Le parole sono estremamente importanti, questo lo sappiamo tutti. L’uso di un termine piuttosto che di un altro può cambiare il senso di un intero discorso. Ma le parole diventano ancora più importanti, quando al loro posto si usano le etichette.
Le etichette sono micidiali. Sono parole che, in un colpo solo, hanno il potere di descrivere ed insieme di giudicare una persona.
Nei tempi moderni, è stata la CIA la prima a scoprire la potenza devastante delle etichette. Quando, nel 1964, cominciarono a circolare i primi dubbi sull’omicidio Kennedy, qualcuno coniò il termine “conspiracy theorists” (teorici del complotto) per tutti coloro che non credevano alla versione ufficiale del governo americano.
Questa etichetta ebbe un doppio risultato devastante: primo, insinuava una accezione negativa del termine (per cui scoraggiava le “persone perbene” a dubitare della versione ufficiale, per “non fare brutta figura” in pubblico), e secondo – molto più importante – permetteva a chi la utilizzasse di non doversi confrontare sui fatti specifici. In altre parole, usando quel termine, da una parte si gettava discredito sul complottista, e dall’altra si era esentati dal discutere con lui.
Tu dicevi “Ma, secondo me, quel proiettile non poteva fare quella traiettoria”, e l’altro rispondeva “Eccolo qua, il solito complottista. Con te non vale neanche la pena di parlare”. Fine dei discorsi.
L’importanza della doppia valenza di questa etichetta (gettare discredito sull’altro ed evitare di confrontarsi) non potrà mai essere sovrastimata.
Ed infatti, il termine è diventato di uso comune.Oggi il teorico del complotto è, per definizione, persona non degna di attenzione, indipendentemente da quello che abbia da dire.
Addirittura, in certi casi l’etichetta di “complottismo” è stata usata in modo preventivo: non possiamo dimenticare George Bush (imbeccato probabilmente da Dick Cheney) che subito dopo l’11 settembre avvisava il mondo dicendo: “Non tollereremo teorie del complotto sul 9/11”. (Evidentemente, qualcuno sapeva già che le teorie del complotto sarebbero circolate in abbondanza).
Ma non è solo “complottismo”. Una volta capita l’importanza dell’etichettatura, questo sistema si rivela utile per tutte le stagioni.
Durante il Covid è nata l’etichetta di “no-vax”, da applicare indiscriminatamente a chiunque si opponesse alle vaccinazioni obbligatorie. Il sottinteso (la valenza negativa del termine) era che costoro fossero automaticamente “contro la scienza”, quindi a) pericolosi per la società, e b) degni di disprezzo e di emarginazione sociale.
Poi durante la guerra in Ucraina è nato il termine “putiniano”. Anche in questo caso, chiunque contestasse la narrazione ufficiale di “invaso e invasore” veniva additato automaticamente come “amico di Putin”. Il sottinteso (la valenza negativa del termine) era che costoro fossero implicitamente contro la libertà e la democrazia, di cui l’occidente sarebbe l’unico degno rappresentante.
E ora tocca alla questione di Israele. Come sappiamo, l’utilizzo politico dell’etichetta “antisemita” è ormai diventato universale. Chiunque osi contestare Israele si becca dell’antisemita. Questo trucco ha funzionato per oltre cento anni, ma ora che la questione palestinese è tornata alla ribalta, chi critica Israele ci tiene a sottolineare che “non è avverso agli ebrei in quanto tali, ma critica soltanto le politiche sioniste del suo governo”. Egli è quindi, secondo chi fa queste critiche, un anti-sionista, ma non necessariamente un anti-semita.
Questa distinzione ha improvvisamente bagnato le polveri dei sionisti nel pubblico dibattito, perchè ora non possono più dare genericamente dell’antisemita a chi li critica, a costo di sentirsi rispondere “io non sono antisemita, sono solo anti-sionista”.
Provate ad immaginare la disperazione di coloro che erano abituati ad usare costantemente il termine “antisemita” per zittire chiunque li criticasse, e che ora non possono più farlo, perchè è stata chiarita la distinzione con anti-sionista.
