Papi & misteri

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1 Settimana 2 Giorni fa #68646 da Volano49
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Una storia inquietante, rimasta tale da quasi mezzo secolo, è di certo la morte di Papa Luciani, novello responsabile per soli 33 giorni del soglio di Pietro. Mistero che poteva essere svelato dall'autopsia se di omicidio si trattasse (caffè avvelenato), se non che, il Collegio dei Cardinali avendo la potestà giurisdizionale in casi del genere, negò da subito l'autopsia. Da questo no perentorio partì tutta una seri di speculazioni, ovviamente ovvie se si considera che il suo pontificato veniva considerato da più parti come "innovativo", in grado di apportare un cambiamento, se non radicale, di certo profondo nella Curia Romana, ovvero nella stessa struttura portante della Chiesa Cattolica.

Domandona: Albino Luciani fu avvelenato? Il quotidiano "Il Manifesto" all'annuncio della sua dipartita  se ne uscì con il titolone: "E' rimorto il Papa", forse in considerazione che il novello Papa fu da subito considerato "gnostico", dal momento che durante una omelia, configurò Dio come Madre e non come Padre. Quisquilie? Può essere, ma non fu certamente un lapsus. In breve: perché si disse che fu avvelenato? Papa Luciani si coricava alle 21,30 e si svegliava alle 5,15 quando gli veniva portato una tazza di caffè. Prassi solita anche il giorno 28 settembre. L'indomani mattina (29) più tardi, viene rinvenuto cadavere da suor Vincenza, ancora a letto con un libro aperto: "La devozione di Cristo".

Papa Albino Luciano era ritenuto davvero un Papa scomodo, innovatore per quei tempi? Una risposta adeguata su questa domanda risulterebbe chiarificatrice. Una curiosità ci ricorda il suo brevissimo pontificato, solo 33 giorni, 33 come molti vorrebbero confrontarli con i 33 anni di vita di Cristo. Un'altra curiosità e quella del giorno in cui A. Luciani viene eletto (praticamente all'unanimità, 101 voti su 111 votanti), nello stesso giorno della celebrazione della madonna di Czestochowa, venerata in seguito da Karol Woityla, Papa Giovanni Paolo II, successore diretto del Luciani, Papa Giovanni Paolo I.

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1 Settimana 2 Giorni fa #68647 da Zagreus
Risposta da Zagreus al topic Papi & misteri
L'avevo già sentita questa tesi ma fa acqua da tutte le parti. Il senso dell'omelia mi pare chiaro e non ha niente a che vedere con lo gnosticismo: 

((Dio)) Ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. E’ papà; più ancora è madre. Non vuol farci del male; vuol farci solo del bene, a tutti.


Se non fosse già abbastanza chiaro, si può ricorrere a quanto scritto nel catechismo emanato da Giovanni Paolo II nel 1992 (sotto la supervisione del cardinale Ratzinger):

Chiamando Dio con il nome di Padre, il linguaggio della fede mette in luce soprattutto due aspetti: che Dio è origine primaria di tutto e autorità trascendente, e che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d’amore per tutti i suoi figli. Questa tenerezza paterna di Dio può anche essere espressa con l’immagine della maternità, che indica ancor meglio l’immanenza di Dio, l’intimità tra Dio e la sua creatura. Il linguaggio della fede si rifà così all’esperienza umana dei genitori che, in certo qual modo, sono per l’uomo i primi rappresentanti di Dio. Tale esperienza, però, mostra anche che i genitori umani possono sbagliare e sfigurare il volto della paternità e della maternità. Conviene perciò ricordare che Dio trascende la distinzione umana dei sessi. Egli non è né uomo né donna, egli è Dio. Trascende pertanto la paternità e la maternità umane, pur essendone l’origine e il modello: nessuno è padre quanto Dio.

Che se vuoi forzarla si presta ad una lettura ancora più gnostica.

D'altronde, se bastasse un'omelia, perché non dovrebbe essere stato ucciso per aver pronunciato il giorno prima della sua morte delle parole ben più rivoluzionarie, tipo mettere in discussione la "santissima" proprietà privata?

Il grande Papa Paolo VI dice anche nella ‘Populorum progressio’ che la proprietà privata per nessuno è un diritto inalienabile ed assoluto. Nessuno ha la prerogativa di poter usare esclusivamente dei beni in suo vantaggio oltre il bisogno, quando ci sono quelli che muoiono per non aver niente. Alla luce di queste parole non solo le nazioni ma anche noi privati, specialmente noi di Chiesa, dobbiamo chiederci: Abbiamo veramente compiuto il progetto di Gesù che ha detto: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso?

