di Gloria CallarelliNel cuore dell’Europa si sta consumando l’ultimo attacco globalista alle libertà e alle identità dei popoli. Mentre quelle che hanno tutta l’aria di essere strategie del caos simili alle rivoluzioni colorate, vedi le ruberie di marca firmate maranza-sinistra, in Francia, Italia e in altre parti d’Europa, a Est la situazione si fa più incandescente. L’Albania brucia per la rabbia del popolo contro la corruzione del governo Rama e le prepotenze sioniste nel Paese, concretizzatesi con il tentativo di acquisizione dell’isola di Sazan da parte di Jared Kushner, genero di Trump, ma è la Polonia il nuovo terreno di scontro con il tentativo di colpo di Stato in corso da parte del presidente del consiglio Donald Tusk.
Tusk è chiaramente un prodotto delle elite globaliste: atlantista, liberale, già governatore in passato in Polonia, è stato presidente del Consiglio europeo dal 2014 al 2019. Tusk, come ci ha spiegato il coordinatore della Confederazione della Corona Italia, Jaroslaw Cimaszewski, pochi giorni fa ha cercato di prendere in mano quella che in Italia sarebbe l’equivalente della nostra Corte Costituzionale: un colpo importante, perchè da lì sostanzialmente passa la possibilità di fissare le proposte economiche che chiedeva.
Proposte volte a salvare il suo governo e l’enorme buco da milioni di euro. Il piano però parrebbe essere più ambizioso: nel mirino anche la Corte Suprema e perfino la Banca centrale polacca. Tusk cerca i soldi, cerca di assicurarsi le riserve d’oro e cerca di instaurare un dominio suggerito dal potere lobbista che, al solito, lavora dietro le quinte. La presenza denunciata da parte di fonti polacche di mezzi di polizia stranieri, in particolare provenienti dalla Germania, in più, accentua la convinzione che dietro a quanto stia accadendo ci siano settori profondamente europeisti legati appunto alla Germania.
Proposte volte a salvare il suo governo e l’enorme buco da milioni di euro. Il piano però parrebbe essere più ambizioso: nel mirino anche la Corte Suprema e perfino la Banca centrale polacca. Tusk cerca i soldi, cerca di assicurarsi le riserve d’oro e cerca di instaurare un dominio suggerito dal potere lobbista che, al solito, lavora dietro le quinte. La presenza denunciata da parte di fonti polacche di mezzi di polizia stranieri, in particolare provenienti dalla Germania, in più, accentua la convinzione che dietro a quanto stia accadendo ci siano settori profondamente europeisti legati appunto alla Germania.
Qual è la situazione oggi? L’attentato di Cracovia (commissionato?) destabilizza ulteriormente la situazione, cercando forse di spostare ora l’attenzione. Il fatto che il responsabile, come al solito, sia stato classificato come pericoloso “estremista di destra”, non fa che confermare, ancora una volta, la sfumatura ideologica e il vero nemico, spauracchio, di chi governa in Europa. La narrazione deve apparire chiara anche oggi, all’indomani del tentato colpo di Stato del liberale Tusk: il vero pericolo deve essere a tutti i costi il pericolo “nero” e poco importa se i veri tiranni siedono invece a Bruxelles o sono filosionisti.
Ovviamente la stampa è il quarto potere: e così il giornalista o l’operatore dell’informazione che denuncerà il mal operato del governo, per effetto della legge 3003 già approvata al Senato, potrebbe vedersi espropriare beni e denaro per milioni di euro. Un ennesimo tentativo di imporre censura e leggi liberticide da parte del governo Tusk (in linea con quello che chiede la matrigna Europa). Chiaramente il presidente Nawrocki, in tutto questo, non è rimasto a guardare: ha il potere di veto in questa scandalosa proposta di legge che si potrebbe trasformare in bavaglio e tutti si auspichino lo userà, ha cercato anche fisicamente di far valere la sua presenza nello scontro, anche nei pressi del tribunale dove gli era stato impedito persino di entrare. Ha incontrato i vari partiti polacchi, tra cui Confederazione della Corona Polacca, quarta forza del Paese, che da subito ha denunciato le trame del presidente del Consiglio. Molti temono per la sua vita ma è chiaro che si gioca il tutto per tutto.
La partita è ancora aperta e ancora tutta da giocare soprattutto in vista dell’11 novembre che, forse non a caso, è avvenimento previsto “dopodomani” ed è una data importantissima per la Polonia. Di certo, piano piano, gli uomini di Tusk sembrano abbandonarlo. Tre giudici che prima lo supportavano si sono dimessi, mentre il presidente Nawrocki continua nel lavoro di denuncia e braccio di ferro, tanto che la maggioranza polacca, in primis settori convintamente nazionalisti, come quelli del tifo calcistico, hanno deciso di sostenerlo pubblicamente.
Quello che è certo è che tutte queste micce disseminate in Europa da lobby e globalisti filosionisti e filoatlantisti, hanno l’obiettivo di instaurare il caos e, forse, di inasprire un po’ ovunque il sistema di controllo sociale. Ricordiamoci che l’agenda europeista e il Nuovo Ordine Mondiale non sono più percepite, grazie a Dio nemmeno dal popolo, come fantasie complottiste ma solide pericolose realtà descritte e auspicate dalle elite mondiali. Del resto dopo il Green Pass il mondo ha vissuto sulla sua pelle il significato di questo reset imposto. Dunque: più caos, più repressione, più NWO. Il 2030 è dietro l’angolo ma il popolo, a partire da quello polacco, non ha nessuna intenzione di cedere.
Grazie a Jarek Cimaszewski




