Il sospetto di una possibile regia Usa-Israele-Marocco contro la Spagna, pur senza prove "schiaccianti", si basa su nuovi indizi.

di Roberto Vivaldelli

È lecito chiedersi se dietro la crisi migratoria di Ceuta – in gran parte riconducibile alla discussa sentenza della Corte Suprema spagnola che vieta il respingimento immediato dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere le enclavi di Ceuta e Melilla – si celi una regia occulta. L’ambasciatore Marco Carnelos, sulle colonne di questo giornale, ha evocato una «possibile azione ibrida Usa-Israele con bassa manovalanza marocchina» orchestrata contro una Spagna ritenuta troppo riottosa e indipendente, richiamando il celebre adagio di Andreotti: «A pensar male si fa peccato, ma certe volte ci si azzecca».

Naturalmente, è opportuno chiarirlo subito: non vi sono prove dirette che leghino Israele e Stati Uniti a questa vicenda, né tantomeno elementi per dimostrare che abbiano ordito l’intera operazione. Eppure, in queste ore stanno emergendo alcuni indizi che meritano attenzione. Non si tratta certo di prove schiaccianti, ma di tasselli che, messi insieme, compongono un puzzle ben più complesso e sfaccettato di quanto si possa immaginare.


Il think-tank pro-Israele che incoraggiava le marce su Ceuta

Nel marzo scorso, il Middle East Forum – un think tank conservatore statunitense noto per essere vicinissimo alle istanze di Israele – ha pubblicato un articolo in cui Michael Rubin, senior fellow dell’American Enterprise Institute, invitava apertamente il Marocco a organizzare una nuova «Marcia Verde» verso le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. Rubin suggeriva che i marocchini dovrebbero radunarsi al confine, entrare disarmati e issare la bandiera, mentre la Spagna e la Nato non avrebbero alcun fondamento per intervenire. Come ha osservato il giornalista Glenn Greenwald su X, «un think tank fedele a Israele a marzo ha detto al governo marocchino che dovrebbe mandare quante più persone possibile a Ceuta per conquistarla. Israele – che odia la Spagna e ha attirato il Marocco nella sua rete – sta esplicitamente incoraggiando cose del genere da anni». 

Altro tassello di questo puzzle? Ciò che denuncia su X il senatore repubblicano Thomas Massie. «Non cadere nella falsa indignazione di Fox/GOP. Due settimane fa la Camera ha approvato un disegno di legge che ha dato il via libera al trasferimento del territorio spagnolo al Marocco. Ogni repubblicano tranne me ha votato a favore, ma ora LORO stanno fingendo di essere scioccati dall’invasione». A che cosa si riferisce il repubblicano eroe degli Epstein files? Il riferimento del deputato è al progetto di legge H.R. 8595 – il disegno di legge di appropriazioni per la sicurezza nazionale approvato dalla Camera due settimane prima – il cui testo legislativo non contiene alcun riferimento esplicito a Ceuta e Melilla, ma la relazione illustrativa che lo accompagna include un linguaggio che definisce le due città spagnole come «situate in territorio marocchino» e «sotto amministrazione spagnola». Una formulazione che, di fatto, si allinea con la rivendicazione storica del Marocco – sostenuta anche da Tel Aviv – e che è viene interpretata come un via libera politico a future rivendicazioni territoriali.

Il post del figlio di Netanyahu

L’ultimo tassello riguarda un vecchio e curioso post del figlio di Benjamin Netanyahu. Nel 2019, Yair Netanyahu, figlio del premier israeliano, esortava gli arabi musulmani a «liberare i territori arabi e islamici occupati in Spagna».

«Facciamo un accordo – scriveva –: noi non finanzieremo le Ong nel vostro Paese che vi chiedono di cedere Ceuta e Melilla, e voi smetterete di finanziare le Ong nel nostro Paese che ci chiedono di cedere la Giudea e la Samaria».

In conclusione, sebbene la mancanza di prove dirette impedisca di definire la crisi di Ceuta come un’operazione orchestrata a tavolino, l’intreccio degli elementi citati poc’anzi compone un quadro di circostanze che, se non dimostrano una regia occulta, rendono quantomeno legittimo e razionale il sospetto che qualcuno, approfittando di una sentenza spagnola, abbia visto in questa crisi un’utile leva geopolitica per punire Madrid. Da indagare, soprattutto, è il modo in cui migliaia di persone siano state incitate attraverso numerosi gruppi sui social mediain particolare su Facebook e TikTok, a posizionarsi di fronte alla barriera di confine di Tarajal.

Fonte Insideover

Comments  
Sospetto!
Siamo di fronte oramai ad una sceneggiatura pessima e ripetitiva.
Immigrazione , attentati e chi più ne ha più ne metta.
Chi non si allinea con sion avrà sempre gravi problemi.
Una coincidenza , due coincidenze , tre coincidenze fanno più che una prova.
L'asse USA Israele Marocco nato con gli accordi di Abramo sta schiacciando la Spagna sul sahara occidentale da tempo.
Madrid aveva ceduto alle pressioni nel 2022, ma ora che Sánchez ha riallacciato i rapporti con l'Algeria e si è schierato apertamente contro washington e tel aviv sul medio oriente, quindi la vendetta geopolitica usando i migranti a Ceuta era praticamente scontata.
Anche i telefoni di Sánchez e di vari ministri furono infettati dal virus israeliano Pegasus della Nso group, con i servizi segreti marocchini indicati dai sospetti come mandanti dello spionaggio.
La concomitanza poi tra il furto di dati e l'inversione della politica estera spagnola verso rabat suggeri un potenziale ricatto o controllo sui vertici del governo spagnolo.
Il Marocco inoltre utilizza la gestione dei flussi migratori verso Ceuta e melilla come una strategia di guerra, aprendo i confini in risposta a sgarbi diplomatici spagnoli. Queste ondate, come nel 2021 in reali momenti di vulnerabilità politica di Madrid, non sono spontanee ma derivano da una deliberata azione delle autorità marocchine.
Attivissimo direbbe ma quale complotto ??
Su 50000 marocchini nessuno che parla ??


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