A proposito di libertà

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3 Ore 26 Minuti fa #66061 da Anello Verde
Ecco un estratto di quello che scriveva Giovanni Ponte nell’articolo Presupposti per un orientamento operativo (Rivista di studi tradizionali, 1964). (Testo completo disponibile al link: ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo ).Si parla molto di libertà, ma quasi sempre non si arriva a concepire nient’altro che l’eliminazione delle costrizioni più esteriori e grossolane, e si dimentica che la sola libertà non illusoria è una conquista che si ottiene nella misura in cui si partecipa alla libertà del Principio universale: «Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi». Invece, la libertà come indeterminazione e come arbitrio, per chi si trovi come abbandonato a se stesso in mezzo al gioco delle forze del mondo umano, significa, in pratica, farsi trascinare dalla corrente alla quale si è più sensibili, confondendo automaticamente con essa la propria volontà. Se si è abbastanza ricettivi, si potrà avere la soddisfazione di sentirsi come “gonfiati” dalle correnti del momento; ma quale ne sarà il risultato se, come nella nostra epoca, si tratta delle stesse correnti che stanno plasmando modi di vita sempre più complicati, artificiali e dispersivi? In questa situazione, ad esempio, il fatto inusitato che si giunga addirittura a proiettare l’uomo al di fuori del mondo terrestre può considerarsi davvero come un “segno dei tempi”, uno dei segni di una grandiosa opera in corso, che è un’opera enormemente impegnativa per gli uomini d’oggi, di allontanamento progressivo dall’interiore “Regno dei Cieli”, e cioè da ogni possibilità di efficace concentrazione e da ogni forma di vera spiritualità.Peraltro, precisamente perché sono galvanizzati dalle correnti della nostra epoca, e resi entusiasti dall’ideale del loro prossimo compimento, molti di coloro che manifestano velleità di realizzazione spirituale sono anche dei convinti avveniristi ed evoluzionisti. Ed è proprio questo un marchio di certe influenze che agiscono su di loro, il cui senso sarà facilmente discernibile quando si sia trovata conferma della vera natura del momento cosmico che stiamo attraversando, in virtù di un dato formidabilmente concorde e certo di tutte le dottrine cosmologiche tradizionali: secondo il quale stiamo vivendo l’ultima fase del ciclo della presente umanità, l’era in cui ci si deve attendere lo scatenamento delle forze dell’illusione, alle quali verrà dato di produrre “prodigi” capaci di conquistare sempre più gli uomini, fino alla più completa parodia possibile della spiritualità originaria. «Sorgeranno infatti “falsi Cristi” e “falsi profeti”: e produrranno segni grandi e prodigi, in modo da indurre in errore (se fosse possibile) anche gli eletti»: «Però, chi persevererà fino alla fine, quegli sarà salvo» (S. Matteo, XXIV, 24 e 13). [Nota] Basterà accennare appena qui alla dottrina indù sul kali-yuga (l’“età oscura”), a quella classica sull’“età del ferro”, a quella nordica sull’“epoca del Lupo” succeduta al “crepuscolo degli Asen”, a quella dei Pellirosse sull’attuale “quarta epoca” destinata a terminare in un grande disastro; nonché ai riferimenti apocalittici e coranici sullo scatenamento delle forze di “Gog e Magog”, e alle note predizioni sull’avvento dell’“Anticristo”, chiamato anche in Oriente il “grande impostore”. 

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