Da qui nasce – e qui sta il punto di tutto l’articolo - la necessità da parte dei sionisti di confondere le acque, sfumando i confini fra i due termini, in modo da poter assimilare il primo al secondo, e poter tornare ad usare l’etichettatura come arma universale contro ogni critica.
Il primo a farlo fu, non a caso, Paolo Mieli, che già un anno fa, in una trasmissione dalla Gruber, cercò di confondere i due termini: con la sua classica nonchalance, fingendo di buttare là un pensierino qualunque, disse: “in fondo chi è antisionista è anche antisemita”.
Ci aveva visto lungo, il caro Mieli: oggi questa necessità di confondere le acque, “blurrando” i confini fra i due termini, si è resa palese quando il deputato PD Del Rio (manovrato chissà da chi?) ha presentato una proposta di legge che intendeva, nella sostanza, equiparare antisemitismo e antisionismo. Se questa proposta fosse diventata legge, ogni critica alle politiche di Israele sarebbe automaticamente ricaduta sotto la definizione di antisemitismo, e quindi di “odio razziale”, e quindi punibile per legge.
Fortunatamente la sua proposta è caduta nel nulla, nel senso che la stessa sinistra che lui intendeva cooptare si è resa conto della censura sfacciata che avrebbe comportato.
Ma la battaglia è soltanto iniziata. In futuro - ne potete star certi - il tema verrà riproposto, fino a diventare un ritornello a reti unificate. Ci saranno altri servitori di Sion, dopo Del Rio, che si presteranno a fare loro questa proposta di assimilazione fra i due temini, con l’intento palese di ridurre a zero qualunque critica ad Israele.
Starà a noi – a ciascuno di noi – combattere perchè il vocabolario non venga violentato per l’ennesima volta dai padroni del discorso, che cercano sempre di fare delle parole l’arma più tagliente ed efficace che sia mai esistita sulla faccia della terra.
Massimo Mazzucco





.. io sono Putiniano, ma soprattutto puntiniano!............
Gli israeliani sfruttano la parola antisemita per difendersi o attaccare gli antisionisti veri.
Gli antisemiti veri sfruttano la parola antisionismo per scatenare razzismo puro contro gli israeliani.
Pareggio a reti inviolate.
Palla al centro
Premesso che essere antisionista (cioè anticolonialista)è del tutto legittimo e auspicabile.
l'altro giorno leggevo del pippotto post attentato sul giornalacci..
"Attentato antisemita, odio verso gli ebrei in quanto tali, perché ebrei.." il solito canovaccio ripetuto a memoria..
Ma che cazzo significa?
Questa è la loro definizione di antisemitismo (cioè la legge di impunità generale).
Di quello che è successo e succede a gaza ZERO..
Cioè secondo il ragionamento uno odia gli ebrei senza motivo, perché non ha un cazzo da fare, non per tutta una sterminata serie di motivi, x quello che fanno o non evitano che succeda..
Ma vi sembra logico?
Io pregiudizialmente non sono contro nessuno ma personalmente mi dà molto fastidio di come difendono netaniau, di come non fanno autocritica, di come non fanno nulla per impedire il genocidio dei palestinesi, verso cui non provano alcuna empatia (sono sub umani, si capisce) e anzi odio.
In pratica si dimostrano razzisti e complici, tolte poche eccezioni.
Qualcuno giustamente obiettera' che i morti a Sidney non avevano colpa..
E i 70.000 morti palestinesi che colpa avevano?
Sempre più indifendibili.
I "giornalisti" e i "politici" sono le persone meno libere e meno coraggiose in assoluto. Si stanno raggiungendo bassezze morali e umane a dir poco abissali, e tutto per legittimare un genocidio che sta continuando con mezzi, se possibile, ancora più crudeli delle armi: la privazione di cibo, acqua, medicine, energia elettrica. I palestinesi vivono in condizioni disumane, ma per loro non c'è una parola di pietà, solo sostegno a crudeli e spietati carnefici che si accaniscono contro civili inermi con metodi decisamente sadici e malvagi ma puntualmente spacciati come le vere vittime.
