di Riccardi Pizzirani (Sertes)
La seconda parte si concentrerà sulle quattro superpotenze coloniali del mondo (Israele, Stati Uniti, Russia e Cina) e di come oggigiorno il pericolo non sia che queste facciano la guerra tra di loro, ma che si stiano accordando di volta in volta per spartirsi con la violenza le nazioni minori che fanno gola a ciascuna di esse (come abbiamo già visto per il caso della Groenlandia, o come è effettivamente già avvenuto per il Venezuela, il rapimento del presidente che ora è ostaggio in cambio del furto di petrolio).
L’ACCORDO TRUMP-PUTIN: SIRIA PER UCRAINA
Il primo accordo coloniale tra superpotenze è avvenuto non appena è stata confermata l’elezione di Trump, a dicembre 2024. La Russia, che per 14 anni aveva sistematicamente ed efficacemente difeso la Siria, improvvisamente ha smesso di intervenire, e le truppe lealiste di Assad sono cadute vittima dell’ISIS. Questo ha consentito ad Israele di invadere e consolidare la sua occupazione militare delle contese alture del Golan. In cambio, sullo scenario ucraino, arriva la concessione statunitense: viene detto che è ragionevole che la Russia possa annettere non solo la Crimea, il Donetsk, e Luhansk, ma anche le altre due regioni che non erano inizialmente previste nella “operazione militare speciale” ovvero Zaporizhzhia e Kherson.
Questa nuova posizione statunitense ha ovviamente irritato Zelensky, che è stato pure invitato a Washington per essere sgridato pubblicamente, nonché l’unione europea, che da buon vassallo è costretta a pagare le armi statunitensi che comunque verranno mandate in Ucraina per spremere fino all’ultimo dollaro, fino al giorno in cui l’Ucraina non si accorgerà di dover giocoforza cedere i suoi territori. Nel frattempo il prezzo più alto è pagato dai poveracci che hanno l’unica colpa di trovarsi tra il dittatore di turno e le risorse a cui ambisce. Fonte
IL SOGNO AMERICANO
E ne esce questo capolavoro: l’anno prima Abu Muhammad Al-Jawlani è il leader jihadista dell’associazione terroristica ISIS, ricercato internazionale con una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa; l’anno dopo è il nuovo e ripulito “legittimo” leader della Siria che stringe la mano ai leader del nuovo asse Washington-Mosca. Le migliaia di vittime cristiane giustiziate in Siria purtroppo non possono accedere allo stesso “sogno americano” di Al-Jawlani.

TAIWAN SOTTO COSTANTE MINACCIA CINESE
Lo stato di Taiwan continua ad essere sotto costante minaccia di invasione militare da parte della Cina, che lo considera come un proprio territorio nonostante Taiwan abbia tutte le caratteristiche effettive degli stati sovrani ed esista come nazione separata fin dal 1949: Taiwan ha in vigore una propria Costituzione, ha una propria capitale (Taipei), con un proprio governo che legifera sul territorio con leggi distinte e diverse da quelle cinesi, con proprie forze di polizia che non sono quelle cinesi, con proprie forze militari che non sono quelle cinesi, ed infine riscuote ed impiega autonomamente le tasse in una moneta coniata localmente e distinta da quella cinese (il dollaro taiwanese). Occorre riconoscere che la maggior parte delle nazioni mondiali non abbia mai riconosciuto Taiwan sulla carta, tuttavia è altrettanto vero che gli Stati Uniti d’America e i suoi alleati locali come Giappone e Sud Corea ne abbiano sempre sostenuto e difeso l’indipendenza negli ultimi 77 anni.
Le esercitazioni militari sono così frequenti e così spudorate, che ormai è possibile farsi un’idea di quato è prossima l’invasione, e anche di come avverrà: una prima fase di bombardamenti costieri ed droni distruggeranno le difese anti-aeree dell’isola, poi una seconda fase prevede bombardamenti aerei ed il blocco blocco navale dell’isola per impedire di far arrivare aiuti dall’esterno, azioni per le quale la Cina si è esercitata in modo massiccio anche il 29-30 dicembre 2025:

La terza fase sarà quella dell’invasione militare vera e propria, compiuta trasportando un numero molto alto di soldati tramite imbarcazioni di uso civile requisite per l’occasione, una strategia già utilizzata con successo durante la seconda guerra mondiale a Dunkirk. Le imbarcazioni civili hanno infatti compiuto una strabiliante esercitazione proprio tra il 9 e il 12 gennaio 2026, di cui ovviamente in occidente s’è parlato molto poco, nella quale ben 1400 imbarcazioni civili sono state messe in formazione coordinata su due linee di 200 miglia nautiche (370 km) ciascuna. Curiosità: l’isola di Taiwan è lunga 398 km.
La notizia è stata riportata dal New York Times, e ripresa da vari media orientali come il Taiwan Plus News.

