
Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karen Mulder era una top model negli anni ’90. Io stesso ho avuto la possibilità di lavorare con lei un paio di volte, per una rivista di moda italiana. Era una ragazza semplice, che non se la tirava minimamente: faceva con professionalità il suo lavoro, e poi rientrava tranquillamente nella sua sfera privata.
Sul finire degli anni ’90 aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace) ed era sulle copertine delle più prestigiose riviste: Vogue, Bazaar, Elle, Marieclaire, e mille altre. Poi di colpo scomparve dalla scena, e di lei non si seppe più nulla. Al contrario delle sue colleghe, che hanno continuato per anni a comparire sul jet-set internazionale, Karen Mulder è svanita come un fantasma nella nebbia.
Solo in seguito si sarebbe scoperto il perchè.
Nel 2001 – all’apice della sua carriera - Karen Mulder aveva partecipato ad un programma TV francese chiamato “Tout le Monde en Parle”, ma, invece di parlare dei soliti pettegolezzi che ci si aspettano da una star della passerella, la Mulder decise di raccontare apertamente la sua esperienza come giovane modella: all’inizio della carriera era stata violentata ed obbligata a fare sesso con personaggi importanti, fra cui dirigenti della polizia, politici di primo livello e lo stesso Principe di Monaco. Ad obbligarla era stato Gerald Marie, il famigerato capo della agenzia Elite di Parigi, la consorella di Elite New York di John Casablancas (grande amico di Donald Trump, fra l’altro). Sia Casablancas che Gerald Marie, come il suo tirapiedi Jean-Luc Brunel, sarebbero poi stati coinvolti nello scandalo Epstein, in quanto “procuratori” di belle ragazze per gli amici dell’isola felice. (Anche Brunel è morto "suicida" in carcere). 
In altre parole, Karen Mulder fu la prima a denunciare pubblicamente un mondo di abusi sessuali sistematici negli ambienti della moda e dell'élite (reali, politici e potenti di mezzo mondo) che poi è emerso alla luce del sole con le rivelazioni del caso Epstein.
Ma la parte interessante del racconto è quello che accadde dopo l’intervista TV. I produttori infatti, schoccati dalle rivelazioni di Karen, decisero di non mandarla in onda, e fecero addirittura sparire il nastro originale della puntata (lo avranno dato a quelli della NASA, che lo hanno messo accanto al famoso nastro di Apollo 11).
Noi sappiamo quello che conteneva l’intervista solo perchè la stessa Karen ne parlò, qualche settimana dopo, in un’altra intervista giornalistica. Ma a quel punto scattò la macchina del fango: Karen perse di colpo tutti i contratti con le migliori firme dell’alta moda, e fu improvvisamente ricoverata in un ospedale psichiatrico, con la diagnosi di “alta instabilità mentale”. Curioso che sia stato lo stesso Gerald Marie a preoccuparsi di farla internare, pagando lui stesso le spese della clinica.
Un anno dopo, fu trovata moribonda dai vicini di casa per aver assunto una dose eccessiva di pillole. Restò un giorno in coma, ma si salvò. Il caso fu archiviato come “tentato suicidio”.
Dopodichè iniziò una campagna mediatica contro la “povera Karen” che di colpo aveva perso tutta la sua lucidità, e non sapeva più di cosa stesse parlando. In altre parole, invece di indagare su quello che lei aveva denunciato, si preferì seppellirla sotto la coltre dell’ignominia e dell’oblio. Ancora oggi, su riviste di moda come Marieclaire, la fase dopo la famosa intervista viene descritta in modo sbrigativo e pietistico: “Dopo questa intervista, Karen viene ricoverata per depressione e ansia. Inizia un periodo davvero molto difficile per la giovane, che entra ed esce di continuo dagli ospedali psichiatrici.” Nulla, ovviamente, sui retroscena degli amici di Epstein.
L’angelo di Victoria’s Secret era diventata di colpo un diavolo da evitare come la peste. Molti oggi la definiscono come “la prima whistleblower del caso Epstein”.
