di Charliemike
Brandon Thomas, un ragazzo stanco di pagare l'abbonamento mensile a Adobe, ha duplicato tramite una IA l'intero pacchetto di programmi a pagamento della società.
Il punto interessante della questione è che tutto ciò è legale. E’ infatti illegale copiare il codice originale di Adobe, ma non duplicarne il funzionamento.
In sintesi, non si può clonare il codice di Photoshop ma si può scrivere un programma di fotoritocco che faccia le stesse identiche cose di Photoshop. E dato che chiunque, anche se non è un programmatore, tramite la IA è in grado di farlo con poca spesa e in pochissimo tempo, le possibilità che si aprono sono infinite.
L'unica questione legale che si può sollevare è che Thomas ha duplicato l'interfaccia grafica di Adobe. Questo potrebbe comportare una violazione di copyright, ma il problema è facilmente risolvibile creando una grafica diversa.
Inoltre, come dice il video, chiunque si può scrivere, in completa autonomia, un software adatto alle proprie esigenze, includendo solo le funzioni minime indispensabili, senza dover comprare un costoso e complesso software che verrebbe utilizzato solo al 10%.
L'unica questione ancora aperta è quella del copyright, perché al momento la legge non riconosce i prodotti generati dalla IA come soggetti al diritto d'autore, prerogativa associata ai soli esseri umani.
Pertanto, fintanto che non verrà adeguata la legislazione i programmi generati dalla IA, i duplicati dei software a pagamento saranno gratuiti.
Si prevedono tempi difficili e grosse perdite per le aziende informatiche.





ma vorrei aggiungere che anche se ha copiato e poi duplicato Adabe (e altro) non servirà a molto.
perchè già ora ci sono agent e ia cheti permettonodi generare immagini e video da semplice prompt
togliendo il tantissimo tempo per la creazione manuale che avresti bisogno utilizando la sua copia ol'originale Adobe.
il concetto è che ormai deve finire il pagamento ai software e rimarra, per ora,ilpagamaneto alle ia.
Bisognerà poi capire quando e quanto costerà l'uso degli strumenti di AI che prima o poi diventeranno per forza di cose sempre più costosi (a parte le banali chat che già adesso iniziano a presentare pubblicità) , altrimenti il castello crollerà su se stesso per la sua insostenibilità a meno di pensare a scenari molto più distopici.
Come spiega il tizio del video, la IA non copia il codice proprietario, sul quale c'è il copyright, ma solo le funzioni.
In sintesi non puoi clonare una Ferrari ma puoi costruire una tua supercar che va a 300km/h.
Si guarderanno bene dal fermare la IA perchè è diventata ormai indispensabile (e non parlo di ChatGPT che è solo un giocattolo) e quindi sarà impossibile impedire che venga utilizzata per realizzare prodotti che hanno le stesse funzioni di altri.
Se dovesse mai passare qualcosa di simile allora si estenderebbe a macchia d'olio su QUALSIASI prodotto non solo i software.
Pensateci.
Tutte le case automobilistiche dovrebbero pagare i diritti al primo inventore dell'automobile.
Tutte la case di elettrodomestici dovrebbero fare lo stesso e via discorrendo.
La lista è infinita.
Ripeto: non può esistere il diritto d'autore sulle funzioni di qualcosa ed è proprio questo, assieme alle capacità della IA che manderà a gambe all'aria il mercato del software.
Guarda il video che lo spiega meglio del mio articolo.
Nessuno pretende i diritti per avere copiato il codice di ADOBE, anche perchè nessuno lo ha fatto.
La IA ha generato un codice totalmente diverso che fa le stesse cose del codice di ADOBE.
Tuttavia se crei qualcosa (anche unico e inedito) con la IA non puoi pretendere i diritti d'autore perchè la nostra legislazione attuale li riserva solo alle opere dell'ingegno umano.
E' vietato copiare il codice, ma non è vietato crearne uno tuo che fa le stesse cose.
Ad oggi esiste Photoshop di ADOBE, ma parallelamente esiste GIMP che fa le stesse cose senza violare nessun copyright.
