di Roberto Vivaldelli

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui i regimi autoritari convocavano registi e scrittori per metterli al servizio dello Stato. Oggi, a quanto pare, lo fa la Nato. E, almeno nelle intenzioni, con lo stesso manuale: «sedurre il narratore per controllare la storia». Lo rivela un’esclusiva del Guardian: l’Alleanza Atlantica sta organizzando una serie di incontri a porte chiuse con sceneggiatori, registi e produttori cinematografici e televisivi, tra Stati Uniti ed Europa. Dopo Los Angeles, Bruxelles e Parigi, il prossimo appuntamento è a Londra, con i membri della Writers’ Guild of Great Britain. Il tutto con il placido sostegno di un ex portavoce Nato, James Appathurai, oggi funzionario per le minacce ibride, cyber e nuove tecnologie.



Nato, incontri a porte chiuse con registi e sceneggiatori

Il tema di discussione dell’incontro, che si svolgerà nel rispetto della Chatham House Rule – secondo cui i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non possono rivelare l’identità degli intervenuti né la loro affiliazione – sarà «l’evoluzione della situazione della sicurezza in Europa e oltre».

In un’e-mail del WGGB (Writers’ Guild of Great Britain) visionata dal Guardian, emerge chiaramente come gli incontri con rappresentanti della Nato abbiano già prodotto risultati concreti. Secondo il documento, le conversazioni avrebbero infatti dato vita a «tre progetti distinti» attualmente in fase di sviluppo, tutti «ispirati, almeno in parte, da queste discussioni». Il testo dell’e-mail sottolinea inoltre i valori fondanti dell’Alleanza Atlantica, scrivendo che la Nato «si fonda sulla convinzione che la cooperazione e il compromesso, la coltivazione dell’amicizia e delle alleanze, rappresentino la strada da percorrere». Gli organizzatori dell’evento si spingono oltre, affermando che «anche se un messaggio così semplice dovesse trovare spazio in una storia futura, sarebbe sufficiente». Tradotto: non serve un film apertamente bellicista pro-Nato. Basta che il sottotesto sia quello giusto.

“Offensivo usare l’arte per sostenere una guerra”

A parlare chiaro è Alan O’Gorman, sceneggiatore del film Christy, vincitore agli Irish Film & Television Awards 2026. La sua reazione è netta: «È oltraggioso, è chiaramente propaganda. Molte persone, me compreso, hanno amici o familiari che vengono da paesi che non sono nella Nato e che hanno sofferto a causa di guerre che la NATO ha combattuto e alimentato». La sensazione, condivisa da altri colleghi invitati, è di essere stati convocati non per un confronto, ma per una seduzione a senso unico. «Siamo abbastanza offesi che l’arte venga usata in un modo che sostiene la guerra», aggiunge O’Gorman, che parla di «fearmongering» – creazione di paura – diffuso in Europa per giustificare una spesa militare senza precedenti.

Questo, naturalmente, contempla una narrazione volta a identificare la Federazione russa come il nemico alle porte pronto a prendersi pezzi d’Europa in nome di un’ideologia imperialistica ed espansionistica. Nulla di diverso da certa filmografia anni’80 Usa nei quali i russi – i sovietici, durante la Guerra Fredda – venivano raffigurati come spietati, senza cuore e avidi di potere. I cattivi per eccellenza.

Come i regimi (e non solo)

I regimi totalitari del Novecento – dal nazismo al fascismo – hanno sempre considerato il cinema e la televisione come strumenti di mobilitazione e propaganda di stato. L’eroe che combatte, la minaccia incombente, la vittima che chiede aiuto: è la grammatica della propaganda, che oggi viene ripresentata come «consultazione culturale» o «partenariato narrativo». E non solo i regimi: i ministeri della Difesa di mezzo mondo finanziano film e serie tv in continuazione per promuovere una narrazione favorevole a quel Paese.

Qui, però, la propaganda è più subdola e sofisticata, e veniamo a saperlo da un’inchiesta del Guardian. E quando l’arte si piega alla ragion di Stato – anche quando questa si presenta come democratica e occidentale – cessa di essere arte e diventa strumento di manipolazione. Per questo sarebbe legittimo pretendere trasparenza: i cittadini hanno il diritto di sapere quali sono i tre progetti già approvati e in fase di produzione. Non è solo una questione di libertà artistica, ma di elementare democrazia.

Fonte Insideover

Comments  
Lo scopriremo presto "quali sono i tre progetti già approvati e in fase di produzione".

Comunque in questi ultimi anni ho la sensazione che il cinema USA da statuetta, asservito alla lobby della diversity & inclusion, sia poco incline a propagare l'idea della guerra, anche se contro gli storici "cattivi".
Si parla di solo di cinesi neri gay etc. con un piattume unico.
Ciò che temo sfugga al lettore imo è che da sempre i guerrafondai hanno usato sceneggiatori e/o professionisti del settore per le proprie farse propagandistiche.


Ma anche i pacifinti!
Forse, ecco perché, da 10 anni a questa parte ho l'impressione che la maggior parte dei fillm, siano stati fatti in modo forzato: con storia superficiale, sceneggiatura superficiale, recitazione superficiale, scenografia superficiale...ecc. ecc. E io che pensavo, che in ogni film, i registi, sceneggiatori, attori...ci mettessero un pezzetto del loro cuore, per cercare di "farsi valere", di fare carriera e fare soldi. Ma questa ormai, sembra una cosa del passato.

Oggi sembra che nei film, tutti si possano permettere di lavorare in modo superficiale, perché è come se sapessero già che il loro guadagno è garantito.
Ma questa, non è cosa normale, normalmente i film, nessuno sa se andranno bene o no (se incasseranno o no) finché non sono pubblicati e finché non si aspetta 1 mesetto / 2, ed è proprio per questo, che quelli che ci lavoravano, s'impegnavano. Oggi no.

La cosa positiva, è che quando si fanno film di propaganda, di solito la qualità è molto bassa (proprio perché, non c'è genuinità e impegno)...quindi penso che il messaggio propagandistico vada meno a segno. Fosse un film di qualità, andrebbe più a segno...ma questo è il paradosso dei "cattivi": è molto difficile essere falsi e poter comunque mettere impegno genuino.


#1 tredimeno

Quote:

Comunque in questi ultimi anni ho la sensazione che il cinema USA da statuetta, asservito alla lobby della diversity & inclusion, sia poco incline a propagare l'idea della guerra, anche se contro gli storici "cattivi".
Si parla di solo di cinesi neri gay etc. con un piattume unico.

Secondo me, nulla vieta che anche la NATO possa supportare queste correnti, diciamo. Alla fine, la NATO dovrebbe essere "un'alleanza militare", ma da quello che sembra. è anche un'alleanza "politica e culturale".

Quote:

Si parla di solo di cinesi neri gay etc. con un piattume unico

A me questa favola sul cinema americano dominato dal fantomatico gender inclusivo fa veramente ridere. Vediamo qualche numero? Conteranno i numeri, o no?? Bene, consideriamo il genere hollywoodiano più importante degli ultimi decenni (per numero di film prodotti, budget, incassi, e fenomeno di costume), ovvero quello di supereroi.

Allora: Personaggi omosessuali? Nessuno, meno di zero, neanche fra i cattivi. Neri? pochini. Cinesi? Boh. Se poi aggiungiamo le altre serie recenti di maggior successo (Star Wars, Signore degli Anelli, Hunger Games ecc.) la percentuale non cambia, anzi.

