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Vivere il nostro tempo
- Anello Verde
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1 Giorno 20 Ore fa - 1 Giorno 20 Ore fa #65002
da Anello Verde
Vivere il nostro tempo è stato creato da Anello Verde
Con questo post propongo un estratto di un articolo di Giorgio Manara pubblicato sulla Rivista di studi tradizionali nel 1962 (articolo completo disponibile al link:
Vivere il nostro tempo
) Che cosa significa vivere il nostro tempo? Intendendo questa espressione nel suo significato più letterale ed immediato, non vi è dubbio che ogni essere soggetto alla condizione temporale vive il proprio tempo…Quando però si parla di vivere il nostro tempo come di una norma a cui si può anche sfuggire, il significato è un altro. Si intende allora solitamente affermare che non bisogna lasciarsi fuorviare da residui non più validi del passato, per dedicarsi alla realtà del presente. … Ma scrollarsi di dosso quanto vi sia di non valido o di superstizioso in residui di epoche passate non basta; ed anzi, a dire il vero, questi residui sono assai meno pericolosi di quelle suggestioni che hanno il loro momento di maggior vigore nel presente o addirittura nel futuro, e comportano una prospettiva falsata della stessa realtà attuale, impedendo di trarre dal nostro tempo quei frutti che sarebbero altrimenti possibili.Vivere il nostro tempo, quando questa espressione assume il senso di una norma dell’azione. comporta dunque anche il discernimento delle correnti che agiscono attualmente sul proprio ambiente, e la lotta contro quanto vi è di ingannevole in esse, nella misura delle proprie capacità. Ed infatti, a ben guardare, non si vede davvero perché le suggestioni attuali e recenti sarebbero degne di essere seguite più di quelle del passato, ché anzi la loro maggior forza dovrebbe essere una ragione per guardarsene più attentamente, o per cercare di svincolare da esse la propria mentalità, e ciò vale in modo del tutto particolare in questa epoca di “persuasori occulti”.Un aspetto degli effetti di queste suggestioni facile da constatare è l’accrescersi spropositato dei “bisogni”, che porta i nostri contemporanei a sprecare la massima parte del loro tempo in un’attività sempre più febbrile e complicata di produzione e di consumo, lontanissima da ciò che sarebbe richiesto dalle esigenze naturali, in modo tale che diventa quasi impossibile mantenere la vita corporea – nella quale si polarizza tutta la coscienza – in armonia con le altre modalità dell’essere umano e con ciò che le trascende; e non si giunge certo per tale via ad eliminare l’insoddisfazione degli uomini, neppure se si accetti abusivamente di escludere dall’orizzonte le aspirazioni più profonde. … L’espressione stessa di “civiltà dei consumi” potrebbe essere riferita anche al “consumo” del nostro tempo. D’altra parte, questo consumo e questo spreco del tempo, se forse il più delle volte è ormai diventato una costrizione a cui è quasi impossibile sottrarsi, in molti casi è sostenuto anche da quella particolare suggestione che è insita nella “glorificazione del lavoro”, la quale offre una contropartita “morale” e serve a forgiare i più devoti apostoli del “progresso”. Questi ultimi formano poi i quadri dirigenti esteriori del mondo contemporaneo, e sono tra i suoi strumenti più efficaci e più docili, a cui gli altri dovranno obbedire.Ma forse il caso più penoso è quello dei molti in posizione subordinata, quasi irrimediabilmente chiusi dall’educazione ricevuta in modo tale che, fuori d’un miope egoismo, non hanno praticamente altra alternativa se non la trappola di un simile “dovere” che tende a farne altrettanti automi quasi perfetti. Quanti nomini, quante donne, quanti giovani affrontano sforzi continui che assorbono tutto il meglio delle loro energie e del loro tempo, senza più potersi rendere conto minimamente dell’inanità o magari della mostruosità degli scopi che perseguono o che si trovano impegnati ad assecondare, anche semplicemente per soddisfare le loro esigenze più elementari, perdendo così ogni occasione di realizzare le loro possibilità più profonde!La parentesi della loro vita trascorre allora come qualcosa di totalmente estraneo alla consapevolezza della loro natura più intima, che rimane come addormentata lungo tutto il ciclo della loro manifestazione temporale: a che sarà dunque servito a queste moltitudini l’aver ricevuto un bene così prezioso come la nascita umana? Con questo, sia ben chiaro, non intendiamo affatto indulgere a quell’attitudine negativa e di “rivolta” la quale anzi e anch’essa un’espressione delle correnti che, di disordine in disordine, portano avanti il processo di sviluppo del mondo contemporaneo; e del resto, ad esempio, il rifiuto delle modalità economiche e tecniche dell’ambiente che ci circonda può essere praticamente impossibile o decisamente dannoso, aggiungendo un ulteriore elemento fondamentalmente innaturale se concepito dall’esterno e basato su una semplice posizione mentale.