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I tre libri
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3 Settimane 2 Giorni fa #64975
da Anello Verde
I tre libri è stato creato da Anello Verde
In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto (Corano, sura 3, versetto 190).
Il versetto indicato fa emergere come in un percorso di ricerca spirituale non sia opportuno limitarsi al libro sacro della propria tradizione, bensì prendere come supporto di riflessione anche quello dell'universo.
Un detto sufi conferma questa prospettiva e indica che l'iniziato deve lavorare per essere "alto come i cieli, paziente come la terra, saldo come le montagne, generoso come il mare, coperto come la notte e luminoso come il sole".
Questo suggerimento lascia intuire come la realizzazione passi attraverso un processo di universalizzazione, che porta a inglobare e sintetizzare nel foro interiore dell'essere qualità presenti in elementi del mondo sensibile; esse appaiono esternamente come opposte ma in realtà si ritrovano unificate nel loro centro comune. Le verità profonde si celano negli opposti.
Riflettendo sul libro sacro della propria tradizione e su quello dell'universo si comprenderà che vi è un terzo libro: quello della propria coscienza.
È solo mettendo in risonanza questi tre libri e navigando in questi tre mari che l'uomo potrà imparare gradualmente a conoscere se stesso e avvicinarsi così al proprio Principio, poiché: "Chi conosce se stesso conosce il suo Signore" (Hadith).
Quanto precede dovrebbe tranquillizzare quegli occidentali che nel loro cammino di ricerca spirituale hanno abbracciato la tradizione islamica (o una tradizione diversa da quella della propria nascita) e si sentono penalizzati dal fatto di non poter cogliere sottigliezze e sfumature della lingua araba presenti nel Corano (o nella lingua del proprio testo sacro): gli altri due libri potranno aiutarli a colmare questa lacuna!
Fonte: ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo
Il versetto indicato fa emergere come in un percorso di ricerca spirituale non sia opportuno limitarsi al libro sacro della propria tradizione, bensì prendere come supporto di riflessione anche quello dell'universo.
Un detto sufi conferma questa prospettiva e indica che l'iniziato deve lavorare per essere "alto come i cieli, paziente come la terra, saldo come le montagne, generoso come il mare, coperto come la notte e luminoso come il sole".
Questo suggerimento lascia intuire come la realizzazione passi attraverso un processo di universalizzazione, che porta a inglobare e sintetizzare nel foro interiore dell'essere qualità presenti in elementi del mondo sensibile; esse appaiono esternamente come opposte ma in realtà si ritrovano unificate nel loro centro comune. Le verità profonde si celano negli opposti.
Riflettendo sul libro sacro della propria tradizione e su quello dell'universo si comprenderà che vi è un terzo libro: quello della propria coscienza.
È solo mettendo in risonanza questi tre libri e navigando in questi tre mari che l'uomo potrà imparare gradualmente a conoscere se stesso e avvicinarsi così al proprio Principio, poiché: "Chi conosce se stesso conosce il suo Signore" (Hadith).
Quanto precede dovrebbe tranquillizzare quegli occidentali che nel loro cammino di ricerca spirituale hanno abbracciato la tradizione islamica (o una tradizione diversa da quella della propria nascita) e si sentono penalizzati dal fatto di non poter cogliere sottigliezze e sfumature della lingua araba presenti nel Corano (o nella lingua del proprio testo sacro): gli altri due libri potranno aiutarli a colmare questa lacuna!
Fonte: ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo
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3 Settimane 2 Giorni fa #64976
da dirtyflag
Nei tempi di questa società occidentale dobbiamo scegliere fra Europa ed Europa, mentre se andiamo in quella orientale.....
ci vorrebbe una via di mezzo...una sicurezza efficace contro il terrorismo, chi ce l'ha ce la dia
Risposta da dirtyflag al topic I tre libri
Concordo in toto, i libri Sacri non mentono mai.<em>In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto </em>;(Corano, sura 3, versetto 190).
Il versetto indicato fa emergere come in un percorso di ricerca spirituale non sia opportuno limitarsi al libro sacro della propria tradizione, bensì prendere come supporto di riflessione anche quello dell'universo.
Un detto sufi conferma questa prospettiva e indica che l'iniziato deve lavorare per essere "alto come i cieli, paziente come la terra, saldo come le montagne, generoso come il mare, coperto come la notte e luminoso come il sole".
