Negli anni 80 feci un viaggio in Giappone, per girare un documentario per la RAI. Rimasi a Tokio 15 giorni. Dalla stanza del mio albergo vedevo un ponte, che attraversa uno dei fiumi della capitale. Nell’arco di 15 giorni ho visto smontare il ponte esistente, e ricostruirne uno completamente nuovo. Squadre di operai lavoravano notte e giorno, ininterrottamente. Quando calava il sole si accendevano le fotoelettriche, e il cantiere non si fermava mai. Lavoravano in modo ordinato, senza fare eccessivo rumore, con le squadre di operai che si alternavano ordinatamente ogni 8 ore. Noi della troupe eravamo esterrefatti da tanta efficienza: ogni sera rientravamo dal lavoro, e vedevamo con nostri occhi i progressi fatti nelle ultime 24 ore. Lo ripeto, quando siamo arrivati c’era il ponte vecchio, perfettamente funzionante. Quando siamo ripartiti c’era quello nuovo, già perfettamente funzionante.

Ad Amatrice nel 2016 c’è stato un terremoto. Dopo dieci anni, solo il 30% del paese è stato ricostruito. Le macerie sono ancora dappertutto, molte strade sono inagibili, i negozi sono scomparsi, intere zone del paesino sono ancora inaccessibili, e la gente che è rimasta vive in abitazioni di fortuna che sembrano la casetta della Barbie.

E, naturalmente, non è colpa di nessuno. La meraviglia dell’Italia è che le gestione della cosa pubblica fa schifo, ma non è mai colpa di nessuno.

Ieri ad Amatrice c’è andato Mattarella, e tutto quello che è riuscito a dire è “Si ricostruisca”. Ma nemmeno lui sa bene a chi rivolgersi. Da noi vige la forma impersonale dei verbi, che viene usata molto spesso proprio perchè non si riesce mai ad individuare un responsabile preciso per ciascuna delle magagne che affliggono la gestione del nostro paese.

“Si ricostruisca Amatrice”.”Bisogna accelerare le attese negli ospedali”. “E’ necessario affrontare il problema dei migranti”. “Va risolto il sovraffollamento delle carceri”.

“Bisogna”, “è necessario”, “va risolto”. Ma mettere un nome e cognome preciso ai responsabili di ciascuna queste “necessità” non viene mai in mente a nessuno. E così i nostri problemi si trascinano all’infinito, perdendosi in una ragnatela di pratiche inutili, complicazioni legali, errori procedurali, mancanza di centralità della gestione, leggi contraddittorie, ordinanze poco chiare, ecc.

Ma non illudiamoci che tutto questo si possa risolvere in fretta, con qualcuno che semplicemente “mette ordine” in questa melma burocratica. Perchè è proprio nel disordine che trionfa il malaffare: le pratiche inutili danno lavoro e tengono in piedi la pubblica amministrazione, le complicazioni legali danno lavoro agli avvocati, gli errori procedurali comportano nuovi ordini e nuove spese, la mancanza di centralità permette ai fornitori di rubare più facilmente i soldi pubblici, eccetera eccetera.

Il male dell’Italia non è che non sappiamo organizzarci. Volendo, anche noi sapremmo ricostruire un ponte in 15 giorni. Il problema è che nessuno vuole eliminare la nostra melma burocratica, perchè grazie a quella melma le singole entità possono  continuare a lucrare a dispetto e a danno del bene collettivo.

Massimo Mazzucco

Comments  
Voglio essere provocatorio: forse dovremmo dare la colpa a noi stessi. Quando c'è da rimboccarsi le maniche aspettiamo sempre che arrivi l'aiuto dall'alto. Forse è il caso che la smettiamo con questa mentalità ed iniziamo a darci da fare. Vogliamo ricostruire il paesino distrutto dal terremoto? Bene, prendiamo le attrezzatture e lo ricostruiamo noi. Poi quando arriva lo "Stato" a chiedere le tasse gli diciamo in coro "FANC*LO! Le tasse rimangono qui nel nostro paesino e gestiamo noi l'amministrazione". Cosa faranno? Manderanno l'esercito contro dei poveri disgraziati che si sono ricostruiti il paesino con le loro mani?!
#ismaele
no non così facile, prova ad esempio ad andare a ripulire il greto di un fiume, e annunci pure che lo farai di taca tua...te lo impediranno.
Prova a donare soldi direttamente ai terremotati di Modena, e verrai denunciato per corruzzione, se vuoi donare soldi lo dovrai fare tramite le banche che presteranno i soldi che tu hai donato ad interessi (seppur bassi).

In questo paese se ti rimbocchi le maniche sei un delinquente, se rubi soldi regalati per prestarli ad interesse sei un benefattore.
Io in Giappone di sono stato per 4 anni diversi, dal 2017 al 2024, visitandolo da nord alle isole del sud, e posso confermare cio che Massimo vide nel 1980. Anche li la burocrazia esiste ed esiste uno dei debiti piu alti al mondo, ma nonostante tutto la forma mentis è quelle del bene collettivo prima di quello individuale, che puo essere un arma a doppiotaglio (vedi covid e vaccini), però li l’onore e il rispetto sono la prima cosa e pensare che se crolla una strada o un ponte e qualcuno ci perde la faccia se non fa nulla so suicida, che sia un politico o l’ultimo dei cittadini. Parlo discretamente la loro lingua e ho parlato con persone di 90 anni che non volevano andare in pensione ed aiutavano come potevano, nelle stazioni ad esempio come aiuto ai turisti, perche se no si sentono inutili. Hanno anche i loto lati oscuri come per esempio la gestione di Fukushima o i turni di lavoro massacranti, ma tipeto ce come in ogni paese il bello e il peggio, e noi non abbiamo quella mentalità.
Non è certo un caso che non possiamo mettere il nome di chi ci governerà.
Anche in Cina anni fa ho visto lavorare giorno e notte a costruire grattacieli.
All'Aquila hanno affidato i lavori, poi ci sono stati i ricorsi, e, data la velocità della giustizia in Italia i lavori sono iniziati 10 anni dopo.
E L'Aquila è L'Aquila.
Sono stato ad Amatrice, ho pensato valesse la pena trasferire gli abitanti rimasti da un'altra parte, si sarebbe fatto prima.

