Comunicato del Comitato Regionale No MUOS
La frana che in questi giorni ha colpito Niscemi, costringendo all’evacuazione centinaia di persone, non può essere ridotta a un evento meteorologico né archiviata come fatalità.
Niscemi è da anni una cartina di tornasole delle fragilità che possono caratterizzare alcuni territori: spopolamento progressivo, consumo di suolo, abbattimento di alberi, assenza di investimenti produttivi, infrastrutture inesistenti o abbandonate, trasporti precari dovuti a una rete ferroviaria inesistente, a una rete stradale cronicamente a rischio e all’assenza di trasporto pubblico.
A questo si aggiunge l’assenza strutturale di una seria pianificazione territoriale e di interventi organici di prevenzione del dissesto idrogeologico.
Opere frammentarie, manutenzioni episodiche, interventi emergenziali sostituiscono da decenni qualsiasi strategia di messa in sicurezza.
È significativo che una delle strade provinciali oggi chiuse per frana fosse già stata interdetta nei giorni precedenti a causa di un precedente movimento franoso piuttosto esteso.
Il dissesto non nasce in una notte. È il prodotto di scelte politiche stratificate, di un modello di sviluppo che considera alcune aree sacrificabili. Dentro questo quadro generale si inserisce un elemento strutturale e determinante: la militarizzazione permanente del territorio.
Niscemi è da molti anni uno dei luoghi simbolo dell’occupazione militare statunitense del territorio italiano. Ospita una delle più grandi basi militari statunitensi presenti nel Paese, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) della US Navy, all’interno della quale è stato installato il MUOS (Mobile User Objective System), sistema globale di telecomunicazioni militari degli Stati Uniti, ad uso esclusivo della Marina militare statunitense.
Parliamo di un complesso militare che, per estensione, è paragonabile al sedime dell’intero aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, collocato dentro e ai margini di un’area naturale protetta come la Sughereta di Niscemi.
Fin dall’inizio, il Movimento No MUOS ha denunciato l’incompatibilità radicale tra la fragilità geologica e idrogeologica del territorio, il valore ambientale dell’area e la presenza di un’infrastruttura militare di queste dimensioni, basandosi su studi, perizie, osservazioni tecniche e documentazione pubblica.
A queste argomentazioni lo Stato ha risposto non con prevenzione, monitoraggi indipendenti o politiche di tutela, ma con centinaia di denunce e procedimenti giudiziari contro chi segnalava pubblicamente i rischi sociali, ambientali, sanitari e idrogeologici legati alla presenza della base NRTF e del MUOS.
Proprio oggi, mentre Niscemi affronta l’ennesima emergenza, alcune e alcuni attivisti ricevono un nuovo avviso di conclusione indagini preliminari relativo a una manifestazione dell’agosto 2025, con contestazioni che includono violazione di prescrizioni, imbrattamento e – in modo tanto fantasioso quanto inquietante – persino “istigazione a delinquere”.
Segnalare un pericolo, denunciare un rischio, difendere il proprio territorio continua a essere trattato come un reato.
Oggi quella fragilità negata si manifesta sotto forma di dissesto: come effetto concreto di un modello che ha imposto opere militari in aree inadatte, modificato assetti del suolo e regimi di drenaggio, favorito espansioni edilizie disordinate e rinviato sistematicamente interventi strutturali di messa in sicurezza.
Nelle comunicazioni ufficiali sull’emergenza non compare alcun riferimento alla stabilità dei versanti interni e limitrofi alla base militare, agli effetti delle opere militari sul quadro geologico complessivo, né a verifiche indipendenti sulle infrastrutture del MUOS.
Come se esistessero due territori separati: quello civile, evacuabile; e quello militare, sottratto al discorso pubblico. Ma la terra è una sola.
A rendere il quadro ancora più grave c’è un dato spesso rimosso: la US Navy effettua lavori di ampliamento all’interno del sito MUOS e ha annunciato ulteriori interventi infrastrutturali, proprio di messa in sicurezza della base, interessata da possibili smottamenti.
Ancora una volta il territorio è diviso: quello civile, occupato, lasciato a sé stesso; quello militare, occupante, messo in sicurezza.
La militarizzazione produce anche un effetto economico e sociale diretto: impedisce qualsiasi reale sviluppo.
