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Non ho resistito. Ho già visto la conferenza.
Chi si occupa di ricerca è consapevole che la parte di Filippo Biondi, per essere buoni, è aria fritta. Ma ci torno tra poco.
Malanga, un ottimo oratore, è piacevole da ascoltare, e formula delle ipotesi affascinanti, come altre, nulla da dire.
Filippo Biondi mette insieme verità scientifiche, sul SAR, di cui è esperto, per sfruttare l'effetto alone sul resto. Non spiega i modelli di riconoscimento, il senso, se ce l'hanno, di percentuali di compatibilità con una sfinge (ma che significa?), il nome del o dei software utilizzati, cosa c'entra il machine learning, le reti convoluzionali (mai citate nei suoi articoli) e dove e come vengono utilizzate, con quali parametri. Ma in particolare, mi ha colpito la frase sui debunker, quando dice "è il computer che ha riconosciuto la sfinge, non io, i debunker se la devono prendere con il computer".
Cioè, scopriamo una seconda sfinge, e il merito e del computer? Il merito e la responsabilità saranno miei. Ma poi, chi sceglie i software, chi fissa i parametri e i vincoli, chi ripulisce i dati grezzi, chi prepara il data set, non è certamente lo Spirito Santo.
Nota a margine. Nella presentazione fanno un uso sproporzionato dell'IA, mettendo nelle diapositive direttamente il testo generato dall'IA. Nessuna correzione, rielaborazione e verifica. È sciatteria.
Sui calcoli della caduta del coperchio del sarcofago, ci sarebbe molto, ma molto da criticare. Ad esempio, basta partire dalla scelta arbitraria di diversi parametri del modello che servono per giustificare le conclusioni.
Se si va a questa pagina
nadir.cloud/enac/
e si clicca su ENAC, alla fine del PDF si legge che ENAC mette nero su bianco, con ammirevole sincerità, che IGNORA la composizione del carburante destinato agli aerei civili.
Basta e avanza