In questa intervista Giorgio di Salvo spiega come i cittadini possano organizzarsi per combattere la mostruosità dei datacenter.
.
In questa intervista Giorgio di Salvo spiega come i cittadini possano organizzarsi per combattere la mostruosità dei datacenter.
.
Agganciandomi a quanto ha detto Truth79 aggiungo:
Siccome "lo fanno per noi, per la nostra comodità" se ci opponiamo gli stronzi siamo noi.
Il surriscaldamento credo sia l'ultimo dei problemi.
A proposito, chissà come si surriscaldano i traduttori automatici con l'italiano di Di Salvo.
Internet funzionava perfettamente prima che questi avidi mostri energivori comparissero sulla faccia della Terra.
Per quel che mi riguarda, e per l'uso che ne faccio della IA, i data center possono fare le ragnatele.
Era opera di un giornalista italiano che era andato in USA a toccare con mano la situazione (drammatica, pare) dei paesini ai margini dei quali hanno costruito queste fonti di vibrazioni e inquinamento non compatibili con la vita sana.
Chissà se qualcun altro potesse aggiungere info per rintracciare il podcast, se qualcuno ricorda qualcosa. Credo fosse interessante da sentire.
Appigliandomi a dove mi trovavo, e all'agenda, direi che doveva essere il 20/5 scorso. Ragionevolmente tra le 10.15 e le 12.00... quando ho tempo provo a fare un po' di ricerca del link.
"inchiesta ... datacenter usa ... rai 3"
mi son venuti giù una cifra di svariati link a tema "L'America si ribella ai datacenter: bloccati o rinviati progetti per 130 miliardi di dollari in tre mesi" (questo è su HWupgrade.it del 13/6)
- - -
Su altraeconomia.it:
"Trentacinque eurodeputati hanno esortato a metà maggio la Commissione europea ad abolire una clausola di riservatezza “illegale” che cela l’impatto ambientale dei singoli insediamenti. La richiesta nasce da un’inchiesta condotta da Investigate Europe e pubblicata in esclusiva in Italia da Altreconomia che aveva mostrato come la normativa europea avesse inglobato i suggerimenti delle multinazionali Tech e delle loro lobby"
...dopo vedo intervista, non so se era già detto anche lì...
Vergognoso anche il prestarsi a teatrini da SS da parte delle forze dell'ordine per impedire domande scomode dei cittadini a certa gente.
-ZR-
-
Dai commenti posso capire cosa dice.
Io penso che per un motivo o per un altro, ormai da tempo viviamo in frontiera tutti i giorni.
In rete dal 2007 leggo adesso che esistono, associazioni che vorrebbero sensibilizzare le persone per modificare ciò che sta succedendo...
aidatacentermap.org/
-
Secondo me ormai è troppo tardi.
Qui la nazione russa sta attuando una serie di misure molto severe. Per primo si sta chiudendo progressivamente a tutti i siti occidentali tipo youtube, whatsapp, instagram, telegram, X, fb, prossimamente google... perche ognuna di queste creano datacenter enormi che possono bruciare enormi quantitativi di risorse. Noi che al principio sembrava fossero solo delle organizzazioni che ci volessero mappare e osservare... nonche insegnare ad avere alcuni consumi invece che altri. Siamo già nell'era delle macchine..sono già loro che iniziano a tenerci in pugno. il prossimo passo sarà che le macchine decideranno che loro non possono morire e si autodestineranno le energie future prodotte sul pianeta. Allora le nostra città saranno buie di notte, perche le macchine hanno bisogno di energia sempre.
I Datacenter sono espressione di un contesto molto più vasto, rappresentano la conseguenza inevitabile della logica dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi esperti che ormai regolano integralmente e surrettiziamente la vita dell’uomo. Il problema è andare alla radice, cosa che quasi nessuno vuole, tutti attaccati al telefonino e alle lusinghe degli automatismi digitali. Per far funzionare il software e l’Intelligenza artificiale occorrono ingenti risorse mutuate e prelevate dall’ambiente. L’uomo viene progressivamente escluso dai processi decisionali che richiedono azioni robotizzate in tempo reale.