Mi pare ben più dirompente.
Ovviamente però non basta una omelia.

Se davvero Papa Giovanni Paolo I fu avvelenato, allora con ogni probabilità bisogna andare a vedere altrove, a cose molto più concrete. Infatti era intenzionato a rimuovere Marcinkus e riformare lo IOR (che era diventata una fogna, e riciclava per mafia, guerre, p2, ecc.), per maggiore trasparenza e moralità, limitare le speculazioni e tagliare i legami opachi con i banchieri laici (Calvi, Sindona).
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1 Settimana 1 Giorno fa #68648 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Papi & misteri
Le teorie, curiosità e speculazioni riguardo le morti improvvise di personaggi famosi, non si estingueranno mai. A mio parere c'è pure moltissimo da rovistare nella sparizione di Emanuela Orlandi o, come tu hai messo in rilievo, gli sporchi intrallazzi, bancari, politici e non, di quel marpione che fu P. Marcinkus, per un lungo periodo capo responsabile dell'Istituto Bancario IOR. Detto questo ciò che ho scritto su Albino Luciani, Pontefice (263°) per uno dei periodi più brevi, era evidentemente una curiosità (morte per avvelenamento). Non mi ero addentrato nei misteri pecuniari della banca del Vaticano.

Uccisi di certo per i legami speculari avuti con lo IOR, furono Roberto Calvi, trovato impiccato sotto un ponte londinese e Michele Sindona, fenomenale speculatore bancario, lui si avvelenato senza ombra di dubbio ingurgitando un caffè al cianuro, pur sotto stretta sorveglianza nel nuovissimo supercarcere di Voghera (Pv). Nel suo caso non ci furono ostacoli come per A. Luciani posti dal Collegio dei Cardinali ad impedirne l'autopsia. Se uno più due fa tre, chi più di Marcinkus desiderava eliminare Calvi, Sindona e Giovanni Paolo I°? Mah! Chissà se questi ultimi due amavano la stessa marca di caffè corretto... Scherzo…
Nel gorgo delle schifezze vaticane, come accennato all'inizio sarebbe in seguito subentrata la scomparsa di Emanuela Orlandi, ma questa è tutt'altra storia.

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4 Giorni 12 Ore fa #68683 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Papi & misteri
l'obbrobrio umano a volte non conosce limiti, ancora più condannabile se appannaggio di un Papa (la "P" maiuscola è un di più). E' questo il caso di Stefano VI che fece riesumare il cadavere del suo odiato predecessore Papa Formoso per processarlo e scomunicarlo da morto...Non contento lo fece trascinare per le vie di Roma ed infine gettarlo nel Tevere. Chissà come erano contenti i pesci...

Approfondimento su Wikipedia:
- Ferdinand Gregorovius, lo storico tedesco del XIX secolo, fornisce una tra le migliori descrizioni, sebbene con forti tinte drammatiche, del clima e della conclusione di tale sinodo:[8]

«Il cadavere del papa, strappato alla tomba in cui riposava da otto mesi, fu vestito dei paludamenti pontifici, e deposto sopra un trono nella sala del concilio. L'avvocato di papa Stefano si alzò, si volse verso quella mummia orribile, al cui fianco sedeva un diacono tremante, che doveva fargli da difensore, propose le accuse; e il papa vivente, con furore insano, chiese al morto: "Perché, uomo ambizioso, hai tu usurpato la cattedra apostolica di Roma, tu che eri già vescovo di Porto?". L'avvocato di Formoso addusse qualcosa in sua difesa, sempre che l'orrore gli abbia permesso di parlare; il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato. Il sinodo sottoscrisse l'atto di deposizione, dannò il papa in eterno e decretò che tutti coloro ai quali egli aveva conferito gli ordini sacerdotali, dovessero essere ordinati di nuovo. I paramenti furono strappati di dosso alla mummia, le recisero le tre dita della mano destra con le quali i Latini sogliono benedire, e con grida barbariche, gettarono il cadavere fuori dall'aula: lo si trascinò per le vie, e, fra le urla della plebaglia, venne gettato nel Tevere.»