C'è un incremento di personaggi asiatici e di film ambientati da quelle parti (sempre pochi comunque), come ad. es. The Wolverine (2013) e i due Pacific Rim (2013-18) , ma si spiega col semplicissimo fatto che il cinema americano non può più permettersi di trascurare gli incassi del pubblico asiatico ricco.

Questo dicono i numeri, poi se uno vuole continuare a raccontarsi una storia che non ha riscontro con la realtà (un po' come i morti del Sesto senso che "vedono solo quello che vogliono vedere") faccia pure.
Quella Hollywoodiana è la cinematografia più usata e più funzionale allo scopo.
Ergo, gli stati uniti sono il regime più totalitario che esista,
un insieme di nazismo e fascismo estremo.
#5 Andrea Bini 05-05-2026 08:28
Evidentemente guardi solo manga giapponesi.

newdailycompass.com/.../...
giornaledellospettacolo.globalist.it/.../...
giornaledellospettacolo.globalist.it/.../...
ilfoglio.it/.../...

grandeinganno.it/.../...
Hollywood: i nuovi criteri dell’Academy per le candidature agli Oscar

Quote:

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha deciso di imporre requisiti di inclusione per i film candidati agli Oscar come miglior film a partire dal 2024.

I requisiti riguardano la rappresentazione dei personaggi, la produzione, gli stage, le nuove assunzioni e il marketing. Ogni film dovrà soddisfare almeno due dei criteri stabiliti per poter essere candidato.

Ad esempio, per soddisfare lo Standard relativo alla rappresentazione di storie e personaggi, un film deve rispettare uno dei seguenti criteri:

Uno degli attori principali o significativi non protagonisti deve appartenere a un gruppo etnico o razziale sottorappresentato.
Il 30% di tutti gli attori in ruoli secondari e minori deve provenire da almeno due dei seguenti gruppi sottorappresentati: donne, gruppi etnici o razziali, LGBTQ+, persone con disabilità cognitive o fisiche, persone non udenti o ipoudenti.

La trama principale, il tema o la narrazione del film devono essere incentrati su un gruppo sottorappresentato.
Questa nuova politica, se applicata retroattivamente, solleva domande sulle opere cinematografiche del passato. Ad esempio, un capolavoro come “Il Padrino” potrebbe essere stato escluso dalla corsa agli Oscar se i criteri di inclusione fossero stati applicati al momento della sua uscita.

Caro CharlieMike, tu confondi gli Oscar che sono premi, con i film prodotti e (soprattutto) visti dal pubblico. Io ti ho fornito i numeri dei film più importanti prodotti in America negli ultimi 30 anni. Quelli solo contano. Gli Oscar, ti informo, non contano più niente da tempo, la maggior parte degli americani non li segue più da secoli. Io insegno a studenti americani e non sanno quasi che esistono. Non gliene frega niente, sono una cosa di nicchia che sposta poco gli incassi e per questo possono permettersi di premiare film di nicchia.
#8 Andrea Bini
Biancaneve (2025)


I Fantastici 4 (2015)


Star Trek Discovery (2021)


The Flash (serie TV 2014)


McGyver (Serie TV 2016)


Rosewood (Serie TV 2015)
Il cinema è sempre stato strumento di propaganda. Ma fino a qualche decennio fa, in un mare di produzioni di scarso livello, ogni tanto usciva qualche perla di rara bellezza.
Oggi, che siano serie tv, che sia cinema, che siano documentari, il livello è crollato Probabile che il pubblico voglia questo, o viceversa si sia voluto svuotare l'arte cinematografica di qualsiasi contenuto che possa essere fonte di ispirazione.
Anni fa ho visto una serie tv leggera, ma fatta bene, sui gladiatori romani e la rivolta di Spartaco.
La serie si era conclusa. Ma l'anno scorso hanno riesumato un personaggio (morto con la testa tagliata) e fatto ripartire una nuova stagione. Incuriosito vado a dare una occhiata. Per farla breve il personaggio principale, eroe dei giochi gladiatori, è diventato donna, di colore. Eroina dell'arena. Nulla di male. Ci può stare. Va bene anche la sospensione dell'incredulità. Ma oramai sembra tutto così forzato e paradossale che non c'è da perderci tempo. Ma che bisogno ci sarebbe? A parte i guerrafondai, sempre i soliti, nelle plebi tutto questo razzismo, tutta questa omofobia, tutti questi difetti da correggere, con la cura ludovico, io non li riscontro. Da un punto di vista artistico (vale per tutte le arti) questo è periodo storico è veramente stinto.
#andrea bini
Se persino nei premi mettono delle regole vuoi che sottobanco non ci siano fianziamenti mirati?
CharlieMike: mi citi 2 film (diconsi DUE), e 4 serie televisive (diconsi QUATTRO, e comunque stavamo parlando di film, per le serie televisive il discorso è alquanto diverso dato che si tratta di prodotti per un pubblico più adulto, e meno generalisti, ovvero con target specifici).

E tutti gli altri? Lo sai che quello che conta è la percentuale sul totale per provare una qualsiasi argomentazione? Altrimenti scegliendo 2 film nel mazzo posso "provare" qualsiasi tesi. E poi dove sarebbero i gay nei 2 film citati?

Tianos la tua è una ipotesi che va provata. Ti rispondo con la mia ipotesi: secondo me con gli Oscar vogliono lavarsi la coscienza del fatto che nei film più importanti a grande budget finora è cambiato poco o nulla. Un mio amico americano mi faceva notare come ancora oggi non solo gli omosessuali ma anche le coppie miste (soprattutto un nero con una bianca) siano nei film praticamente inesistenti, rispetto alla percentuale esistente nella società.
#12 Andrea Bini
Come vuoi tu.
Addio.
La propaganda vale anche per le arti figurative. Sono andati distruggendo l'idea stessa di cosa sia e a cosa ci serva l'arte. Alberto Melari sta facendo un grosso lavoro di divulgazione su questo tema, tanti video tra i quali questo:
www.youtube.com/watch?v=5uDMO5p915Y
@Bini

Quote:

E poi dove sarebbero i gay nei 2 film citati?

Qui c'è sia l'uno che l'altro. Di tutte le tematiche care al nuovo cinema ludovico:
Brokeback Mountain
Call Me by Your Name
Moonlight
God's Own Country
Carol
La vita di Adele
Indovina chi viene a cena?
Loving
Get Out

Per le serie tv, fuori concorso, la lista è infinita.
Edit: naturalmente non è una risposta in senso stretto alla domanda. Ma chiarisce il fatto che i temi sono ampiamente trattati.
COMMENTO SUCCESSIVO
@Danielas

Ottimo anche a me piacciono i film bianco e nero. Pochi giorni fa ho visto: il settimo sigillo. Ma anche gli anni '90 primi 2000, per tornare ai giorni, nostri ancora reggevano. Dopo il nulla.
#9 Archiproblem

Quote:

Il cinema è sempre stato strumento di propaganda. Ma fino a qualche decennio fa, in un mare di produzioni di scarso livello, ogni tanto usciva qualche perla di rara bellezza.

Sì.
Questo per esempio (per chi ha voglia di disintossicarsi un pò):
www.youtube.com/watch?v=wpq8tYDGh_s
A chi parlava di Hollywood e propaganda l'hanno fatto suicidare con una balestra...
#15 Archiproblem

Quote:

Pochi giorni fa ho visto: il settimo sigillo.

ah! Bergman!!!
Amato da tanti, ma anche a lui le alte sfere gliela hanno fatta pagare:

Quote:

Ingmar Bergman fu fermato dalla polizia svedese il 30 gennaio 1976 durante le prove al teatro Dramaten, accusato di una presunta evasione fiscale, come riportato da Wikipedia. L'evento, descritto da MYmovies come un arresto umiliante, scatenò una grave crisi depressiva nel regista, portandolo a lasciare la Svezia per diversi anni in segno di protesta.

