di Mustafa Fetouri

La «vittoria» moderna si prepara molto prima di sparare il primo colpo. È preparata con una sofisticata architettura di consenso prefabbricato, in cui l’inganno politico e la complicità dei media trasformano aggressioni illegali in «necessità morali».

Per sostenere uno stato di guerra perpetua, il pubblico deve essere protetto dall’orrore del campo di battaglia e nutrito con una dieta costante di «minacce imminenti» e «interventi umanitari».

Che si trattasse delle fantomatiche armi di distruzione di massa di Baghdad, della narrazione dei «combattenti per la libertà» nell’occupazione afghana, o della distorta «responsabilità di proteggere» che ha ridotto la Libia ad un tragico mercato per il traffico di esseri umani, i media hanno agito sempre meno da cani da guardia e sempre più da megafono dello stato.

La formula rimane inquietantemente coerente: i politici occidentali mentono, i media amplificano e milioni di persone muoiono.

La menzogna che ha mandato l’Iraq all’età della pietra: l’invasione dell’Iraq del 2003 rappresenta il gold standard del consenso prefabbricato: un capolavoro nell’uso di un casus belli inventato per smantellare uno Stato. Si trattò di una campagna multilivello incentrata sullo spettro delle Armi di Distruzione di Massa e su un legame immaginario tra Baghdad e Al-Qaeda. Quando Colin Powell brandì la fiala di polvere bianca davanti alle Nazioni Unite, i media occidentali si comportarono come semplici stenografi del potere. Le principali testate convalidarono dati di intelligence non verificati provenienti da fonti screditate.

Quando il mondo si rese conto che non esistevano né scorte di armi letali né laboratori biologici mobili, oltre un milione di iracheni erano già morti, lo Stato era stato decapitato e il suo tessuto sociale era stato fatto a brandelli.

I «mea culpa» dei media arrivarono con anni di ritardo, come un post scriptum silenzioso ad una tragedia che aveva raggiunto il suo obiettivo: la distruzione di una nazione sovrana sotto la maschera di una liberazione che non arrivò mai.

Libia: il costo del vuoto «umanitario»: Se l’Iraq fu un capolavoro di disseminazione della paura, l’intervento in Libia del 2011 fu un capolavoro di manipolazione morale. Qui l’«Architettura del Consenso» utilizzò la Responsabilità di Proteggere, una dottrina dal suono nobile trasformata in un’arma geopolitica.

La menzogna si ancorò alla tesi non verificata di un «genocidio imminente» a Bengasi, una narrazione alimentata dai media finanziati dal Golfo e ripresa senza alcuno scrutinio dalle capitali occidentali.

Il ruolo dei media passò dalla stenografia all’attivismo vero e proprio, dipingendo un complesso conflitto civile come una semplice dicotomia tra «ribelli pro-democrazia» e «dittatore assetato di sangue». Quando le proposte di pace dell’Unione Africana furono respinte e la «no-fly zone» si trasformò in una campagna di bombardamenti su vasta scala per il cambio di regime, la trappola era scattata.

La «vittoria» celebrata a Londra e Parigi lasciò dietro di sé 20.000 morti e quasi mezzo milione di sfollati, molti dei quali ancora oggi non possono tornare alle loro case. Trasformò la Libia in un deserto frammentato: uno Stato senza centro.

Proprio come in Iraq, gli «intellettuali» e i «giornalisti» che avevano battuto i tamburi di guerra passarono al bersaglio successivo, lasciando milioni di libici a navigare in un decennio di caos costituzionale dominato dalle milizie. La menzogna non si limitò a uccidere: cancellò il futuro di una nazione sotto la pretesa di salvarne il popolo.

Afghanistan: i milioni invisibili: Se l’Iraq fu costruito su prove prefabbricate, l’invasione dell’Afghanistan fu costruita sulla negazione delle prove. L’«Architettura del Consenso» si basò qui su una falsa dicotomia: «O siete con noi, o siete con i terroristi». Questa retorica riuscì a eludere il requisito legale di fornire prove.

Il resoconto storico è chiaro: la leadership talebana, attraverso il suo vice ambasciatore in Pakistan, chiese ripetutamente agli Stati Uniti di fornire «prove concrete» del coinvolgimento di Osama bin Laden negli attentati dell’11 settembre. Offrirono persino di consegnarlo a un Paese islamico terzo per un processo secondo la legge islamica, qualora tali prove fossero state presentate. La risposta dell’amministrazione Bush fu un rifiuto secco: «Non c’è bisogno di discutere di innocenza o colpevolezza. Sappiamo che è colpevole». I media, agendo come megafono dello stato, presentarono la richiesta talebana di un giusto processo come una «sfida», trasformando un atto di aggressione in una «guerra giusta». Questo creò il precedente per i decenni di «guerre infinite» che seguirono, dove l’accusa dell’Occidente diventa condanna, e le «prove» vengono prodotte solo dopo che il Paese è stato ridotto in macerie.

Quando gli Stati Uniti furono sconfitti e costretti a una ritirata precipitosa dall’Afghanistan, oltre 150.000 persone erano state uccise a causa dell’invasione americana del 2001.

Il mondo sull’orlo dell’età della pietra: quando la minaccia di Trump va oltre l’Iran: Mentre guardiamo all’orizzonte, l’«Architettura del Consenso Prefabbricato» viene attualmente ricalibrata per il suo progetto più ambizioso: l’Iran. Il tamburo di guerra segue esattamente la stessa frequenza della preparazione dell’Iraq, ma con una vernice digitale più sofisticata. Qui la «menzogna» non riguarda più una singola arma, bensì la demonizzazione totale del diritto di una potenza regionale alla propria sicurezza.

