Comunicato del Comitato Regionale No MUOS

La frana che in questi giorni ha colpito Niscemi, costringendo all’evacuazione centinaia di persone, non può essere ridotta a un evento meteorologico né archiviata come fatalità.

Niscemi è da anni una cartina di tornasole delle fragilità che possono caratterizzare alcuni territori: spopolamento progressivo, consumo di suolo, abbattimento di alberi, assenza di investimenti produttivi, infrastrutture inesistenti o abbandonate, trasporti precari dovuti a una rete ferroviaria inesistente, a una rete stradale cronicamente a rischio e all’assenza di trasporto pubblico.

A questo si aggiunge l’assenza strutturale di una seria pianificazione territoriale e di interventi organici di prevenzione del dissesto idrogeologico.

Opere frammentarie, manutenzioni episodiche, interventi emergenziali sostituiscono da decenni qualsiasi strategia di messa in sicurezza.

È significativo che una delle strade provinciali oggi chiuse per frana fosse già stata interdetta nei giorni precedenti a causa di un precedente movimento franoso piuttosto esteso.

Il dissesto non nasce in una notte. È il prodotto di scelte politiche stratificate, di un modello di sviluppo che considera alcune aree sacrificabili. Dentro questo quadro generale si inserisce un elemento strutturale e determinante: la militarizzazione permanente del territorio.

Niscemi è da molti anni uno dei luoghi simbolo dell’occupazione militare statunitense del territorio italiano. Ospita una delle più grandi basi militari statunitensi presenti nel Paese, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) della US Navy, all’interno della quale è stato installato il MUOS (Mobile User Objective System), sistema globale di telecomunicazioni militari degli Stati Uniti, ad uso esclusivo della Marina militare statunitense.

Parliamo di un complesso militare che, per estensione, è paragonabile al sedime dell’intero aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino, collocato dentro e ai margini di un’area naturale protetta come la Sughereta di Niscemi.

Fin dall’inizio, il Movimento No MUOS ha denunciato l’incompatibilità radicale tra la fragilità geologica e idrogeologica del territorio, il valore ambientale dell’area e la presenza di un’infrastruttura militare di queste dimensioni, basandosi su studi, perizie, osservazioni tecniche e documentazione pubblica.

A queste argomentazioni lo Stato ha risposto non con prevenzione, monitoraggi indipendenti o politiche di tutela, ma con centinaia di denunce e procedimenti giudiziari contro chi segnalava pubblicamente i rischi sociali, ambientali, sanitari e idrogeologici legati alla presenza della base NRTF e del MUOS.

Proprio oggi, mentre Niscemi affronta l’ennesima emergenza, alcune e alcuni attivisti ricevono un nuovo avviso di conclusione indagini preliminari relativo a una manifestazione dell’agosto 2025, con contestazioni che includono violazione di prescrizioni, imbrattamento e – in modo tanto fantasioso quanto inquietante – persino “istigazione a delinquere”.

Segnalare un pericolo, denunciare un rischio, difendere il proprio territorio continua a essere trattato come un reato.

Oggi quella fragilità negata si manifesta sotto forma di dissesto: come effetto concreto di un modello che ha imposto opere militari in aree inadatte, modificato assetti del suolo e regimi di drenaggio, favorito espansioni edilizie disordinate e rinviato sistematicamente interventi strutturali di messa in sicurezza.

Nelle comunicazioni ufficiali sull’emergenza non compare alcun riferimento alla stabilità dei versanti interni e limitrofi alla base militare, agli effetti delle opere militari sul quadro geologico complessivo, né a verifiche indipendenti sulle infrastrutture del MUOS.

Come se esistessero due territori separati: quello civile, evacuabile; e quello militare, sottratto al discorso pubblico. Ma la terra è una sola.

A rendere il quadro ancora più grave c’è un dato spesso rimosso: la US Navy effettua lavori di ampliamento all’interno del sito MUOS e ha annunciato ulteriori interventi infrastrutturali, proprio di messa in sicurezza della base, interessata da possibili smottamenti.

Ancora una volta il territorio è diviso: quello civile, occupato, lasciato a sé stesso; quello militare, occupante, messo in sicurezza.

La militarizzazione produce anche un effetto economico e sociale diretto: impedisce qualsiasi reale sviluppo.

Nessun soggetto economico serio investe in un territorio trasformato in “portaerei naturale al centro del Mediterraneo”, definizione usata per anni dalla retorica militarista italiana. La desertificazione, in senso ampio, è conseguenza ma anche precondizione della militarizzazione.