Quote:

#1 Ismaele 25-08-2026 09:39
Voglio essere provocatorio: l

Uno sciopero fiscale sarebbe interessante, peccato che molte delle tasse sono gia tolte a monte, infatti come diceva Ghandi "Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo".

Qui Gracis legge provocatoriamente, una lettera di un cittadino italiano rivolta al governo.

Gli italiani sanno lavorare bene e con impegno, questo è ampiamente provato e facilmente verificabile.

Quando i lavori sono fermi è perché i politici e le autorità coinvolte non si mettono d'accordo sulla spartizione delle tangenti, o perché contano di trovare il modo, anche aggravando la situazione, di poter spendere di più per aumentare il malloppo.
Da ignorante in materia, direi di andare a chiedere alle popolazioni friulane come siano riuscite a ricostruire nel giro di pochi anni i loro paesi, dopo il devastante terremoto del 1976, e rifare in tutto e per tutto quanto loro hanno messo a punto.

Diversamente, studiare cosa è stato fatto in Irpinia dopo il 1980 e fare l’esatto contrario.

Dante Bertello.
#7 dantebert

In Friuli fu tempestivamente nominato un commissario con le idee chiare da subito, tale Zamberletti, che seppe imporre agli interessati di accordarsi rapidamente (vedi il commento 6).
#8 Primadellesabbie

Quote:

In Friuli fu tempestivamente nominato un commissario con le idee chiare da subito, tale Zamberletti, che seppe imporre agli interessati di accordarsi rapidamente (vedi il commento 6).

E lui chiese alla popolazione se volevano che i soldi venissero usati prima per ricostruire le case o le aziende, e loro scelsero per le aziende, perché così potevano ricominciare a lavorare e a guadagnare.

In Irpinia, chi aveva un magazzino per gli attrezzi in campagna, si è fatto ricostruire una casa, a spese dello Stato.

Come ha scritto

Quote:

#3 slashrs …noi non abbiamo quella mentalità.

E’ che quella mentalità non è presente in tutta la popolazione italiana, mentre il giapponese, dal Nord al Sud, proviene dallo stesso tipo di cultura, qui da noi è differente.

Alcuni, quello che scrivo, lo chiamano razzismo, ma è semplicemente la verità.

E fintanto che non lo si potrà dire apertamente, e non lo si capirà, rimarremo in questo limbo.

Dante Bertello.
le stragi, i disastri ed i tempi lunghissimi di ricostruzione fanno comodo ai soliti noti per andare in deroga alle regole in nome della velocità e della eccezionalità dell'evento che ha interrotto lo status quo....esattamente come successo durante la pandemenza.
L'articolo è in parte corretto ma omette troppe variabili per me .
Un primis un ponte non è un paese , in secondo gli italiani non sono i giapponesi e molto altro .
Amatrice era uno splendido borgo medievale, che di fatto non c'è più.
Voler ricostruire un borgo del genere a 1000 metri di altezza e sicuramente un obbligo morale per chi ci viveva , ma di fatto uno spreco di risorse che comunque non porterà mai più al borgo che era .
Aveva un impianto urbanistico tipico del trecento, strade parallele tipiche del medioevo, mura fortificate , chiese gotiche che il terremoto ha ridotto a tabula rasa .
Non si parla di un quartiere cittadino privo di ogni valore storico o quasi la cui ricostruzione è solo un fattore di tempo
A L'Aquila il 96 per cento delle abitazioni e stato ricostruito, ciononostante molte abitazioni rimangono vuote .
Non è facile ricostruire un tessuto sociale dopo che molti hanno abbandonato per troppo tempo quei luoghi , anche se amati.
Attualmente leggo che ad Amatrice ci sono 247 case agibili su una richiesta di 1500 e piu di 2000 famiglie vivono nellr SAE .
Credo che alla fine la burocrazia stia cercando proprio questo.
Non la ricostruzione, ma lo sfinimento e un rallentamento progressivo che porti ad uno spopolamento definitivo.
Investire nella ricostruzione di Amatrice e comunque una perdita in partenza che non porterebbe vantaggi per chi deve investire nella ricostruzione.
Era un paesino medievale fatto di pietre secolari, stratificazioni storiche e architettura spontanea che non esisterà più da ogni cosa si faccia.
La ricostruzione sarà solo forse un facsimile o una copia moderna di ciò che era
Il turismo o le visite erano legate al fascino storico ad una identica precisa nel tempo, non ad un finto antico o borgo cartolina ricreato negli anni 2000.
I vicoli erano frutto di modifiche e imperfezioni fatte nei secoli fa artigiani, non cemento armato e gru moderne totalmente contemporanee.
Inoltre a 10 anni dal terremoto molti residenti si sono fatti una vita altrove e il timore di ricostruire ( spendendo miliardi)un paese fantasma o museo a cielo aperto che non ha più nulla del suo predecessore è altamente probabile.
La sfida non è tanto copiare i vecchi edifici ( impossibile) ma ricreare una comunità in un paese completamente diverso che accetti le condizioni economiche e sociali per andare avanti.
Chiaramente per noi che scriviamo e per molti sopravvissuti, abbandonare le macerie avrebbe significato cancellare la storia delle loro famiglie e darla vintaal terremoto.
Ma per le istituzioni lo spopolamento e la consapevolezza che il paese cambierà per sempre spingono molti a chiedersi se valga davvero la pena spendere miliardi per ricostruire. Tuttavia bisogna anche riconoscere che abbandonare del tutto paesi come questi sancirebber la morte di una buona parte della cultura e tradizione italiana .
Chiaramente poi ognuno la pensi come meglio crede , ma per chi volesse usare la discussione per attaccare il governo di turno o altro faccio presente che in Irpinia molti vivono ancora in strutture di emergenza diventate normalità.
Da allora ci sono state numerose emergenze e catastrofi con al comando governi di ogni schieramento che in molte circostanze si sono comportati tutti nello stesso identico modo
Giusto per ricordarlo e avere comunque l'onestà intellettuale di ammetterlo .
#9 dantebert

