di Marco Confetti [utente Marco 77]

Gli articoli ed i video disponibili sulla questione dell'intonazione a 432 Hz sono innumerevoli. Ciò nonostante, è davvero difficile farsi un'idea precisa in merito. Ogni analisi al riguardo sembra più essere rivolta ad attaccare le posizioni altrui piuttosto che a fornire dati oggettivi a dimostrazione di quanto si afferma.

In rete possiamo trovare molte app per la "conversione" della musica da 440 Hz a 432 Hz nonché una gran quantità di musicisti, di semplici appassionati o di quelli che si definiscono "operatori olistici", pronti a giurare che questo cambio di intonazione sia la chiave per il benessere universale e che possa inoltre spezzare il controllo mentale posto in essere dai potenti nei confronti delle masse.

Dall'altra parte della barricata troviamo invece schiere di debunker pronti a minimizzare, a ridicolizzare e a tranquillizzare il popolo sul fatto che non esistono complotti di alcun tipo e che, in sintesi, possiamo stare sereni perché i nostri governanti ci vogliono bene.

In questo articolo proverò a dare una mia lettura dei dati a nostra disposizione, premettendo che mi approccio a questo argomento da studente e non da maestro.

Innanzi tutto, cosa si intende per intonazione a 432 Hz?

Gli Herz sono l'unità di misura della frequenza e rappresentano il numero di oscillazioni nell'unità di tempo. 432 Hz significa quindi 432 oscillazioni al secondo.

Tanto maggiore è la frequenza di un'onda sonora, tanto più acuto è il suono che percepiamo. Viceversa, a frequenze minori corrispondono suoni più gravi. Intonare uno strumento a 432 Hz significa che il suo LA centrale corrisponde ad un'onda sonora la cui frequenza è di 432 oscillazioni al secondo. Rispetto a questo suono vengono intonate tutte le altre note.

Lo standard musicale attualmente in vigore prevede un'intonazione del LA centrale a 440 Hz e qui nasce la scontro ideologico tra le due fazioni. 

Quali sono le principali argomentazioni usate da chi è a favore di un'intonazione a 432 Hz?

o 432 Hz è un multiplo della frequenza della risonanza di Shuman, ovvero un fenomeno naturale che consiste nell'emissione di onde a bassa frequenza (onde ELF) da parte della superficie terrestre e dell'atmosfera. Questa frequenza ha un picco (ciò che musicalmente definiremmo una "fondamentale") a 7,83 Hz. In pratica è considerabile come "l'intonazione del nostro pianeta".

o 432 Hz è una frequenza che genera "armonia" mentre 440 Hz genera caos e disordine. Questo lo possiamo riscontrare anche attraverso la cinematica ovvero la scienza che studia il movimento dei corpi in funzione della frequenze.

o Studi che hanno sottoposto a gruppi di ascoltatori le stesse note, prima con un'intonazione a 432 Hz e poi con una a 440 Hz, dimostrano che l'orecchio umano ritiene più "gradevole" un'intonazione a 432 Hz.

o In passato si suonava con un'intonazione a 432 Hz

o Lo standard dei 440 Hz è una forzatura introdotta dal regime nazista che è servita come strumento di preparazione delle masse alla guerra

o Verdi era a favore dell'intonazione a 432 Hz mentre i tedeschi volevano standardizzare quella a 440 Hz

o I Pink Floyd hanno registrato "The Dark Side of The Moon" a 432 Hz

Quali invece gli argomenti su cui si basano gli scettici?

o I punti precedenti sono falsi ed in particolare:

o Non esistono studi che dimostrino realmente l'effetto benefico o piacevole dei 432 Hz e, anzi, gli unici studi effettuati dimostrano l'esatto contrario

o Lo standard a 440 Hz non è stato introdotto dai nazisti per gli scopi sopracitati

o Prima di questa normalizzazione non si suonava a 432 Hz

o Gli Herz sono una convenzione umana basata sul numero di oscillazioni nell'unità di tempo. I secondi sono anch'essi una misura convenzionale umana e, cambiando questa unità di misura, il numero 432 non ha più alcun valore

Questi sono solo alcuni degli argomenti su cui infuria lo scontro. Ce ne sono anche altri ma questi sono probabilmente i più dibattuti.

Cercherò ora di rispondere brevemente a queste osservazioni sulla base delle informazioni che sono riuscito a trovare in rete ma ciò che davvero vorrei sottolineare è che, per quanto possa sembrare incredibile, non ritengo nessuno di questi punti essenziale al fine di una reale comprensione della questione.