Per chi lo ama, è imperdibile la sua autobiografia: " Lanterna magica"!
#3 TheNecrons

Quote:

E io che pensavo, che in ogni film, i registi, sceneggiatori, attori...ci mettessero un pezzetto del loro cuore,

adesso non saprei indicare in quali, ma anche Massimo Mazzucco ha raccontato in diversi video le sue esperienze di regista, dalle quali si desume come non sia possibile per un regista metterci un "pezzetto del proprio cuore". A cominciare dal fatto che già in quegli anni i registi delle grosse produzioni ( che poi sono anche quelle che ottengono le sale) statunitensi erano intercambiabili, assunti e licenziati come impiegati. In europa il film d'autore è sopravvissuto un pò di più ... ma non tanto. E' un'arte molto costosa, e quelli che i soldi li hanno, come sappiamo, non li mettono a disposizione dello sviluppo degli esseri umani ...
Se persino un autore recente come Paul Thomas Anderson si è piegato alle politiche di Hollywood...

www.youtube.com/watch?v=YysDQ7uvXes

video del buon Calvero

Quote:

E quando l’arte si piega alla ragion di Stato – anche quando questa si presenta come democratica e occidentale – cessa di essere arte e diventa strumento di manipolazione.

Ma tu guarda che scoperta!
Non è necessario concentrarsi solo sui regimi totalitari del ventesimo secolo (nazismo, fascismo, stalinismo, ecc.) e su Hollywood americana.

L'arte è stata ed è tuttora uno dei mezzi di comunicazione più potenti, spesso utilizzata per veicolare messaggi ideologici, politici o religiosi, legittimare il potere e plasmare l'opinione pubblica: mosaici e affreschi, monumenti e statue, canzoni, teatro, testi (letteratura) e monete.

Ciò che è cambiato è il modo e i mezzi con cui la propaganda viene diffusa.
Gli antichi non avevano la televisione.

Quote:

Per questo sarebbe legittimo pretendere trasparenza: i cittadini hanno il diritto di sapere quali sono i tre progetti già approvati e in fase di produzione.

Abbiamo delegato tutto, ma non solo.
In una democrazia, tutto ha dei limiti o è relativo, quindi di quale diritto alla trasparenza stiamo parlando?

Se avessimo il diritto di sapere, non esisterebbero i segreti: riunioni a porte chiuse, servizi segreti, segreti di stato, documenti top secret, ecc.
Per non farsi riconoscere ci sarebbero quei cappucci a punta che anni fa andavano per la maggiore, le sette segrete d'un tempo, le logge massoniche, le rappresentazioni blasfeme, tutti i ku klux klan ...., insomma la modalità piaceva. Evidentemente adesso la strategia è diversa! L'identità dei partecipanti la devi conoscere e molto bene, e il nuovo patto deve essere di sangue. Aspetta un poco, dove s'è sempre usata quest'altra modalità ....? Boh, mi sfugge!
#4 Andrea Bini

Quote:

Vediamo qualche numero? Conteranno i numeri, o no??

Non so di quali numeri tu stia parlando, ma comunque no, i numeri non contano.

Quote:

Allora: Personaggi omosessuali? Nessuno, meno di zero, neanche fra i cattivi. Neri? pochini. Cinesi? Boh.

Non so quali o quanti film e serie TV tu abbia visto finora e da dove provengano, se da questo pianeta o da un'altra galassia.

Lascia perdere i numeri; vai direttamente alla fonte e guarda qualche film o qualche serie TV.

Ma se non sei appassionato di cinema o non hai tempo da perdere, vai sui siti dove puoi guardare/scaricare film e serie TV e leggi i commenti di chi li ha già visti e cosa ne pensa.
Anche il fumetto è l'arma più forte!
Anche il fumetto è l'arma più forte!
Il problema nella sue essenza è questo: finchè la maggior parte della gente continuerà a trovare diletto nel pagarsi un abbonamento a Netfilix o a Youtube per ingurgitare, senza farsi domande, molti contenuti di propaganda (ce n'è a tutti i livelli), allora di certo continueranno ad esistere film di propaganda che anche la Nato sfrutterà per convincere buona parte del mondo di essere dalla parte dei giusti e dei buoni.
La storia si ripete sempre se non c'è abbastanza gente disposta a imparare la lezione. e a trarre le conclusioni usando la propria testa anziché inseguire i "luoghi comuni".
cheppalle, non succede mai niente di nuovo

comunque riguardo alle serie tv il discorso non è diverso per una questione di target, come scriveva qualcuno qui sopra

è diverso perché le serie tv sono anche peggio dei film in quanto a influenza, per il semplice fatto che durano di più e creano una sorta di dipendenza
e per citarne una, in quella del Signore degli Anelli (non ho resistito e ne ho guardato un paio di episodi) ci sono elfi neri e asiatici, e nani neri :-?
Il problema non risiede in Netflix o YouTube in quanto fonti di propaganda, perché non sono le uniche.
Bandierine, slogan e narrazioni sono ovunque, persino sul cibo che compriamo al supermercato.

Che se ne rendano conto o meno, le persone amano la propaganda: dà loro un senso di sicurezza e alimenta le loro speranze, spesso vane.

La propaganda è come le fiabe: perché ci piacciono le fiabe?

La propaganda spesso non ha bisogno di essere vera per essere efficace; ha bisogno di essere emotivamente soddisfacente.

La propaganda crea una narrazione in cui il "noi" (il gruppo) è destinato a vincere o a trionfare, promettendo un futuro migliore.

La propaganda sfrutta il bisogno umano di far parte di un gruppo ("noi" contro "loro").
Rafforza l'identità sociale e fa sentire le persone parte di qualcosa di più grande, il che è intrinsecamente rassicurante.
Si pensi, ad esempio, all'Iran di oggi.


Ad esempio, durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti e l'URSS investirono somme ingenti nella propaganda.

Solo per lo jamming (disturbo radio), i russi spendevano ogni anno una cifra che spesso superava i budget combinati di tutte le stazioni radio occidentali.

Negli anni '80, la CIA stimò che Mosca spendesse tra i 3,5 e i 4 miliardi di dollari annui in attività di influenza globale.

Si può quindi sostenere che i russi abbiano speso più denaro e risorse per la propaganda rispetto agli americani, ma questi ultimi si sono dimostrati più efficaci e la loro narrazione ha avuto più successo.
Semplicemente, piaceva di più alla gente.

Ma se così non fosse, la lingua internazionale oggi non sarebbe l'inglese, bensì il russo. Questo è tutto.
@Kent

Quote:

La propaganda crea una narrazione in cui il "noi" (il gruppo) è destinato a vincere o a trionfare, promettendo un futuro migliore.

Direi preciso. Senza dimenticare che prima del cinema, ma ancora oggi, a soddisfare questa necessità c'erano/ci sono le religioni, comprese tutte le varie correnti filosofiche e di pensiero che si sono sviluppate nel tempo. E di per sé non ci vedrei nulla di male, se non fosse tutta una illusione.