… Il nostro tempo sarebbe … rigorosamente nullo e inesistente senza il legame con il Principio, mentre attraverso quel legame, e solo attraverso di esso, si può trovare la sua spiegazione e il suo significalo vero. E questa, beninteso, non è una semplice considerazione teorica, ché anzi si tratta anche dell’unica via per giungere a comprendere e a dominare pienamente tutte quelle superstizioni e suggestioni a cui accennavamo, talché il superamento di queste va di pari passo con la presa di coscienza di quel legame, che del resto può assumere forme e gradi estremamente diversi.… Se … l’adesione ad una norma tradizionale è efficace, è perché esiste una corrispondenza effettiva tra il suo campo d’applicazione relativo e la realtà principiale; è perché ogni modalità della azione ha una portata simbolica, alla quale si può risalire, che trascende, nella sua realtà profonda e nelle sue conseguenze, la sua manifestazione esteriore.Questa considerazione permette di chiarire meglio … quanto abbiamo già detto circa la possibilità della presa di coscienza del legame che ricollega il nostro tempo al Principio, e indica quanto stretta possa essere la connessione tra la determinazione delle nostre azioni nel tempo ed una “via di conoscenza”.Tale connessione si può vedere anche nel modo di assumere e “vivere” le norme tradizionali esteriori, che, se è in certi casi cieco e schematico, è o dovrebbe essere normalmente accompagnalo da una sensibilità e da un’attenzione che va al di là della semplice opacità dei fatti; non per indulgere a interpretazioni soggettive o a un vano sentimentalismo, ma per cogliere in qualche modo il linguaggio della realtà che si esprime attraverso le circostanze, le quali in fondo non sono mai semplicemente fortuite. Questo è senza dubbio possibile, sotto un certo aspetto, anche nell’ambito propriamente religioso, ma la vita religiosa è volta per sua natura alla salvezza individuale e, se essa si fonda su simboli reali della realtà più profonda, non conduce però effettivamente a conoscerla direttamente, neppure al livello di quei princìpi relativi a cui si riferiscono le scienze tradizionali.La possibilità di cogliere più direttamente il senso del proprio tempo, e quindi di viverlo nel modo più consapevole, è offerta dunque da altre modalità tradizionali, e precisamente da quelle modalità che, nella fase attuale del mondo umano, costituiscono le diverse forme di esoterismo, la cui essenza e il cui centro è del resto al di là delle forme ed unica.Appunto nel dominio dell’esoterismo si può considerare una gamma di possibilità e di gradi nel vivere consapevolmente il nostro tempo, in relazione ai diversi gradi di corrispondenza simbolica della manifestazione temporale: ci riferiamo qui in particolare alla possibilità di vivere la propria vita scorgendo e realizzando nei suoi elementi un’espressione determinata di un certo momento cosmico, facente parte di un ordine universale nel quale potrà così integrarsi coscientemente la propria esistenza, adempiendo alla funzione che corrisponde alla propria natura più profonda; ovvero, al di là delle limitazioni cosmologiche, alla partecipazione effettiva, attraverso la vita del proprio tempo, a quegli attributi e qualità principiali di cui essa non è che una manifestazione; o infine allo stato di chi coscientemente vive in modo immediato e in ogni attimo il legame che unisce la molteplicità indefinitamente multiforme dell’esistenza temporale con il Principio stesso. …
Ultima Modifica 1 Giorno 20 Ore fa da Anello Verde.
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1 Giorno 19 Ore fa #65003
da Mark28
"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
Risposta da Mark28 al topic Vivere il nostro tempo
Secondo me era meglio se lo mettevi assieme agli altri articoli sulla Tradizione in un unico thread
"L'inesperienza e la totale ignoranza degli ascoltatori costituiscono un'ampia risorsa per chi intenda parlare di quelle cose sulle quali chi ascolta si trova in siffatta condizione" ~Platone, Crizia 107b
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