Assistiamo così alla calata della stessa «Cortina di Ferro dell’Informazione». Proprio come il pubblico americano fu tenuto all’oscuro dell’offerta talebana di un processo in un paese terzo, oggi il pubblico occidentale viene tenuto all’oscuro sulle tecnicità del monitoraggio nucleare internazionale.

Presentando l’Iran come una minaccia esistenziale e irrazionale, l’architettura garantisce che, quando partiranno i primi missili, il pubblico sarà già stato condizionato a vederlo non come una scelta, ma come qualcosa di inevitabile.

L’obiettivo rimane lo stesso: ridisegnare la mappa geopolitica al prezzo del sangue di un’intera generazione, assicurando che nessuno Stato sovrano arabo o mediorientale possa sfidare la «Direttiva Imperiale».

L’«Architettura del Consenso prefabbricato» non è una serie di sfortunate scelte politiche errate: è un requisito strutturale dell’impero moderno. Che si tratti della Frode dell’Ultimatum in Afghanistan, delle Armi di Distruzione di Massa fantasma in Iraq o del Cavallo di Troia Umanitario in Libia, il modello è immutabile. I politici progettano la menzogna, i media assemblano il consenso e milioni di persone – soprattutto nel Sud Globale – pagano con le loro vite e la loro sovranità.

Lo stesso schema si sta ripetendo in Iran. La distorsione dei fatti, ad esempio, si manifesta nell’uso eccessivo del termine «la guerra dell’Iran» quando in realtà la descrizione corretta sarebbe «la guerra contro l’Iran». Nonostante l’annuncio a sorpresa di Trump di accettare un cessate il fuoco di due settimane, il fatto rimane: i media occidentali hanno amplificato e distorto la terminologia per compiacere personalmente Trump.

È ora di andare oltre i «mea culpa» rilasciati dai giornalisti anni dopo che una nazione è stata rasa al suolo. La vera responsabilità inizia riconoscendo che queste guerre non riguardano mai la liberazione o la democrazia: si tratta dello smantellamento sistematico degli Stati per garantire un caos perpetuo e redditizio. Se continuiamo a ignorare oggi l’architettura della menzogna, domani saremo costretti a contare i corpi di milioni di persone.

Fonte Middle East Monitor

Comments  
Grazie. Gran bell'articolo :pint:
Concordo. Ho scoperto da poco questa testata online, e trovo spesso ottimi articoli.

www.middleeastmonitor.com/
Buongiorno a tutti. Ottimo articolo.

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Per sostenere uno stato di guerra perpetua, il pubblico deve essere protetto dall’orrore del campo di battaglia e nutrito con una dieta costante di «minacce imminenti» e «interventi umanitari».

Questa è la sintesi perfetta. Senza dimenticare la costante applicazione della dottrina Razzi, il famoso onorevole del: amico miooo...fatti li ca**i tua Grandissimo, un vero gigante in mezzo ai nani. :pint:
Finché queste guerre riguarderanno popoli lontani, sporchi e cattivi, la cui colpa principale e quella di vivere su immensi giacimenti, non fregherà nulla a nessuno.
Mi accorgo che nell'annovero degli artifizi Fetouri si è dimenticato le "rivoluzioni colorate" e le prossime Plosced Maidan, che già non avvengono e non avverranno nel sud del mondo come dice l'articolo in apertura, ma nelle civilissime civiltà occidentali. Cosa scatterà allora come meccanismo? Il proverbiale "Dagli all'untore".
Dunque preparatevi, piuttosto che prepariamoci... perche in Bielorussia come in Russia come in Kazakistan ci hanno già provato, ma alle merde a stalle e strasse gli è andata di traverso. La vera notizia è che l'Iran pitturato dall'occidente collettivo come un regime totalitario con un popolo ignorante di beduini e le donne completamente bardate di teli neri, hanno saputo dare una lezione sia agli iu-es-ei, che ai sionisti nazilioti. Questa è una novità assoluta nel panorma politico globale. Dunque un altro mondo è possibile.
Per finire, una curiosità: i nazilioti sono convinti che sono cessati i bombardamenti perche LORO hanno vinto la guerra contro l'Iran. Lo dice tra le righe il Jerusalem Post di ieri, in base ad un sondaggio di opinione su 500 intervistati.
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(Purtroppo il link consigliato da Mazzucco non mi si apre qui ad est, quindi ciccia!)
@Audelmar

Quote:

(Purtroppo il link consigliato da Mazzucco non mi si apre qui ad est, quindi ciccia!)

OT per consiglio navigazione (valido per tutti):
www.torproject.org/download/
Download Tor Browser
Protect yourself against tracking, surveillance, and censorship.
FINE OT.
P.s. Commenti successivi. Ciao Peonia.

Quote:

Purtroppo mi dispiace constatare che anche la "controinformazione" sono riusciti ad accalappiare..

In che senso? Potresti darmi qualche indizio? Magari evito di farmi accalappiare. Grazie. :pint:

@Gerione

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Detto ciò, io lo uso impastando navigazione farlocca generata a caso a navigazione reale, sia con che senza TOR. Questo per rendere la mia immagine digitale più incomprensibile

:pint:

Quote:

Se fosse realmente impenetrabile, lo potremo usare?