In un mondo dove non si contano i razzismi e le discriminazioni più spregevoli si invocano a gran voce provvedimenti solo ed esclusivamente per l'antisemitismo.
Non ci vorrà molto perché le critiche, sacrosante e DOVEROSE, a uno stato genocida com'è quello israeliano, spalancheranno le porte del carcere a tutti quelli che oseranno pronunciarle pubblicamente.
"Antisionista?!? E' la stessa cosa di antisemita, visto che i sionisti sono ebrei." (applauso del pubblico, tolto il microfono all'antisionista.)
Io invece sono puttiniano!
E il Berlusca era un gran puttaniano...
Domenica zappando sono capitato sul programma alle falde del kilimangiaro..
Di solito spiagge, noci di cocco e cazzate varie.
Innocuita' totale.
Ebbene post attentato hanno cambiato scaletta e invece di far vedere appunto spiagge e cammelli, hanno scodellato il solito pippotto pro sion..
A tradimento.
Che c'azzecca??
Questi sono dappertutto..
Ripeto:
Tutto il mondo è sotto occupazione, rendiamoci conto..
E anzi invece alcuni cristiani lo sono..
E anche se fosse?
Professare una religione è un conto, colonizzare un territorio e massacrare i residenti locali è un altro..
Nella bibbia era normale, "va, stermina tutti, compresi i buoi, ecc ecc" vedi biglino, ma parliamo di +2500 anni fa!
Ribadisco:
Sionismo=neo colonialismo suprematista.
Lo stronzo è chi cambia il significato alle parole.
Chi usa il chiagni e fotti
Chi deruba gli altri dicendone che ne ha il diritto.
Chi dice di esser migliore degli altri e invece e palese che è il peggiore.
Chi ha in mano il mondo e lo usa come fosse 'na latrina.
Chi minaccia a destra e a manca perché un fottuto codardo.
Chi con i Soldi si compra tutto e chi dai soldi si fa comprare.
Chi mente dalla mattina alla sera.
Chi sopratutto si vanta di esser benedetto da Dio, mentre è Dio che deve dire a me che ha benedetto qualcuno.
Chi è omicida fin dal principio.
Gaza, ovvero ‘Il nido del cuculo” (i sionisti chiamano la sua invasione: “il Lavoro”)
qualche giorno fa è apparsa sulla sinagoga di roma la scritta "Roma antifascista e antisionista", v ricordate, no?
Badate bene il senso:
Antifascismo=antisionismo
Ditemi voi se non è vero al 100%..
Apriti cielo, condanne, dibattiti in tv, ecc
Una mattina a rainews hanno intervistato la sorella di Di Segni rabbino capo vattelaoesca che tentava di spiegare che antisionismo era antisemitismo ecc
Nessun cenno a gaza ecc
Qualche timido accenno della conduttrice e poi pubblicità..
BIBBIA
giacché c sono, la bibbia degli ebrei e dei cristiani è un coacervo di crudeltà torture, sterminio e soprusi.
Roba da neolitico, da manuale dell'isis.
È la storia di una divinità che sceglie una massa di senza tetto e li autorizza a sterminare, occupare, stuprare, ecc
"Ama il prossimo tuo (componente del clan) gli altri ammazzali tutti" come chiarifica bene Biglino.
Come dice biglino, in fin dei conti, la "bibbia non parla di dio".
L'induismo, confucianesimo, animismo ecc sono religioni di gran lunga più civili, e logiche se vogliamo.
Il cristianesimo?
Un enorme equivoco, se non truffa.
Il mitraismo era meglio.
Non esiste uno piu antisemita di un ebreo Ashkenazita (cioè l' 80 percento della popolazione israeliana).
Sono europei come e forse più di noi. C'è una piccolissima componente sefardita che è l'unica che ha qualche discendenza da quella terra, ma gli altri, compreso quel mostro del loro presidente, sono di origine caucasica o comunque est europea.