Niscemi vive da anni in una condizione di sovranità sospesa: decisioni imposte, territorio sacrificato, popolazione esposta ai rischi, dissenso criminalizzato. La frana di oggi è anche il prodotto di questa storia.

Per questo chiediamo:

– verifiche geologiche e idrogeologiche indipendenti su tutta l’area, inclusa la base NRTF/MUOS

– pubblicazione dei dati su movimenti terra, opere di drenaggio e modifiche del suolo connesse alle installazioni militari

– sospensione immediata dei lavori di ampliamento della base NRTF in corso e di quelli progettati

– un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio

– stop a nuove infrastrutture militari in aree fragili

– apertura di una discussione pubblica sulla presenza stessa della base e del MUOS a Niscemi.

Le comunità non possono continuare a pagare il prezzo di scelte strategiche prese altrove.

Quello che accade a Niscemi non è un incidente. È un avvertimento politico, ambientale e sociale.

Massima solidarietà ai niscemesi, Movimento No MUOS

QUI un articolo dell’Antidiplomatico sullo stesso argomento

Comments  
Niente di nuovo, niente cambia mai (citofonare Vajont, 63 anni fa).
La storia non é mai maestra di vita per noi italiani
Proprio oggi, mentre Niscemi affronta l’ennesima emergenza, alcune e alcuni attivisti ricevono un nuovo avviso di conclusione indagini preliminari relativo a una manifestazione dell’agosto 2025, con contestazioni che includono violazione di prescrizioni, imbrattamento e – in modo tanto fantasioso quanto inquietante – persino “istigazione a delinquere”.

ma adesso che le "carriere sono unite", non dovrebbe essere tutto perfetto ??
latrano e chiagnano, ma io voterò SI.
Niscemi, Salvini nega i fondi del Ponte: “Utile anche per i soccorsi”. Opposizioni contro Musumeci: “Meloni in Aula”

Il ministro dei Trasporti: "Troveremo i fondi che servono, ma senza bloccare scuole, ospedali, ponti, gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero". Opposizioni a Musumeci: "Quando era governatore sapeva"



www.ilfattoquotidiano.it/.../8273212


E prima di Musumeci ??
Già il 12 ottobre 1997 si verificò un evento identico che portò all'evacuazione di 400 persone.
Qui si parla di omissioni pluridecennali da parte di ogni governo , durante il quale il territorio è diventato sempre più fragile ed instabile.
Scommetto che per la sinistra il territorio ha incominciato a scricchiolare il 22-10 -2022.
Il giorno prima era una roccia :hammer:
Pagliacci
Ma anche se fosse? In che modo? Alta frequenza che agevola gli smottamento? A vedere le foto sembra un normale piano urbanistico all'italiana, un paese sopra una d'una di sabbia... Il Vangelo pare parli chiaro....
CARBONARO79: L'articolo parla di "opere militari in aree inadatte, che hanno modificato assetti del suolo e regimi di drenaggio, favorito espansioni edilizie disordinate e rinviato sistematicamente interventi strutturali di messa in sicurezza."

Sembra di capire che sia un pò di tutto, senza un singolo motivo che prevalga sugli altri.
Qui la relazione completa di un geologo.

Quote:


Se le cose stanno come afferma Piombino, c'è poco da mettere in sicurezza. Sabbie al tetto di argille che pare sprofondino pure grazie a faglie profonde.
Trodotto: EVACUARE
Secondo me la base militare c'entra poco o niente, invece la mala gestione del rischio idro-geologico è senza ombra di dubbio di maternità italiana
#6 Blutarsky

Concordo con Bluto.
La base militare c'entra poco, ma comunque rompe le balle (a prescindere).
I cittadini di Niscemi mica lo hanno scoperto ora di essere sopra ad una frana.
Lo sanno da sempre.
Ma hanno comunque costruito spudoratamente fino ai bordi del promontorio
con ovviamente annesso la totale mancanza di manutenzione e di analisi.
Insomma, alla cazzo.

Faccio infatti notare come nessuno sia morto o ferito.
Li hanno evacuati preventivamente? :-)
Un dettaglio, visto di sfuggita in rete, le case a ridosso del precipizio sembrano senza fondamenta, come "appoggiate" sul terreno, cambierebbe poco anche se le avessero, ma può dare l'idea di un certo modo di fare, per di più su terreno di argilla.