Ma figurati, stanno profilandoci nel dettaglio da decenni. Ma pur facilmente penetrabile, da chi di dovere, può consentire la possibilità di bypassare determinati blocchi. 8-)
Ottima la tua strategia..Io navigo in trasparenza, tenendomi sul margine lecito del deep, molte polpette avvelenate che vedo, le salto a piè pari per evitare conseguenze. Tirerò le somme della mia strategia un domani, se si stringerà il cappio e troveranno da ridire, vuol dire che non sono stato abbastanza attento :hammer: , in caso contrario sarò ancora considerato degno della pelliccia di pecoro socialmente integrato.
I media occidentali e l’architettura del consenso

Purtroppo mi dispiace constatare che anche la "controinformazione" sono riusciti ad accalappiare... :evil:
#5 Archiproblem
Io però aggiungo un dettaglio su TOR.
Se fosse realmente impenetrabile, lo potremo usare?
E se non è così impenetrabile, chi controlli prima? Quelli che usano beatamente Chrome o quelli che provano a nascondersi?

Detto ciò, io lo uso impastando navigazione farlocca generata a caso a navigazione reale, sia con che senza TOR. Questo per rendere la mia immagine digitale più incomprensibile

Quote:

#5 Archiproblem 10-04-2026 08:40 @Audelmar Quote: (Purtroppo il link consigliato da Mazzucco non mi si apre qui ad est, quindi ciccia!) OT per consiglio navigazione (valido per tutti): www.torproject.org/download/ Download Tor Browser Protect yourself against tracking, surveillance, and censorship. FINE OT.

Non è più così semplice, dal 2024 bisogna anche procurarsi un bridge e configurarlo. Snowflake funzionicchia e conviene cambiare spesso obfs4, ma ora che telegram è stato castrato in russia rimane solo l'opzione email per ottenerne di nuovi, e non si sa fino a quando anche questo sistema verrà castrato. Insomma, bisogna sbattersi un po' anche per TOR. Non ci sono soluzioni definitive. E poi c'è da dire che si tratta di procedure considerate illegali dal governo, quindi le ripercussioni potrebbero essere complesse in caso...

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#7 Gerione 10-04-2026 09:30 #5 Archiproblem Io però aggiungo un dettaglio su TOR. Se fosse realmente impenetrabile, lo potremo usare? E se non è così impenetrabile, chi controlli prima? Quelli che usano beatamente Chrome o quelli che provano a nascondersi? Detto ciò, io lo uso impastando navigazione farlocca generata a caso a navigazione reale, sia con che senza TOR. Questo per rendere la mia immagine digitale più incomprensibile

È una questione di risorse e costi. Quanto vale la tua connessione in rapporto a quanto costa chiudertela. Se c'è un vantaggio è molto probabile verrai tampinato fino a prenderti, logico, ma in un ambiente con centinaia di migliaia di connessioni come la tua il principio diventa: "non possono prenderci tutti" e allora la proporzione di rischio viene spalmata. In casi come questi vale il principio della oscura foresta, che favorisce i piccoli e indifesi topolini rispetto ai grandi predatori, finchè operano di notte, nel piccolo e fanno poco rumore se la cavano.
#5 Archiproblem non ho voglia di dare nomi, ma sono tanti..... bisogna ragionare col proprio cervello e fare ricerche e leggere o ascoltare anche chi dissente... così da far confronti su certe notizie! Io ad esempio ogni tanto ho postato chi dissentiva con la narrazione che si dà per corretta e veritiera, ma ho ricevuto (hanno ricevuto) solo diniego ed epiteti negativi, ma sono certa che manco sono stati ascoltati! :evil:
Sebbene nell'impeccabile ricostruzione delle porcherie USA l'autore si sia dimenticato di citare l'attuale nemico immaginario Russia, l'articolo è ottimo (anche se per noi è storia nota).

Grazie Max
Altro esempio della facilitá con cui i media nostrani perdono l´occasione per tacere: se sto signore avesse vendulto armi ad Israele, avremmo giá la convocazione da parte di un presidente a caso per rilascio onorificienza. www.repubblica.it/.../?ref=RHLM-BG-P4-S1-T1-fdg4

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… Quando il mondo si rese conto che non esistevano né scorte di armi letali né laboratori biologici mobili, oltre un milione di iracheni erano già morti, lo Stato era stato decapitato e il suo tessuto sociale era stato fatto a brandelli.
I «mea culpa» dei media arrivarono con anni di ritardo, come un post scriptum silenzioso ad una tragedia che aveva raggiunto il suo obiettivo: la distruzione di una nazione sovrana sotto la maschera di una liberazione che non arrivò mai…

… aggiungo: e nessuno pagò nulla per gli “errori” commessi…
… nessun politico, nessun giornalista fu indagato per dichiarazioni false…
… gli inquirenti e la magistratura… non pervenuti…
… tutti a guinzaglio del potere… tutti coinvolti… tutti complici…
… meglio non disturbare il gregge… che dorme… nel recinto del macello…

… ecco così spiegato in un’attimo… in modo “semplice e chiaro”…
… perché gli “anni di piombo” italiani videro nel mirino:
… politici… giornalisti… magistratura… e “intellettuali”...
… oggi questo è impossibile perché manca il carburante principale:
… le folle che riempivano le piazze nella consapevolezza del gesto…


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… I media, agendo come megafono dello stato, presentarono la richiesta talebana di un giusto processo come una «sfida», trasformando un atto di aggressione in una «guerra giusta». Questo creò il precedente per i decenni di «guerre infinite» che seguirono, dove l’accusa dell’Occidente diventa condanna, e le «prove» vengono prodotte solo dopo che il Paese è stato ridotto in macerie…

