Un ottimo articolo degli scrittori palestinesi Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, pubblicato dall’Antidipolomatico, sta sollevando una interessante discussione in rete sulla valenza politica della denuncia contenuta nel documentario “Naza”. Perchè – si domandano gli autori – crediamo ciecamente alle testimonianze dei soldati israeliani, mentre i palestinesi non hanno alcuna autorevolezza nel raccontarci la loro verità? E poi: non sarà che la denuncia contenuta in Naza possa alla fine servire per ripulire la coscienza di tutto l’occidente? Non sarebbe meglio guardare ricostruzioni storiche (come il film “Palestine 36”) per risalire davvero alla radice del problema?

Di seguito alcuni estratti dall’articolo citato:

Da quasi tre anni i palestinesi di Gaza documentano in tempo reale la propria distruzione. Hanno filmato le bombe mentre cadevano, i bambini estratti dalle macerie, gli ospedali che crollavano attorno ai medici, i giornalisti uccisi mentre lavoravano. Padri e madri hanno puntato le telecamere sui corpi dei propri figli. Hanno filmato se stessi mentre morivano di fame, fuggivano, tornavano, scavavano, seppellivano. È difficile immaginare la distruzione di un popolo documentata più di questa, e non solo da ottobre 2023, ma da decenni. Eppure non bastava. Non basta mai. Solo quando a parlare è un israeliano, la sala si alza.

Perché la verità cambia statuto quando a pronunciarla è un israeliano? Perché ciò che un palestinese racconta dalla propria casa distrutta viene trattato come testimonianza di parte, mentre la stessa cosa detta da qualcuno dentro l'apparato che ha prodotto quella distruzione diventa una rivelazione?

Il poeta palestinese Mohammed El-Kurd ha dato un nome a questo meccanismo. Nella sua “politica dell'appello” descrive la condizione imposta ai palestinesi: per essere ascoltati devono rivolgersi alla coscienza di chi li opprime, dimostrare la propria innocenza, presentarsi come vittime perfette. Vittime senza rabbia, senza politica, senza resistenza. Chi non corrisponde a quell'immagine perde il diritto di essere creduto. È una trappola, perché su quel terreno il palestinese non vince mai. Se parla, è di parte. Se accusa, esagera. Se resiste, giustifica ciò che gli viene fatto. La sua parola, da sola, non basta. Serve sempre qualcun altro a garantirla.

Il testimone israeliano risolve esattamente questo problema. Il palestinese chiedeva di essere creduto e non bastava. L'israeliano non chiede nulla: conferma. E nel confermare offre allo spettatore occidentale ciò di cui ha davvero bisogno, la possibilità di credere all'atrocità senza dover credere al palestinese.

La scrittrice palestinese Susan Abulhawa lo ha detto con durezza: «I palestinesi hanno dato la vita per raccontare questa storia. Dentro e fuori Gaza abbiamo gridato al mondo ciò che Israele faceva, come gridiamo da decenni. Ma si crede solo agli israeliani, celebrati come narratori coraggiosi, mentre i carnefici vengono umanizzati e trattati con il beneficio del dubbio».

È questo il punto. Non solo che la testimonianza palestinese venga ignorata, ma che alla conferma israeliana venga riconosciuto un valore morale che alla parola palestinese non è mai concesso. Un palestinese vi dice che la sua famiglia è stata uccisa, ed è una vittima. Un israeliano vi dice che i palestinesi sono stati uccisi consapevolmente, e diventa coraggioso. Il palestinese fornisce il corpo. L'israeliano fornisce la rivelazione.

Conosciamo già questo dispositivo. In Israele esiste persino un'espressione per una delle sue forme, yorim ve-bochim, “sparare e piangere”. Il soldato spara, poi piange per ciò che ha fatto, e il pianto diventa la prova che ha conservato la propria umanità. Il crimine si può riconoscere, purché al centro del racconto torni la coscienza di chi vi ha preso parte.

C'è un secondo versante, rivolto a Israele stesso. Se sono gli israeliani a denunciare i crimini israeliani, allora forse Israele resta, sotto tutto questo, la società liberale e capace di correggersi che i suoi sostenitori hanno sempre descritto. Guardate, ci viene detto: i registi israeliani denunciano l'esercito, i soldati israeliani confessano, la società israeliana discute. Deve esistere un altro Israele, decente, tormentato. Il dissidente diventa così una prova a discarico. È la funzione più profonda dello “sparare e piangere”: il pianto non mette in discussione il sistema, ne salva l'immagine morale. E oggi, dopo ciò che il mondo ha visto a Gaza, di quella immagine Israele ha un bisogno disperato.