L'unica differenza è che GIMP è stato creato da un team di programmatori esperti dopo un lunghissimo lavoro di gestazione mentre la IA ha fatto lo stesso con l'intero pacchetto ADOBE in poche settimane.
Come ho già detto in altri threads le IA commettono un numero elevatissimo di errori e a volte (mi è successo con Giza) si INCASTRANO e non riescono più a uscire dal bugs che hanno creato SENZA l'aiuto umano.
Le IA sono velocissime ma stupide PER ORA.
Pertanto, se non sei un programmatore skillato perdi solo tempo (secondo me anche se sei skillato perchè il codice che scrive una IA è complicatissimo e devi andare in debug per capire i giri che fa)
I limit tecnici reali per cui la decompilazione tramite intelligenza artificiale non può mai essere totale o esatta al 100 per 100 risiedono in motivi strutturali e teorici ben precisi.
Il primo motivo riguarda la perdita irreversibile di informazioni. Quando un programmatore scrive un software, usa un linguaggio umano fatto di parole chiare, nomi di variabili con un senso preciso e commenti che spiegano il perché di certe scelte. Il processo di compilazione prende questo codice e lo trasforma in istruzioni numeriche comprensibili solo dal processore. In questa trasformazione, tutti i nomi originali, le spiegazioni e i commenti vengono distrutti ed eliminati per sempre. Quando una IA analizza il programma compilato, non sta leggendo un testo nascosto, ma sta cercando di ricostruire l'opera originale partendo da ciò che resta. È come provare a ricostruire una torta partendo solo dalle sue briciole. L'IA può inventare o ipotizzare un nome che sembra logico per una variabile, ma si tratta di una stima e non della certezza matematica di quello che c'era scritto in origine.
Il secondo motivo è legato alla complessità dell'organizzazione dei dati. Nei programmi moderni i dati sono organizzati in strutture logiche molto complesse. Durante la compilazione, tutte queste strutture vengono appiattite in una semplice sequenza continua di byte allineati nella memoria del computer. L'intelligenza artificiale deve quindi tirare a indovinare dove finisce un dato e dove ne inizia un altro, con un margine d'errore molto alto se la struttura di partenza era complessa.
Il terzo motivo è l'uso di tecniche intenzionali di protezione e mascheramento, chiamate offuscamento. Molti sviluppatori proteggono i propri programmi inserendo trappole matematiche o trasformando la logica lineare in un labirinto di passaggi inutili e contorti appositamente studiati per confondere chiunque tenti di analizzare il file. Esistono persino sistemi che racchiudono il programma dentro una specie di cassaforte cifrata che si apre solo per un istante mentre il computer lo sta eseguendo. Se l'IA analizza il file mentre è salvato sul disco, vede solo numeri casuali privi di qualsiasi significato.
Il quarto motivo è il funzionamento stesso dell'intelligenza artificiale, che si basa su calcoli probabilistici e non sulla comprensione cosciente. Di fronte a un passaggio ambiguo o difficile, l'intelligenza artificiale tende a completare la frase o il codice generando la soluzione che ritiene matematicamente più probabile. In un testo normale questo porta a piccole imprecisioni, ma in un programma informatico anche un solo numero sbagliato, un segno di maggiore al posto di un segno di minore o una virgola errata rendono l'intero software del tutto malfunzionante o inutilizzabile.
Infine, c'è il problema della visione d'insieme. Un programma non funziona mai da solo, ma scambia continuamente informazioni con il sistema operativo, con internet, con la scheda grafica e con altre componenti esterne. Molte decisioni su quali operazioni eseguire vengono prese dal software solo nell'esatto millisecondo in cui l'utente clicca su uno schermo. Un'analisi statica fatta dallaa IA prima che il programma venga avviato non può prevedere queste scelte dinamiche.
Per tutti questi motivi, l'intelligenza artificiale è uno strumento straordinario che aiuta gli esperti a velocizzare il lavoro di comprensione fino al 60/70%, ma non potrà mai restituire una copia esatta e perfetta al 100 per 100 del codice originale.
appunto quindi vorrebbero essere tutelati perchè sono ingegnosi ad usare l'AI! mi sembra un po' assurdo!