… le prove non vengono prodotte mai… perché non esistono…
… i media continuano a raccontare narrazioni false senza pagare pegno…
… e la magistratura… non si accorge mai di nulla…


Quote:

… L’«Architettura del Consenso prefabbricato» non è una serie di sfortunate scelte politiche errate: è un requisito strutturale dell’impero moderno… I politici progettano la menzogna, i media assemblano il consenso…

… la responsabilità dei danni provocati da un bieco giornalismo… è nulla...
… a questa condizione… e sempre al guinzaglio del potere…
… con il salvacondotto per ogni menzogna inventata ad arte…

… i media sono convinti che nessuno di loro mai pagherà…
… ma è una pia illusione… i rei, nella loro impunita manipolazione…
… hanno scritto sull’ingresso del macello “uscita di sicurezza”…


Quote:

… È ora di andare oltre i «mea culpa» rilasciati dai giornalisti anni dopo che una nazione è stata rasa al suolo…


… quando il popolo si alzerà in piedi... il primo sangue versato…
… sarà nero… come l’inchiostro…
10 Peonia


Quote:

Io ad esempio ogni tanto ho postato chi dissentiva con la narrazione che si dà per corretta e veritiera, ma ho ricevuto (hanno ricevuto) solo diniego ed epiteti negativi, ma sono certa che manco sono stati ascoltati! :evil:

Tante volte io ti ho risposto, e tu hai tirato diritto ignorando il commento.

A me piacerebbe sapere, quando tu hai notato che il mainstream raccontava balle, come te ne sei accorta? Se hai un esempio, ancora meglio.
Preghiera del giorno, da recitare, credendoci

Signore, liberaci dai falsi e dagli ipocriti

per i Cristiani ... Signore, Gesù
Sito consigliato da Massimo lo conosco ed è molto valido,

io da un occhio anche

Radio Cina Internazionale ( per ogni nazione c è la sua pagina )
L'osservatore Romano
Global Times
#13 Cassandro

Secondo me in quel periodo vennero fatti fuori quelli che "dovevano essere eliminati" e volevano dare informazioni, fare leggi, farle rispettare e raccontare dove stavamo andando.

… quando il popolo si alzerà in piedi...
Ma quando mai?! Tra l'altro quando è successo è stato manipolato, indirizzato e usato da chi di dovere.
I giornalisti, vale anche per questo Mustafa, fanno solo il loro lavoro, qualunque esso sia e per chiunque lavorino.

Un altro articolo che cerca di alimentare il sentimento anti-occidentale. Complimenti. Ma è tutto qui. O meglio...
Invece di lasciare che il male segua il suo corso e faccia ciò che deve fare, lo alimentiamo, a cominciare dall'odio, dalle bugie o dalle cose non dette (che sono la stessa cosa di una bugia).

Affinché il "bene" esista, è necessaria l'esistenza del "male", e al giorno d'oggi entrambi sono diventati semplici punti di vista, e ogni fanatico/tifoso li interpreta a modo suo, alimentando soprattutto il male.

Quote:

Per sostenere uno stato di guerra perpetua, il pubblico deve essere protetto dall’orrore del campo di battaglia e nutrito con una dieta costante di «minacce imminenti» e «interventi umanitari».

Perché altrove funziona diversamente? :hammer:

Sappiamo tutti quanto fossero brutali gli imperi mongolo e ottomano, per non parlare di tutti gli altri, vero?

Lenin in Russia, Saddam Hussein in Iraq, Gheddafi in Libia o l'ayatollah Khomeini in Iran: come sono arrivati ​​al potere? Con dei fiori in mano?
Lo sapevate, o no, che il loro mazzo di fiori e il successivo governo hanno causato milioni e milioni di morti?

Ma su una cosa sono d'accordo: basta mentire.
La narrazione sui cattivi o sull'esportazione della democrazia non funziona più, è superata e persino superflua, perché la maggior parte delle persone, che ne sappiano qualcosa o meno, dirà sempre: meglio loro che noi - mors tua, vita mea, e lo diciamo fin dall'antichità.

I nostri leader dovevano dire la verità: siamo stati noi, l'Occidente, a trionfare all'inizio del secolo scorso, strappando la Libia e l'Iraq dalle mani degli Ottomani e ricreandoli e strutturandoli come stati moderni.

Saddam era un nostro burattino e, anche se Gheddafi non lo era poi così tanto, lo abbiamo lasciato vivere e fare tutto ciò che voleva per altri 40 anni.
Quindi, se ce lo permettete (per così dire), decideremo noi il loro destino.
#14 bandit io da tanti anni, per esempio non a caso ho buttato la Tv 22 anni fa, ed ho cominciato a cercare nel web altre notizie.... Molto lo devo al mio intuito ed alla mia capacità di massacrarmi a reggere per ascoltare tutto, video magari di 2 - 3 ore che a volte metto in pausa ma poi finisco di ascoltare...
Seguo dal 2004 LC ed ho imparato molto, anche se purtroppo ora non riconosco più quel sito che tanto amavo.. :cry:
Non ho mai amato l'Autoritarismo sin da piccola ero ribelle... a tutto ed ora è ancora peggio!
Spero ti basti come risposta, ho vari problemi da risolvere :-o

A proposito di non aver visto alcuni tuoi post capita che molti mi sfuggano, scrivete così tanto che leggere tutto è quasi impossibile..
@Peonia

Quote:

non ho voglia di dare nomi, ma sono tanti..... bisogna ragionare col proprio cervello e fare ricerche e leggere o ascoltare anche chi dissente... così da far confronti su certe notizie! Io ad esempio ogni tanto ho postato chi dissentiva con la narrazione che si dà per corretta e veritiera, ma ho ricevuto (hanno ricevuto) solo diniego ed epiteti negativi, ma sono certa che manco sono stati ascoltati!