@A.B. Normal

Quote:

ci sono elfi neri e asiatici, e nani neri 

I nani neri son sempre esistiti...ma prima li chiamavamo pigmei, mi pare. :pint:
@ andrea Bini
vado a memoria (puoi anche saltare i titoli e leggere in fondo)

Film :
The Rocky Horror Picture Show
Philadelphia
Brouback Mountain
In & Out
I segreti di Adele
Boys don't cry
tutti su mia madre
Billy elliott
Star Wars della Disney


Serie TV:
Will & Grace: lei ama lui, ma lui è gay solo che non lo sa fino a quando non lo impara dal suo amico gay...
Shameless (Questa è una vera e propria serie manifesto; qui è rappresentato tutto e anche di più: coppia finocchia; coppia lesbo; pronomi dalla A alla Z; cinni ritardati e adulti ancora di più; aborti verso l'infinito e oltre...).
Come ho conosciuto tua madre (il personaggio più carismatico è notoriamente omosessuale)
Big Bang Theory (l'attore che interpreta Sheldon è omosessuale).
White Collar (l'attore protagonista è omosessuale).
Barnaby
: col cambio dell'attore protagonista hanno aprofittato per rappresentare la nuova ingRilterra (chi sa così l'Inghrish capisce) tutta Curry & Curcuma LGBTCUCU'.
New Tricks: vedi Barnaby

Cartoons & Anime:
Voltron (serie Netflix) (USA): il pilota del Leone Nero, quindi il capo, è stato fatto diventare gay da un giorno all'altro.
Lady Bug et Chat Noir (FRA): da cartone normale con storia d'amore normale è stata fatta diventare un manifesto della nuova ideologia queer con tanto di travestito che racconta le favole ai bambini.
Sailor Moon (JAP): ho gia detto tutto.
Winx (ITA): ho già ridetto tutto.
American Dad (USA): hanno sdoganato definitivamente l'omosessualità come valore aggiunto per le politiche di destra (repubblicane) almeno una ventina di anni fa.

... Comunque nelle linee guida postate da Charlie Mike non si richiede che la rappresentazione gay sia per forza nella trama del film, basta che venga rappresentata dagli attori ovvero:
personaggio etero interpretato da attore omosessuale.
;-)
#29 El_Barbudo

Quote:

... Comunque nelle linee guida postate da Charlie Mike non si richiede che la rappresentazione gay sia per forza nella trama del film, basta che venga rappresentata dagli attori ovvero:
personaggio etero interpretato da attore omosessuale. ;-)

Esatto.
Io ho fatto riferimento solo ai neri perchè è, ovviamente, il dettaglio più evidente ma spesso sono rappresentati anche i gay.
Ma se questo facesse parte della trama non ci sarebbe nulla di male.
Nei titoli citati sopra l'essere gay è nella trama.

Quello che io evidenzio è quando minoranze etniche o di genere vengono messi in risalto fuori contesto solo per non scontentare il politically correct.

L'esempio più eclatante è Biancaneve del 2025.
L'incipit stesso della fiaba recita:

Quote:

Una volta, in inverno inoltrato, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E, mentre cuciva e alzava gli occhi per guardare la neve, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella neve. Il rosso era così bello su quel candore, che ella pensò fra s‚: "Avessi un bambino bianco come la neve, rosso come il sangue e nero come il legno della finestra! ." Poco tempo dopo, diede alla luce una bimba bianca come la neve, rossa come il sangue e con i capelli neri come l'ebano; e, per questo, la chiamarono Biancaneve.

E' stata interpretata da una mulatta che tutto può avere meno che la pelle bianca come la neve.

E' una forzatura colossale.

Lo stesso per il film Star Trek Beyond.
(SPOILER)
Nella scena dove i nostri sbarcano sulla Terra al termine di una missione il tenente Sulu trova ad aspettarlo il suO compagnO con un figlio (evidentemente adottato).
Il fatto che Sulu sia gay non viene più menzionato nel film, ne è un fattore importante nella sceneggiatura.

La presenza di una donna nera a interpretare il tenente Uhura non è fuori contesto in quanto è presente nella serie classica con la motivazione che nel futuro non ci sono più differenze etniche.
Tuttavia nella serie TV Star Trek Discovery la protagonista è una donna nera, sorella adottiva (mai menzionata nelle serie precedenti) del comandante Spock.
Inoltre a bordo, il direttore di macchina (uomo) ha una relazione gay con il medico di bordo (uomo). Anche questo completamente fuori contesto.

Nella serie TV The Orville il medico di bordo è una donna nera mentre due membri alieni dell'equipaggio rappresentano i gay (dettaglio forzatamente giustificato dal fatto che le femmine sul loro pianeta non esistono, pertanto i maschi sono ermafroditi).

Insomma, quel che voglio dire è che negli ultimi anni (ma anche nel passato) film e serie TV sono fortemente usate per veicolare ideologie politiche che nulla hanno a che fare con la trama.

Quote:

Qui, però, la propaganda è più subdola e sofisticata, e veniamo a saperlo da un’inchiesta del Guardian. E quando l’arte si piega alla ragion di Stato – anche quando questa si presenta come democratica e occidentale – cessa di essere arte e diventa strumento di manipolazione. Per questo sarebbe legittimo pretendere trasparenza: i cittadini hanno il diritto di sapere quali sono i tre progetti già approvati e in fase di produzione. Non è solo una questione di libertà artistica, ma di elementare democrazia.

E The Guardian sa anche quando ci sono stati incontri a porte chiuse in passato con sceneggiatori e registi che possano spiegare come Spielberg azzecco in Minority Report nel 2002 tecnologie oggi comuni come gli annunci pubblicitari personalizzati, le interfacce a gesti senza contatto e il software di polizia predittiva.
Oppure come 2001 Odissea nello spazio Stanley Kubrick predisse con decenni di anticipo l'uso dei tablet , le videochiamate, il turismo spaziale e persino l'ascesa di assistenti digitali dotati di intelligenza artificiale interattiva come HAL 9000.
Dove si incontrarono per Contagion o Truman show il padre di tutti i reality e del grande fratello moderno.
A me sembrano propagande subdole anche queste alle quali sono molto interessato.
Poi penserò alla Nato
La finestra sul Luna Park #14 Archiproblem

Quote:

anche a me piacciono i film bianco e nero. Pochi giorni fa ho visto: il settimo sigillo. Ma anche gli anni '90 primi 2000, per tornare ai giorni, nostri ancora reggevano. Dopo il nulla.

eh, non è questione di bianco e nero :-)
La finestra sul Luna Park mostra un'altra umanità, prima della "new age" delle meditazioni delle programmazioni neurolinguistiche, prima dell'invasione di tante cose, e lascia un piccolo spazio per chiedersi come sarebbe potuta andare, se avesse potuto continuare su quella strada ... (non parlo solo di cinema ovviamente)
Nella sostanza i temi sono gli stessi, parla di scelte profonde individuali e di relazione, il lavoro e la politica che manovra il lavoro allora come adesso, mette sul piatto la questione scuola e istruzione e quel che dice vale anche adesso. Parla soprattutto di umanità, ne parla con comprensione e, direi, con amore. Gli uomini protagonisti del film, dal nonno, vecchio ovviamente, ai due papà (uno temporaneo) al bimbo, ognuno con i suoi limiti e difetti sono splendidi e, in qualche modo, riescono attraverso le difficoltà, non senza sofferenza, a capirsi e a stimarsi. Sono tutti persone con grande dignità.
Chi ha manovrato per troncare il cinema d'autore sapeva quel che faceva!
@Danielas

Quote:

mostra un'altra umanità, prima della "new age" delle meditazioni delle programmazioni neurolinguistiche, 

Si chiaro non mi riferivo alla scelta stilistica del bianco e nero, ma al periodo storico cinematografico. I vecchi film li trovo anche interessanti perché mostrano oggetti, stili di vita, contesti urbani, che oggi sanno tanto di archeologia tecnologica e sociale. In merito al discorso new age, pnl, mi trovi assolutamente d'accordo. Lo accennavo in un precedente commento. A proposito di tempi che sembrano lontani, hai visto i documentari di Vitorio de Seta? O la serie del Filo d'oro?