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È solo mettendo in risonanza questi tre libri e navigando in questi tre mari che l'uomo potrà imparare gradualmente a conoscere se stesso e avvicinarsi così al proprio Principio, poiché: "Chi conosce se stesso conosce il suo Signore" (Hadith).
Quanto precede dovrebbe tranquillizzare quegli occidentali che nel loro cammino di ricerca spirituale hanno abbracciato la tradizione islamica (o una tradizione diversa da quella della propria nascita) e si sentono penalizzati dal fatto di non poter cogliere sottigliezze e sfumature della lingua araba presenti nel Corano (o nella lingua del proprio testo sacro): gli altri due libri potranno aiutarli a colmare questa lacuna!
Fonte: <a href=" www.riflessioni.it/logos/index.php?actio...5jb20vaWwtc3VmaXNtbw " style="color:#800000;" target="_blank" > ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo
Nei tempi di questa società occidentale dobbiamo scegliere fra Europa ed Europa, mentre se andiamo in quella orientale.....
ci vorrebbe una via di mezzo...una sicurezza efficace contro il terrorismo, chi ce l'ha ce la dia
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3 Settimane 2 Giorni fa #64977
da Anello Verde
Risposta da Anello Verde al topic I tre libri
Quando l'interpretazione dei libri sacri appare in contrasto con le leggi naturali del libro dell'universo e con quelle della propria coscienza umana, allora è evidente che c'è qualcosa che non funziona e andrebbe rivista. È proprio per questo che ritengo sia importante che i tre libri debbano essere messi in risonanza per permettere di comprendere il senso profondo di ciascuno.
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3 Settimane 2 Giorni fa #64978
da Mark28
"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
Risposta da Mark28 al topic I tre libri
Partiamo dal fatto che non c'è creazione nella Bibbia e che gli Elohim non sono dèi
"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
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3 Settimane 1 Giorno fa #64981
da Volano49
Risposta da Volano49 al topic I tre libri
La realizzazione dei primi Sufi, passava non solo tramite il compendio/valorizzazione del Sé ma... anche attraverso la decapitazione dei frati cristiani fatti prigionieri al tempo delle crociate... teste che rotolavano nella sabbia e sangue che inzuppava il deserto siriano. Questa è l'iniziale storia dei Sufi, non che i cristiani si comportassero meglio.
Tempi che furono? Probabilmente si, se diamo valore alle accorate parole di un Sufi vissuto al tempo di D. Alighieri, il poeta "islamico" Jalaladdin Rumi, che spaziava oltre gli orizzonti celati dalle convenzioni religiose: "...Io non riconosco più me stesso. Non sono né cristiano né ebreo, né pagano né musulmano…".
Tempi che furono? Probabilmente si, se diamo valore alle accorate parole di un Sufi vissuto al tempo di D. Alighieri, il poeta "islamico" Jalaladdin Rumi, che spaziava oltre gli orizzonti celati dalle convenzioni religiose: "...Io non riconosco più me stesso. Non sono né cristiano né ebreo, né pagano né musulmano…".
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3 Settimane 1 Giorno fa - 3 Settimane 1 Giorno fa #64982
da Anello Verde
Risposta da Anello Verde al topic I tre libri
Muhyiddin Ibn Arabi (1165–1240), conosciuto come “il più grande sheikh" scriveva:
“Il mio cuore è diventato capace di ogni forma: è un pascolo per le gazzelle e un convento per i monaci cristiani, un tempio per gli idoli e la Ka’ba del pellegrino, le tavole della Torah e il libro del Corano. Io seguo la religione dell’Amore: ovunque si dirigano le sue cavalcature, l’Amore è la mia religione e la mia fede.”
Lo sheikh Tadili (1873/6-1953) nella sua opera “La vita tradizionale è la sincerità” (<a href=" ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo/post/la...A8-la-sincerit%C3%A0 " style="color:#800000;" target="_blank" >La vita tradizionale è la Sincerità;), citava un verso marocchino: «Le creature sono tutte fiori e io pascolo in mezzo a loro. Esse sono i grandi veli e l’accesso (presso Allâh) si trova in loro».
Il sufismo autentico è la via del cuore e dell’amore ed è il vero antidoto contro il fondamentalismo islamico: non a caso in molti contesti è stato ed è pesantemente osteggiato.