I centri di elaborazione dati sono una conseguenza di tutto un sistema elettronico che trova espressione nell’attuale modello di società basato sui sistemi esperti, sui microprocessori e su architetture elettroniche sempre meno sotto il controllo cosciente dell’uomo e sempre più affidate all’Intelligenza Artificiale.
me lo sentivo colare dal naso che stavo dicendo una castroneria.
Hai un'idea di cosa abbiamo fatto agli animali, con il progredire della tecnologia, per sfruttarne le caratteristiche a fini di arricchimento?
Ora tocca a noi.
Non è più il tempo di aristocratici e servi, esauritosi quando i primi hanno preso finalmente atto di essere divenuti degli imbelli manifesti, o della sua riedizione poi, quando sono entrate in campo le riserve, più reazionarie degli originali, organizzate in "moderne" nazioni, quasi un gioco di società con ruoli e comportamenti assegnati.
Attualmente siamo alle prese con la visione romantica di un business salutare e generalizzato e del conseguente sfruttamento soft del gregge umano, sostenuta da Putin-Trump che si contrappone e cerca di sostituire quel work in progress, che ha per front man un pugno di straricchi digitali, a cui ci siamo incautamente consegnati bendati, asserragliati formalmente nella City, con le fattorie nella Silicon Valley, pensatoio sulle montagne svizzere e uffici a Bruxelles, intenti a simulare propri Olimpi eterei e assolati a livello del mare.
Le "macchine", grazie alla loro logica inappellabile, metteranno d'accordo tutti?
#16 Gimi
Particolarmente d'accordo quando scrivi:
"...Il problema è andare alla radice, cosa che quasi nessuno vuole..."
o sa immaginare.
CharlieMike
La corsa all'acquisto di terreni e l'esplosione di nuovi mega data center non è una normale prosecuzione della vita digitale.
Sebbene il cloud e lo streaming stessero già crescendo, è stata l'AI a far saltare il banco, trasformando una crescita lineare in un'impennata fuori controllo.
Con l AI c'è una fame energetica senza precedenti. Senza scendere nei particolari dei numeri in gioco (di energia elettrica) richiesti dall AI, oggi è necessaria un'infinità di corrente in più.
Le Big Tech non cercano più solo "terreno libero". Oggi acquistano lotti vicini a centrali elettriche (nucleari, idroelettriche) per assicurarsi l'energia prima dei concorrenti.
Poi c'è il problema del raffreddamento di queste macchine; l immenso calore generato dai chip AI richiede sistemi di raffreddamento ad acqua colossali, vincolando la scelta dei terreni alla presenza di enormi risorse idriche.
Senza l'AI avremmo avuto un'espansione graduale e programmata. Con l'AI siamo nel bel mezzo di una vera e propria "corsa all'oro" industriale, dove la risorsa più preziosa non è lo spazio, ma l'energia per far girare i modelli del futuro.
Quindi si, in un certo senso Charlie ha scritto giusto.
Quando acquisti o più in generale utilizzi servizi di terze parti per la condivisione delle informazioni senza appoggiarti ad una infrastruttura personale normalmente stai sfruttando quanto meno spazio disco di una macchina installata in qualche datacenter in giro per il mondo.
Come dice SAM queste nuove applicazioni che vanno per la maggiore oggi hanno bisogno di capacità di calcolo che tendono a far saltare il banco da qui l' attenzione al problema datacenter, ma l' Internet attuale è legato a doppia mandata ai grossi datacenter e se vogliamo prendere una data spartiacque il 2006 che citi credo che sia azzeccata. Se ricordo bene youtube, Facebook e tutti quegli ambienti che fanno uso smodato di capacità di calcolo e necessità di spazio disco prendevano largo piede proprio in quel periodo.
L' osservazione di Zepelin_22 è quindi a mio avviso azzeccatissima, più andiamo avanti e più necessitiamo di ambienti enormi per salvare e condividere le nostre informazioni esattamente come un drogato dipende dal pusher.
@Redazione : la mia osservazione non vuole essere gratuitamente polemica nei tuoi confronti ovviamente, mi spiacerebbe offendere una persona che stimo, ma io credo proprio che il tuo uso di datacenter proprio per l' aspetto divulgativo è tutt' altro che limitato.
