Ultimamente ho notato un cambiamento di tono nei commenti agli articoli.
Intendiamoci, nessuno viola le regole di base, ed il livello delle discussioni rimane comunque alto.
Si sente però sempre più spesso serpeggiare una certa intolleranza verso le idee altrui, se non corrispondono alla proprie. E questo non è piacevole per chi ci legge (ricordiamo che abbiamo una media di 10-15k letture per articolo, con picchi di 30-40k).
L’idea di luogocomune è sempre stata quella di avere uno spazio sul quale offrire agli altri i propri punti di vista, senza per questo voler imporre a tutti i costi le proprie convinzioni.
Lo so, è una linea di demarcazione difficile da vedere, e quando ci si trova coinvolti nelle discussioni viene naturale cercare di avere ragione a tutti i costi. Specialmente in questo periodo, dove le tensioni sociali sono molto alte, è naturale che queste tensioni si riflettano in qualche modo anche nei nostri commenti. Parte una scintilla, l’altro risponde piccato, e di colpo il livello della discussione crolla verso il basso.
Ogni tanto io ricevo in privato richieste di intervento sul tale o sul tal’altro. A me però non piace intervenire sul singolo utente e riprenderlo personalmente. Primo, perchè “punto il faro” su di lui, e quindi lo metto in difficoltà pubblicamente, e secondo, perchè so benissimo che le dinamiche del litigio solitamente coinvolgono due persone, non è mai colpa di uno solo. Intervengo quindi solo in casi eccezionali, ma come regola preferisco che siate voi ad autoregolarvi, fermandovi al momento giusto: esprimete liberamente il vostro pensiero, e dibattete serenamente fra di voi per chiarire bene la vostra posizione. Ma fermatevi quando trovate una controparte che smette di ascoltare e insiste per imporvi a tutti i costi la sua visione delle cose.
Io ci metto del mio, cercando di pubblicare sempre articoli interessanti e di mantenere il sito pulito dalla pubblicità. Ma il resto dovete farlo voi.
Non esiste in rete – almeno in Italia – un altro sito come questo, dove i commenti degli utenti abbiamo la stessa importanza degli articoli stessi. Ogni volta che postate un commento ponetevi quindi la domanda: “Quello che sto per pubblicare serve a dimostrare agli altri che ho ragione, o serve semplicemente ad offrire il mio punto di vista a chi lo vuole condividere?”
Vedrete che la risposta su cosa fare la troverete da soli.
Grazie
Massimo Mazzucco





ti consiglio di usare il meme di Red Ronnie con Gesu' che requisisce il cell.
al 1:26:43
Venusia
State proprio facendo ciò che Massimo ha evidenziato nell'articolo.
Dai, non essere troppo bacchettone, mi sembra uno scambio di vedute corretto
Capita a tutti, me compreso.
Fintanto che si è persuasi che la propria idea sia giusta difficilmente si cambia idea e ovviamente chi afferma l'opposto è da contestare.
Si crea così una sorta di lotta intellettuale che può sfociare anche in un litigio.
Quello che bisognerebbe sempre fare è tenere la mente aperta a tutte le possibilità, comprese quelle più assurde e che non ci piacciono, e valutare le alternative senza pregiudizi.
Ci si può accorgere che ciò che siamo convinti che sia giusto a volte non lo è.
Esperienza personale.
"La paura è la piccola morte che uccide la mente" e anche persone razionali e ragionevoli, finiscono per diventare fanatiche di una posizione, perchè in essa vedono l'unica soluzione al loro malessere.
Se un tempo la religione era l'oppio dei popoli ora lo è internet e i social che permettono di sfogare in buona parte quella frustrazione scatenando piccole guerre tra poveri.
Quello che sostanzialmente mi premeva invece dire ieri, è che viviamo, detestandolo, in un sistema che sappiamo bene che non potremo mai battere né aggiustare in modalità diversa dall'attuale, se non renderlo meno sicuro di sé.
La nostra "scusante" è che siamo nati in Occidente, l'Oriente è altra roba, li sanno come orientarsi...