Povera patria, cantava il siciliano Battiato.
#8 concordo, il sistema era quello e come ogni sistema si irradica nel territorio..e poi lo copiano (così fan tutti)

Io credo che qui, in questo caso, siamo stati fortunati perché non è intervenuta alcuna catastrofe ma solo articoli di giornale indignati.


Dopo Crans ognuno è burocraticamente portato a pararsi il sedere (imo non perché si preoccupi delle potenziali vittime)
aprile 11, 2013
Il MUOS di Niscemi, un’arma ambientale

antoniomazzeoblog.blogspot.com/.../...

Nell'articolo,si parla anche di haarp e delle fasce di Van Allen,mi viene il dubbio,che sulla luna non ci potevano andare a prescindere,forse perche' hanno fatto un po' di casini prima?


"È certo che a partire dagli anni ‘50 gli Stati Uniti hanno effettuato esplosioni di materiale nucleare nelle fasce di Van Allen per sondare gli effetti ad un’altezza così elevata sulle trasmissioni radio e le operazioni radar in virtù dell’intenso impulso elettromagnetico scatenato dalle deflagrazioni. Gli esperimenti hanno creato nuove fasce di radiazione magnetica comprendenti quasi tutta la terra. “Gli elettroni correvano lungo linee di campo magnetiche creando un’aurora boreale artificiale sopra il Polo Nord”, aggiunge Maj Britt Theorin. “Con questi test militari si rischia seriamente di danneggiare per molto tempo la fascia di Van Allen. Secondo gli scienziati americani ci vorranno probabilmente molte centinaia di anni prima che essa si stabilizzi nella sua posizione normale. L’HAARP può anche influenzare tutto l’ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica. Inoltre le potenti onde radio possono causare buchi ionosferici, pregiudicando il sistema che ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo”.
Riguarda tutta Italia la mancata prevenzione del dissesto idrogeologico e della messa in sicurezza del territorio,
è anzitutto un problema culturale nostro, dei cittadini e delle classi dirigenti, che trascurano la prevenzione, di chiedersi se una certa regione di terreno è sicura e cosa può accadere in caso di eventi naturali spinti.
Il problema è aggravato negli ultimi decenni dalla scarsità di fondi destinati alla questione, si preferisce spendere in armi piuttosto che nella cura del territorio, nella scuola, nella sanità...


Quote:

c'è poco da mettere in sicurezza. Sabbie al tetto di argille che pare sprofondino pure grazie a faglie profonde.
Trodotto: EVACUARE
Secondo me la base militare c'entra poco o niente, invece la mala gestione del rischio idro-geologico è senza ombra di dubbio di maternità italiana

ovviamente, del resto non credo che gli USA costruiscano una base, spendendo milioni di dollari, per vedersela inghiottita in una frana,
anzi, mi stupisce che gli americani abbiano scelto quel posto, piuttosto che Sigonella, dove originariamente il progetto militare doveva essere realizzato, erano consapevoli del rischio geologico?
Credo che il senso dell’articolo sia contenuto in questo video: a tre Km. da Niscemi c’è il MUOS. In quel terreno hanno “consolidato le scarpate e i piazzali attraverso terre armate, regimazione dell’acqua piovana e interventi di energia naturalistica con l’obiettivo di prevenire l’erosione e l’instabilità del versante”.



In altre parole, i soldi per quelli del MUOS ci sono, per i normali cittadini no.

Quote:

#11
redribbon
30-01-2026 04:25

anzi, mi stupisce che gli americani abbiano scelto quel posto, piuttosto che Sigonella, dove originariamente il progetto militare doveva essere realizzato, erano consapevoli del rischio geologico?

