’argento.
Secondo Chilton, quella deroga non servì a smantellare il rischio, ma a consolidare il controllo del mercato. La posizione non diminuì: aumentò. E quando lui provò a spingere per un intervento formale, si trovò davanti un muro. “Decisione politica”, gli dissero. Nel 2019, ormai fuori dall’incarico, decise di parlare pubblicamente. Un mese dopo morì. Ufficialmente per un cancro già noto. Ufficiosamente… resta il dubbio: fu una confessione in punto di morte o una punizione per aver parlato?
L’anno successivo arrivò la conferma ufficiale di ciò che Chilton aveva denunciato.
Nel 2020 JP Morgan accettò di pagare 920 milioni di dollari di multa per anni di manipolazione del mercato dei derivati su oro e argento: esattamente il comportamento che lui aveva cercato di fermare. Una cifra enorme, ma irrilevante rispetto ai profitti accumulati. Il sistema trovò il suo colpevole di comodo: Michael Nowak, un anno e un giorno di carcere. Il resto rimase intatto.
Poi, nel quarto trimestre 2024, arrivò un altro segnale. Silenzioso, ma inequivocabile.
Gli Stati Uniti tornarono importatori netti di oro. Non era un titolo da prima pagina, ma per chi osserva i flussi fisici era un campanello d’allarme: quando un Paese che stampa la valuta di riserva mondiale ricomincia a comprare metallo, significa che qualcosa si sta muovendo sotto la superficie.
A gennaio 2025 arrivarono anche i primi scricchiolii nelle consegne delle barre: la Banca d’Inghilterra annunciò di “avere problemi logistici” per consegnare i metalli. Una spiegazione talmente improbabile da sembrare un messaggio in codice: i caveau si stavano svuotando.
Nel frattempo il presidente Trump firmava il GENIUS Act, una legge che obbligava ogni stablecoin ancorata al dollaro a essere garantita 1:1 da Treasury USA o asset ultra‑liquidi.
Una norma tecnica, apparentemente innocua, ma che creava una domanda sintetica e inesauribile di titoli di Stato. Più stablecoin significava più acquisti obbligati di Treasury. E gli interessi generati da quei titoli, miliardi l’anno, finivano nelle mani degli emittenti privati. Secondo alcuni analisti, proprio quei flussi potevano essere reinvestiti in oro fisico.
È in questo contesto che tutto ciò che accadde dopo assume un altro significato.
Pochi mesi dopo, Bo Hines – conosciuto come lo “zar delle cripto” alla Casa Bianca – lasciò l’incarico per diventare CEO di Tether USAT. Nel frattempo, l’emittente aveva già accumulato 435 tonnellate d’oro.
Perché un emittente di stablecoin che comprava oro prima ancora dell’entrata in vigore del GENIUS Act sentiva il bisogno di portare a bordo proprio l’uomo che aveva contribuito a scriverne l’architettura normativa?
La domanda rimaneva sospesa, come un indizio lasciato a metà.
C’è inoltre da considerare lo spostamento di capitalizzazione che si sta producendo nei mercati delle criptovalute a favore delle stablecoin, un movimento che finisce per erodere proprio l’intento originario dell’architettura di Bitcoin: sottrarre l’emissione e il controllo del mezzo di scambio agli attori privati sostenuti dai governi. Un’eterogenesi dei fini perfetta.
Poi arrivò dicembre 2025, e da quel momento ignorare ciò che stava accadendo diventò impossibile. Dal COMEX – la borsa americana dei metalli, che di solito consegna pochissimo metallo fisico – cominciarono a uscire quantità che non si vedevano da mezzo secolo: decine di milioni di once d’argento e milioni di once d’oro, per totali di centinaia di tonnellate. Non contratti, non promesse digitali: barre vere, trascinate fuori dai caveau come se qualcuno avesse deciso che era il momento di portarle via. Per un mercato abituato a consegnare meno dell’un per cento dei contratti, fu come vedere un fiume invertire la corrente.
A gennaio 2026 la TD Securities – il braccio di trading della canadese TD Bank – già in perdita per milioni sui metalli, tentò l’azzardo di scommettere contro l’argento, definendo il rialzo un “devilish blow‑off top” (un picco speculativo “diabolico”). In una settimana bruciò altri seicentomila dollari.
E mentre il presente mostrava crepe sempre più evidenti, dal passato tornò una voce. Judy Shelton disse pubblicamente che Trump gli aveva confidato l’intenzione di legare al valore dell’oro i bond statunitensi il 4 luglio 2026, data simbolica: il 250º anniversario degli Stati Uniti. Titoli di Stato senza cedola, riscattabili direttamente in metallo fisico. Non era un progetto ufficiale, ma un’ipotesi discussa ai massimi livelli, resa ancora più significativa dal fatto che le riserve auree americane sono tuttora contabilizzate a 42,22 dollari l’oncia, un valore puramente nominale. Secondo diverse analisi basate sui dati di VanEck e sul peso reale dell’oro nel sistema monetario, una rivalutazione ai livelli monetari ipotizzati dagli analisti potrebbe generare un incremento patrimoniale nell’ordine dei trilioni di dollari.
Un effetto contabile enorme, capace di riscrivere il bilancio federale senza toccare una sola aliquota fiscale.