Nessun soggetto economico serio investe in un territorio trasformato in “portaerei naturale al centro del Mediterraneo”, definizione usata per anni dalla retorica militarista italiana. La desertificazione, in senso ampio, è conseguenza ma anche precondizione della militarizzazione.
Niscemi vive da anni in una condizione di sovranità sospesa: decisioni imposte, territorio sacrificato, popolazione esposta ai rischi, dissenso criminalizzato. La frana di oggi è anche il prodotto di questa storia.
Per questo chiediamo:
– verifiche geologiche e idrogeologiche indipendenti su tutta l’area, inclusa la base NRTF/MUOS
– pubblicazione dei dati su movimenti terra, opere di drenaggio e modifiche del suolo connesse alle installazioni militari
– sospensione immediata dei lavori di ampliamento della base NRTF in corso e di quelli progettati
– un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio
– stop a nuove infrastrutture militari in aree fragili
– apertura di una discussione pubblica sulla presenza stessa della base e del MUOS a Niscemi.
Le comunità non possono continuare a pagare il prezzo di scelte strategiche prese altrove.
Quello che accade a Niscemi non è un incidente. È un avvertimento politico, ambientale e sociale.
Massima solidarietà ai niscemesi, Movimento No MUOS
QUI un articolo dell’Antidiplomatico sullo stesso argomento





La storia non é mai maestra di vita per noi italiani
ma adesso che le "carriere sono unite", non dovrebbe essere tutto perfetto ??
latrano e chiagnano, ma io voterò SI.
Il ministro dei Trasporti: "Troveremo i fondi che servono, ma senza bloccare scuole, ospedali, ponti, gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero". Opposizioni a Musumeci: "Quando era governatore sapeva"
www.ilfattoquotidiano.it/.../8273212
E prima di Musumeci ??
Già il 12 ottobre 1997 si verificò un evento identico che portò all'evacuazione di 400 persone.
Qui si parla di omissioni pluridecennali da parte di ogni governo , durante il quale il territorio è diventato sempre più fragile ed instabile.
Scommetto che per la sinistra il territorio ha incominciato a scricchiolare il 22-10 -2022.
Il giorno prima era una roccia
Pagliacci
Sembra di capire che sia un pò di tutto, senza un singolo motivo che prevalga sugli altri.
Trodotto: EVACUARE
Secondo me la base militare c'entra poco o niente, invece la mala gestione del rischio idro-geologico è senza ombra di dubbio di maternità italiana
Concordo con Bluto.
La base militare c'entra poco, ma comunque rompe le balle (a prescindere).
I cittadini di Niscemi mica lo hanno scoperto ora di essere sopra ad una frana.
Lo sanno da sempre.
Ma hanno comunque costruito spudoratamente fino ai bordi del promontorio
con ovviamente annesso la totale mancanza di manutenzione e di analisi.
Insomma, alla cazzo.
Faccio infatti notare come nessuno sia morto o ferito.
Li hanno evacuati preventivamente?
Povera patria, cantava il siciliano Battiato.
Io credo che qui, in questo caso, siamo stati fortunati perché non è intervenuta alcuna catastrofe ma solo articoli di giornale indignati.
Dopo Crans ognuno è burocraticamente portato a pararsi il sedere (imo non perché si preoccupi delle potenziali vittime)
Il MUOS di Niscemi, un’arma ambientale
antoniomazzeoblog.blogspot.com/.../...
Nell'articolo,si parla anche di haarp e delle fasce di Van Allen,mi viene il dubbio,che sulla luna non ci potevano andare a prescindere,forse perche' hanno fatto un po' di casini prima?
"È certo che a partire dagli anni ‘50 gli Stati Uniti hanno effettuato esplosioni di materiale nucleare nelle fasce di Van Allen per sondare gli effetti ad un’altezza così elevata sulle trasmissioni radio e le operazioni radar in virtù dell’intenso impulso elettromagnetico scatenato dalle deflagrazioni. Gli esperimenti hanno creato nuove fasce di radiazione magnetica comprendenti quasi tutta la terra. “Gli elettroni correvano lungo linee di campo magnetiche creando un’aurora boreale artificiale sopra il Polo Nord”, aggiunge Maj Britt Theorin. “Con questi test militari si rischia seriamente di danneggiare per molto tempo la fascia di Van Allen. Secondo gli scienziati americani ci vorranno probabilmente molte centinaia di anni prima che essa si stabilizzi nella sua posizione normale. L’HAARP può anche influenzare tutto l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica. Inoltre le potenti onde radio possono causare buchi ionosferici, pregiudicando il sistema che ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo”.