Se solo qualcuno le avesse dato ascolto, 25 anni fa…
Massimo Mazzucco
Oggi Karen Mulder vive nel sud della Francia, lontano dai riflettori. Ha una figlia, nata nel 2006.
Independent (2001)
Un video con la storia di Karen Mulder





"...The former supermodel was invited to record an interview on 31 October for a show on France 2 television, called Tout le Monde en Parle (Everyone is Talking About It). The intention was to revisit allegations made by a BBC documentary two years ago that young models were often sexually exploited by leading figures in the modelling industry. ..."
(sottolineatura mia)
Dato che stiamo vivendo un periodo un po' speciale, che vede protagonista la componente più giovane dell'altra metà del cielo, non sarebbe il caso di riconsiderare i giudizi sull'uso islamico di proteggere le donne, anche da se stesse, con un velo?
(Non intendo assolutamente proporne l'adozione!).
Nella deposizione stava raccontando così tanti dettagli che il suo avvocato si è avvicinato per dirgli all' orecchio (ma si è sentito per via dei microfoni): io ti ammazzo se rispondi alle prossime domande con più di 5 parole
Video:
Comunque.... io rimango dell'idea che, come è stato il periodo covidioti in cui governi criminali (il nostro compreso) hanno dato il via libera a una sperimentazione di massa, questa storia di Epstein, Trump e compagnia bella svanirà a poco a poco senza troppi colpi di scena.
Un bomba di qua, un attentato di là, una calamità "naturale" e l'attenzione verrà spostata in un attimo.
-ZR-
ATTENZIONE ATTENZIONE Aggiornamento:
Neanche il tempo di scrivere e.....
tg24.sky.it/.../pakistan-afghanistan-guerra
Una bellezza straordinaria caduta in mano alla peggiore razza di perversi.
Le auguro serenità insieme alla famiglia.
La violenza fisica da parte di chi fisicamente era più forte di lei è comprensibile e (credo) attuabile in determinate circostanze, chessò, in camerino, in un sottoscala, in un parco. Ma tu scrivi che FU COSTRETTA a fare sesso con tante persone, che elenchi. Mi chiedo solo COME fu costretta. Reiterati abusi nel tempo, furono consenzienti per non perdere il lavoro? Così non sembra se denunciò questi crimini all'apice della carriera, con conseguente perdita di credibilità e lavoro altamente remunerativo.
Insomma, in breve, non si capisce per quale effettiva costrizione subì violenza sessuale per così troppe volte e per così troppo tempo. Me lo chiedo senza giudicare. Ognuno ha i suoi limiti comportamentali.
C'è un intervista di Teocoli dove lui afferma che nel mondo che lui frequentava negli anni 60 ( forse paragonabile al mondo della moda.. ) droga e sesso erano la norma.. E parliamo degli anni 60.. quando sesso e droga erano veramente TABU' fuori da certi giri.
E chi ci voleva entrare in quei giri ben lo sapeva.
Uè.. non ti va di darla via a chi non ti piace ? Non darla via o cambia aspirazione o vai al primo posto di polizia a denunciare. E' orribile ma è così, e non è certo mia intenzione assolvere chi usa violenza.
Forse una sola testimonianza è purtroppo una sola testimonianza.. Chissà perché le altre decine e decine di modelle non hanno fatto trapelare qualcosa..( da quello che io sappia ). Forse dovrebbero vietare alle agenzie il reclutamento di ragazzine con meno di 18 anni o 16 anni (Sperando che le loro mamme non vengano prese da crisi isteriche.....) senza dover pensare che tutto sia lecito con le maggiorenni.
Io non so dove e come Epstein riuscisse a trovare le sue gallinelle dalle uova d'oro.. certamente era un criminale pedofilo e forse satanista che andava ben al di là del "semplice" sesso.....Hanno trovato perfino corpi di ragazze sepolte nel suo ranch...