“Il mio cuore è diventato capace di ogni forma: è un pascolo per le gazzelle e un convento per i monaci cristiani, un tempio per gli idoli e la Ka’ba del pellegrino, le tavole della Torah e il libro del Corano. Io seguo la religione dell’Amore: ovunque si dirigano le sue cavalcature, l’Amore è la mia religione e la mia fede.”
Lo sheikh Tadili (1873/6-1953) nella sua opera “La vita tradizionale è la sincerità” (<a href=" ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo/post/la...A8-la-sincerit%C3%A0 " style="color:#800000;" target="_blank" >La vita tradizionale è la Sincerità;), citava un verso marocchino: «Le creature sono tutte fiori e io pascolo in mezzo a loro. Esse sono i grandi veli e l’accesso (presso Allâh) si trova in loro».
Il sufismo autentico è la via del cuore e dell’amore ed è il vero antidoto contro il fondamentalismo islamico: non a caso in molti contesti è stato ed è pesantemente osteggiato.
Ultima Modifica 3 Settimane 1 Giorno fa da Anello Verde.
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3 Settimane 1 Giorno fa #64983
da Volano49
Risposta da Volano49 al topic I tre libri
Certo che Jalaladdin rischiava grosso per le sue convinzioni che spaziavano oltre ogni forma restrittiva di qualsivoglia religione, i tagliatori di teste non era necessario ricercarli nel Borneo, ma presso casa sua...
Approvo questo libero pensatore e innovatore arabo, non considerando anch'io una religione migliore di un'altra. Ma andrebbe meglio specificato (almeno a grandi line) cosa è il Sufismo, quello vero intendo.
Si sviluppò come corrente mistica islamica quando Maometto era ormai alla fine del suo tempo, molto probabilmente sotto l'influenza e la scia dell'ascetismo mistico cristiano. I seguaci di questo orientamento arabo (Tasawwuf) furono identificati in Sufi, da questo si ebbe il termine latino Sufissmus, già in tarda epoca (1821) da F.A.Tholuck.
Il Sufismo ebbe vita difficile, perché l'ortodossia islamica non approvava affatto l'ascetismo e di conseguenza il celibato che era inconciliabile con la poligamia permessa e praticata da Maometto, men che meno l'estasi mistica che aveva lo scopo di comunicare con Dio e perfino identificare l'essere umano con Lui. La problematica aumentò quando oltre alle pratiche ascetiche, che già contemplavano la rinuncia a qualsivoglia bene terreno, si unì una corrente mistica fondata sul Neoplatonismo. Un "rilassamento" tra le parti si ebbe solo verso l'anno Mille per tramite di Sufisti moderati quali Al-Giunaid e Al-Ghazzali.
Approvo questo libero pensatore e innovatore arabo, non considerando anch'io una religione migliore di un'altra. Ma andrebbe meglio specificato (almeno a grandi line) cosa è il Sufismo, quello vero intendo.
Si sviluppò come corrente mistica islamica quando Maometto era ormai alla fine del suo tempo, molto probabilmente sotto l'influenza e la scia dell'ascetismo mistico cristiano. I seguaci di questo orientamento arabo (Tasawwuf) furono identificati in Sufi, da questo si ebbe il termine latino Sufissmus, già in tarda epoca (1821) da F.A.Tholuck.
Il Sufismo ebbe vita difficile, perché l'ortodossia islamica non approvava affatto l'ascetismo e di conseguenza il celibato che era inconciliabile con la poligamia permessa e praticata da Maometto, men che meno l'estasi mistica che aveva lo scopo di comunicare con Dio e perfino identificare l'essere umano con Lui. La problematica aumentò quando oltre alle pratiche ascetiche, che già contemplavano la rinuncia a qualsivoglia bene terreno, si unì una corrente mistica fondata sul Neoplatonismo. Un "rilassamento" tra le parti si ebbe solo verso l'anno Mille per tramite di Sufisti moderati quali Al-Giunaid e Al-Ghazzali.
