La beffa dei 45 miliardi per accettare un accordo capestro che porterà nuove difficoltà per l’agricoltura europea, accelerando la morte dell’agricoltura famigliare, la desolazione dello spazio rurale. Ai consumatori impoveriti si offrirà la possibilità di accedere a prodotti sudamericani a basso prezzo ma senza garanzie per la salute
Nessun regalo di 45 miliardi come contropartita per la firma di Francia e Italia al trattato Mercosur. Quanto ha offerto la Von der Leyen è la messa a disposizione, sin dal 2028 dei 293,7 miliardi di euro destinati alla PAC nel ciclo 2028-2035 , senza attendere le revisioni di metà mandato, al 2032, quando una parte delle risorse accantonate del bilancio viene sbloccata solo a certe condizioni, e redistribuita tra i vari settori. Non c’è nessuna certezza che questi siano miliardi in più regalati all’agricoltura a compensazione dei tagli. Una mezza beffa.
Il Sudamerica con le sue esportazioni agricole danneggia l’agricoltura europea con una concorrenza sleale
Gli agricoltori europei e italiani hanno molti motivi per preoccuparsi. Il Brasile è una potenza agricola sempre più forte. Le grandi aziende che coltivano soia e mais e allevano bovini possono superare i 100 mila ha. il mercato europeo spalancherebbe le porte a massicce importazioni di carne bovina, pollame, zucchero, miele, mais, riso e altri prodotti agricoli realizzati con standard ambientali e sanitari inferiori a quelli europei. Questo aumenterebbe la concorrenza sleale verso i nostri piccoli e medi agricoltori, già messi in difficoltà da costi in crescita e dai prezzi imposti dalla grande distribuzione.
Il Brasile utilizza più pesticidi che gli Stati Uniti e la Cina messe insieme. L’enorme estensione delle coltivazioni rende conveniente la distribuzione dei pesticidi con mezzi aerei con tutto quello che essa comporta in termini di deriva, di inquinamento ambientale (contaminazione acque, terreno) e danni alla salute delle persone . Tra i quattro pesticidi più utilizzati in Brasile, quattro sono stati messi al bando in Europa: l’erbicida Atrazina, l’insetticida Acefato, il fungicida Clorotalonil, l’insetticida Clorpirifos. Le multinazionali europee, negli anni, hanno continuato ad esportare prodotti messi fuori legge in Europa e nessuna delle misure in discussione presso la Ue per vietare l’esportazione dei prodotti dichiarati pericolosi per la salute e per l’ambiente è andata in porto. Ciò dimostra che l ‘ambientalismo della Ue è del tutto falso e strumentale.
I regolamenti sanitari del blocco Mercosur sono meno rigorosi in aree chiave come l’uso di pesticidi, degli antibiotici e degli ormoni negli allevamenti perché, a parte le regole meno stringenti, non esiste un sistema di controlli veterinari e di tracciabilità come in Europa. Il Brasile non è in grado di garantire l’assenza di ormoni vietati dall’UE nelle sue esportazioni di carne e questo vale anche per i residui di fitofarmaci.
Per trasportare dal Brasile all’Italia i prodotti con navi mercantili si coprono 7200 km. Una nave con 50 mila t di prodotto consuma 700 t di carburante che potrebbe servire a coltivare 2.300 ha. Senza contare i trasporti stradali verso i porti.
L’ambientalismo della Ue è solo uno strumento per distruggere l’agricoltura famigliare
Sul piano ambientale, l’accordo aggraverebbe la distruzione di ecosistemi vitali come la foresta amazzonica o il Chaco, per fare spazio a pascoli e coltivazioni destinate ai mangimi. Aggraverebbe le violazioni dei diritti dei popoli indigeni, delle comunità rurali, i diritti sociali dei lavoratori, le minacce alla salute degli abitanti delle zone rurali in forza della grande pressione ad estendere ed intensificare l’agribusiness e dei pochi scrupoli dei fazenderos e delle multinazionali della filiera (sulla JBS vedi qui). Già da anni si assiste a enormi investimenti finanziari nell’agribusiness sudamericano. Nessuno dubita che il Mercosur li stimolerà aumentando molto il potenziale produttivo e il differenziale di competitività nei confronti dell’agricoltura europea. Il liberismo applicato ai sistemi agricoli fa terra bruciata. Un tempo erano i paesi coloniali a vedere distrutta la loro agricoltura famigliare dalle piantagioni e dalle esportazioni. Ora è l’Europa che suicida la propria agricoltura e tutto quello che la tenuta dell’agricoltura famigliare comporta in termini sociali e territoriali.