In letteratura ci sono parecchi episodi di intolleranza e di pulizia etnica di ebrei sefarditi all'interno di una Israele appena creata 70 anni fa che venivano considerati alla stregua dei palestinesi per i loro tratti somatici mediorientali.
L’equiparazione tra antisemitismo e antisionismo: Un disegno di legge da conoscere e contestare
Un disegno di legge si aggira per il Parlamento e ne sappiamo ben poco perchè volutamente ignorato quando invece dovrebbe essere oggetto di pubblica discussione. Stiamo parlando del DDL 1627 inerente le Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, presentato dal senatore Gasparri di Forza Italia nell’agosto scorso e che mira a equiparare sionismo e semitismo.
cub.it/.../
dire che, nei tempi moderni, é stata la CIA la prima ad accorgersi della potenza devastante delle etichette é francamente insostenibile.
La potenza devastante delle etichette é roba vecchia come il mondo. Il giorno dopo che hanno inventato il linguaggio hanno inventato le etichette, ma anche prima. Il giorno dopo che hanno inventato il simbolo hanno inventato l'etichetta!
Il mondo anglosassone peró in questo senso é speciale, sono un po' piú avanti di noi.
Per esempio gli Inglesi dicono che nel loro Paese c'é la libertá di stampa.
Questo significa che, nel loro Paese, lo Stato non puó impedire ad un articolo di uscire in stampa, ma non significa affatto che nessuno possa farlo, ma soprattutto, non significa affatto che un giornalista non possa essere licenziato in tronco se scrive qualcosa che non va. Nel mondo anglosassone la libertá di licenziamento é piú che sufficiente a tenere soggiogata la lingua della gente, ma comunque in casi estremi hanno anche altri metodi.
Noi Italiani siamo meno subdoli, ma l'arte la conosciamo. Per esempio nella Costituzione scriviamo che "ripudiamo la guerra" e poi facciamo le "missioni di pace", trasformiamo in vaccini le terapie geniche, trasformiamo gli "organismi geneticamente modificati" in "evoluzione tecnologica assistita" e l'elenco potrebbe continuare all'infinito.
Sembrerebbe quasi che Mieli sia di origine ebraica ...
Spesso le parole vengono lette, fisicamente, ma per qualche motivo non rimangono impresse nel cervello.
Ecco, diciamo che se gli ebrei avessero anche loro un Nuovo Testamento probabilmente non esisterebbe il sionismo.
Senza il sionismo non ci sarebbe antisemitismo.
A me piace citare, non ostante il suo negazionismo del GENOCIDIO in atto, l'ultimo libro pubblicato da Liliana Segre, "Non posso e non voglio tacere".
Peccato che sia uscito dopo la produzione del film che la riguarda.
Cmq nel libro, dagli estratti che ne ho letto in rete sulla POCA stampa che ne ha parlato, si legge la trascrizione di un'intervista che le è stata fatta, dove la Senatrice ha dichiarato - e scripta manent visto che è stata pubblicata da lei stessa nel suo libro-:
"componenti FASCISTOIDI e razziste sono AL POTERE OGGI IN ISRAELE".
Basterebbe questa semplice frase, se più diffusa e più conosciuta, detta da una ex deportata dal ventennio fascista e sopravvissuta allo sterminio, , a ZITTIRE tutti i vari Delrio e co, nonché governi e tutti i complici di Israele, nella politica e nelle armi.
Essere COMPLICI di un POTERE FASCISTOIDE non è infatti in linea con i dettami della NOSTRA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA, che, ricordiamolo sempre, RIPUDIA LA GUERRA.
Poi ricordo sempre che Herzog, presidente Israeliano invitato in pompa magna al Quirinale da Mattarella, proprio davanti al presidente della Repubblica ha citato Jabotinsky, ebreo ammiratore di Mussolini durante il ventennio, e teorico della "Grande Israele", dal Tigri al Nilo, quindi dall'Iraq all'Egitto (probabilmente i due fiumi, ovvero le due striscie azzurre tra cui svetta la stella di David nella bandiera Israeliana).