In NAZA quegli uomini non piangono nemmeno. Descrivono l'uccisione con voce piatta, e uno di loro la paragona a un videogioco. Il rimorso non è mai sullo schermo. Lo fornisce la sala, un pubblico che ha bisogno di credere, che qualcuno sia tormentato.

Il giornalista palestinese-americano Ali Abunimah ha posto la domanda con la durezza necessaria: perché uomini che descrivono crimini di questa gravità diventano protagonisti anonimi di una consacrazione culturale invece di essere chiamati a risponderne?

L'anonimato può essere necessario per ottenere una testimonianza. I giornalisti proteggono le fonti, i whistleblower corrono rischi reali. Ma l'anonimato non può diventare assoluzione. Se qualcuno racconta di aver partecipato a un sistema in cui intere famiglie venivano uccise consapevolmente, abbiamo il diritto di chiedere più del suo disagio. Che cosa ha fatto? Che cosa ha autorizzato? Chi è morto? Consegnerà le prove agli investigatori, i nomi ai procuratori? Comparirà davanti a un tribunale? Altrimenti resta una transazione morale rovesciata: la vittima palestinese viene identificata, fotografata e sepolta; il partecipante israeliano resta anonimo, protetto, e poi elogiato per averci detto che quella vittima è stata uccisa.

Stiamo applaudendo la rottura del silenzio quando ciò che serve è la rottura del sistema. E quel silenzio, in ogni caso, non erano loro i primi a poterlo rompere. I palestinesi parlavano molto prima di loro, ed è alle voci palestinesi che dovremmo dare ascolto.

La domanda non è più se esistano bravi israeliani. È perché i palestinesi debbano continuare a morire prima che il mondo sia disposto a credergli. E perché, quando un israeliano finalmente ripete ciò che i morti dicevano da sempre, il mondo si alzi in piedi ad applaudire per venticinque minuti.

QUI l’articolo completo.  

Comments  
Se si applaudono i palestinesi, si è antisemiti, se si applaudono gli israeliani coraggiosi invece no.
È questa gabbia ideologica dell'antisemitismo, questa tirannia, che impedisce di affermare la verità.
Comunque non credo che naza riabiliti moralmente il sionismo.
È risaputo che durante un'indagine preliminare conta di più la confessione del carnefice che la testimonianza della vittima.
In presenza di una confessione non si fa il processo ordinario "lungo" (dibattimento), ma si accede a procedimenti semplificati come il patteggiamento, il giudizio abbreviato o immediato.
Il giudice in questi casi non ha particolari difficoltà a pronunciare la sentenza.

Metaforicamente è quello che è accaduto con Naza.

Non so, io non ci vedo nulla di particolarmente strano sul fatto che il documentario denuncia prodotto da due israeliani (carnefici) abbia favorito il "giudizio" e quindi lo sdegno generale in una sorta di risveglio delle coscienze, più di quanto abbiano fatto le testimonianze dei palestinesi (vittime).

La confessione del carnefice è sempre più credibile della testimonianza della vittima.

Vero è che esiste documentazione fotografica e video delle porcate sioniste, ma è pur vero che la gente crede a ciò che più gli fa comodo. Quando la verità è sbattuta in faccia dagli stessi israeliani allora cambia tutto.

Che poi e davvero cambiato tutto? Certamente Naza è importante, ma non sarà un documentario a fermare il boia.

Quote:

Perché la verità cambia statuto quando a pronunciarla è un israeliano? Perché ciò che un palestinese racconta dalla propria casa distrutta viene trattato come testimonianza di parte, mentre la stessa cosa detta da qualcuno dentro l'apparato che ha prodotto quella distruzione diventa una rivelazione?

E' un meccanismo che si verifica sempre, in qualunque contesto.

Ognuno difende se stesso e accusa il prossimo, fa il proprio "interesse", a prescindere.
Ma quando qualcuno accusa se stesso delle proprie colpe viene automatico credergli perchè psicologicamente nessuno si autoaccuserebbe da innocente.

