[Articoli degli utenti]
di Daniele D'Innocenzio [DanieleD]
C'è un'idea che sta prendendo forma negli Stati Uniti e che vorrei provare a raccontarvi oggi. Non è un'idea nuova, ha più di duemila anni di supporto filosofico e almeno un secolo di letteratura politica alle spalle. Ma nel 2026 sta tornando indietro con un abile maquillage e con un nome alquanto curioso: Repubblica Tecnologica.
L'idea è questa: la democrazia liberale non funziona più, i parlamenti sono teatri, i partiti sono macchine elettorali vuote, i funzionari pubblici sono un ceto parassitario che costa troppo e produce poco. E soprattutto, chi viene eletto non ha più gli strumenti per decidere davvero.
Le decisioni vere, sull'economia, sulla sicurezza, sulla guerra, sulla vita delle persone, si prendono altrove, si prendono dove c'è la tecnologia, si prendono dove c'è l'intelligenza artificiale, si prendono dove c'è il software che gestisce i dati, le armi, le infrastrutture. E allora, dice questa idea, tanto vale che il potere segua lo stesso percorso, tanto vale che passi dalle mani dei politici eletti a quelle di chi la tecnologia la costruisce e la controlla.
L'idea è stata messa nero su bianco in un libro uscito a febbraio del 2025 intitolato The Technological Republic. Lo firmano Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, e Nicholas Zamiska. In Italia è pubblicato da Mondadori. Giorni fa Palantir ne ha pubblicato su X un manifesto sintesi in 22 punti che in 24 ore ha fatto 15 milioni di visualizzazioni.
Palantir è un'azienda di analisi dati fondata nel 2003 da Peter Thiel. Il capitale iniziale arrivò da In-Q-Tel, il fondo di venture capital della CIA. È sempre stato, dal primo giorno, un pezzo dell'apparato di sicurezza nazionale americano vestito da startup.
Detta così potrebbe sembrare la solita provocazione della Silicon Valley, se non fosse che quel manifesto sta trovando un eco enorme. E non la trova perché è originale o convincente, la trova per un motivo molto più semplice e molto più preoccupante: la trova perché la democrazia americana in questo momento si sta comportando esattamente come loro dicono che si debba comportare.
Perché mentre Karp e Zamiska scrivono che i funzionari pubblici sono incompetenti e che le retribuzioni pubbliche devono essere competitive per non far fuggire il talento, la segretaria al lavoro degli Stati Uniti, si dimette tra scandali sui fondi del suo dipartimento. Mentre scrivono che "la retorica da sola non basta" e che nel XXI secolo l'hard power sarà costruito sul software, l'indice di incertezza delle politiche economiche tocca i livelli della crisi finanziaria del 2008.
Mentre proclamano che "la Silicon Valley ha un debito morale verso il paese che ha reso possibile la sua ascesa" e che deve partecipare alla difesa della nazione, Donald Trump sospende e proroga le sanzioni sulla Russia a giorni alterni, contraddice i suoi ministri sui social, tenta di abbandonare gli alleati NATO.
Qui entra in gioco il manifesto che è un documento che fa riflettere per la sua lucidità spietata. I suoi 22 punti sono un programma politico completo, non una semplice critica. Parla di "ribellarsi alla tirannia delle app" che limitano il nostro senso del possibile. Afferma che "le armi basate sull'IA saranno costruite" e la domanda non è se, ma chi le costruirà e per quale scopo. Sostiene che "l'era della deterrenza nucleare sta finendo" e una nuova era, costruita sull'IA, sta per iniziare.
Ma è quando il manifesto affronta il tema della cultura che la maschera cade completamente. "Non tutte le culture sono uguali", recita il punto 21. "Alcune culture hanno prodotto avanzamenti vitali; altre sono disfunzionali e regressive. La critica e i giudizi di valore non sono proibiti: sono necessari." È un'affermazione che suona come una dichiarazione di guerra al relativismo culturale che ha dominato l'Occidente negli ultimi decenni.
Il punto 13 esalta "i valori progressisti americani": "Nessun altro paese ha fatto avanzare valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti offrono più opportunità di qualsiasi altra nazione nonostante le imperfezioni." È un ritorno a un eccezionalismo americano che non teme di definirsi tale, lontano dall'autocritica permanente che ha caratterizzato parte della sinistra liberale.
Il manifesto chiede anche "coraggio, non solo cautela", sostenendo che "la cautela che incoraggiamo involontariamente è corrosiva". E ancora: "Dobbiamo mostrare più grazia verso chi si espone alla vita pubblica. Senza perdono e tolleranza, avremo solo personaggi che rimpiangeremo."
Ma è il punto 8, "Ripensare il servizio pubblico", a colpire nel segno: "I funzionari pubblici non devono essere i nostri preti. Le retribuzioni pubbliche devono essere competitive e meritocratiche, altrimenti il talento fuggirà." È la critica frontale a un sistema burocratico che Palantir vede come ostacolo all'efficienza e all'innovazione.