Ok, nessun problema. Io non volevo una lista di nomi, ma siccome hai studiato tanto determinati filoni, mi sarei accontentato di una sintesi, un pensiero tuo, qualcosa che desse continuità al tuo precedente commento che denotava carenze in merito all'articolo di cui stavamo discutendo.
Ma devo dire che grazie a Kent (commento #18) in cui ha espresso una sua idea, controcorrente al pensiero controcorrente :-D, ho potuto soddisfare parte della mia curiosità. E ritengo che il punto di vista di Kent sia corretto, nessuno qui applaude solo una parte dei contendenti, non siamo così miopi... 8-)

Quote:

Lenin in Russia, Saddam Hussein in Iraq, Gheddafi in Libia o l'ayatollah Khomeini in Iran: come sono arrivati ​​al potere? Con dei fiori in mano? Lo sapevate, o no, che il loro mazzo di fiori e il successivo governo hanno causato milioni e milioni di morti?

I crimini di qualsiasi popolo o civiltà storica (occidentale, orientale, extragalattica, etc..) sono comunque orrendi. Ma c'è di mezzo la natura umana, questa cosa non la si è cambiata per millenni, e non la si cambierà per altri millenni.
Però ci stiamo focalizzando sulla civiltà occidentale per due motivi fondamentali:
il primo è che ne facciamo parte, pagando in prima persona le scelte che a monte vengono fatte dai vari "leader" e relative sovrastrutture;
il secondo perchè il giochino della più fulgida e potente democrazia dell'occidente (dicasi USA), oramai è così inflazionato e ripetitivo che ci siamo anche un po stancati, soprattutto dei lacchè che collaborano cercando di pompare questa menzogna oramai al capolinea.
Grazie a tutti per gli spunti che sempre offrite. :pint:
Proprio oggi il FQ ha pubblicato un interessante articolo sulla questione.
Grazie all'articolo ho scoperto due siti israeliani indipendenti(Da Netanyahu senz'altro).
1. Ha-makom Hachi Ham Bagehenom (Il posto più caldo dell'inferno): www.ha-makom.co.il/
2. The Seventh Eye(Il settimo occhio) www.the7eye.org.il/

Israele, le rivelazioni dei soldati: “Così l’Idf occulta la verità sulla guerra agli israeliani”: veline solo ai giornalisti “selezionati”

I racconti degli addetti alle comunicazioni. “Parlano soltanto con i media meno critici”
La prima settimana dell’operazione militare in Iran, l’esercito israeliano ha annunciato di aver distrutto il 70% dei lanciamissili dei pasdaran, debitamente ripreso da tutti i media. La seconda settimana, ha ripetuto la stessa cifra. “Abbiamo verificato e ci siamo resi conto che non era vero: a volte colpivano gli ingressi dei tunnel, non i lanciatori, e c’erano lanciatori che continuavano a sparare anche dopo essere stati ‘distrutti’”. La rivelazione è di un soldato, parte dell’unità di comunicazione dell’Idf, che ha accettato di parlare in forma anonima al sito investigativo israeliano specializzato in debunking di guerra Ha-makom Hachi Ham Bagehenom, “il posto più caldo dell’inferno”.
Gli episodi di comunicazione carente o fallace delle forze di difesa israeliane durante l’ultimo conflitto sono diversi, ma l’inchiesta di “Ha-makom”, ripresa ieri anche dal media israelo-palestinese +972, mette in luce come rispondano non a errori singoli, ma a un modello sistematico: “una tendenza ossessiva a controllare il dibattito pubblico” da parte delle autorità israeliane, incluse quelle militari, che oltre a centellinare le informazioni diffuse (al netto della censura militare), adotta anche una strategia di “trattamento preferenziale” dei media, privilegiando quelli meno critici, a scapito dell’opinione pubblica. Come su altri piani, Gaza è stata un punto di svolta. In due anni e mezzo di guerra l’informazione israeliana è passata attraverso un filtro a maglie strettissime e Benjamin Netanyahu ha nominato ai vertici militari figure estremiste. Ha-makom rivela che per i primi 14 mesi di guerra l’unità di comunicazione dell’Idf ha condotto una “campagna segreta di operazioni psicologiche volta a plasmare l’opinione pubblica in Israele e all’estero”. Alcuni elementi erano già noti: è l’ufficio stampa dell’Idf che ha messo insieme le immagini delle atrocità trovate sulle bodycam dei miliziani di Hamas del 7 ottobre, che poi Gerusalemme ha diffuso nel mondo.
Nel 2023, su WhatsApp Youtube e Instagram è nato un canale intitolato “Fact Check – Daily Content”, che si presentava come un’iniziativa di informazione oggettiva e neutrale e contestava le accuse rivolte all’Idf e a Israele. Ha-makom ha scoperto che era gestito dall’unità di comunicazione dell’Idf. “È la parte più moralmente grigia dell’unità di comunicazione dell’Idf”, racconta un ex membro del dipartimento. Anche a maggio 2021 l’Idf aveva lanciato una campagna anonima di post basata sull’hashtag #GazaRegrets, all’epoca lo denunciò Haaretz.
Oltre a questo, vari corrispondenti militari israeliani nell’inchiesta rivelano che Tsaahal ha una modalità di gestire le informazioni sulla guerra che si basa su “cerchie” di interesse, riservando le notizie più esclusive e i retroscena solo ai giornalisti (16 in totale) che non hanno l’abitudine di criticare l’esercito. Un reporter ha raccontato di essere stato “boicottato” per anni: “Ero molto critico. Persone all’interno dell’esercito mi dicevano che le mie critiche erano eccessive, persino gente dell’unità di comunicazione dell’Idf”. “L’ufficio stampa dell’Idf adotta un approccio del bastone e della carota”, racconta un altro corrispondente, “se critichi vieni punito”. E un terzo scende più nei dettagli: “Quando sono entrato a far parte della cellula ristretta dei corrispondenti mi sono reso conto che all’interno del gruppo esistono delle ‘caste’. I giornalisti televisivi sono favoriti, specialmente quelli considerati allineati alla narrativa dell’Idf”.
Peonia 19