Di conseguenza il palestinese che accusa Israele non viene preso in considerazione perchè, sebbene documentate, le sue dichiarazioni sono di parte, mentre il soldato dell'IDF che si auto accusa contro il suo "interesse", viene creduto.

Tuttavia autoaccusarsi può avere svariati fini che possono esulare dal pentimento.
Ad esempio mostrare pentimento può fare guadagnare "simpatia" e ridurre l'ostilità.
"Guarda che bravo il soldato dell'IDF che ammette di avere sbagliato", riducendo così agli occhi dell'opinione pubblica il peso della propria colpa per le sue atrocità che tuttavia, non vengono affatto cancellate ma solo "nascoste sotto al tappeto" del pentimento.

Quote:

n NAZA quegli uomini non piangono nemmeno. Descrivono l'uccisione con voce piatta, e uno di loro la paragona a un videogioco. Il rimorso non è mai sullo schermo. Lo fornisce la sala, un pubblico che ha bisogno di credere, che qualcuno sia tormentato.

andavano filmati dal davanti e non da dietro a loro insaputa.... :hammer:


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E poi: non sarà che la denuncia contenuta in Gaza possa alla fine servire per ripulire la coscienza di tutto l’occidente?

anche si
LA VIOLENZA PAGA

La violenza paga. Almeno nei sondaggi, che pure restano un’arte imprecisa e mutevole. Nella settimana della guerra aperta dalla destra israeliana contro il film Naza, la coalizione che sostiene Benjamin Netanyahu alle prossime elezioni del 27 ottobre è cresciuta di due seggi. L’opposizione centrista può contare sul vantaggio tecnico di Gadi Eisenkot e del suo....
google.com/.../...

Netanyahu grazie a “Naza” prende punti nei sondaggi



www.ilfattoquotidiano.it/.../8511308

pressreader.com/.../...


Israele al voto: Bibi attacca su elezioni, Naza e reti tv
Netanyahu ha annunciato che presenterà due progetti di legge per revocare la cittadinanza a chi diffama le forze armate e per aumentare di venti volte l’importo del risarcimento nei casi di diffamazione


ilgiornale.it/.../...
Venusia

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Netanyahu ha annunciato che presenterà due progetti di legge per revocare la cittadinanza a chi diffama le forze armate e per aumentare di venti volte l’importo del risarcimento nei casi di diffamazione

Che tradotto vuol dire: CENSURA

Usa impropriamente "diffamazione" e "antisemitismo" per censurare chiunque si opponga alla sua politica criminale.

Occhio ragazzi, il Mossad ci osserva :-D

Quote:

Netanyahu grazie a “Naza” prende punti nei sondaggi

Qui c vuole lo psicologo..
Poi non si dica che è "solo" NETANIAU.

Quote:

“Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono.”
Malcom X

Guardate chi ha in mano i media occidentali, vuoi perché ne sono i proprietari, vuoi perché sono giornalisti o direttori di “fama”.

La cosa grave è che la popolazione israeliana scendeva in strada a protestare contro il governo, non perché questi stesse commettendo un genocidio nei confronti della popolazione palestinese, ma perché non faceva nulla per far ritornare coloro i quali erano stati rapiti da Hamas il 7 ottobre.

Dante Bertello.
#5 Venusia


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LA VIOLENZA PAGA

onestamente di Israele non me ne può fregare de meno...ancor più dei sondaggi...sono un popolo occupante e criminale nel dna, quindi se la cosa favorisce uno o l'altro, mi è indifferente...

è l'occidente il problema, siamo noi che dormiamo e non reagiamo, forse perchè anche noi sentiamo di essere colonizzatori
Gli israeliani la fama di criminali razzisti se la sono guadagnata sul campo. E se la meritano tutta.
#10 raffaele.n


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Gli israeliani la fama di criminali razzisti se la sono guadagnata sul campo. E se la meritano tutta.

