In questa intervista Giorgio di Salvo spiega come i cittadini possano organizzarsi per combattere la mostruosità dei datacenter.

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Comments  
Sicuramente una mostruosità...ma ci diranno poi che senza datacenter internet e tutto quello che oggi vi è collegato (ormai purtroppo qualunque cosa... :-? ) non potrà funzionare e quindi è un attimo arrivare al "volete tornare all' età della pietra?" etc... :oops:

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ma ci diranno poi

quello che ci diranno loro lo sappiamo già, interessante è cosa decidiamo di dire noi e quanti siamo :-D
#1 Truth79 16-07-2026 09:58

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Sicuramente una mostruosità...ma ci diranno poi che senza datacenter internet e tutto quello che oggi vi è collegato (ormai purtroppo qualunque cosa... :-? ) non potrà funzionare e quindi è un attimo arrivare al "volete tornare all' età della pietra?" etc... :oops:

Non ho ancora avuto tempo di vederlo.

Agganciandomi a quanto ha detto Truth79 aggiungo:
Siccome "lo fanno per noi, per la nostra comodità" se ci opponiamo gli stronzi siamo noi.
"Preferisce il datacenter o il condizionatore d'aria acceso?"
riferendomi al primo commento direi che possiamo definire i datacenter come un pusher che ci fornisce la droga, ma gli effetti alla lunga non sono mai benefici e la disintossicazione da internet e tutto quello che oggi vi è collegato non è sicuramente semplice, ma è la soluzione da preferire.
Tutto è cominciato con una ditta che remunerava le famiglie che accettavano di consegnare regolarmente, a un loro incaricato, il sacco integro dei rifiuti quotidiani.

Il surriscaldamento credo sia, per noi, l'ultimo dei problemi.

A proposito, chissà come si surriscaldano i traduttori automatici con l'italiano di Di Salvo.
Due amministratori di datacenter stanno parlando davanti a una tazza di caffè:"Sai", dice il primo, "questo nuovo datacenter è a prova di bomba! Abbiamo generatori di emergenza, tripla ridondanza sulla fibra, raffreddamento a liquido all'avanguardia e sistemi antincendio a gas argon."Il secondo, sospirando, risponde: "Incredibile... e dimmi, c'è un modo per far smettere di gocciolare il climatizzatore sopra lo switch principale?"
#5 Zepelin_22 16-07-2026 11:15

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riferendomi al primo commento direi che possiamo definire i datacenter come un pusher che ci fornisce la droga, ma gli effetti alla lunga non sono mai benefici e la disintossicazione da internet e tutto quello che oggi vi è collegato non è sicuramente semplice, ma è la soluzione da preferire.

Sperando di non dire qualcosa già detto nell'intervista (e possibilmente non una castroneria da ignorante) dico che i datacenter sono necessari alla IA.
Internet funzionava perfettamente prima che questi avidi mostri energivori comparissero sulla faccia della Terra.

Per quel che mi riguarda, e per l'uso che ne faccio della IA, i data center possono fare le ragnatele.
(probabilmente ne avevo già accennato, probabilmente in CL; chissà se fosse citato nel video qui su, a ogni modo: ) Sul tema mi impressionò un reportage sentito su RAI radio 3. Purtroppo in realtà dopo pochi minuti dovetti scendere di macchina, ma quello che sentii bastava e avanzava. Cose da non credere se non sentite direttamente dagli interessati.
Era opera di un giornalista italiano che era andato in USA a toccare con mano la situazione (drammatica, pare) dei paesini ai margini dei quali hanno costruito queste fonti di vibrazioni e inquinamento non compatibili con la vita sana.
Chissà se qualcun altro potesse aggiungere info per rintracciare il podcast, se qualcuno ricorda qualcosa. Credo fosse interessante da sentire.
Appigliandomi a dove mi trovavo, e all'agenda, direi che doveva essere il 20/5 scorso. Ragionevolmente tra le 10.15 e le 12.00... quando ho tempo provo a fare un po' di ricerca del link.
bhé sicuramente IA consuma e non poco, ma c'erano anche prima, ovviamente con l'uso esponenziale del digitale in tutta l'infrastruttura della nostra società si necessiterà sempre di nuovi e grandi datacenter, e non parliamo delle cripto valute che necessitano di strutture energivore di egual misura se non superiori.
e comunque anche solo mettendo su motore di ricerca
"inchiesta ... datacenter usa ... rai 3"
mi son venuti giù una cifra di svariati link a tema "L'America si ribella ai datacenter: bloccati o rinviati progetti per 130 miliardi di dollari in tre mesi" (questo è su HWupgrade.it del 13/6)
- - -
Su altraeconomia.it:
"Trentacinque eurodeputati hanno esortato a metà maggio la Commissione europea ad abolire una clausola di riservatezza “illegale” che cela l’impatto ambientale dei singoli insediamenti. La richiesta nasce da un’inchiesta condotta da Investigate Europe e pubblicata in esclusiva in Italia da Altreconomia che aveva mostrato come la normativa europea avesse inglobato i suggerimenti delle multinazionali Tech e delle loro lobby"
...dopo vedo intervista, non so se era già detto anche lì...
Ovviamente nessun accenno dai signori media italiani.... nonostante sia successo vicino a Milano e se non sbaglio Milano è ancora in Italia.
Vergognoso anche il prestarsi a teatrini da SS da parte delle forze dell'ordine per impedire domande scomode dei cittadini a certa gente.

-ZR-
#8 CharlieMike in realtà i datacenter sono necessari a Mazzucco per pubblicare i suoi video , all' utilizzatore medio di smartphone per salvare contatti e foto, alle aziende che usano il sw gestionale come servizio . Internet come lo intendiamo da una quindicina d' anni a questa parte è fatto di datacenter
vorrei scrivere tante cose ma...poi mi rompo il cazzo e lascio perdere quindi dico soltanto questo: mi dispiace davvero per chi ha dei figli piccoli..mi dispiace proprio.
Dalla Russia, grazie a qualche sanzione della latrina in fonder, ormai da quasi 1 anno che non posso vedere tutti i video proposti dalla Redazione. Dunque anche di questo, non ne vedrò la forma e ne ascolterò il succo.
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Dai commenti posso capire cosa dice.
Io penso che per un motivo o per un altro, ormai da tempo viviamo in frontiera tutti i giorni.
In rete dal 2007 leggo adesso che esistono, associazioni che vorrebbero sensibilizzare le persone per modificare ciò che sta succedendo...
aidatacentermap.org/
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Secondo me ormai è troppo tardi.
Qui la nazione russa sta attuando una serie di misure molto severe. Per primo si sta chiudendo progressivamente a tutti i siti occidentali tipo youtube, whatsapp, instagram, telegram, X, fb, prossimamente google... perche ognuna di queste creano datacenter enormi che possono bruciare enormi quantitativi di risorse. Noi che al principio sembrava fossero solo delle organizzazioni che ci volessero mappare e osservare... nonche insegnare ad avere alcuni consumi invece che altri. Siamo già nell'era delle macchine..sono già loro che iniziano a tenerci in pugno. il prossimo passo sarà che le macchine decideranno che loro non possono morire e si autodestineranno le energie future prodotte sul pianeta. Allora le nostra città saranno buie di notte, perche le macchine hanno bisogno di energia sempre.
Il vero problema non sono i Datacenter ma quello che sta dietro a una logica basata sui sistemi esperti, sul profitto e su una intelligenza artificiale che ormai ha preso il sopravvento sull’uomo. Limitarsi a stigmatizzare il mostro serve a poco se quello che sta accadendo non viene inquadrato in tutta la logica di un sistema che ormai riguarda ogni aspetto della vita dell’uomo e che rappresenta il contesto nel quale si inseriscono i centri di elaborazione dati. Occorre una visione da molto più in alto per rilevare un processo che coinvolge integralmente i ‘valori’ che reggono l’attuale società umana a partire dai sistemi esperti, dall’intelligenza artificiale e da tutti i sistemi elettronici che ormai avvolgono integralmente la popolazione.
I Datacenter sono espressione di un contesto molto più vasto, rappresentano la conseguenza inevitabile della logica dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi esperti che ormai regolano integralmente e surrettiziamente la vita dell’uomo. Il problema è andare alla radice, cosa che quasi nessuno vuole, tutti attaccati al telefonino e alle lusinghe degli automatismi digitali. Per far funzionare il software e l’Intelligenza artificiale occorrono ingenti risorse mutuate e prelevate dall’ambiente. L’uomo viene progressivamente escluso dai processi decisionali che richiedono azioni robotizzate in tempo reale.
I centri di elaborazione dati sono una conseguenza di tutto un sistema elettronico che trova espressione nell’attuale modello di società basato sui sistemi esperti, sui microprocessori e su architetture elettroniche sempre meno sotto il controllo cosciente dell’uomo e sempre più affidate all’Intelligenza Artificiale.
#13 Liviomex 16-07-2026 13:21

Quote:

#8 CharlieMike in realtà i datacenter sono necessari a Mazzucco per pubblicare i suoi video , all' utilizzatore medio di smartphone per salvare contatti e foto, alle aziende che usano il sw gestionale come servizio . Internet come lo intendiamo da una quindicina d' anni a questa parte è fatto di datacenter

Grazie,
me lo sentivo colare dal naso che stavo dicendo una castroneria.
#15 audelmar

Hai un'idea di cosa abbiamo fatto agli animali, con il progredire della tecnologia, per sfruttarne le caratteristiche a fini di arricchimento?

Ora tocca a noi.