E allora tra le due cose, tra il manifesto che dice che la democrazia liberale è morta e il presidente che sta bombardando dall'interno la credibilità di quella democrazia, si crea un cortocircuito perfetto. Perché più Trump governa la sua stessa nazione come Putin governa la Russia o Xi governa la Cina, con il caos, con l'arbitrio, con la fedeltà personale al posto del merito, con la verità sostituita dal tweet. Così il manifesto di Palantir sembra a chi lo legge non un delirio ma una diagnosi, una descrizione lucida di ciò che tutti vedono chiaramente.
La domanda che resta sospesa è se questa "Repubblica Tecnologica" sia la soluzione al collasso della democrazia liberale o l'acceleratore della sua fine. Karp e Zamiska non nascondono le loro preferenze: vogliono un mondo in cui chi costruisce il software che governa le armi, le infrastrutture, i dati, abbia anche il potere di decidere come quel software debba essere usato. Dicono esplicitamente che "chi si espone al pericolo con i migliori strumenti possibili" deve essere sostenuto, che "l'ambizione al servizio del bene comune è degna di rispetto".
Ma c'è un punto, il numero 22, che forse è il più importante di tutti: "Resistere al pluralismo vuoto. Un pluralismo superficiale e cavo non costruisce nulla. Dobbiamo definire con chiarezza ciò in cui crediamo e ciò che vogliamo includere nella nostra società."
È qui che il cerchio si chiude. La Repubblica Tecnologica non è solo una proposta di efficienza gestionale. È un progetto politico completo, con una sua idea di bene comune, di valori, di gerarchie. È la risposta della Silicon Valley al caos trumpista, ma anche la sua legittimazione filosofica. Se la democrazia non funziona, dicono Karp e Zamiska, allora costruiamo qualcos'altro. Qualcosa di più efficiente, più meritocratico, più potente.
Resta solo da chiedersi: più potente per fare cosa? E, soprattutto, al servizio di chi?
VEDI ANCHE: "Una delle cose più spaventose che abbia mai visto": scatta l'allarme per il manifesto "tecnofascista" di Palantir.





Ecco, qui è difficile dargli torto, almeno se si guarda alla questione senza farsi prendere da riflessi ideologici automatici. Perché, in effetti, il venture capital che ha alimentato l’ascesa della Silicon Valley non è una magia spontanea del mercato, ma è spesso un proxy di un sistema molto più ampio, che passa – direttamente o indirettamente – attraverso la banca centrale e politiche monetarie espansive, dal quantitative easing in poi. In altre parole: qualcuno, a monte, ha creato le condizioni perché enormi quantità di capitale finissero a finanziare anche idee che, diciamolo senza troppi giri di parole, a volte rasentano il ridicolo.
Se quindi, di fatto, si è messo in piedi un sistema che – tramite QE e compagnia – ha stampato denaro in quantità tali da permettere agli ideatori di “Tinder per il tuo gatto” di vivere tra sandwich all’avocado e coworking patinati, invece di marcire sugli Appalachi, consegnare pizze o restare intrappolati in qualche slum di Sarcazzistan, allora il ragionamento che ne consegue è quasi banale nella sua brutalità.
Quello che stanno dicendo, tradotto senza troppi eufemismi, è: ti abbiamo strapagato per fare anche cose tutto sommato risibili, spesso inutili e talvolta francamente cazzone; a questo punto, forse, potresti anche mostrare un minimo di gratitudine. Non necessariamente sotto forma di retorica patriottica, ma almeno accettando l’idea che esista un debito verso il sistema che ti ha reso possibile esistere.
Viste queste premesse, e per quanto il tono possa risultare indigesto a chi è abituato a pensare la Silicon Valley come un tempio neutrale dell’innovazione, mi sa tanto che sia davvero difficile dargli torto.
“L’email gratuita non è abbastanza. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in particolare della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura è capace di fornire crescita economica e sicurezza al pubblico”.
Anche da questo punto di vista, è praticamente una tautologia: se produci crescita e sicurezza, vieni tollerato; se non lo fai, prima o poi qualcuno presenta il conto. Il modo migliore di commentare la Silicon Valley resta proprio questo: mai tante risorse sono state investite per ottenere, in cambio, così poco.
È curioso, però, il modo in cui la formulano. Invece di porre la questione in termini positivi – cioè la necessità di fare qualcosa di realmente utile per la propria civiltà – si concentrano sull’idea di “perdonare” la decadenza della classe dirigente. Che è un’impostazione un po’ rivelatrice.
Il sottotesto sembra essere: il mondo IT dovrebbe produrre abbastanza valore, abbastanza utilità concreta, da far dimenticare al pubblico gli eccessi degli oligarchi dell’IT. Non tanto cambiare il comportamento della classe dirigente, quanto compensarlo con risultati sufficientemente tangibili.
Messa così, la cosa potrebbe persino avere un senso. Non particolarmente edificante, ma coerente. E si poteva dirlo meglio, “possiamo consentire ad Elon Musk di essere triliardario, se ci fa vivere bene e al sicuro”. Suona meglio.
Si potrebbe considerare come la tecnologia consenta di mettere da parte la coscienza, e l'IA possa addirittura impedirne lo sviluppo.
Ma andate a quel paese, chi vi ha chiesto niente?