...con il contributo di tanti stati e personalità
#8 dantebert

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“Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono.”
Malcom X

Malcom X è un grande perchè è caduto in tutte le trappole e, man mano, ne è uscito, raccontando come cosa gli è successo in modo che chi vuole possa rendersi conto come da vittime si diventa carnefici, di sè stessi e di altri.
Finchè l'hanno ammazzato. L'odio per le vittime comincia con l'odio per la vittima dentro di sè ( come quando lui si ustionava il cuoio capelluto per stirarsi i capelli, per esempio), e spiega tanto, per esempio, del bullismo dei ragazzini nella nostra società... e anche, alla fin fine, perchè chi organizza genocidi trovi sempre tanta "manodopera" disponibile a metterli concretamente in atto. Da noi, non c'è abbastanza gente disposta a ripudiare governanti che di fatto appoggiano i massacri. Troppa gente che dice " ma poverini non possono rifiutarsi di appoggiare i massacratori!"
#12 danielas
ammettiamolo allora , che è nella natura dell'uomo....
in alcuni più che in altri, ma dipende solo dal contesto

Quote:

è l'occidente il problema, siamo noi che dormiamo e non reagiamo, forse perchè anche noi sentiamo di essere colonizzatori

Secondo me non è così
Israele non ha attaccato la Palestina senza un motivo
La storia del conflitto Israele - Palestina è lungo un secolo .
I palestinesi sono stati sempre dipinti come terroristi , e il 7 ottobre e la ciliegina sulla torta.
Ora noi qui su LC sappiamo come in realtà stanno le cose , ma LC non è l'occidente.
Quelle banali scuse che per noi sono una vergogna, bastano e avanzano invece per la geopolitica moderna e per le masse che accettano tutto .
Alias , ogni governo accetta di buon grado la narrazione ufficiale e si fa i cazzi suoi
Ma chi entra in guerra per contro Usa e Israele per i palestinesi??
Ma gli stessi palestinesi ,sono convinto ,si farebbero gli affari loro a parti invertite
Oltretutto la Palestina non ha nulla di interessante
Certo se fosse un enorme giacimento di petrolio, diamanti, uranio e oro allora stai tranquillo che Israele si metterebbe in coda o si attaccherebbe al cazzo .
Di fatto della Palestina importa poco , spesso viene usata per leva politica ma niente più.
Non è solo l'occidente che sta a guardare,ma il mondo intero .
Cina ,India , Russia, Sudamerica, Australia, Africa.
Gli stessi arabi non si sono dannati più di tanto.
E inutile continuare a dire , nessuno fa niente, nessuno fa nulla .
Cazzo ma ci sarà un motivo ??
Negli ultimi 80 anni quante guerre ci sono state nel mondo , ora a parte quelle dove hanno combattuto gli americani e quindi mediaticamente importanti, delle altre te ne mai fregato qualcosa ??
Questo genocidio,lo ripeto, è importante solo perché ci sono di mezzo Ebrei e Trump.
Se non non se lo sarebbe filato nessuno, come molti prima di questo passati nel dimenticatoio .
Ecco perché non bisogna scendere dal treno dei potenti
Un domani potresti esserci te al posto loro ,perché l'Italia non è una super potenza ma un piccolo stato con una grande storia che ha bisogno di un ala per sopravvivere
Si tratta di un atteggiamento che mette a nudo la sudditanza ipocrita della maggioranza
L'articolo originale si intitola: "Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA". Gli autori sostengono che la ricostruzione storica (il film "Palestine 36") abbia più valore di una qualunque testimonianza sul campo. (Qui il trailer www.youtube.com/watch?v=wWtwnae_5UI).

Io non sono d'accordo, perchè la ricostruzione storica messa in fiction è passibile di bias: chi mi garantisce che i fatti del film Palestine 36 siano stati rappresentati in modo corretto?

Più in generale, questo è un problema che riguarda TUTTA la fiction. Nel momento in cui scrivi di un fatto storico, trasponendolo in fiction, in realtà stai RISCRIVENDO la storia.

Ecco perchè io preferisco il documentario storico: solo mostrando i fatti reali, documentandoli con materiali dell'epoca, puoi garantire una certa obiettività nel tuo racconto.

A me interessano le dichiarazioni originali di Thomas Lawrence, non quello che "dice" Peter O'Toole nel film Lawrence d'Arabia.
#9 giosandro 23-09-2026 09:52

Quote:

è l'occidente il problema, siamo noi che dormiamo e non reagiamo, forse perchè anche noi sentiamo di essere colonizzatori

Non è perchè ci sentiamo colonizzatori (cosa avremo colonizzato nell'ultimo secolo?) ma perchè Israele tiene per le palle l'occidente con le tenaglie da fabbro.
Nessuno fa nulla, anzi favoriscono, perchè si cagano sotto non appena Netanyahu alza il dito.