è anzitutto un problema culturale nostro, dei cittadini e delle classi dirigenti, che trascurano la prevenzione, di chiedersi se una certa regione di terreno è sicura e cosa può accadere in caso di eventi naturali spinti.
Il problema è aggravato negli ultimi decenni dalla scarsità di fondi destinati alla questione, si preferisce spendere in armi piuttosto che nella cura del territorio, nella scuola, nella sanità...
anzi, mi stupisce che gli americani abbiano scelto quel posto, piuttosto che Sigonella, dove originariamente il progetto militare doveva essere realizzato, erano consapevoli del rischio geologico?
In altre parole, i soldi per quelli del MUOS ci sono, per i normali cittadini no.
Che adesso istituzioni/addetti ai lavori/tecnici/cittadini si accorgano all'improvviso del problema è gioco delle parti.
Probabilmente ci sarà qualche risarcimento, previa dimostrazione di regolarità urbanistica. Conformità spesso ricostruita a posteriori grazie a vecchie sanatorie.
Una cosa rimane, che sia per le telecomunicazioni, che sia per altro, il MUOS a Niscemi, ed in Sicilia, non lo voleva nessuno. Almeno nessuno di coloro i quali ha manifestato contro. Mentre gli altri pascolavano tranquilli perchè c'era un po di lavoro per tutti, pochi vedevano i problemi che ne sarebbero scaturiti. Senza considerare l'aumento significativo di determinate patologie lamentato dagli abitanti. Questo vale anche attorno ai poli del petrolchimico dislocati su tutta l'isola. Manifestanti inascoltati e come sempre esigua minoranza. Questo lassismo fa comodo, ed ognuno costruisce il proprio pollaio, in economia, dove e come non dovrebbe. Ogni tanto arriva il conto da pagare.Quando però crolla il pollaio il volgo si compatta e le voci di lamentela aumentano. Ci sarà nuovo lavoro (probabilmente) e questo metterà tutti tacere. Nuovo lavoro significa appalti, ditte, operai, e quant'altro necessario a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte
La prossima mega struttura che condividerà lo stesso destino sarà il famoso ponte di messina. Sempre che prenda forma, da anni è solo un pozzo senza fondo, creatore di clientele e comitati di affari e guadagni.
Ma alla perversione umana non vi è mai fine, e quindi se fra qualche decennio ne vedremo l'ombra, quello sarà il prossimo disastro.
Gli eredi degli attuali onorevoli, ancora parcheggiati in politica, gli organi di garanzia coi loro eredi, il plebeo comune con la sua prole, tutti si sveglieranno all'improvviso facendo finta di cadere dal pero.
a me spiace dirlo, ma in Sicilia c'é un mucchio di gente che non aspetta altro che una catastrofe per sistemare se stessa e la loro famiglia.
In un Paese normale nessuno costruirebbe a ridosso di una frana. In Sicilia lo fanno perché sperano che poi venga loro data un'altra casa da un'altra parte, oltre a pensioni di invaliditá e chissá cos'altro. Sono cose che vanno avanti da decenni.
Perció io non mi indigno piú di tanto.
Un appunto. Visto che siamo la civiltá del "siamo tutto noi", potremmo tranquillamente costruire qualche cosa del genere. Era proprio a questo che servivano quelle opere murarie.
ilfoglio.it/.../...
Non si può fermare una superficie di scivolamento posta a 50 m di profondità.
Il resto sono fantachiacchere.
aurora boreale a Genova - Monte Fasce
ha preceduto di un paio di giorni l'ondata di maltempo
una coincidenza ?
sulla base di cosa affermi questo? Credo che quello che hai detto si possa derubricare come una stupidaggine. Non penso ci possano essere persone normali che scelgono di vivere una condizione esistenziale, in attesa di una catastrofe che la possa cambiare. Io parlo da siciliano, e del mucchio di cui tu parli, non ne ho contezza.
sulla base di cosa affermi questo? Credo che quello che hai detto si possa derubricare come una stupidaggine. Non penso ci possano essere persone normali che scelgono di vivere una condizione esistenziale, in attesa di una catastrofe che la possa cambiare. Io parlo da siciliano, e del mucchio di cui tu parli, non ne ho contezza.
