di Charliemike
Brandon Thomas, un ragazzo stanco di pagare l'abbonamento mensile a Adobe, ha duplicato tramite una IA l'intero pacchetto di programmi a pagamento della società.
Il punto interessante della questione è che tutto ciò è legale. E’ infatti illegale copiare il codice originale di Adobe, ma non duplicarne il funzionamento.
In sintesi, non si può clonare il codice di Photoshop ma si può scrivere un programma di fotoritocco che faccia le stesse identiche cose di Photoshop. E dato che chiunque, anche se non è un programmatore, tramite la IA è in grado di farlo con poca spesa e in pochissimo tempo, le possibilità che si aprono sono infinite.
L'unica questione legale che si può sollevare è che Thomas ha duplicato l'interfaccia grafica di Adobe. Questo potrebbe comportare una violazione di copyright, ma il problema è facilmente risolvibile creando una grafica diversa.
Inoltre, come dice il video, chiunque si può scrivere, in completa autonomia, un software adatto alle proprie esigenze, includendo solo le funzioni minime indispensabili, senza dover comprare un costoso e complesso software che verrebbe utilizzato solo al 10%.
L'unica questione ancora aperta è quella del copyright, perché al momento la legge non riconosce i prodotti generati dalla IA come soggetti al diritto d'autore, prerogativa associata ai soli esseri umani.
Pertanto, fintanto che non verrà adeguata la legislazione i programmi generati dalla IA, i duplicati dei software a pagamento saranno gratuiti.
Si prevedono tempi difficili e grosse perdite per le aziende informatiche.





ma vorrei aggiungere che anche se ha copiato e poi duplicato Adabe (e altro) non servirà a molto.
perchè già ora ci sono agent e ia cheti permettonodi generare immagini e video da semplice prompt
togliendo il tantissimo tempo per la creazione manuale che avresti bisogno utilizando la sua copia ol'originale Adobe.
il concetto è che ormai deve finire il pagamento ai software e rimarra, per ora,ilpagamaneto alle ia.
Bisognerà poi capire quando e quanto costerà l'uso degli strumenti di AI che prima o poi diventeranno per forza di cose sempre più costosi (a parte le banali chat che già adesso iniziano a presentare pubblicità) , altrimenti il castello crollerà su se stesso per la sua insostenibilità a meno di pensare a scenari molto più distopici.
Come spiega il tizio del video, la IA non copia il codice proprietario, sul quale c'è il copyright, ma solo le funzioni.
In sintesi non puoi clonare una Ferrari ma puoi costruire una tua supercar che va a 300km/h.
Si guarderanno bene dal fermare la IA perchè è diventata ormai indispensabile (e non parlo di ChatGPT che è solo un giocattolo) e quindi sarà impossibile impedire che venga utilizzata per realizzare prodotti che hanno le stesse funzioni di altri.
Se dovesse mai passare qualcosa di simile allora si estenderebbe a macchia d'olio su QUALSIASI prodotto non solo i software.
Pensateci.
Tutte le case automobilistiche dovrebbero pagare i diritti al primo inventore dell'automobile.
Tutte la case di elettrodomestici dovrebbero fare lo stesso e via discorrendo.
La lista è infinita.
Ripeto: non può esistere il diritto d'autore sulle funzioni di qualcosa ed è proprio questo, assieme alle capacità della IA che manderà a gambe all'aria il mercato del software.
Guarda il video che lo spiega meglio del mio articolo.
Nessuno pretende i diritti per avere copiato il codice di ADOBE, anche perchè nessuno lo ha fatto.
La IA ha generato un codice totalmente diverso che fa le stesse cose del codice di ADOBE.
Tuttavia se crei qualcosa (anche unico e inedito) con la IA non puoi pretendere i diritti d'autore perchè la nostra legislazione attuale li riserva solo alle opere dell'ingegno umano.
E' vietato copiare il codice, ma non è vietato crearne uno tuo che fa le stesse cose.
Ad oggi esiste Photoshop di ADOBE, ma parallelamente esiste GIMP che fa le stesse cose senza violare nessun copyright.