Io personalmente non mi sono mai interessato a temi di questo tipo, per le attrici e le modelle non sono mai stato a dire tra amici, "guarda quanto è bona quella..!!" dunque ciò che hai raccontato poteva essere il racconto di un'altra persona qualunque che avesse subito le medesime angherie e altro, e avresti riscosso da me lo stesso plauso di essertene interessato.
Onore a Massimo Mazzucco quindi. Per quanto mi riguarda, già mi ritengp fortunato aver avuto la possibilità di esternartelo.
Nei commenti ho letto: "come fanno a costringerla a fare sesso con tante persone?". A parte che in quell'ambiente ti possono fare di tutto, ma la principali minacce sono due:
1) torni a fare la cameriera;
2) mandiamo certe tue foto in giro.
Poi, se denunciano quello che succede:
1) muori;
2) ti riempiamo cosí tanto di fango che non esci piú di casa;
3) ti rinchiudiamo in un asilo psichiatrico.
Se invece fai la brava, fai la vita della ricca signora!
Ho anche letto cose del tipo: "Non posso credere che le ragazze non sappiano a cosa vanno incontro."
Diciamo che a sedici anni certe cose le vedi in maniera diversa. Party a base di musica a tutto volume, sesso e droga magari non ti spaventano, soprattutto se preludono ad una carriera proficua. Ma una ragazza che quelle cose non le gradisce fa comunque in tempo a uscire da locale, quello sí.
Peró non penso che una ragazza a quell'etá possa prevedere quello che succede in certe ville, questo non lo possiamo pretendere.
Adesso, io non so cosa credere di QAnon, che forse é solo un artificio politico, ma io ho la netta impressione che di circoli alla Epstein ce ne siano parecchi in giro.
Una cosa che mi ha sempre colpito é l'estrema magrezza delle modelle di alta moda. Io non ho mai capito come possa piacere a qualcuno una donna in cui si vedono le bocce delle ginocchia, gli occhi sono infossati (e il trucco esalta questa oscenitá), e le gambe arrivano ad essere storte.
Tutto si spiega se il mondo dell'alta moda fosse dominato da persone che non sono piú normali, che siano attratte da donne normali (tipo Marilyn Monroe per dire, o la nostra Sofia Loren). Oppure sono scemo io che mi piace la Marilyn e la Loren nazionale!
Ovviamente mi riferisco all'aspetto fisico.
A proposito di Marilyn, ci sarebbe parecchio da dire anche sulla sua, di fine, e altre cosette sui Kennedy, ma rimaniamo in tema.
Bravissima Karen ad uscirne, e fortunata ad uscirne viva. Dubito ne sia uscita illesa, ma forse ha salvato qualche altra ragazza.
EDIT: uno potrebbe anche obiettare: "Ma perché non vanno dalla polizia?", ma non se ha frequentato questo sito a sufficienza!
Per loro sono semplici attaccapanni.
(In questo caso noi fotografi eravamo fortunati. Se ci scappava l’avventura era sempre frutto di una simpatia reciproca, mai di un ricatto professionale. La merda sta tutta a monte, nelle agenzie di modelle).
(Nel caso di Anneke, abusi dai 6-11 anni, raffiorati alla sua consapevolezza dopo i 30 anni, dopo oltre un decennio di ricerca spirituale e, mi pare, sessioni psicoterapeutiche. Lei era stata portata in Germania ad Heidelberg da un eugenetista nazista - Hans Harmsen - che la riprogammò perché diventasse una cantante pop, adescatrice di uomini potenti).
MK Ultra e affini.
Questo può far capire perché alcune di queste donne denunciano a distanza di decenni.
Uno youtuber italiano ha fatto qualche ricerca a proposito
Il Canard disse che tra di loro vi era Jacques Delors, ma lui non querelò il giornale.
Poi Blondet parla dell’intoccabilità di questi personaggi e cita un politico italiano di altissima levatura (ormai defunto), potrebbe essere interessante chiedere al direttore come mai abbia menzionato questo notissimo politico in codesta situazione.
Dante Bertello.
Le curve deformano gli "abiti".