Diffondiamo.
Non saremo MAI COMPLICI
STOP AL GENOCIDIO.
Certo, potrebbe non piacere l'esistenza o l'uso di certe parole, ma il vocabolario non è un totem che non può essere modificato una volta scolpito.
Etichette, soprannomi, parole in codice, parole prese in prestito e appropriate da altre lingue (dal greco, dal latino, dal francese, dall'inglese, ecc.) o neologismi sono sempre esistiti e sono stati sicuramente presenti in ogni lingua mai esistita, e ogni vocabolario è in continua evoluzione.
L'unica cosa che si può fare è non usarle, ma tutti le usano.
Alcuni sono addirittura orgogliosi di essere chiamati in un certo modo, pur sapendo come e da chi ha avuto origine tale etichetta.
Le etichette sociali nascono dal bisogno primordiale della mente umana di categorizzare la realtà per semplificare la complessità del mondo e risparmiare energie cognitive.
Nascono da necessità cognitive e sociali, ma possono trasformarsi in strumenti che imprigionano l'individuo in definizioni statiche, piuttosto che riflettere la sua fluidità e complessità.
Le etichette sulle persone nascono dal bisogno umano di categorizzare e comprendere il mondo e gli altri, usando termini che riflettono tratti culturali, sociali, ruoli o deviazioni dalla norma, anche se spesso limitano la complessità individuale.
Non c'azzecca un cazzo con la bibbia ebraica, tenuta perlopiù nascosta e pesantemente "interpretata".
Un'enorme equivoco.
"il vocabolario non è un totem che non può essere modificato una volta scolpito."
Totalmente d'accordo.
L'importante è essere consapevoli dei cambiamenti dei termini così da non esserne schiacciato.
In questo senso leggo l'intervento di Massimo.
Mi ero infatti dimenticato di dire:
Israele e L'occidente sono profondamente ANTISEMITI.
Perché i PALESTINESI SONO SEMITI.
E non me ne frega niente se nell''800 il significato originale di "antisemita" non comprendeva i PALESTINESI.
Oggi li comprende.
Perché?
1. Perché sono SEMITI
2. Perché il fatto che in occidente non siano compresi sotto il termine "antisemitismo" se osteggiati in quanto tali è appunto un modus di per sé RAZZISTA ed ANTISEMITA
3. Perché vittime di un genocidio etnico.
A volte per combattere il sistema bisogna sfruttare le sue stesse strategie e rivoltargliele contro, in questo caso semantiche.
Se lo facciamo tutti diventerà efficace.
OCCIDENTE ANTISEMITA.
L'ultima cosa che si aspettano quelli è di prendersi dell'antisemita in pubblico.
E noi questo dobbiamo dare loro.
Questo recente video lo spiega molto bene -ma anche 20 anni fa si vedevano video e reportage simili, magari non con questo.livello fi escalation-:
... riesci a risolverlo?... grazie...
Edit:
youtu.be/R4hWRtjQUxg?si=nURoa1-Z-HJLlNk5
La politica globalista ed i loro fantocci amano etichettare la gente per dividerli facilmente in categorie e cartelle. Non esistono i "ma" od i "però", esiste solo "uno" o "due", a voi la scelta.
Se non appartieni a 1, allora sei 2.
0.1, 0.02 oppure 1.5 non sono ammessi.
Cito:
" In un episodio, Gesù maledice un bambino che gli ha versato dell'acqua raccolta in una pozzanghera, e il bambino si secca all'istante.
In un'altra occasione, un bambino che corre lo urta e Gesù, irritato, gli dice che non completerà il suo cammino; il bambino cade a terra morto..."
Questo passo è ricavato dalla AI di Wikipedia.
Ma ci sono altri numerosi Vangeli datati negli stessi tempi di quelli canonici che sono altrettanto non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica.