Israele ha "infiltrati" in tutti i posti del potere dell'occidente, principalmente dove girano i soldi a grandi numeri.
Quando hai in mano le economie di un paese te lo giri sul dito.

Come sarebbe possibile diversamente che Netanyahu possa far fare a Trump quello che gli pare come si fa con un burattino?
(Alle elezioni di Mid Term Trump con buona probabilità lo tirano giù dal ramo, ma ormai quello che doveva fare lo ha fatto e non serve più).

Gli altri paesi invece, evidentemente non hanno nulla da guadagnare a osteggiare Israele.
Se non si ha nulla da guadagnare o non si ha nulla da perdere semplicemente ignorano per non attirare l'attenzione.

Quote:

#12 danielas Da noi, non c'è abbastanza gente disposta a ripudiare governanti che di fatto appoggiano i massacri.

La maggior parte della popolazione è interessata solamente a se stessa.

Sono impegnati nel fare danaro (alle volte anche solo per sopravvivere, sia chiaro) o per comprarsi l’auto nuova o lo smartphone ultimo modello o per andare in vacanza in posti esotici.

Che avvengano massacri nel Mondo, è da sempre così, non ricordo un lustro dove non vi sia stata una guerra con centinaia di migliaia di morti, sono (siamo) assuefatti a questo tipo di crudeltà.

Anche da noi avvengono atti malvagi che vengono insabbiati, vatti a leggere i due articoli di Sacchetti sulla pedofilia nel nord Europa degli anni ’80-’90-2000 ai link sotto (Sacchetti, come Blondet, è da prendere con le molle quando scrive di politica e religione, ma quando i temi sono altri riesce a scrivere eccellenti articoli e ad essere un valente investigatore).

www.lacrunadellago.net/.../
www.lacrunadellago.net/.../

Non sono solo i politici, ma è una classe dirigente economico-massonica ad essere perversa e di conseguenza, ricattata, a questi si sommano coloro i quali dovrebbero indagare, reprimere e giudicare chi commette questi tipo di reati, e che non fanno nulla.

Il caso Epstein è emblematicamente uno di questi, dove le elite americane (e non solo) vengono ricattate e costrette ad aiutare Israele nel massacro in Palestina.

E’ il cane che si morde la coda, sono tutti, chi in un verso e chi in un altro, ricattabili.

Dante Bertello.
#13 giosandro

Quote:

ammettiamolo allora , che è nella natura dell'uomo....

proprio no. Il famoso esperimento sull'imprintig di Lorenz con l'oca, non dimostra che è nella natura dell'oca credersi figlia di un umano, dimostra che la necessità che per natura l'oca ha di avere, quando nasce, qualcuno che l'aiuti a sopravvivere, in mancanza di una madre vera è spinta dall'istinto di sopravvivenza a seguire chiunque. Noi siamo tanto più complessi di un'oca, ma se il nostro istinto di sopravvivenza viene sfruttato sistematicamente per farci diventare quello che non siamo, questa non è natura, questa è cultura.

Quote:

è l'occidente il problema, siamo noi che dormiamo e non reagiamo, forse perchè anche noi sentiamo di essere colonizzatori

No, siamo colonizzati, siamo come gaza.
Tutto il mondo è gaza.
L'imperatore Tito ha sbagliato tutto..
Doveva mantenere gli israeliti in giudea a scannarsi tra di loro, invece ha sparso fanatismo e follia x tutto l'impero.
Da qui la deriva settaria ebraica del cristianesimo..
#18 dantebert

Quote:

E’ il cane che si morde la coda, sono tutti, chi in un verso e chi in un altro, ricattabili.

Una parte della popolazione c'è, che pone, per giudicare la degnità di un politico, al primo posto ( a pari merito con gli obblighi "sanitari") la presa di posizione di quel politico nei confronti di Israele.
Forse non siamo abbastanza efficaci nello spiegarlo ad altri, il perchè la tragedia palestinese ci riguarda tutti ...
Guardate che se non cagate il mio commento, mi metto a strillare come Peonia! :-D :-D :-D

Quote:

Perché la verità cambia statuto quando a pronunciarla è un israeliano?