L'unica differenza è che GIMP è stato creato da un team di programmatori esperti dopo un lunghissimo lavoro di gestazione mentre la IA ha fatto lo stesso con l'intero pacchetto ADOBE in poche settimane.
Come ho già detto in altri threads le IA commettono un numero elevatissimo di errori e a volte (mi è successo con Giza) si INCASTRANO e non riescono più a uscire dal bugs che hanno creato SENZA l'aiuto umano.
Le IA sono velocissime ma stupide PER ORA.
Pertanto, se non sei un programmatore skillato perdi solo tempo (secondo me anche se sei skillato perchè il codice che scrive una IA è complicatissimo e devi andare in debug per capire i giri che fa)
I limit tecnici reali per cui la decompilazione tramite intelligenza artificiale non può mai essere totale o esatta al 100 per 100 risiedono in motivi strutturali e teorici ben precisi.
Il primo motivo riguarda la perdita irreversibile di informazioni. Quando un programmatore scrive un software, usa un linguaggio umano fatto di parole chiare, nomi di variabili con un senso preciso e commenti che spiegano il perché di certe scelte. Il processo di compilazione prende questo codice e lo trasforma in istruzioni numeriche comprensibili solo dal processore. In questa trasformazione, tutti i nomi originali, le spiegazioni e i commenti vengono distrutti ed eliminati per sempre. Quando una IA analizza il programma compilato, non sta leggendo un testo nascosto, ma sta cercando di ricostruire l'opera originale partendo da ciò che resta. È come provare a ricostruire una torta partendo solo dalle sue briciole. L'IA può inventare o ipotizzare un nome che sembra logico per una variabile, ma si tratta di una stima e non della certezza matematica di quello che c'era scritto in origine.
Il secondo motivo è legato alla complessità dell'organizzazione dei dati. Nei programmi moderni i dati sono organizzati in strutture logiche molto complesse. Durante la compilazione, tutte queste strutture vengono appiattite in una semplice sequenza continua di byte allineati nella memoria del computer. L'intelligenza artificiale deve quindi tirare a indovinare dove finisce un dato e dove ne inizia un altro, con un margine d'errore molto alto se la struttura di partenza era complessa.
Il terzo motivo è l'uso di tecniche intenzionali di protezione e mascheramento, chiamate offuscamento. Molti sviluppatori proteggono i propri programmi inserendo trappole matematiche o trasformando la logica lineare in un labirinto di passaggi inutili e contorti appositamente studiati per confondere chiunque tenti di analizzare il file. Esistono persino sistemi che racchiudono il programma dentro una specie di cassaforte cifrata che si apre solo per un istante mentre il computer lo sta eseguendo. Se l'IA analizza il file mentre è salvato sul disco, vede solo numeri casuali privi di qualsiasi significato.
Il quarto motivo è il funzionamento stesso dell'intelligenza artificiale, che si basa su calcoli probabilistici e non sulla comprensione cosciente. Di fronte a un passaggio ambiguo o difficile, l'intelligenza artificiale tende a completare la frase o il codice generando la soluzione che ritiene matematicamente più probabile. In un testo normale questo porta a piccole imprecisioni, ma in un programma informatico anche un solo numero sbagliato, un segno di maggiore al posto di un segno di minore o una virgola errata rendono l'intero software del tutto malfunzionante o inutilizzabile.
Infine, c'è il problema della visione d'insieme. Un programma non funziona mai da solo, ma scambia continuamente informazioni con il sistema operativo, con internet, con la scheda grafica e con altre componenti esterne. Molte decisioni su quali operazioni eseguire vengono prese dal software solo nell'esatto millisecondo in cui l'utente clicca su uno schermo. Un'analisi statica fatta dallaa IA prima che il programma venga avviato non può prevedere queste scelte dinamiche.
Per tutti questi motivi, l'intelligenza artificiale è uno strumento straordinario che aiuta gli esperti a velocizzare il lavoro di comprensione fino al 60/70%, ma non potrà mai restituire una copia esatta e perfetta al 100 per 100 del codice originale.
appunto quindi vorrebbero essere tutelati perchè sono ingegnosi ad usare l'AI! mi sembra un po' assurdo!