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3 Settimane 23 Ore fa - 3 Settimane 23 Ore fa #64984
da Anello Verde
Risposta da Anello Verde al topic I tre libri
"Di tutte le dottrine tradizionali, la dottrina islamica è forse quella dove è più fortemente marcata la distinzione fra due parti complementari, che possiamo chiamare exoterismo ed esoterismo. Esse sono, secondo la terminologia araba, esh‑sharîah, letteralmente la «strada maestra», aperta a tutti, e el-haqîqah, la verità interiore, riservata all’élite, non in virtù di una decisione più o meno arbitraria, ma per la natura stessa delle cose, perché non tutti possiedono le capacità o le «qualificazioni» necessarie per arrivare a conoscerla. Per esprimere il loro carattere rispettivamente «esteriore» e «interiore», spesso le si paragona alla «scorza» e al «nocciolo» (el-qishr wa’l-lobb), o anche alla circonferenza e al suo centro. La sharîah include tutto ciò che la terminologia occidentale definirebbe come propriamente «religioso», e in particolare l’intera parte sociale e legislativa che, nell’Islam, rientra essenzialmente nell’ambito della religione; potremmo dire che essa è innanzitutto norma d’azione, laddove la haqîqah è conoscenza pura, ma deve essere ben chiaro che proprio questa conoscenza dà alla stessa sharîah il suo significato superiore e profondo e la sua vera ragion d’essere, di modo che, sebbene non tutti coloro che partecipano alla tradizione ne siano consapevoli, essa ne è veramente il principio, come il centro lo è della circonferenza.
Ma non è tutto: possiamo dire che l’esoterismo comprende non solo la haqîqah, ma anche i mezzi che permettono di raggiungerla; l’insieme di tali mezzi è detto tarîqah, «via» o «sentiero» che dalla sharîah conduce verso la haqîqah. Riprendendo l’immagine simbolica della circonferenza, la tarîqah sarà rappresentata dal raggio che la congiunge al centro".
“L’esoterismo – considerato in tal modo come comprensivo sia della tarîqah che della haqîqah, in quanto mezzi e fine – è designato in arabo con il termine generico et-tasawwuf” o sufismo. (vedi: L'esoterismo islamico ).
Da quanto precede si può comprendere come, al di là dell’utilizzo dei termini, la nascita del sufismo corrisponde esattamente a quella della tradizione islamica.
Ma non è tutto: possiamo dire che l’esoterismo comprende non solo la haqîqah, ma anche i mezzi che permettono di raggiungerla; l’insieme di tali mezzi è detto tarîqah, «via» o «sentiero» che dalla sharîah conduce verso la haqîqah. Riprendendo l’immagine simbolica della circonferenza, la tarîqah sarà rappresentata dal raggio che la congiunge al centro".
“L’esoterismo – considerato in tal modo come comprensivo sia della tarîqah che della haqîqah, in quanto mezzi e fine – è designato in arabo con il termine generico et-tasawwuf” o sufismo. (vedi: L'esoterismo islamico ).
Da quanto precede si può comprendere come, al di là dell’utilizzo dei termini, la nascita del sufismo corrisponde esattamente a quella della tradizione islamica.
Ultima Modifica 3 Settimane 23 Ore fa da Anello Verde.
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2 Settimane 6 Giorni fa #64987
da Davide71
Risposta da Davide71 al topic I tre libri
Ciao a tutti:
per quanto riguarda i "Tre" libri, solo uno é leggibile, ed é il Corano, per quanto difficile possa essere. Il Libro della Natura é illeggibile, e se qualcuno pensa che gli scienziati lo stiano leggendo dovrebbe ripensarci. Gli scienziati sono quelli che pensano che la vita sia nata dalla materia inerte e l'intelligenza dalla vita. Pensano anche che la Natura abbia delle Leggi, ma non un legislatore, e tante altre cose. Insomma, ci leggono quello che vogliono, come fa la mente di fronte a tutti i fatti che si trova davanti.
Il Libro della Coscienza, forse, si riferisce alla conoscenza metafisica innata nell'uomo e da riscoprire, Anche quello é inaccessibile se non dopo un lungo lavoro.
Io consiglio di perdere un po' di tempo dietro le sottigliezze della Lingua Araba, che probabilmente si impara di piú. Ammetto peró che, a me, il Libro della Natura piace, ma io lo leggo sulla base dei Dati Tradizionali, che il Corano fornisce.
Ma il Corano é abbastanza allergico alla scienza moderna, e pochissimo di quello che c'é scritto si riferisce a conoscenze di ordine naturalistico, e bisognerebbe tenerlo a mente.
per quanto riguarda i "Tre" libri, solo uno é leggibile, ed é il Corano, per quanto difficile possa essere. Il Libro della Natura é illeggibile, e se qualcuno pensa che gli scienziati lo stiano leggendo dovrebbe ripensarci. Gli scienziati sono quelli che pensano che la vita sia nata dalla materia inerte e l'intelligenza dalla vita. Pensano anche che la Natura abbia delle Leggi, ma non un legislatore, e tante altre cose. Insomma, ci leggono quello che vogliono, come fa la mente di fronte a tutti i fatti che si trova davanti.