Quote:

hai visto i documentari di Vitorio de Seta? O la serie del Filo d'oro?

no non li conosco. Li guarderò domani :-)
Archiproblem, scusa ma ti rendi conto che hai listato 9 film prodotti in paesi diversi su tematiche diverse nell'arco di quasi 60 anni? Non vi rendete conto che in questo modo si può provare qualsiasi cosa, ma uno straccio di metodo scientifico si può avere almeno dagli utenti di Luogocomune? Karl Popper si rivolterebbe nella tomba a leggere certi post...ti faccio un esempio di come sia facile questo giochino: due personaggi importantissimi che in origine erano bianchi sono stati interpretati senza ragione apparente da attori neri: Giuda in Jesus Christ Superstar e Kingping in Daredevil (2003). Si da il caso che in entrambi i casi siano gli "arci-cattivi" del film. Non solo: nei recenti Spider-man il fetentissimo Flash Thompson che bullizza Peter a scuola, e che in origine è bianco, biondo e decisamente Wasp, è interpretato da un attore "scuro" chiaramente latinoamericano (la famiglia è del Guatemala). Questo prova che il cinema hollywoodiano è razzista!
#35 Andrea Bini

Quote:

ti faccio un esempio di come sia facile questo giochino: due personaggi importantissimi che in origine erano bianchi sono stati interpretati senza ragione apparente da attori neri: Giuda in Jesus Christ Superstar e Kingping in Daredevil (2003). Si da il caso che in entrambi i casi siano gli "arci-cattivi" del film. Viceversa, nei recenti Spider-man il fetentissimo Flash Thompson che bullizza Peter a scuola, e che in origine è bianco, biondo e decisamente Wasp, è interpretato da un attore "scuro" chiaramente latinoamericano (la famiglia è del Guatemala). Questo prova che il cinema hollywoodiano è razzista!

Mai detto che questo cambio di razza identifichi il razzismo.
Secondo il politically correct dovrebbe rappresentare l'esatto opposto.

Il punto non è il razzismo, che non c'entra una beata fava.
Il punto è inserire elementi che non hanno nulla a che vedere con il contesto o incoerenti con la storia originale per trasmettere una ideologia.
Escludendo Giuda in Jesus Christ Superstar per il fatto che non sarebbe poi impossibile che Giuda fosse stato di colore, Kingpin è sempre stato disegnato come un uomo di razza bianca. Per quale motivo cambiarlo?
Lo stesso per Flash Thompson: un ragazzo bianco.

Io ho citato un film (flop) sui Fantastici 4 dove Johnny Storm (Torcia) è interpretato da un nero, quando nel fumetto è sempre stato un bianco e per giunta biondo.

Nella serie TV su The Flash, la fidanzata di Barry Allen, Iris West, è nera al contrario di come è sempre stata disegnata nei fumetti originali.

Nella serie TV Merlin, ambientata all'epoca di Re Artù, Ginevra è "diventata" nera (per giunta da umile servitrice a regina), quando in quel periodo non c'erano ancora neri in Inghilterra.

Ma, ripeto, il più eclatante di tutti è il film Biancaneve, dove proprio la descrizione nell'incipit della fiaba parla di una ragazza dalla pelle non bianca ma bianchissima "come la neve", fatta interpretare da una attrice di colore.

Non si può dire che si tratta di razzismo in quanto si da spazio importante alle razze nere, ma piuttosto si enfatizzano le minoranze in contesti che nulla hanno a che vedere con la trama.
Posso capire che in passato il razzismo abbia pesantemente influito sulla razza dei personaggi dei fumetti, dei film e dei telefilm (sto leggendo i fumetti degli anni '30 e '40 di alcuni supereroi e di neri o gay non c'è nemmeno l'ombra), ma purtroppo questa è ormai storia e non si può cambiare a causa di una ideologia.

P.s.: un paio di curiosità su Star Trek Serie Classica che probabilmente molti già sapranno.
1. George Takei, interprete dell'asiatico tenete Sulu, è un gay dichiarato ma per ovvi motivi la sua tendenza negli anni '60 doveva rimanere nascosta. Il suo personaggio quindi era tutt'altro che gay.
Sebbene non ci fosse mai motivo di evidenziare nella sceneggiatura il lato sessuale, a questo era deputato il capitano Kirk, in un episodio, "Specchio, specchio" Sulu fa delle pesanti avance a Uhura.

2. Nell'ìepisodio "Umiliati per forza maggiore" viene rappresentato il bacio interrazziale tra Kirk e Uhura (forzato telepaticamente dagli alieni del pianeta).

Quote:

La scena del bacio fu girata parecchie volte, con differenti livelli di contatto tra i due attori, e molti ipotizzano su quale versione sia stata usata nel montaggio finale dell'episodio. William Shatner ricordò nel libro Star Trek Memories che la NBC insisteva affinché le loro labbra non si toccassero (la tecnica di distogliere la testa dalla telecamera fu usata per nascondere il contatto). Tuttavia, Nichelle Nichols insistette nella sua autobiografia Beyond Uhura (scritta nel 1994) che il bacio fu reale, anche durante le riprese in cui la sua testa oscura le loro labbra.

it.wikipedia.org/.../...

Negli anni '60 il razzismo in America era piuttosto "invasivo".
Oggi sembra che domini la politica contraria.
Dopo che si sa quali e quanti siano i bugiardi, falsi, ipocriti, imbecilli e deficienti, non dovrebbe risultare difficile a chi non sia volutamente arteriosclerotico, demente, o volutamente colluso, rivolgere l´interesse opportuno a qualsivoglia notizia o comunicazione giá solo a vederne l´origine e la sorgente. Es. Dopo aver lamentato i nostri caduti in diverse guerre altrui senza benestare ONU, e le relative "eroiche conclusioni" (Libia, Afghanistan...) non dovrebbe essere difficile valutare le sorgenti che sostengono oggi l´assenza di ogni nostro aiuto o sostegno alle malefatte, passate o presenti che siano. Alla subordinazione ed asservimento richiesti, possano associarsi lacché od ipocriti politici per fini di sopravvivenza, ma il cittadino intelligente e coerente sa, se non sia colluso, che cosa prima o poi attendersi e quale attenzione rivolgere ad eventi e notizie farlocche. La cinematografia, o televisione, sono e restano mezzi per "raccontare" favole o valutazioni interessate.
Solo gli sciocchi piú non sanno distinguere se vivere effettivamente da soggetti od in un racconto altrui come pagliacci (Ogni attore in una "scena", od altri innumerevoli esempi a piacere in politica e fuori... )
.
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CharlieMike, non ci siamo proprio.

Ripartiamo dalle basi: per provare una qualsiasi affermazione quello che conta è innanzitutto la statistica. Ad es. se mi chiedo: nei 200 film Americani di maggior budget e sucesso prodotti negli ultimi 30 anni quanti sono i personaggi omosessuali e la percentuale è praticamente zero questo, benedetto iddio, vorrà dire qualcosa oppure no? Se sostituiamo "omosessuali" con "neri" non siamo a zero (soprattutto grazie a Will Smith, il primo attore afroamericano a diventare una superstar dopo Eddie Murphy), ma i numeri sono ancora decisamente bassi. E invece no, la frase "il cinema americano è pieno di gay e neri" è vera a prescindere punto e basta. Non ho capito poi la faccenda degli attori gay (un tempo non dichiarati, ma ancora oggi la maggior parte non lo sono), non possono lavorare? Devono sparire?