Il Fasce è quel rilievo sulla sinistra con il traliccio TELECOM in bella evidenza.
L'aurora boreale, se di quello si tratta è bella lontana.
Nei giorni indicati è piovuto ma nulla di particolare.
C'è stata l'ennesiama frana sull'Aurelia ad Arenzano ma è la stessa storia di Niscemi, interventi sul territorio senza criterio e da decenni zero manutenzione.
Comunque me la sono persa completamente (l'aurora boreale)...
Questo appare francamente insensato: si legge infatti di “fragilità di alcuni territori " e tante altre cose che non hanno alcuna relazione con il posto e con le cause del fatto.
Niscemi è un paese antico che contava circa 20.000 abitanti nel 1930, per cui non c’è stata una grande espansione che possa correlarsi con la frana.
Anche in voler ricercare ipotetiche correlazioni tra il MUOS e la frana è palesemente insensato.
D’accordo sul fatto che siamo pieni di basi americane (che però non c’entrano con la frana), ma questo è ovvio dal momento che abbiamo perduto la guerra e siamo diventati una colonia sottomessa agli USA, ed oggi anche di Bruxelles.
Uno studio geologico del territorio avrebbe forse potuto mettere sull’avviso del pericolo gli abitanti, peraltro già insediati da decenni, ma comunque non sarebbe stato possibile alcun intervento preventivo.
Purtroppo questa è la triste realtà. Ritengo che il governo dovrebbe aiutare la popolazione usando i soldi dedicati a quella stupida idea del ponte sullo stretto.
non è un traliccio della Telecom, è una croce.
Se non lo conosci ti consiglio una passeggiata a primavera: si riempie di gladioli e di funghi ovuli; la via più veloce è da Sturla, la via che passa davanti alla Marga.
ps: complimenti per la preparazione e competenza
paragone infelice povero Cici !
la frana del monte Toc provocò a valle la morte di 2.000 persone, 500 delle quali bambini e cancellò interi centri abitati.
ora, cumpare Cici, togliti il cannolo dalla boccuccia prima di dire MONATE e se proprio vuoi fare il "protettore" apriti un casino e lascia in pace le vittime vere.
La foto è un po strana, dovrebbe essere stata presa dalla vetta del Cornua.
Comunque è il tralicco TELECOM ex ASST.
La croce non c'è più è venuta giù qualche anno fa.
Oltre a conoscere la zona per lavoro e tempo libero, vedo il Fasce dalle finestre di casa da tutta la vita.
Quello che non mi torna dell'immagine è che non si vede nulla dell'area con i tralicci radio e tv, che poi era il punto dove era appunto la croce.
Scusate sono completamente OT.
livesicilia.it/.../
L'allora Presidente della Regione Siciliana Crocetta cercò di bloccare la costruzione del Muos. Se non ricordo male Crocetta poi disse che lo minacciavano di fargli fare la stessa fine di Enrico Mattei se avesse continuato a dare fastidio. Dato che questa dichiarazione, anziché finire su tutti i telegiornali, passò sotto silenzio Crocetta decise di mettersi da parte. Sopra un link ad uno dei tanti articoli dell'epoca, nel quale Crocetta cita anche Romano Prodi
OT/TO
La croce sul Monte Fasce, simbolo panoramico per i genovesi situato a 834 m s.l.m., è stata oggetto di un progetto di ripristino annunciato nel 2021. La struttura, simbolo di riferimento sopra la città e caratterizzata dalle antenne, ha visto la risoluzione di problemi burocratici legati alla proprietà parrocchiale per il suo riposizionamento
Che dirti ...
l'aurora boreale c'è stata
per documentarla hanno utilizzata una foto di repertorio
OT/TO
Mi hai anticipato, è lo stesso video _visto ieri_ che volevo postare.
Se non ricordo male però, da confermare ovviamente, dice che le spese per la base son state munte unicamente dagli yankee
Magari voleva denunciare che, come per il Vajont; è colpa dell'incuria e dei soliti approfittatori delle catastrofi per "disastri naturali" (?)
magari voleva fare la furbata di accostare il clamore di una frana "attesa" da decenni ad una mega disgrazia vera. (infatti è su tutti i giornali!)
detto questo, il Vajont fu una disgrazia ampiamente annunciata ma inascoltata dai magnaschei e politicanti.
poi, ovviamente, nessuno pagò per le proprie colpe...