È stato scelto perchè è facile scavarci. Le strutture si estendono in superficie grosso modo quanto si estendono SOTTO la superficie.
In Sicilia, e non solo, di paesoni cresciuti allo stesso modo c'è ne sono a migliaia. La qualità edilizia è simile a quella dei vecchi pollai di campagna, ma in scala urbanistica. Zero pianificazione, zero regole, zero qualità.
Che adesso istituzioni/addetti ai lavori/tecnici/cittadini si accorgano all'improvviso del problema è gioco delle parti.
Probabilmente ci sarà qualche risarcimento, previa dimostrazione di regolarità urbanistica. Conformità spesso ricostruita a posteriori grazie a vecchie sanatorie.
Una cosa rimane, che sia per le telecomunicazioni, che sia per altro, il MUOS a Niscemi, ed in Sicilia, non lo voleva nessuno. Almeno nessuno di coloro i quali ha manifestato contro. Mentre gli altri pascolavano tranquilli perchè c'era un po di lavoro per tutti, pochi vedevano i problemi che ne sarebbero scaturiti. Senza considerare l'aumento significativo di determinate patologie lamentato dagli abitanti. Questo vale anche attorno ai poli del petrolchimico dislocati su tutta l'isola. Manifestanti inascoltati e come sempre esigua minoranza. Questo lassismo fa comodo, ed ognuno costruisce il proprio pollaio, in economia, dove e come non dovrebbe. Ogni tanto arriva il conto da pagare.Quando però crolla il pollaio il volgo si compatta e le voci di lamentela aumentano. Ci sarà nuovo lavoro (probabilmente) e questo metterà tutti tacere. Nuovo lavoro significa appalti, ditte, operai, e quant'altro necessario a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte ;-) 8-)
La prossima mega struttura che condividerà lo stesso destino sarà il famoso ponte di messina. Sempre che prenda forma, da anni è solo un pozzo senza fondo, creatore di clientele e comitati di affari e guadagni.
Ma alla perversione umana non vi è mai fine, e quindi se fra qualche decennio ne vedremo l'ombra, quello sarà il prossimo disastro.
Gli eredi degli attuali onorevoli, ancora parcheggiati in politica, gli organi di garanzia coi loro eredi, il plebeo comune con la sua prole, tutti si sveglieranno all'improvviso facendo finta di cadere dal pero.
Ciao a tutti:

a me spiace dirlo, ma in Sicilia c'é un mucchio di gente che non aspetta altro che una catastrofe per sistemare se stessa e la loro famiglia.
In un Paese normale nessuno costruirebbe a ridosso di una frana. In Sicilia lo fanno perché sperano che poi venga loro data un'altra casa da un'altra parte, oltre a pensioni di invaliditá e chissá cos'altro. Sono cose che vanno avanti da decenni.
Perció io non mi indigno piú di tanto.
Un appunto. Visto che siamo la civiltá del "siamo tutto noi", potremmo tranquillamente costruire qualche cosa del genere. Era proprio a questo che servivano quelle opere murarie.
curioso se si scrive su google Niscemi- Muos esce subito l'articolo del foglio, con l'autorevole titolo da debunker "La frana a Niscemi? Colpa degli americani". Perché la polemica sul Muos è infondata....questi del foglio sono proprio servi della CIA

ilfoglio.it/.../...
Chi scrive è un geologo.

Non si può fermare una superficie di scivolamento posta a 50 m di profondità.
Il resto sono fantachiacchere.

aurora boreale a Genova - Monte Fasce
ha preceduto di un paio di giorni l'ondata di maltempo
una coincidenza ?

Quote:

a me spiace dirlo, ma in Sicilia c'é un mucchio di gente che non aspetta altro che una catastrofe per sistemare se stessa e la loro famiglia.

Buongiorno,
sulla base di cosa affermi questo? Credo che quello che hai detto si possa derubricare come una stupidaggine. Non penso ci possano essere persone normali che scelgono di vivere una condizione esistenziale, in attesa di una catastrofe che la possa cambiare. Io parlo da siciliano, e del mucchio di cui tu parli, non ne ho contezza.

Quote:

a me spiace dirlo, ma in Sicilia c'é un mucchio di gente che non aspetta altro che una catastrofe per sistemare se stessa e la loro famiglia.

Buongiorno,
sulla base di cosa affermi questo? Credo che quello che hai detto si possa derubricare come una stupidaggine. Non penso ci possano essere persone normali che scelgono di vivere una condizione esistenziale, in attesa di una catastrofe che la possa cambiare. Io parlo da siciliano, e del mucchio di cui tu parli, non ne ho contezza.
#18 Sandro Paparozzi 30-01-2026 09:47
Il Fasce è quel rilievo sulla sinistra con il traliccio TELECOM in bella evidenza.
L'aurora boreale, se di quello si tratta è bella lontana.
Nei giorni indicati è piovuto ma nulla di particolare.
C'è stata l'ennesiama frana sull'Aurelia ad Arenzano ma è la stessa storia di Niscemi, interventi sul territorio senza criterio e da decenni zero manutenzione.
Comunque me la sono persa completamente (l'aurora boreale)...
Qualche sintetica osservazione sull'articolo.
Questo appare francamente insensato: si legge infatti di “fragilità di alcuni territori " e tante altre cose che non hanno alcuna relazione con il posto e con le cause del fatto.

Niscemi è un paese antico che contava circa 20.000 abitanti nel 1930, per cui non c’è stata una grande espansione che possa correlarsi con la frana.