In caso di uso acqua di falda (scelta sempre ideale in tutti i settori), l'utilizzo della stessa è puramente sul circuito secondario... ovvero non entra nemmeno nel data center, non subisce nessun tipo di inquinamento se non innalzamento di temperatura di 5/7°C, l'impatto sul terrano non mi è noto, ma solitamente preveli a 15-18°C e rimandi a 22/25°C, il consumo elettrico del gruppo frigo è inferiore del 40% rispetto a quello ad aria.
Il conto per avere un'idea è: alimentatore del data center 1000 watt, il signor joul ci ricorda che la dissipazione media 250 watt , potenza frigorifera (solo calore sensibile) necessaria 350 watt (di calore totale = sensibile + latente o vapore)... circa, assorbimento indicativo del solo gruppo frigorifero è 110 watt/ raffreddamento ad aria, condizione peggiore.
quindi verosimilmente ogni 1000 watt di modulo alimentatore di calcolo si deve sommare circa altri 110 watt, per il suo raffreddamento, non tenendo conto degli ausiliari ovviamente... antincendio, monitoraggio ecc..
Ps la parte consumo acqua è valida anche per le centrali nucleari per il raffreddamento secondario.
Come ha detto giustamente Sam, qui siamo di fronte ad un salto quantico. Il problema è la IA, non i video di Mazzucco.
Perchè ne abbiamo bisogno di uno a Milano, uno a Torino, uno a Bergamo, uno a Roma ecc? (E poi altrettanti in Francia, altrettanti in Germania, ecc)?
Grazie a chi mi saprà rispondere.
Ti rispondo alla sempliciotta maniera.
I datacenter hanno bisogno di molta energia e di molta acqua per il raffreddamento. Vanno quindi scelti siti strategici e specifici. Se ne fai uno solo, immenso che sia, le risorse in loco non sarebbero sufficienti a rispondere alla colossale richiesta di un tale ciclopico guazzabuglio di cavi e chip.
Meglio datacenter più "contenuti" ma sparsi, possibilmente vicino a centrali elettriche e risorse idriche (intendo anche lungo i fiumi).
I datacenter enormi esistono da parecchi anni: anni fa ( doveva essere il 2010 ) ne visitai uno a Milano dove avevamo affittato capacità di calcolo e spazio disco per un grosso progetto con un operatore di telefonia e rimasi a bocca aperta dalle dimensioni di film di fantascienza ( il mio pensiero fu quello di non osare immaginare cosa potessero essere i datacenter ammiricani ) ed un altro a San Marino qualche anno prima o giù di li, il datacenter di San Marino era interssante perchè almeno così mi dissero conteneva i server fisici di Telecom Italia, un pensierino su perchè il gestore nazionale di telefonia dovesse tenere i suoi server in zone extra territoriali non nego che lo feci; anche quella era una struttura in cui si sarebbe potuto girare una bel film di fantascienza.
Sul fatto che i datacenter siano sparsi sul territorio credo che la ragione sia in primis che parliamo di attività imprenditoriali diverse ergo ve ne saranno diversi a Milano , a Torino , eccetera e poi immagino che si tratti di ragioni di sicurezza e di continuità del servizio: creare datacenter vicini vuol dire dipendere da canali di alimentazione poco diversificati, a parità di gestore deciderne di averne uno a Torino ed uno a Milano favorisce la ridondanza di elementi che permettono di proporre una continuità di servizio decente.
Un altro elemento è la larghezza di banda che permette di raggiungere le macchine o meglio i servizi proposti: è facile pensare che un enorme datacenter avrebbe bisogno di infrastrutture di rete difficilmente sostenibili.
In realtà un grosso portale come esempio libero.it non risiede su di un solo server e non risiede probabilmente in un unico datacenter fisico, ma è distribuito su diverse macchine su cui sw ad hoc distribuiscono il carico di lavoro.
Insomma i datacenter ci sono da mo, da mo hanno dimensioni gigantesche, sono ovviamente d' accordo che oggi dal gigantesco passiamo al pantagruelico con tutti i problemi che ne conseguono e se Internet l' abbiamo sempre sfruttata per lo più aggratis mi chiedo se i normali canali usati ad oggi potranno coprire i costi di queste nuove strutture.