Non è più il tempo di aristocratici e servi, esauritosi quando i primi hanno preso finalmente atto di essere divenuti degli imbelli manifesti, o della sua riedizione poi, quando sono entrate in campo le riserve, più reazionarie degli originali, organizzate in "moderne" nazioni, quasi un gioco di società con ruoli e comportamenti assegnati.

Attualmente siamo alle prese con la visione romantica di un business salutare e generalizzato e del conseguente sfruttamento soft del gregge umano, sostenuta da Putin-Trump che si contrappone e cerca di sostituire quel work in progress, che ha per front man un pugno di straricchi digitali, a cui ci siamo incautamente consegnati bendati, asserragliati formalmente nella City, con le fattorie nella Silicon Valley, pensatoio sulle montagne svizzere e uffici a Bruxelles, intenti a simulare propri Olimpi eterei e assolati a livello del mare.

Le "macchine", grazie alla loro logica inappellabile, metteranno d'accordo tutti?

#16 Gimi

Particolarmente d'accordo quando scrivi:

"...Il problema è andare alla radice, cosa che quasi nessuno vuole..."

o sa immaginare.

Quote:

LIVIOMEX: CharlieMike in realtà i datacenter sono necessari a Mazzucco per pubblicare i suoi video

Io pubblico video dal 2006. Senza MAi aver avuto bisogno di un datacenter.
Liviomex
CharlieMike

La corsa all'acquisto di terreni e l'esplosione di nuovi mega data center non è una normale prosecuzione della vita digitale.
Sebbene il cloud e lo streaming stessero già crescendo, è stata l'AI a far saltare il banco, trasformando una crescita lineare in un'impennata fuori controllo.

​Con l AI c'è una fame energetica senza precedenti. Senza scendere nei particolari dei numeri in gioco (di energia elettrica) richiesti dall AI, oggi è necessaria un'infinità di corrente in più.

​Le Big Tech non cercano più solo "terreno libero". Oggi acquistano lotti vicini a centrali elettriche (nucleari, idroelettriche) per assicurarsi l'energia prima dei concorrenti.

​Poi c'è il problema del raffreddamento di queste macchine; l immenso calore generato dai chip AI richiede sistemi di raffreddamento ad acqua colossali, vincolando la scelta dei terreni alla presenza di enormi risorse idriche.

​Senza l'AI avremmo avuto un'espansione graduale e programmata. Con l'AI siamo nel bel mezzo di una vera e propria "corsa all'oro" industriale, dove la risorsa più preziosa non è lo spazio, ma l'energia per far girare i modelli del futuro.

Quindi si, in un certo senso Charlie ha scritto giusto.

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redazione 16-07-2026 15:50 Quote: LIVIOMEX: CharlieMike in realtà i datacenter sono necessari a Mazzucco per pubblicare i suoi video Io pubblico video dal 2006. Senza MAi aver avuto bisogno di un datacenter.

come si dice.... toma castagna
#19 redazione oddio, il video qui sopra Youtube da qualche parte lo salverà pure, giusto?

Quando acquisti o più in generale utilizzi servizi di terze parti per la condivisione delle informazioni senza appoggiarti ad una infrastruttura personale normalmente stai sfruttando quanto meno spazio disco di una macchina installata in qualche datacenter in giro per il mondo.

Come dice SAM queste nuove applicazioni che vanno per la maggiore oggi hanno bisogno di capacità di calcolo che tendono a far saltare il banco da qui l' attenzione al problema datacenter, ma l' Internet attuale è legato a doppia mandata ai grossi datacenter e se vogliamo prendere una data spartiacque il 2006 che citi credo che sia azzeccata. Se ricordo bene youtube, Facebook e tutti quegli ambienti che fanno uso smodato di capacità di calcolo e necessità di spazio disco prendevano largo piede proprio in quel periodo.

L' osservazione di Zepelin_22 è quindi a mio avviso azzeccatissima, più andiamo avanti e più necessitiamo di ambienti enormi per salvare e condividere le nostre informazioni esattamente come un drogato dipende dal pusher.

@Redazione : la mia osservazione non vuole essere gratuitamente polemica nei tuoi confronti ovviamente, mi spiacerebbe offendere una persona che stimo, ma io credo proprio che il tuo uso di datacenter proprio per l' aspetto divulgativo è tutt' altro che limitato.
Scusate se mi permetto, il "consumo" di acqua è presente solo se il sistema di raffreddamento è previsto con acqua di torre o condensatore evaporativo, quindi qui l'acqua evapora ed effettivamente si può considerare consumo, da sommare anche il reintegro del bacino idrico che deve essere doppio rispetto al quantitativo evaporato, per evitare la concentrazione salina, nei sistemi più diffusi però il raffreddamento è ad aria, il che però corrisponde ad un consumo elettrico superiore del 25/30% a parità di potenza frigorifera installata, rendendola sconveniente per i CED più potenti.
In caso di uso acqua di falda (scelta sempre ideale in tutti i settori), l'utilizzo della stessa è puramente sul circuito secondario... ovvero non entra nemmeno nel data center, non subisce nessun tipo di inquinamento se non innalzamento di temperatura di 5/7°C, l'impatto sul terrano non mi è noto, ma solitamente preveli a 15-18°C e rimandi a 22/25°C, il consumo elettrico del gruppo frigo è inferiore del 40% rispetto a quello ad aria.

Il conto per avere un'idea è: alimentatore del data center 1000 watt, il signor joul ci ricorda che la dissipazione media 250 watt , potenza frigorifera (solo calore sensibile) necessaria 350 watt (di calore totale = sensibile + latente o vapore)... circa, assorbimento indicativo del solo gruppo frigorifero è 110 watt/ raffreddamento ad aria, condizione peggiore.
quindi verosimilmente ogni 1000 watt di modulo alimentatore di calcolo si deve sommare circa altri 110 watt, per il suo raffreddamento, non tenendo conto degli ausiliari ovviamente... antincendio, monitoraggio ecc..

Ps la parte consumo acqua è valida anche per le centrali nucleari per il raffreddamento secondario.
LIVIOMEX: Nessuna offesa, ci mancherebbe. Ma confondere i server di una volta con i datacenter odierni non è corretto.

Come ha detto giustamente Sam, qui siamo di fronte ad un salto quantico. Il problema è la IA, non i video di Mazzucco.
Che poi, fra l'altro, mi viene una domanda: a cosa servono COSI' TANTI datacenter sparsi sul territorio? Non ne basta uno, mega, che contenga TUTTO quello che c'è da contenere?

Perchè ne abbiamo bisogno di uno a Milano, uno a Torino, uno a Bergamo, uno a Roma ecc? (E poi altrettanti in Francia, altrettanti in Germania, ecc)?

Grazie a chi mi saprà rispondere.
Redazione

Ti rispondo alla sempliciotta maniera.
I datacenter hanno bisogno di molta energia e di molta acqua per il raffreddamento. Vanno quindi scelti siti strategici e specifici. Se ne fai uno solo, immenso che sia, le risorse in loco non sarebbero sufficienti a rispondere alla colossale richiesta di un tale ciclopico guazzabuglio di cavi e chip.
Meglio datacenter più "contenuti" ma sparsi, possibilmente vicino a centrali elettriche e risorse idriche (intendo anche lungo i fiumi).
Attenzione però il salto non è tra server e datacenter.

I datacenter enormi esistono da parecchi anni: anni fa ( doveva essere il 2010 ) ne visitai uno a Milano dove avevamo affittato capacità di calcolo e spazio disco per un grosso progetto con un operatore di telefonia e rimasi a bocca aperta dalle dimensioni di film di fantascienza ( il mio pensiero fu quello di non osare immaginare cosa potessero essere i datacenter ammiricani ) ed un altro a San Marino qualche anno prima o giù di li, il datacenter di San Marino era interssante perchè almeno così mi dissero conteneva i server fisici di Telecom Italia, un pensierino su perchè il gestore nazionale di telefonia dovesse tenere i suoi server in zone extra territoriali non nego che lo feci; anche quella era una struttura in cui si sarebbe potuto girare una bel film di fantascienza.

Sul fatto che i datacenter siano sparsi sul territorio credo che la ragione sia in primis che parliamo di attività imprenditoriali diverse ergo ve ne saranno diversi a Milano , a Torino , eccetera e poi immagino che si tratti di ragioni di sicurezza e di continuità del servizio: creare datacenter vicini vuol dire dipendere da canali di alimentazione poco diversificati, a parità di gestore deciderne di averne uno a Torino ed uno a Milano favorisce la ridondanza di elementi che permettono di proporre una continuità di servizio decente.

Un altro elemento è la larghezza di banda che permette di raggiungere le macchine o meglio i servizi proposti: è facile pensare che un enorme datacenter avrebbe bisogno di infrastrutture di rete difficilmente sostenibili.

In realtà un grosso portale come esempio libero.it non risiede su di un solo server e non risiede probabilmente in un unico datacenter fisico, ma è distribuito su diverse macchine su cui sw ad hoc distribuiscono il carico di lavoro.

Insomma i datacenter ci sono da mo, da mo hanno dimensioni gigantesche, sono ovviamente d' accordo che oggi dal gigantesco passiamo al pantagruelico con tutti i problemi che ne conseguono e se Internet l' abbiamo sempre sfruttata per lo più aggratis mi chiedo se i normali canali usati ad oggi potranno coprire i costi di queste nuove strutture.