Analisi dei dati a disposizione

Il fatto che 432 non sia un multiplo della frequenza di Shuman è facilmente verificabile. Basta una calcolatrice per vedere che la suddetta frequenza, moltiplicata per 55, ci dà come risultato 430,65 Hz mentre, moltiplicandola per 56, otteniamo 438,48 Hz. Possiamo quindi affermare che, sia l'intonazione a 432 Hz sia quella a 440 Hz, non coincidono con i multipli della risonanza di Shuman da cui entrambe si discostano di circa 1,5 Hz.

Riguardo al fatto che la frequenza di 440 Hz abbia un potere "disturbante" e che possa generare forme disarmoniche in ambito cinematico, non ho trovato alcun riscontro. In realtà gli esperimenti fatti con strumenti intonati a 440 Hz sui piatti di Chladni, dimostrano l'esatto contrario. Su YouTube è possibile trovare innumerevoli video al riguardo. Mi permetto di suggerire il video musicale "Cymatics" di Nigel Stanford semplicemente per la qualità della produzione audio e video.

Il tema degli studi che hanno coinvolto gruppi di ascoltatori è decisamente curioso in quanto ognuna delle due parti cita studi che avrebbero dato risultati diametralmente opposti. Ovviamente non ho letto tutti gli studi pubblicati, anche perché non ho idea di quanti siano. Spesso si fa riferimento al lavoro di Maria Renold ma, al di là dello studio specifico, raccogliere le impressioni personali di ascoltatori a cui si fanno ascoltare delle coppie di suoni, ha un valore scientifico relativo. C'è inoltre un problema metodologico di fondo in molte delle prove effettuate: sottoporre l'orecchio umano all'ascolto di singole note o di accordi con due diverse intonazioni (molto vicine per altro), crea irrimediabilmente una sgradevole sensazione di scordatura del secondo suono o del secondo accordo che ascoltiamo. Questo perché il nostro orecchio percepisce il primo ascolto come punto di riferimento per poi sentire la stessa cosa su una frequenza leggermente diversa e senza alcun rapporto di proporzionalità con la precedente.

Da un punto di vista storico invece non è vero che in passato si suonasse con un'intonazione a 432 Hz in quanto, fino a metà del 1800, semplicemente non era possibile effettuare misurazioni di questo tipo. L'intonazione era per così dire "mobile" oppure, quando possibile, si faceva riferimento all'organo per accordare gli altri strumenti. E' evidente quindi che, a causa di esigenze costruttive, ogni organo avesse intonazioni diverse e che, conseguentemente, lo stesso brano potesse suonare con una diversa intonazione a seconda che venisse eseguito, ad esempio, a Roma o a Parigi.

Nel 1859 la Francia si mosse per prima per standardizzare l'intonazione del La a 435 Hz. Successivamente, nel 1884, il governo italiano sancì tramite decreto la normalizzazione del La a 432 Hz, dopo che lo stesso Giuseppe Verdi aveva sollevato la questione tramite una lettera inviata alla commissione musicale del governo. Nel frattempo, anche se in Germania non era ancora stata ufficialmente normalizzata l'intonazione del LA, la prassi della scuola tedesca, sostenuta tra gli altri da Wagner, prevedeva un diapason a circa 440 Hz.

Quindi, se vogliamo inquadrare storicamente le origini della diatriba sull'intonazione del La, dovremmo adottare un'ottica di "conflitto culturale" e di scelta musicologica basata sulle esigenze dei compositori e degli esecutori piuttosto che supporre una svolta autoritaria da parte dei nazisti.

L'idea che i 440 Hz siano un'imposizione del terzo reich, nasce dal fatto che nel 1939 si svolse il congresso di Londra da cui vennero escluse Italia e Francia e a cui partecipò invece la Germania che si fece portatrice della proposta di standardizzazione a livello internazionale del diapason wagneriano a 440 Hz. Con il secondo conflitto mondiale alle porte, l'adozione di un sistema di intonazione unico a livello internazionale venne momentaneamente accantonato per poi entrare in vigore nel 1953, a seguito di un nuovo congresso di Londra. Anche in questo caso Italia e Francia vennero escluse in quanto portatrici di proposte diverse. Tutto ciò avvenne evidentemente a conflitto finito e con il regime nazista ormai sconfitto e pertanto ininfluente sulla questione.

Si deve poi ricordare che questa scelta all'epoca riguardava fondamentalmente le orchestre sinfoniche. Intendo dire che il pubblico realmente esposto in maniera diretta a questo cambio di intonazione, era soprattutto quello che assisteva ai concerti delle orchestre dal vivo perché non esistevano mezzi di riproduzione affidabili in grado di preservare perfettamente l'intonazione dei brani registrati su disco. I sistemi analogici di diffusione e di riproduzione adottati fino alla rivoluzione del digitale sono tutt'altro che affidabili da questo punto di vista, con buona pace degli audiofili nostalgici.