Perché se la denuncia arriva da una vittima palestinese viene vista come conseguenza logica e consuetudine di quello che succede.
Praticamente sempre la solita solfa .
Ma se la denuncia arriva da un soldato israeliano, allora la situazione diventa molto più rara e per questo interessante.
Di fatto , se un soldato israeliano di espone in questo modo , allora deve essere per forza vero .
Ma io ci vedo da complottista un altra ipotesi.
Magari Naza non è nato per caso , e magari è invece servito alla causa .
È lo stesso schema visto per l'11 settembre.
Si ammettono verità parziali insospettabili ,per evitare che si indaghi su quelle più scomode.
Ovviamente è solo un sospetto.
Ma il meccanismo psicologico e politico di una critica esterna che compatta il consenso popolare attorno a un leader , è un fenomeno documentato in molti altri contesti politici, non solo quello israeliano
Non a caso Netanyahu ha conquistato 2 seggi in più.
Ovviamente non ci sono prove , ma se così fosse , per l'ennesima volta hanno preso per il culo tutti !!!!



Edit:
Ovviamente si deve tener conto del contesto in cui si trova il popolo israeliano nei confronti di quello palestinese.
Praticamente loro odiano a priori i palestinesi come noi odiamo gli israeliani.
Senza questa base di partenza tutto ovviamente salterebbe
Istinto di sopravvivenza OT)

L'istinto di sopravvivenza non ci fa diventare quello che non siamo, è esattamente quello che siamo.
Se un comportamento nasce da un istinto naturale, è per natura, non il contrario di essa. Altrimenti un leone che uccide a morsi per istinto sarebbe un demone, invece semplicemente segue la sua natura di predatore .
Facile santificare i sentimenti buoni ,e mettersi a posto la coscienza con quelli cattivi affermando che siamo quello che non siamo .
Vuol dire proprio conoscere il genere umano o la vita in generale.

Fine OT
@22 redazione

:-D
Giuro che stavo per commentare senza ancora aver letto il tuo "input" :-D

Comunque concordo in pieno

Quote:

Il poeta palestinese Mosab Abu Toha, che in quegli attacchi ha perso la propria famiglia, ha scritto ciò che andava detto su quegli applausi.
Ha elencato i morti, per nome e per numero: il cugino di suo padre, ucciso con la moglie, i figli e i nipoti, trentuno persone in un solo attacco; più di novanta membri della famiglia Joha in un altro.
Poi si è rivolto alle confessioni. «Bisogna spezzare le ossa del sistema che sta dietro a questo male», ha scritto. «Spezzate gli aerei da guerra. Spezzate i carri armati. Spezzate l'artiglieria. Serve una rivoluzione, non semplicemente la rottura di un silenzio».

si devono accettare, e capire,
da una parte i palestinesi che la fanno finita con l'indottrinare i bambini fin da piccoli a odiare gli israeliani e diventare martire,
dall'altra gli israeliani che accettano l'esistenza di uno Stato palestinese che vive vicino a loro, senza pretesa di prendersi tutto, e lasciare ai palestinesi quello che gli spetta, tra cui il giacimento di gas a largo di Gaza.

Come ha detto, bene, Sumiteru Taniguchi,
sopravvissuto alla bomba atomica su Nagasaki, la cui esplosione gli portò via la pelle della schiena, e per cui stette due anni a pancia in giù :-o , più una vita intera di operazioni per lenire le conseguenze della bomba,
che il segreto della pace è:
-"avere un cuore grande per capire l'altro"
Quanto inchiostro per dire che qualcuno uccide qualcun'altro. Intanto si continua ad uccidere e a morire
#22 redazione

Quote:

Guardate che se non cagate il mio commento, mi metto a strillare come Peonia! :-D :-D :-D

non sia mai :-D
Seriamente: apprezzo totalmente il tuo impegno costante contro il massacro perpetrato da israele, compreso lo smascheramento dello sfruttamento indegno della sofferenza inferta, durante il nazismo, non solo a ebrei.
Sfruttamento anche italiano ( ho la tua età, ricordo che già a scuola venivamo condizionati a fare il tifo per i sionisti che, dopo le pene subite durante il nazismo, vittoriosamente andavano a conquistare la "loro" terra, come se chi ci abitava non contasse nulla).
Sulla polemica

Quote:

"Perché dovete vedere Palestine 36, e non applaudire NAZA".

mi viene solo tristezza, per me se la possono risparmiare. Di fronte a un orrore simile, mancava solo la polemica su cosa bisogna applaudire di più ...
#24 Venusia 23-09-2026 13:32
Istinto di sopravvivenza OT
Dalla Trecani:
Comportamento che tiene attaccati con il mastice i politici alla poltrona.
#22 redazione 23-09-2026 12:34