Cosa c'entra il Comune con la gente che costruisce caseggiati sul CIGLIO di un dirupo sapendo benissimo che é a rischio frane, fatto probabilmente noto dal 1626?
Comunque hai ragione. Di furbacchioni che costruiscono dove sanno benissimo che non dovrebbero per sfruttare bolle edilizie l'Italia é pieno.
Certamente non solo in Sicilia.
Peró io ricordo, da un documentario su un terremoto o una frana successi molto tempo fa, che in Sicilia ci fosse gente che si aspettasse che lo Stato li compensasse del danno subito dando loro una casa nuova. Addirittura ricordo qualcuno che si aspettasse che lo Stato gli costruisse una casa dove sua madre era morta, cosí che lui potesse andare a piangere sua madre.
E questo tipo di aspettativa non c'é dappertutto.
Magari la parola "Mucchi di gente" é eccessiva, e di questo me ne scuso, ma dubito che l'aspettativa di cui parlo sia un fenomeno isolato.
Vogliamo un altro pupazzo?
Già ce l'abbiamo....come gli altri penserete..
Ma almeno parla bene!
Nemmeno un centesimo a disposizione darei personalmente se fossi al comando...(a livello statale)
Chi gioca con un gratta e vinci di certo non pretende di vincere, chi gioca la schedina di certo non pretende di vincere, chi gioca a poker....chi scommette...non pretende di vincere!
Figurati chi compra una casa vicino al baratro....per la sua "famiglia"
Al nord come al sud, per ignoranza o per altri motivi il risultato è lo stesso.
Comunque mi piace sempre ricordare una notizia:
ilsicilia.it/.../
e´encomiabile per la semplicitá e comprensibilitá di esposizione anche per persone semplici e non scientificamente preparate.
Dimostra peró, integrando conoscenze, esperienze e fatti concreti, diverse cose e circostanze che non mi perdo a dimostrare fino nei dettagli per non voler scrivere trattati: 1. La situazione geologica e´dimostratamente conosciuta e documentata fin dal 1790 cioé da 236anni. Ció dimostra la trascuratezza se non l´inerzia colpevole delle amministrazioni civili borboniche fino al 1870, e di tutte quelle monarchiche e repubblicane seguenti, fino ai giorni nostri.
Ogni governo borbonico o italiano, quindi, non ha mai fatto gli interessi della popolazionesia quando fosse autoritario, monarchico o repubblicano. Il tentativo finito male, di fare interessi nazionali col Fascismo, si e´concluso con le condizioni vissute dal 1945 con l´asservimento dell´Italia Repubblicana a satellite degli USA. Fino a quel 1945, le decisioni politiche del Regno d´Italia venivano prese a Londra col benestare di Torino fino all´Unitá del Regno, e poi a Roma in ossequio all´aiuto britannico all´Unificazione. Tale ossequio della Monarchia italiana alla britannica non e´mai venuto meno, al punto dimostrato dal Trattato di Londra che, per promesse vaghe poi non mantenute (Wilson USA) rinuncio´a Trento e Trieste senza colpo ferire, e condusse aila 1.GM, Fascismo e disfatta del 1943. La speranza monarchica di mantenere il "potere per grazia di Londra" si infranse con la cessione dello scettro da Londra a Washington.
La patecipazione seguente dell´Italia alla NATO, e´quindi una logica conseguenza delle circostanze irrifiutabili da ogni governo italiano repubblicano. Chi decide cose militari e difesa in Italia non siede a Roma che come "dipendente": Politica estera e militare vengono solo eseguite oggi in tutte le capitali europee, ed a Bruxelles, vedasi caso anche sede del Comando NATO in Europa. "Chi paga dovrebbe decidere", e´un principio attandibile, ma non verificabile o verificato: La costruzioni di basi militari in Sicilia e´stata pertanto permessa da Roma, ma scelta e decisa a Washington, che molto probabilmente ha finanziato con miliardi di$ le opere: Se si voglia condurre una guerra non si bada mai a spese, Anche gli idocarburi dal carbone economicamente insostenibili, si sono sintetizzati finché fu possibile combattere. Ma tali inverstimenti dimostrano che se si voglia, specialisti di ogni genere, e mezzi economici senza limite sono disponibili per opere militari su territorio instabile. Ogni grande investimento richiede ARS (Analisi dei Rischi per la Sicurezza) condotta da geologi, geografi, navigatori, cartografi, idrografi, topografi, fisici, chimici, biologi e d ingegneri di ogni altra specialitá per pianificazione ed esecuzione delle opere previste. Per scopi bellici, appunto, non esistono limiti economici. Dove sia una volontá e´sempre una via. Gli italiani, in questo caso siciliani, pagano in altra maniera: In possibilitá e rischio di vita col benestare di Roma, civile e religiosa. La cosa si ripete fino in Groenlandia, quindi Roma non e´sola...