Sì, la ricostruzione delle fabbriche ebbe la precedenza, ci fu anche molta solidarietà da parte delle zone ricche del Paese (ricordo un villaggio isolato interamente ricostruito e ammobiliato con il contributo, anche attivo, di un comune brianzolo).

11 Venusia

"...Credo che alla fine la burocrazia stia cercando proprio questo. ..."

Voler incardinare un ragionamento su questo 'sottile' passaggio dà da pensare.
Pochi giorni fa una signora di un ristorante ha messo delle trote nel suo laghetto, tanto per avere le trote ma non per mangiarle, solo per ornamento.
Bene 2 giorni dopo ha scoperto che non può farlo, deve imbarcarsi in un iter burocratico infinito, ora sta regalando le trote con la speranza che non arrivi un controllo e prenda una multa.
Ma in do azzz! siamo?
Siccome ha un sacco di spazio esterno, sono anni che rende disponibile il posto come area camper A GRATIS CON BAGNI E DOCCE!
Ora ha dovuto mettere un cartello (costato 100€) per dire che non si può stendere i vestiti e altre pugnette del genere, perché altrimenti prende una multa.
Ma in do azzz! siamo?
Abbiamo a disposizione siti come questo, ma scriviamo e basta.
Saremmo una potenza se tutti si metterebbero in accordo per non fare più una cosa o l'altra, ma ci sarà sempre il pirla che ad un certo punto rinuncerà, di conseguenza gli altri lo prenderebbero nel ...............!
Dove abito è zona ZPS praticamente se mi scappa la pipì devo chiedere il permesso per farla nel mio bosco.
Per tagliare le mie piante, siccome mi scaldo a legna, devo chiedere il permesso, l'orto è abusivo e spero sempre che non venga un controllo, perché ho già avuto i carabinieri che mi hanno fatto storie, ma sembra che hanno chiuso un occhio, non tutti e due.
La legnaia è dentro le misure standard e anche il ricovero per gli atrezzi, ma anche li essendo ZPS non posso e vivo con il pensiero di un controllo.
Azzz. Ma è tutta mia proprietà!
Quindi?
Azzz. nostri, non c'è soluzione, ma se per caso arrivano a farmi storie ed io abito a 1100 metri di altitudine vado giù e mi incateno davanti al comune e tiro un casino che mezzo basta!
Perché è ora di finirla!!!!
Un caro saluto da Olindo che è dovuto venire a vivere in questo posto per causa di forza maggiore (Elettrosmog).
Può sembrare che tutto quello che ho scritto qui sopra sia fuori tema, ma purtroppo tutto questo è solo un sistema per tenerti sotto controllo e così ci stà anche il fatto che i lavori non proseguono ad Amatrice, ed è solo perché non vogliono, sempre legato ad interessi vari :hammer:
#14 Olindo

La dittatura aveva inventato il "capostrada", il "capocasa", regolarmente degli esaltati che imponevano la propria miseria intellettuale e regolavano i propri conti personali, e l'attuale burocrazia è la continuazione di quell'andazzo.

E c'è chi trova naturale queste mostruosità, ergendola a soggetto legittimo...:

"...Credo che alla fine la burocrazia stia cercando proprio questo. ..."
Il cancro burocratico nasce proprio con la repubblica italiana.
E come diceva il buon Einaudi: "le regioni non sarebbero mai dovute nascere.
Durante l'emergenza ho prestato servizio come tecnico volontario in quelle zone, precisamente nel comune di Accumuli e relative frazioni, e quoto quanto scritto da Venusia nel suo #11 e aggiungo che la maggior parte sono - erano seconde case, molte delle quali chiuse per la maggior parte dell'anno e la sfortuna in quella situazione risiedeva soprattutto nel fatto che il paese era popolato da molti turisti pertanto, in questo caso specifico, la ricostruzione dov'era e com'era, secondo me, non ha molto senso.
Ricordo anche che, dopo un primo ricovero nelle tende, trattandosi di poche persone, gli abitanti sono stati trasferiti ad Ascoli e posso immaginare che, a distanza di 10 anni si siano rifatti una vita li o altrove.