Toscano chiede a Mazzucco come si fa a provare che Crosetto e Meloni sono complici del genocidio.
Mazzucco risponde che si prova semplicemente con la mancata condanna.
No, non si sono limitati a starsene zitti, Orsini nel suo saggio dimostra, prove alla mano, che hanno preso parte attivamente allo sterminio del palestinesi.
Es. Fornitura armi/assistenza militare a Israele, raddoppio acquisto armi da Israele, astensione/voto contro risoluzioni ONU per cessate il fuoco, rifiuto di riconoscere la Palestina come Stato ONU, opposizione a sanzioni contro Israele, delegittimazione/attacco a tribunali internazionali (Corte Penale Internazionale), rifiuto di condannare Netanyahu per crimini, solidarietà a Netanyahu e tanta altra bella robetta ancora.
È incredibile come la parola degli imperialisti americani non valga dalla sera alla mattina, figurarsi i loro concetti.
Lo consiglio vivamente a tutti.
Ed è incredibile come quello che stiamo -stanno- facendo a Gaza si ricalchi perfettamente sulle stragi e "strategie" degli statunitensi imperialisti -allora come oggi-.
Il libro è del 1941, le vicende narrate del 1875.
Esatto.
Complici di GENOCIDIO e di uno Stato Terrorista. Orsini chiama chiaramente così Israele.
Quindi complici di terroristi.
Giustissimo, Giovanni: anche i palestinesi sono un popolo semita (da Sem, uno dei figli di Noè). I veri antisemiti, quindi, sono gli israeliani, che quel popolo intendono sterminare.
Kosmo
No, Ripensandoci butterei giù la torre.
Invece dire che l'antisemitismo è antisionismo è da antisemiti -e di solito lo dicono i fascisti-.
Non so se era una battuta, non una cosa non ragionata o un'affermazione voluta.
Per me è così.
Prendo spunto dalla immagine postata da ReSalmon
Naturalmente è chiaro che è solo una coincidenza, figuriamoci se quando hanno realizzato la piazza antistante avevano la fissazione per queste cose da complottisti. La nostra è sempre stata una nazione sovrana, piena di sovrani e cortigiane.
@ Redazione #23
Non pensare di cavartela cosí. La parola "tempi moderni" non ha nessun significato preciso. Per esempio l'etá moderna inizia alla fine del Medioevo. la CIA nasce nel 1947, il 18 settembre. Se anche mi facessi iniziare i "tempi moderni" con la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'uso di etichette rimane comunque una costante dell'epoca prima che la CIA emettesse il primo vagito, e comunque se la CIA fosse stata la prima sarebbe stata un caso. La sola parola "Comunismo" era giá da un pezzo uno spauracchio per liberarsi di tutti gli oppositori politici, inclusi (anzi, specialmente) coloro che aspiravano a maggiori diritti e maggiori libertá.
Io ho letto benissimo.
ad es. Netanyahu:
-"Esigo che i governi occidentali facciano ciò che è necessario per combattere l'antisemitismo e garantire la sicurezza richiesta alle comunità ebraiche in tutto il mondo.
Farebbero bene a prestare attenzione ai nostri avvertimenti. Esigo un'azione da parte loro ora!"
t.me/Russia_Ucraina_Guerra_Palestina/68301
Ma la verità è un altra, e a mio avviso l'ha esposta bene l'attore americano (ebreo) Mandy Patinkin in una appassionata critica verso il governo di destra israeliano accusandolo di mettere in pericolo la sicurezza ebraica nel mondo per obiettivi politici, ed infatti è proprio ciò che è avvenuto e sta avvenendo:
Si parlava giustamente delle etichettature
Vero.
Ci pensavo anche io.
Ma credo che quando i tempi storici arrivano così al limite del baratro sia necessario prendere posizione.
Diventano generalizzazioni?
Forse si.
Ma diventa anche dirimente.
Sei contro o appoggi il genocidio?
Per me Biden e Trump in questo sono dalla stessa identica parte.
Sei per lo stato nazionale/etnico?