Quote:

Guardate che se non cagate il mio commento, mi metto a strillare come Peonia! :-D :-D :-D

Massimo,
non ti "cago" perchè altrimenti Peonia dice che facciamo figli e figliastri. ;-)


Oh, caxxo! Ti ho "cagato". :hammer: :hammer:
Non servono ne documentari ne fiction, basta andare dentro a questo sito dove sono presenti 115 000 video e 41 000 foto del genocidio in atto.

www.archivegenocide.com/

Difficile rimanere in quella pagina web per più di 30 secondi...

Quote:





#31 simomig89 23-09-2026 17:11

Quando nasci nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Orribile.

Quote:

Quando nasci nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Orribile.

Cioè? Quando nasci a casa tua ?

Il posto è quello loro, il momento è indifferente.

quando nasci con affianco dei demoni ebrei sionisti al momento in cui sono liberi di fare quello che vogliono.
#33 simomig89

Quote:

Cioè? Quando nasci a casa tua ? Il posto è quello loro, il momento è indifferente. quando nasci con affianco dei demoni ebrei sionisti al momento in cui sono liberi di fare quello che vogliono.

approvo e sottoscrivo!
#16 redazione

Premetto che non sono un regista, quindi potrei dire delle nuove boiate, o peggio.

Forse la fiction è più facile da seguire è più avvincente, ti stanca meno, se poi si aggiungono dei bravi attori la situazione circostante può essere trasmessa allo spettatore anche attraverso le emozioni dei protagonisti, mantenendo invariata la Storia in sottofondo.
Il documentario richiede più impegno e tempo da parte dello spettatore, che può avere richieste differenti dallo spettatore che segue la fiction.
È un pò come leggere un libro e poi vederne il film relativo, sono due cose diverse, solitamente delude, per accontentare un maggior numero di spettatori, bisognerebbe riuscire a fare qualcosa che media, tipo una fiction/film+documentario, mi viene in mente il film di Bernardo Bertolucci: L'ultimo imperatore, anche se in termini di tempo è abbastanza lungo ma comunque è neccesario per capire la Storia di un paese o di un popolo, oltre al tempo speso per illustrare la storia dei protagonisti e le loro emozioni.

Quote:


#33 simomig89 23-09-2026 17:32


Quote


Quote:

quando nasci con affianco dei demoni ebrei sionisti al momento in cui sono liberi di fare quello che vogliono.

Che è esattamente quello che ho detto io
Nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Comunque no problem.
#36 Venusia


Quote:

Che è esattamente quello che ho detto io Nel posto sbagliato al momento sbagliato.

non è esattamente quello che hai detto...loro sono nati a casa loro e amano quella terra dei loro avi..
forse possiamo dire la terra è il posto sbagliato, se l'umanità si comporta così

parafrasando allora anche i nativi americani sono :
"Nel posto sbagliato al momento sbagliato"
#22 redazione
Massimo sono d'accordo con te, per un'analisi più profonda e veritiera il documentario è lo strumento più adatto
Forse il film, riesce ad attrarre più pubblico, come è già stato detto...

premetto che non ho visto nessun dei due e prox settimana li vedrò,
quindi posso sbagliarmi, ma dai trailers mi sembra che:

- Palestina36 concentrandosi sul periodo "inglese"scagiona un po gli ebrei( o quel che sono)...anche se la storia passa pure di li

- Naza invece, umanizza i sionisti , che invece essendo demoni-criminali, andavano ripresi dal davanti e non dal didietro mentre confessano
#35 Astro!...logo

Quote:

Forse la fiction è più facile da seguire è più avvincente, ti stanca meno, se poi si aggiungono dei bravi attori la situazione circostante può essere trasmessa allo spettatore anche attraverso le emozioni dei protagonisti, mantenendo invariata la Storia in sottofondo.