Abbiamo infine le forze speciali del PLA, che si esercitano in campi d’addestramento costruiti esattamente come le strade di Taipei che conducono al palazzo presidenziale

Visti questi fatti, se e quando Trump e Xi dovessero mai concordare l’abbandono degli USA dalla difesa di Taiwan, sarebbe tutto già pronto e testato più volte da parte della Cina per l’invasione.
L’ARGENTINA E LA CURIOSA SEQUENZA DI COINCIDENZE
Passiamo ora ad analizzare una serie di coincidenze riguardanti i parchi nazionali della Patagonia, nel sud dell’Argentina.
Il primo fatto da ricordare è che due anni fa il presidente argentino Milei ha abrogato la legge che proteggeva i parchi nazionali con il divieto di costruzione dopo un incendio.
Come inciso va ricordato che lo scorso anno, quando le politiche economiche di Milei si sono rivelate un totale fallimento, e l’Argentina affrontava le elezioni di metà mandato, Donald Trump si è proposto di sostenere la nazione sudamericana non solo con i 20 miliardi di dollari che avevano richiesto, bensì con ben 40 miliardi di dollari ma condizionati unicamente al fatto che il partito di Milei vincessse le elezioni. Senza alcuna sorpresa, a seguito di questo atto di corruzione pubblica sotto la luce del sole, il partito di Milei ha vinto le elezioni sconfiggendo sia l’opposizione, che la consueta astensione degli argentini sfiduciati.
Forte della riconferma politica, Milei ha successivamente emesso una legge di deregolamentazione dell’economia che consente tra le altre cose anche agli stranieri di acquistare terreni argentini.
Altro fatto peculiare, i risparmi statali si sono concentrati anche nel tagliare i fondi contro gli incendi del 70% rispetto al 2023
E purtroppo è avvenuto proprio il peggio: il caso vuole che la Patagonia, il paradiso protetto della regione meridionale dell’Argentina abbia subito diversi incendi record nei primi giorni di gennaio 2026: oltre 150 chilometri quadrati di territorio e foreste sono bruciati in pochi giorni, nel pieno della stagione turistica
Questi territori sono ora accessibili a chiunque abbia il desiderio e le finanze per poterli acquisire, sottraendoli alla gestione e disponibilità pubblica.
La coincidenza più incredibile è che questa sequenza di azioni legislative compiute dal presidente Milei sono in perfetta sintonia con il Piano Andinia, una teoria di complotto secondo la quale il sionismo avrebbe lo scopo di ricercare una seconda terra promessa per i sionisti oltre la Palestina, identificata nell'Argentina.
Probabilmente non ha aiutato il fatto che all’incontro bilaterale del 19 giugno 2025 tra il leader argentino Javier Milei e il leader Benjamin Mileikowsky (il vero cognome di Netanyahu, prima che lo cambiasse), quest’ultimo sia stato fotografato proprio con una cartina della Patagonia sul tavolo delle trattative di fronte a lui.

