Buongiorno Massimo, volevo proporre un argomento del quale non sento mai parlare nessuno, e io è da tanto tempo che aspetto che qualcuno cominci.
È l' argomento della scelta della donazione degli organi, su cui viene chiesto di esprimersi quando si fa la carta d'identità. Io lavoro in un comune da cinque anni, in ufficio anagrafe, e faccio proprio le carte di identità. In cinque anni non so quante volte ho dovuto fare la solita domanda alle persone. La mia frase di rito è: "Adesso quando si fa la carta di identità viene richiesto di esprimersi sulla donazione degli organi, cioè se in caso di morte lei dà il consenso alla donazione, nega il consenso alla donazione, oppure non si esprime".
Questa è la frase standard che devo pronunciare da 5 anni. Tutte le mie colleghe fanno lo stesso. Comunque tutte diciamo sempre e solo “in caso di morte", punto. Nessuna specifica mai “in caso di morte cerebrale". Neanche io non l'ho mai detto ai cittadini. Ho sempre solo detto "morte", perchè quella è la regola.
Ma è normale continuare così? Io vedo che i cittadini, quando arrivo alla domanda, sono convinti di donare gli organi da morti completamente, cioè con cuore che non batte e niente respiro. Infatti di solito la loro risposta è "ma si, tanto ormai sono morto".
Io avrei voglia di dirgli "si ma lo sa che si tratta solo di morte cerebrale?", ma non sono queste le mie istruzioni.
Solo l'altro giorno ho fatto un minimo accenno con la mia responsabile su questa cosa perché si era entrati un po' sull'argomento fra colleghi. Siccome recentemente sono stati posizionati davanti all’ufficio anagrafe dei mega manifesti dell'AIDO in cui fanno la pubblicità per dire SI alla donazione, si stava parlando di questi manifesti giganti, e io ho detto alla mia responsabile che secondo me, se hanno fatto dei manifesti così grandi, potevano anche farcela stare la parola "cerebrale", in modo che le persone che lo leggono possano essere veramente consapevoli di ciò che comporta la loro scelta.
La sua reazione è stata subito bullizzante nei miei confronti e ancora ha continuato così nei giorni seguenti, pronunciando anche la parola "complottisti".
Io penso che sia un crimine fare una domanda del genere ai cittadini senza potergli dire veramente in modo completo cosa stanno per firmare. Spero che presto si cominci a discutere ampiamente, almeno in internet, di questo argomento.
Grazie mille della sua attenzione e grazie di tutto quello che fate.
Cordiali saluti.
Segue firma
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Aggiungo un chiarimento (da Google AI/Wikipedia):
La morte reale (o clinica) coincide con l'arresto irreversibile di cuore e polmoni. La morte cerebrale (o encefalica) è la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo, compreso il tronco. In Italia, la legge equipara la morte cerebrale alla morte dell'individuo, permettendo la dichiarazione di decesso anche se il corpo è mantenuto artificialmente in vita.
Le Procedure di Accertamento
Mentre la morte per arresto cardiaco è immediata, la morte cerebrale viene dichiarata solo dopo un iter medico e legale molto rigoroso. In Italia, un collegio medico (composto da un medico legale, un anestesista e un neurologo) esegue controlli per un periodo di osservazione stabilito dalla legge. Vengono effettuati test specifici, come l'elettroencefalogramma (EEG) piatto, per confermare l'assenza totale di attività elettrica cerebrale. Viene verificata l'assenza di riflessi del tronco encefalico e viene eseguito il test di apnea per confermare l'incapacità di respirare autonomamente.
Implicazioni Legali e Donazione
Dal momento in cui il collegio medico firma l'accertamento di morte cerebrale, la persona è legalmente deceduta a tutti gli effetti. I macchinari di supporto vitale vengono di prassi spenti, in quanto il corpo non può più riprendere le funzioni vitali. La morte cerebrale consente la conservazione temporanea degli organi per l'espianto e il successivo trapianto.





(Per fortuna l'amico Decalagon mi aveva già informato su questa cosa anni fa, e al rinnovo ho negato il consenso.)