Seconda cosa, i tradimenti filologici: il "villain" Giuda unico nero in mezzo ad attori bianchissimi in Jesus Christ Superstar va bene anche se sbagliatissimo mentre Biancaneve no? (non dico che sia stata una scelta razzista opporre ad Gesù biondo un Giuda nero, ma solo che con il metodo degli esempi scelti ad hoc si può provare qualsiasi cosa).

Questa cosa che "signora mia ora la Disney cambia le storie" fa solo cascare le braccia. Primo: lo ha sempre fatto!! Ad es. basta confrontare Pinocchio col libro. Inoltre, ammesso e non concesso che ci sia qualcosa di male a cambiare una storia, cianciare di "testo originale" quando si parla di fiabe come Biancaneve denota un'ignoranza colossale, dato che si parla di cultura orale di cui esistono innumerevoli versioni in tantissime culture (alcune trascritte e spesso "aggiustate" come le versioni dei Grimm condite con salsa nordica ottocentesca).

Stracciarsi le vesti perche una "mulatta" (in realtà Rachel Zegler è mezza colombiana) interpreta Biancaneve "tradendo il testo originale" è ridicolo, e puzza anche di razzismo. Nel Pinocchio del 1940 siamo di fronte a personaggi "sbiancati" rispetto agli originali mediterranei. Non solo: l'unico decisamente"etnico" è il cattivissimo Stromboli descritto chiaramente come (l'unico) italiano (nella versione originale in inglese è molto evidente), ma qui tutto bene giusto? Ahh bei tempi quando la Disney non era politically correct ma solo razzista...
E dovevano fare un accordo a porte chiuse? Da sempre Hollywood è propaganda… stile di vita, idee politiche, visione del mondo… da piccola credevo che gli indiani fossero il male. I pellerossa che tagliavano il cuoio capelluto, per non parlare del woke degli ultimi anni.
Sto rivedendo alcuni film che avevo visto da ragazza, con altri occhi e tanti anni addosso, tutta un’altra cosa

Quote:

#40 Andrea Bini 06-05-2026


Quote:

Ripartiamo dalle basi: per provare una qualsiasi affermazione quello che conta è innanzitutto la statistica. Ad es. se mi chiedo: nei 200 film Americani di maggior budget e sucesso prodotti negli ultimi 30 anni quanti sono i personaggi omosessuali e la percentuale è praticamente zero questo, benedetto iddio, vorrà dire qualcosa oppure no? Se sostituiamo "omosessuali" con "neri" non siamo a zero (soprattutto grazie a Will Smith, il primo attore afroamericano a diventare una superstar), ma i numeri sono ancora decisamente bassi.  

Prima di Will Smith si erano già affermati , Sjdney Poitier, Harry Belafonte, Richard Pryor, Eddie Murphy, Billy Dee William, Danny Glover, Morgan Freeman Denzel Washington, Samuel Jackson, lawrence Fishburne, Carl Weathers, Bill Cisby e altri ancora.
Per quanto riguarda gli attori gay possiamo citare Rock Hudson, Cary Grant,Antony Perkins, Montgomery Clift, Ian Mckellen,Mat Bomer, James Dean, Marlon Brando, Tyrone Power, Charles Laughton, Sir Laurence Olivier , Sal Mineo e altri ancora dell'era moderna come Neil Patrick Harris, Jim Parsons, Luke Evans,Zachary Quinto, Wentworth Miller, Billy Porter,Colman Domingo,Andrew Scott, Jonathan Bailey etc
Sebbene non fossero gay dichiarati e abbiano avuto matrimoni con donne , molti di questi attori hanno avuto è dichiarato apertamente anche relazioni con altri uomini.
Uno dei più grandi attori di sempre. Brando fu uno dei pochi della sua epoca a dichiarare apertamente in un'intervista del 1976: "L'omosessualità è così di moda che non fa più notizia. Come molti uomini, ho avuto esperienze omosessuali e non me ne vergogno.
Tyrone Power fu uno dei volti più belli del cinema degli anni '40. Nonostante i tre matrimoni "da copertina", la sua bisessualità era un segreto noto a Hollywood, specialmente per la sua relazione con l'attore Cesar Romero.
Laurence Olivier considerato il più grande attore shakespeariano del Novecento. ebbe una lunga e intensa relazione con l'attore Danny Kaye ( altro attore famoso ), nonostante il celebre matrimonio con Vivien Leigh.
Se di statistiche vogliamo parlare, parliamone correttamente, soprattutto perché chi segue il cinema non lo fa solo con i film di maggior successo .
@Bini

Quote:

scusa ma ti rendi conto che hai listato 9 film prodotti in paesi diversi su tematiche diverse nell'arco di quasi 60 anni?

Si. Ottimo dimostra che alcune tematiche sono ricorrenti da tempo e hanno carattere transnazionale/globale uscendo dai confini di Hollywood.

Quote:

Non vi rendete conto che in questo modo si può provare qualsiasi cosa, ma uno straccio di metodo scientifico si può avere almeno dagli utenti di Luogocomune?

Io non voglio provare nulla, ho solo risposto prendendo spunto dal tuo:

Quote:

E poi dove sarebbero i gay nei 2 film citati?

Che questa specifica tematica è tema molto caro alla filmografia, che di per se non ci sarebbe nulla di male. E' che alcune volte, il voler inserire il personaggio gaio (ad hoc) è così forzato da assomigliare ad un gelato all'aglio e fiordilatte, ma vale per tutte le tematiche/personaggi che vengono inserite/i in maniera forzata. Si vede subito. Oltretutto, se si ha un minimo di comprensione della realtà, non c'è bisogno che il cinema si impegni così tanto a voler sensibilizzare su una tematica che reputo assolutamente normale e naturale. I gusti son gusti ed ognuno ha i suoi e sono tutti di pari dignità, senza bisogno di ammaestrare nessuno.

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.ti faccio un esempio di come sia facile questo giochino: due personaggi importantissimi che in origine erano bianchi sono stati interpretati senza ragione apparente da attori neri: Giuda in Jesus Christ Superstar e Kingping in Daredevil (2003). Si da il caso che in entrambi i casi siano gli "arci-cattivi" del film. Non solo: nei recenti Spider-man il fetentissimo Flash Thompson che bullizza Peter a scuola, e che in origine è bianco, biondo e decisamente Wasp, è interpretato da un attore "scuro" chiaramente latinoamericano (la famiglia è del Guatemala). Questo prova che il cinema hollywoodiano è razzista!

No questo prova che Orwell aveva ragione, e che il sistema sente tremendamente il bisogno di riscrivere ciò che abbiamo, per decenni, considerato un dato di fatto.
Lo spiega con dettaglio CharlieMike al successivo:

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Il punto è inserire elementi che non hanno nulla a che vedere con il contesto o incoerenti con la storia originale per trasmettere una ideologia.