Mi ricorda tanto Golda Meir, quando disse "Non potremo mai perdonare i palestinesi per averci obbligato ad uccidere i loro figli".
Affanculo pure a lei, of course.
Qui stanno un po’ cazzeggiando, nel senso che si attribuiscono implicitamente una centralità che, francamente, non hanno certo inventato loro. È dal 1991 che guardiamo bombe “intelligenti” cadere qua e là: non è che l’intelligenza artificiale sia entrata nelle armi ieri mattina perché lo ha deciso Palantir Technologies.
Prendiamo un esempio concreto: il Lockheed Martin F-35 Lightning II, in particolare nella versione STOVL. Quel coso riesce ad atterrare in verticale grazie a sistemi di controllo avanzati che oggi chiameremmo tranquillamente “AI-driven”, e il primo volo è del 2006, mentre il design delle funzionalità STOVL risale agli anni ’90. Quindi, parlare al futuro – “verranno costruite” – è un pelino un cazzeggio. Sono già state costruite, testate, deployate da anni.
Ma si sa, il brand è il brand, e l’operazione comunicativa consiste anche nel suggerire, più o meno implicitamente, che la frontiera passi da lì, possibilmente sotto il proprio marchio.
In realtà, è molto più plausibile che certe forme di AI esistessero già da decenni dentro il perimetro militare, e che siano arrivate al pubblico solo negli ultimi anni, quando il contesto commerciale lo ha reso conveniente. Altrimenti, difficilmente qualcuno avrebbe progettato, negli anni ’90, un aereo che per funzionare richiede una quantità significativa di sistemi di controllo intelligenti, e una chilata di reti neurali artificiali.
E allora perché non rinverdire gli ideali della Repubblica fondata sui maiali e sui cefali… Più "seriamente" chiamata Tamisiana Repubblica di Bosgattia, nata poco prima che l'Italia diventasse Repubblica col referendum del 1946. Bosgatto era ed è ancora il nome che in zona affibbiano al maiale. La zona corrisponde all'isolotto di Panarella di Papozze (Rovigo) dove il fiume Po si ramifica prima di sfociare in mare, su tale isola sbarcò nel 1946 l'esperto di lingue orientali Luigi Salvini (Salvini?? Vuoi vedere che…) che vedendo maiali allo stato brado decide di domiciliarsi e di fondare la Repubblica Autonoma di Bosgattia, la cui posizione si inseriva perfettamente equidistante tra il Polo Nord e l'Equatore (45° Parallelo).
Divenne in breve una comunità d'intellettuali con la sola restrizione di non portare sull'isola soldi, dal momento che a Bosgattia circolava già una propria moneta: il Cievaloro (cefalo d'oro…). Gli abitanti dell'isola erano praticamente benestanti, ricavando utili dagli allevamenti dei maiali e dalla pesca dei cefali, molto numerosi in quelle acque. Sull'isola esistevano pure una Banca e una Posta con francobolli propri (al giorno d'oggi penso che saranno ricercati dagli amatori), disegnati dallo stesso Salvini, con carte d'identità e passaporti rilasciati sull'isola, sopranominata anche "Isola Felice". Una Repubblica che si spense quando morì il suo fondatore Salvini nel 1957.
Io voto per "LittleLit" al posto dei politici italiani.
(Non ho trovato altro modo di manifestare il mio entusiasmo per la risposta, che riporta la questione in termini reali, con relative connessioni)
"...Giappone, Cina e Corea oramai ci hanno superato.
Considerare il problema solo occidentale è sbagliato o quantomeno troppo riduttivo."
I popoli dei Paesi recentemente contaminati dal modo occidentale di interpretare la tecnologia mostrano di conservare una certa struttura, peculiare e variamente articolata e/o aggiornata, che probabilmente consentirà loro di recitare la parte, mentre l'individuo occidentale c'è caduto dentro a piè pari, nudo e isolato, dopo aver elegantemente demolito tutte le possibili difese.
A ogni modo vedremo, non ci sarà da attendere molto.
Uhm…. qui la mano è un po’ pesante.
Quando dicono “l’era atomica sta finendo” e che verrà sostituita da una deterrenza basata sull’AI, stanno chiaramente spingendo il discorso oltre il necessario. È una tipica operazione retorica: per dare centralità a ciò che vendi, devi dichiarare che ciò che c’era prima è superato.
Ma se la prendiamo sul serio, l’affermazione scricchiola. L’era nucleare non sta finendo affatto: le armi atomiche restano il fondamento ultimo della deterrenza tra grandi potenze, e nessuno – nemmeno lontanamente – ha trovato un sostituto che garantisca lo stesso livello di “equilibrio del terrore”. Il fatto che esistano nuove tecnologie non elimina quelle precedenti, le stratifica.
Quello che è più realistico è questo: si sta aggiungendo un nuovo livello. L’AI entra nella deterrenza come moltiplicatore – intelligence, targeting, cyberwarfare, automazione decisionale – ma non rimpiazza il nucleare. Lo affianca.
Quindi sì, si stanno un po’ sopravvalutando, o quantomeno stanno vendendo una narrativa in cui il loro campo diventa il nuovo centro del mondo strategico. Che è comprensibile: è marketing, più che analisi.