Anche in voler ricercare ipotetiche correlazioni tra il MUOS e la frana è palesemente insensato.

D’accordo sul fatto che siamo pieni di basi americane (che però non c’entrano con la frana), ma questo è ovvio dal momento che abbiamo perduto la guerra e siamo diventati una colonia sottomessa agli USA, ed oggi anche di Bruxelles.

Uno studio geologico del territorio avrebbe forse potuto mettere sull’avviso del pericolo gli abitanti, peraltro già insediati da decenni, ma comunque non sarebbe stato possibile alcun intervento preventivo.

Purtroppo questa è la triste realtà. Ritengo che il governo dovrebbe aiutare la popolazione usando i soldi dedicati a quella stupida idea del ponte sullo stretto.
Evidenze di instabilità per questo territorio che risalgono agli albori del 18imo secolo.
#21 Wile E. Cojote
non è un traliccio della Telecom, è una croce.
Se non lo conosci ti consiglio una passeggiata a primavera: si riempie di gladioli e di funghi ovuli; la via più veloce è da Sturla, la via che passa davanti alla Marga.

Quote:

#13 peterpan3
È stato scelto perchè è facile scavarci. Le strutture si estendono in superficie grosso modo quanto si estendono SOTTO la superficie.

chissà perché è facile scavarci :roll:

ps: complimenti per la preparazione e competenza
quel MONA del capo dipartimento(magnamagna) della protezione civile, tale Fabio Ciciliano, paragona la frana di Noiscemi al Vajont.
paragone infelice povero Cici !
la frana del monte Toc provocò a valle la morte di 2.000 persone, 500 delle quali bambini e cancellò interi centri abitati.

ora, cumpare Cici, togliti il cannolo dalla boccuccia prima di dire MONATE e se proprio vuoi fare il "protettore" apriti un casino e lascia in pace le vittime vere.
Comunque sia, lo Stato essendo titolare della sovranità monetaria e fiscale, ha strumenti legali per intervenire immediatamente senza fare debito pubblico verso i mercati esteri, come spiega e lo ha spiegato anche qui su LC Conditi, immediatamente domani mattina potrebbe caricare soldi per risarcimenti sui conti correnti fiscali dei cittadini, delle famiglie, imprese colpite. Ma questo non avverrà mai. Si preferisce continuare a dire a chi ha perso tutto ed è accampato nei palazzetti che tale soluzione non è praticabile, nonostante sia perfettamente legale anche secondo le normative dell'Unione Europea. Si usa la solita scusa spesso cavalcata per affossare misure come il Superbonus secondo cui ci sarebbe un 'magna magna' generale e lo Stato finirebbe per rimetterci. È la solita retorica, sovranista come rispose Borghi a Conditi, "se vado da Giorgetti a chiedergli crediti di imposta cedibili mi spara "lo disse ridacchiando, e qui c è poco da ridere e famigli nei palazzetti senza niente..
CORIVORIVO: Occhio a offendere personaggi pubblici.
#24 Sandro Paparozzi 30-01-2026 13:28
La foto è un po strana, dovrebbe essere stata presa dalla vetta del Cornua.
Comunque è il tralicco TELECOM ex ASST.
La croce non c'è più è venuta giù qualche anno fa.
Oltre a conoscere la zona per lavoro e tempo libero, vedo il Fasce dalle finestre di casa da tutta la vita.
Quello che non mi torna dell'immagine è che non si vede nulla dell'area con i tralicci radio e tv, che poi era il punto dove era appunto la croce.
Scusate sono completamente OT.
MUOS

livesicilia.it/.../

L'allora Presidente della Regione Siciliana Crocetta cercò di bloccare la costruzione del Muos. Se non ricordo male Crocetta poi disse che lo minacciavano di fargli fare la stessa fine di Enrico Mattei se avesse continuato a dare fastidio. Dato che questa dichiarazione, anziché finire su tutti i telegiornali, passò sotto silenzio Crocetta decise di mettersi da parte. Sopra un link ad uno dei tanti articoli dell'epoca, nel quale Crocetta cita anche Romano Prodi
Qui ci sta bene la risposta di pancia. E' il prezzo che si paga per essere colonia.
29 Wile E. Cojote
OT/TO
La croce sul Monte Fasce, simbolo panoramico per i genovesi situato a 834 m s.l.m., è stata oggetto di un progetto di ripristino annunciato nel 2021. La struttura, simbolo di riferimento sopra la città e caratterizzata dalle antenne, ha visto la risoluzione di problemi burocratici legati alla proprietà parrocchiale per il suo riposizionamento