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Karl Popper si rivolterebbe nella tomba a leggere certi post

E pazienza me ne farò una ragione, sai quante volte mi rigiro io per quello che vedo in giro? E non sono ancora morto. Ma ho progettato una urna basculante, con sei assi di rotazione (3 traslazioni e tre rotazioni). Qualsiasi sarà la sollecitazione esterna che mi farà sobbalzare e ruotare, il meccanismo rimette l'urna automaticamente in equilibrio stabile. :pint:
Comunque forse non ho ben compreso cosa tu volessi dire, e quindi il mio commento non era ben centrato. Forse. Non lo so. Ma di una cosa sono certo negli ultimi 15 anni il cinema, da qualsiasi parte lo si guardi, non trasmette più nulla. Nessuna magia. Non spenderei manco un centesimo per andare in sala, cosa che fino ai primi anni 2000 facevo con una certa regolarità, dato che trovavo sempre qualcosa che valesse la pena vedere. Saluti.
#40 Andrea Bini
Sinceramente delle statistiche mi importasega.
Io guardo al singolo e al contesto e mi domando il motivo di cambiare un personaggio con un altro con caratteristiche diverse dal personaggio originale.

Will Smith ha interpretato James West nella versione cinematografica del telefilm "Wild Wild West", interpretato originariamente da Robert Conrad.
Perchè mettere un nero al suo posto?

Will Smith ha interpretato il dott. Neville, originariamente interpretato da Vincent Price nel 1964 e Charlton Heston nel 1971.
Perchè mettere un nero al suo posto?


Quote:

Non ho capito poi la faccenda degli attori gay (un tempo non dichiarati, ma ancora oggi la maggior parte non lo sono), non possono lavorare? Devono sparire?

Io non ho nulla contro gli attori gay. Io mi riferisco ai personaggi gay che vengono imposti quando non hanno alcun legame con la trama del film o del telefilm.


Quote:

Seconda cosa, i tradimenti filologici: il "villain" Giuda unico nero in mezzo ad attori bianchissimi in Jesus Christ Superstar va bene anche se sbagliatissimo mentre Biancaneve no?

L'ho spiegato prima.
L'ambientazione di Jesus Christ Superstar è il medio oriente dove i neri son ben presenti.
Ma per Biancaneve è tutta un'altra storia. E' il nome del personaggio, la sua descrizione e il titolo della fiaba. Come puoi mettere una attrice di colore a interpretarla?


Quote:

Questa cosa che "signora mia ora la Disney cambia le storie" fa solo cascare le braccia. Primo: lo ha sempre fatto!!

Su questo ti do pienamente ragione ma bisogna considerare che Disney doveva adattare fiabe e racconti per un pubblico di minori, per cui la maggior parte delle storie sono state pesantemente edulcorate.
Nella fiaba originale di Biancaneve c'è il cacciatore che deve uccidere la fanciulla e portare alla regina il suo cuore, ma al suo posto porta il cuore di un cinghiale.
Questo nel film Disney non c'è per ovvi motivi.

Spesso (purtroppo) i film sono le pallide fotocopie delle storie o telefilm a cui si ispirano.


Quote:

cianciare di "testo originale" quando si parla di fiabe come Biancaneve denota un'ignoranza colossale

Ripeto:
per Biancaneve non è un problema di trama.
Biancaneve è il nome del personaggio, la sua descrizione e il titolo della fiaba.


Quote:

Stracciarsi le vesti perche una "mulatta" (in realtà Rachel Zegler è mezza colombiana) interpreta Biancaneve "tradendo il testo originale" è ridicolo, e puzza anche di razzismo.

Intanto l'appellativo di "razzista" te lo infili su per il culo a guisa di supposta e spingi bene.

Io non ho nulla da obiettare su attori neri, cinesi, latini ecc. o attori gay.
Ho guardato almeno tre volte tutte le 12 stagioni di "The Big Bang Theory" dove il protagonista principale, Sheldon Cooper (etero) è interpretato da Jiom Parsons, dichiaratamente gay.

Ma ho anche guardato anche "Will e Grace" dove i due protagonisti maschili sono gay e spesso la trama dell'episodio è basata su questo fatto.

Quello che non sopporto sono le forzature completamente fuori contesto.

Visto che tu dai facilmente del razzista agli altri, spiegami il motivo di mettere una attrice "mezza colombiana" a interpretare Biancaneve, un attore nero a interpretare Johnny "Torcia" Storm, Will Smith a interpretare la parte che fu di Robert Conrad, Candice Patton a interpretare Iris West ("The Flash"), Angel Coulby ( discendenza afro-guyanese) a interpretare la parte di Ginevra in "Merlin".


Quote:

Nel Pinocchio del 1940 siamo di fronte a personaggi "sbiancati" rispetto agli originali mediterranei. Non solo: l'unico decisamente"etnico" è il cattivissimo Stromboli descritto chiaramente come (l'unico) italiano (nella versione originale in inglese è molto evidente), ma qui tutto bene giusto? Ahh bei tempi quando la Disney non era politically correct ma solo razzista...

In quel periodo in America c'erano molti immigrati italiani, non particolarmente ben visti dagli americani, per cui viene "dipinto" il personaggio cattivo come italiano.

Nuovamente viene perseguita una ideologia.
@Andrea Bini
MINORANZITY REPORT

rinnovo:

la rappresentazione delle minoranze non è richiesta dal lato scenico, ma da quello del cast/staff

Ci riprovo:
TOT attori devono dichiaratamente appartenere alla comunità alfabetica;
TOT attori alle comunità non bianche/wasp
(EDIT- rettifico questo punto: questo rientra negli standard scenografici) TOT attori devono essere affetti da RAPPRESENTARE qualche turba psichica: autismo, adhd, aerofagia, bulimia, cacofonia; femminologia e chi più ne ha più ne metta. Se non è possibile nella trama del film allora nelle interviste e/o bio.

... e tutto ciò è evidente a chiunque abbia mai guardato un catalogo dei nuovi prodotti di... la lista è lunga: Netflix, Amazon Prime, Disney+, Paramount Plus, Sky TV, RaiPlay, Infinity TV (Mediaset), HBO max, BBC, etcì etcì etcì...

BLUE IS THE NEW WHITE
Jesus Christ Superstar non era quel musical in cui gli attori arrivavano a bordo di un pullman e se ne ripartivano sempre a bordo dello stesso? ... Se non ricordo male ad un certo punto passavano anche due jet israeliani...
... non mi sembra il miglior esempio di accuratezza storica per parlare di color swapping.

C'erano esempi migliori e più recenti di Blackwashing:

Anne Boleyn - (2021) Channel 5 - Anne Boleyn nera ... E ho detto tutto.

Regina Cleopatra - (2023) Netflix che è riuscita a far incazzare pure gli egiziani che ci tengono al loro simbolo storico

La Sirenetta - 2023 Disney +

Biancaneve - (2025) Disney + (come già riportato da CharlieMike)


RITORNO AGLI STANDARD
Gli standard imposti dall'Academy sono propri dell'Academy per la partecipazione agli Oscar, ma non hanno niente a che fare con l'intera produzione cinematografica americana che nella maggior parte dei casi segue i gusti del mercato... infatti SuperVixens, che ha il 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, gli Oscar non li vide neanche col telescopio. :-D

Ciò non toglie che per poter ottenere una promozione degna di tale nome devi seguire gli standard imposti dall'Academy.
#40 Andrea Bini

Quote:

qui tutto bene giusto?

Premesso che io NON ho visto TUTTI i film del secolo scorso, e comunque non potrei ricordare tutti i dettagli, il fatto che in passato la cinematografia venisse utilizzata come veicolo di propaganda denota una abitudine consolidata e non giustifica affatto l'intromissione di dettagli fuori contesto nei film odierni.