Anche perché il programma dell’incontro era proprio lo stabilire accordi bilaterali militari, di migrazione, e di cooperazione pensionistica.
Siamo fortunati che nel nostro paese è comunque permesso mettere in sequenza tutte queste coincidenze o spingersi pure a fare illazioni. Viceversa, alla luce di tutta questa sequenza di coincidenze, in Argentina il presidente Milei sta ora richiedendo di innalzare le pene che puniscono l’hate speech ed in particolare l’antisemitismo a 9 anni di carcere.
Paradossalmente, se questo fosse davvero un complotto, quella norma chiuderebbe proprio il giro.
SUDDITANZA USA AD ISRAELE (CASO EPSTEIN)
Riassumendo il caso Epstein in poche righe, si tratta del principale strumento di ricatto e controllo che il Mossad israeliano e la CIA statunitense hanno sulla politica e sull’economia del mondo occidentale. Si tratta di operazioni almeno trentennali di raccolta di dossier compromettenti di politici, imprenditori, membri della corona inglese, gente dello spettacolo e dell’informazione, spesso registrati in situazioni create a tale scopo proprio dagli stessi ricattatori, e così imbarazzanti che tali azioni venivano compiute lontano da occhi ed orecchie indiscrete nella cornice protetta dell’isola di Sant James di Jeffrey Epstein. E stiamo parlando di personalità di primo piano, come Bill Gates che poi ha dovuto divorziare dalla moglie, o del Principe Andrew d’Inghilterra al quale Re Carlo ha rimosso tutti i titoli nobiliari proprio in relazione alle sue frequentazioni con Epstein.
E senza voler aprire il capitolo sul finto suicidio in carcere di Epstein, per compiere il quale è servita la pesante complicità istituzionale durante il primo mandato Trump, occorre ricordare che anche la massiccia documentazione fotografica e video usata per i conseguenti ricatti era ed è tuttora in mano all’FBI ed al referente politico dell’FBI che è il Dipartimento di Giustizia (DOJ); uno dei cavalli di battaglia della propaganda politica pre-elettorale di Donald Trump è stata proprio la promessa di rilasciare tutti i file dell’investigazione Epstein, che all’epoca si sosteneva avrebbero inguaiato solo i politici democratici avversi a Trump. In realtà in capo ad un anno non è stato rilasciato quasi nulla, ma ripercorriamo le tappe per sommi capi: con una prima farsesca sceneggiata a marzo 2025 il DOJ ha rilasciato dei raccoglitori di documenti privi di qualsivoglia dato interessante ad alcuni influencers del web di destra, ma come si è rapidamente scoperto essi erano pieni di censure, e completamente inutili ad identificare qualsiasi stupratore, o anche solo qualsiasi ignaro collaboratore che potrebbe raccontare chi erano i partecipanti ai festini agli inquirenti, o ancor peggio parlarne con i giornalisti.
Ecco ad esempio la lista delle massaggiatrici dell’isola:

E’ seguita una battaglia legale, mediatica, politica, con parecchie affermazioni altalenanti da parte di Trump e dei suoi incaricati, che è poi culminata a novembre 2025 con l’emanazione di una legge che obbligava il DOJ a rilasciare l’intero contenuto degli Epstein Files senza alcuna censura se non quella dei nomi delle vittime entro il 19 dicembre 2025, cosa che poi non è avvenuta: il rilascio di documenti è più corposo, ma comunque pesantemente censurato non solo per proteggere le vittime, ma anche per nascondere le identità degli stupratori altolocati e dei loro collaboratori.
Ma cosa ancor più grave, anche in questo secondo rilascio il DOJ ha confermato che i 3GB di documenti rilasciati, rappresentano solo l’1% del totale, riconoscendo implicitamente che sta violando la legge da ben 37 giorni!


Ma se il DOJ è imbarazzante, non lo è da meno l’FBI, il cui direttore Kash Patel è stato beccato a mentire sotto giuramento, quando di fronte alla commissione del Congresso ha raccontato che l’FBI non aveva prove che Jeffrey Epstein avesse trafficato minorenni a chicchessia, mentre una delle lettere rilasciate ha dimostrato poi il contrario: l’unità dei Crimini Contro i Bambini e il Traffico Umano stava investigando almeno su 10 complici:

Link diretto a questa mail sul sito DOJ. Le menzogne sotto giuramento di Kash Patel.
SUDDITANZA USA AD ISRAELE (AIPAC)
Ma perché chi difende la segretezza degli Epstein Files si è messo in questo vicolo cieco consentendo che la legge fosse approvata in primo luogo?
Infatti c’è da ricordare che Israele controlla ampiamente tutta la politica statunitense tramite donazioni volontarie a parlamentari e senatori, che in tanti altri paesi compreso il nostro costituirebbero corruzione. Questa azione di lobbying viene svolta tramite l’AIPAC, l’associazione politica israeliana che assieme a Miriam Adelson ha donato 200 milioni di dollari per l’elezione di Donald Trump, e che in generale finanzia sia Democratici che Repubblicani:

La risposta è che probabilmente far passare la legge era il male minore.
Infatti il democratico Thomas Massie e la repubblicana Marjorie Taylor Greene (tra i pochi non finanziati da AIPAC) si erano presi l’impegno di leggere pubblicamente in sede protetta dalla Costituzione l’intero elenco degli stupratori pedofili desunta dai racconti delle vittime: se lo facessero le vittime stesse, sarebbero colpite da pesantissime cause per diffamazione, mentre i parlamentari possono dire quello che gli pare, in audizione al Congresso.
Inoltre c’era anche un’altra strada facile per scoprire chi aveva pagato Epstein per i vari incontri nelle sue case e nella sua isola: gli investigatori del Ministero del Tesoro hanno pubblicamente esposto che sono stati registrati 4725 bonifici per un totale di 1100 milioni di dollari da e per uno dei conti corrente privati di Jeffrey Epstein. Basterebbe quindi analizzare ciascun ordinante di quei pagamenti in entrata per trovare i colpevoli degli stupri, o il beneficiario dei pagamenti in uscita per trovare le agenzie e le strutture che legalmente o illegalmente procuravano le vittime. Fonte
Attendendo la legge e affrontando la vergogna nelle mancate pubblicazioni, il Sistema per ora ha scelto la via del male minore.
IL CASO ALMASRI STATUNITENSE
Concludiamo con un evento clamoroso che è stato completamente insabbiato, in quanto dimostra la totale sudditanza USA al mondo sionista.
Ricordate l’imbarazzante scandalo Almasri qui in Italia? La Corte Penale Internazionale ha emesso un ordine di cattura per il capo torturatore libico, che si trovava proprio in Italia in quel momento. La nostra magistratura si è mossa rapidamente arrivando all’arresto, però appena ricevuta la notizia i nostri politici hanno deciso autonomamente (ed illegalmente) di liberare Almasri, impacchettarlo su un volo di stato italiano, e portarlo in fretta e furia in Libia dove sarebbe stato nuovamente intoccabile.
Torniamo allora ad agosto 2025 e spostiamoci a Las Vegas, dove la polizia locale organizza una “sting operation”, cioè un’esca dove un agente si finge una bambina di 15 anni e va online per vedere se viene adescata da qualche pedofilo. Il che è proprio quello che avviene, e quando i vari uomini si recano sul posto dell’appuntamento, scatta la retata nella quale vengono arrestati 8 adulti.
Per 7 c’è il normale processo, ma per l’ottavo no. L’ottavo è Tom Artiom Alexandrovich, 38 anni, Capo Divisione della Direzione Nazionale Israeliana per la Sicurezza Informatica, era a Las Vegas per partecipare ad una fiera sulla sicurezza informatica: per lui il giudice di stato ha disposto una cauzione da 10.000 $, poi NON ha disposto il ritiro del passaporto, nonostante il grave reato di cui era accusato e platealmente colpevole... e quindi Tom Alexandrovich il giorno seguente ha pagato la sua cauzione e ha preso un volo di linea per tornare serenamente in Israele prima del processo vero e proprio.

E anche qui, coincidenza su coincidenza, i malpensanti sottolineano che il capo del giudice di stato che ha liberato l’imputato israeliano, è il Procuratore Generale del Nevada Sigal Chattah, che è a sua volta ebrea: di recentissima nomina e voluta dall’amministrazione Trump a dispetto delle critiche: pensate infatti che la nomina della Chattah a quel prestigioso e potente ufficio era stata contestata apertamente da ben 116 giudici che hanno scritto una lettera aperta, firmandosi con nome e cognome, per spiegare le ragioni con le quali contestavano la nomina considerando Sigal Chattah totalmente inadatta. Ma dopotutto... il parere dei molti conta solo in democrazia.
FINE DELLA SECONDA PARTE





La divisione del mondo in zone di influenza è una necessità divenuta incombente, troppo grossa e generalizzata per essere fermata o rimandata, le modalità per ottenerla costituiscono un altro aspetto legato alla situazione generale dei rapporti e delle forze nel presente, i soprusi, le appropriazioni illegali, i delitti in genere commessi e concentrati profittando in ogni modo del processo in corso sono un terzo fenomeno, frutto della cultura abituale, anche istituzionale, palese e coperta (fin qui e nei limiti del possibile).
Il diritto, locale e internazionale, e la politica su base parlamentare sono evidentemente sospesi di fatto ovunque (con diffusione mediatica a cominciare dal crollo delle torri a NY), e potrebbero venire modificati o sostituiti da altri meccanismi.
A proposito di questo ultimo punto non si escludano clamorose sorprese (è il caso di ricordare che il Presidente in carica di un grande Paese è stato recentemente rapito, alla luce del sole, dalle Forze Armate di un altro grande Paese?)!