Ma quando i caveau si svuotano, quando leggi epocali passano senza dibattito, quando chi prova a parlare scompare nel momento meno opportuno, quando la nazione dominante decide di cambiare le regole per evitare destini imposti ad altre, il silenzio su tutto ciò smette di essere neutrale. Diventa un indizio. Non serve credere a un complotto: basta osservare i fatti.
Gli Usa stanno andando verso un reset monetario portandosi con sé il resto del pianeta e – orchestrato o semplicemente inevitabile – non importerà realmente a chi detta le regole e non arriverà con un annuncio ufficiale.
Forse accadrà davvero così: barra dopo barra, oncia dopo oncia, mentre il mondo è distratto da altro. E quando finalmente solleveremo lo sguardo dai nostri schermi, scopriremo che le regole sono cambiate. E con esse, anche ciò che chiamiamo “valuta”. I portafogli che oggi portiamo ancora in tasca saranno soltanto reliquie di un’epoca già dissolta... insieme al valore dei mezzi di scambio che l’avevano caratterizzata.





... sto facendo la scorta... non si sa mai cosa può succedere...
... domani me ne portano altrettanti... non so se ho spazio a sufficienza...
Il London Gold Pool, il 1971 e la crisi COMEX ’79–’80 insegnano che i grandi cambi monetari nascono da decisioni d’emergenza e cambi di regole in corsa, non da regie eleganti.
Anche JP Morgan, più che burattinaio, storicamente ha agito da pompiere (1907 docet), con nuovi assetti nati dopo le crisi, non prima.
I segnali attuali sull’oro fisico sono reali, ma il potere monetario tende a reagire agli eventi più che anticiparli.
La vera domanda non è se il sistema cambierà, ma se lo farà in modo ordinato o attraverso un adattamento disordinato — e la storia, purtroppo, indica più spesso la seconda via.
Il dollaro è stato svalutato consapevolmente nella prima metà dell'anno scorso e con essi sono stati comprati lingotti fisici. Non solo, ma la debolezza del dollaro è stata perseguita anche per mettere pressione sull'UE affinché accettasse i termini del nuovo assetto commerciale mondiale e ingoiasse i dazi. Infatti, non appena la Commissione europea ha ceduto su tutta la linea, la svalutazione del dollaro si è arrestata. Gli USA non sono soli in questa linea di condotta, dato che la Cina si avvicenda a essi quando c'è bisogno di far continuare il deflusso di metalli preziosi dall'Inghilterra. Poi l'attenzione si sposterà sul rame e su tutte le altre principali commodity industriali.
Ahimè è da un po di tempo che sento che bolle qualcosa nell'economia mondiale... La Cina negli ultimi anni ha venduto gradualmente i titoli di debito USA (da oltre 1300 miliardi a meno di 700 - fine 2025), parallelamente acquisendo, invece, oro.
Le stablecoin sono un tipo unico di crittovaluta progettato per mantenere un valore costante. A differenza della maggior parte delle crittovalute, come Bitcoin, il cui valore oscilla notevolmente, le stablecoin puntano a fluttuazioni di prezzo prossime allo zero. In genere, il valore delle stablecoin è ancorato a una valuta, come il dollaro statunitense.
Poiché il loro valore è pressoché costante, le stablecoin sono molto più adatte alle transazioni digitali rispetto ad altre crittovalute. Analogamente ai fondi del mercato monetario e ai conti di risparmio/conti correnti nell'ecosistema finanziario tradizionale, le stablecoin fungono da riserva di valore nell'ecosistema delle valute digitali.
Per raggiungere la stabilità chi emette stablecoin garantisce i propri token con dollari, titoli del Tesoro americani, accordi di riacquisto (repo) e altri asset. Tra le stablecoin più note ci sono Tether (USDT) e USD Coin (USDC). Sono ampiamente utilizzate nella finanza decentralizzata (DeFi) e per i pagamenti transfrontalieri grazie alla loro bassa volatilità e alla compatibilità con le reti blockchain.
- L'oro del Venezuela.
- Claudio Borghi che afferma che il "nostro" oro esiste.
Fatalità l'oro del Venezuela "dovrebbe" proprio essere nei caveau inglesi...
Ma se non ci fosse?
La riserva frazionaria non nasce per creare cartamoneta dal nulla. Nasce proprio ai tempi degli orafi per moltiplicare l'oro nei bilanci senza che effettivamente l'oro esista. E fatalità ogni volta che si parla d'oro, il bluff è sempre dietro l'angolo.
E' da più di cinquecento anni che è nata la storiella:
"L'oro è pericoloso, arriva il bandito e te lo ruba, lascialo custodito da noi e fidati che ce lo abbiamo".
Puntualmente poi l'oro, se vai a vedere, non c'è.
L'ultima volta che in molti sono andati a "vedere" (come nel poker) è finito Breeton Woods. La finzione che il dollaro fosse ancorato all'oro. Oggi le monete non sono più ancorate all'oro, ma comunque la tentazione di dichiarare di avere più di quello che in realtà esiste evidentemente non è scemata.
A nulla vale la dichiarazione di Borghi di aver visto effettivamente l'oro.
La riserva frazionaria funziona esattamente con questo meccanismo.
Una persona (od uno stato) possiede dell'oro sulla carta, si reca al caveau per vedere se c'è e lo trova.
Lo trova certo che lo trova. Il problema sorge se cinque, dieci persone vanno tutte insieme nello stesso momento a vedere se nel caveau il loro oro esiste. E' il fulcro della truffa della "riserva". Nel caveau ce n'è una quantità sufficiente per il 2-3-10% di quello che si dichiara di avere. In modo che se si presenta il singolo lo trova. Se si presentano tutti, o anche in molti tali da superare la riserva, il banco salta.