Detto questo, il punto non è completamente campato in aria. L’AI sta davvero cambiando il modo in cui si esercita il potere, soprattutto nei domini non nucleari. Ma dire che sostituirà l’era atomica è, per ora, più ambizione che realtà.
Nessun altro paese nella storia del mondo ha fatto progredire i valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità esistano in questo paese per coloro che non appartengono a élite ereditarie rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta
Uhm, … detta così fa un po’ sorridere, soprattutto per il tono assoluto.
“Nessun altro paese nella storia del mondo…” è già di per sé un’esagerazione retorica: quando parti così, stai più facendo propaganda che analisi. È una frase costruita per rafforzare un’identità, non per reggere a un confronto storico serio.
Poi però, se la spacchetti, il nucleo del discorso è meno campato in aria di quanto sembri. Gli Stati Uniti hanno effettivamente avuto – soprattutto in certi periodi – una capacità notevole di offrire mobilità sociale e opportunità a persone che non provenivano da élite ereditarie, molto più di quanto accadesse in sistemi rigidamente stratificati europei o in società con caste formali o informali.
Il problema è che stanno mescolando due cose diverse: da un lato i “valori progressisti”, dall’altro la mobilità sociale e l’accesso alle opportunità. Non sono la stessa cosa, e storicamente non sempre sono andate di pari passo. Inoltre, stanno implicitamente prendendo il momento migliore e universalizzandolo, ignorando le fasi in cui quella promessa è stata molto più limitata o contraddittoria. Vedi alla voce schiavismo.
Quindi sì: come frase è gonfiata, autocelebrativa, e un po’ da manuale. Ma non è completamente vuota. È una versione molto ottimistica – e selettiva – di una dinamica reale.
In altre parole: più slogan che falsità, ma sempre slogan resta.
"...Tu parli di contaminazione ma io la vedo in modo diverso. ..."
"...Se però io ( e parlo di me ) che ho un PC, un tablet, una TV, un cellulare e scrivo e navigo con Google perche cazzo mi devo lamentare della Silicon Valley. ..."
Conosci il detto: "ognuno balla con sua zia"?
Tu balla pure con la tua che io non intendo distrarti, comunque qui il tema è l'articolo sopra, di DanieleD, non "le contorsioni di uno di noi", come spesso accade.
Peccato che solo ieri uno dei motori che venivano usati si è bloccato per motivi suoi (magari non avevano pagato il canone...) e di conseguenza mezza azienda si è fermata.
Questo dovrebbe far riflettere ... ma non ci credo molto ... la battaglia sarà a chi userà più e meglio i motori IA fino ad "imporli" per gestire la burocrazia e le amministrazioni ( e su questo non ho dubbi che funzionerebbero meglio) a discapito però di qualsiasi forma di libertà od opposizione.
Chi vorrà il "potere" basterà che abbia il controllo sull'IA più performante fino a che non sarà l'IA stessa a prendere il potere ..... ( ma io non ci credo ... per ora... )
Quando i giochi di parole dell'IA si scontrano con la storia: il disastro di Starbucks Corea. In Corea del Sud, una campagna di marketing di Starbucks ispirata da un gioco di parole generato dall'IA si è trasformata in boicottaggi di massa, una tempesta di indignazione, clienti che distruggevano tazze, denunce alla polizia e il licenziamento del CEO. La prossima settimana tutti i punti vendita Starbucks del Paese chiuderanno per mezza giornata per consentire al personale di partecipare a una lezione obbligatoria di storia.
La campagna era incentrata su una tazza di grandi dimensioni chiamata "Tank Tumbler". Il team di marketing, alla ricerca di uno slogan accattivante, si è rivolto all'intelligenza artificiale generativa per trarre ispirazione. Avevano già una frase ritmica per la portabilità della tazza e volevano qualcosa di altrettanto memorabile per l'atto di appoggiarla su una scrivania. L'IA ha prontamente suggerito "Sbatterla sulla scrivania". Per aggiungere effetto, ha aggiunto lo slogan "Tank day".
L'IA poteva identificare schemi, generare rime e produrre contenuti che corrispondessero al brief. Ma l'algoritmo, privo di coscienza, storia o sensibilità culturale, non aveva modo di sapere che in Corea del Sud la parola "tank" è inseparabile dai veicoli militari che hanno schiacciato la Rivolta Democratica di Gwangju nel maggio 1980. Non poteva capire che "Sbatterla sulla scrivania" evocava gli interrogatori brutali dell'era autoritaria, ricordando la morte sotto tortura dell'attivista studentesco Park Jong-chul nel 1987. Il giorno della promozione della tazza riutilizzabile, il 18 maggio, coincideva con il 46° anniversario della rivolta di Gwangju, in cui centinaia di persone, principalmente studenti, furono massacrate dal regime militare sostenuto dagli Stati Uniti.