Il Libro della Coscienza, forse, si riferisce alla conoscenza metafisica innata nell'uomo e da riscoprire, Anche quello é inaccessibile se non dopo un lungo lavoro.
Io consiglio di perdere un po' di tempo dietro le sottigliezze della Lingua Araba, che probabilmente si impara di piú. Ammetto peró che, a me, il Libro della Natura piace, ma io lo leggo sulla base dei Dati Tradizionali, che il Corano fornisce.
Ma il Corano é abbastanza allergico alla scienza moderna, e pochissimo di quello che c'é scritto si riferisce a conoscenze di ordine naturalistico, e bisognerebbe tenerlo a mente.
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2 Settimane 5 Giorni fa - 2 Settimane 5 Giorni fa #64992
da Anello Verde
Risposta da Anello Verde al topic I tre libri
La scienza moderna non è in grado di spiegare quasi nulla. Ha successo solo perché “funziona” e abbaglia in tal modo chi la osserva, ma, basandosi su ipotesi costantemente cangianti, vale ben poco dal punto di vista della vera conoscenza (su questo argomento ho appena pubblicato un nuovo post). L’osservazione, in tutta semplicità, del libro della natura può essere invece utilissima per comprendere realtà anche molto profonde. Basti pensare ad esempio a un piccolo seme che viene nascosto sotto terra e deve marcire e morire per dare vita a una grande pianta, a tutto il processo naturale della stessa con le foglie che tendono costantemente verso la luce, al sole che illumina e dà calore, alla pioggia che discende dal cielo è dà la vita, ai fiori, con la loro bellezza e i loro profumi, che si trasformano in frutti, fonte di nutrimento, alle foglie che, quando è giunto il loro momento, la pianta lascia andare con dolcezza una ad una e alla vita che d’inverno si ritrae e si nasconde all’interno del tronco, solo per citare alcuni semplici esempi dell’insegnamento che si può cogliere dal libro della natura: tutto il creato glorifica costantemente il suo Signore e la sua osservazione può essere di grande aiuto a chi intenda fare altrettanto.
Per quanto riguarda il libro della coscienza invece non è necessario scomodare aspetti metafisici. Ad esempio ogni essere umano sano considera come virtù l’altruismo, la generosità e il coraggio e come vizi l’arroganza, l’egoismo e la codardia ed è quindi in grado, entro certi limiti, di scegliere fra i due.
Un costante lavoro di purificazione può aiutare a leggere e comprendere meglio tutti e tre i libri; e la comprensione di uno, per assonanza, può essere utile per meglio comprendere gli altri.
Per quanto riguarda il libro della coscienza invece non è necessario scomodare aspetti metafisici. Ad esempio ogni essere umano sano considera come virtù l’altruismo, la generosità e il coraggio e come vizi l’arroganza, l’egoismo e la codardia ed è quindi in grado, entro certi limiti, di scegliere fra i due.
Un costante lavoro di purificazione può aiutare a leggere e comprendere meglio tutti e tre i libri; e la comprensione di uno, per assonanza, può essere utile per meglio comprendere gli altri.
Ultima Modifica 2 Settimane 5 Giorni fa da Anello Verde.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Davide71
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2 Settimane 5 Giorni fa #64993
da Davide71
Risposta da Davide71 al topic I tre libri
Questa ultima tua precisazione mi trova d'accordo.
Solo non vedo la coscienza come un libro da leggere (una fonte d'ispirazione), ma come una guida.
Ma non mi pare una cosa su cui accapigliarsi.
Solo non vedo la coscienza come un libro da leggere (una fonte d'ispirazione), ma come una guida.
Ma non mi pare una cosa su cui accapigliarsi.
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2 Settimane 4 Giorni fa #64998
da Volano49
Risposta da Volano49 al topic I tre libri
Mi si consenta, direbbe Colui il Quale… Nella speranza di non sforare gli alti concetti dell'utente Anello Verde, vorrei soffermarmi sulla frase del mio coscritto Davide 71: ---SOLO NON VEDO LA COSCIENZA COME UN LIBRO DA LEGGERE (UNA FONTE D'ISPIRAZIONE), MA COME UNA GUIDA.---
Certamente la coscienza essendo esterna a neuroni e sinapsi (io almeno la vedo così...), può davvero essere considerata una GUIDA proveniente da...altrove.
