Dal Nilo all’Eufrate

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1 Settimana 6 Giorni fa - 1 Settimana 6 Giorni fa #69108 da Anello Verde
In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram:
«Alla tua discendenza
io do questo paese
dal fiume d'Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate»
Genesi 15:18  

Il nome Abramo significa “Padre di molti” egli è quindi il Patriarca per eccellenza.
«Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò» (Genesi, 17, 5).La sua storia è caratterizzata dalla rinuncia a qualunque attaccamento per seguire con amore tutti gli ordini che riceve da Dio: Abramo abbandona i suoi beni, la sua casa, la sua patria, la sua famiglia, il suo popolo, il suo primogenito con la madre di lui, lasciandoli soli nel deserto, ed è pronto ad immolare il suo proprio figlio. da questo distacco che nasce il vero monoteismo e l’alleanza con Dio, che in cambio colma di doni lui e la sua discendenza, come appare da questi versetti:
«Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce» (Genesi, 22, 18).
«Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra saranno benedette per la tua discendenza» (Genesi, 26, 4).
«La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra» (Genesi, 28, 14). 

Occorre notare che Abramo ebbe numerosi figli: il primo fu il profeta Ismaele, figlio di Agar, che diede origine direttamente alle 12 tribù da cui discende il popolo ismaelita (Cf. Genesi, 25, 13-16) - di cui fa parte la maggioranza delle tribù arabe. Il profeta Isacco, figlio di Sara, ebbe due figli Esaù e Giacobbe, e quest’ultimo diede origine alle 12 tribù d’Israele. Dopo la morte di Sara, Abramo si sposò con Ketura, che generò altri sei figli dai quali discesero i popoli arabi meridionali e orientali. 

Abramo - che assistito da suo figlio Ismaele costruì il tempio sacro della Kaaba - ebbe quindi un gran numero di eredi legittimi, la cui discendenza ha abitato per secoli, e tuttora in gran parte abita l’area compresa fra il Nilo e l’Eufrate a conferma della veridicità del passo biblico citato all’inizio di queste righe.
È agghiacciante vedere come oggi c’è chi agisce come se avesse avuto un unico erede, e con estrema violenza pretende di imporre questa evidente falsità. 

Abramo è il vero monoteista (hanîf), il prototipo o archetipo del puro credente e come tale non appartiene alle forme tradizionali che sono venute dopo di lui, ma ne è piuttosto l’origine.«Alza il viso alla vita tradizionale (dîn), da monoteista (hanîf), secondo la Natura Prima (fitra) che Dio ha dato agli uomini. Non c’è cambiamento nella creazione di Dio, la vita tradizionale retta è quella, ma la gran parte degli uomini non sa nulla» (Corano, 30, 30). Da quanto precede si può concludere affermando che Abramo non può essere classificato come ebreo o come musulmano e che la promessa biblica di concedere la terra compresa fra il Nilo e l’Eufrate ai suoi discendenti è stata mantenuta: essa riguarda però tutta la sua discendenza e non un solo ramo a esclusione degli altri. 

Fonte: ilsufismo.wixsite.com/il-sufismo
Ultima Modifica 1 Settimana 6 Giorni fa da Anello Verde.