Che dirti ...
l'aurora boreale c'è stata
per documentarla hanno utilizzata una foto di repertorio
OT/TO
@redazione #12

Mi hai anticipato, è lo stesso video _visto ieri_ che volevo postare. :oops:
Se non ricordo male però, da confermare ovviamente, dice che le spese per la base son state munte unicamente dagli yankee :idea:
@corivorivo #26

Magari voleva denunciare che, come per il Vajont; è colpa dell'incuria e dei soliti approfittatori delle catastrofi per "disastri naturali" (?) :roll: :idea:
Gli afgani sono riusciti ad espellere i bastardi occupanti dalla loro terra: indovinate come? :-D
fumeo 17 = 34

magari voleva fare la furbata di accostare il clamore di una frana "attesa" da decenni ad una mega disgrazia vera. (infatti è su tutti i giornali!)
detto questo, il Vajont fu una disgrazia ampiamente annunciata ma inascoltata dai magnaschei e politicanti.

poi, ovviamente, nessuno pagò per le proprie colpe...
Ciao Vanko #19:


Quote:

Non penso ci possano essere persone normali che scelgono di vivere una condizione esistenziale, in attesa di una catastrofe che la possa cambiare. Io parlo da siciliano, e del mucchio di cui tu parli, non ne ho contezza.

Felicissimo di avere torto, basta che mi spieghi perché hanno costruito sopra una frana nota da tempo.
E terreno argilloso, ci sono centinaia di paesi sparsi su tutta l'Italia costruiti su terreni con le stesse caratteristiche, e Niscemi non sta lì da ieri, fu fondata nel 1626, sono eventi che prima o poi accadono, ci vogliono i dollari per metterti in sicurezza, come hanno fatto al muos, ma il comune deve osservare il patto di stabilità e il pareggio di bilancio...
@ildivergente #38

Cosa c'entra il Comune con la gente che costruisce caseggiati sul CIGLIO di un dirupo sapendo benissimo che é a rischio frane, fatto probabilmente noto dal 1626?
Comunque hai ragione. Di furbacchioni che costruiscono dove sanno benissimo che non dovrebbero per sfruttare bolle edilizie l'Italia é pieno.
Certamente non solo in Sicilia.
Peró io ricordo, da un documentario su un terremoto o una frana successi molto tempo fa, che in Sicilia ci fosse gente che si aspettasse che lo Stato li compensasse del danno subito dando loro una casa nuova. Addirittura ricordo qualcuno che si aspettasse che lo Stato gli costruisse una casa dove sua madre era morta, cosí che lui potesse andare a piangere sua madre.
E questo tipo di aspettativa non c'é dappertutto.
Magari la parola "Mucchi di gente" é eccessiva, e di questo me ne scuso, ma dubito che l'aspettativa di cui parlo sia un fenomeno isolato.
Vi ricordate il reddito di C, l'ecobonus? Vi ricordate la pandemia, i vaccini etc etc

Vogliamo un altro pupazzo?


Già ce l'abbiamo....come gli altri penserete..


Ma almeno parla bene!


Dispiace per le famiglie che hanno investito in quel territorio ma come già detto era a rischio estremo di frana.

Nemmeno un centesimo a disposizione darei personalmente se fossi al comando...(a livello statale)


Chi gioca con un gratta e vinci di certo non pretende di vincere, chi gioca la schedina di certo non pretende di vincere, chi gioca a poker....chi scommette...non pretende di vincere!

