Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karin Mulder era una top model negli anni ’90. Io stesso ho avuto la possibilità di lavorare con lei un paio di volte, per una rivista di moda italiana. Era una ragazza semplice, che non se la tirava minimamente: faceva con professionalità il suo lavoro, e poi rientrava tranquillamente nella sua sfera privata.

Sul finire degli anni ’90 aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace) ed era sulle copertine delle più prestigiose riviste: Vogue, Bazaar, Elle, Marieclaire, e mille altre. Poi di colpo scomparve dalla scena, e di lei non si seppe più nulla. Al contrario delle sue colleghe, che hanno continuato per anni a comparire sul jet-set internazionale, Karen Mulder è svanita come un fantasma nella nebbia.

Solo in seguito si sarebbe scoperto il perchè.

Nel 2001 – all’apice della sua carriera - Karen Mulder aveva partecipato ad un programma TV francese chiamato “Tout le Monde en Parle”, ma, invece di parlare dei soliti pettegolezzi che ci si aspettano da una star della passerella, la Mulder decise di raccontare apertamente la sua esperienza come giovane modella: all’inizio della carriera era stata violentata ed obbligata a fare sesso con personaggi importanti, fra cui dirigenti della polizia, politici di primo livello e lo stesso Principe di Monaco. Ad obbligarla era stato Gerald Marie, il famigerato capo della agenzia Elite di Parigi, la consorella di Elite New York di John Casablancas (grande amico di Donald Trump, fra l’altro). Sia Casablancas che Gerald Marie, come il suo tirapiedi Jean-Luc Brunel, sarebbero poi stati coinvolti nello scandalo Epstein, in quanto “procuratori” di belle ragazze per gli amici dell’isola felice. (Anche Brunel è morto "suicida" in carcere). 

In altre parole, Karen Mulder fu la prima a denunciare pubblicamente un mondo di abusi sessuali sistematici negli ambienti della moda e dell'élite (reali, politici e potenti di mezzo mondo) che poi è emerso alla luce del sole con le rivelazioni del caso Epstein.

Ma la parte interessante del racconto è quello che accadde dopo l’intervista TV. I produttori infatti, schoccati dalle rivelazioni di Karen, decisero di non mandarla in onda, e fecero addirittura sparire il nastro originale della puntata (lo avranno dato a quelli della NASA, che lo hanno messo accanto al famoso nastro di Apollo 11).

Noi sappiamo quello che conteneva l’intervista solo perchè la stessa Karen ne parlò, qualche settimana dopo, in un’altra intervista giornalistica. Ma a quel punto scattò la macchina del fango: Karen perse di colpo tutti i contratti con le migliori firme dell’alta moda, e fu improvvisamente ricoverata in un ospedale psichiatrico, con la diagnosi di “alta instabilità mentale”. Curioso che sia stato lo stesso Gerald Marie a preoccuparsi di farla internare, pagando lui stesso le spese della clinica.

Un anno dopo, fu trovata moribonda dai vicini di casa per aver assunto una dose eccessiva di pillole. Restò un giorno in coma, ma si salvò. Il caso fu archiviato come “tentato suicidio”.

Dopodichè iniziò una campagna mediatica contro la “povera Karen” che di colpo aveva perso tutta la sua lucidità, e non sapeva più di cosa stesse parlando. In altre parole, invece di indagare su quello che lei aveva denunciato, si preferì seppellirla sotto la coltre dell’ignominia e dell’oblio. Ancora oggi, su riviste di moda come Marieclaire, la fase dopo la famosa intervista viene descritta in modo sbrigativo e pietistico: “Dopo questa intervista, Karen viene ricoverata per depressione e ansia. Inizia un periodo davvero molto difficile per la giovane, che entra ed esce di continuo dagli ospedali psichiatrici.” Nulla, ovviamente, sui retroscena degli amici di Epstein.

L’angelo di Victoria’s Secret era diventata di colpo un diavolo da evitare come la peste. Molti oggi la definiscono come “la prima whistleblower del caso Epstein”.

Se solo qualcuno le avesse dato ascolto, 25 anni fa…

Massimo Mazzucco

Oggi Karen Mulder vive nel sud della Francia, lontano dai riflettori. Ha una figlia, nata nel 2006.

Independent (2001)

Un video con la storia di Karen Mulder

Comments  
che donna... io cmq non escluderei il coinvolgimento da parte di Epstein delle modelle che andavano in voga negli anni 10, tipo Dutzen Kroes o Candice Swanepoel.
Un mio caro amico guardia del corpo ad alti livelli,Tom Cruise,D&G per fare due nomignoli,mi disse di aver fatto solo una volta la settimana della moda a Milano,se ne è andato schifato,la sera si viaggiava a feste con modelli e modelle,ragazzini/e giovanissimi,con vecchi bavosi immaginate perchè.....con contorno di alcool e polveri "sottili".........che schifo......
Ricordo il documentario della BBC cui accenna l'articolo dell'Indipendent (qui sotto il passaggio) che linki, faceva riferimento a un'agenzia di Milano di proprietà di 2 soci che sembrava essere legata alla moda solo come pretesto, e era ambientato principalmente a Milano, anche in locali notturni, e in Russia.

"...The former supermodel was invited to record an interview on 31 October for a show on France 2 television, called Tout le Monde en Parle (Everyone is Talking About It). The intention was to revisit allegations made by a BBC documentary two years ago that young models were often sexually exploited by leading figures in the modelling industry. ..."
(sottolineatura mia)

Dato che stiamo vivendo un periodo un po' speciale, che vede protagonista la componente più giovane dell'altra metà del cielo, non sarebbe il caso di riconsiderare i giudizi sull'uso islamico di proteggere le donne con un velo?
(Non intendo assolutamente proporne l'adozione!).