Una domanda, da ignorante sull'argomento: è possibile far fare alla IA il debug del codice in tempo reale mentre viene eseguita una certa funzione? E in questo caso può capire ed estrapolare le parti del codice in esecuzione in quel momento per poi ricostruire un clone che faccia la stessa cosa?
Dato che una IA è in grado di effettuare miliardi di moltiplicazioni matriciali in parallelo, magari in questo modo funziona... non so.
Comunque sono curioso e mi scaricherò, quanto meno, il clone di Word ed Excel
Microfoni disattivati, aggiornamenti obbligatori disattivati, e il cacchio di tasto Rakuten disattivato.
Fantastico.
Grazie a Chatgpt ho creato un reader editor PDF senza bombardamento di popup di Adobe, non ne potevo proprio piú. Lavorare con un PDF era diventato insopportabile.
Grazie a Chatgpt faccio una foto e riproduco lo schema dell'impianto in un'oretta di lavoro contro la giornata intera di prima.
Grazie a Chatgpt aggiornamenti per il commercialista automatizzati, quando carico qualcosa sul sw gestionale automaticamente aggiorno l'excel per la contabilità che arriva direttamente a lui nel Drive.
Grazie a Chatgpt faccio una birra all grain buonissima.
Credo che chi ha azioni Alphabet dovrebbe seriamente pensare di liquidarle. Google é morta e non lo sa.
Fino a che durerà? Non lo so, ma é pur certo che non possiamo essere reticenti a usare una IA per preconcetto. É come ostinarsi a comer andare a cavallo in un epoca di automobili.
Non usare questa tecnología ( e lo dico a quanti qui ancora storcono il naso. Lo dico essendo stato uno di quelli quando la IA si inizió a trasformare in qualcosa di popolare solo un anno fa) é rimanere tagliati fuori.
Privacy? Big data? Masticazzi. Tanto hanno già qualsiasi informazione possibile su di noi Grazie a un cellulare. Stiamo a fare i sofisticati?
l'A.I fa concorrenza al lavoro umano così che molti vengono licenziati dalle big-Tec
ora anche le Big-Tec sono nel mirino dell'A.I.
parafrasando...
Chi La Fa L'Aspetti
Il debug in tempo reale mentre una funzione viene eseguita è assolutamente possibile e viene regolarmente utilizzato dai programmi moderni chiamati debugger. Quando un software gira, questi strumenti permettono di osservare esattamente cosa succede all'interno del computer passo dopo passo, monitorando i registri del processore e leggendo i valori delle informazioni salvate nella memoria in quel preciso millisecondo.
MA, estrarre il codice in esecuzione per ricostruire un clone identico che faccia esattamente la stessa cosa presenta limiti molto complessi. Osservando un programma mentre funziona, l'IA le o il programmatore vedono soltanto quali dati entrano in una funzione e quali risultati escono. Questo aiuta a capire cosa fa quella specifica operazione in quel momento, ma non garantisce di aver scoperto tutti i casi possibili. Per avere la certezza assoluta di replicare ogni singola reazione del programma originale, bisognerebbe farlo girare in qualsiasi condizione esistente e testare ogni combinazione possibile, inclusi gli errori rarissimi che si verificano una volta su un milione e che potrebbero non ripetersi mai durante l'osservazione.
La notizia del ragazzo che ha "duplicato il pacchetto Adobe tramite IA" ha scatenato i facili entusiasmi di chi vede la fine del software a pagamento. C'è però un enorme equivoco informatico di fondo: confondere l'emulazione estetica con la qualità dell'architettura logica interna del codice. Replicare l'interfaccia grafica (GUI) e i comportamenti macroscopici di un programma è facile per l'IA, ma questo non significa "clonare Photoshop". È solo una scatola vuota.
Il paradosso della Coca-Cola: Copiare il colore non significa copiare la formula
Basta pensare a un esempio universale: la Coca-Cola. Chiunque può unire acqua, zucchero e colorante per creare una bibita scura in una bottiglia identica all'originale. Ma al primo assaggio il sapore sarà diverso, perché la formula esatta e i processi industriali sono protetti da un segreto aziendale invalicabile. Nel software accade lo stesso. L'IA genera la sottomarca: crea un liquido scuro che sembra Coca-Cola, ma sotto il cofano manca la formula magica dell'algoritmo originale.