Figurati chi compra una casa vicino al baratro....per la sua "famiglia"
Che si parli di vaccini, prevenzione, centrali nucleari o disastri naturali sarebbe logico partire dal concetto di rischio, ma subito il 99% delle persone ti sbadiglia in faccia e capisci che farà quello che gli pare in ogni caso.
Al nord come al sud, per ignoranza o per altri motivi il risultato è lo stesso.
Comunque mi piace sempre ricordare una notizia:
ilsicilia.it/.../
Questa esposizione della situazione geologica di una persona specialista: www.youtube.com/watch?v=8_CZrWi871k
e´encomiabile per la semplicitá e comprensibilitá di esposizione anche per persone semplici e non scientificamente preparate.
Dimostra peró, integrando conoscenze, esperienze e fatti concreti, diverse cose e circostanze che non mi perdo a dimostrare fino nei dettagli per non voler scrivere trattati: 1. La situazione geologica e´dimostratamente conosciuta e documentata fin dal 1790 cioé da 236anni. Ció dimostra la trascuratezza se non l´inerzia colpevole delle amministrazioni civili borboniche fino al 1870, e di tutte quelle monarchiche e repubblicane seguenti, fino ai giorni nostri.
Ogni governo borbonico o italiano, quindi, non ha mai fatto gli interessi della popolazionesia quando fosse autoritario, monarchico o repubblicano. Il tentativo finito male, di fare interessi nazionali col Fascismo, si e´concluso con le condizioni vissute dal 1945 con l´asservimento dell´Italia Repubblicana a satellite degli USA. Fino a quel 1945, le decisioni politiche del Regno d´Italia venivano prese a Londra col benestare di Torino fino all´Unitá del Regno, e poi a Roma in ossequio all´aiuto britannico all´Unificazione. Tale ossequio della Monarchia italiana alla britannica non e´mai venuto meno, al punto dimostrato dal Trattato di Londra che, per promesse vaghe poi non mantenute (Wilson USA) rinuncio´a Trento e Trieste senza colpo ferire, e condusse aila 1.GM, Fascismo e disfatta del 1943. La speranza monarchica di mantenere il "potere per grazia di Londra" si infranse con la cessione dello scettro da Londra a Washington.
La patecipazione seguente dell´Italia alla NATO, e´quindi una logica conseguenza delle circostanze irrifiutabili da ogni governo italiano repubblicano. Chi decide cose militari e difesa in Italia non siede a Roma che come "dipendente": Politica estera e militare vengono solo eseguite oggi in tutte le capitali europee, ed a Bruxelles, vedasi caso anche sede del Comando NATO in Europa. "Chi paga dovrebbe decidere", e´un principio attandibile, ma non verificabile o verificato: La costruzioni di basi militari in Sicilia e´stata pertanto permessa da Roma, ma scelta e decisa a Washington, che molto probabilmente ha finanziato con miliardi di$ le opere: Se si voglia condurre una guerra non si bada mai a spese, Anche gli idocarburi dal carbone economicamente insostenibili, si sono sintetizzati finché fu possibile combattere. Ma tali inverstimenti dimostrano che se si voglia, specialisti di ogni genere, e mezzi economici senza limite sono disponibili per opere militari su territorio instabile. Ogni grande investimento richiede ARS (Analisi dei Rischi per la Sicurezza) condotta da geologi, geografi, navigatori, cartografi, idrografi, topografi, fisici, chimici, biologi e d ingegneri di ogni altra specialitá per pianificazione ed esecuzione delle opere previste. Per scopi bellici, appunto, non esistono limiti economici. Dove sia una volontá e´sempre una via. Gli italiani, in questo caso siciliani, pagano in altra maniera: In possibilitá e rischio di vita col benestare di Roma, civile e religiosa. La cosa si ripete fino in Groenlandia, quindi Roma non e´sola...
La presenza militare, NATO in aggiunta, dimostra quindi l´inerzia volontaria italiana ininterrotta per 236 anni sicuri ed altrettanti attendibili prossimi almeno. Opporsi quindi ad installazioni militari non ha senso, ma usarne la presenza per dimostrare la posssibilitá scientifica e tecnologica di superare caratteristiche geologiche difficili e´un elemento fondamentale dell´accusa: Benvenuti i militari ! La seguente APP (analisi dei Potenziali Problemi) che sempre segue una ARS, e´sempre a carico di chi stia fuori dal "perimetro". L´analisi politica e´evidente.
39 Davide71

Quote:

Cosa c'entra il Comune con la gente che costruisce caseggiati sul CIGLIO di un dirupo sapendo benissimo che é a rischio frane, fatto probabilmente noto dal 1626?

Perdonami se ti correggo, il comune c'entra eccome, senza i permessi a costruire del comune non si và da nessuna parte, e c'è di più, ogni volta che succede un evento del genere si dà troppo spesso la colpa solo ai cittadini, il dettaglio che sfugge quasi sempre in questi casi è che oltre alle case dei cittadini ci sono altri edifici che sono le sedi delle istituzioni locali, c'è il comune, la caserma dei vigili, magari c'è anche una caserma di carabinieri, le Asl, le scuole, la posta e via dicendo, a nessuno viene in mente di chiedere al sindaco oppure ai vigili, ma cazzo non vi siete accorti voi che amministrate e controllate che la collina vi frana sotto i piedi? Se si va a colpevolizzare sempre la casa del povero cristo che è venuta giù lasciandolo senza un tetto dove dormire, c'è ne saranno pure di abusive certo,ma ragionando in questi termini si fa solo un grosso favore a chi ha delle responsabilità ed è pagato profumatamente, sviando l'attenzione sul cittadino, perché la maggioranza delle case sono edifici come quelli delle istituzioni, che per il ruolo che svolgono dovrebbero essere loro per prime a ravvisare il pericolo,
Mia insignificante opinione.
Ciao ildivergente #44:

certo il Comune ha le sue responsabilitá, ed é giusto che chi ha concesso i permessi paghi per quello che ha fatto.
Purtroppo l'aspettativa é che i dipendenti del Comune non paghino proprio e paghi il Comune (il contribuente) ricostruendo gli edifici da un'altra parte. Io mi stavo riferendo a questo quando mi lamentavo di un certo modo di fare.

Quote:

Ogni grande investimento richiede ARS (Analisi dei Rischi per la Sicurezza) condotta da geologi, geografi, navigatori, cartografi, idrografi, topografi, fisici, chimici, biologi e d ingegneri di ogni altra specialitá per pianificazione ed esecuzione delle opere previste

Chissà che ne pensano questi specialisti del ponte di messina, o di tutti quei paesi costruiti alle pendici dell'etna, o nel golfo di napoli. :pint:
Ci sono fenomeni, e realtà consolidate da secoli, la cui esistenza ordinaria/salvezza in caso di fenomeno avverso, non dipendono certo dai pareri degli specialisti.
Le città costruite, ed abitate da secoli, in prossimità dei vulcani, come le si intende proteggere dai rischi?
Tutta la attività di monitoraggio, tutti i piani di evacuazione, tutta questa pletora di impiegati, cosa potrebbe fare in caso di eruzione improvvisa?
Magari la riesce a prevedere (difficile, ma non impossibile), ma me li vedo migliaia di napoletani/siciliani evacuare in maniera ordinata perchè la protezione civile ha diramato l'allerta. Non succede... ma se succede.....
Ogni tanto rivedo i vecchi video degli tsunami indiani. C'è una scena molto significativa.
Un bagnante girovagava sulla spiaggia intento ad apprezzare lo strano fenomeno di ritiro delle acque. Altri turisti lo filmavano dal balcone del resort. Probabilmente entrambi inconsapevoli, a differenza dei locali, dell'inferno imminente. Il nostro impavido, non curante del pericolo, vedendosi arrivare l'onda, immobile fin quasi alla fine, all'ultimo ha pensato bene di girarsi di spalle. 8-) Geniale. Naturalmente è sparito fra le acque.
Gli specialisti il più delle volte hanno la stessa utilità, spuntano sempre il giorno dopo. Li vorrei vedere in caso di eruzione prevista/improvvisa del vesuvio gestire la cosa..... :pint:
Già sul caso di Niscemi hanno dimostrato tutta la loro utilità. Facendosi costruire il Muos nella riserva della sughereta.

www.ilcambiamento.it/articoli/muos_arriva_no_tar
ilcambiamento.it/.../...
Traggo dal secondo articolo (del 2013).
È bene ricordare, a tal proposito, che al momento, e contrariamente a quanto stabilito in principio, nel gruppo di lavoro sono inspiegabilmente esclusi i tecnici indicati e designati dalla Regione Sicilia e dai comitati no muos; in secondo luogo, è bene altresì ricordare che i lavori nella base non si sono mai davvero arrestati e del resto i blocchi e gli scontri delle ultime settimane sono la risultante della protesta dei manifestanti di fronte all’irriverente e prepotente non stop statunitense malgrado le decisioni prese da atti amministrativi delle istituzioni italiane.

In sicilia l'ars è la madre di tutti i problemi. Ma non si tratta della analisi rischi sicurezza bensì della Assemblea Regionale Siciliana (ARS) con sede a Palermo. Il corrispettivo nostrano di quell'altro gruppo di geni che dirigono gli affari a roma. Tutto è utile finché non serve veramente.
E' un disastro annunciato che fa comodo a tutti, chi vuole strumentalizzarlo contro lo "stato che non ha fatto nulla" per evitarlo, chi vuol dare la colpa ai cittadini che "hanno costruito dove non si poteva" chi fa notare che hanno costruito dove c'era già una strada appunto "statale" ed il cerchio si chiude.
Ai Campi Flegrei tutto bene?
Non so se qualcuno ha già riportato ma:

Stamattina sentivo alla tv che la giunta amministrativa di Niscemi è stata negli anni passati sciolta 2 volte per affiliazione alla mafia .
Direi che ci siamo