@@ Tianos
Perfettamente d'accordo
Zepelin
Aigor
Chiedo scusa. Non avevo ancora fatto colazione.
Il cervello era ancora spento.
premesso che apparentemente potrebbe sembrare:
- contenuto off topic,
- autore démodé (correttamente posizionati accenti),
volendo "fare il punto" (cit. iniziale Massimo)
sono imprescindibili i fondamentali:
nei '60/'70 del secolo scorso, forniti da genitori e insegnanti
(categorie che avevano compreso "essenza" e valore del ruolo),
risultavano almeno sufficienti:
- educazione in generale, ed educazione al rispetto dell' "altro"
(quale essere senziente: umano, animale, pianta),
- livello di istruzione di base.
Evitando qualsiasi confronto (dualistico), risulta evidente
il degrado progressivo dei fondamentali.
Non molto altro da aggiungere,
ieri in una conversazione domandavo motivazioni per cui,
in quasi il 95% dei video in rete si presentano e "pontificano"
"soggettoni" (ma a molti potrebbero piacere) che sembrerebbero
"facilitatori aventi cura del tuo progredire / crescita in ogni direzione",
quindi potenzialmente fornitori di contenuti
(in effetti quasi totale apparenza), che non riescono ad esimersi da:
- gesticolare all'impazzata (tanto da dover utilizzare simil - linguaggio dei segni ...)
come se quanti osservano / ascoltano fossero sordomuti;
- utilizzare esagerate, ridicole espressioni facciali ("fare facce"),
roteando in maniera quasi innaturale occhi, testa (i più scimmieschi
anche naso e orecchie ... e, se fosse consentito, ... anche i genitali !)
come disagiati mentali amici di T R...ex, all'ultimo stadio,
- allungareeeeeeeeee all'infinitoooooooo leeeee vocaliiiiii finaliiiii ...
scimmiottando una ormai paleolitica pratica introdotta dai lettori
di notizie dei telegiornali usa anni '80 e '90 (... bravi, anche aggiornati !)
- principalmente fornirti informazioni che ogni umano capace
di compiere commessioni neuronali riesce ad effettuare senza difficoltà,
dimostrando (i cosiddetti comunicatori) carenza di fondamentali,
con risultato di fornire sostanzialmente apparenza e poco altro.
Si cerca, non sempre facilmente di seguire e leggere tutti i post LC
(a volte con difficoltà, per errori ortografici da "asilo scientifico":
p.e. lettere "h" e "o" malamente assortite, e/o lunghezza sfiancante),
Per antichi "non maestri" (anche Osho) come amavano definirsi,
- la comunicazione, pena decadenza cognitiva, dovrebbe essere:
- chiara, diretta, immediata, efficace (e l'efficacia è la misura del vero)
- esente da dualità e relative "comparazioni dualistiche"
(imprescindibile elemento caratteristico dell' "esercizio del potere").
E già mi sembra troppo lunga ...
... un amico di antica data amava dire che: "... la polemica è il sale della vita"
ma se si continua ad usare solo polemica duale per, spesso, mascherare ciò che l'altro,
come uno specchio, riesce a mostrarci, e desidereremmo non vedere di noi stessi ...
grazie Max, per lo spazio che hai pazientemente costruito,
e di cui puoi andare fiero !
ci si rivolge ad una vasta platea e non solo al gruppetto che di solito scrive/dibatte; non è un club semi-privato. Non è un’osteria;
meglio scrive per dare un contributo positivo, offrire un punto di vista, aiutare, per generare bene;
poco utile voler demolire le idee degli altri, smontare, ridicolizzare: non fa cambiare idea all’altro, genera fastidio in chi legge;
meglio evitare sarcasmo, denigrare, frasi tipo “come si fa a…?”, “cosa non ti è chiaro…?”;
Viene spontaneo o ci scappa di reagire, utile respirare e lasciar passare del tempo: spesso è meglio tacere, anche se sembra di far brutta figura.
In genere a chi legge dà fastidio l’uso di “cazzo” o “cxxxo” (quest’ultimo peggio ancora, è vile, lo si evoca nella mente del lettore e si finge di non averlo scritto) o di parole simili.