Penso che la scommessa imprenditoriale sia proprio li.
I Datacenter come i cari e vecchi Altoforni non si devono spegnere mai, e nelle fabbriche dismesse vicino alle città sorgono questi scatoloni giganti.
Ma visto che in più o meno 30 anni abbiamo delocalizzato tutto, anche ciò che era legato alla metalmeccanica non c'è più interesse nel produrre ghisa e acciaio, e come diceva D'Alema qualche anno fa, "gli operai non ci sono più", chissà forse anche al posto dell'Ilva sorgerà un grande Datacenter.
I Datacenter insieme alle antenne 5g, e altro correlato, cambiano solo la forma di inquinamento, senza apportare, ad oggi, nessun beneficio reale alle comunità, ma molto serve e servirà per il progresso tecnologico relativo all'IA, che ad oggi appare più come un sistema per controllare tutti, attraverso i dati personali, come ha detto qualcuno Internet funzionava già perfettamente.
Allora chi oggi consiglia di trasformare la propria casa in una centrale elettrica, ha la coda di paglia?...oltre alla farfallina!
Mbha!...Bill Gates, occuparsi di qualcosa di più salutare per l'umanità no!?...che sò, per dire, con tutti i soldi che ha, potrebbe costruire ospedali in Africa...
Tanto ci sono altri che seguono il suo esempio...Bill!...daiii, hai già una certa!
Per me andare alla radice del problema significa mettere in discussione il sistema di potere neoliberista che domina buona parte del mondo. Quello che mi ha stupito è che in nessun commento è stato scritto qualcosa sul partecipare a "fermare il mostro", una riflessione sul proprio territorio e possibili azioni ! ...forse sono tutti lontanissimi da futuri data center, da terreni agricoli dove si produce il ns. cibo che vengono espropriati per coprirli di pannelli fotovoltaici o da montagne da devastare per installare enormi pale eoliche ?
Sono un analfabeta informatico ed ho fatto fatica a capire come "quotare" un commento (ammesso che sia riuscito a quotare
Credo che le opportunità di fare qualcosa per opporsi, o almeno mettere qualche granello di sabbia negli ingranaggi dei tanti "mostri" che ci opprimano sia alla portata di tutti ...volendolo.
Dalla scelta di dove facciamo le ns. spese (al supermercato-amazon & simili oppure dal contadino-gruppo di acquisto-piccola ditta); dalla ns. adesione ed attenzione a boicottare tutto quello che possiamo riguardo ai guerrafondai (per Israele esiste il sito BDS Italia e ci sono gli elenchi dei complici stilati da Francesca Albanese); ecc. ecc.
Quello che ho notato di positivo nei commenti a questo video è l'assenza di toni aggressivi-insulti ...e questo è veramente notevole visto il modo di rapportarsi sui social: vuol dire che si è creato un senso di "comunità" e le opinioni vengono espresse con rispetto per gli altri.
Mi auguro che la "comunità" facci dei passi in più (o forse li ha già fatti e sono io ad ignorarli?): dal discutere-confrontarsi al fare-agire, ad es. cercando tra i partecipanti persone del proprio territorio, o iniziative sostenibili insieme indipendentemente dal territorio.
Ne propongo una nel prox commento ...in qualche modo è attinente al video di Massimo perchè si tratta di ee, ma anche perchè non saprei dove metterlo
Off topic
Massimo io e te siamo coetanei, dato che si sono citati i servers.
Negli anni 90-95 e seguenti, quando avevi la necessità di condividere interi films, albums musicali, e altre cose digitali, se lo facevi come facevi?
La parola Warez di dice o ricorda qualcosa?
Esatto, bravo, hai evidenziato un altro aspetto molto importante che mi era sfuggito.
Si tratta di Oxhy una start up che sta ingegnerizzando-miniaturizzando il brevetto del fisico italiano Roberto Germano, la cella ossidroelettrica e questo è il dimostratore realizzato di recente: www.oxhy.it/it/oxhy-presenta-oxhycube/
Sul sito (e sul canale yt, telegram, linkedin, ecc.) trovate tutte le informazioni sul progetto, quindi riassumendo al max dico solo che l'obiettivo è la produzione di ee da celle a base di acqua + calore ambientale (radiazioni IR), quindi ovunque e sempre: potete immaginare da soli che rivoluzione potrà innescare.