Penso che la scommessa imprenditoriale sia proprio li.
Datecenter in nuovi Altoforni

I Datacenter come i cari e vecchi Altoforni non si devono spegnere mai, e nelle fabbriche dismesse vicino alle città sorgono questi scatoloni giganti.
Ma visto che in più o meno 30 anni abbiamo delocalizzato tutto, anche ciò che era legato alla metalmeccanica non c'è più interesse nel produrre ghisa e acciaio, e come diceva D'Alema qualche anno fa, "gli operai non ci sono più", chissà forse anche al posto dell'Ilva sorgerà un grande Datacenter.
I Datacenter insieme alle antenne 5g, e altro correlato, cambiano solo la forma di inquinamento, senza apportare, ad oggi, nessun beneficio reale alle comunità, ma molto serve e servirà per il progresso tecnologico relativo all'IA, che ad oggi appare più come un sistema per controllare tutti, attraverso i dati personali, come ha detto qualcuno Internet funzionava già perfettamente.

Allora chi oggi consiglia di trasformare la propria casa in una centrale elettrica, ha la coda di paglia?...oltre alla farfallina!

Mbha!...Bill Gates, occuparsi di qualcosa di più salutare per l'umanità no!?...che sò, per dire, con tutti i soldi che ha, potrebbe costruire ospedali in Africa...
Tanto ci sono altri che seguono il suo esempio...Bill!...daiii, hai già una certa! :-D
Alle osservazioni di Sam aggiungerei che c'è il problema di eventuali azioni terroristiche, un unico grande data center sarebbe molto più esposto ad attentati ed azioni eversive in grado di colpire al cuore il sistema di elaborazione dati di un'intera nazione. Centri sparsi sul territorio assicurano un controllo più efficiente e distribuito.
Grazie Sam.

Quote:

Il problema è andare alla radice, cosa che quasi nessuno vuole

#16 Gimi

Per me andare alla radice del problema significa mettere in discussione il sistema di potere neoliberista che domina buona parte del mondo. Quello che mi ha stupito è che in nessun commento è stato scritto qualcosa sul partecipare a "fermare il mostro", una riflessione sul proprio territorio e possibili azioni ! ...forse sono tutti lontanissimi da futuri data center, da terreni agricoli dove si produce il ns. cibo che vengono espropriati per coprirli di pannelli fotovoltaici o da montagne da devastare per installare enormi pale eoliche ?
Sono un analfabeta informatico ed ho fatto fatica a capire come "quotare" un commento (ammesso che sia riuscito a quotare :-D ), nè so dove proporre un tema che voglio segnalare agli altri sostenitori di Massimo: è uno dei motivi per cui non quasi mai scritto commenti su questo sito.
Credo che le opportunità di fare qualcosa per opporsi, o almeno mettere qualche granello di sabbia negli ingranaggi dei tanti "mostri" che ci opprimano sia alla portata di tutti ...volendolo.
Dalla scelta di dove facciamo le ns. spese (al supermercato-amazon & simili oppure dal contadino-gruppo di acquisto-piccola ditta); dalla ns. adesione ed attenzione a boicottare tutto quello che possiamo riguardo ai guerrafondai (per Israele esiste il sito BDS Italia e ci sono gli elenchi dei complici stilati da Francesca Albanese); ecc. ecc.
Quello che ho notato di positivo nei commenti a questo video è l'assenza di toni aggressivi-insulti ...e questo è veramente notevole visto il modo di rapportarsi sui social: vuol dire che si è creato un senso di "comunità" e le opinioni vengono espresse con rispetto per gli altri.
Mi auguro che la "comunità" facci dei passi in più (o forse li ha già fatti e sono io ad ignorarli?): dal discutere-confrontarsi al fare-agire, ad es. cercando tra i partecipanti persone del proprio territorio, o iniziative sostenibili insieme indipendentemente dal territorio.
Ne propongo una nel prox commento ...in qualche modo è attinente al video di Massimo perchè si tratta di ee, ma anche perchè non saprei dove metterlo ;-)
Vai tranquillo Bernardo.
#30 redazione
Off topic
Massimo io e te siamo coetanei, dato che si sono citati i servers.
Negli anni 90-95 e seguenti, quando avevi la necessità di condividere interi films, albums musicali, e altre cose digitali, se lo facevi come facevi?
La parola Warez di dice o ricorda qualcosa?
29 Gimi

Esatto, bravo, hai evidenziato un altro aspetto molto importante che mi era sfuggito.
Forse qualcun altro ne ha già parlato ma, come ho scritto nel commento precedente, non so dove-come cercare.
Si tratta di Oxhy una start up che sta ingegnerizzando-miniaturizzando il brevetto del fisico italiano Roberto Germano, la cella ossidroelettrica e questo è il dimostratore realizzato di recente: www.oxhy.it/it/oxhy-presenta-oxhycube/

Sul sito (e sul canale yt, telegram, linkedin, ecc.) trovate tutte le informazioni sul progetto, quindi riassumendo al max dico solo che l'obiettivo è la produzione di ee da celle a base di acqua + calore ambientale (radiazioni IR), quindi ovunque e sempre: potete immaginare da soli che rivoluzione potrà innescare.
Il mio sogno è arrivare a dire "Addio !" alle bollette tra qualche anno con qualcosa di molto più economico (e meno inquinate) dei pannelli fotovoltaici.

Tutto questo ha bisogno anche del ns. sostegno sia nel diffondere la conoscenza del progetto, sia economico attraverso la raccolta fondi che terminerà il 24 luglio:
www.crowdfundme.it/projects/oxhy/


Per chi volesse saperne di più sull'acqua e sulle tante scoperte e ricerche in corso in tutto il mondo suggerisco il documentario:
L'acqua e le frequenze della Vita
disponibile su Prime.

:-)
#25 redazione

Quote:


Che poi, fra l'altro, mi viene una domanda: a cosa servono COSI' TANTI datacenter sparsi sul territorio? Non ne basta uno, mega, che contenga TUTTO quello che c'è da contenere?

Perchè ne abbiamo bisogno di uno a Milano, uno a Torino, uno a Bergamo, uno a Roma ecc? (E poi altrettanti in Francia, altrettanti in Germania, ecc)?

Grazie a chi mi saprà rispondere.

Che è un po come chiedersi:
"Perché ognuno di noi possiede decine di aggeggi elettronici? Non si potrebbe avere un unico aggeggio elettronico al mondo e usarlo tutti insieme?"

La risposta è ovvia. Ognuno ne fa l'uso che gli pare come e quando vuole. Internet potrebbe reggersi anche con ogni sito ospitato su un computer collegato in rete 24h/24 a casa di ciascuno. Ma chi sarebbe disposto a tenere il prompio computer acceso sempre. Che costi energetici avrebbe, che costi di manutenzione, ect.
Molto meglio riunire migliaia o milioni di computer in un singolo posto con una manciata di addetti alla manutenzione / controllo.
Ovvero avere dei data-center dove tu affitti il tuo spazio web sul di una frazione di computer con molti altri e gli altri si occupano di mantenere il computer sempre acceso.

Quando tu paghi un provider web perché ospiti il sito luogo-comune stai affittando uno spazio in un datacenter. Oltre ovviamente a quando carichi un video su youtube o hai la paginetta su facebook.
Sinceramente il video non vale neanche la pena di commentarlo.
Mi limito a esprimere il mio più profondo sconforto verso tutte le persone che ancora si ostinano ad usare l'argomento acqua.
Ma sinceramente non siete stufi marci di farvi prendere per i fondelli o volete prendere me per il culo??????

La carne, consuma acqua...
La centrale elettrica, consuma acqua...
Mia nonna, consuma acqua...
Il datacenter, consuma acqua...

Queste persone vi stanno dicendo che il mulino ad acqua... consuma acqua.

Questi fresconi vogliono convincervi che siccome un fiume che trasporta mille litri di acqua al secondo scorre sotto la pala del mulino...
Allora il mulino incenerisce e fa sparire l'acqua che non esisterà più.
NO.
L'acqua entra sotto la pala del mulino ed esce dall'altra parte intatta. Non si consuma.
L'unico consumo di acqua avviene nei vegetali (non nelle carni) dove il vegetale trattiene momentaneamente l'acqua. Per poi ridarverla quando lo mangiate. E anche voi poi non è che quell'acqua la trattenete e la consumate rendendola indisponibile in eterno. La evaquate e tramite il "ciclo dell'acqua" ritorna disponibile a tutti un'altra volta.
Spero che il signor Giorgio di Salvo mi perdoni se non guarderò la sua intervista.

Io ho già perdonato lui, dato che – ne sono sicuro – proporrà di “fermare il mostro” organizzando le solite marcette, girotondi, banchetti, raccolte firme, esposti, sit-in, comitati, matitine copiative e schedine elettorali, eccetera eccetera.

Vabbè, comprendo che certe cose non si possono dire in una normale intervista.
Un altro importante motivo per avere dei datacenter enormi e non ognuno centinaia di computerini è l'economia di scala.
Nel video viene fatto riferimento alla legge Seveso.
L'unica motivo per cui può essere tirata in ballo la legge Seveso nei confronti di una server farm può essere l'ammoniaca.
L'ammoniaca è un gas tossico pericoloso per le persone e l'ambiente nonostante si possa comprare anche al supermercato (diluita in acqua).
Detenere grosse quantità di ammoniaca rende l'azienda soggetta alla legge Seveso ovvero deve avere delle squadre di sicurezza (simil pompieri) 24h/24 all'interno della struttura pronte ad intervenire in caso di problemi.
Ma a che cosa potrebbe mai servire dell'ammoniaca in un data-center?
L'unica cosa a cui potrebbe servire è usare il ciclo termodinamico per creare dei sistemi di raffreddamento molto efficenti dal punto di vista energetico. Il miglior gas da utilizzare nei condizionatori infatti sarebbe proprio l'ammoniaca. Ma ve lo immaginate avere delle squadre di pronto intervento a casa di ogni persona che ha un condizionatore? Anche solo pagarle sarebbe proibitivo per cui nel condizionatore di casa si usano gas meno efficenti ma più sicuri.
L'economia di scala di un data-center può permettersi di pagare delle squadre di pronto intervento e dunque risparmiare energia per raffreddare i computer rispetto ad avere ognuno un computer a casa sua.
Senza considerare poi il fatto che se il data-center si raffredda ad ammoniaca...
L'acqua la usa al massimo per i lavandini ed i bagni.