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In compenso la Regione Emilia Romagna, che si distingue sempre per queste nefandezze e che è quella che mi proibiva il lavoro visto che avevo liberamente scelto di non vaccinarmi con un liquame sperimentale che non preveniva i contagi... suddetta regione sta mettendo in giro proprio in questi giorni i volantini di una campagna per donare alla scienza il corpo per la ricerca medica.
www.regione.emilia-romagna.it/.../dapartemia
Cito soltanto due brevi estratti:
Non desidero che il mio processo di morte venga alterato o interrotto per procedere al prelievo degli organi. Lo stato di morte cerebrale non coincide con la morte biologica definitiva, rappresenta l’inizio del processo del morire. La legge definisce il corpo in stato di morte cerebrale come un cadavere da cui è possibile prelevare organi vitali, ma dal punto di vista medico sappiamo che si tratta di un corpo in cui il cuore batte ancora e in cui molte funzioni biologiche sono attive. Negli Stati Uniti si è verificato il caso di una donna dichiarata in stato di morte cerebrale a causa di un’emorragia che è stata mantenuta in vita artificialmente per settimane fino a quando ha dato alla luce un bambino sano; un vero cadavere non può partorire. La dichiarazione di morte cerebrale è solo una convenzione medica per stabilire che il processo del morire è irreversibile, ma il corpo non è ancora biologicamente morto: solo una frazione delle cellule cerebrali è danneggiata, mentre la maggior parte del corpo è in funzione.
Se una persona compie questa scelta in piena consapevolezza, decidendo di donare i propri organi per amore pur sapendo che questo influenzerà il proprio processo di transizione, si tratta di un atto nobile. Tuttavia, la maggior parte delle persone non riceve un’informazione completa su cosa comporti la morte cerebrale. Circa il 20% dei familiari si oppone al prelievo degli organi perché, vedendo il corpo del proprio caro caldo, con il cuore che batte e il petto che si muove grazie alla ventilazione, percepisce intuitivamente che quella persona non è ancora interamente defunta. L’introduzione del silenzio-assenso automatico rischia di ignorare questa complessità.
Inoltre sembra ci siano molti più espianti di quanti trapianti avvengano.
www.antipredazione.org/
Nel 2022 era stata ricoverata al Presbyterian Hospital di Albuquerque, nel New Mexico, ed era finita in coma. Poi è successo l'inaspettato
di F. Q.
Ha rischiato di morire non per il coma in cui era finita ma per un prelievo di organi che stavano eseguendo sul suo corpo mentre era ancora viva: è l’incredibile storia di Danella Gallegos, senzatetto che nel 2022 era stata ricoverata al Presbyterian Hospital di Albuquerque, nel New Mexico.
La sua famiglia è rimasta sconvolta quando le è stato detto che non si sarebbe mai ripresa e ha deciso di donare i suoi organi per salvare la vita di qualcun altro in difficoltà.
Poi, quando tutto era pronto per il prelievo, Danella ha iniziato a dare segni di vita: i suoi occhi si sono riempiti di lacrime, le palpebre hanno iniziato a sbattere a comando sotto lo sguardo attonito dei medici.
Eppure, secondo quanto riportato dallo staff dell’ospedale, i coordinatori del New Mexico Donor Services avrebbero insistito per andare avanti, liquidando quei segnali come riflessi nervosi. I medici si sono opposti e Danella è tornata a vivere.
google.com/.../...
Dichiarato morto, si risveglia durante le procedure per la donazione di organi: è davvero possibile?
Una vicenda molto ripresa che ha il sapore di una bufala, e le conseguenze negative che potrebbe avere sulla donazione di organi per trapianti.
Sulla vicenda che vede protagonista Anthony Thomas Hoover è stata aperta un'inchiesta sia statale sia federale.
google.com/.../...
"Entrato per curarsi, sparito nel nulla" della dr.ssa Gatti:
www.youtube.com/watch?v=n6vHqcoUH3g
www.youtube.com/watch?v=jNYaiIfaHkQ
1. "Adesso quando si fa la carta di identità viene richiesto di esprimersi sulla donazione degli organi, cioè se in caso di morte lei dà il consenso alla donazione, nega il consenso alla donazione, oppure non si esprime": non ci giurerei, ma non penso me l'abbia posta così. Ricordo un molto più sintetico "vuoi dare il consenso?" (non con queste precise parole, ovviamente non le ricordo).
Domanda che non mi aspettavo, ho dovuto scegliere lì per lì in pochi istanti, e mi ha messo un po' a disagio anche perché il "no" ti fa apparire un po' come una "brutta persona". Non fatico a credere che il 99% delle persone risponda "sì".
2. "Pronunciando anche la parola "complottisti"": ah... ma allora spargete la voce!!! A saperlo prima avrei risposto senza esitare, e con un po' di orgoglio!!
Vi ricordate del ragazzo tedesco , circa 20 anni fa, volevano squartarlo a Napoli, dopo un incidente.