I manici di scopa no.
#15 redazione
Le cosiddette vittime hanno fatto una scelta.
Dopo possiamo parlare di quanto sia miserabile quel mondo lì, ma tutti coloro che ne fanno parte hanno fatto una scelta e sono ben consapevoli di ciò che stanno facendo.
Giustificando le presunte vittime, sembra quasi che qualcuno stia cercando di salvarle da loro stesse.
E no, non funziona così.
Non solo un quindicenne, ma anche un bambino sa che il denaro, il potere, la possibilità di incontrare persone importanti, la fama, ecc. non sono gratuiti e che per ottenere qualcosa bisogna dare qualcosa.
Se accidentalmente o inconsapevolmente entri nella tana del leone e tutto ciò che fai è sopravvivere a quella sera o a quel momento, ma il giorno dopo lasci quel mondo e torni al tuo lavoro di cameriera o facchino, allora hai tutto il diritto di denunciare quanto ti è successo.
Ma se ci torni e lo fai decine di volte o per anni, allora hai ottenuto ciò che volevi, e questo significa che hai scelto di pagare quel prezzo.
Le foto del caso Epstein non mostrano ragazze che piangono o che sono legate a un termosifone. Sono tutte sorridenti e felici di essere lì, in mezzo a quella gente.
Quindi non vedo perché qualcuno dovrebbe provare pena per loro.
La prostituzione è un lavoro come un altro.
Un sacco di soldi, ma anche tanti rischi.
"(In questo caso noi fotografi eravamo fortunati. Se ci scappava l’avventura era sempre frutto di una simpatia reciproca, mai di un ricatto professionale. La merda sta tutta a monte, nelle agenzie di modelle)."
... oh ecco redazione ogni tanto potresti allettare con qualche aneddoto piccante eh ..??
A tutti quelli che si domandano perchè le ragazze non denuncino i loro protettori manager, in questo video viene raccontata la storia della "prigionia" della cantante Kesha, e di queste storie ne stanno uscendo molte.
Di sicuro molto spesso è come dici tu. È una scelta. Soprattutto se sei adulta.
Ma esiste anche la realtà in cui alle 15enni vengono tolti i passaporti, e vengono trattate come carne da macello.
Basta una famiglia poco solida alle spalle, la lontananza da casa, droghe e affini, ed è un attimo.
Se poi hai già subito violenze in casa (vedi Mulder, Anneke Lucas, Max Lowen, Virginia Giuffré e tante altre) reiteri ciò che ti sembra faccia parte del gioco, magari per anni. I meccanismi psicologici sono molto sottili. Se da bambina ti hanno dimostrato che vali solo se sei ubbidiente...
La sofferenza che devono elaborare da adulte, dopo che capiscono (le più fortunate come la Mulder), è immensa, devastante.
Per non parlare di chi viene miratamente programmata, già da piccola, per essere a servizio dei ricchi e potenti. Le testimonianze ormai sono tante.
Giusto, per parlare di fatti nostrani.
Poi ricordiamo Veronica Lario che scrisse di "vergini sacrificate al drago".
Forse capiamo solo molto in ritardo.
#23 kent12
"...Non solo un quindicenne, ma anche un bambino sa che il denaro, il potere, la possibilità di incontrare persone importanti, la fama, ecc. non sono gratuiti e che per ottenere qualcosa bisogna dare qualcosa. ..."
Questo non è vero: che per ottenere qualcosa ( il denaro, il potere, la possibilità di incontrare persone importanti, la fama, ecc.) bisogni dare qualcosa in cambio te lo devono inculcare, e devi trovarti in un ambiente appropriato, proprio come quello che la nostra "civiltà" ha messo a punto e, per fortuna, non sempre riesce.
Grazie massimo per darci queste informazioni che escono dai radar del mainstream (chissà come mai....)
In fondo alla Karen Mulder è andata di lusso rispetto a quello che poteva accadere.