Per cui se è soggetto a legge Seveso non "consuma acqua" (se significasse qualcosa).
Qualsiasi azienda e qualsiasi umano che usi un pc od uno smarthpone utilizza in un modo o nell'altro un datacenter. E questo oramai da decine di anni.

Le foto che facciamo con il telefonino spesso finiscono nei datacenter. Lo stesso per i post sui social, le condivisioni etc.

Il "cloud", se vogliamo, è l'insieme di tutti i datacenter del mondo.

Pensate a quanti miliardi di foto, post tic tokkate etc ogni minuto vengono prodotti nel mondo .... tutti vengono memorizzati nei datacenter e dato che tendiamo a non cancellare mai nulla, la necessità di memoria per tenere in piedi questa gigantesca mole di dati aumenta di giorno in giorno.

Pensate alla finanza internazionale. Le banche dove tengono i dati ?
Ora poi che stanno lanciando le monete "digitali" a maggior ragione aumenteranno necessità di calcolo e memorizzazione.

Poi sono nati i bitcoin con la necessità di "mining" . Anche per questi sono necessari datacenter dedicati con sempre maggior necessità di calcolo e memorizzazione.

Ma poi, soprattutto , è "scoppiata" l'intelligenza artificiale che ha moltiplicato per n volte la necessità di capacità di calcolo e memorizzazione con prospettive di incrementi esponenziali.

E' chiaro che dietro a tutti questi interessi multimiliardari la "domanda" di siti per impiantarli e by-passare i tempi burocratci di approvazione e rispetto delle leggi è altissima .

La macchina è partita è non credo si possa fermare. Se non lo fanno qui il datacenter, lo faranno là, ma è più che giusto che ognuno combatta per salvaguardare il proprio territorio.

Sul fatto se non se ne può fare uno solo enorme, magari al polo nord ...., i teoria si, ma in realtà esso diventerebbe un "Single Point of Failure" e tutte le aziende del mondo "devono" avere i propri dati per normativa e per conformità a certificazioni obbligatorie, almeno in 2 datacenter che oltretutto devono essere distanti almeno un tot di km per assicurare che un evento catastrofico non li blocchi entrambi.

Lo stesso per i datacenter legati alla IA. Piano piano (ma neanche tanto piano..) le nostre vite saranno sempre più legate alla IA e quindi al buon funzionamento di questi datacenter, che per il motivo che ho detto prima devono per forza essere ridondanti.

Così va il mondo ... finchè esisterà o finchè resisterà

Quote:

Internet potrebbe reggersi anche con ogni sito ospitato su un computer collegato in rete 24h/24 a casa di ciascuno.

ho una bella maglietta con su scritto NON ESISTE NESSUN CLOUD, E' SOLO IL COMPUTER DI QUALCUNALTRO
#33 Wolf con le bbs ovviamente
#37 Mande
Che il ciclo dell'acqua è evaporazione, condensazione e precipitazione. Non ci piove, :perculante: anzi ci piove.
Ma non è che la puoi sprecare perchè il bilancio delle riserve d'acqua a volte è positivo ed a volte è negativo.
Il funzionamento del tuo mulino è possibile grazie al flusso regolare del fiume, ma se a monte la riserva di acqua diminuisce, il tuo mulino diventa solo un pezzo da museo senza vita. Non sempre l'acqua passata ritorna da dove è partita. Andrà a far girare un mulino da qualche altra parte del mondo.

Quote:

Spero che il signor Giorgio di Salvo mi perdoni se non guarderò la sua intervista. Io ho già perdonato lui, dato che – ne sono sicuro – proporrà di “fermare il mostro” organizzando le solite marcette, girotondi, banchetti, raccolte firme, esposti, sit-in, comitati, matitine copiative e schedine elettorali, eccetera eccetera. Vabbè, comprendo che certe cose non si possono dire in una normale intervista.

Scusa se intervengo e non voglio difendere Di Salvo,

innanzitutto io vivo dove vive lui, ho riprodotto la documentazione inerente i datacenter.

In uno spazio di pochi km di raggio costruiranno 7 datacenter e non sono per come molti pensano, per fare scrivere le persone su facebook ma sono per la IA.

Forse molti non sanno a cosa serve realmente la IA tanto che non viene detto nulla su chi sono le società che le utilizzeranno.
Verrà inoltre costruita una centrale elettrica che servirà solo i 7 datacenter.
Tutto questo sarà fatto su terreni vergini.

I commenti li lascerei a chi vuole trasferirsi nelle aree interessate così naviga meglio su facebook.

Scusate ma forse chi non sa o non vuole sapere non può capire.
#38 bellx-1

Quote:

Spero che il signor Giorgio di Salvo mi perdoni se non guarderò la sua intervista.

Io ho già perdonato lui, dato che – ne sono sicuro – proporrà di “fermare il mostro” organizzando le solite marcette, girotondi, banchetti, raccolte firme, esposti, sit-in, comitati, matitine copiative e schedine elettorali, eccetera eccetera.

Scusa, ma la costruzione del biolaboratorio BSL-4 di Pesaro come lo abbiamo fermato, se non con una manifestazione libera, spontanea di persone perfettamente comuni?

Allora, guarda, magari il signor Giorgio di Salvo ti perdona, ma io ti dico che nella controinformazione di disfattisti non ne abbiamo proprio bisogno.
Risposta a #44

Mi pare che non hai colto il sottotesto o “fra-le-righe” del mio commento. Amen.
#37 Mande

Quote:

Mi limito a esprimere il mio più profondo sconforto verso tutte le persone che ancora si ostinano ad usare l'argomento acqua.

Allora probabilmente quell'argomento non l'hai ancora capito appieno.

Un data center consuma acqua potabile: nel sistema datacenter entra acqua potabile, dal sistema datacenter esce acqua inutilizzabile. Il consumo ha cambiato il valore e l'utilizzabilità dell'acqua.

Non c'entra assolutamente nulla con il concetto di un mulino ad acqua, che consuma energia potenziale (e non consuma acqua).

PS: produrre carne da alimentazione consuma acqua potabile. Chiunque volesse sentire nuovamente la spiegazione scientifica e totalmente dimostrabile non ha che da chiedere. Non ne parleremo qui, ma se qualcuno ha qualsiasi dubbio ricopio volentieri le relative spiegazioni in un nuovo forum, così anche quei concetti rimangono comodamente disponibili in futuro.
Avevo sentito che in alcuni paesi UE stanno già trasmettendo "pubblicità progresso" e "spot statali", in cui si mette in guardia la popolazione di probabili blackout futuri (in cui gli si dice come prepararsi, ecc.)...

purtroppo non riesco più a trovare il video che vidi a tal proposito.

... insomma: abbiamo già capito su cosa si giocherà il prossimo "problema globale".

***

@Massimo: tu dicevi che ormai internet gli era sfuggita di mano e non possono più controllarla... evidentemente hanno trovato il modo: staccare direttamente la spina!
Probabilmente le élite si terranno una propria "corsia privilegiata", dove potranno continuare ad avvalersi di internet per gestire i loro affari.
Risposta a #45 Sertes

Sicuro. Nuove basi militari USA/NATO, biolaboratori e centri di ricerca e produzione per armi biologiche, data center ad uso militare, strutture per lo spionaggio massivo della popolazione, centri di produzione per droni, linee ferroviarie speciali per alimentare il futuro fronte orientale, eccetera eccetera, tutto questo viene “fermato” perché nella colonia Italy, gestita da Quisling di Washington e Londra, un manipolo di cittadini ha organizzato qualche marcetta, sit-in o raccolta firme. Credici.

Disfattista? Ecco un altro che non ha minimamente colto il sottotesto o “fra-le-righe” del mio commento.

A quanto pare stiamo ancora troppo bene, il livello della merda non è ancora salito fino ad arrivarci alle orecchie.
Ri-amen.
bellx-1

Quote:

Credici.

Non c'è da "crederci" bellx-1... è successo.

I fatti non li sposti con un'opinione o con questo malcelato senso di superiorità di chi vorrebbe convincere gli altri a restare in poltrona.

Siamo andati a Pesaro, abbiamo fatto casino, abbiamo fatto informazione, e la gente di Pesaro ha pensato bene di far sapere ai propri amministratori che un biolaboratorio livello 4 in città non lo volevano.

Anche in America stanno contestando la costruzione dei data center per la IA ( vedi a partire da 12:07 ).
Il governatore di New York ( se ho capito bene ) ha firmato un ordine esecutivo per una moratoria contro i data center, mettendo in pausa i permessi di costruzione. Nell ' anno di pausa, dovrebbero approntare la regolamentazione per proteggere l ' ambiente, l ' infrastruttura energetica e le bollette.
Mande

Non sono solito sparare minchiate. Se non sai di cosa stiamo parlando sarebbe saggio astenersi da obiezioni totalmente fuori contesto.

Grazie 47 sertes per averglielo spiegato. Personalmente non ne avevo alcuna voglia. Un conto è chiedere spiegazioni, un altro è sparare sentenze ad minchiam
C'era una volta la Grande Muraglia.