Quote:

Spero ti basti come risposta, ho vari problemi da risolvere :-o

Della replica ti ringrazio, ma non e' una risposta: la domanda era come ti sei accorta che il mainstream racconta balle.
(Spero tu risolva presto e bene gli altri problemi).
Kent


Quote:

I giornalisti, vale anche per questo Mustafa, fanno solo il loro lavoro, qualunque esso sia e per chiunque lavorino.

Ma come cazz?? :hammer: :hammer:
A proposito, ecco il mainstream che non vedeva l'ora di linciare Trump:

Cazzatollah
di Marco Travaglio, da il fatto quotidiano 10 aprile 2026

Corriere: “Il regime degli ayatollah è fallito da tempo... In piazza c’è chi inneggia alla monarchia e al ritorno del figlio del Pahlavi” (Polito, 12.1).

Repub­blica: “Bazyar: ‘La rivo­lu­zione ci sarà, il sistema non regge più’” (16.1). “Ebadi: ‘Per libe­rarci l’inter­vento stra­niero è indi­spen­sa­bile’” (11.3).

Stampa: “Iran, la stretta degli Usa. Pahlavi scende in campo: ‘Il cam­bia­mento sono io’” (17.1). “Dall’iran libero bene­fici alla cre­scita” (Cot­ta­relli, 1.3). “Azione coor­di­nata per far cadere la Repub­blica isla­mica” (Ste­fa­nini, 1.3). “’Tehe­ran non ha quasi più lan­cia­mis­sili’” (3.3). “La guerra Usa al regime è giu­sta, ma ora devono andare fino in fondo” (B.H. Lévy, 8.3).

Mes­sag­gero: “Teo­cra­zia sem­pre più iso­lata. Un tra­collo di Kha­me­nei por­te­rebbe la libertà a milioni di per­sone” (Campi,12.1).
Gior­nale: “Arri­vano i nostri”, “Meno male che Trump c’è” (Cerno, 14.1). “La forza non ci piace, ma è l’unica via” (Min­zo­lini, 1.3). “Liberi dal male”, “Lo stop al petro­lio ridi­men­siona la Cina”(1.3).

Libero: “La spal­lata che serve per far cadere la Repub­blica isla­mica” (12.1). “Cer­casi Flo­tilla in rotta sull’iran” (Sechi, 12.1). “Final­mente!” (1.3). “Hor­muz chiuso per man­canza di assi­cu­ra­zioni. Ma ora ci pensa Donald...” (Dra­goni, 5.3). “Petro­lio e gas in netta discesa. Panico sui mer­cati già finito” (5.3). “Con­tro le armi di Israele, l’iran è una tigre di carta” (21.3). “Il fan­ta­sma di Kha­me­nei sim­bolo della scon­fitta” (24.3). “’ Tehe­ran è crol­lata per il 70% e gli arabi stanno con Israele’” (31.3). “Con la scon­fitta di Tehe­ran tor­nerà anche il petro­lio” (2.4).

Foglio: “Il regime ira­niano si sta con­su­mando” (9.1). “Sognare il regime change” (rag. Clau­dio Cerasa, 9.1). “Espor­tare la libertà a Tehe­ran” (15.1). “Il rug­gito di Israele per il regime change: è guerra pre­ven­tiva” (1.3). “Non c’è momento più pro­pi­zio per far cadere un regime” (2.3). “Essere anti­fa­sci­sti oggi signi­fica augu­rarsi un Iran libero” (4.3). “Nel Golfo tutti d’accordo: la fine del regime apre una nuova èra” (5.3). “Soste­nere il par­tito della resa incon­di­zio­nata. In una set­ti­mana Israele e Usa hanno quasi rag­giunto gli obiet­tivi mili­tari” (7.3). “Ci sono più Fer­rari a Tehe­ran che a Roma. Il regime è finito” (12.3).

Rifor­mi­sta: “Spal­lata finale. ‘Regime al col­lasso, Israele darà il colpo di gra­zia’” (9.1). “Tehe­ran, stiamo arri­vando”, “Make Iran Great Again” (14.1). “Niren­stein: ‘Restau­ra­zione della monar­chia? Reza III si pre­senta come figura uni­ta­ria, può aprire la via alla demo­cra­zia” (14.1). “Fate pre­sto” (15.1). “L’asse del Bene” (3.3). “Una nuova pri­ma­vera a Tehe­ran” (Ver­netti, 5.3). “La guerra di libe­ra­zione dell’iran” (5.3). “I bene­fici infi­niti della rimo­zione di un regime” (Marat­tin, 11.3).