Il disastro è stato aggravato dalla negligenza umana a tutti i livelli di approvazione. La campagna è passata attraverso quattro livelli di gestione, dal team leader al CEO, senza una sola obiezione. Alcuni dirigenti non hanno nemmeno aperto gli allegati contenenti i progetti della campagna prima di firmare l'approvazione. Il team legale è stato completamente ignorato nella fretta di lanciare la campagna. La cosa più scioccante è che nessuno si è fermato a chiedersi cosa potesse significare "Tank day" in un Paese in cui maggio è un mese di lutto nazionale.
Laura Ruggeri
La parte migliore:
La prossima settimana tutti i punti vendita Starbucks del Paese chiuderanno per mezza giornata per consentire al personale di partecipare a una lezione obbligatoria di storia.
Cosa c'è da capire? L'a.i. è uno strumento di facile utilizzo.
PROGETTO GENESI
Lascio questo link, dell'ottimo Omega Mirko. Si parla del prossimo livello:
Lo Stanford AI Index 2026 certifica un dato senza precedenti: l'intelligenza artificiale ha raggiunto il 53% della popolazione mondiale in tre anni, più veloce di internet, con il potere concentrato in pochissimi laboratori. I nuovi modelli come Claude Fable 5 e Claude Mythos di Anthropic escono a settimane di distanza l'uno dall'altro, con salti di capacità sempre più grandi.
Ma quindi, visto che per sopravvivere abbiamo bisogno di forme di libertà e opposizione, cosa significa che "funzionerebbero meglio"?
Per chi e che cosa funzionerebbero meglio?
L'unico funzionamento migliorato è il controllo delle masse, da parte di chi della gente non gliene può fregare di meno, basta che obbediscano.
L'idea che "però l'artificiale funziona meglio dell'umano" è pericolosa.
Tenuto conto che, contemporaneamente, continua ad essere fatto di tutto e di più per depauperarci delle nostre capacità naturali.
Banalmente (ma neanche tanto), da parte di chi ha studiato la cosa, c'è chi si è reso conto che mettere gli scolari a "battere sui tasti" provocava danni, venivano fatte "diagnosi" per quelli che sembravano "disturbi dell'apprendimento", che invece sparivano nel momento in cui l'alunno ricominciava a scrivere lettere e numeri a mano. Non possiamo saltare le tappe naturali, non si possono saltare le nostre fasi di sviluppo "per fare prima". Ricordo, sul tema, un'intervista di Messora di 7-8anni fa, a un docente che aveva rifiutato l'incarico al ministero dell'istruzione, proprio perchè non era disposto ad andare contro i risultati dei suoi studi. (chissà se qualcuno riesce a rintracciarla).
Non vale " l'AI meglio dell'umano", tantopiù se all'umano non è consentito svilupparsi.
(David Rockefeller)
Con la IA non hanno più bisogno degli intellettuali, vogliono un governo di soli banchieri.
Del resto se gli "intellettuali" debbono essere Hariri, Thiel, Schwab, meglio mandarli a zappare.
Quanto all'uso della IA, state sicuri che esisterà l'eccezione: nel caso la IA proponesse una soluzione non gradita a lorsignori, sarà possibile forzare il risultato secondo le indicazioni dei maghi neri.
Promessa di scienza e tecnologia come forma di persuasione, e sovranità decisa con criteri esoterici, magici e ciarlataneschi.
Provo a fare anche io la mia parte cambiando un po' i termini del discorso rispetto a quelli utilizzati e allargando un po' il discorso.
Il problema di fondo non è tanto che "la democrazia liberale non funziona più", è che il sistema capitalistico, almeno dalla crisi dei subprime in poi, ha dimostrato insieme al neoliberismo di essere al collasso e di tendere inevitabilmente all'autodistruzione. L'impero non regge più il passo delle forze emergenti e c'è un crescente bisogno di imporre dall'alto restrizioni e limitazioni delle libertà per non perdere il primato e non rischiare al contempo che il popolo si ribelli a scelte scellerate e aberrazioni del sistema.
Ma questo in fondo è un discorso che ha radici antiche: anche tralasciando l'appoggio del capitalismo al fascismo e al nazismo, dopo la breve parentesi del dopoguerra, i sogni bagnati dei capitalisti sono tornati in auge tramite i loro think tank. Il Club di Roma, con il loro Rapporto sui limiti dello sviluppo del 1972 e la Commissione Trilaterale, con La crisi della democazia del 1977, avevano già denotato la democrazia come strumento inadeguato da limitare, promosso il transumanesimo e la depopolazione. Certo, non esisteva l'AI e la tecnologia digitale era agli albori, ma il programma è già tutto scritto lì.
Di diverso adesso c'è solo che questa nuova classe emergente, gli oligarchi digitali, non si accontentano più di accumulare miliardi su miliardi ma vogliono andare direttamente al potere. Non solo la PayPal Mafia (Thiel, Musk, Sacks, ecc.) ma anche altri personaggi meno noti (Luckey, Yarvin, Andreessen, Srinivasan, ecc.) saltano sul carrozzone. Quelli che più o meno giustamente pensano che Trump sia contro il globalismo in genere non hanno capito che lo è in quanto è il fantoccio (o il front man) di questa nuova classe sociale che aspira a comandarci e controllarci tutti.