Una volta trasformato il Pianeta, grazie a una fitta rete di cavi, tubazioni, grandi installazioni, satelliti artificiali, antenne, girandole, pannelli elettronici che lo avvolgono, ricoprono e circondano, e che si vanno rapidamente sommando alle precarie e avventurose strade, ferrovie e acquedotti, in un Grande Veicolo Spaziale e gli abitanti in viaggiatori loro malgrado, non c'è da meravigliarsi che il Comandate fornisca istruzioni dettagliate su come comportarsi a bordo e pretenda il pagamento del biglietto.
Serve energia, un quantitativo spropositato di energia.
1) La costruzione di Data Centres (=centri di elaborazione dati) negli Stati Uniti il 70% degli americani si oppone alla costruzione di centri dati per l’intelligenza artificiale nella propria zona, alimentando l’interesse per le alternative spaziali.
2) Le argomentazioni a favore dei centri dati spaziali sono convincenti: costi di lancio in calo, energia solare abbondante, nessuna congestione della rete elettrica e nessuna controversia urbanistica.
3) Ma il raffreddamento nello spazio è molto più difficile di quanto sembri – e la fisica potrebbe rappresentare il principale ostacolo che il settore deve ancora affrontare

4) Mia personale riflessione, questi dementi, perché lo sono e posso affermarlo per presa diretta, non tengono conto delle interferenze delle radiazioni spaziali, delle radiazioni che il sole emana e ha la memoria corta per quanto riguarda proteggere le infrastrutture elettrcihe/elettroniche nello spazio ( che poi non è neanche lo spazio, ma fa figo dire mettiamo i Data Centres nello spazio agli occhi del popolino e disinformati...). Vi invito ad immaginare una struttura grande come quella presente nello Utah ovvero i Data Centres della NSA che fra l'altro ospitano anche alcuni nodi della rete TOR, fluttuare sopra le nostre teste come i satellitti che ogni tanto venogno giù...

I data center stanno crescendo a un ritmo rapido, il che comporta sfide significative in tutti e tre i settori (energia, spazio e acqua) per la loro realizzazione e gestione. I data center consumano grandi quantità di acqua per il raffreddamento, il che aggrava le preoccupazioni nelle aree affette da problemi di scarsità idrica. L’uso di acqua riciclata per il raffreddamento dei data center si è rivelato un’opportunità con diversi potenziali vantaggi, tra cui la riduzione della dipendenza dall’acqua potabile e dell’impronta idrica, nonché la creazione di una soluzione sostenibile che possa aiutare i proprietari dei data center a raggiungere i propri obiettivi ESG. D’altro canto, l’implementazione dell’acqua riciclata comporta alcune sfide, tra cui la mancanza di un quadro normativo e di consapevolezza da parte dell’opinione pubblica, la necessità di ingenti investimenti (CAPEX) e costi operativi (OPEX) per il trattamento, lo stoccaggio e la distribuzione, nonché la necessità di soddisfare in modo costante e affidabile elevati standard di qualità dell’acqua.

Le società coinvolte per analizzare e trovare una soluzione per il raffreddamento sono: eather Cheslek, P.E., Industrial Water Solution Leader, Black & Veatch; Ufuk Erdal, Ph.D., P.E., Global Water Reuse Practice and Solutions Director, Black & Veatch; and Jim Oliver, P.G., L.Hg, Global Industrial Water Director, Black & Veatch.

Nota importante:
Sebbene i costi energetici siano inferiori nei sistemi che utilizzano l'acqua, i costi aggiuntivi legati ai sistemi di gestione dell'acqua e al mantenimento della qualità dell'acqua aumentano il costo complessivo dell'impianto. Su un arco di vita di 10 anni, i sistemi che non utilizzano l'acqua presentano un costo totale complessivamente inferiore. → vertiv.com/.../...

FONTI
Si parla tanto di raffreddamento e di Data Centers per chi non ne avesse mai visto uno dal vivo, condivido sebbene sia solo una riproduzione 3D, dei servers nVidia → blogs.nvidia.com/blog/liquid-cooling-ai-factories/

Per sapere come si evolve la tecnologia tutta se può essere utile condivido il sito per eccellenza: IEEE→ spectrum.ieee.org

Discussione sul raffreddamento dei Data Centres: spectrum.ieee.org/data-center-liquid-cooling
World Economic Forum : articoli correlati al Data Centres raffreddamento
1)L’entusiasmo per i data center spaziali è reale. E lo sono anche le sfide → www.weforum.org/.../space-data-centres-cooling
2) Cosa occorre per rendere i data center più sostenibili e adeguati a un futuro all’insegna dell’intelligenza artificiale? → weforum.org/.../...
3) Il caldo estremo, la siccità e altri rischi climatici potrebbero far aumentare i costi di gestione annuali cumulativi dei data center attualmente in funzione di 3,3 trilioni di dollari entro il 2055. → weforum.org/.../...
... sono silente per... perorare la causa... :-D

... se faceste tutti come me... LC affonderebbe... e il mondo sarebbe salvo?...
Post IRONICO per smorzare la tensione.

Ecco perchè Trumpet vuole la Groenlandia. :hammer:
Per il raffreddamento degli elaboratori è sufficiente tenere le finestre aperte.
Per il consumo di acqua di raffreddamento, è vero che l'acqua è un circuito chiuso (non proprio, in verità), ma dalla fonte un grosso quantitativo viene deviato nei data center e tolto dall'uso quotidiano della popolazione
Per non parlare della corrente elettrica tolta all' uso quotidiano della popolazione.
OT o non OT (Amleto)

L'IA assorbe energia ma non finisce di stupire.

Da una diecina di anni una grande lastra di pietra scolpita è stata rimossa, sospetto per ragioni politiche legate all'evoluzione in Medio Oriente, dalla galleria degli assiri, dove era allineata ad altre, al British Museum.

Ho descritto il soggetto che vi è scolpito e chiesto a google, che ha risposto indicando il nome della lastra, il luogo esatto dove era esposta, completando la mia descrizione e indicando il motivo ufficiale del 'provvisorio' spostamento nei sotterranei del museo.
Peccato che l'intervista abbia trattato il tema in maniera "sentimentale" e non tecnica. L'esposizione ha privilegiato gli aspetti "gretini" piuttosto che mostrare numeri alla mano lo spropositato uso di energia necessario per mantenere in vita il mostro. Non poteva mancare poi il solito richiamo all'uso militare delle strutture quasi che sia una novità e a fronte del fatto che l'uso militare da SEMPRE ha innescato i processi tecnologici che poi estendevano con un dual use le potenzialità ad uso civile. I soliti argomenti peace and love per sostenere le attività di comitati di salute pubblica.
Lo spropositato uso di energia che verrà pagato col sudore della fronte dei lavoratori per saldare le bollette a fronte della riduzione forzata dell'utilizzo casalingo, le prediche per il risparmio di acqua casalinga per destinarla alla refrigerazione secondaria devono essere trattati, calcolatrice alla mano, prima delle improbabili microplastiche estratte dai circuiti di raffreddamento. Affermare poi che "si è scelto di non mettere i server in fondo al mare perchè gli oceani si stanno riscaldando" fa perdere la voglia di continuare l'ascolto.
Connesso all'utilizzo malvaggio e improprio della tecnologia c'è in maniera direttamente proporzionale il fenomeno di corruzione degli amministratori pubblici questo è ovvio ed insistere o mettere in risalto questo era opportuno correlando tecnologia inutile e sporca con corruzione.
Concludendo. Se Massimo Mazzuco avesse affrontato i temi del 911 cominciando dall'inquinamento da amianto dovuto alla demolizione delle due torri e le sue conseguenze per la salute del pianeta o avesse incentrato la narrazione della sceneggiata lunare sull'impatto atmosferico dei gas combusti per la propulsione dei vettori di improbabili LEM non avrebbe interessato nessuno contrariamente a quanto avvenuto con la realizzazione dei relativi magistrali documentari .
Il progresso non si ferma, ed è sempre stato così perché semplicemente siamo noi ad alimentarlo. Tornando al tema energetico: Mi soffermerei di più sui 110 milioni di barili di petrolio al giorno consumati o sui 4.220 miliardi di metri cubi di gas bruciati in un anno. I datacenter consumano una energia pari a circa lo 0.4-0.6% di questa energia fossile ed il restante 94.4-94.6%? dove lo mettiamo?
Risposta a #50 Sertes

Sicuro, avòja!
Non è che Lorsignori hanno “chiuso” il biolaboratorio BSL-4-XYZ-Pinco-Pallo di Pesaro solo per riaprirlo 100 metri più in là, segretamente, senza fanfare, senza esporre cartelloni con su scritto «Biolaboratorio per armi biologiche».
No, ci mancherebbe.
Lo hanno chiuso sul serio, sconvolti dalla potenza di fuoco delle marcette, dei sit-in e delle raccolte firme effettuate da quella che Lorsignori considerano noiosa plebaglia locale.

Idem per le già citate basi militari USA/NATO, biolaboratori e centri di ricerca e produzione per armi biologiche, data center ad uso militare, strutture per lo spionaggio massivo della popolazione, centri di produzione per droni, linee ferroviarie speciali per alimentare il futuro fronte orientale, eccetera eccetera: tutto “fermato” o “fermabile” da altre devastanti marcette, sit-in e raccolte firme.

Un po’ come accaduto ai biolaboratori USA/NATO in Ucraina (strategic-culture.su/.../...).
Non sono stati smantellati in tutto o in parte grazie a sabotaggi locali e a droni/missili russi che gli han fatto una visitina.
No.
Sono stati smantellati grazie a marcette, sit-in e raccolte firme della popolazione ucraina locale.
Gli ucraini di buona volontà avrebbero potuto usare marcette, sit-in e raccolte firme anche nel 2014, contro i banderisti spalleggiati dai cecchini CIA/MI6.
Ad averlo saputo prima, si sarebbero risparmiati tanti di quei problemi…

«convincere gli altri a restare in poltrona» ??
Ma che scrivo a fare?... Non la si vuol capire, per il momento.