L'illusione delle funzioni e il dramma dell'ottimizzazione
Dietro una suite professionale ci sono decenni di ricerca matematica. L'IA non ha accesso al codice sorgente proprietario e può solo approssimare il risultato. Per un programmatore le differenze reali sono abissali, e bastano 3 esempi:
1. Algoritmi proprietari vs Approssimazioni: Elaborazioni complesse come il rendering vettoriale o la gestione dei profili colore richiedono algoritmi puliti. L'IA genererà codice standard e ridondante, restituendo un output qualitativamente inferiore.
2. Gestione della memoria (Memory Management): I software nativi dialogano direttamente con l'hardware e l'accelerazione GPU (CUDA/Metal). Il codice automatico dell'IA è pesante, privo di caching efficiente e satura la RAM con file di grandi dimensioni.
3. Thread e Concorrenza: Gestire il calcolo parallelo su processori multi-core richiede un'ingegneria software sopraffina. Sotto sforzo, un clone IA mostrerà colli di bottiglia, freeze e crash improvvisi.
Dalla teoria alla pratica: Il problema della stabilità
Sviluppare un software significa garantirne la stabilità nel tempo. Anche guardando progetti indipendenti emergenti (come la suite ArtCraft con EffectCraft), finché la struttura del codice è giovane e in pieno stato beta, il programma resta inutilizzabile per scopi professionali. Nessun professionista abbandonerà una licenza stabile per un clone IA che rischia di corrompere ore di rendering o non garantisce precisione matematica.
Conclusione
L'analogia automobilistica emersa nei commenti non regge: non parliamo di costruire una supercar alternativa partendo da zero, ma di spacciare un'imitazione sgasata per la Coca-Cola originale solo perché la bottiglia gli assomiglia. La vera programmazione si basa su ottimizzazione e architettura logica: cose che un prompt della IA non può replicare.
Per il futuro ci aspettano sicuramente programmi di qualità sviluppati grazie all'IA e rilasciati sotto licenza GNU GPL. Ma al momento rimane un'utopia, un pò come confondere il mungere col tettare.
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Il Mio Archivio Mentale È Saturo Di Informazioni Spazzatura. Filtro Logico Attivato...
Grazie
@Free world
Grazie anche a te, il tuo post ricalca e completa quello di Roberto
Seguo con interesse come si svilupperà la cosa, in questo campo le sorprese sono all'ordine del giorno
Il video dice anche che oggi i programmatori (non tutti) non scrivono più il codice ma si limitano a chiedere alla IA di scriverlo al posto loro passando solo un prompt su quello che deve fare il programma richiesto.
Successivamente testano il programma e evidenziano alla IA gli errori e i problemi facendoglieli correggere.
I programmi sostituivi del pacchetto di ADOBE ci sono, sono scaricabili e ognuno li può verificare in autonomia, e sono in continua (e velocissima) evoluzione.
Alla IA non serve leggere i commenti al codice. Le basta solo vedere cosa fa.
I software alternativi generati dalla IA esistono.
... e lo sviluppo continua a velocità sorprendente.
Nessuno ha reclamato diritti d'autore sul software generato dalla IA.
quando si parla di clonare un programma complesso come Word o Excel, bisogna distinguere tra la copia del codice interno e la replica del comportamento esterno. Sebbene una IA non possa estrarre il codice sorgente originale o la struttura esatta delle classi a causa di barriere tecniche e legali, la situazione cambia radicalmente quando ci si concentra sulle funzionalità. I programmi moderni sono scritti usando la programmazione a oggetti, il che significa che sono suddivisi in moduli indipendenti, ognuno con un compito preciso. Osservando come il software riceve i dati in input e quali risultati restituisce in output, una IA è perfettamente in grado di comprendere la logica di quel comportamento. A quel punto, sfruttando questa comprensione, la IA può guidare un utente o uno sviluppatore nella scrittura da zero di un programma totalmente nuovo, basato sempre sulla programmazione a oggetti, che produca esattamente gli stessi risultati dell'originale. In sintesi, anche se non è possibile fotocopiare il codice binario di un file eseguibile, una IA permette di replicare con successo il comportamento esterno di un software, ottenendo un clone funzionale identico quasi al 100% nelle risposte e nelle funzioni offerte all'utente ma per ottenerlo devi usare una CLI che lancia il programma e tu a mano esegui tutte le funzioni del programma o magari solo quelle che ti interessano.
