La prima cosa che salta all’occhio, nei programmi TV della sera, è il tentativo quasi univoco dei conduttori e degli ospiti di cercare di incolpare Ben-Gvir per quello che è successo con i prigionieri della flottiglia.

Addirittura, La7 ha dedicato un segmento del telegiornale a ricostruire la storia di questo “suprematista, razzista, fascista” - come lo ha definito Mentana – fin dagli albori della sua vita politica.

Ma il problema non è Ben-Gvir. Il problema si chiama “sionismo”.

La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la fondazione del “sionismo revisionista” da parte di Zeev Jabotinski.

Ebreo russo nato ad Odessa, Jabotinski è considerato il padre spirituale di tutta la destra storica di Israele - antiaraba, suprematista e nazionalista - i cui eredi più noti sono stati Menachem Begin, Itzaak Shamir, Ariel Sharon, e per ultimo Benjamin Netanyahu.

Il sionismo revisionista sosteneva che dialogare con gli arabi fosse inutile, e che l’unico modo per portare a termine il progetto di colonizzazione della Palestina fosse quello dell’espulsione forzata dei suoi abitanti.

Nel suo famoso manifesto ideologico, intitolato “Il muro di ferro”, Jabotinski scriveva: “Non può esserci nessun accordo volontario fra noi e gli arabi palestinesi. La colonizzazione può avere solo uno scopo, e gli arabi palestinesi non potrano mai accettare questo scopo. Non esiste una scelta. Gli arabi devono fare spazio per gli ebrei nella terra d’Israele. Se è stato possibile trasferire i popoli del Baltico, è anche possibile far spostare gli arabi della Palestina.”

E così fu. Con la pulizia etnica del ’48 (Nakba) il progetto sionista iniziò a prendere forma.

Già fondatore della legione ebraica, nel 1931 Jabotinski era uscito dall’Haganà perchè la considerava troppo debole con gli arabi, e aveva fondato l’Irgun, una organizzazione di stampo terroristico, che commetteva sistematicamente atti di terrorismo sia contro gli arabi palestinesi, sia contro le autorità inglesi, che considerava degli occupanti illegali.

E dopo l’ingloriosa ritirata degli inglesi dalla Palestina, l’Irgun diede origine al partito di estrema destra Herut, che poi nel 1973 è confluito nel Likud, il partito attualmente guidato da Netanyahu.

Esiste quindi un filo continuo, di tipo ideologico, che lega il fondatore del sionismo revisionista all’ultimo ministro “suprematista, razzista, fascista” del governo Netanyahu. Prendersela oggi con Ben-Gvir significa solo rimandare all’infinito il momento in cui il mondo dovrà finalmente affrontare a viso aperto uno dei più grossi problemi che lo affligge oggi. Questo problema si chiama sionismo.

Massimo Mazzucco

Comments  
IN_ACCETABILE
Dopo la sfuriata del nostro governo per quanto accaduto, e dopo che la Farnesina ha convocato l'ambasciatore israeliano a seguito del video degli attivisti italiani della Flotilla in ginocchio, la dottoressa Meloni ha incontrato il premier supremo del popolo eletto per far valere le sue ragioni.
Da quanto ho capito io (che non sono un esperto in materia, ma leggendo qua' e la' mi sono fatto qualche idea), il problema ha radici storiche ancora piu' profonde. Sicuramente ci sono stati momenti catalizzatori, e la nascita del sionismo "moderno" e' uno di questi.
Vedere il genocida Bibi dire a bengvir che ha sbagliato è la ciliegia sulla torta di letame..

Quote:

La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso

Eh ma per Tajani ORA è stata "oltrepassata la linea rossa".
... il concetto del post di Massimo è perfettamente espresso nella foto...
... non fermatevi a guardare il dito che indica la luna...
... bibi, il dito, e jabotinski la luna...

... comunque sia, questi sono i soliti vecchi giochi... sempre di moda...
... proiezioni delle ombre della caverna di Platone...