Ripeto: a quanto pare stiamo ancora troppo bene, il livello della merda non è ancora salito fino ad arrivarci alle orecchie.

Ri-ri-amen.

Fine della conversazione.
#25 Redazione:

Ho chiesto direttamente al datacenter e mi ha risposto così:

1. La velocità della luce (e il problema della latenza)
I dati viaggiano su cavi in fibra ottica alla velocità della luce. Sembra istantanea, ma non lo è. Se un datacenter unico fosse a Roma e tu fossi a Milano, ogni volta che clicchi su un video o mandi un messaggio, quel dato dovrebbe fare avanti e indietro per 600 chilometri.
Se poi il "mega-datacenter" mondiale fosse negli Stati Uniti, i tempi di attesa (la latenza) diventerebbero insostenibili per:
I videogiochi online (giocheresti con un ritardo mostruoso).
La borsa e la finanza (dove un millisecondo di ritardo significa perdere milioni).
Le auto a guida autonoma o la chirurgia a distanza, che hanno bisogno di risposte in tempo reale.
Mettendo un datacenter a Milano, uno a Torino e uno a Roma, i dati cruciali sono a meno di 50-100 km da te. È la cosiddetta Edge Computing (portare l'elaborazione vicina a chi la usa).

2. Se cade uno, non cade tutto (Ridondanza)
Immagina se l'intero internet europeo fosse dentro un unico mega-edificio a Francoforte. Cosa succederebbe in caso di:
Un terremoto o un'alluvione?
Un incendio doloso o un guasto elettrico massiccio?
Un attacco terroristico o un bombardamento?
Se crolla quell'edificio, si spegne un intero continente. Distribuire i datacenter sul territorio significa applicare il principio della ridondanza: se il datacenter di Milano va offline per un blackout, il traffico viene istantaneamente deviato su quello di Torino o Bergamo senza che l'utente finale se ne accorga.

3. La sovranità dei dati (Le leggi)
Questo è un aspetto politico ed economico gigante. L'Unione Europea ha regole rigidissime (come il GDPR) sul trattamento dei dati dei suoi cittadini. Molti Stati (e istituzioni come banche, ospedali o ministeri) richiedono per legge che i dati sensibili dei propri cittadini non escano mai dai confini nazionali.
Una banca italiana non può rischiare di salvare le tue transazioni finanziarie in un datacenter situato in un paese asiatico o americano, perché quei governi potrebbero avere leggi diverse sull'accesso ai dati. Avere datacenter fisici in Italia (Milano, Roma, ecc.) garantisce il rispetto delle leggi italiane ed europee.

Se lo dice il datacenter c'è da crederci :perculante: :hammer:
#25 Redazione:

Ho chiesto direttamente al datacenter e mi ha risposto così:

1. La velocità della luce (e il problema della latenza)
I dati viaggiano su cavi in fibra ottica alla velocità della luce. Sembra istantanea, ma non lo è. Se un datacenter unico fosse a Roma e tu fossi a Milano, ogni volta che clicchi su un video o mandi un messaggio, quel dato dovrebbe fare avanti e indietro per 600 chilometri.
Se poi il "mega-datacenter" mondiale fosse negli Stati Uniti, i tempi di attesa (la latenza) diventerebbero insostenibili per:
I videogiochi online (giocheresti con un ritardo mostruoso).
La borsa e la finanza (dove un millisecondo di ritardo significa perdere milioni).
Le auto a guida autonoma o la chirurgia a distanza, che hanno bisogno di risposte in tempo reale.
Mettendo un datacenter a Milano, uno a Torino e uno a Roma, i dati cruciali sono a meno di 50-100 km da te. È la cosiddetta Edge Computing (portare l'elaborazione vicina a chi la usa).

2. Se cade uno, non cade tutto (Ridondanza)
Immagina se l'intero internet europeo fosse dentro un unico mega-edificio a Francoforte. Cosa succederebbe in caso di:
Un terremoto o un'alluvione?
Un incendio doloso o un guasto elettrico massiccio?
Un attacco terroristico o un bombardamento?
Se crolla quell'edificio, si spegne un intero continente. Distribuire i datacenter sul territorio significa applicare il principio della ridondanza: se il datacenter di Milano va offline per un blackout, il traffico viene istantaneamente deviato su quello di Torino o Bergamo senza che l'utente finale se ne accorga.

3. La sovranità dei dati (Le leggi)
Questo è un aspetto politico ed economico gigante. L'Unione Europea ha regole rigidissime (come il GDPR) sul trattamento dei dati dei suoi cittadini. Molti Stati (e istituzioni come banche, ospedali o ministeri) richiedono per legge che i dati sensibili dei propri cittadini non escano mai dai confini nazionali.
Una banca italiana non può rischiare di salvare le tue transazioni finanziarie in un datacenter situato in un paese asiatico o americano, perché quei governi potrebbero avere leggi diverse sull'accesso ai dati. Avere datacenter fisici in Italia (Milano, Roma, ecc.) garantisce il rispetto delle leggi italiane ed europee.

Se lo dice il datacenter c'è da crederci :perculante: :hammer:
Propongo un mio metodo, per nulla originale e innovativo, per fermare questo scempio (e contrastare attivamente l'andazzo generale):
1) Non utilizzare nessuna piattaforma (social o come la volete chiamare) o sistema di messaggistica.
2) Pagare solo con il contante.
3) Smettere di utilizzare interfacce non fisiche (es. wi-fi).

Vi concedo solo SMS ed e-mail.

Facciamolo tutti e come per magia un sacco di problemi, non dico che spariranno ma sicuramente diventeranno meno "ingombranti".
KIMI

Personalmente ritengo che la sfida sull'AI è l'ultima spiaggia su cui zio Sam sta puntando tutto il possibile per cercare di mantenere la sua egemonia mondiale, in particolare verso la Cina.
Ormai gli States sono indietro su tutti i fronti e si aggrappano a questo vantaggio che hanno per tenere in piedi il baraccone.

Come al solito, alla faccia del neoliberismo imperante, quando si tratta di geopolitica si spendono miliardi di soldi pubblici e si finisce con l'alimentare delle bolle finanziarie che, se dovessero scoppiare, al confronto con il crollo del '29 sarebbe un pedardo contro l'atomica.

E il rischio è più che concreto.
Intanto con la Cina c'è un gap energetico che non è da sottovalutare.

Di contro, è vero, gli USA sono avanti nelle loro tecnologie hardware (vedi Nvidia) ma il divario si sta rapidamente colmando.
E per quanto riguarda l'AI? Stesso identico discorso. La Cina è come un treno che fa fatica a mettersi in moto ma una volta partito è meglio starci lontano.
Già con l'uscita di DeepSeek sia Wall Street che la Silicon Valley dovettero incassare il colpo.

L'altro ieri una startup poco conosciuta di Pechino chiamata Moonshot AI, ha rilasciato Kimi K3 e ha immediatamente scalato la vetta dei modelli globali.
Secondo benchmark indipendenti Kimi ha raggiunto e superato i modelli top come Claude 4 (Anthropic), GPT-5.6 (OpenAI) e Opus 4.8.
Il costo? Circa il 40% inferiore ai concorrenti occidentali. In più, dal 27 luglio sarà rilasciato come open-weight, quindi scaricabile e utilizzabile liberamente da chiunque sul proprio (costoso) PC.

Il vantaggio statunitense è appena svanito e a Wall Street inizia l'incubo. Le valutazioni da miliardi di dollari e i data center poggiano tutti su una scommessa: gli USA restano avanti. Chip più potenti, data center più grandi, spese più grandi, valutazioni più grandi. Il tutto basato sulla scarsità e sui monopoli, per gonfiare i prezzi.
La Cina cambia gioco e dette le regole.
(se riesco domani metto qualche link)

#47 Sertes

Quote:


Un data center consuma acqua potabile: nel sistema datacenter entra acqua potabile, dal sistema datacenter esce acqua inutilizzabile. Il consumo ha cambiato il valore e l'utilizzabilità dell'acqua.

Non c'entra assolutamente nulla con il concetto di un mulino ad acqua, che consuma energia potenziale (e non consuma acqua).

#52 SAM

Quote:


Non sono solito sparare minchiate. Se non sai di cosa stiamo parlando sarebbe saggio astenersi da obiezioni totalmente fuori contesto.
Grazie 47 sertes per averglielo spiegato. Personalmente non ne avevo alcuna voglia. Un conto è chiedere spiegazioni, un altro è sparare sentenze ad minchiam

Lo ribadisco per l'ultima volta. Poi se mai come suggerisce Sertes si può aprire un forum per confrontarsi ma non credo ne valga la pena.
Anche perché io lavoro in uno stabilimento che consuma "milioni" di litri di acqua al giorno, nonostante non prelevi neanche una goccia di acqua dall'aquedotto (la cosiddetta acqua potabile) e, sorpresa sorpresa, neanche una goccia da un fiume/lago. Per cui non "ruba" acqua a nessuno poiché preleva acqua a 100m di profondità in falda dove gli "altri" non ci arrivano e dunque a loro sarebbe comunque indisponibile. Senza considerare il fatto che dopo aver "consumato" questa acqua... che per gli altri "non esisteva"...
Dal nostro stabilimento sorge un fiume di acqua pulita a disposizione di tutti quelli che prima non ce la avevano.
Si, perché, dopo averla prelevata dalla falda e usata...
Che volete che ce ne facciamo??????????????
La fumiamo come erba?????????????????
No, la reimettiamo in superficie dove prima non c'era ed ora può essere usata da altri.
Che ne so, adesso che è caldo il contandino per fare le verdure per Sertes la prende dal nostro fiume e ci irriga il campo.