Solo il fermo rifiuto della sua famiglia, precipitata in fretta e furia la giu, evito il disastro. riportato in germania con eliambulanza, si riprese del tutto.
O del ragazzo americano, il cui padre minaccio pistola in pugno i medici.
Lui sei mesi di galera, il ragazzo tre mesi di ospedale e tornato a casa, guarito.
Ho scritto questo su una pagina fb di parenti di donatori. mi hanno bloccato velocemente.
Senza tale cambiamento non si sarebbe potuto sviluppare tutta l'"industria" dei trapianti che si sarebbe sviluppata nei decenni successivi.
Dal 2014 esiste una definizione ufficiale a livello internazionale di morte, approvata dall' OMS :
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24664151/
Ogni Stato poi, traduce queste regole in proprie leggi. In Italia è la Legge 578 del 1993:
www.gazzettaufficiale.it/.../sg
Guarda caso non si è provveduto ad informare la popolazione di questo cambiamento. Come dice questa impiegata comunale la grande maggioranza delle persone pensa ancora che viene considerato morto quando il cuore smette di battere, è rimasta a sessant'anni fa.
Lo Stato guarda caso non informa i propri cittadini, quando gli fa comodo. Poi noi siamo i complottisti.
Negli ultimi anni si sta sviluppando una tecnica di trapianto a cuore fermo, che rappresenta però ancora una piccola parte dei trapianti, di cui al 90% avviene ancora a cuore battente.
Sarebbe utile dettagliare con precisione la procedura per negare il consenso.
“Sono contrario alla donazione degli organi: non vorrei che qualcuno andasse a vedere la juve coi miei occhi!”
Alessandro Robecchi
Parlavo di questa problematica proprio un paio di sere fa con mia sorella e confermo che il dettaglio morte .... CEREBRALE non è chiaro ad i più .
Non si possono espiantare organi da un cadavere in stile Frankestein.
Se il corpo cessa di funzionare manca l'apporto di ossigeno, si ferma la circolazione sanguigna e gli organi iniziano a deteriorarsi diventando inutilizzabili.
Ecco il perchè si considera la morte cerebrale piuttosto che la morte fisica (passatemi il termine).
Io ho solo il passaporto da anni e mai avuto problemi.
L' unica differenza è che il passaporto non ha la funzione digitale per entrare nei siti dello Stato come INPS e Agenzia delle entrate che ha la carta d''identità elettronica che viene attivata. Ma di questa funzione spero che almeno gli utenti di questo sito non ne facciano uso
E tralascio quelli che non hanno familiari o vengono cremati.
Se non avevano paura di ammazzarti in ospedale anche se sano ( così dicono) durante il COVID figuriamoci se si fanno problemi a toglierti un organo da morto.
llmercato nero (Dati indicativi)
Fegato: Il costo per un singolo trapianto e le cure post-operatorie si aggira intorno ai 120.000 euro
Cuore o Pancreas: Le stime storiche parlano di cifre intorno ai 100.000 dollari.
Rene: È l'organo più trafficato, con prezzi che possono variare dai 30.000 dollari (stima del 1999) fino a cifre inferiori o superiori a seconda dell'area geografica (es. est Europa, Nord Africa o Asia).
All modeb
Per dichiarare la morte cerebrale hanno solo fatto passare (mi sembra) tre giorni di inattività cerebrale, senza nessun "collegio medico (composto da un medico legale, un anestesista e un neurologo)".
Hanno solo fatto passare tre giorni e poi spento le macchine.
Comunque mi pare si possa verificare lo stato presso il portale del min salute, e revocare il consenso in ogni momento tramite i canali previsti.
Vale anche una autodichiarazione tenuta con se', anche se cosi' facendo il rischio e' che non venga trovata.
Anche solo per aggiungere la parola " cerebrale" alla parola "morte", è una battaglia che vale la pena combattere e devono farsene carico movimenti e associazioni, ho visto che c'è anche un nuovo sindacato, fondato dall'infermiere licenziato perchè aveva un comportamento umano (lasciò avvicinare una donna alla madre morente in ospedale, contravvenendo agli ordini)
www.youtube.com/watch?v=H6QKBHequL4
E' ovvio che alla fine ognuno sceglie, ma per scegliere bisogna averla qualche informazione!
Se me lo chiederanno dirò si.
Ho un paio di amici che si sono salvati con un trapianto , quindi per coerenza.
Ovviamente chi ha detto no dovrebbe poi per par condicio rifiutarsi di riceverli in caso di bisogno.
Se no si diventa merdina