Lo stesso discorso vale per l'oro del Venezuela anche se mi sono dimenticato di commentare l'apposito articolo.
Se è così poco rispetto a quello totale custodito di Inghilterra...
Che problemi hai a darmelo???
Magari il tuo problema è che lo stesso oro lo hai promesso a centinaia di persone/stati diversi.
Ed ecco che magicamente ti ritrovi a scusarti con un "Per problemi logistici non te lo do" come la banca d'Inghilterra.
Perdona ma non capisco cosa intendi.
Verranno annullati tutti i possedimenti monetari di tutti così il poveraccio perderà i debiti e il ricco i miliardi?
Questo sarebbe un "reset" monetario. Ma qualcosa mi dice che non è quello che intendevi.
Permettimi di essere più pessimista di così.
Con l'avanzamento dell'intelligenza artificiale e della robotica diventerà sempre più irrilevante pagare qualcuno per avere un bene/servizio e dunque anche la moneta. Perché la moneta serve per favorire gli scambi ma se di scambi non ne fa più nessuno a che serve?
Dunque non possiederai più ne portafoglio ne monete perché non esisteranno più.
"L'obiettivo principale della cricca di Davos/City di Londra è quello di collassare il sistema attuale delle democrazie liberali che hanno ordito a costruire negli ultimi 400 anni. L'immigrazione e la violenza incontrollate sono il segno distintivo. L'amministrazione Trump e gli oligarchi dietro di essa, le grandi banche commerciali americane, hanno deciso di intraprendere un approccio diverso: “salvare” le democrazie liberali e non cedere il passo al nazionalsocialismo/totalitarismo. Questo esito lo si ottiene minimizzando la violenza internamente e non operando “cambi di governo” all'estero (uno sport prettamente di stampo inglese) bensì smantellando quei network nel sottobosco degli stati che alimentano “rivoluzioni colorate”. Questo a sua volta significa che le persone possono ancora fidarsi delle istituzioni, soprattutto se possono essere “riformate”. In questa direzione va la più recente “incriminazione” di Powell, ad esempio. Gli Stati Uniti sono gli unici a poter contrastare e “correggere” i piani della cricca di Davos/City di Londra, in particolar modo perché oltre ad avere capitale sviluppato (liquidità in entrata) hanno anche quello “ancora da sviluppare” (input delle materie prime)."
francescosimoncelli.com/.../...
Significa che gli USA faranno a meno della Federal Reserve ?
Si azzerano il debito che hanno ?
Il mondo non funzionerà più coi petrodollari ?
Oppure è solo una manovra per fare in modo che donaldone ed i suoi compari diventino ancora più straricchi ?
L’azienda che le emette dovrebbe detenere un ammontare equivalente nella valuta di riferimento, così da garantire la convertibilità 1:1. Come spiegato nell’articolo, con il Genius Act le società che otterranno la licenza federale potranno utilizzare le riserve per acquistare titoli di Stato USA a breve termine come garanzia, incassando gli interessi generati da questi strumenti.
In pratica, negli Stati Uniti si sta creando una sorta di ibridazione tra il modello delle stablecoin e alcune funzioni tipiche del sistema FED nella gestione e nell’emissione della valuta.
Ecco come funzionerebbe la "genialata"
La StableBet (la mia personale emittente di stablecoin fittizia) decide di mettersi in affari con Trump e raccogliere 1 miliardo di dollari dagli investitori.
Questi fondi diventeranno la riserva iniziale necessaria per avviare il suo business. Una volta raccolto il capitale, l’azienda crea e immette sulla blockchain 1 miliardo di SBUSD (StableBet USD), una stablecoin privata ancorata 1:1 al dollaro USA, che gli utenti utilizzeranno per fare trading, pagamenti e operazioni nell’ecosistema crypto (blockchain).
Il cuore del Business
Il guadagno principale per la StableBet non arriverà solo dalle commissioni sugli scambi, o dal volume degli scambi ma sopratutto dalla gestione della riserva.
L’azienda convertirà infatti il miliardo raccolto in Titoli di Stato USA. Anche con tassi moderati, un capitale di questa entità genererà decine di milioni di dollari l’anno: questo flusso di interessi rappresenta il profitto primario dell’emittente.
L’effetto macroeconomico: la “domanda sintetica"
Ogni SBUSD emesso insieme a tutti gli altri emessi da aziende simili corrisponderà quindi a un possibile acquisto di debito pubblico statunitense.
La crescita delle stablecoin creerebbe quindi una domanda aggiuntiva — non tradizionale — per i Treasury, contribuendo indirettamente al finanziamento del Tesoro USA.
In sintesi
Ogni emittente di Stable coin opera su tre livelli:
- Livello utente: fornisce un dollaro digitale stabile e facilmente utilizzabile nell’ecosistema crypto.
- Livello aziendale: trasforma le riserve in strumenti finanziari garantiti, incassa i rendimenti e costruisce un modello di business ad alta redditività.
- Livello statale: diventa un acquirente sistemico di debito pubblico, contribuendo alla stabilità della domanda per i Treasury e quindi al finanziamento dello Stato emittente.
- Il valore per l’utente sarebbe la facilità d'uso e la "stabilità".
- Il valore per l’azienda sarebbe il rendimento delle riserve.