Fatti conto che i contadini irrigano tranquillamente la strada per cui passo giornalmente lavandomi pure la macchina se passo sotto.
Ovviamente siccome fanno "verdure"...
Non "consumano" acqua...
Poi quell'acqua si consuma?
No, va di nuovo nel terreno. Si drena su qualche fiume o finisce in qualche falda. E a qualche chilometro di distanza...
Quell'acqua che ha consumato il contadino cattivo che produce le verdurine tanto amare ed odiate dai bambini miracolosamente riappare.

E tutti a gridare al contadino cattivo che consuma milioni di litri di acqua per irrigare quattro pianticelle. E' così cattivo che la spreca bagnando pure la strada sto stronzo di contadino vegetariano e pure magari vegano.

P.S. Ovviamente come lo fa il mio stabilimento è difficile da credersi che qualsiasi azienda che fa uso massiccio di acqua la prelevi dall'acquedotto (acqua potabile). Ed è altrettanto ovvio, per la vecchia legge del "Chi non caga scoppia" che non può trattenerla/conservarla. Se da una parte entrano milioni di litri d'acqua, per forza dall'altra ne deve uscire pari quantitativo. Tolto al massimo il vero uso di acqua che può essere appunto l'acqua che le piante assorbono con le radici, l'acqua che beve una mucca, l'acqua che evapora in eventuali torri di raffreddamento, ect.

Che razza di aziende credete che esistano che possano immagazzinare per anni milioni di litri di acqua senza rilasciarli.
#66 Zagreus

Quote:


Come al solito, alla faccia del neoliberismo imperante, quando si tratta di geopolitica si spendono miliardi di soldi pubblici e si finisce con l'alimentare delle bolle finanziarie che, se dovessero scoppiare, al confronto con il crollo del '29 sarebbe un pedardo contro l'atomica.

Tutto giusto meno la parola pubblici. Chiariamoci, magari lo diventeranno (pubblici), per la neoregola del neoliberismo del "too big to fail" per cui lo salva lo stato. Ma per il momento sono tutti capitali di rischio privati. Anche il progetto "Stargate" di Trump per costruire datacenter metteva in gioco capitali privati e non pubblici.

Quote:


L'altro ieri una startup poco conosciuta di Pechino chiamata Moonshot AI, ha rilasciato Kimi K3 e ha immediatamente scalato la vetta dei modelli globali.

E non è l'unico competitivo. Ed ovviamente tra gli "addetti ai lavori" era conosciutissimo anche in precedenza.

Quote:


Il costo? Circa il 40% inferiore ai concorrenti occidentali.

Costi ovviamente economici, non necessariamente consumi energetici, ect.
Quanto basta per mandare in fallimento le controparti americane indebitatissime e fare scoppiare la bolla. Come con tutte le bolle non è questione del "se" ma del quando.
Deepseek è uscito da qualche settimana con la versione 4. Sia flash con meno parametri che PRO. Hanno introdotto innovazioni anche sulle quantità di calcoli da eseguire per cui consuma meno energia e lo fanno pagare ancora meno.
E' leggemente meno performante delle controparti ma costa molto ma molto meno.
Per me già qwen3.6 o gemma4 sono più "intelligenti" di tutta la "intellighenzia" dell'azienda per cui lavoro. Quando si è presentato un problema si sono messi in più di cento "geni" tra dirigenti, quadri, ect. ad affrontarlo senza riuscire a fare nulla.
Una richiesta a qwen3.6 su come fare e dopo pochi secondi avevo l'uovo di Colombo a cui nessuno aveva pensato.
Mithos? Fable? Kimi K3?
NO. Basta un qwen a fare impallidire un brainstorming di centinaia di laureati specialisti.
#66 Zagreus

Quote:


E il rischio è più che concreto.
Intanto con la Cina c'è un gap energetico che non è da sottovalutare.

Ci stavo riflettendo da un po'.
Ovviamente la CO2 non c'entra nulla col riscaldamento globale. È stato ampiamente falsificato ed è fuori discussione.
Ma non è che in fondo in fondo, l'uomo c'entra lo stesso?

Sappiamo dalla termodinamica che non possiamo trasformare un'energia in un'altra senza "perdite di efficienza".
Queste perdite di efficienza non sono perdite di energia, che si conserva, ma semplicemente dispersioni in calore.
Il motore della pandina dello zio Pino riceve in ingresso 100 di energia e ne fornisce 30-40 in movimento. Il resto è calore.
Ci sono usi più o meno efficienti, trasformazioni energetiche più o meno performanti ma comunque, ogni volta che usiamo dell'energia...
Per forza produciamo calore aggiuntivo che prima non c'era.
Adesso, fare dei conti precisi non lo saprei fare...
Ma vorrai mica che sia vero che il "riscaldamento globale" sia veramente di origine antropica?
Ogni volta che usiamo un qualsiasi tipo di energia produciamo comunque del calore. E più energia usiamo...
MANDE

Quote:

Dal nostro stabilimento sorge un fiume di acqua pulita a disposizione di tutti quelli che prima non ce la avevano.

Quindi il caso particolarissimo di una azienda che preleva l'acqua da un pozzo di 100 mt e la fa uscire in un canale dovrebbe annullare la realtà della fame nel mondo?


Quote:

Che razza di aziende credete che esistano che possano immagazzinare per anni milioni di litri di acqua senza rilasciarli.

Eccoci di nuovo da capo. :-?

L'industria della carne CONSUMA acqua potabile che non va agli africani assetati, ma va a far crescere la soia ed ad abbeverare le bestie, che si mangiano quasi tutta la suddetta soia (quindi oltre al problema della sete c'è pure quello della fame in africa), e tali bestie hanno come unico scopo di esistere quello di essere macellate per noi europei/occidentali.
Quando l'acqua ritorna nei pozzi, gli imprenditori tornano ad usarla per la soia per gli animali e per abbeverare gli animali stessi.
NESSUNO INTENDE DIRE CHE LE AZIENDE IMAGAZZINANO L'ACQUA.
IL CLAIM E' TOTALMENTE DIVERSO.

Poi: sarà vero? Sarà falso? Se ne può parlare. Ma il claim è quello lì, non che le aziende si rubano l'acqua o che l'acqua NON sia una risorsa rinnovabile. Il claim è che la usano malamente, per i vizi europei e non per le necessità terzomondiste.

#70 Sertes

Quote:


dovrebbe annullare la realtà della fame nel mondo?
.......
oltre al problema della sete c'è pure quello della fame in africa

In poche parole tu stai dicendo:
"Esistono imprenditori in Africa che non pagano la giusta mercede agli operai, derubano gli Africani della soia e della carne prodotti in loco per lucrare del loro lavoro e la vendono a noi occidentali".

Problema 1:
- Stai parlando di un sistema capitalistico di sfruttamento. L'acqua è un argomento a latere. E' pari al dire che gli imprenditori in Africa derubano le popolazioni delle materie prime del sottosuolo (metalli rari, oro) per lucrarci. O puoi accusare gli emiri arabi di rubare il petrolio del sottosuolo ai loro concittadini per venderli a noi occidentali.

E' un problema di sfruttamento capitalistico che nulla ha a che vedere con l'acqua. L'allevamento italiano od il datacenter italiano non hanno questa caratteristica e non affamano gli africani. Nonostante potenzialmente usino le stesse quantità di acqua.
Il problema che tu evidenzi non è relativo all'acqua ma allo sfruttamento (capitalistico) di persone su altre persone.

Problema 2:
- Probabilmente stai facendo questo calcolo:
Siccome il contadino per produrre 1Kg di soia la irriga con 1 milione di litri di acqua.
Siccome la mucca mangia (nella sua vita) 1000Kg di soia e beve 1000 litri di acqua.
Allora una mucca nella sua vita "consuma" mille milioni di litri di acqua + mille bevuti.
Divido la mucca per il numero di bistecche che ne escono e dico che la bistecca ha consumato 1,5 milioni di litri d'acqua.

Sarebbe come dire che siccome un frutteto che produce mille mele l'anno...
Ed ogni mela diciamo contiene 50 gr di acqua...
Be, siccome il frutteto è stato irrigato allora chiunque acquisti una mela ha consumato 100.000 litri di acqua.
Se non riesci a capire il cortocircuito logico che ti è stato indotto dopo che te lo ho fatto notare 3 volte non avrai altra replica.
#71 Mande

La scienza esiste proprio per discernere tra opinioni e fatti.
Vuoi dormire sereno? Non sarò io a svegliarti, il giorno in cui vorrai guardare ai dati e ai fatti invece che inventare tu concetti e numeri a caso, lo farai anche da solo.
@ MANDE

Con tutto rispetto, ti assicuro che non era necessario che tenessi una lezione sul ciclo dell'acqua.

Forse non ti è chiaro il processo con cui l'acqua raffreddi i datacenter. Anche perché, se fosse come dici tu, potremmo sprecare tutta l'acqua che vogliamo senza la minima conseguenza.

In estrema sintesi l'acqua viene prelevata da falde acquifere o bacini idrici come fiumi o torrenti in loco.
Con il raffreddamento evaporativo (simile a enormi torri di raffreddamento) l'acqua si disperde nell'aria sotto forma di vapore e può ricadere a chilometri di distanza o in tempi diversi, lasciando la comunità locale a corto di risorse.
E' quella che viene chiamata "perdita locale".