In pratica la IA sostituisce il cervello del programmatore che vede quello che fa a schermo e pensa come clonare il comportamento.
Chi se ne frega del fatturato delle grandi aziende informatiche ??
Si adegueranno come tutti.
Per quanto riguarda i progetti " fatti in casa" se il progetto è per uso personale (un piccolo programma, uno script, uno strumento che ti serve),puoi farlo scrivere all’ia, e usarlo, modificarlo come vuoi. Nessuno ti chiede nulla, e il fatto che il copyright sul codice generato sia incerto non è importante ,non devi proteggerlo, devi solo usarlo.
Se vuoi puoi anche distribuirlo o venderlo.
Se l’hai guidato, rivisto e modificato tu quella parte è tuo. Se è uscito tutto dall’ia con un solo prompt, la protezione è debole, quindi altri potrebbero copiarlo senza che tu possa fare molto.
Inoltre le i.a non copiano i programmi alla lettera come si vuole far pensare.
Replicano le funzioni di base di molti programmi noti
Un editor di immagini semplice, un gestionale, un lettore di documenti etc Sono problemi ben conosciuti e il codice per risolverli è ovunque, quindi l’ia li conosce bene.
L’ia invece non replica ancora la robustezza, perché dietro ai programmi delle grandi aziende ci sono decenni di correzioni e casi limite, mentre una copia fatta in 2 ore regge i casi comuni e si rompe in quelli strani. Fatica anche sulle prestazioni, visto che gli algoritmi ottimizzati per anni (rendering, codec, motori di calcolo) restano difficili da riprodurre. Non copia gli ecosistemi informatici, cioè plugin, assistenza, aggiornamenti di sicurezza e integrazioni, che non nascono con un prompt. Infine c’è la manutenzione,un progetto generato va mantenuto, e serve qualcuno che capisca il codice, senza sempre una i.a dietro non serve a nulla.
Certo uno non si compra piu un programma da 300 euro che gli serviva per fare determinate cose , usando lo stesso solo al 30 per cento delle sue potenzialita.
Adesso si fa il 30 per cento che gli serve con un modello e via
Almeno rispoarmia 300 euro
guardatevi il video prima di commentare.
Non basatevi solo su quello che ho scritto io che è un sunto sintetico.
Solidcraft solidcraft.io/ la copia di Fusion 360, è alla versione 0.30.
Hanno già fatto 30 modifiche al software.
GIMP è una copia di Photoshop.
Non è mai stato creato da una IA e i suoi programmatori non hanno copiato il codice di ADOBE (perchè è vietato).
Inizialmente era un programmino ridicolo, una pallida imitazione.
Chi lo usa oggi si rende conto che è una valida alternativa a Photoshop, le sue funzioni sono simili al 85/90% ed è in continuo sviluppo (da umani).
Creare un software facendo Reverse Engineering non è stato impossibile per degli umani.
Figuriamoci oggi per la potenza di calcolo e velocità di una IA.
Per copiare Photoshop un team di umani avrebbe impiegato mesi se non anni, e nel frattempo, come con il paradosso di Achille e la tartaruga, ADOBE sarebbe andata avanti con la sua evoluzione.
Nessuna minaccia al lavoro dei programmatori di entrambe le parti.
La IA ha introdotto un fattore pericoloso: la velocità di calcolo.
La IA può copiare in brevissimo tempo un software blasonato riducendo il gap temporale con il minimo sforzo causando il problema dell'occupazione.
E' proprio quello che è stato fatto.
Quando sono nato io c'erano sale giochi e pornoshop ovunque , oggi sono stati tutti soppiantati dal web .
Di fatto hanno smesso di fare quel servizio.
Pensi oggi che le aziende di macchine fotografiche vendano come in passato con l'avvento degli smartphone tuttofare con Leica o Canon incorporate??