E pazienza, dài, è andata così.
qualche articolo per approfondire, non me ne vogliate se cito sempre l'ottimo l'AntiDiplomatico, che ha aperto un filone sulla "neuropolitica"; innanzitutto chi è l'autrice? eccola: Maylyn Lopez, Docente universitaria. 20 anni di esperienza nell’ambito diplomatico e multilaterale. Specialista in Comunicazione Strategica e analisi critica del discorso. Giornalista, mediatrice internazionale. Certificazione in PNL e leadership. Fondatrice di LeaderSHE.
nel primo articolo, il più recente, si parla del caso Venezuela, ma non solo; ne riporto un paio di passaggi:

Neuropolitica di un'aggressione: Quando il controllo delle menti prepara quello delle risorse

Quote:

Il linguaggio che decide prima del pensiero Nel discorso pubblico dominante, il Venezuela non viene raccontato come una realtà complessa, ma come una formula riduttiva: dittatura, regime, narco-Stato, crisi umanitaria. Queste parole non descrivono: pre-interpretano. La linguistica cognitiva mostra che i frame attivano strutture mentali che precedono il ragionamento consapevole. Come ha spiegato George Lakoff, una volta accettata la cornice, il cervello non valuta più se un’azione sia legittima, ma quanto sia necessaria. Se c’è una “dittatura”, non si dialoga. Se c’è un “narco-Stato”, non si negozia. Se c’è un’“emergenza”, l’eccezione diventa la regola. In questo modo, l’aggressione cambia nome e diventa “intervento”, la coercizione diventa “pressione”, la punizione collettiva diventa “sanzioni mirate”.

e la chiusa:

Quote:

La neuropolitica mostra che il potere più efficace non è quello che impone, ma quello che anticipa il pensiero, che costruisce cornici entro cui le scelte appaiono inevitabili e le alternative impensabili. In questo spazio, la sovranità non viene negata apertamente: viene ridefinita, resa negoziabile. Per questo il punto non è solo il Venezuela. Il punto è il precedente che si crea quando l’eccezione non provoca più scandalo, quando la coercizione può essere amministrata come procedura, quando il sequestro diventa normalità. In un mondo così strutturato, la prima responsabilità è restare vigili sul linguaggio perché il rischio più profondo della guerra cognitiva e della manipolazione non è solo giustificare un atto di aggressione, ma insegnare ad accettarlo e perfino a celebrarlo come se fosse un atto di salvezza. La sovranità comincia dalla mente.

www.lantidiplomatico.it/.../60073_64556
sempre dalla stessa autrice citata nel mio #25:
Il potere in(visibile) delle neuroscienze nel plasmare la demo(crazia)

Quote:

La campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016 ha fatto scuola nell’uso del cosiddetto microtargeting emozionale: grazie ai dati di Facebook, segmenti precisi di elettori hanno ricevuto annunci studiati per suscitare emozioni specifiche e incrementare la risposta al messaggio. E’ noto, del resto, come Il neuromarketing politico abbia sfruttato (e sfrutti!) tecniche di psicometria e machine learning per creare messaggi personalizzati, anticipando reazioni inconsce… spingendo all’azione. Anche in Europa, queste strategie si evolvono con l’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa e deepfake. Durante le elezioni europee del 2024, sebbene l’uso di AI nelle operazioni di influenza non abbia ancora raggiunto volumi massicci (intorno al 4% della disinformazione fact-checked) secondo l’Osservatorio Europeo dei Media Digitali, EDMO, alcuni partiti hanno sperimentato contenuti generati dall’IA per veicolare narrazioni xenofobe. In Italia la tecnologia “deliberativa” - come i chatbot elettorali - sta muovendo i primi passi: l’impiego sperimentale di IA per rispondere alle domande degli elettori nelle ultime elezioni europee è stato il primo passo. Inoltre, alcuni partiti hanno già iniziato ad adottare software di analisi dei sentimenti in tempo reale (il cosiddetto “beast”) per calibrare messaggi e hashtag, al fine di modulare così i contenuti sulla base delle reazioni degli utenti alle prime ore dalla pubblicazione. Durante le elezioni politiche del 2022, il 12% dei commenti sotto i post ufficiali su Twitter erano attribuibili a account automatizzati, o bot -distorcendo deliberatamente la percezione del dibattito pubblico. Queste tecniche sollevano questioni etiche profonde: con strumenti sempre più raffinati che sondano il nostro cervello e le nostre emozioni, fino a che punto siamo davvero liberi nelle nostre scelte politiche?

www.lantidiplomatico.it/.../60073_60889

Il Venezuela nella cornice della guerra cognitiva globale
www.lantidiplomatico.it/.../60073_63408

I 5 frame del vertice in Alaska: cosa hanno (veramente) comunicato Putin e Trump
www.lantidiplomatico.it/.../60073_62350

"Intelligenza dirompente”. La scienza è bellezza
www.lantidiplomatico.it/.../60073_62264

Genocidio in Palestina: le tecniche con cui i media normalizzano l’orrore
www.lantidiplomatico.it/.../60073_61076

Colonialismo semantico. I confini iniziano dalle parole Come il linguaggio guida il potere (e le nostre percezioni) in un’epoca in cui la geopolitica è sempre più guerra di narrazioni

Quote:

Le parole non seguono la strategia: sono la strategia.

www.lantidiplomatico.it/.../60073_62315

auguro a tutti una buona e proficua lettura :pint:
Collegamenti

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La formula rimane inquietantemente coerente: i politici occidentali mentono, i media amplificano e milioni di persone muoiono.