E' nella natura umana voler piacere, farsi desiderare e appena arriva la consapevolezza di poter sfruttare a proprio vantaggio questa felicità continua ( la bellezza è quasi sempre una felicità continua che le persone brutte -e sfigate- non hanno ) ci si abitua.. PS.. A 14-16 anni ( vogliono far votare a 16 anni ) è già consolidata la consapevolezza del valore del proprio aspetto fisico se molto carino. .. e perfino le mamme ed i papà inconsciamente privilegiano i figli più belli e carini.
Comunque la questione dell'articolo è un'altra ed esula dal mondo della moda, e delle aspiranti modelle, in quanto ben lontano dal mondo oscuro e nascosto dell'elite satanica con i veri potenti ( anche se magari hanno il "gancio" nel mondo delle aspiranti modelle per trovare la giusta vittima ) che conoscono le ambizioni e le debolezze delle ignare vittime.( diciamo quelle innocenti )
Non sto esagerando. Non sai quante volte io ero tutto eccitato, perchè avrei lavorato con una modella famosa, e poi quando arrivava in studio mi ritrovavo a dire “cazzo, e questa sarebba la famosa tal dei tali? Non è che per caso mi hanno mandato la sorella più scrausa?” Poi, man mano che la truccavano e la pettinavano, cominciavi a capire perchè era famosa. E quando la mettevi sotto la luce giusta… bam, il miracolo era fatto, sotto i miei stessi occhi.
Era Brigitte Nilsen struccata ed arruffata tanto da sembrare avere piu di 40 anni ( cioè quasi coetanea ) Il nome me lo disse il cameriere in quanto non l'avevo riconosciuta e manco l'aveva riconosciuta mia moglie .. anche se l'altra signora che era con noi ( assidua lettrice delle riviste pettegole ) aveva notato una certa somiglianza.
vabbè sempre così posato redazione..
Hai assolutamente ragione. Ma questa è tutta un'altra storia.
Le vere vittime sono coloro che vengono rapiti e poi abusati contro la loro volontà e senza possibilità di andarsene. Nessun altro.
Non quelli che prima cercano la vita e i soldi facili, si fanno fottere nel culo senza preservativo e poi si lamentano della relazione o di aver contratto una malattia venerea perché hanno accettato di farlo senza preservativo "perché il cliente pagava bene".
Internet è pieno di ragazze che abusano di se stesse, a volte in modi assurdi.
Mi piacerebbe molto sapere a chi daranno la colpa in futuro per ciò che hanno deciso di fare a se stessi... alla piattaforma, a Internet, a chi ha visto i loro video, alla società?
Nessuno può salvarci da noi stessi.
Stupido è chi dà, ancora più stupido è chi non prende.
grazie a Mangog e CharlieMike per le risposte.
Mi é piaciuta questa:
Vero anche che quegli abiti, poi, non li indossa nessuno. Anche perché una donna vuole un abito che la esalti, non gliene frega niente di esaltare l'abito.
Ci sono poi quello che si danno un tono pagando per andare in giro a fare pubblicitá ad uno stilista, ma a farglielo capire che una stupidaggine...
@ Redazione:
tu hai conosciuto qualcuno, in quell'ambiente, che ti faceva accapponare la pelle senza ragione, oppure che ti hanno detto di stargli lontano? Insomma, ti é capitato di "sfiorare" certi ambienti?
Ma questa è normale amministrazione. Roba veramente lercia non l'ho mai nemmeno sfiorata (per fortuna).
Vuoi lavorare? Devi darla via.
Non vuoi lavorare? Tientela ben chiusa nelle mutande.
La scelta è tua.
#45 Davide71 27-02-2026 16:01
Da quel poco che so a una sfilata lo stilista non presenta UN abito ma presenta L'abito: ce n'è uno solo che è quello indossato dalla modella.
Non sono produzioni in serie.
Ma ce la vedete una Patrizia DeBlanck o una Marina Ripa di Meana indossare una taglia 38, la taglia media delle modelle?
Oppure indossare un abito identico a quello di un'altra? (Che vorhgarità!)