Vorrei invece fare un piccolo appunto ...
Mi raccontavano che dopo il sisma di Assisi è stato introdotto l'obbligo, in fase di ristrutturazione, delle coperture in cemento armato, anche se le case in pietra, in origine, avevano tetti in legno.
Già dopo il sisma de L'Aquila, si è constatato quanto questa norma fosse dannosa in quanto fra la pietra e il cemento si creavano momenti oscillatori diversi causando fenomeni di slittamento e martellamento.
E molte delle case distrutte dal sisma ad Accumuli presentavano problemi di martellamento delle coperture sulle facciate degli edifici adiacenti, oppure case completamente schiacciate ma con tetti sani.
Certo è che le abitazioni che hanno subito i danni minimi erano quelle più "integre", dal punto di vista delle soluzioni scelte nelle loro ristrutturazioni.
C'è una soluzione per Amatrice.
Basta dichiarare che Amatrice è suolo ucraino (forse basta un gemellaggio) e i soldi arriveranno a pioggia, impacchettati e infiocchettati personalmente da frau Blucher e portati a mano dalla caraKallas.

(SARCASMO)
Popolo fallito. Classe dirigente fallita. Nazione fallita.

Amatrice - 2016
Edifici distrutti: 3.100
Risorse stanziate per la ricostruzione: 1,3 miliardi di euro
Edifici ricostruiti in 10 anni: 247

Sichuan (Cina) - 2008
Edifici distrutti: 4.500.000
Risorse stanziate per la ricostruzione: 127 miliardi di euro
Edifici ricostruiti in 3 anni: 4.275.000 (95%)

Quote:

VENUSIA: Credo che alla fine la burocrazia stia cercando proprio questo. Non la ricostruzione, ma lo sfinimento e un rallentamento progressivo che porti ad uno spopolamento definitivo.

Va bene, mettiamo che le cose stiano come dici tu. Ma a quel punto prendi gli abitanti sopravvissuti, gli spieghi che non vale la pena di ricostruire il borgo, e gli dai una casa altrove. Non li tieni lì per dieci anni illudendoli e facendogli sgocciolare la ricostruzione un mattone alla volta.

Se i soldi per ricostruire ci sono, ricostruite e basta. Se non ci sono, glielo dite e li spostate altrove. A cosa serve tenerli lì nel limbo?
#20 redazione 25-08-2026 15:09

Quote:

Se i soldi per ricostruire ci sono, ricostruite e basta. Se non ci sono, glielo dite e li spostate altrove. A cosa serve tenerli lì nel limbo?

Il punto è che se i soldi per ricostruire non ci sono, non ci sono.
Ma se i soldi ci sono "stranamente" si perdono per strada in un labirinto di burocrazia (inutile).

Bisogna tenere presente che disastri di questo genere sono una manna dal cielo per i costruttori edili che si vedono arrivare finanziamenti statali a pioggia che poi si spartiscono fra burocrati statali e costruttori.
Più il tempo di ricostruzione si allunga e più il rubinetto dei finanziamenti rimane aperto.

Una costruzione come il ponte giapponese in italia non fa guadagnare nessuno mentre lavori "eterni" sono un costante afflusso di denaro (pubblico).

Ovviamente bisogna raccontare agli abitanti sfollati centinaia di frottole per giustificare i ritardi e tenerli sulla corda ma in questo i nostri politici non hanno rivali anche perchè, come il Mottarello a pile, dicono qualche frase vuota di circostanza senza mai dare nessuna risposta a domande dirette e poi se ne vanno.

Non ricordo più dove l'ho sentita ma tanti anni fa, a seguito di un terremoto, è finita pubblica una intercettazione telefonica dove un costruttore edile rideva per il fatto che che avrebbe guadagnato migliaia di euro (o lire, non ricordo) grazie alla catastrofe.
Non vorrei sembrare disfattista, ma l’Italia è il Paese degli statuti speciali e delle disparità difficili da spiegare: dove ristrutturare un impianto di risalita può costare al gestore di Folgaria 1/3 che a quello di Asiago; dove tra indennità e rimborsi un deputato regionale siciliano può arrivare a percepire un importo 1,3 volte quello già lauto di un consigliere piemontese; dove il numero dei forestali siciliani è paragonabile a quello del Canada; dove le Province dovevano essere abolite non si sa più da quanti governi; e dove il rapporto tra stipendio dei parlamentari e salario medio dei cittadini è il più elevato dei Paesi occidentali (3,4 volte).

Tutto questo per dire che questo Paese non si regge grazie alle istituzioni ma al volontariato, all’associazionismo e alla disponibilità quotidiana di migliaia di persone a rimboccarsi le maniche. È la forza delle persone, molto più dei proclami, a tenere insieme tante comunità e iniziative.

Le istituzioni parlano, commemorano, promettono. Mattarella va ad Amatrice (e fa spendere qualche decina di migliaia di euro per il solo viaggio, il costo magari per ristrutturare una casa), dice che "si ricostruisca" e poi torna al Quirinale, un palazzo di circa 1.200 stanze e oltre 100.000 metri quadrati tra uffici, sale di rappresentanza, spazi istituzionali e residenziali. E' l’immagine plastica e vergognosa della distanza che può esistere tra la solennità delle istituzioni e la vita concreta di chi aspetta per anni.

Non auguro certo a questo Paese una deriva autocratica: ne ha già conosciuto il significato e il prezzo. Ma è difficile non pensare che servirebbe uno scossone profondo, democratico e radicale, capace di mettere mano a sprechi, privilegi, rendite di posizione, favoritismi e a una burocrazia che troppo spesso sembra invalicabile per il cittadino comune e sorprendentemente elastica quando entra in gioco l'interesse personale di chi ha le conoscenze giuste.
#21

A Roma ci hanno campato generazioni con gli appalti , dei sub appalti e dell' animaccia loro.

(Realismo)
#22 NickName
Il problema, che affligge il 90% di tutti gli stati del globo (il 10% sono esquimesi, qualche tribù autoctona di indiani d'America e qualche villaggio africano), chi più, chi meno, è il fatto che i politici sono come dei bambini indisturbati in una pasticceria.
Hanno mano libera nell'organizzare finanziamenti, scrivere leggi, rubare e rimanere impuntiti.