- Il valore per lo Stato sarebbe una nuova fonte di domanda costante per il proprio debito.
Ovviamente il tutto è riassuntivo e semplificato per far capire a Massimo ciò che si "ostina" a non capire... ma ci sarebbe altro da scrivere al proposito.
E poi io invero non voglio diventare un colluso di questo sistema assurdo creando l'ennesima "stable coin"
^_~
Soluzioni che vedo per questo reset (inevitabile?) sono 2: oro fisico e bitcoin.
Theter si impegna a mantenere 1 dollaro per ogni usdt, e investe nei titoli del tesoro USA.
La UE per esempio ha dovuto reagire a questa situazione vietando agli exchange che operano in UE lo scambio di USDT perché di fatto è un modo per esportare capitali europei e trasferirli in USD anche se non necessariamente in USA.
Di fatto si finanziava il loro debito piuttosto che i nostri debiti e le nostre imprese.
In America latina lo usdt essendo stabile rispetto alle loro monete iperinflazionate è molto utilizzato anche tra gente normale.
Ps Maduro vendeva il petrolio ma poi trasformava gli usdt in btc non confiscabili (per il momento)
Nella tua descrizione e neanche nell'articolo trovo descrizioni di un "reset" per cui magari non ne condividiamo il significato.
Vorrei metterti comunque in guardia dal leggere articoli postati da una persona che crede che gli stati uniti abbiano abbandonato le "rivoluzioni colorate" proprio all'indomani del rapimento di Maduro.
La persona che lo ha scritto ha seri ed evidenti problemi nel relazionarsi con la realtà. Non penso valga la pena di leggere oltre.
Ma tornare tutti a lavorare no eh?
Io, se permetti, ti farei una considerazione aggiuntiva per inquadrare meglio il tema.
Il bitcoin, secondo la propaganda "austriaca", nasce come moneta dal valore stabile.
Una moneta buona come l'oro che mantiene il suo valore nel tempo.
Eppure non è stata minimamente presa in considerazione come "stable"coin.
A nessuno è passato nemmeno per l'anticamera del cervello.
Proprio perché bitcoin è tutto meno che stabile ma fluttua pesantemente di giorno in giorno.
Anche dire "stable"coin adesso è mera propaganda.
Le stablecoin dovrebbero essere ancorate al dollaro...
Ma se gli "austriaci" ti dicono che il dollaro non è stabile, perde valore, ed è per questo che dovrebbe essere sostituito con l'oro che invece secondo loro è stabile?
Allora il fatto di essere legate al dollaro (che è instabile) non le rende stabili.
Comunque sia, per il momento, nella neolingua odierna il significato è quello.
Siccome il dollaro mantiene un valore stabile???????????
Allora una moneta che ha lo stesso valore del dollaro la chiamo "moneta-stabile" (stablecoin).
Il fatto che comunque ogni stablecoin sia "coperta" da un dollaro (anche se fosse treasuries) è mero whisful thinking.
Puoi sperare che sia così ma l'unico modo che hai per saperlo è andare a "vedere" il bluff.
Se veramente i tuoi soldi/oro depositati non ci fossero...
Tu...
Tu depositante...
Tu correntista...
Vorresti veramente saperlo?
Prendere a bastonate, calci nel culo o a monetine (no, quelle non ce le hai più) farebbe alla pari col potere di acquisto che pensavi di avere?
Ti darebbe qualche soddisfazione?
Molto meglio reggere la finzione finché dura piuttosto che svegliarsi nella fredda Zion e ricominciare da capo.
A meno che...
A meno che tu non abbia già progettato un "reset" e sai già come impostare il futuro in maniera diversa.
Da qui torna la mia domanda. Qual'è questo reset di cui parla bet anche nell'articolo e sottintende come ovvio (ma che io per evidenti miei limiti non vedo/comprendo)?
C'è una proposta di riforma totale che azzeri l'esistente e crei una nuova economia su nuove regole?
Io non la vedo ma un "reset" quello prevede.
In una parola? Geniale.
^_^
Il fatto che tu parli esclusivamente di offerta ti colloca, come pensiero economico, tra i cosiddetti "OFFERTISTI" che passano dai neoliberisti fino agli austriaci.
Questo "malinteso", se conosci la teoria, si basa sulla legge di Say che qualcuno interpreta in maniera estensiva come:
"Non va presa in considerazione la domanda perché ogni offerta genera la sua domanda".
Postulato ovviamente falso dal quale fanno nascere altre considerazioni altrettanto false.
La prossima volta che vai in bagno, invece che tirare lo sciacquone, vai al "mercato" che diventerai ricco.
Se hai prodotto merda puoi stare sicuro che troverai sufficiente domanda per diventare miliardario.
Quando sarai tornato a casa deluso dal mercato ti consiglio di abbeverarti a fonti più serie per comprendere l'economia.
Il bitcoin ha una offerta sempre crescente, anche se il tasso di crescita diminuisce nel tempo.
Secondo le teorie che sembri seguire il suo valore dovrebbe essere in continuo calo.
Mentre invece è aumentato notevolmente proprio perché esiste anche la domanda nell'equazione.
Tramite propaganda di simpatizzanti su internet la domanda è esplosa ed ha superato la crescita dell'offerta. Dunque il valore è salito.
Se invece usi la tua teoria avresti dovuto prevedere che il bitcoin avrebbe perso valore nel tempo. Il che non si è verificato perché ovviamente la teoria che usi è stata falsificata eoni fa.