Al massimo può chiedere allo stilista di confezionarle un abito su misura.
Una volta acquistato quell'abito verrà messo su un manichino e lì rimarrà per sempre fino a che non verrà ceduto o venduto come l'abito di quello stilista famoso acquistato dal tale VIP.
Al massimo possiamo parlare di investimento.
Un abito di Valentino, morto a Gennaio di quest'anno, si moltiplica di valore se 1. non è mai stato indossato da nessuno, 2. è in ottima conservazione.
E poi, che lavoro è fare la modella?
Ma vuoi comunque farlo?
Allora le condizioni sono queste: o la dai via, o torna a zappare la terra, o prova da qualche altra parte.
E' molto semplice e del tutto lecito. La scelta è tua.
In cosa consisterebbe quindi il ricatto?
Per me è quando ti si propone due scelte dove una non è quello che vuoi e l'altra richiede un sacrificio oneroso.
La modella vende la propria immagine per promuovere prodotti.
Vuoi fare la modella? Devi darla via, altrimenti vai a vendere carciofi al mercato.
Il ricatto consiste nel fatto che se vuoi fare la modella devi darla via (sacrificio oneroso), altrimenti non fai la modella (non è quello che vuoi).
Costringerti a pagare per la protezione è un atto ricattatorio.
Ma se vai da qualcuno per un prestito e ti chiedono un interesse del 500%, non si tratta di ricatto, perché sei tu che vai da loro di tua spontanea volontà e sei tu che accetti il prestito alle condizioni stabilite.
Sono lavori come quelli nella moda, in cui le persone sono pagate in modo esagerato, che poi portano ad adottare certi comportamenti.
Le persone sono ossessionate dal denaro e chiunque glielo dia diventa proprietario di quelle persone, perfino della loro anima.
Per ottenere un sacco di soldi e fama, le persone sono disposte a vendere l'anima. Certo, sono affari loro, ma non dovrebbero lamentarsi dopo.
Non ho mai sentito dire che per lavorare dieci ore alla cassa di un supermercato o scavare buche per guadagnare una miseria, bisogna togliersi le mutande o sniffare cocaina.
Anche perchè sono pochissime quelle che si arricchiscono davvero: le agenzie si tengono più della metà di quello che guadagnano, e loro devono pagarsi viaggi aerei, vitto e hotel dovunque vadano. Alla fine, se non sei Claudia Schiffer, ti restano le briciole.
pare abbandonata a sè stessa sola alla mercè di questi criminali...
era così allo sbaraglio?
Perchè questo sono le cosiddette "lolite". Comunque, visto che di opinioni si tratta, agli adulti beccati a farsi la/il quindi-sedicenne, "consenziente" o non "consenziente", io propongo la transizione di genere immediata obbligatoria e pure gratuita.
"Scusa? non l'ho capita. Se vuoi spiegarti meglio ..."
Per lo più pensiamo che il velo sia un'imposizione del maschio, proviamo a considerare che sia stato pensato come una protezione della personalità, invece, un testimone del rispetto che la società deve alla femminilità e che ricorda a chi lo porta di rispettare se stessa.
Supponi di essere un disoccupato con moglie e figli a carico.
Scopri che un supermercato ti può assumere per scaricare cassette di frutta ma a una condizione: il proprietario vuole che una volta a settimana passi una notte a letto con lui, altrimenti non ti assume. Tu questo come lo chiami?
Una bella ragazza ventenne va da una agenzia di modelle e chiede di essere assunta, e il proprietario le dice che dovrà almeno una notte a settimana andare a fare sesso con lui altrimenti non la assume. Tu questo come lo chiami?
Tuo figlio viene chiamato da parte da uno dei suoi professori che gli dice, papale papale, che se vuole essere promosso almeno una volta a settimana deve fargli un servizietto nei bagni altrimenti ripeterà l'anno all'infinito. Tu questo come lo chiami?
E potrei andare avanti all'infinito con gli esempi.