Gli stipendi? Li decidono loro stessi.
Assunzioni in posti comodi? Le agevolano per amici e parenti.
Gli appalti? vengono assegnati alle ditte che si dimostrano più "compiacenti".

C'è qualcuno che controlla tutto questo? Si, certo: Loro stessi e fintanto che non si pestano i piedi l'un l'altro tutto filerà liscio come l'olio.
#22

È il paese delle regioni
Ripetiamo in coro tutt’insieme per l’ennesima volta: l’Italia è governata dai kapò massomafiosi di Washington e Londra. Ovvero da Quisling al servizio del grande Capitale, noto anche come classe oligarchica anglopirata depravata e pedosatanista, nota anche come classe Epstein.

Da questa situazione apicale di partenza, tutto il resto, a cascata, viene trasformato in una pila di merda fumante, corrotta, degradata, marcia.

Questi non sono melmosi intoppi burocratici del sistema. Il sistema è progettato per funzionare esattamente così. Le sue priorità sono altre.

Paesi italiani distrutti da terremoti o alluvioni restano distrutti a distanza di decenni? I terremotati o alluvionati sono costretti a emigrare o a bivaccare per decenni in catapecchie?
Va bene così, perché la priorità è dare soldi e armi ai mercenari degli oligarchi anglopirati – ad es. sionisti genocidi e ucraini banderisti – in modo che possano continuare la guerra contro tutti quei popoli che non vogliono sottomettersi ai suddetti oligarchi anglopirati.
Va bene così, perché la priorità è essere mercenari degli oligarchi anglopirati, vedi nostra partecipazione a guerre contro Jugoslavia, Iraq, Afganistan, Libia, Iran, eccetera.

In Italia i salari crollano da decenni? C’è la pressione fiscale più alta del mondo (oltre il 50%)? Ci sono milioni di italiani sotto-occupati, disoccupati, senzatetto, affamati?
Va bene così, perché la priorità è continuare le “liberalizzazioni” avviate negli anni ’90, ovvero la privatizzazione e il saccheggio di ogni patrimonio pubblico e asset statale strategico, da svendere ai fondi speculativi degli oligarchi anglopirati.

In Italia benzina e gasolio vanno a 3€ al litro? Il prezzo del gas va alle stelle? Migliaia di piccole e medie imprese italiane chiudono?
Va bene così, perché la priorità è continuare a boicottare le fonti energetiche russe abbondanti di ottima qualità e a prezzo convenientissimo, in modo da comprare quelle americane al quadruplo del prezzo, facendo altresì pressioni sulle entrate petrolifere russe, in modo da destabilizzare quel paese, piazzare un governo fantoccio a Mosca uguale a quello presente a Roma, per poi privatizzare e saccheggiare le sue enormi risorse, in modo che non servano più al benessere del popolo russo ma all’ulteriore arricchimento degli oligarchi anglopirati.

I giovani italiani scappano, e quelli che restano si fanno le pere o si suicidano, sotto pressione economica e attanagliati da una pseudocultura nichilista indotta? La gente viene avvelenata da sieri letali spacciati per ambrosia, assassinata dalle sperimentazioni mengeliane di Big Pharma? I casi di autismo crescono sempre più? La natalità crolla? A coloro che tentano di isolarsi da tutto questo male, ritirandosi in campagna o nei boschi, vengono strappati i figli affinché siano “normalizzati”?
Va bene così, perché la priorità è trasformare l’Italia in un villaggio vacanze per gli oligarchi anglopirati, accompagnando lentamente, dolcemente, garbatamente, graziosamente il popolo italiano verso il genocidio. In un villaggio vacanze non serve industria, non servono statisti, ingegneri, dottori, architetti, eccetera, servono solo camerieri, facchini, cuochi, pizzaioli, gelatai e pagliacci, che servano e intrattengano – meglio se algoritmici, elettronici, robottini, AI, che non devono essere pagati, non scioperano, non chiedono la pensione, o al massimo qualche Abdullah analfabeta sbarcato ieri dal gommone (la presenza di qualche tecnico per manutentare i robottini e per prendere a calci in culo gli Abdullah riottosi verrà tollerata). Quindi spazzare via la plebaglia italiana in accesso, alé! Serve spazio per altri campi da golf!

Domani il collasso economico e demografico si farà ancora più pesante, l’Italia rischierà di scomparire come popolo e come cultura autonoma, per lenta consunzione o per partecipazione a un’altra guerra mondiale suicida contro la Russia e i suoi alleati?
Andrà bene così, perché la priorità sarà accalappiare italiani per le strade ("busificarli” in stile ukrobanderista) onde spedirli al macello sul fronte orientale, oltre che continuare ad attuare tutto quanto già descritto sopra.

In cambio dei loro servigi, ai Quisling nostrani viene concesso di spassarsela, sniffare e ingozzarsi alla buvette di Montecitorio, di mettersi in tasca una quota parte delle ricchezze privatizzate e saccheggiate al loro stesso popolo, e la totale impunità per vari delitti efferati commessi durante le loro festicciole, orgette e cerimonie nere (che tanto qualche Pacciani o Bossetti da incastrare si trova sempre).

Ripeto: nessun melmoso intoppo burocratico del sistema.
Il sistema è progettato per funzionare esattamente così.