Il mio sogno è arrivare a dire "Addio !" alle bollette tra qualche anno con qualcosa di molto più economico (e meno inquinate) dei pannelli fotovoltaici.
Tutto questo ha bisogno anche del ns. sostegno sia nel diffondere la conoscenza del progetto, sia economico attraverso la raccolta fondi che terminerà il 24 luglio:
www.crowdfundme.it/projects/oxhy/
Per chi volesse saperne di più sull'acqua e sulle tante scoperte e ricerche in corso in tutto il mondo suggerisco il documentario:
L'acqua e le frequenze della Vita
disponibile su Prime.
"Perché ognuno di noi possiede decine di aggeggi elettronici? Non si potrebbe avere un unico aggeggio elettronico al mondo e usarlo tutti insieme?"
La risposta è ovvia. Ognuno ne fa l'uso che gli pare come e quando vuole. Internet potrebbe reggersi anche con ogni sito ospitato su un computer collegato in rete 24h/24 a casa di ciascuno. Ma chi sarebbe disposto a tenere il prompio computer acceso sempre. Che costi energetici avrebbe, che costi di manutenzione, ect.
Molto meglio riunire migliaia o milioni di computer in un singolo posto con una manciata di addetti alla manutenzione / controllo.
Ovvero avere dei data-center dove tu affitti il tuo spazio web sul di una frazione di computer con molti altri e gli altri si occupano di mantenere il computer sempre acceso.
Quando tu paghi un provider web perché ospiti il sito luogo-comune stai affittando uno spazio in un datacenter. Oltre ovviamente a quando carichi un video su youtube o hai la paginetta su facebook.
Mi limito a esprimere il mio più profondo sconforto verso tutte le persone che ancora si ostinano ad usare l'argomento acqua.
Ma sinceramente non siete stufi marci di farvi prendere per i fondelli o volete prendere me per il culo??????
La carne, consuma acqua...
La centrale elettrica, consuma acqua...
Mia nonna, consuma acqua...
Il datacenter, consuma acqua...
Queste persone vi stanno dicendo che il mulino ad acqua... consuma acqua.
Questi fresconi vogliono convincervi che siccome un fiume che trasporta mille litri di acqua al secondo scorre sotto la pala del mulino...
Allora il mulino incenerisce e fa sparire l'acqua che non esisterà più.
NO.
L'acqua entra sotto la pala del mulino ed esce dall'altra parte intatta. Non si consuma.
L'unico consumo di acqua avviene nei vegetali (non nelle carni) dove il vegetale trattiene momentaneamente l'acqua. Per poi ridarverla quando lo mangiate. E anche voi poi non è che quell'acqua la trattenete e la consumate rendendola indisponibile in eterno. La evaquate e tramite il "ciclo dell'acqua" ritorna disponibile a tutti un'altra volta.
Io ho già perdonato lui, dato che – ne sono sicuro – proporrà di “fermare il mostro” organizzando le solite marcette, girotondi, banchetti, raccolte firme, esposti, sit-in, comitati, matitine copiative e schedine elettorali, eccetera eccetera.
Vabbè, comprendo che certe cose non si possono dire in una normale intervista.
Nel video viene fatto riferimento alla legge Seveso.
L'unica motivo per cui può essere tirata in ballo la legge Seveso nei confronti di una server farm può essere l'ammoniaca.
L'ammoniaca è un gas tossico pericoloso per le persone e l'ambiente nonostante si possa comprare anche al supermercato (diluita in acqua).
Detenere grosse quantità di ammoniaca rende l'azienda soggetta alla legge Seveso ovvero deve avere delle squadre di sicurezza (simil pompieri) 24h/24 all'interno della struttura pronte ad intervenire in caso di problemi.
Ma a che cosa potrebbe mai servire dell'ammoniaca in un data-center?