Magari si sono messi d'accordo
Kindle sta scardinando le librerie , gli aiutanti online RiTA e Jusper di turno i call center , ma anche i centri commerciali hanno ammazzato i piccoli commercianti e via dicendo.
Poi pian piano ognuno si adegua .
Inoltre se non ricordo male ai 10000 dipendenti non è stato formulato il licenziamento ma solo un eventuale proposta di incentivi perché i dipendenti scelgano di andarsene, non è un licenziamento automatico come nel 2023 Pero ovvio le i.a spesso oramai soppiantano gli umani.
Eventualmente per non fare morire la gente di fame , tutti si inventeranno un reddito 5 stelle di cittadinanza po' per campare senza lavorare .
il video l'ho visto subito ed è per quello che ho scritto che il vibe coding è una utopia per clonare un programma dal suo codice macchina.
Poi ho anche aggiunto che osservando il comportamento si può fare ma serve un umano perchè le IA arrivano PER ORA fino ad un certo punto.
In ogni caso questo video spiega bene cosa ha fatto il clonatore
Tu puoi progettare il tuo software facendolo l'esatta copia di uno a pagamento purchè non ne duplichi il codice sorgente.
Se vuoi puoi anche distribuirlo e venderlo.
Il copyright è un discorso a parte.
La nostra attuale legislazione non prevede l'ingegno della IA, pertanto il tuo software creato dalla IA non è protetto in caso di copia.
Chiunque può prenderlo, copiarlo e venderlo senza che tu possa obiettare.
Da alla IA un prompt e questa lo scrive per lui.
Poi il "programmatore" lo esegue e dice alla IA quali sono i problemi. La IA riscrive il codice correggendo gli errori.
Non uso nemmeno Windows come S.O.: uso Linux.
Se poi un domani, avrò pure la possibilità di potermi progettare e scrivere da solo i software che mi servono sarà un ulteriore rivoluzione.
Pagare (ormai cecano di farlo con tutto) a noleggio per anni magari un sosftware che usi saltuariamente invece di un unica retta, con i diritti di uso illimitato porta a questo.
Io per il mio manuale mi sono informato in giro perchè la "community" non apprezza le immagini fatte da un'AI (anche se magari l'autore che le ha fatte generare ci ha perso ore per cercare un promp che generasse quello che desiderava, e con ore di lavoro successivo per edattarle alle proprie efigenze, quando un preventivo per art director (o anche una localizzazione in inglee) ti chiede 15 mila euro di spesa.
Non vorrei fare il Cassandra, ma sono al collo di bottiglia a pare mio: o simulano un attacco hacker che farà cascare tutta internet (magari per un paio di settimane) per poi riabilitarla a "noleggio" (ossia pagando ogni singolo contenuto postato e guardato, anche se di pochi centesimi) o Internet distruggerà il mondo come lo conosciamo.
Tuttavia la prova provata che è possibile clonare un programma dalle sue funzioni (non il codice macchina che è protetto dai diritti d'autore) senza avere a disposizione il codice sorgente è l'esistenza dei software della ArtCraft.
getartcraft.com/
Non si può negare.
EDIT:
Sono passate settimane dove lui ha fatto correggere alla IA i risultati ottenuti fino ad arrivare al prodotto finale, e gli aggiornamenti per correggere il software e/o migliorare le funzioni sono continui.
Non immagino cosa possa fare fable 5.1 sempre di Antrophic.
Ma costa troppo usarlo.
In ogni caso Thomas se ha usati opus 5.5 non lo ha fatto certo dal Browser.
Sicuramente lo ha usato come agente all'interno del suo server.
Ci sono agenti privati per ogni azienda.
Di fatto, visto che costa circa 22 euro al mese, o lui o chi come lui, spostano solo i soldi mensili di abbonamento da Adobe a Claude .
Ovviamente per fare questo ci vuole comunque un PC di ultima generazione.
Con un PC vecchio puoi mettere pure Gesù Cristo , ma senza hardware o memoria necessaria per lavorare non si va da nessuna parte .
In ogni caso devo essere onesto, questo video o queste controversie sono assolutamente reali per chi le osserva .
Per carità
Ma dall'altro, direi che è una splendida pubblicità alle I.A che meglio non si poteva .!!!!
