di Maurizio Blondet

Questa non è una crisi casuale, è una classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030: “Non avrai nulla e sarai felice”.

Guardate come si incastra tutto: Usano il conflitto geopolitico come pretesto perfetto. Creano scarsità e fanno salire i prezzi in modo che la gente cominci spontaneamente a rinunciare alla propria macchina.

I costi alti e la mancanza di carburante servono a spingerci in massa verso le auto elettriche e i mezzi pubblici — esattamente quello che prevede la direttiva “verde” dell’UE (RED) per ridurre le emissioni entro il 2030. Funziona la solita tecnica della rana bollita: prima i problemi solo negli aeroporti, poi si parla di razionamento per tutti, poi i prezzi schizzano ancora più su. Pian piano la società si abitua all’idea che caro e restrizioni siano la nuova normalità, e oppone sempre meno resistenza al passo successivo.

Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, si è quasi lasciato sfuggire che il problema della carenza di carburante «covava da tempo», perché l’Europa produce da anni meno cherosene di quanto serva.

Quindi non è una disgrazia improvvisa, ma un processo preparato da tempo. Cosa succederà da qui in avanti, secondo l’agenda 2030 e la teoria dell’ingegneria sociale: Nelle prossime settimane (aprile-maggio 2026): Lo sciopero dei camionisti dal 20 al 25 aprile colpirà duramente le forniture.

Gli scaffali dei supermercati inizieranno a svuotarsi, soprattutto per i prodotti che arrivano da lontano. I media, ovviamente, daranno tutta la colpa alla «guerra» e agli «speculatori», così la gente se la prenderà con il nemico esterno invece che con il proprio governo.

A metà maggio il governo passerà dalle parole ai fatti e introdurrà un razionamento parziale del carburante — probabilmente tramite un’app: 50-70 litri al mese per macchina. Lo venderanno con belle parole tipo «misura temporanea per proteggere i più deboli». Il prezzo della benzina salirà tranquillamente a 2,5-2,8 euro, il diesel si avvicinerà ai tre. Prorogheranno ancora le accise, ma con una condizione: chi compra un’auto elettrica avrà priorità e bonus.

Estate-autunno 2026: Qui si fa sul serio. Introdurranno quote digitali di carburante legate al tuo profilo digitale. Quanto potrai guidare dipenderà dalla tua impronta carbonica. Chi guida tanto, prende meno. Non sarà più solo una questione economica: cominceranno a correggere i comportamenti attraverso il portafoglio. Le stazioni di servizio tradizionali chiuderanno in massa con la scusa della «non redditività», sostituite da colonnine di ricarica con programmi statali. L’obiettivo è chiaro: entro il 2030 la maggior parte delle nuove auto dovrà essere elettrica, come previsto dalla direttiva RED e dal Green Deal europeo.

Più avanti, tra il 2027 e il 2028: Ci saranno proteste, ma le soffocheranno sul piano morale: «Siete contro il salvataggio del pianeta», «egoisti», «negazionisti climatici». L’opposizione farà un po’ di rumore per finta, ma non otterrà nulla di concreto — il suo ruolo nello spettacolo è proprio questo. La gente inizierà ad abituarsi all’idea che «andare liberamente dove ti pare» sia roba del passato. Arriveranno le «città dei 15 minuti», le limitazioni di zona, e alla fine tutti vivremo dentro un budget digitale consentito. In sostanza, tutta questa storia è la fase finale della Grande Reset.

Creano scarsità artificiale, alimentano la paura, in modo che la gente stessa chieda «qualunque soluzione». E le soluzioni sono già pronte: controllo totale sugli spostamenti attraverso l’energia. L’ecologia è solo la carta regalo.

L’obiettivo vero è che tu non possa più semplicemente salire in macchina e andare dove ti pare, senza permesso di un’app e senza limite di carbonio. Non siamo pecore. Prima capiamo cosa sta succedendo e smettiamo di giocare secondo le loro regole, più difficile sarà per gli ingegneri sociali portare a termine tutto il piano entro il 2030.