Che tu sia fondamentalista cattolico, ebraico, musulmano per me non fa differenza.
Sei imperialista?
Che tu sia statunitense, von der Leyen, Putin o Cina per me non fa differenza.
Certo possiamo ragionare sulle strategie.
Per me Putin fa molto più l'interesse dei russi di quanto abbiano fatto Draghi Leyen etc, che ci portano al suicidio -neanche assistito-.
Ma non sarò mai "con Putin".
Generalizzare aiuta a semplificare ed a nominare l'ambiente intorno a noi. Sia esso fisico, immaginario o sociale.
Vicino all'artico hanno decine di nomi diversi per indicare quella che noi conosciamo come neve.
La lingua cambia con le esigenze, il rapporto uomo ambiente, e la finalità intrinseca al comunicare.
Comunicare è mezzo ma anche significato in sé e per sé.
Certo è necessario esserne consapevoli.
Capire che il significante porta di per sé anche un significato.
Direi "antisemita" ha appunto un significato storico culturale legato all'epoca in cui il termine viene utilizzato -si dice "storicamente determinato", ovvero "non assoluto".
Non si può essere "contro" questa "significato storico" dei termini.
Perché è un fenomeno in un certo senso necessario e determinante.
Necessario perché non può essere contrastato, determinante perché determina il nostro modo di pensare, il nostro modo di realzionarci come individui e come società, il modo infine che il potere usa per il suo dominio.
Se vogliamo andare co tro il potere dominante ora, non possiamo credere di rivoltarci contro il modo in cui concettualizziamo la realtà.
Dobbiamo capire semmai come avviene questo processo, come lo utilizza il potere, e rivoltarlo contro di esso.
Certo, anche i meccanismi di concettualizzazione sono storicamente determinati, ma sono processi più complessi ed è più complesso parlarne.
Non ci sono tabù, per carità.
Il potere oggi usa la parola "antisemita" per indebolire le critiche al nazional/imperialismo di Israele ed Usa in medio oriente?
Bene.
Io devo che gli antisemiti sono loro perché i PALESTINESI sono SEMITI.
È una piccola strategia, certo.
Ma posso ripeterla a mantra, posso diffonderla, e piano piano si affermerà come concetto, forse dominante.
Per i francesi il re era emanazione divina.
Era assurdo pensare che si potesse tagliargli la testa.
Eppure..
Le generalizzazioni fanno parte del nostro modo di conoscere.
L'importante è essere consapevoli del processo.
Usarlo e non esserne "usati".
Per me è così.
Non parlo in modo casuale.
O almeno provo a non farlo.
Per me L'Occidente e pericolosamente te fascista.
Generalizzo e per me
Trump, Biden, Leyen, e accoliti vari sono espressione e mezzo di una fascistizzazione della nostra società.
Così come Nethaniau, Smotrich e co.
Certo si può argomentare.
È un fascio imperialismo, così come il fascismo è stato anche steumenta del capital imperialismo del 900.
Gli ebrei non sono ANTIFASCISTI per diritto di nascita.
Questa era un'etichetta "razziale" montata ad arte dopo la seconda guerra mondiale.
Ora con questo genocidio e l'appoggio occidentale questa etichetta, se analizzata -ma non serve più tanto acume, lo dichiarano loro stessi di essere fascisti- è caduta.
Del resto erano tantissimi gli ebrei prima della promulgazione delle leggi razziali nel '38 ad essere fascisti in Italia.
Lo dice benissimo Giorgio Bassani nel "Giardino dei Finzi Contini" ad esempio.
Cosa che ovviamente è sparita nella trasposizione cinematografica.
Non so se le edizioni recenti contengano ancora questa critica. Che nel libro, almeno nell'edizione che ho io, è molto esplicita.
Il podestà di Ferrara era Ebraico ad esempio
Anche i libri, non solo i concetti sono cambiati e manipolati nella storia.
Niente avviene casualmente ma c'è appunto sempre una "connessione di finalità" del o contro il potere costituito.