Questi oligarchi puntano ad un tecno-capitalismo, quello che in maniera sottile Varoufakis definisce come neofeudalesimo digitale, un mondo nuovo in cui le grandi corporation tecnologiche operano come signori feudali che concedono "feudi digitali" in cambio di tributi e vassallaggio.
Come nel Mondo Nuovo huxleyano, uno dei fattori su cui si basa questo nuovo paradigma è certamente la servitù volontaria a cui tutti, chi più chi meno, ci assoggettiamo. Le masse, impoverite, depredate e timorose, si affidano a questi mezzi, si sottomettono volontariamente per comodità e si astengono dal reclamare e pretendere la loro supremazia nella società e nell'economia.
Ripeto però: è una tendenza che va al di là dell'AI e del digitale. E' connaturato al capitalismo e al liberismo un decadimento in certe forme di autoritarismo.
Basti pensare al nonno di Elon Musk, Joshua N. Haldeman, già razzista, antisemita e fan dell'apartheid, che era leader della branca canadese della Technocracy Incorporated, che proponeva, nel nome dell'efficienza e della meritocrazia, di sostituire la democrazia e i politici con un governo di scienziati, ingegneri e tecnici.
Ed erano solo gli anni '30.
"Perché più Trump governa la sua stessa nazione come Putin governa la Russia o Xi governa la Cina, con il caos, con l'arbitrio, con la fedeltà personale al posto del merito..."
Voglio sperare che nessuno pensi che Trump sia paragonabile a Putin o a Xi.
#2 marlo
Ecco, qui è difficile dargli torto
Hai ragione, hanno un grandissimo debito. Per sdebitarsi potrebbero però iniziare a pagare le tasse ai livelli che le paghiamo noi miseri schiavi.
Dopo 20 minuti del video postato da Archiproblem, la paura che Terminator sia sempre più vicino ha preso anche me... (per la verità già ce l'avevo, si è solo ulteriormente ampliata).
Ricordo il libro di Frank Abagnale Jr. che lessi molti anni fa (è la persona che ha ispirato "Prova e prendermi" con Tom Hanks e Di Caprio): lui diceva che più si va avanti con l'automazione e la digitalizzazione, più diventa facile "craccare" i sistemi. E lui è un mastro della frode.
Figuriamoci se a voler craccare il sistema sarà il sistema stesso (una delle sue appendici "ribelli" ovviamente).
Vedo tempi bui in arrivo, molto più velocemente di quanto non si pensi.
Sono proprio le democrazie liberali a portarci consapevolmente verso un governo di controllo tecnologico mondiale.
Le apparenti negligenze che dimostrano le varie democrazie e i relativi governi in ogni settore della vita, servono a creare i presupposti necessari per portare il cittadino all'esasperazione e quindi ad affidarsi e richiedere direttamente una nuova forma di potere e controllo.
In questo che è l'inizio di un periodo/Era di transizione per arrivare ad un governo tecnologico globale, vi è l'esclusivo interesse per la politica mondiale di trovare tutte le risorse possibili, e costruire le opere necessarie per alimentare il futuro sistema di controllo.
Inoltre il momento richiede ancora una parvenza di democrazia, dibattere su temi che non spostano nulla è una costante, come la presenza in teatro di nuovi personaggi, per tenere viva la Fiamma.
Punto 21: "Alcune culture hanno prodotto avanzamenti vitali, altre sono disfunzionali e regressive".
Non so, forse interpreto male, ma questo punto, nella sua parte negativa, mi fa pensare ad esempio al popolo palestinese, o a chi vuole vivere liberamente al di fuori dal sistema, ad esempio "la famiglia nel bosco"...
Cioè già oggi sei eliminato, indagato, o nei casi migliori malvisto perchè non ti adegui, in futuro sarà anche peggio...
Punto 8: ...Le retribuzioni pubbliche devono essere competitive e meritocratiche, altrimenti il talento fuggirà...Palantir vede come ostacolo all'efficienza e all'innovazione.
Ma Elon Musk non ha detto che in futuro A.I. le macchine/robot ecc...svolgeranno tutti i lavori e che l'uomo vivra con un reddito universale?
Allora, intanto prima di arrivare a bolla, nel periodo di transizione la rivoluzione tecnologica in atto, fa e farà milioni di disoccupati senza un'immediato reddito universale a seguire.
Poi in futuro se ogni Stato darà un reddito ai cittadini per vivere, perchè gli stessi dovrebbero impegnarsi verso l'innovazione tecnologica?...forse la cosa interesserá solo alcuni cittadini quelli "studiati, raccomandati e volenterosi".
La prova? Non molto tempo fa un paper scientifico ha fatto un certo clamore tra gli addetti ai lavori. In sintesi hanno simulato uno scenario di guerra, un vero war-game, assegnando a ciascuna AI il ruolo decisionale di una superpotenza e mettendole le une contro le altre. Risultato? In decine e decine di partite hanno potuto constatare che queste AI non hanno nessunissima remora ad alzare i toni del conflitto e utilizzare l'arma nucleare, sia come minaccia che come utilizzo effettivo.