E questo ci porta ad affrontare un altro argomento molto dibattuto in questo ambito, ovvero la presunta registrazione del disco "The Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd a 432 Hz.

Premesso che, per poter dare una risposta veramente attendibile sulla questione, si dovrebbe aver accesso ai nastri originali, possiamo comunque provare a fare dei ragionamenti di buon senso.

Il primo aspetto è che, per quanto ne sappia, non risulta che nessuno dei membri dei Pink Floyd si sia mai pronunciato a favore dell'intonazione a 432 Hz. Inoltre la strumentazione usata dalla band in quel periodo era uniformata allo standard a 440 Hz. Mi riferisco alla varie tastiere, organo hammond, sintetizzatori nonché lo Strobotuner (un accordatore stroboscopico settato appunto a 440 Hz).

Inoltre, come accennato precedentemente, che senso avrebbe avuto registrare un album a 432 Hz in un periodo storico in cui le tecnologie analogiche avrebbero fatto ascoltare quel disco a frequenze diverse a seconda del vinile e del sistema di riproduzione scelto?

Infine vorrei dire due parole su uno strano argomento che viene usato da molti debunker per attaccare chi propone l'intonazione a 432 Hz. Mi riferisco al fatto che si sottolinea spesso come non abbia senso cercare un valore nel numero 432 in quanto questo valore è solo il risultato di una serie di misure convenzionali e, cambiando le convenzioni alla sua base, cambierebbe anche il numero stesso. Questo è senz'altro vero ma il punto è che nessuno attribuisce al numero 432 un valore assoluto. Piuttosto viene fatto riferimento a proporzioni tra frequenze e le proporzioni prescindono dall'unità di misura. Che poi queste proporzioni esistano davvero è tutt'altra cosa e, nel mio piccolo, non ne ho trovato riscontro nei fatti, come ho specificato nelle righe precedenti.

La mia tesi 

Supponiamo di accettare l'idea che la frequenza di 432 Hz possa avere effetti benefici o addirittura miracolosi. Primo problema: l'ascoltatore non verrà mai a contatto con questa frequenza ascoltando brani in cui la nota LA non è presente, ad esempio un semplice blues in SI bemolle, un qualunque brano in FA diesis maggiore oppure in SI maggiore. Potremmo rispondere a chi solleva questa obiezione che la musica è basata su proporzioni (ovvero su note che hanno frequenze multiple rispetto alle altre) quindi tutte le note intonate rispetto ad un LA a 432 Hz, essendo appunto multiple di questa frequenza, hanno effetti benefici anche in assenza della nota LA stessa.

Secondo problema: tutte le note nel sistema musicale contemporaneo sono “temperate” per permettere il funzionamento del sistema stesso. Il temperamento in pratica è la creazione di piccole stonature che rendono possibile la divisione dell'ottava in dodici parti uguali dette semitoni. Questo “aggiustamento” viene definito temperamento equabile. Non voglio dilungarmi su questo argomento in questa sede ma il punto centrale da capire è che, anche intonando uno strumento a 432 Hz, il temperamento porta ad un discostamento rispetto alle proporzioni naturali degli intervalli musicali che in alcuni casi è addirittura maggiore di quello che si avrebbe intonando lo strumento a 440 Hz. Quanto affermo è sintetizzato nella seguente tabella in cui vengono confrontate le frequenze con tre diverse intonazioni: intonazione naturale con LA a 432 Hz (che dovrebbe essere il riferimento), intonazione temperata con LA a 432 Hz e intonazione temperata con LA a 440 Hz. Come accennavo nelle righe superiori, è curioso notare che nella metà dei casi, l'intonazione a 440 Hz temperata sia addirittura più vicina alle proporzioni naturali prese a riferimento di quanto non lo sia l'intonazione a 432 Hz temperata.

Conclusioni 

• Non ho trovato studi scientifici che dimostrino un effetto “benefico” o anche solo piacevole, dell'ascolto di musica con intonazione del LA a 432 Hz né ho trovato prove del fatto che un'intonazione del LA a 440 Hz provochi disagio, malessere o alterazioni in senso negativo del funzionamento cerebrale. 