Mi sono tornati in mente i comandamenti che mi hanno obbligata a imparare da piccola: il nono dice "non dire falsa testimonianza".
Un utente su C.L. ha riportato che

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Papa Leone XIV ha ripetutamente affermato che la guerra non può essere giustificata con la religione, che "Dio non ascolta le preghiere di chi fa cominciare conflitti", che "Cristo rifiuta le preghiere di quei leader con le mani sporche di sangue"

Quindi, basta che il Papa, urbe et orbi, aggiunga che Dio non ascolta neanche le preghiere di chi opera nei media, anche le loro mani sono sporche di sangue perchè, rendendo falsa testimonianza, sono direttamente corresponsabili di milioni di morti.
Che ci vuole?
#22 bandit veramente mi sembrava di avertelo spiegato :-o Faccio un esempio: non ho mai creduto alla storia ufficiale del'11/9 ma dal giorno stesso dell'accadimento!
Il mio intuito profondo mi ripeteva in testa "Questo è un film americano, questa è Hollywwod.... e poi quando ho sentito quel che ha detto Bush mi sono detta che gran czzata ed ho cminciato a cercare qualcosa che comprovasse la mia convinzione...ho trovato nel web, non ricordo più il nome, un video che più o meno lo confermava e poi ho trovato Luogocomune..
Se già da prima avevo abbandonato varie storielle di altro genere, diciamo che dal 2001in poi è stato un crescendo.
Ringrazio anche David Icke che mi ha insegnato molto.. tanto che la sua visione per cui il Deep State cre il Problema, attende la Reazione e poi dà la Soluzone che è lo Scopo che voleva ottenere lo applico sempre e l'ho applicato anche nel caso Pandemichia! e lo dissi prima ancora che fosse proprio ufficializzato il siero tragico
Non so cosa dirti altro, accontentati :hammer:

aggiungo anche le Finestre di Overtone....
#23 bandit

Quote:

Ma come cazz?? :hammer: :hammer:

ma dài, bandit! ma non ti rendi conto che è tutto a posto: i giornalisti fanno il loro mestiere, i boia anche, i militari pure, i politici ancora di più! e i dottori dottorano a più non posso. Di cosa ti lamenti??? :hammer:
#27 danielas
certo che i comandamenti, come pure gli altri indottrinamenti religiosi, ti sono rimasti ben impressi nei tuoi ricordi, devi aver avuto degli ottimi insegnanti (di religione o catechismo) proprio, quanto al papa, sembra che gli siate tutti particolarmente affezionati, magari non a questo in particolare, ma alla figura in generale, ne mettete particolarmente in rilievo ogni sua espressione, talvolta criticando, talaltra volta condividendo, eh, la madonna! che canterebbe:
Papa don't preach... :hammer:
scusate l'OT, non ho saputo resistere da Ateo qual sono... :pint:
... spero che almeno qualcuno si sforzi di considerare quanto ho faticosaMente riportato nei miei #25 e #26 vedrete che li troverete molto interessanti ed istruttivi nel merito della discussione qui in corso ;-)
#18 kent12 10-04-2026 13:47

Quote:

Lenin in Russia

Vladimir Il'ič Ul'janov, universalmente conosciuto come Lenin, era al tempo della rivoluzione d'ottobre e dunque nell'Unione Sovietica.
Ma Lenin era un pensatore, un teorico. Forse ti confondi con Stalin, suo contemporaneo...
Al di là di questo, secondo me generalizzi troppo. Ti piace puntare il dito fuori dall'occidente... chissà come mai...
Eppure nello stesso periodo di Lenin, in Italia avevi il Benito, come mai te lo sei dimenticato? Per non parlare di Franco in Spagna e hitleruccio in Germania con il suo Mein Kampf pubblicato nel '25.
28 Peonia

Sono contento che espandi il discorso, ma stiamo sullo specifico. La mia domanda era: come ti sei accorta che il mainstream mente.
La tua risposta a questa domanda e': Il mio intuito profondo (mi ripeteva in testa "Questo è un film americano, questa è Hollywwod....)

Dici che mi devo accontentare, mi accontento :)
Danielas


Quote:

Di cosa ti lamenti??? :hammer:

In effetti, tutto e' in ordine.
Lo chiederei a Kent: ti lamenti di qualcosa?
#33 bandit beh mi dispiace che non mi capisci....

come mi sono accorta? cavolo, appurando che hanno sempre detto una marea di cazzate! su tutto...
#30 komax

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devi aver avuto degli ottimi insegnanti

Visto che di sicuro non sei nato adulto neanche tu, strano che non ti sia accorto che non serve essere tanto bravi per ottenere obbedienza dai bambini, soprattutto se non ti interessano le conseguenze per loro.
Del Papa non mi interessa, mi interesserebbe che chiunque si proclama per la pace e ha grossa influenza sulla popolazione, contribuisse concretamente.
35 Peonia


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come mi sono accorta? cavolo, appurando che hanno sempre detto una marea di cazzate! su tutto...

Ottimo! Allora, si evince che esiste un modo (oltre all'intuito) per appurare se cio' che viene detto e' vero oppure sono cazzate. Vogliamo parlare di questo metodo, e provare ad applicarlo a quello che dicono certi canali?
#37 bandit ahò ma non esiste un metodo! Basta usare il cervello e non lasciarsi trascinare da altri.... rimanere se stessi, avere il coraggio di essere diverso e non farsi intimorire...
Suggerisco l'ottimo nuovo canale di informazione Liberti Media, di Perucchietti e Foa, nato a metà Marzo.