Una domanda, da ignorante sull'argomento: è possibile far fare alla IA il debug del codice in tempo reale mentre viene eseguita una certa funzione? E in questo caso può capire ed estrapolare le parti del codice in esecuzione in quel momento per poi ricostruire un clone che faccia la stessa cosa?
Dato che una IA è in grado di effettuare miliardi di moltiplicazioni matriciali in parallelo, magari in questo modo funziona... non so.
Comunque sono curioso e mi scaricherò, quanto meno, il clone di Word ed Excel
Microfoni disattivati, aggiornamenti obbligatori disattivati, e il cacchio di tasto Rakuten disattivato.
Fantastico.
Grazie a Chatgpt ho creato un reader editor PDF senza bombardamento di popup di Adobe, non ne potevo proprio piú. Lavorare con un PDF era diventato insopportabile.
Grazie a Chatgpt faccio una foto e riproduco lo schema dell'impianto in un'oretta di lavoro contro la giornata intera di prima.
Grazie a Chatgpt aggiornamenti per il commercialista automatizzati, quando carico qualcosa sul sw gestionale automaticamente aggiorno l'excel per la contabilità che arriva direttamente a lui nel Drive.
Grazie a Chatgpt faccio una birra all grain buonissima.
Credo che chi ha azioni Alphabet dovrebbe seriamente pensare di liquidarle. Google é morta e non lo sa.
Fino a che durerà? Non lo so, ma é pur certo che non possiamo essere reticenti a usare una IA per preconcetto. É come ostinarsi a comer andare a cavallo in un epoca di automobili.
Non usare questa tecnología ( e lo dico a quanti qui ancora storcono il naso. Lo dico essendo stato uno di quelli quando la IA si inizió a trasformare in qualcosa di popolare solo un anno fa) é rimanere tagliati fuori.
Privacy? Big data? Masticazzi. Tanto hanno già qualsiasi informazione possibile su di noi Grazie a un cellulare. Stiamo a fare i sofisticati?
l'A.I fa concorrenza al lavoro umano così che molti vengono licenziati dalle big-Tec
ora anche le Big-Tec sono nel mirino dell'A.I.
parafrasando...
Chi La Fa L'Aspetti
Il debug in tempo reale mentre una funzione viene eseguita è assolutamente possibile e viene regolarmente utilizzato dai programmi moderni chiamati debugger. Quando un software gira, questi strumenti permettono di osservare esattamente cosa succede all'interno del computer passo dopo passo, monitorando i registri del processore e leggendo i valori delle informazioni salvate nella memoria in quel preciso millisecondo.
MA, estrarre il codice in esecuzione per ricostruire un clone identico che faccia esattamente la stessa cosa presenta limiti molto complessi. Osservando un programma mentre funziona, l'IA le o il programmatore vedono soltanto quali dati entrano in una funzione e quali risultati escono. Questo aiuta a capire cosa fa quella specifica operazione in quel momento, ma non garantisce di aver scoperto tutti i casi possibili. Per avere la certezza assoluta di replicare ogni singola reazione del programma originale, bisognerebbe farlo girare in qualsiasi condizione esistente e testare ogni combinazione possibile, inclusi gli errori rarissimi che si verificano una volta su un milione e che potrebbero non ripetersi mai durante l'osservazione.
La notizia del ragazzo che ha "duplicato il pacchetto Adobe tramite IA" ha scatenato i facili entusiasmi di chi vede la fine del software a pagamento. C'è però un enorme equivoco informatico di fondo: confondere l'emulazione estetica con la qualità dell'architettura logica interna del codice. Replicare l'interfaccia grafica (GUI) e i comportamenti macroscopici di un programma è facile per l'IA, ma questo non significa "clonare Photoshop". È solo una scatola vuota.