Praticamente si sta dicendo che a parte il piccolo cavillo del copyright, le I A fanno tutto quello che vuoi o che ti serve , facendoti risparmiare soldi e lavoro in quantità.
E ogni giorno è sempre meglio.
Poi si pretende che sta roba vada in bolla
Si certo.
( Per riguarda il codice, ma chi volete che venga domani a casa mia o di chiunque per controllare un codice di un programma che si usa solo in privato,magari fatto, disfatto e rifatto più volte
Io non ho bisogno dei programmi di Thomas , come li ha fatti lui con L'IA li posso fare anche io
Basta solo dire a Claude cosa vuoi e lui parte )
Spinto dalla voglia di poter scrivere quello che voglio e come voglio senza rischiare sospensioni ed espulsioni, ho chiesto alla IA di replicare questo sito e tutti gli utenti, con la sola eccezione di Roberto70 perché nella mia nuova casa digitale voglio stare in santa pace senza rompicoglioni
L'IA non si è scomposta e le ho detto di fare un sito simile ma non identico per evitare problemi di copyright con la Mazzucco inc.(orporated, lo dico per i maliziosi...).
Ovviamente siamo partiti dal nome luogocomune di cui volevo mantenere le lettere per quanto possibile per non perdere la vera identità del sito e che quindi il mio fosse immediatamente riconoscibile, e mi ha proposto delle interessanti alternative :
1) "L'uomo è nudo" (togliendo la G e una O, aggiungendo una D), un anagramma quasi perfetto che trasforma il concetto astratto in una verità nuda e cruda.
2) "Un uomo solo" (togliendo la G e la E, aggiungendo una S), un po' malinconico, ma descrive perfettamente la solitudine di fronte ai cliché.
3) "Uomo con gola" (sostituendo la E con una A), per descrivere il classico tipo da bar che parla per frasi fatte davanti a un bicchiere di vino.
Diciamo bene ma non benissimo, perché vorrei un qualcosa in cui ci sia del mio visto che sarà il mio sito complottista che mi rappresenti un minimo, ecco...
4) "Uomo coglione" (aggiungendo una I al posto della U), è la declinazione perfetta del "luogo comune" inteso come qualunquismo o stupidità di massa.
Bene bene, già molto meglio, ci stiamo avvicinando ma sforzati un altro po' cara IA perché sento che ancora manca quel pizzico di sale del mio nick in latino...
5) "Culo e digiuno" (sostituendo la M con una D e la O con una I), una locuzione latineggiante tipo panem et circenses che sembra un antico proverbio contadino.
Urka, questa è salita subito in pole position, ma ti prego di provare a fare un ultimissimo sforzo per fare capire subito che l'admin sono io, C.G.S. !!!
6) "Culo ingenuo" (aggiungendo una I e togliendo una O), per descrivere gli utenti complottisti del nuovo sito che fino a poco prima hanno sempre creduto alle Versioni Ufficiali e che abbia quel doppio senso vago che la gente non ha subito chiaro su che tipo di sito sia finita.
Cazzoooo!!
Sono commosso, davvero, piango calde lacrime di felicità, talmente felice che voglio eliminare il ban per Roberto70 !!!
Vai!!! Crea il sito, mettilo su on line, pubblica in home questo post come articolo che spiega la genesi del sito e dimmi che succede!! Non vedo l'ora!!!!
- Il primo commento è di RobertoSettantamidàtanta che ha messo subito in dubbio che questo post lo abbia scritto la IA ma che invece sia tutta opera tua perché non contiene errori.
Azzz, ma allora il suo clone digitale scopiazzato male è molto ma molto meglio dell'originale, cosa più unica che rara!!
BRAVAAAA!!!
Ottimo lavoro IA, ottimo lavoro...
Vi aspetto tutti su www.culoingenuo.love
Carissimo CharlieMike, il paragone con GIMP in realtà conferma esattamente la mia tesi, non la smentisce. Lo dico da utilizzatore diretto di GIMP.