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2 Giorni 14 Ore fa #68737 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Papi & misteri
Papa Leone VIII. Tempi in cui la Ferula (bastone papalino) si abbatteva con forza, fino a spezzarsi, sulle schiene altrui…

Leggo: "Papa Leone VIII è stato il 131º papa della Chiesa cattolica, eletto dal Concilio di Roma nel 963. Fu un laico, il primo a ricevere gli ordini sacri, e la sua elezione fu influenzata dall'imperatore Ottone I. Nel 964, Leone VIII fu deposto dal sinodo di Roma, ma successivamente fu ri-eletto e continuò a governare fino alla sua morte il 1º marzo 965. La sua elezione è nota per essere stata frettolosa, e Leone VIII spezzò il bastone sulla schiena del suo predecessore, Giovanni XII, come dimostrazione di potere e controllo".

Tempi che furono o che sono? Va detto che solo negli anni 2000 Il Vaticano abolì la SUA pena di morte

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17 Ore 42 Minuti fa #68786 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Papi & misteri
Dopo aver approvato (1305), dando ordine al vescovo di Vercelli di sterminare (1307) Frà Dolcino e la sua compagnia, un Papa, che più clemente non si può (Papa Clemente V), non completamente ebbro di sangue, firmò un'ingiunzione (Bolla Vox in Excelso - 1312) atta ad annullare l'intero ordine dei Templari. Che sant'uomo! Proprio un continuatore dei propositi di Cristo...Il tutto con il preciso intento di requisire/confiscare, con la collaborazione del debitore re di Francia Filippo IV, l'ingente patrimonio dei suddetti Templari.

Ma torniamo a Frà Dolcino, a quando il "braccio secolare" sorretto dalla ...clemenza di papa Clemente V si accanì contro chi non sottostava e cercava altre vie alla dittatura vaticana. Il 23 marzo 1307 dopo un'aspra battaglia, Frà Dolcino, la sua compagna Margherita e il suo luogotenente Longino, furono catturati e giustiziati: Margherita arsa in bella vista su un alto palo, mentre a Frà Dolcino e a Longino, con tenaglie incandescenti, furono strappati naso, lingua e altri pezzi della loro carne gettati poi nel fuoco. Frà Dolcino fu pure evirato prima di essere arso davanti all'Inquisizione gaudente e al popolino.

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7 Ore 25 Minuti fa #68813 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Papi & misteri
Se le vicende della Papessa Giovanna restano ancorate alla leggenda, così non si può dire di un altro "mysteryoso" Papa: Gerbert d'Aurillac, monaco benedettino francese salito al soglio di Pietro come Silvestro II. Era figlio di umili contadini, ma divenne una mente eccelsa. La sua figura venne incensata nei primi anni 2000 in un convegno promosso dal Pontificio Consiglio per la Cultura e dalla Università Lateranense che così si espresse: "capace di conoscenza matematica, geometria, astronomia, musica, medicina, logica e retorica". Si pensa che sia lui il primo che introdusse l'uso dei numeri indo/ arabi in Europa che applicava lo zero. Il su detto convegno continua: "avvicinò fede e scienza, grazie al suo prestigio, la scienza ebbe cittadinanza nelle scuole e nelle nascenti Università". Pure il vicario Cardinale C. Ruini lo incensò.

Ma dove stà il mistero? Spulciando a destra e a manca su Internet, sembra che il Gerbert divenne Papa in forza dell'aiuto esoterico musulmano...Ma non solo di quello. Il futuro Papa fece il noviziato nel convento di Saint-Gèraud, dove, nelle vicinanze, si ergeva tra vari castelli, la famosa fortezza templare di Sauvetat. Gerbert ebbe i primi contatti con l'arabo durante la sua permanenza all'abbazia di Santa Maria di Ripoll, dove venivano tradotti testi arabi. Certo è che rimase affascinato da quella cultura, dai numeri che, da Papa, introdusse poi a Roma, nonché dall'Astrolabio, che serviva a conoscere la direzione della Mecca per la preghiera. Una sempre più vasta cultura la sua, mal vista dal popolo ignorante.

Pare che si innamorasse di una certa ragazza araba di nome Meridiana che lo iniziò a riti esoterici. Nello specifico "la forza delle tre R e dei quattro 9", dal significato incomprensibile se non alla donna con una conoscenza superiore segreta. Roba da mille e una notte...Le incognite delle "tre R" potrebbero comunque in seguito spiegarsi con le tappe dei suoi spostamenti: Reims, Ravenna e Roma. Mentre i "quattro 9" andrebbero identificati con la data della sua elezione papale, il 9 aprile 999. Praticava la magia? Non è certo, ma si vociferava, le vicende legate alla sua morte lo confermerebbe...

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