• Lo studio dell'effetto delle frequenze sulla nostra biologia è effettivamente un campo di ricerca serio portato avanti da istituti di ricerca prestigiosi. Il fatto che cospicui finanziamenti al riguardo arrivino dai soliti centri di gestione del potere, induce legittimamente più di un sospetto sull'utilizzo che potenzialmente si può fare delle tecnologie basate su questi studi in ambito di “controllo sociale”. Ciò nonostante, la questione del LA a 432 Hz non sembra avere alcuna relazione effettiva con questi studi.

 • Anche ammettendo che un'intonazione del LA a 432 Hz possa avere un qualunque tipo di vantaggio, il sistema musicale all'interno del quale operiamo, invaliderebbe completamente la sua presunta efficacia attraverso l'alterazione delle proporzioni tra i suoni.

Comments  
Proprio ieri sera Red Ronnie (parlavamo di musica) ha tirato fuori la storia del 432 e dei Pink Floyd (dal minuto 53:10):

Se cercate studi scientifici o volete ottenere determinati risultati utilizzando gli audio, provate a usare i suoni bineurali, soprattutto le onde theta e le onde delta (queste ultime potrebbero farvi addormentare).

Su ispirazione del Dalai Lama, diversi anni fa, un’équipe di neuroscienziati studiò tramite EEG diversi esperti di meditazione ed esaminarono le loro onde cerebrali durante la meditazione (registrarono diversi casi con onde alpha, theta e delta). È inutile che riassumo i risultati, si trovano facilmente online.

Lascio questo commento solo perché volevo istigarvi a provare.

Molto spesso mi aiuto con questi audio durante le mie meditazioni, soprattutto con le onde theta. E facilitano davvero l’esperienza. Aiutano ad entrare in stati della mente simili a quelli dei praticanti avanzati. Ovviamente, agiscono in base a come ci lavorate e a quanto ci lavorate.

Trovate gli audio (anche gratuitamente) su diversi siti, se vi va di provare.
Scusate il commento ripetuto ma non voleva farmelo pubblicare. Non so cosa sia successo ma, dopo 1000 tentativi andati a vuoto, alla fine ho visto che l’ha pubblicato tante volte.
Questo secondo me è un ottimo video da vedere più che altro per gli esempi musicali posti alla fine dove si alternano per inizio (vista l’influenza dell’orecchio umano) esempi di pezzi nelle due frequenze. Così uno può farsi un suo parere.

youtu.be/k1Rhsx8h_qU?is=9Vk8ZVLZoL-E9DDv
Non so se questa intonazione possa essere la "chiave del risveglio".
Però, anni fa, assieme ad amici abbiamo costruito una chitarra e un basso
utilizzando le "intonazioni giuste" (i tasti del braccio spostati).
Ricordo che ci abbiamo messo molto a "intonare" chitarra e basso.

Risultato:
tutti eravamo concordi nel sostenere che "si sentiva meglio".
Cioè, l'ascolto era migliore, difficile da spiegare.
Ma era un vero piacere ascoltare.
E su questo non ci sono dubbi, si sente meglio!

ps: in pratica hanno "starato" leggermente la frequenza di intonazione giusta.
il risultato è come quando avevi una radio (vintage)
con la manopola per cambiare la frequenza
e dovevi centrarla bene per sentirla bene altrimenti c'era un sottofondo di disturbo.
E' come ascoltare leggermente fuori frequenza e quindi sporca e disturbata!
Tutto è frequenza.
La musica che suonava Leonardo da Vinci ne era l'esempio.

Bravo!
Complimenti per l' articolo.
mi soffermo sulle ultime righe: e se la questione 432 hz non sia che uno specchietto per le allodole per evitare questioni sullo studio del suono e le sue applicazioni che altrimenti sarebbero più dibattute (leedskalnin?)
Grazie a tutti per i commenti e grazie a Massimo per aver pubblicato l’articolo. Ritengo particolarmente pertinente il commento di Tianos.
Il tema risulta di difficile comprensione per i non addetti ai lavori e a volte non solo a loro. Sta di fatto che circondare di leggende un tema tutto sommato marginale come questo, disorienta chi vi si approcci e depotenzia una riflessione ben più ampia ed importante sul ruolo delle frequenze nell’ambiente in cui viviamo
Grazie a tutti per i commenti e grazie a Massimo per aver pubblicato l’articolo. Ritengo particolarmente pertinente il commento di Tianos.
Il tema risulta di difficile comprensione per i non addetti ai lavori e a volte non solo a loro. Sta di fatto che circondare di leggende un tema tutto sommato marginale come questo, disorienta chi vi si approcci e depotenzia una riflessione ben più ampia ed importante sul ruolo delle frequenze nell’ambiente in cui viviamo