(della serie: se non si fanno domande, non ci si crederebbe mai cosa pensa la gente)
www.youtube.com/watch?v=x5V61e_Fnzo
non da qua
www.youtube.com/shorts/iHPFun0ar5w
poi, certo, ognuno decide dove vuole andare.
Della serie: al cospetto delle distruttive e feroci abitudini di nostri simili, che la cronaca di questi giorni ci descrive, e indotti dalla istintiva necessità di immaginare un rimedio, proviamo a considerare che le cose che ci infastidiscono o non capiamo, attribuite a civiltà diverse dalla nostra che vediamo praticate ogni giorno, siano nate con un intento positivo.
"ah! ieri ho visto un tipo con la mascherina. Allora forse eri tu ..."
Molti anni prima del covid ho visto una giovane signora orientale, non ricordo se in treno o in aereo, con una mascherina antismog (che usavano allora in Indocina) di un tessuto morbido talmente grande da potersi coprire tutto il volto, così da riposare in viaggio senza essere disturbata dalle persone che le stavano intorno e, dato che non mi riesce di dormire in viaggio, la invidiai.
"(della serie: se non si fanno domande, non ci si crederebbe mai cosa pensa la gente)"
Anche senza essere costretti a fare domande, pensiamo pure che la fantasia e la creatività della natura consenta agli altri di pensare in modo dissimile dal nostro, ci aiuterà a avere un più rispettoso e corretto atteggiamento nei confronti del mondo nel quale siamo immersi e, in fondo, di noi stessi.
#62 danielas
Le facili provocazioni lasciamole ai troll.
Uhm, il velo sui capelli é un'usanza un po' troppo diffusa per essere un'imposizione del maschio. Vi sono donne che amano essere presentabili senza necessariamente essere attraenti, e una volta un velo decorato faceva il lavoro.
Oltre tutto evitava di lavarsi sempre i capelli, non si sporcavano sul lavoro, etc.
Io personalmente ho un'opinione diversa di una donna che si presenti bene "senza sbattermela in faccia", ma oggi abbiamo tutti la nostra idea di "attraente", e dobbiamo farcene una ragione (anche nel tollerare chi per noi "supera il limite").
Ma il velo sul viso proprio non lo tollero, soprattutto se copre gli occhi.
Una vicina, questo autunno, mi ha detto che non ha portato il suo bimbo, che andava in prima elementare, nella scuola in paese: la nonna prende la corriera tutti i giorni per portarlo nella scuola di un paese vicino. Le ho chiesto perchè. Ha detto che sua madre (lei lavora a turni), che da sempre si incarica di portare e prendere il bimbo fin dalla materna, non ha voluto la scuola in paese perchè "ci sono troppi stranieri". Ho pensato un momento, poi ho detto che sì, capivo. Ci passo tante volte davanti alla scuola, l'impressione è che i bimbi italiani siano in minoranza, ma non è solo questo, l'impressione è anche che i non veli siano la minoranza. Che poi, parlare di "veli" è un eufemismo, in italiano "velo" è una stoffa leggera e trasparente, c'è anche il modo di dire "sottile e impalpabile come un velo", intorno alla scuola di stracci pesanti adatti a coprire ogni fattezza umana, invece, si tratta. Questo, per le ragazze e le donne che portano e prendono i bimbi, nel cortile della scuola invece, bimbe che la testa coperta ancora non ce l'hanno, ma, anche col caldo estivo, devono giocare e saltare con le braccia coperte fino ai polsi e le gambe fino alle caviglie.
Alla vicina ho risposto sì perchè anche per me, se avessi ancora un bimbo in età scolare, sarebbe un problema, e preferirei dover prendere una corriera tutti i giorni invece di farmi una comoda passeggiatina a piedi di 10 minuti. Non accetterei di farlo crescere in mezzo ai cosiddetti "veli".
Il problema esiste e, come fai notare ancora una volta, ci ha colto culturalmente impreparati.