In realtà i cambiamenti di sistema monetario non sono né rari né improvvisi.
Quasi sempre avvengono in modo graduale, attraverso una fase di ibridazione tra vecchie e nuove regole. È accaduto nel passaggio dalle monete in metallo prezioso a quelle in metallo vile, dal gold standard a Bretton Woods, e da Bretton Woods al Nixon Shock.
Persino la transizione Lira‑Euro, se la guardiamo con onestà storica, fu un reset.
Insomma la storia economica è piena di “reset” che non si chiamavano così.
Ad ogni modo se il termine disturba, si può usare “transizione”, “riassetto”, “cambio di regime”, “riforma del sistema”, “riconfigurazione”. La sostanza non cambia.
Ma se per “proposta di riforma totale” intendi un documento ufficiale, un manifesto pubblico o un piano dichiarato, la risposta è no.
Nessuno ha presentato un progetto che dica apertamente: azzeriamo tutto e ripartiamo da nuove regole.
Se però si osservano i fatti — i movimenti silenziosi, le norme tecniche che contano più dei comunicati, le scelte operative che anticipano le narrazioni — allora la risposta diventa meno binaria. Ed è esattamente ciò che ho provato a suggerire nel mio articolo.
Non c’è un’unica riforma: c’è un processo.
Non c’è un annuncio: c’è una transizione.
Stablecoin ancorate ai Treasury, accumulo di oro fisico, tensioni nei mercati dei metalli, discussioni su bond convertibili in metallo, un sistema finanziario che si sposta verso collateralizzazioni sempre più rigide… tutto questo non è una “proposta”, ma una nuova architettura che sta emergendo. Per necessità, per convenienza o per altro: ma non per dichiarazione.
I sistemi non cambiano con un reset proclamato.
Cambiano con una serie di aggiustamenti tecnici che, messi insieme, producono un ordine nuovo.
Quindi no, non esiste un progetto ufficiale.
Ma sì, esiste un movimento reale che sta riscrivendo le regole senza dirlo ad alta voce.
Bear Stearns era corta sull'argento, e la perdita fu dunque dovuta all'aumento del suo prezzo, non alla discesa.
en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Ardoino
La sua idea iniziale era rendere possibile l'accesso ai dollari alla gente dei paesi con iperinflazione che aveva si il telefonino ma non poteva convertire in banca per restrizioni valutarie.
Insomma non esiste un documento ufficiale che dica “svaluteremo il dollaro per ripagare il debito”.
Eppure, osservando le dinamiche in corso, è difficile non vedere che molte di esse vanno esattamente in quella direzione
La storia economica americana è piena di svalutazioni implicite:
– 1933, Roosevelt raddoppia il prezzo dell’oro
– 1971, Nixon chiude la convertibilità
– anni ’80, Plaza Accord
– tempi moderni svalutazioni reali tramite inflazione "controllata"
In sintesi non servono proclami: basta cambiare le regole del gioco.
E oggi i segnali sono simili.
Quando accumuli oro, quando irrigidisci la collateralizzazione, quando spingi il sistema verso strumenti garantiti da Treasury, quando discuti di bond convertibili in metallo, quando i flussi fisici cambiano direzione… stai preparando un contesto in cui una rivalutazione dell’oro o una svalutazione del dollaro diventano non solo possibili, ma funzionali.
Non è un piano dichiarato.
È una traiettoria
Ora chiedo a Massimo se può correggerlo.
No prob. Mi era rimasto in mente :)
"Vedo le politiche di Trump e immagino un ritorno all'oro"
Ognuno è libero di dare interpretazioni del futuro che ci attende ma non credo che la tua visione si concretizzerà.
Trump ha già dimostrato in parecchie situazioni di non essere a proprio agio con la macroeconomia e non dovrebbe sorprenderti.
Essere efficace come imprenditore e saper usare la microeconomia è diverso dal gestire uno stato dove devi guardare alla "macro".
Ma più semplicemente un ritorno all'oro (fatto seriamente e senza riserve) vorrebbe semplicemente dire che Trump non avrebbe mai più soldi per investire nel futuro e non potrebbe fare sparate come:
- Il progetto stargate per finanziare l'IA
- Acquistare la Groenlandia
Se c'è una cosa che la moneta fiat rende facile mentre l'oro impossibile è proprio il finanziamento di progetti faraonici trovando moneta letteralmente dal nulla. E non credo che Trump, con la sua vanagloria, voglia disfarsi di queste possibilità. Semplicemente sta dando molti segnali contraddittori e confusi in accordo alla teoria del "cane pazzo". O magari folle lo è sul serio, chi lo sa.
In ogni caso, no, non vedo quello che vedi tu.
Non ho mai parlato di un ritorno all’oro come base del sistema o di un abbandono della moneta fiat. Né ho detto che qualcuno voglia rinunciare alla possibilità di finanziare la spesa pubblica.
Il punto del mio articolo è un altro: osservare come certe dinamiche — accumulo di oro, irrigidimento della collateralizzazione, stablecoin ancorate ai Treasury, tensioni nei mercati fisici — stiano ridisegnando l’architettura monetaria.
Questo non implica affatto un sistema “vincolato all’oro” o la fine della creazione di moneta.
Anzi: una svalutazione controllata del dollaro, o una rivalutazione dell’oro a bilancio, sono strumenti perfettamente compatibili con un sistema fiat.