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1 Settimana 5 Giorni fa #69119 da Mark28
Risposta da Mark28 al topic Dal Nilo all’Eufrate
Questo thread sarebbe utile per capire il progetto di alcuni militari Israeliani di conquistare tutto quel territorio per creare la "Grande Israele", perché se invece ci interessa solo l'aspetto religioso della questione ci sono dei problemi con l'idea del monoteismo.
Quello che ci ha raccontato Anello Verde è la versione mainstream che ci viene presentata dall'indottrinamento teologico, ma chi prosegue gli studi all'università o per conto proprio scopre che le cose stanno diversamente.
Intanto Abramo sappiamo che non è una figura storicamente accertata e vabbè, è giusto dirlo per correttezza. Poi nell'Antico Testamento sono nominate diverse divinità del pantheon Canaaneo e addirittura i patriarchi ebraici li conoscevano ed eressero altari in loro onore, quindi altro che monoteismo... Abbiamo le prove anche archeologiche del fatto che gli antichi Israeliti fossero in origine politeisti. Ogni monoteismo è sempre stato in realtà un enoteismo camuffato da monoteismo, e deriva sempre da un politeismo precedente.
Abbiamo le prove documentali che i sacerdoti Yahwisti, soprattutto dopo l'esilio Babilonese, hanno modificato il testo originale per far diventare piano piano Yahweh il dio più importante e poi l'unico, un processo mai portato pienamente a termine.
Prendiamo il celebre episodio di Abramo e Melchisedek in Genesi 14. Melchisedek è presentato come "sacerdote di El Elyon', che viene spesso tradotto "Dio Altissimo" per far credere che si tratti del dio unico, ma in realtà sia El che Elyon erano nomi di divinità politeiste, i capi del pantheon Canaaneo (a volte erano due nomi per lo stesso Dio, altre volte Elyon era un dio precedente rispetto ad El).
El infatti era il nome maschile di un dio e un termine generico per indicare un dio, invece Elyon significa "quello al di sopra", "il più alto", quindi non "altissimo" perché non è un superlativo assoluto, quindi El Elyon significa letteralmente "l'El (o il Dio) più alto", cioè il capo degli dèi.
Melchisedek benedice Abramo e poco dopo, quando Abramo giura, il testo che leggiamo oggi gli mette sulle labbra una formula apparentemente chiarissima: "Alzo la mano verso Yahweh, El Elyon, creatore del cielo e della terra".
Se invece andiamo a leggere lo stesso passaggio nei rotoli del Mar Morto, che preservano la versione più antica conosciuta della Bibbia (e non c'entrano niente gli esseni, quella è un'altra balla colossale) leggiamo che intanto Melchisedek è definito un Elohim, cioè uno dei tanti dèi del politeismo locale, infatti esistono tradizioni extrabibliche che vorrebbero identificare Melchisedek con quell'Elohim che parla nell'assemblea divina del Salmo 81/82 (probabilmente non è lui ma questa tradizione comunque preserva l'idea che Melchisedek fosse un Elohim).
Poi quando Abramo giura scopriamo che Yahweh non compare neppure, c'è solo El Elyon che viene definito "padrone del cielo e della terra", non creatore ma padrone, anzi nei commenti degli studiosi è spiegato che il verbo è in una forma che indica proprio il prendere possesso, come se appunto El Elyon avesse conquistato i cieli e la terra.
E infatti nei miti politeisti è proprio questo che troviamo, una gerarchia militare di colonizzatori venuti dal cielo, i cosiddetti dèi, che si combattevano anche tra di loro e si spodestavano l'un l'altro. Questo è raccontato nei miti Ugaritici, nei miti Babilonesi, Ittiti, Sumeri, Greci, Indiani, centro e sudamericani, dappertutto.
Si sono spartiti le nazioni come dice anche la Bibbia in Deuteronomio 32 (dice in base al numero dei figli di Israele, altra falsificazione, in molte note nelle Bibbie anche Cristiane troverete scritto che nel testo originale c'è scritto in base al numero dei figli di Elohim, cioè gli Elohim), alcuni governavano da soli e altri governavano assieme le nazioni. A Yahweh è toccato Israele, e poi si facevano la guerra tra di loro per conquistarsi delle terre migliori.

"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
I seguenti utenti hanno detto grazie : macco83

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1 Settimana 4 Giorni fa #69126 da Volano49
Risposta da Volano49 al topic Dal Nilo all’Eufrate
Ci si fa l'abitudine? Forse...Vedo un aggiungersi, quasi un ripetersi, senza incrementarli, addizioni interminabili, quasi monotone di ciò che si è trattato e riportato innumerevoli volte qui su L.C. con le solite citazioni bibliche. Ma alla fin fine, che rilevanze finali comportano? A ben poco io credo. Sono cose già citate e risapute. Di tanto in tanto si fa un totale parziale, uno scenario di massima che non cambia, perché tutto si assomiglia. Sembra quasi che non ci si accorga che fondamentalmente ci si trova impelagati nelle solite "vampate" bibliche che crediamo siano "storiche".

Che l'utente Anello Verde non tenga in alcun conto queste mie poche righe, e lo consideri un microscopico sfogo del tutto personale, fine a sé stesso. Il mio intervento è come se registrasse la solita biancheria sporcata da polveri secolari... In questo momento provo (leggendo il thread) la spiacevole sensazione di muovermi a tentoni nel buio dello stesso spazio, su cose già prese in esame.
Non dubito affatto che io stesso avrò in futuro di che ripetermi... E non potrebbe che essere altrimenti...
Un saluto

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1 Settimana 1 Giorno fa #69135 da Mark28
Risposta da Mark28 al topic Dal Nilo all’Eufrate
Repetita iuvant, queste cose andrebbero insegnate a tutti fin dall'infanzia, così cadrebbero i sistemi di potere che attualmente ci governano.

"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b

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