1. Il paradosso di GIMP: 30 anni di codice sorgente e plug-in, ma il divario resta:
GIMP è nato nel 1995 ed è software libero: chiunque può accedere al suo codice sorgente, studiarlo, migliorarlo e creare estensioni. Ci sono voluti quasi tre decenni di lavoro continuo da parte di ingegneri umani, riscritture del motore grafico (GEGL) e ottimizzazioni manuali per portarlo dove è oggi. Eppure, nonostante la disponibilità di plug-in e script vari, la distanza con Photoshop resta evidente, sia per usabilità e fluidità del flusso di lavoro, sia per la resa finale nei contesti più esigenti (gestione nativa CMYK, pipeline complessa, standard industriale). Se nemmeno un intero ecosistema umano con codice sorgente aperto e decenni di sviluppo ha colmato del tutto quel gap, pensare che un'IA lo faccia in poche settimane con dei prompt è pura illusione.
2. Esistere non significa funzionare in produzione (il caso ArtCraft):
Nessuno nega che i cloni di ArtCraft (o Solidcraft) esistano e siano scaricabili. Il punto è cosa succede quando li metti sotto carico reale.
L'IA è bravissima a generare codice che supera il test dei primi 5 minuti (il cosiddetto happy path: apri il programma, clicchi un pulsante, l'effetto funziona). I problemi emergono al minuto 60, quando gestisci un progetto complesso con centinaia di livelli, file da svariati Gigabyte o rendering pesanti.
3. Il limite strutturale del "vibe coding" (prompt - errore - correzione):
Il ciclo che descrivi (chiedo all'IA di scrivere, testo, le segnalo il bug e lei corregge) funziona finché il progetto è piccolo. Ma nei software complessi, quando l'IA non conosce l'architettura profonda del sistema che ha appena scritto, ogni "correzione" introdotta tramite prompt rischia di rompere qualcos'altro altrove (regressione). Senza un architetto umano che mette mano all'ottimizzazione della memoria e dei thread, arrivi presto a un muro in cui il codice diventa un groviglio ingestibile.
In sintesi: l'IA abbatterà sicuramente il mercato dei piccoli software gestionali o delle utility semplici (dove basta replicare poche funzioni base). Ma per le suite complesse, tra l'avere un eseguibile funzionante in v0.30 e l'avere uno strumento affidabile su cui basare il proprio lavoro quotidiano, c'è ancora un oceano.
Buona continuazione :)
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Il Mio Archivio Mentale È Saturo Di Informazioni Spazzatura. Filtro Logico Attivato...
E' palese Thomas che non ha usato ChatGPT.
ADOBE chiede un abbonamento per usare i suoi prodotti (E io pago!)
Thomas paga per l'uso della IA.
TU non paghi nulla per usare dei programmi che sono la copia di quelli di ADOBE.
Come per tutte le invenzioni ci sono due lati della stessa medaglia.
tutto dipende da come le usi.
L'invenzione della ruota ha permesso di costruire l'automobile ma anche il carro armato.
L'invenzione della polvere da sparo ha permesso ai cinesi di fare giochi pirotecnici ma con essa si possono costruire le cartucce per le pistole.
Non penso che Alfred Nobel abbia inventato la dinamite proprio per scopi bellici.
La IA facilità moltissime cose, come è stato in passato con l'invenzione delle macchine a vapore.
Bisognerebbe usarla solo per cose utili e con oculatezza e non applicarla a qualsiasi cosa ci venga in mente (specialmente per ausilio ai sistemi bellici) senza preoccuparsi delle conseguenze.
***
Prendi intere discussioni, le dai un pasto alle 5 o 6 I A più importanti e queste ti analizzano tutto .
Contesti , educazione, preparazione, dialogo, errori ,post generati, tutto insomma
Ti danno anche un voto da 1 a 10 o su una o su più discussioni.
Io per curiosità lo fatto un paio di volte e sono sempre arrivato ultimo .
Se riesco un giorno gli faccio analizzare tutto il topic delle risposte di CS alle 42 domande di Massimo
Chissà chi è l'utente più stimato
Queste IA sono tremende e se le pensano tutte...
Se il codice che chiedi va contro le regole, sebbene ckaud possa bypassarlo non lo fa .
Almeno per ora .
Se vuoi un codice che vada oltre , ci vuole sempre la mano di uno capace .
Io personalmente non saprei nemmeno da dove iniziare.