Non sto dicendo che si voglia tornare all’oro; sto dicendo che si stanno creando le condizioni per ristrutturare il valore della valuta e del debito.
Il tema non è l’oro come moneta, ma l’oro come leva contabile e geopolitica.
Poi guardala come preferisci… gli occhi sono i tuoi... ma evita per piacere di farmi vedere cose che non vedo e immaginare cose che non immagino
^_^
"Ridisegnare l'architettura di una moneta" è un cambio epocale adatto a descrivere ad esempio il passaggio dalla moneta attuale ad un sistema di moneta "deperibile" tipo Gesell.
Altro esempio di ridisegnare una architettura potrebbe essere il Bancor proposto da keynes per gli scambi internazionali dove il paese in surplus di esportazioni paga per riequilibrare le bilance commerciali.
Quelli sarebbero due esempi di "ridisegnare un'architettura".
it.wikipedia.org/wiki/Bancor
Ci sono certo delle dinamiche internazionali che possono portare a questo esito ma dubito fortemente che siano volute/controllate dagli americani ne ritengo che i fatti che menzioni ne possano essere causa.
Il possibile progressivo abbandono del dollaro come mezzo di scambio internazionale e abbandono contestuale del petroldollaro potrebbero portare a questo esito ma non le cose che citi. Non ne vedo il nesso.
A meno che non mi sia perso qualcosa, nel qual caso spero tu possa illuminarmi.
Edit:
Lo stesso Trump pochi mesi fa ha minacciato apertamente i Brics perché non creassero una valuta alternativa al dollaro negli scambi internazionali. Questo per difendere a tutti i costi il valore del dollaro. Ed ora secondo te sta dando segnali per svalutarlo lui?
Io non li vedo. Men che meno legati ai fatti che citi.
Se sposti un trave in una casa, stai comunque “ridisegnando l’architettura”. Non c’è mica bisogno di demolirla dalla testa ai piedi per farlo.
E' proprio perché non riesco a coglierne il senso.
Per rimanere nel tuo esempio è come se Bet mi dicesse:
"Corri a vedere la chiesa, gli hanno cambiato l'architettura".
Io vado a vedere pensando che l'abbiano buttata giù e rifatta da stile gotico a moderno. La guardo da fuori e la vedo uguale, entro dentro ed hanno aggiunto una fila di panchine.
OK, calma coi termini. Hanno aggiunto una fila di panchine, discutiamone se pensi sia il caso.
Ma cambiare l'architettura di un edificio... è epocale.
Prevede che butti giù e rifai. E' senzionalistico. Ne parleranno per anni.
Sai ho rifatto l'architettura della mia casa. L'ho rifatta in stile palladiano.
Urca, vengo a vedere ed hai fatto un controsoffitto???????
Nessuno sta parlando di buttare giù la chiesa e rifarla in stile palladiano.
Se aggiungi un trave, sposti un pilastro, cambi la distribuzione dei carichi o modifichi la struttura interna, stai intervenendo sull’architettura, anche se dall’esterno l’edificio sembra identico.
È così che funziona il termine in tutti i contesti tecnici: l’architettura è il modo in cui un sistema è organizzato, non solo la sua facciata.
Nel mio discorso non c’è nulla di “sensazionalistico”: parlo di modifiche strutturali ma graduali, che cambiano il funzionamento del sistema senza demolirlo.
Se per te “architettura” significa solo rifare tutto da zero, va bene — ma è una tua definizione, non quella che sto usando io.
Quando uso espressioni come “riassetto” o “ridisegno dell’architettura” (visto che “reset” non ti piaceva) non mi riferisco a modelli alla Gesell, al Bancor o a rivoluzioni teoriche. Parlo di cambiamenti tecnici e graduali che, sommati, modificano il funzionamento del sistema.
E soprattutto: non ho mai detto che Trump stia “attivamente cercando di svalutare il dollaro”. Non attribuisco intenzioni politiche a nessuno. Sto parlando di dinamiche di sistema, di possibilità non di volontà.
E, giusto per evitare ulteriori equivoci: non ho mai parlato della volontà di Trump — sei tu che continui a tirarlo in ballo facendo ballare anche la mia pazienza. Insomma prima lo definisci un “cane pazzo”:
Il mio discorso riguarda il sistema, non Trump.
Il nesso che vedo non è tra persone e piani, ma tra condizioni che possono produrre certi esiti indipendentemente da chi governa.
Se per te il quadro è diverso, con architetture o colori differenti, va benissimo: possiamo anche fermarci qui senza trasformare ogni definizione — che contesterai comunque — in una disputa. Mi sembra davvero inutile, oltre che polemico.
Con questo ti lascio al tuo quadro e ai tuoi pennelli, Mande… io vado a dipingerne un altro.
Scrivi un articolo. Metti in lista dei fatti (uno non preciso ma va bene).
Poi dici:
"Hey raga, lo vedete anche voi? E' un reset. Cavoli ce lo abbiamo davanti agli occhi!!! Figata"
Ok, i fatti li vedo ma non so unire i puntini. Mi dai una mano Bet? Che reset vedi?
"Beh, non un reset, ma guarda questo e questo. Che tempi che viviamo vero?"
Intendi suggerire che vogliono tornare all'oro? Sai, sei così vago che non dici nulla.
"Ma no, sciocchino, l'oro non c'entra è un mondo nuovo, un cambio completo di architettura. L'America abbasserà il debito"
Ohh, l'America abbassa il debito... era questo che vedevi come svolta epocale? Anche meno va la. E comunque da cosa lo capisci?