La presenza militare, NATO in aggiunta, dimostra quindi l´inerzia volontaria italiana ininterrotta per 236 anni sicuri ed altrettanti attendibili prossimi almeno. Opporsi quindi ad installazioni militari non ha senso, ma usarne la presenza per dimostrare la posssibilitá scientifica e tecnologica di superare caratteristiche geologiche difficili e´un elemento fondamentale dell´accusa: Benvenuti i militari ! La seguente APP (analisi dei Potenziali Problemi) che sempre segue una ARS, e´sempre a carico di chi stia fuori dal "perimetro". L´analisi politica e´evidente.
Mia insignificante opinione.
certo il Comune ha le sue responsabilitá, ed é giusto che chi ha concesso i permessi paghi per quello che ha fatto.
Purtroppo l'aspettativa é che i dipendenti del Comune non paghino proprio e paghi il Comune (il contribuente) ricostruendo gli edifici da un'altra parte. Io mi stavo riferendo a questo quando mi lamentavo di un certo modo di fare.
Ci sono fenomeni, e realtà consolidate da secoli, la cui esistenza ordinaria/salvezza in caso di fenomeno avverso, non dipendono certo dai pareri degli specialisti.
Le città costruite, ed abitate da secoli, in prossimità dei vulcani, come le si intende proteggere dai rischi?
Tutta la attività di monitoraggio, tutti i piani di evacuazione, tutta questa pletora di impiegati, cosa potrebbe fare in caso di eruzione improvvisa?
Magari la riesce a prevedere (difficile, ma non impossibile), ma me li vedo migliaia di napoletani/siciliani evacuare in maniera ordinata perchè la protezione civile ha diramato l'allerta. Non succede... ma se succede.....
Ogni tanto rivedo i vecchi video degli tsunami indiani. C'è una scena molto significativa.
Un bagnante girovagava sulla spiaggia intento ad apprezzare lo strano fenomeno di ritiro delle acque. Altri turisti lo filmavano dal balcone del resort. Probabilmente entrambi inconsapevoli, a differenza dei locali, dell'inferno imminente. Il nostro impavido, non curante del pericolo, vedendosi arrivare l'onda, immobile fin quasi alla fine, all'ultimo ha pensato bene di girarsi di spalle.
Gli specialisti il più delle volte hanno la stessa utilità, spuntano sempre il giorno dopo. Li vorrei vedere in caso di eruzione prevista/improvvisa del vesuvio gestire la cosa.....
Già sul caso di Niscemi hanno dimostrato tutta la loro utilità. Facendosi costruire il Muos nella riserva della sughereta.
www.ilcambiamento.it/articoli/muos_arriva_no_tar
ilcambiamento.it/.../...
Traggo dal secondo articolo (del 2013).
È bene ricordare, a tal proposito, che al momento, e contrariamente a quanto stabilito in principio, nel gruppo di lavoro sono inspiegabilmente esclusi i tecnici indicati e designati dalla Regione Sicilia e dai comitati no muos; in secondo luogo, è bene altresì ricordare che i lavori nella base non si sono mai davvero arrestati e del resto i blocchi e gli scontri delle ultime settimane sono la risultante della protesta dei manifestanti di fronte all’irriverente e prepotente non stop statunitense malgrado le decisioni prese da atti amministrativi delle istituzioni italiane.
In sicilia l'ars è la madre di tutti i problemi. Ma non si tratta della analisi rischi sicurezza bensì della Assemblea Regionale Siciliana (ARS) con sede a Palermo. Il corrispettivo nostrano di quell'altro gruppo di geni che dirigono gli affari a roma. Tutto è utile finché non serve veramente.
Ai Campi Flegrei tutto bene?
Stamattina sentivo alla tv che la giunta amministrativa di Niscemi è stata negli anni passati sciolta 2 volte per affiliazione alla mafia .
Direi che ci siamo