L'unica cosa a cui potrebbe servire è usare il ciclo termodinamico per creare dei sistemi di raffreddamento molto efficenti dal punto di vista energetico. Il miglior gas da utilizzare nei condizionatori infatti sarebbe proprio l'ammoniaca. Ma ve lo immaginate avere delle squadre di pronto intervento a casa di ogni persona che ha un condizionatore? Anche solo pagarle sarebbe proibitivo per cui nel condizionatore di casa si usano gas meno efficenti ma più sicuri.
L'economia di scala di un data-center può permettersi di pagare delle squadre di pronto intervento e dunque risparmiare energia per raffreddare i computer rispetto ad avere ognuno un computer a casa sua.
Senza considerare poi il fatto che se il data-center si raffredda ad ammoniaca...
L'acqua la usa al massimo per i lavandini ed i bagni.
Per cui se è soggetto a legge Seveso non "consuma acqua" (se significasse qualcosa).
Le foto che facciamo con il telefonino spesso finiscono nei datacenter. Lo stesso per i post sui social, le condivisioni etc.
Il "cloud", se vogliamo, è l'insieme di tutti i datacenter del mondo.
Pensate a quanti miliardi di foto, post tic tokkate etc ogni minuto vengono prodotti nel mondo .... tutti vengono memorizzati nei datacenter e dato che tendiamo a non cancellare mai nulla, la necessità di memoria per tenere in piedi questa gigantesca mole di dati aumenta di giorno in giorno.
Pensate alla finanza internazionale. Le banche dove tengono i dati ?
Ora poi che stanno lanciando le monete "digitali" a maggior ragione aumenteranno necessità di calcolo e memorizzazione.
Poi sono nati i bitcoin con la necessità di "mining" . Anche per questi sono necessari datacenter dedicati con sempre maggior necessità di calcolo e memorizzazione.
Ma poi, soprattutto , è "scoppiata" l'intelligenza artificiale che ha moltiplicato per n volte la necessità di capacità di calcolo e memorizzazione con prospettive di incrementi esponenziali.
E' chiaro che dietro a tutti questi interessi multimiliardari la "domanda" di siti per impiantarli e by-passare i tempi burocratci di approvazione e rispetto delle leggi è altissima .
La macchina è partita è non credo si possa fermare. Se non lo fanno qui il datacenter, lo faranno là, ma è più che giusto che ognuno combatta per salvaguardare il proprio territorio.
Sul fatto se non se ne può fare uno solo enorme, magari al polo nord ...., i teoria si, ma in realtà esso diventerebbe un "Single Point of Failure" e tutte le aziende del mondo "devono" avere i propri dati per normativa e per conformità a certificazioni obbligatorie, almeno in 2 datacenter che oltretutto devono essere distanti almeno un tot di km per assicurare che un evento catastrofico non li blocchi entrambi.
Lo stesso per i datacenter legati alla IA. Piano piano (ma neanche tanto piano..) le nostre vite saranno sempre più legate alla IA e quindi al buon funzionamento di questi datacenter, che per il motivo che ho detto prima devono per forza essere ridondanti.
Così va il mondo ... finchè esisterà o finchè resisterà
Che il ciclo dell'acqua è evaporazione, condensazione e precipitazione. Non ci piove,
Ma non è che la puoi sprecare perchè il bilancio delle riserve d'acqua a volte è positivo ed a volte è negativo.
Il funzionamento del tuo mulino è possibile grazie al flusso regolare del fiume, ma se a monte la riserva di acqua diminuisce, il tuo mulino diventa solo un pezzo da museo senza vita. Non sempre l'acqua passata ritorna da dove è partita. Andrà a far girare un mulino da qualche altra parte del mondo.
innanzitutto io vivo dove vive lui, ho riprodotto la documentazione inerente i datacenter.
In uno spazio di pochi km di raggio costruiranno 7 datacenter e non sono per come molti pensano, per fare scrivere le persone su facebook ma sono per la IA.
Forse molti non sanno a cosa serve realmente la IA tanto che non viene detto nulla su chi sono le società che le utilizzeranno.
Verrà inoltre costruita una centrale elettrica che servirà solo i 7 datacenter.
Tutto questo sarà fatto su terreni vergini.
I commenti li lascerei a chi vuole trasferirsi nelle aree interessate così naviga meglio su facebook.
Scusate ma forse chi non sa o non vuole sapere non può capire.