Quindi, come finirà il film “Italia”?
www.youtube.com/watch?v=YeR7whMvREI
(dal min. 8:44 al min. 11:15)

Quote:

20 redazione 25-08-2026 15:09

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VENUSIA: Credo che alla fine la burocrazia stia cercando proprio questo. Non la ricostruzione, ma lo sfinimento e un rallentamento progressivo che porti ad uno spopolamento definitivo.

Va bene, mettiamo che le cose stiano come dici tu. Ma a quel punto prendi gli abitanti sopravvissuti, gli spieghi che non vale la pena di ricostruire il borgo, e gli dai una casa altrove. Non li tieni lì per dieci anni illudendoli e facendogli sgocciolare la ricostruzione un mattone alla volta.

Se i soldi per ricostruire ci sono, ricostruite e basta. Se non ci sono, glielo dite e li spostate altrove. A cosa serve tenerli lì nel limbo?

Allora non è un tema semplice.
Se domani Torino venisse cancellata da un terremoto io di sicuro andrei altrove, non sopporterei di vivere in una citta nuova che non è più mia.
Ma non tutti sono come me.
Il ritratto di Raffaello "giovane uomo" fu bruciato dai nazisti e perso per sempre, ridipingerlo non significa nulla, a volte bisogna accettare l'inevitabile.
Per molti però anche un Amatrice nuova in versiione moderna potrebbe bastare , anche solo respirare l'aria che hanno respirato gli antenati di quella terra.
Va bene non sta a me giudicare
Ma un conto sono i sentimenti di appartenenza per un paesino di montagna e una altro sono i miliardi per la sua ristrutturazione.
Hai ragione che sarebbe più onesto dirlo apertamente, ma è proprio questo il punto,,il limbo non è un errore rispetto all'obiettivo, è lo strumento che lo rende possibile senza doverne rispondere poi dopo
Se qualcuno dicesse chiaramente ,non ricostruiamo e vi spostiamo altrove, si assumerebbe una responsabilità politica enorme , sarebbe uno scandalo nazionale, l'abbandono dichiarato di un borgo storico, qualcuno dovrebbe metterci la faccia e il nome, esattamente quello che tu stesso scrivi nell'articolo non succede mai da noi .
Il rallentamento infinito, invece, produce lo stesso risultato ,lo spopolamento , ma senza che nessuno debba mai dire un no esplicito. Nessuno chiude il paese, nessuno prende la decisione, semplicemente ogni anno restano un po' meno persone disposte ad aspettare o vengono a mancare per vecchiaia, finché il problema si risolve da solo , senza che si possa mai puntare il dito su chi ha deciso cosa.
Non è un'illusione tenuta in piedi per errore. È probabilmente proprio l'assenza di una decisione esplicita a essere la decisione più conveniente per chi dovrebbe prenderla.
Alla fine è tutto un interesse.
Porteranno via le macerie, chi vorrà ricostruire lo farà privatamente, lasceranno il campanile e qualcosaltro in piedi come simbolo .
Ma di fatto le persone che oggi aspettano una ricostruzione definitiva credo rimarranno deluse e faranno prima a rifarsi una vita altrove.

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#27 Venusia
Il ritratto di Raffaello "giovane uomo" fu bruciato dai nazisti e perso per sempre, ridipingerlo non significa nulla, a volte bisogna accettare l'inevitabile.

Il dipinto venne requisito dai nazisti, ma non risulta che venne bruciato.
E’ più probabile che sia a casa di qualche miliardario.

Dove hai letto la notizia che sia stato bruciato?

A Bussana, sopra Sanremo e Arma di Taggia (IM), c’è un villaggio che venne abbandonato dopo il terremoto del 1887.
Sul finire degli anni ‘50 alcuni artisti andarono a viverci e adesso è un paese pieno di botteghe di pittori ed artisti (per la cronaca).

Dante Bertello.
#27 Venusia

Quote:

Se domani Torino venisse cancellata da un terremoto io di sicuro andrei altrove, non sopporterei di vivere in una citta nuova che non è più mia.
Ma non tutti sono come me.

Appunto.


Quote:

Per molti però anche un Amatrice nuova in versiione moderna potrebbe bastare , anche solo respirare l'aria che hanno respirato gli antenati di quella terra.

Chissenefrega di quattro sassi vecchi.
Stiamo parlando di persone che non hanno più un tetto sopra la testa che hanno perso tutto.


Quote:

Il rallentamento infinito, invece, produce lo stesso risultato ,lo spopolamento , ma senza che nessuno debba mai dire un no esplicito.

Questo è un altro effetto collaterale. Se la gente, presa per stanchezza, se ne va come risultato abbiamo tanto terreno edificabile libero AGGRATIS.


Quote:

Ma di fatto le persone che oggi aspettano una ricostruzione definitiva credo rimarranno deluse e faranno prima a rifarsi una vita altrove.

Buona parte sono persone che non se lo possono permettere un appartamento altrove e devono rimanere tra le macerie obtorto collo.

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#28 dantebert 25-08-2026 16:54


Quote:

Il dipinto venne requisito dai nazisti, ma non risulta che venne bruciato.
E’ più probabile che sia a casa di qualche miliardario.

Dove hai letto la notizia che sia stato bruciato?