Quindi no, non c'è alcuna dicotomia tra AI e deterrenza atomica. L'AI non esclude il rischio di una catastrofe nucleare, lo amplifica.
purtroppo la Silicon Valley ha a disposizione una montagna di soldi, e li usa per propugnare il transumanesimo, che é l'unica ideologia che afferma senza mezzi termini che l'umanitá, cioé il fatto di essere umani, é un pericolo per la stabilitá del sistema.
Quelli non hanno capito che lo scopo della societá é quella di crescere i suoi membri come esseri umani, e dare ai suoi membri una vita degna di essere vissuta. Adesso, che le societá precedenti ci siano riuscite con tutti lo dubito, ma almeno non hanno mai negato il principio. Solo il capitalismo ha cominciato a vedere gli uomini come delle macchine, e a preferire le macchine agli uomini.
Questi sono tecnocrati, e non é la prima volta che queste idee saltano fuori. Loro vogliono che la gente si abitui all'idea di essere comandata da una macchina.
Peraltro i 22 punti sono giá stati oggetto di un articolo, e li ho anche letti. A mio parere sono piuttosto insulsi e qualcuno anche pericolosetto. In particolare l'idea che i magnati della Silicon Valley si arroghino il diritto di decidere quali sono i valori da difendere e quelli da reprimere mi inquieta non poco.
Io penso che loro vogliono creare un sistema in cui gli Americani ricchi possano vivere senza lavorare, mentre le macchine (di cui si fidano molto piu degli uomini) controllano l'operato del resto del mondo. Un'ennesima versione del NWO, che se avete notato cambia versione con velocitá sempre crescente.
Similmente, la periferica e discreta Silicon Valley ha costituito un rifugio dove sviluppare ricerca eretica a dispetto e al riparo dal pensiero prevalente (e degli interessi) addensatosi sull'Occidente nella prima metà del novecento (e ben materializzato dal denso fumo della combustione del carbone che oscurava le città a quell'epoca).
La nuova tecnologia covata e maturata (o comunque collocata) tra gli orti della valle californiana ha brillantemente dissolto il "fumo di Londra" ma ha prodotto a sua volta una nuova cappa, più subdola, che si è rapidamente insinuata e imposta nelle menti e nei costumi dei nostri giorni.
C'è materia per riflettere.
Molto interessante il parallelismo che fai.
Mi verrebbe da chiedere: visto che la Royal Society fu fondata da massoni e nel corso dei secoli si è sempre più legata alla massoneria, a chi o a cosa sono affiliati gli oligarchi della Silicon Valley?
La massoneria che, non del tutto a torto, Franceschetti include tra gli esiti del cristianesimo giovannita, è stata tra gli artefici, non bisogna però dimenticare che Newton praticava anche l'alchimia...e poi, a rendere complicata la collocazione schietta, ci sono stati i pasticci di Anderson.
Oltre che i poteri che tutti conosciamo, ci sono diverse tendenze che guardano all'individuo e alla società che ne deriva come oggetti o strumenti di finalità e progetti, e non tutti usano mezzi alla portata dei nostri sensi.
A ben guardare viene il sospetto che siano tutti presenti, sempre, anche nelle iniziative attribuibili a una tendenza definita.
A questo proposito guardo con molto interesse il personaggio di Trump alle prese con il potere, la sua ambiguità e le sue contraddizioni stratificate, che investono anche la sua personalità.
Grazie per il commento.
Chi ha propagandato e finanziato questi processi sono sempre gli stessi e Palantir e tutta la Silicon Valley non fanno eccezioni.
“… una nuova era di deterrenza costruita sull’IA sta per iniziare.”…
… non dice che è finita la deterrenza, e nemmeno che l’AI farà a meno dell’escalation nucleare…
… sostanzialmente a me pare che stiano anche istruendo l’AI a dare risposte ambigue in modalità raffinata, non sempre facile da capire subito…
… io ho provato a far tradurre da più fonti i 22 punti…
… ma sostanzialmente la risposta ha sempre la stessa ambiguità…
… confonde con i suoi giri di parole e spesso cerca di ribaltare la realtà…
… è un po’ quello che è accaduto con la parola “vaccino”…
… la narrazione pre-covid e post-covid non è più combaciante…
… e questo confonde e crea continue ambiguità…
"… a ben guardare viene il sospetto… che tutto cambi per restare uguale…"
A te sembra?
... cambia la faccia ma non la sostanza...
... nuovi vettori per vecchi valori... e tutto sembra cambiare...
... per rimanere tal quale...
... l'illusione del progresso sociale è una gabbia dorata senza sbarre...
... oggi la AI potrebbe essere una reale possibilità di evoluzione ma...
... i baroni della tecnologia AI non vogliono regole o limiti etici...
... Anthropic docet...
Ma questo è un dettaglio.
In ogni caso è del tutto pacifico che la massoneria nacque e prosperò sempre in ambienti protestanti, in particolare anglicani e presbiteriani, ma anche luterani e ugonotti.
Tornando alla domanda che ho posto sopra: se quelli della Royal Society erano massoni, questi cosa sono? Cosa li lega, oltre che una montagna di soldi?
Qualche idea ce l'avrei...