Il paradosso della Coca-Cola: Copiare il colore non significa copiare la formula
Basta pensare a un esempio universale: la Coca-Cola. Chiunque può unire acqua, zucchero e colorante per creare una bibita scura in una bottiglia identica all'originale. Ma al primo assaggio il sapore sarà diverso, perché la formula esatta e i processi industriali sono protetti da un segreto aziendale invalicabile. Nel software accade lo stesso. L'IA genera la sottomarca: crea un liquido scuro che sembra Coca-Cola, ma sotto il cofano manca la formula magica dell'algoritmo originale.
L'illusione delle funzioni e il dramma dell'ottimizzazione
Dietro una suite professionale ci sono decenni di ricerca matematica. L'IA non ha accesso al codice sorgente proprietario e può solo approssimare il risultato. Per un programmatore le differenze reali sono abissali, e bastano 3 esempi:
1. Algoritmi proprietari vs Approssimazioni: Elaborazioni complesse come il rendering vettoriale o la gestione dei profili colore richiedono algoritmi puliti. L'IA genererà codice standard e ridondante, restituendo un output qualitativamente inferiore.
2. Gestione della memoria (Memory Management): I software nativi dialogano direttamente con l'hardware e l'accelerazione GPU (CUDA/Metal). Il codice automatico dell'IA è pesante, privo di caching efficiente e satura la RAM con file di grandi dimensioni.
3. Thread e Concorrenza: Gestire il calcolo parallelo su processori multi-core richiede un'ingegneria software sopraffina. Sotto sforzo, un clone IA mostrerà colli di bottiglia, freeze e crash improvvisi.
Dalla teoria alla pratica: Il problema della stabilità
Sviluppare un software significa garantirne la stabilità nel tempo. Anche guardando progetti indipendenti emergenti (come la suite ArtCraft con EffectCraft), finché la struttura del codice è giovane e in pieno stato beta, il programma resta inutilizzabile per scopi professionali. Nessun professionista abbandonerà una licenza stabile per un clone IA che rischia di corrompere ore di rendering o non garantisce precisione matematica.
Conclusione
L'analogia automobilistica emersa nei commenti non regge: non parliamo di costruire una supercar alternativa partendo da zero, ma di spacciare un'imitazione sgasata per la Coca-Cola originale solo perché la bottiglia gli assomiglia. La vera programmazione si basa su ottimizzazione e architettura logica: cose che un prompt della IA non può replicare.
Per il futuro ci aspettano sicuramente programmi di qualità sviluppati grazie all'IA e rilasciati sotto licenza GNU GPL. Ma al momento rimane un'utopia, un pò come confondere il mungere col tettare.
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Il Mio Archivio Mentale È Saturo Di Informazioni Spazzatura. Filtro Logico Attivato...
Grazie
@Free world
Grazie anche a te, il tuo post ricalca e completa quello di Roberto
Seguo con interesse come si svilupperà la cosa, in questo campo le sorprese sono all'ordine del giorno
Il video dice anche che oggi i programmatori (non tutti) non scrivono più il codice ma si limitano a chiedere alla IA di scriverlo al posto loro passando solo un prompt su quello che deve fare il programma richiesto.
Successivamente testano il programma e evidenziano alla IA gli errori e i problemi facendoglieli correggere.
I programmi sostituivi del pacchetto di ADOBE ci sono, sono scaricabili e ognuno li può verificare in autonomia, e sono in continua (e velocissima) evoluzione.
Alla IA non serve leggere i commenti al codice. Le basta solo vedere cosa fa.
I software alternativi generati dalla IA esistono.
... e lo sviluppo continua a velocità sorprendente.
Nessuno ha reclamato diritti d'autore sul software generato dalla IA.
quando si parla di clonare un programma complesso come Word o Excel, bisogna distinguere tra la copia del codice interno e la replica del comportamento esterno. Sebbene una IA non possa estrarre il codice sorgente originale o la struttura esatta delle classi a causa di barriere tecniche e legali, la situazione cambia radicalmente quando ci si concentra sulle funzionalità. I programmi moderni sono scritti usando la programmazione a oggetti, il che significa che sono suddivisi in moduli indipendenti, ognuno con un compito preciso. Osservando come il software riceve i dati in input e quali risultati restituisce in output, una IA è perfettamente in grado di comprendere la logica di quel comportamento. A quel punto, sfruttando questa comprensione, la IA può guidare un utente o uno sviluppatore nella scrittura da zero di un programma totalmente nuovo, basato sempre sulla programmazione a oggetti, che produca esattamente gli stessi risultati dell'originale. In sintesi, anche se non è possibile fotocopiare il codice binario di un file eseguibile, una IA permette di replicare con successo il comportamento esterno di un software, ottenendo un clone funzionale identico quasi al 100% nelle risposte e nelle funzioni offerte all'utente ma per ottenerlo devi usare una CLI che lancia il programma e tu a mano esegui tutte le funzioni del programma o magari solo quelle che ti interessano.