Hai ragione, mi correggo, non risulta bruciato per certo, è più corretto dire sparito. I nazisti lo presero insieme ad altri quadri della stessa collezione, e da allora nessuno sa che fine abbia fatto. Magari è davvero da qualche miliardario come dici tu, o magari è andato distrutto nella confusione della fine della guerra.
Ma per me il punto resta lo stesso, che sia bruciato o solo nascosto per sempre, per noi è comunque attualmente perso. Non lo vedremo mai più, e questo basta a far capire cosa intendevo.
Bussana vecchia però è un esempio perfetto, grazie per averlo ricordato. Dimostra che un paese distrutto può rinascere in un modo completamente diverso da com'era prima.
Forse è proprio quello che succederà anche ad Amatrice.
Non tornerà quella di prima, ma potrebbe diventare qualcos'altro.
I soldi per ricostruire ci sarebbero...


youtu.be/p1BoAfrU6tY?is=9lYvUH3FoXKCAdSa
La mia azienda lavora molto con i paesi orientali e so che la differenza fondamentale tra italia e giappone nella gestione delle opere pubbliche risiede in fattori culturali, giuridici e strutturali. In Italia la realizzazione delle infrastrutture è complessa a causa di una burocrazia farraginosa (e vabbè tanto sono solo decennni che lo diciamo..) , di continui ricorsi legali e di un sistema di appalti che per molti anni ha privilegiato il criterio del massimo ribasso . Questo meccanismo spinge molte aziende a presentare offerte economiche irrealisticamente basse per aggiudicarsi la gara, per poi recuperare i margini di guadagno richiedendo continue varianti in corso d' opera che fanno salire i costi e allungano i tempi di consegna NONOSTANTE che la legge vieti di aumentare oltre il 10% a meno che non vi sia una emergenza o ci sia una variazione non prevista in fase di progetto). Durante questo percorso, parte dei fondi pubblici viene sottratta attraverso tangenti, subappalti opachi, fatturazioni gonfiate e la partecipazione di cartelli d impresa o criminalità organizzata. (e poi vogliamo costruire le centrali nucleari.. sicurissime, tipo l'ospedale de L'Aquila!!). Il bene pubblico viene spesso percepito come qualcosa che non appartiene a nessuno, riducendo la riprovazione sociale verso la speculazione e la corruzione (del resto chi non paga le tasse è visto come furbo mica come delinquente) Al contrario, in Giappone il tasso di corruzione negli appalti è estremamente basso e le opere vengono completate con estrema tempestività. Questo avviene innanzitutto per via di sanzioni aziendali devastanti.. come il blocco totale dall accesso a qualsiasi appalto pubblico per le imprese coinvolte in irregolarità, misura che equivale quasi sempre al fallimento dell azienda.

Inoltre, la cultura giapponese attribuisce un valore immenso al senso del dovere, alla reputazione e all onore collettivo, dove la vergogna sociale per un atto corruttivo travolge non solo il singolo ma l intera organizzazione e la famiglia. Infine, il Giappone applica una pianificazione a lungo termine con regole chiare, controlli rigorosi sulla qualità dei materiali e processi giudiziari rapidi con una certezza della pena che rende il rischio di corrompere nettamente superiore a qualsiasi potenziale guadagno.

P.S: Aumentare le spese oltre il 16.6% è molto diffuso tra gli amministratori di condominio che fanno comunella con gli ingegneri. Se vi dovesse capitare pretendere il rispetto dell' articolo 1660 del codice civile!

Articolo 1660 del Codice Civile (Variazioni necessarie al progetto)

Se durante i lavori si rende necessario apportare variazioni al progetto originale per eseguire l'opera a regola d'arte, e le parti (condominio ed impresa) non trovano un accordo, spetta al giudice determinare le variazioni e le relative modifiche di prezzo.
L'articolo stabilisce espressamente che se l'importo delle variazioni necessarie supera la sesta parte del prezzo complessivo convenuto (pari a circa il 16,6%) o se si tratta di variazioni di notevole entità, il committente (il condominio) ha il diritto di recedere dal contratto. (e, ovviamente, è obbligato corrispondere all'appaltatore un indennizzo per le opere già eseguite e per le spese sostenute).
# 13 OLINDO


Quote:

Abbiamo a disposizione siti come questo, ma scriviamo e basta.

In realtà neppure quello perché quelle rare volte che ci si permette di mettere qui l'invito a mandarci un pensiero che poi gireremo per lettera a un tedesco in galera per essersi opposto alla dottrina del COVID non riceviamo mai nulla se non da Peonia (che sarà pure stramba ma ad 80 anni ci mette la faccia) e Archiproblem.
POTREBBE ESSERE OT MA NON TANTO!
Vogliamo ricordare che dal 7 luglio 2023 si sono inventati un'estrazione aggiuntiva al superenalotto, ogni venerdì? (Prima impossibile perchè giornata dedicata all'Eurojackpot!) ...
per finanziare con il montepremi raccolto, interamente in quella sola estrazione, l'alluvione in Emilia Magna Magna!?!?
Avete mai sentito in questi 3 anni quanto è stato raccolto e quanto destinato a chi ne aveva necessità?
Probabilmente tutto nel calderone dei denari inviati a fondo perduto all'U-cranio!
Racconto pure io un aneddoto grazioso se non fosse penoso.

Al paese dal quale provengo, paesino di meno di 3000 anime del sud Sardegna, da tanti anni serviva una bella asfaltata della strada principale. Io ricordo di aver visto le macchine asfaltatrici che ancora ero un ragazzino che girava in bici. Ricordo i granelli di asfalto sparati dalle ruote della mia prima mountain bike, felicissimo. Quindi 35 anni fa all'incirca.
Dopo tutti questi anni, i miei vecchi l'anno passato mi dissero, quasi celebrandolo con un bicchiere di spumante, che stavano rifacendo l'asfalto della strada principale.
Ebbene, neanche un anno e hanno sfondato quell'asfalto nuovo per passare la fibra ottica. Rappezzando alla italiana il fosso per il passaggio per i tubi su tutta la strada . Ci rivediamo tra altri 30 anni.