"Ma no, nun capisci nu cazzo e poi c'ho judo. Vado a dipingere un quadro che nun ce la poi fa frate, veramente lascia perdere"
Che vuoi che ti dica BET.
Se qualcuno ha capito cosa voleva comunicare BET e che trame oscure legano gli eventi che ha citato potrebbe spiegarmi cosa intendeva dire e a quali conclusioni è arrivato?
attualmente tutti temono la bolla che dovrà esplodere delle criptovalute
Grazie Bet per questa spiegazione, in questo campo non finisco mai di imparare da chi ne sa più di me
Come è noto la richiesta di un metallo può variare molto più dell'offerta visto che il metallo lo puoi anche stampare ma prima devi averlo o estrarlo da una miniera.
Ovviamente il anche il prezzo poi varia di conseguenza
Cosa ti costa spiegare?
Nel mio articolo mi sono concentrato solo su una parte del quadro — quello del ruolo economico/finanziario dei metalli nel contesto attuale che vede le riserve in metallo delle banche centrali mondiali tornare a crescere e a superare quelle dei titoli di Stato USA oltre al resto che ho scritto —
ma ci sarebbe anche tutto il discorso legato alla produzione di armamenti… oltre a quello geopolitico.
Argento, oro, rame, palladio ecc. sono anche materiali critici per il famigerato complesso militare‑industriale.
Ogni missile cruise moderno (un TLAM ad esempio), ogni radar, ogni sistema di guida, ogni piattaforma di comunicazione ad alta tecnologia ne richiede quantità non banali… e persino l’IA non può farne a meno.
Ed è proprio per questo che alcuni metalli (soprattutto l’argento) sono stati recentemente riclassificati come materiali critici, la Cina ha iniziato a trattenere la produzione interna e negli Stati Uniti si stanno ricostruendo capacità metallurgiche nazionali.
Nel mio pezzo originale c’era anche un paragrafo — la guerra silenziosa dei metalli — ma l’aspetto industriale e tecnologico è altrettanto enorme e avrebbe richiesto un approfondimento a parte, quindi l’ho tagliato.
Insomma, tutta la questione “metalli” in questo momento storico è talmente ampia che ci si potrebbe scrivere un libro.
Grazie per aver richiamato anche questo aspetto.
^_-
La tua tesi sarebbe che l'oro smetterà di essere valuta nazionale perché servirà per altri usi come militare ed elettronica?
Sono più di cento anni che nessuno usa più oro e argento come valuta e non hanno alcun legame con l'attuale sistema monetario.
Si, certo, c'è ancora qualche stato che ha "riserve" in oro ma sono solo patrimonio e non collaterale per emissione monetaria.
Anche se la tua tesi fosse vera?
L'impatto sul sistema monetario odierno sarebbe 0 spaccato.
Ancora non capisco cosa c'entra l'illazione su Trump che vuole emettere tbond con collaterale l'oro.
Se è vero che militari e datacenter fanno incetta d'oro... Dove lo trova Trump l'oro per il suo progetto?
E se non lo trova? Meglio per lui e per gli americani emettere bond in cambio di nulla come adesso.
Alla fine della fiera la rivoluzione copernicana sarebbe che i militari + l'IA "ruberebbero" l'oro che nessuno usa più tanto che lo seppelliscono all'interno di caveau neanche fossero scorie radioattive?
Sapendo anche i tuoi problemi di salute passati
Sicuramente cercare di informare le persone su fatti del genere è sempre utile, anche se questo articolo per me è arabo
Non è il mio campo
Quindi ti faccio una domanda da bar
Ho un amico che possiede circa un k/g e mezzo di oro, accumulato negli ultimi anni.
Spesso parliamo dell'oro che continua a salire, anche se io ho dei dubbi .
Sarebbe questo il momento migliore per rivenderlo ??
Se tra un pò tutto si riassesta è scende di nuovo ??
Se Trump vuole la Groenlandia per le immense riserve di oro che immesso sul mercato potrebbero far crollare il prezzo dell'oro ??
Oppure bisogna tenerlo e ascolare chi dice che oramai il suo aumento non si fermerà più e potrebbe arrivare anche a 1000 dollari al kg fra un secolo.
Non ti mettere a ridere
Tu che che faresti col suo oro ??
Ciao bet
Se mi chiedi cosa farei io, la risposta è semplice: lo terrei... e lo scambierei in FIAT solo in caso di necessità nel breve termine.
Non perché “salirà” o perché voglio indovinare il prezzo domani, ma perché basterebbe guardare qualsiasi grafico degli ultimi 50 anni per capire come si comporta l’oro rispetto alle valute FIAT.
La verità è lì: le valute si sono svalutate, alcune nel frattempo sono addirittura sparite. L’oro no: è ancora lì.
Per capirlo basta qualche esempio storico molto semplice:
–Lira italiana → oro: negli anni ’70 servivano poche decine di migliaia di lire per un’oncia; prima dell’euro ne servivano oltre 500 mila. La lira non c'è più.
– Peso argentino → oro: in mezzo secolo il peso ha visto quattro ridenominazioni con altrettanti default. Ogni volta il prezzo dell’oro in pesos è schizzato verso l’alto non per un boom del metallo, ma perché la valuta è stata erosa dall’inflazione e dal debito.