In pratica la IA sostituisce il cervello del programmatore che vede quello che fa a schermo e pensa come clonare il comportamento.
Chi se ne frega del fatturato delle grandi aziende informatiche ??
Si adegueranno come tutti.
Per quanto riguarda i progetti " fatti in casa" se il progetto è per uso personale (un piccolo programma, uno script, uno strumento che ti serve),puoi farlo scrivere all’ia, e usarlo, modificarlo come vuoi. Nessuno ti chiede nulla, e il fatto che il copyright sul codice generato sia incerto non è importante ,non devi proteggerlo, devi solo usarlo.
Se vuoi puoi anche distribuirlo o venderlo.
Se l’hai guidato, rivisto e modificato tu quella parte è tuo. Se è uscito tutto dall’ia con un solo prompt, la protezione è debole, quindi altri potrebbero copiarlo senza che tu possa fare molto.
Inoltre le i.a non copiano i programmi alla lettera come si vuole far pensare.
Replicano le funzioni di base di molti programmi noti
Un editor di immagini semplice, un gestionale, un lettore di documenti etc Sono problemi ben conosciuti e il codice per risolverli è ovunque, quindi l’ia li conosce bene.
L’ia invece non replica ancora la robustezza, perché dietro ai programmi delle grandi aziende ci sono decenni di correzioni e casi limite, mentre una copia fatta in 2 ore regge i casi comuni e si rompe in quelli strani. Fatica anche sulle prestazioni, visto che gli algoritmi ottimizzati per anni (rendering, codec, motori di calcolo) restano difficili da riprodurre. Non copia gli ecosistemi informatici, cioè plugin, assistenza, aggiornamenti di sicurezza e integrazioni, che non nascono con un prompt. Infine c’è la manutenzione,un progetto generato va mantenuto, e serve qualcuno che capisca il codice, senza sempre una i.a dietro non serve a nulla.
Certo uno non si compra piu un programma da 300 euro che gli serviva per fare determinate cose , usando lo stesso solo al 30 per cento delle sue potenzialita.
Adesso si fa il 30 per cento che gli serve con un modello e via
Almeno rispoarmia 300 euro
guardatevi il video prima di commentare.
Non basatevi solo su quello che ho scritto io che è un sunto sintetico.
Solidcraft solidcraft.io/ la copia di Fusion 360, è alla versione 0.30.
Hanno già fatto 30 modifiche al software.
GIMP è una copia di Photoshop.
Non è mai stato creato da una IA e i suoi programmatori non hanno copiato il codice di ADOBE (perchè è vietato).
Inizialmente era un programmino ridicolo, una pallida imitazione.
Chi lo usa oggi si rende conto che è una valida alternativa a Photoshop, le sue funzioni sono simili al 85/90% ed è in continuo sviluppo (da umani).
Creare un software facendo Reverse Engineering non è stato impossibile per degli umani.
Figuriamoci oggi per la potenza di calcolo e velocità di una IA.
Per copiare Photoshop un team di umani avrebbe impiegato mesi se non anni, e nel frattempo, come con il paradosso di Achille e la tartaruga, ADOBE sarebbe andata avanti con la sua evoluzione.
Nessuna minaccia al lavoro dei programmatori di entrambe le parti.
La IA ha introdotto un fattore pericoloso: la velocità di calcolo.
La IA può copiare in brevissimo tempo un software blasonato riducendo il gap temporale con il minimo sforzo causando il problema dell'occupazione.
E' proprio quello che è stato fatto.