Certo che la fiction è (o almeno dovrebbe) essere più facile da seguire, ma il tuo subconscio SA che stai guardando una fiction, e l'impatto emotivo è sicuramente infinitamente minore rispetto al guardare uno dei video presenti nel sito segnalato da @simomig89 nel post #31. Nessuno di quei video potrebbe MAI finire in una fiction potenzialmente guardata da migliaia di minori e persone anche solo minimamente sensibili, per cui non sarebbe proprio possibile, in casi simili, riprodurre la storia in modo fedele al 100%. E, per bravi che possano essere gli attori, un conto è vedere il vero Hitler mentre straparla in un filmato d'epoca, un altro, ben diverso, guardare un attore con una vaga somiglianza, a cui hanno appiccicato un paio di baffetti mentre recita, indipendentemente dal fatto che la storia sia riportata fedelmente o meno .
Personalmente, nel primo caso mi viene il voltastomaco, mentre nel secondo mi stappo una birra, e magari cambio pure canale al primo giro di spot pubblicitari.
Magari sono sbagliato io, eh! Ma credo che questo sia, in soldoni, anche quello che Massimo voleva significare nel suo post #16.
E mi ci ritrovo in pieno.
Astro...logo, Giosandro: Diciamo che il documentario (ben fatto) dà più garanzie di veridicità. Certo che vedere una fiction, per lo spettatore, è più piacevole.
Secondo me questo succede, perché la società occidentale, è talmente abituata agli atteggiamenti del popolo e dell'esercito israeliano, che quando alcuni di loro denunciano i crimini che da sempre commettono, ne rimangono sorpresi, quasi increduli e chi denuncia, come in questo caso, diventa una chimera.
#39 Stonefish59 #40 redazione

Il discorso è molto soggettivo dipende anche dall'occhio/orecchio di chi guarda/ascolta.
Può sembrare un aspetto secondario ma dal mio punto di vista un documentario per considerarsi ben fatto deve essere raccontato con una certa metrica nel flusso delle parole e ancora più importante è il tono della voce, diciamo che Massimo è piacevole da ascoltare, al contrario, per esempio, non riesco ad ascoltare Barbero, indipendetemente da quello che dice, con quella voce stridula mi irrita la pelle.
Si può dire che il film documentario per completezza può essere associato al libro, invece che leggere e immaginare, ascolti e vedi, in entrambi i casi puoi fermarti e riflettere, tornare indietro, rileggere o rivedere.
Per contro le opere derivate subiscono un processo di adattamento e sintesi, anche per questo possono perdere di veridicità e dare emozioni diverse.
Sono modi diversi di espressione mediale, poi dipende sempre come si fanno le cose e come vengono percepite.
E a proposito delle posizioni sulla Palestina, credo sia degna di nota la frase che Roger Waters ha detto, tramite video, ad Ed Sheeran, reo di aver escluso dal suo tour il rapper Macklemore dopo che ha detto "Free Palestine".
La frase è: "c'è chi fa la cosa giusta, come Macklemore, e gli stronzi come te".
Certo è uno che non le manda a dire...
A me questa contraposizione cosa è meglio, Palestine 36 o NAZA onestamente non capisco. Sono due piani davvero diversi. Andrò a vedere i prossimi giorni NAZA. Magari aggiungo un commento dopo.
Un articolo che merita la laurea in sociologia, perché mette in luce la nostra ipocrisia, oltre a quella dei “padroni del discorso”.
Già nel nostro mondo civile accadono episodi in cui una donna va dai carabinieri per denunciare le violenze del marito e loro fanno di tutto per dissuaderla. Siamo noi stessi che diamo per scontato il mondo come lo guardiamo, comprese storture e atrocità, e rimaniamo cechi di fronte a ciò che veramente accade.
#45 mirmalag

Quote:

Già nel nostro mondo civile accadono episodi in cui una donna va dai carabinieri per denunciare le violenze del marito e loro fanno di tutto per dissuaderla.

eh già. Ma se avessero preso seriamente le denunce e adottato le ovvie misure, la montatura del "femminicidio" dove sarebbe andata a finire? Niente femminicidio, niente propaganda. La mistificazione sul "patriarcato"? niente. I bambini sequestrati a genitori che non hanno commesso reati e a genitori che hanno denunciato violenza e lasciati invece in mano a chi li abusa e li sfrutta? dove finirebbe tutto questo marciume se fossero prese le misure ovvie e normali di semplice buon senso invece di fare propaganda?
#2 SAM

Quote:

La confessione del carnefice è sempre più credibile della testimonianza della vittima.

questa è la realtà. Sarebbe interessante riuscire a vedere che non è affatto normale, e come cambierebbero tante cose di conseguenza ...