Fonte Tutela Rurale





In questo e' stato piu' coerente Trump, quando ha cambiato nome al ministero della Difesa e lo ha rinominato ministero della Guerra
Ma a me resta sempre un dubbio: per quale ragione i produttori che NON ne fanno uso non si creano un marchio di qualità che consenta di inserire in etichetta un qualcosa tipo "Questo prodotto è di origine naturale, senza l'impiego di tecnologia OGM/TEA" oppure, nel caso specifico, "L'origine del prodotto è italiana"?
E non parlo di una dichiarazione che spesso si trova, tipo "Origine:Italia (oppure UE / non UE)" ma proprio un marchio.
Le soluzioni a volte si trovano osservando il problema lateralmente non di fronte. Come non sono obbligato a definire l'origine di un prodotto (geografica o transgenica che sia), non sono nemmeno impedito a dichiararne la NON origine.
Io credo farebbe la differenza. Se poi qualcuno si vuole ingozzare di pesticidi, per l'amor di Dio, faccia pure, ma non è detto che vada a finire così: se le fabbriche di grilli sono praticamente tutte fallite è perché ben pochi hanno avuto sta gran voglia di mangiarseli.
Adesso i vari BlackRoc, la faranno da padroni per avvelenarci meglio.
Il problema é che spesso gli agricoltori nostrani scioperano proprio perché pure loro vorrebbero usare i veleni messi al bando in Europa e permessi altrove, non perché loro siano acerrimi sostenitori dell'agrocoltura bio, in tutte le sue sfacettature possibili.
Insomma, é l'invidia che li muove, non l'interesse per la salute dei consumatori.
Il bio, l'ecologico, il naturale ha già un fiorente mercato. E le persone sono disposte a pagare di piú per avere in cambio mele o arance che non siano state bombardate a suon di medicinali. Il problema sta proprio nel fatto che le stesse realtà eco poi, se possono, una sparatina di deltametrina gliela danno. E li capisco pure, con le varietà attuali é veramente complicato fare un raccolto senza usare porcherie. Io rapporto tutto alla mia piccolissima esperienza personale, ma tant'é: di tutte le varietá di pomodori che ho piantato la scorsa primavera gli unici che non hanno quasi avuto pestilenze di vario genere sono state le piante fatte a partire da semenze di una vicina, e, caso interessante, una varietà di pomodori quasi insipidi, il cui nome nella bustina (comprata al consorzio) era "Money Maker".
I controlli? Mi scappa da ridere. Con un patentino fitosanitario di primo livello ti vendono di tutto ( magari invece di darti il barattolo da 5 kili ti possono vendere solo 5 barattoli da un kilo... Piú caro, ovviamente), non oso immaginare l'accesso a fitofarmaci dei patentini professionali.
Insomma, il piú sano ha la rogna.
Pensaci quando al supermercato vedrai la bottiglia d'olio d'oliva a 4/5 euro. Indovina come é stata prodotta.
(Una piccola paréntesi sulle navi cargo che trasportano frutta e verdura.
Ma la gran troia de la von der pfitzer, a quella CO2 non ci pensa mai? Sempre a rompere a me con una macchina da 5,5 litri ogni 100 km.
Niente, paréntesi inútile, lo so. Ma volevo solo chiamare troia a la von der Pfitzer. Mi serviva una scusa qualsiasi
Che poi li chiamino con nomi strani poco importa.
Gli stati che ormai non sono più in grado di reggersi da soli per accedere allo strozzinaggio devono anche sottostare a regole e decisioni presi dagli strozzini.
Secondo come si alzano la mattina, per scommesse che fanno tra di loro o per semplice divertimento.
Regole che oltretutto sono contro e danneggiano gli stessi debitori.