Certamente la coscienza essendo esterna a neuroni e sinapsi (io almeno la vedo così...), può davvero essere considerata una GUIDA proveniente da...altrove.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Davide71
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2 Settimane 3 Giorni fa #64999
da Davide71
Risposta da Davide71 al topic I tre libri
Ciao coscritto!
Io non penso che il cervello sia un amalgama di sinapsi, ma un essere vivente parzialmente separato da noi, ma in qualche modo asservito a noi. Alle volte anche lui ci avverte che stiamo superando i limiti. In genere la sua relazione con noi si limita ad evitare che noi ammazziamo il nostro corpo facendoci soffrire atrocemente se ci proviamo (per esempio buttandoci nel fuoco), ma alle volte ci invia segnali piú difficili da comprendere.
E anch'io credo che la coscienza sia distinta dal nostro cervello, ma non del tutto separata.
Io non penso che il cervello sia un amalgama di sinapsi, ma un essere vivente parzialmente separato da noi, ma in qualche modo asservito a noi. Alle volte anche lui ci avverte che stiamo superando i limiti. In genere la sua relazione con noi si limita ad evitare che noi ammazziamo il nostro corpo facendoci soffrire atrocemente se ci proviamo (per esempio buttandoci nel fuoco), ma alle volte ci invia segnali piú difficili da comprendere.
E anch'io credo che la coscienza sia distinta dal nostro cervello, ma non del tutto separata.
I seguenti utenti hanno detto grazie : Volano49
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2 Settimane 3 Giorni fa #65000
da Volano49
Risposta da Volano49 al topic I tre libri
Con il benestare di Anello Verde, esco una seconda volta in (parziale) OT. Solo ed esclusivamente per far intendere il mio pensiero. Ripropongo quindi la frase di Davide 71 (che in parte) condivido: "E ANCH'IO CREDO CHE LA COSCIENZA SIA DISTINTA DAL NOSTRO CERVELLO, MA NON DEL TUTTO SEPARATA".
E' quel "NON DEL TUTTO SEPARATA" che mi induce a dire la mia, per quel che può valere ovviamente. La coscienza ci permette di avere nozione innanzi tutto della nostra individualità, ovvero che ognuno di noi si rende conto di essere distinto da un proprio simile e/o da qualcos'altro. Un ragionamento che ovviamente include la propria personalità disgiunta da altre.
Occupandomi di Paranormale in genere, riassumo la coscienza MENTALE, ma in modalità parziale, rappresentante solo di una ristretta forma entro la quale l'IO può organizzare le sue attività che le competono e che fanno capo all'organizzazione del cervello, con le sue emozioni, razionali o meno che siano, che hanno SOPRATTUTTO uno scopo pratico per la nostra vita.
Sopra a questo (sempre per quanto mi consta ovviamente) esiste un campo di attività molto più vasto, indipendente da ogni razionalità, nel quale le conoscenze, le emozioni ecc, si attuano AL DI FUORI di una concatenazione logica e, addirittura al di fuori di una base sensoriale e fisiologica, i cui processi e le conseguenti possibilità sono perlopiù sconosciute.
E' quel "NON DEL TUTTO SEPARATA" che mi induce a dire la mia, per quel che può valere ovviamente. La coscienza ci permette di avere nozione innanzi tutto della nostra individualità, ovvero che ognuno di noi si rende conto di essere distinto da un proprio simile e/o da qualcos'altro. Un ragionamento che ovviamente include la propria personalità disgiunta da altre.
Occupandomi di Paranormale in genere, riassumo la coscienza MENTALE, ma in modalità parziale, rappresentante solo di una ristretta forma entro la quale l'IO può organizzare le sue attività che le competono e che fanno capo all'organizzazione del cervello, con le sue emozioni, razionali o meno che siano, che hanno SOPRATTUTTO uno scopo pratico per la nostra vita.
Sopra a questo (sempre per quanto mi consta ovviamente) esiste un campo di attività molto più vasto, indipendente da ogni razionalità, nel quale le conoscenze, le emozioni ecc, si attuano AL DI FUORI di una concatenazione logica e, addirittura al di fuori di una base sensoriale e fisiologica, i cui processi e le conseguenti possibilità sono perlopiù sconosciute.
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