Pacata discussione fra Alessandro Fusillo (sì) e Franco Fracassi (no) sugli aspetti più importanti della riforma costituzionale. (Se avete poco tempo, andate a 49.50. Si parla della modifica all'Art. 109, che seconde me è il cuore della questione).

...

.

Comments  
Canbia qualcosa per il cittadino normale? NO
Cambia qualcosa per la politica? SI
Se passa questa porcheria il governo ha la possibilità di infilare leggi ad-governum? SI

La risposta è semplice: un NO gigante

Il resto è propaganda e il vero motivo di questa percheria è questo, stampatevelo bene in mente!

​Il rischio "Sottomissione": Se il Pubblico Ministero dovesse perdere le garanzie di totale indipendenza proprie dei giudici, potrebbe sentirsi meno "libero" di indagare figure politiche di alto livello. Questo potrebbe indirettamente spianare la strada a riforme che favoriscono chi è al potere, riducendo i "pesi e contrappesi" (checks and balances).
Finora me n'ero rimasto in silenzio.
Ma la prima domanda di Roberto70 è il mio punto di vista.

In sostanza Gerione riassume:
Ma secondo voi, è proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno? Proprio qualche giorno fa si parlava del contante in Costituzione. Non so, magari ci sono urgenze più sensibili...

Quote:

GERIONE: Ma secondo voi, è proprio questo ciò di cui abbiamo bisogno? Proprio qualche giorno fa si parlava del contante in Costituzione. Non so, magari ci sono urgenze più sensibili...

Guarda il mio commento finale, a 1.19.00: youtu.be/kDLzo1M5sw0?t=4741
Se avete poco tempo, andate a 49.50. youtu.be/kDLzo1M5sw0?t=2991
Si parla della modifica all'Art. 109, che secondo me è il cuore della questione.
Se vincesse il Sì, l'impatto sul Ponte di Messina e sulle grandi opere sarebbe enorme perché cambierebbe proprio l'equilibrio tra chi decide di spendere i soldi e chi deve controllare che tutto avvenga correttamente.
​Il cuore del referendum riguarda la separazione delle carriere e la creazione di due diversi CSM. Anche se sembra una cosa che riguarda solo i tribunali, il segnale politico e giuridico è fortissimo: l'obiettivo è ridurre il potere d'iniziativa dei magistrati. Sul Ponte di Messina questo significa che una magistratura divisa sarebbe tecnicamente più vulnerabile alle pressioni del potere politico. Se un'inchiesta dovesse ipotizzare irregolarità negli appalti, un pubblico ministero separato dal resto della magistratura avrebbe molte meno protezioni istituzionali per portare avanti un'indagine così scomoda contro l'opera simbolo del Governo.
​Un altro punto fondamentale è la creazione dell'Alta Corte Disciplinare, che servirebbe a giudicare i magistrati, inclusi quelli della Corte dei Conti. Questo è il vero punto critico per il Ponte. Se oggi un magistrato contabile decide di bloccare un finanziamento per il Ponte perché vede costi sospetti, sa di essere protetto dal suo organo di autogoverno. Con la riforma, se il suo intervento viene considerato troppo "invasivo" o politico, rischierebbe di finire davanti a questa nuova Alta Corte, i cui membri sono scelti in parte dal Parlamento. Questo crea un effetto di timore: i magistrati potrebbero pensarci due volte prima di bocciare un atto tecnico del Ponte, per non rischiare ritorsioni disciplinari da parte della politica.
​In sostanza, il successo del Sì sancirebbe il principio che la magistratura non deve interferire con le scelte di chi è stato eletto. Per il Ponte di Messina, una vittoria del Sì darebbe una legittimazione totale a procedere velocemente. La magistratura verrebbe spinta a fare un passo indietro, limitandosi a controllare che le carte siano formalmente in regola senza poter mai contestare la sostanza economica o la legittimità delle procedure d'urgenza.
​Il risultato finale sarebbe un iter del Ponte molto più veloce, ma con controlli decisamente più deboli. Chi gestisce i miliardi dell'opera saprebbe che i giudici hanno ormai armi spuntate per contestare le loro scelte. In pratica, il Ponte passerebbe da essere un'opera sotto vigilanza stretta a un progetto blindato per via costituzionale, dove il controllo di legalità diventa un semplice esercizio di forma e non più una barriera contro possibili sprechi o errori.
Utile ascoltare le valutazioni dell'avv. Marco Mori in "Referendum sulla giustizia: perché votare no"
www.youtube.com/watch?v=7TDhGO7A1ac&t=474s
Altro ottimo spunto di riflessione:

PERCHÉ NO, la guida pratica al referendum di Marco Travaglio
www.youtube.com/watch?v=u9gt-Fg9eNk

ps: alla fine hanno tolto la maschera, non potevano fare diversamente.
Infatti, proprio in queste ultime settimane, la combriccola mafio-fascista italiana ha dichiarato candidamente che questa era l'ultima volontà di berlusconi.
L'ultimo atto del colpo di stato italiano iniziato nel 1992 con le stragi e conseguente 1994 con la scesa in politica.
L'ultimo atto del piano piduista di gelli (dietro al quale sappiamo benissimo chi c'era e chi c'è ancora!).
E ancora torno a ricordare quando anni fa il berlusca da vespa, in un momento di irrefrenabile e incontenibile rabbia verso "i comunisti" (cioè il comunismo, e tutto quadra) perse le staffe e urlò testualmente: "... la riforma della giustizia italiana sarà fatta, costi quel che costi!"
Lo aveva detto, costi quel che costi.

Questa è la resa dei conti.
E stavolta verrà dimostrato un fatto molto più importante.
Ovvero, quello della verità sui brogli elettorali.
Perchè se vincerà il si allora verrà dimostrato senza ombra di dubbio
che tutte quante le votazioni sono sempre una bufala, fanno vincere chi vogliono.
(tra l'altro, questo referendu, a differenza degli altri, è senza quorum :-D )

Staremo a vedere.
Perfetto come al solito e spiegato nel miglior modo possibile ossia semplice.
Non mi scorderò mai come la magistratura ha preso a pesci in faccia la popolazione italiana durante la grande truffa detta chiusura ed in modo coatto.
Bravo Massimo!
Continuo a non capirci nulla, lacuna mia.

MI rifaccio a una mia personalissima regola.
Se c'è una riforma qualcosa viene cambiato, ma se ti dicono che "non cambia nulla rispetto a prima" evidentemente quello che cambia non è a tuo vantaggio.

Un cambiamento a livello politico molto raramente è in favore del popolo.
Pertanto, a sentimento sono per il NO.