Qualche volta mi piace parlare di calcio, ma evito di farlo con i tifosi della Juventus.
io ho insegnato a Londra per 5 anni, e conosco la situazione, e vi assicuro che non é facile. Gli inglesi lo sanno e fanno di tutto per essere "inclusive", e talvolta quello da includere é l'unica bambina bionda occhi azzurri in una classe di 30 alunni. Che sanno essere dei gran farabutti, se non li controlli.
Bisogna essere molto duri contro ogni manifestazione di razzismo, da qualunque parte provenga, anche e soprattutto dai genitori, e i genitori stranieri sono spesso piú razzisti degli italiani. Molto spesso.
Una mia amica ha avuto un figlio da un uomo di colore e questo ragazzo non é mai riuscito a trovare la quadra, perché i bianchi lo escludevano, e i neri...pure! Alla fine ha deciso che lui é nero!
E posso continuare. Quindi la tua amica ha tutta la mia comprensione.
Forse non conosci, o non ti piace Mouhamed Konare. www.youtube.com/@mouhamedkonare9108
Io lo stimo molto, e sicuramente trovo più sintonie con lui che con la maggioranza dei miei compatrioti.
Questo grande spostamento di popolazioni nel quale viviamo non è il frutto di desideri individuali di andare a conoscere il mondo, è il risultato di quella che in realtà è deportazione, come dice Konare, fatta passare sotto altro nome. Le persone non sono come gli omini dei giocattoli della Lego che stanno dove li metti, hanno bisogno anche di "sentirsi a casa", se non hanno casa ne soffrono e diventano anche violenti. I bambini
Konare va dicendo da decenni che dell'inclusività e dell'accoglienza non ne vuole sapere, ma spiega e rispiega che in realtà sono distruttive e deleterie per tutti, per i popoli deportati e per i popoli che "accolgono".
La questione del "velo che protegge e rispetta", che è stata tirata fuori qua, mi ha fatto ripensare anche a un' altro motivo per il quale le invasioni di stranieri sono deleterie: sono un freno all'approfondimento della propria cultura, all'accorgersi di cosa sia sbagliato (in tutte le culture hanno aspetti sbagliati) a casa propria, favoriscono in pratica un immobilismo mortifero, artificiale, che fa comodo solo a chi comanda.
Ho settant'anni, il "velo" quand'ero piccola tante donne lo portavano anche qua. Non ho motivo per credere che sia "protezione" o "rispetto".
Konare non lo conosco, ma capisco bene il suo punto di vista. Sicuramente anche lui sa, come me, che tanti di loro vengono qua perché siamo noi che rubiamo le loro risorse lá dove sono. Per esempio trasformiamo le loro terre in monoculture di piante che sono destinate ai Paesi ricchi. Hanno calcolato che solo l'1% del costo di un caffé al bar va al produttore.
Posso capire come possa essere osteggiato dal mainstream come razzista, ma ha perfettamente ragione. Ogni popolo ha una sua cultura, e trae giovamento dal viverla e approfondirla, invece di gettarsi a capofitto nella nostra, che peraltro é di una povertá spirituale infinita, se te la devo dire tutta.
Non capisco l'idea che le invasioni straniere siano un freno all'approfondimento della propria cultura (mica te lo impediscono!), ma certamente favoriscono un appiattimento. Certo la TV preferisce trasmettere Chi l'ha Visto piuttosto che parlare di Dante, Leopardi, oppure trasmettere la solita americanata insopportabile piuttosto che una commedia di Goldoni.
Gli stranieri fanno comodo a chi comanda, questo é sicuro.
Per quanto riguarda il velo, come lo portavano qua, ti consiglio una di quelle operazioni di approfondimento culturale di cui ne senti la mancanza...
Nei cappelli, (quindi anche nel velo) vi sono considerazioni di ordine sociale che vanno messe nel piatto, ma il velo sui capelli (foulard) ha evidentemente una funzione protettiva, ma non solo.
tu dici che io sento una mancanza ... quindi tu sai cosa sento io, complimenti! devi avere delle doti molto speciali
Per il momento, con questa discussione, io mi fermo qui. Ciao.