Fonte

Comments  
Tutto va come previsto. Mi stupisce la dissonanza fra il recinto che si stringe, come da tabella di marcia, e la totale indifferenza del popollame. Ovunque io vada, qualsiasi indigeno incontri, qualsiasi discorso senta o intraprenda, sembra tutto assolutamente non pervenuto. Le nuvole nere all'orizzonte non le vuole vedere nessuno. Come dissi qualche commento fa, han deciso che ci si doveva ciucciare le ciofeche elettriche? E così sarà. Almeno per chi ha soldi da spendere....
Oggi gasolio a 2.25 €


Una bella ripassata delle idiozie imposte durante il covid con uno sguardo al futuro per l'Europa come terra di saccheggiare
Toni diversi ma stessi concetti



t.me/radiogreginfo/51654

Quando a promettere il blackout era klaus schwab
Sottoscrivo.
Aggiungo Corbett che fa un analisi dettagliata dei BRICS.
Questo è il nuovo ordine mondiale tecnocratico.

Due considerazioni generali:

1) Non pensiamo che i vertici che guidano l’occidente siano infallibili/onniscienti/onnipotenti. Non lo sono, ma proprio per nulla. Sono un branco di oligarchi pedosatanisti ferrati solo nella propaganda (che viene assimilata integralmente solo da certi strati zombificati delle masse europee) e nei giochetti speculativi borsistici (vedi insider-trading trumpiano), ma totalmente incompetenti per quanto riguarda economia reale, gestione dell’industria, scienza militare, eccetera. Lorsignori non hanno voluto i più recenti sviluppi geopolitici, anzi. Avrebbero voluto sottomettere la Russia attraverso l’Ucraina presa in ostaggio, banderizzata e usata come testa d’ariete antirussa dal 2014: hanno fallito. Qualche giorno fa hanno tentato di aprire una nuova direttrice d’attacco contro l’Eurasia, attaccando quello che pensavano essere il suo ventre molle, l’Iran: hanno fallito. Il piano completo era nientemeno che la conquista del modo con metodo neo-coloniale: piazzare governi formalmente “indipendenti” ma in realtà di Quisling in ogni singola capitale mondiale (soprattutto Mosca, Beijing, Teheran, Nuova Delhi), mediante guerra esterna o golpe interni da loro sponsorizzati, per schiavizzare i lavoratori e privatizzare e saccheggiare le risorse dell’intero globo: hanno fallito.

2) La dottrina “non avrai nulla e sarai felice” era stata originariamente concepita dagli oligarchi affinché fosse data in pasto ai popoli di tutto il modo, a conquista del mondo ultimata. Ma ora, serve soltanto per far accettare carestia e povertà diffusa alle masse occidentali, e solo ad esse. In altre parole, lorsignori oligarchi pedosatanisti provano a fare il lavaggio del cervello alle masse occidentali prima del botto finale del sistema (capitalismo finanziario). In modo che, dopo il botto, i popoli occidentali non imbraccino i fucili, non inizino a lanciare bombe, non tirino fuori corda e sapone per dare il benservito ai gestori falliti di un sistema fallito, ma anzi accettino carestia e povertà col sorriso, identificandoli come “austerità green”, “autoriduzione volontaria dei consumi per un futuro ecosostenibile” o altre boiate simili. State certi che proveranno anche a spacciare il loro tentativo di ritornare al feudalesimo come “una specie di comunismo”.
Anche in questo caso, gli oligarchi falliranno.
Di Agenda 2030 e Grande Reset ormai se ne parla da tempo. Le intenzioni sono manifeste, i catalizzatori di processo noti: praticamente ogni emergenza, crisi, guerra, diventa utile ad implementare un sistema di controllo.

Quello che non si fa in maniera chiara ed esplicita è fornire le motivazioni, il perchè, il movente. E senza questi elementi molti non realizzano, non capiscono, non trovano giustificazione, perchè non vedono il senso di una transizione che nega e mina alla radice le fondamenta stesse sulle quali il sistema si è finora basato: l'economia di mercato con al centro il lavoratore-consumatore.
Inoltre non sembra esserci, da parte di chi denuncia ciò che è ormai ben visibile, una proposta alternativa a quello che è di fatto un problema sistemico dei paesi industrializzati.