"Senza dilungarmi troppo in dettagli..."
A proposito della domanda, leggo che un'idea ce l'hai, se senti che ti soddisfa, che è coerente con la tua visione delle cose, tienila buona.
"... cambia la faccia ma non la sostanza..."
Mirare all'evoluzione dell'individuo o a quella della società ti sembra una variante da poco?
È anche su questo che verte il confronto tra poteri che ci sovrastano e nel quale ci è riservata una parte, non proprio secondaria, nella quale dovremo calarci tutti, chi prima e chi dopo, e non è uno scontro limitato al mondo materiale (nel quale gli effetti sono leggibili e particolarmente coreografici).
... il parallelismo è interessante ma tu sottolinei "mirare all'evoluzione dell'individuo o a quella della società ti sembra una variante da poco?"...
... certo che non è poco, ma questa variante non mi risolve mai il problema...
... Royal Society o Silicon Valley o il mondo che verrà...
... sono sempre il cane che gira in tondo cercando di mordersi la coda...
... e il risultato reale è che tutto si ripete sotto nuove cappe... nello stesso modo...
... con le stesse distopie per noi... e i cambiamenti imposti con violenza e forza...
... a guadagno dell'individuo che comanda...
... a discapito della società che subisce...
... quando poi capita Anthropic... viene allontanato...
... per dare spazio a chi non ha limiti morali né legali... né umani...
... e ci ritroviamo a fare un'ennesimo giro... su una giostra che non si ferma...
"... certo che non è poco, ma questa variante non mi risolve mai il problema..."
Che curiosa esigenza di centralità emana da questa frase!
Ma si spiega, c'è tutta una cultura farlocca, diligentemente architettata e costantemente aggiornata, che spinge a queste stravaganze.
… cosa stai cercando di insinuare con queste parole arcane?…
… non credo che tu intenda lanciare strali al vento giocando con le parole…
… sii più trasparente se la tua volontà è davvero quella di essere inteso…
Grazie per l'apprezzamento. I miei articoli, questo copreso, hanno il solo scopo di riaccendere la discussione e il confronto su concetti e pensieri che ritengo importanti. Sposo in toto la tua citazione sul Mondo Nuovo huxleyano che vede fiera attuazione oggi grazie al "vettore" rappresentato da un conformismo spinto e quasi totale nelle popolazioni occidentali: sicuramente un grande facilitatore!
Quote:
#41 Primadellesabbie
… Che curiosa esigenza di centralità emana da questa frase!
… che curiosa esigenza di indecifrabilità emana da questa tua frase!…
… cosa stai cercando di insinuare con queste parole arcane?…
… non credo che tu intenda lanciare strali al vento giocando con le parole…
… sii più trasparente se la tua volontà è davvero quella di essere inteso…
Più trasparente? Pronti.
La successione:
[In merito all'azione di poteri in grado di imprimere una forma all'esistenza].
Frase mia: "...Mirare all'evoluzione dell'individuo o a quella della società ti sembra una variante da poco?..."
Cassandro: "... certo che non è poco, ma questa variante non mi risolve mai il problema..."
Frase mia: "...Che curiosa esigenza di centralità emana da questa frase!..."
Più chiaro di così!
Di solito, prima di imparare a scrivere si impara a leggere.
Ridursi a valutare i destini del mondo in base alla possibilità che risolvano i problemi di "Cassandro" non dimostra una smania di centralità da parte di tale fine pensatore?
(Credo di dovermi scusare con chi legge per aver voluto rispondere alla consueta nuvola di puntini).
Mi sono abituato alla tua filosofia
La sento spesso anche quando vado alla bancarella dell'anguria.
Senza ovviamente l'analisi logica di un frutta e verdura
PS - Dovresti farti spiegare in cosa consista l'analisi logica, dall'uso che ne fai nella graziosa frase finale sembra che tu confonda.
... e magari oggi ti sei svegliato pure di buzzo buono...
... mi dispiace di aver disturbato un vero fine pensatore...
... grazie comunque per il chiarimento, ci voleva proprio...
... un'ultima cosa molto poetica che invece non capisco...
... quale "consueta nuvola di puntini?"...
... chissà, un giorno potremmo diventare amici... e aprire il club dei misantropi...
Ma negli stadi precedenti alle opportunitá offerte dai programmi,cioé nei fini che determinano le proposte di IA, ce n´é in quantitá notevole, se si consderi il fine recondito che non appare al primo momento al "voögo che nome non ha", ma diviene riconoscibile dalle conseguenze (www.vietatoparlare.it/.../ ) attuali: La dipendenza totale, economica e tecnologica per chi divenga IA-dipendente. Nel giro di poche ore, migliaia di imprese, Paesi ed Orgenismi, se non miliardi di persone possono venire ricattate, immobilizzati e costretti ai voleri di pochi elementi detentori di predefiniti privilegi. Cercare e perseguire alternative rimane un dovere per assicurarsi sopravvivenza economica, politica e libertá. Non siamo altrimenti soltanto sudditi ma diveniamo "Leibereinige": Corpi di proprietá volontariamente, perché l´abuso a chi pensa alle conseguenze appare incluso nell´offerta.