Dato che hai evidenziato l'unico personaggio fuori contesto in Pinocchio (ma che, se andiamo a ben vedere, è l'unico in contesto dato che Pinocchio è un romanzo italiano) vorrei farti notare cosa introducevano esplicitamente nei cartoni animati negli anni '40 destinati a bambini e adolescenti.
duckduckgo.com/.../
CharlieMike se non ti importa niente dei numeri e delle statistiche significa che non conosci proprio come funziona il metodo scientifico. Se non ti ho convinto finora pazienza, passiamo oltre... allora: a parte il fatto che la difesa della fedeltà filologica all'originale contro "dettagli fuori contesto nei film odierni" fa sganasciare i polli (in un mondo postmoderno poi! Andiamo a dirlo a Tarantino che ammazza Hitler a Parigi), vuoi sapere il perché dei cast "etnici"? Te lo spiego da studioso di cinema (quello faccio): si chiama marketing.

in breve: mentre prima il cinema americano contava soprattutto sulla middle class bianca statunitense per gli incassi (pubblico spesso assai suscettibile e razzista, ora molto meno, soprattutto quello che conta), ed il resto del mondo era un di più, oggi non può più permettersi di trascurare il pubblico estero, e le stesse minoranze interne che hanno più soldi di prima da spendere: latinoamericani, neri, asiatici, ecc. I paesi ricchi in primis ovviamente: corea, giappone, ma anche la Cina ed infatti nel terzo Iron-man hanno cambiato personaggio ed etnia del Mandarino facendolo interpretare da Ben Kingsley: possiamo permetterci di far incazzare i cinesi? Quindi: se un cinese interpreta un personaggio originariamente bianco è "follia politically correct", ma se un bianco interpreta un personaggio in origine cinese non ve ne accorgete neanche perché il vostro cervello registra solo i dati a conferma dei vostri pregiudizi.

Insoma, quando i produttori si siedono a fare il cast dicono: "mettiamoci un asiatico, un latino, un vattelappesca ecc, magari in parti secondarie così accontentiamo tutti e facciamo un sacco di soldi, anche vendendo i pupazzetti". Poi c'è lo star system che comanda da sempre: "Will Smith è la star del momento da sfruttare, che gli facciamo fare? Perché non qualche bel remake, magari cambiando il personaggio originale per adattarlo all'attore e via!". Il marketing spiega ad es. la scuola "multietnica" di Peter Parker nei recenti Spiderman, o la torcia umana afroamericana nel bruttissimo Fantastici Quattro (che stravolgeva la storia originale in mille altri modi, a partire dall'età dei protagonisti, però questo non conta, ma guai a cambiare l'etnia dei personaggi originali!)

Ma per i personaggi omosessuali la faccenda è ancora troppo scabrosa, troppo rischioso usarli perché rischia di essere rifiutato non solo in America ma anche dal pubblico di molti paesi esteri. Per va bene rischiare in qualche film di budget contenuto come Brokeback Mountain ma non nei blockbuster, prodotti necessariamente "generalisti". Come quelli dei supereroi, in assoluto il genere più importante del nuovo millennio o la serie Star Wars. Ed invece in film con supereroe gay sarebbe divertentissimo (se solo avessero avuto il coraggio di fare veramente Deadpool gay...), cosa c'è di più gay-friendly di tizi che vanno in giro con tutine colorate aderenti elasticizzate?
#47 Andrea Bini 07-05-2026 08:32

Quote:

oggi non può più permettersi di trascurare il pubblico estero, e le stesse minoranze interne che hanno più soldi di prima da spendere

Quindi per non trascurare il mercato estero sostituiamo una Biancaneve diafana con una abbronzata latino americana?
Ma allora perchè non facciamo una versione per ogni etnia?
Una Biancaneve cinese, una indiana, una africana e magari anche una versione esquimese.


Quote:

se un bianco interpreta un personaggio in origine cinese non ve ne accorgete neanche perché il vostro cervello registra solo i dati a conferma dei vostri pregiudizi (*)) ecc.

(*) risparmiaci per favore gli argumentum ad hominem.

Questa è una tua personalissima opinione da due soldi.
Se un bianco interpreta un personaggio in origine cinese non ho nessuna obiezione da fare purchè venga pesantemente truccato da cinese.

Sbiancami Rachel Zegler fino a farla diventare una albina con i capelli neri e mi taccio.


Quote:

Insomma, quando i produttori si siedono a fare il cast dicono: "mettiamoci un asiatico, un latino, un vattelappesca ecc, magari in parti secondarie così accontentiamo tutti e facciamo più soldi, anche vendendo i pupazzetti"

Ma si. Snaturiamo i personaggi stravolgendo tutto così facciamo più soldi. Se poi questo è pure in accordo con il politically correct tanto meglio.
I neri non si lamenteranno se Torcia è di colore (qualcuno ha chiesto a Stan Lee cosa ne pensa?). Così come la comunità LGBTQIA+ sarà contentissima se Hikaru Sulu si rivela essere gay per due secondi all'interno di Star Trek Beyond.


Quote:

Poi c'è lo star system che comanda da sempre: "Will Smith è la star del momento da sfruttare, che gli facciamo fare?
Perché non qualche bel remake, magari cambiando il personaggio originale per adattarlo all'attore e via!"

Io proporrei Wild Wild West, che è stato sempre interpretato da Robert Conrad. Vedrai che a casa non ci faranno caso. :-D (Uhmmm, forse lo hanno già fatto.)


Quote:

(che stravolgeva la storia originale in mille altri modi, a partire dall'età dei protagonisti, però questo non conta, ma guai a cambiare l'etnia dei personaggi originali!)

Io mi sono rifiutato di vedere quell'obbrobrio per cui non sapevo che avessero cambiato l'età dei protagonisti.
Ma a riguardo ti posso dire che ho visto la trasposizione cinematografica in live action dei Thunderbirds di Jonathan Frakes (William Riker di Star Trek Next Generation) dove hanno abbassato abbondantemente l'età dei protagonisti senza alcun motivo (Alan va ancora a scuola e non gli è permesso pilotare i fantastici mezzi).

Perchè non proviamo a fare un film su Nelson Mandela e lo facciamo interpretare a Brad Pitt?
Opuure un 007 James Bond interpretato da Regé-Jean Page.
O magari Mahatma Ghandi interpretato da Ben Kingsley (no, quello lo hanno fatto davvero).
I personaggi originali hanno una storia consolidata. Non si possono cambiare.
Se gli attori li trucchi pesantemente in modo da ripristinare le caratteristiche originali mi sta bene, altrimenti sarebbe come mettere i capelli biondi e la pelle nera alla Gioconda.


Quote:

Ma se ci fai caso, la faccenda degli omosessuali è ancora tabù,

Evidentemente non hanno abbastanza soldi. :-D
CharlieMike, dici: "I personaggi originali hanno una storia consolidata. Non si possono cambiare". Ti rispondo (e poi mi taccio per sempre) come ti risponderebbe un Quentin Tarantino versione Monnezza: "ma che xxxxzzo stai a dì??!! Io cambio quello che me pareeee". Così come hanno sempre fatto e faranno sempre tutti gli autori di tutti i tempi e tutte le culture, spesso stravolgendo il materiale narrativo preesistente senza chiedere il permesso a nessuno (figuriamoci a quelli come te).
#49 Andrea Bini 07-05-2026 15:59

Quote:

Io cambio quello che me pareeee".

Benissimo, ma allora cambia anche il titolo.
Anzichè Biancaneve scrivi Caffellatte.


Quote:

senza chiedere il permesso a nessuno (figuriamoci a quelli come te).

Peccato che "quelli come me" sono quelli che pagano il biglietto e vedendo certi scempi, non vadano più al cinema.