Il ciclo dell'acqua richiede tempi lunghi (mentre il consumo dei data center è continuo) specie se è concentrato in aree aride (come in alcune aree degli Stati Uniti o in Australia).

Per limitare lo spreco, i giganti tecnologici come Microsoft, google e openAI stanno cercando di adottare misure a basso impatto. Alcune strutture riutilizzano la stessa acqua più volte prima di scaricarla, oppure passano a sistemi a circuito chiuso (che non disperdono vapore).

Il fabbisogno di acqua di questi mostri è inimmaginabile. Un rapporto delle Nazioni Unite stima che entro il 2030 i datacenter globali consumeranno 9.300 miliardi di litri d'acqua all'anno; ovvero, il fabbisogno idrico di oltre un miliardo di persone.
Miliardi di litri di acqua trasformati in vapore e depositati chissà dove sotto forma di pioggia in tempi diversi.
#73 SAM

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Con tutto rispetto, ti assicuro che non era necessario che tenessi una lezione sul ciclo dell'acqua.

Non credo di averne tenuto "lezione". L'ho al massimo accennato perché in certe versioni integraliste vegane che ho visto in rete sul consumo dell'acqua pare che non se ne tenga minimamente conto. Poi, se tu vuoi dire che qui lo sapevano già tutti...
Allora vuol dire che non lo contesterà nessuno.

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Forse non ti è chiaro il processo con cui l'acqua raffreddi i datacenter.

Non esiste un solo processo. Se riguardi il mio intervento #39 mi soffermavo sul fatto che nel video veniva accusato il datacenter in questione di rientrare nella legge Seveso. Se è compreso nella legge Seveso detiene per forza grandi quantitativi di sostanze pericolose.
L'unica sostanza pericolosa che ha senso essere detenuta in un datacenter è l'ammoniaca.
www.stanzani.it/.../

Si tratta dei cosiddetti impianti a ciclo chiuso dove si utilizza il ciclo di compressione/decompressione dell'ammoniaca.

Quote:


In estrema sintesi l'acqua viene prelevata da falde acquifere o bacini idrici come fiumi o torrenti in loco.
Con il raffreddamento evaporativo (simile a enormi torri di raffreddamento) l'acqua si disperde nell'aria sotto forma di vapore e può ricadere a chilometri di distanza o in tempi diversi, lasciando la comunità locale a corto di risorse.
E' quella che viene chiamata "perdita locale".

Ammesso, e non concesso, che le perdite per evaporazione da una torre siano delle quantità enormi da te descritte dopo...
Basta far entrare l'acqua fredda dal fiume, farla passare per uno scambiatore con il liquido di raffreddamento interno al datacenter, farla riuscire nello stesso fiume cento metri dopo con qualche grado in più?
Se veramente i problemi sono i sistemi chiusi con torri di evaporazione...
Perché non fai come nei mulini dove l'acqua arriva prima della pala ed esce dopo la pala?

E' più chiaro adesso perché ho fatto l'esempio del mulino?

Se un circuito chiuso con evaporatore a torre di raffreddamento disperde troppa acqua... Basta fare un ciclo aperto dove entra ed esce da uno scambiatore. Non serve neanche l'IA per una banalità del genere. O chi progetta i datacenter è proprio stupido oppure qualcosa nella narrativa non torna.

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Il ciclo dell'acqua richiede tempi lunghi (mentre il consumo dei data center è continuo) specie se è concentrato in aree aride (come in alcune aree degli Stati Uniti o in Australia).

1- Perché vuoi usare acqua per raffreddare un datacenter in zone aride (senza acqua)? Non stai sollevando un problema di consumo d'acqua. Stai evidenziando che in un particolare luogo non vale la pena usare un particolare tipo di raffreddamento. Dove l'acqua è abbondante perché non usarlo? La tua critica può valere per:
"Se hai creato un datacenter nel deserto del sahara... Perché lo vuoi raffreddare ad acqua che non c'è?"
Se invece non si tratta di un deserto la tua argomentazione decade.

2- Il ciclo dell'acqua può anche essere lungo ma se tu aumenti di 50 l'acqua in atmosfera poi quella te li restituisce in pioggia. Se non lo fa abbastanza in fretta o lo fa in altri posti cambi il sistema di raffreddamento del datacenter o lo chiudi e lo trasferisci.
Facciamo l'ipotesi che il tuo datacenter "consumi" acqua come 10.000 persone. Non piove abbastanza in fretta. Prosciuga tutta l'acqua. Non ha abbastanza acqua per raffreddarsi. O il datacenter cambia sistema di raffreddamento o chiude.
Puoi imporglielo per legge, fare dei sit-in, fare un assalto armato o quello che vuoi ma...
Se veramente consuma troppa acqua prima che questa possa ritornare attraverso il ciclo dell'acqua...
Quel datacenter chiude da solo senza che tu faccia nulla.
E IO PAGO!

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#68 Mande
Tutto giusto meno la parola pubblici. Chiariamoci, magari lo diventeranno (pubblici), per la neoregola del neoliberismo del "too big to fail" per cui lo salva lo stato. Ma per il momento sono tutti capitali di rischio privati.

Tutti capitali di rischio dici? Sicuro sicuro sicuro?
Vediamo un po'... facciamo i conti solo dei soldi che si conoscono:
  • Dipartimento della Difesa (DoD): 8-12 miliardi $/anno
  • Budget diretto federale (NSF, NIST, DARPA, CHIPS Act AI): 4-6 miliardi $/anno
  • Intelligence (CIA, NSA, NGA ecc.): 3-5 miliardi $/anno
  • Altro (Energia, Commercio, HHS): 1-2 miliardi $/anno

Quindi sono 15-25 miliardi di dollari ALL'ANNO, almeno per quello che ne sappiamo. Se a te sembra poco...
Mi dirai: ma i privati ne investono 100 di miliardi all'anno. Sì, certo, ma alla fine siamo sempre lì: sono soprattutto le Big Tech che investono, le stesse che pagano quasi zero tasse e che ricevono la compiacenza dei governi, reggono i mercati e fanno utili da capogiro.

Se non si fosse ancora capito, il capitalismo finanziario è una bolla che si autoalimenta (ma con i soldi nostri).
BlackRock ad esempio è tra i primi azionisti di quasi tutte le Big Tech e, oltre questo, ha ha fondi specifici dedicati all’AI, quindi rientra in quei 100 miliardi privati. Ma secondo te di chi sono i soldi che gestisce Black Rock? Sono per la maggior parte soldi nostri, sottratti in un modo o nell'altro al risparmio.

Quote:

#69 Mande
Ogni volta che usiamo un qualsiasi tipo di energia produciamo comunque del calore. E più energia usiamo...

Il consumo energetico globale umano è di circa 18-20 TW.
Il Sole fornisce alla Terra 174.000 TW.

L'umanità in 1 anno intero usa circa la stessa quantità di energia che il Sole fornisce in circa 1 ora.

energyeducation.ca/.../Earth%27s_energy_flow
@ redazione:

Massimo non so se hai avuto modo di visionare il video di risposta alla tua intervista, salvato sulla pagina facebook del Comitato Ciarlasco.
#75 Zagreus

Quote:


Quindi sono 15-25 miliardi di dollari ALL'ANNO, almeno per quello che ne sappiamo. Se a te sembra poco...

Pur con incertezza penso che le voci a cui tu ti riferisci siano acquisti di servizi da parte del pubblico, non investimenti in azioni / prestiti. Normalmente per "scoppio di una bolla" si intende un evento dove chi ha prestato i soldi non li rivede indietro. Con ovviamente conseguenze a cascata di tipo recessivo. Ma il fatto che lo "stato", od enti statali, comprino servizi, non fa altro che rendere sostenibile il business della AI ed allontanare la bolla semmai.

Quote:


Il consumo energetico globale umano è di circa 18-20 TW.
Il Sole fornisce alla Terra 174.000 TW.

L'umanità in 1 anno intero usa circa la stessa quantità di energia che il Sole fornisce in circa 1 ora.

Ennesima conferma di quanto siamo insignificanti, come umanità, anche solo rapportati al pianeta. E' vero. Anche solo teorizzare che l'uomo possa modificare il clima della terra è solo superbia ed arroganza.
Mi vergogno anche solo di essermelo chiesto.
#78 mande


Quote:

Pur con incertezza penso che le voci a cui tu ti riferisci siano acquisti di servizi da parte del pubblico, non investimenti in azioni / prestiti.

Infatti sono in larghissima parte acquisti di servizi da parte del pubblico ma questo non sposta di una virgola il discorso. Il motore della bolla sono i miliardi pubblici garantiti.
Altro che sono tutti capitali di rischio privati.
I capitali di rischio privati (che poi tanto privati non sono, vedi sopra quanto detto su Black Rock), seguono a ruota.
Il potere ha puntato sull'AI, ha deciso che quello lì è il futuro, e loro provano a buttarcisi dentro.

Quote:

Ma il fatto che lo "stato", od enti statali, comprino servizi, non fa altro che rendere sostenibile il business della AI ed allontanare la bolla semmai.

Tu dici "rendere sostenibili", io dico alimentare la bolla. Non è un caso che quasi tutte le start-up pure AI (OpenAI, Anthropic, xAI, Mistral, Perplexity ecc.) sono quasi tutte in perdita pesante, mentre quelle in profitto erano già dei colossi prima dell'AI: NVIDIA, Microsoft, Google, Meta, Amazon. E infatti i loro profitti i vengono ancora principalmente dai loro business tradizionali, non dai settori AI.
Capitolo a parte è Palantir... ma lì c'è un forte impegno bellico.
Pubblico ovviamente.