– Sterlina britannica → oro: nonostante sia una valuta “forte”, dagli anni ’70 ha perso oltre il 99% del potere d’acquisto rispetto all’oro. In termini pratici, oggi con la stessa sterlina compri meno dell'1% dell'oro che potevi acquistare nel 1971.
– Dollaro USA → oro: dal 1971 (Nixon Shock) ad oggi il dollaro ha perso più del 99% del suo potere d’acquisto rispetto all’oro. In termini pratici, oggi con lo stesso dollaro compri meno dell'1% dell'oro che potevi acquistare nel 1971.
– Dinar jugoslavo: iperinflazione, collasso, ridenominazioni multiple, poi sparito insieme allo Stato.
– Z$ (dollaro dello Zimbabwe): iperinflazione al 231.000.000%, poi abolito.
– Sucres dell’Ecuador: svalutato fino al collasso, poi sostituito dal dollaro USA.
– Colón salvadoregno: scomparso nel 2001, sostituito dal dollaro.
– Rublo: Rublo Imperiale: sparito con l'Impero - Rublo Sovietico dissolto con l’URSS e poi sostituito da nuove versioni tutte svalutate - Rublo della Federazione Russa... inutile continuare il racconto ^_^.
Insomma: cambia il nome della valuta, cambia il governo, cambia il sistema… ma la dinamica è sempre la stessa. Le valute FIAT si consumano, si svalutano, scompaiono. L’oro no.
Per chi ama i grafici aggiungo anche un’infografica che mostra cosa è accaduto alle principali Valute occidentali in termini di perdita di valore dal 1971 al 2021 (e mancano pure gli ultimi anni):
E questi sono solo mezzo secolo di dati, dove crisi, svalutazioni e cambi di regime monetario raccontano sempre la stessa storia: l’oro conserva valore. Le valute no.
Quindi il punto non è prevedere se l’oro domani farà +10 o –100 in euro, dollari, yen o… sesterzi.
Il punto è che il sistema si sta ibridando: valute che cambiano natura, debito che si espande, infrastrutture critiche che si spostano sui metalli, supply chain che si riconfigurano, risorse strategiche che cambiano continente, debiti sovrani ingestibili e tensioni geopolitiche in rapido peggioramento.
In un contesto così, continuare a usare la valuta FIAT come metro assoluto non è coerente con la Storia: le valute vengono ridefinite, svalutate, sostituite… e nella maggior parte dei casi tornano a valere zero trascinando con sé intere nazioni. Succede da sempre, e succederà ancora.
I metalli preziosi invece non cambiano e una delle loro funzioni rimane sempre la stessa per il genere umano, e da millenni.
Stati, banche centrali e grandi player li accumulano come riserve strategiche, non per speculare ma per mantenere una quota di valore che resta fuori dal perimetro del sistema stesso.
E se questa logica vale per loro, dovrebbe valere anche per le persone comuni: non è una questione di “vendere quando è alto” o “tenere perché salirà”, ma di capire la funzione che questi asset hanno avuto e avranno nella Storia — soprattutto nel contesto che ho cercato di spiegare.
Riguardo alla mia salute: sto meglio, grazie… quel periodo l’ho superato, anche se ha lasciato il segno.
^_^
Felice di sapere che stai meglio
Occorre fare scorte di nomi cognomi indirizzi e se possibile fotografie.
Cominciando dagli azionisti (i padroni) e continuando con gli alti dirigenti.
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VanEck è un asset manager globale specializzato in analisi sui mercati delle commodity e dei metalli preziosi, noto per i suoi indicatori proprietari e per la ricerca macroeconomica.
Ovviamente queste sono mie conclusioni: il report, in realtà, risponde solo alla domanda
“Se il dollaro perdesse lo status di valuta di riserva, l’oro potrebbe superare i 39.000 $?”
e si limita a suggerire un possibile scenario.
È un meccanismo che richiama da vicino l’effetto Cantillon: chi è più vicino alla fonte dell’emissione monetaria si protegge, chi è più lontano paga il conto. E allo stesso tempo ricalca il dilemma di Triffin, secondo cui una valuta di riserva globale deve essere abbondante per sostenere il sistema… ma proprio questa abbondanza finisce per indebolirla.
Non sarebbe un default formale, ma un aggiustamento progressivo del valore della valuta.
E in uno scenario del genere, i risparmiatori in dollari — e più in generale in valute FIAT legate al sistema dollarocentrico — vedrebbero erodersi il potere d’acquisto più velocemente del normale, mentre l’oro, se rivalutato ai livelli stimati da VanEck (39.000–184.000 $/oz), assorbirebbe gran parte dell’impatto qualora questo processo si realizzasse.
Insomma, è esattamente ciò che sottolineavo nel finale: una rivalutazione dell’oro ai livelli monetari ipotizzati potrebbe generare un incremento patrimoniale nell’ordine dei trilioni di dollari, riscrivendo i bilanci USA senza toccare una sola aliquota fiscale.
E se questo cambiamento fosse già in atto, o se dovesse arrivare, non lo farà con un annuncio. Lo vedremo nei dettagli, nei movimenti silenziosi, nelle scelte che passano sotto traccia… e, come concludevo, forse accadrà davvero così: barra dopo barra, oncia dopo oncia, mentre la gente guarda video di gattini sul Tubo e fiction in TV… e quando finalmente alzerà lo sguardo dagli schermi, capirà che il Furto Silenzioso non stava arrivando: era già compiuto, mentre ciò che restava erano solo ombre.
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