Il ponte fatto in 15 giorni? :perculante:
I soldi ci sarebbero eccome è sempre una decisione politica. Infatti come spiega Conditi nelle sue conferenze facendo esempi proprio come queste catastrofi tipo Amatrice. lo Stato potrebbe utilizzare la propria capacità di creare valore convenzionale per mobilitare i tecnici, i materiali e le attrezzature già disponibili in abbondanza in Italia, completando la ricostruzione e mettendo in sicurezza il territorio a costo zero per la collettività. Oggi come oggi lo Stato interviene in ritardo perché aspetta di trovare coperture finanziarie tradizionali, questo ritardo tuttavia, costituisce un danno economico per lo Stato stesso, dato che un territorio non ricostruito smette di produrre PIL e gettito fiscale. Conditi individua da tempo 3 modi di intervento tempestivo ed efficace, che non gravano sul debito pubblico.

1) Lo Stato ha la potestà esclusiva di coniare monete metalliche, anche per valori superiori ai 2 euro (come monete da collezione da 5, 10 o 500 euro). Conditi propose in passato di emettere monete da collezione dedicate alla ricostruzione dei simboli colpiti, come la cattedrale di Amatrice. Lo Stato ha effettivamente coniato una moneta da 5 euro per Amatrice, ma ne ha prodotti solo 20.000 pezzi, ricavandone appena 100.000 euro di signoraggio. Se lo Stato seguisse l'esempio della Germania (che per queste monete stampa 3-4 milioni di pezzi), potrebbe generare direttamente decine di milioni di euro di signoraggio da spendere immediatamente sul territorio.

2) Lo Stato potrebbe emettere immediatamente crediti d'imposta cedibili da destinare ai risarcimenti degli sfollati Queste risorse verrebbero caricate su una "tasca fiscale" digitale collegata alla tessera sanitaria dei cittadini, così tramite questa circolazione di crediti i terremotati potrebbero usare questi crediti per pagare direttamente le imprese di ricostruzione. Le imprese, a loro volta, userebbero i crediti per pagare fornitori e dipendenti o per compensare le proprie tasse future. Come ricorda sempre Conditi (ma è facile dimenticare per convenienza, per portare avanti la narrazione a favore della finanza e del debito), le norme europee stabiliscono che il credito d'imposta cedibile non costituisce debito pubblico Di conseguenza, lo Stato potrebbe finanziare i risarcimenti e i lavori senza dipendere dai mercati finanziari o dalle approvazioni europee. Il settore dell'edilizia ha un moltiplicatore economico superiore a 3 La spesa di ricostruzione genera immediatamente fatture, IVA, tasse e contributi previdenziali (grazie all'attivazione delle imprese e dei lavoratori) In questo modo, lo Stato incassa subito circa il 30-40% del valore emesso, compensando ampiamente il futuro sconto fiscale

3) Lo Stato potrebbe istituire conti di risparmio pubblici gratuiti e garantiti. I cittadini potrebbero depositarvi volontariamente la propria liquidità, protetta dall'inflazione e con un rendimento sicuro Si potrebbero utilizzare, investire nel territorio, per la ricostruzione e la prevenzione sismica. Gli interessi verrebbero pagati ai risparmiatori residenti in Italia, che li rispenderebbero nell'economia reale nazionale, anziché essere versati come "pizzo" ai grandi mercati finanziari speculativi esteri

ma fa comodo dare la colpa sempre ai precedenti governi ormai è la prassi...e mandare i soldi altrove, un altra interessante proposta sarebbe: volete continuare a mandare i soldi in Ucraina? benissimo aprite un bel crowdfunding e metteteci tutti i soldi che volete, Calenda Picerno, ecc...ma non i miei o di chi non è d'accordo, preferirei metterli in altri settori visto che non ho nemmeno un medico di famiglia da un pezzo.
Vero che le attività da fare sono di responsabilità dei governi, vero che la burocrazia la inventa il politico che indulge al malaffare, vero che la incultura del bene pubblico in Italia è il brodo in cui le cose diventano complicatissime.
Ma è vero anche che i governi li eleggiamo noi, la burocrazia la subiamo noi lamentandoci e chinando il capo e la cultura siamo noi a reiterarla e sostenerla.
In senso ampio siamo pienamente responsabili.
Il duce ha fatto cose buone e anche tante cazzate, ma sugli italiani, che conosceva bene, diceva:
"governare gli italiani non è difficile, è inutile.."
Tanto per dire,sapete perchè le case Giapponesi nel motorsport stanno facendo cagare da qualche anno?Hanno dirottato parte dei fondi della ricerca e sviluppo per aiutare le popolazioni vittime del disastro di Fukushima............questione di mentalità,nessuno è perfetto però......
"L'occasione fa l'uomo ladro" recita un vecchio adagio, e in italia di occasioni ce ne sono tante, specie al governo.
Tutto giusto, poi interviene la verticale differenza fra politica, buonismo e propaganda

(ci siamo rotti del buonismo ed anche della propaganda)

Pubblicato dal Sole24H :-I
Per lavoro conosco molto bene la situazione del centro Italia, i due terremoti, 1997 e 2016. Le abitazioni provvisorie del terremoto del ’97, in legno, stile baite di montagna, stanno ancora benissimo in piedi; i villaggi costruiti in quello del ’16 si stanno letteralmente sbriciolando, costati in alcuni casi oltre 4000 euro al metro quadro. Ma non voglio farla lunga, basta leggere i gruppi fb e gli articoli di bravi giornalisti d'inchiesta locali sui temi che avete già trattato.

Una questione che forse molti di voi non conoscono. Nel terremoto del 2016 ci sono state onde sismiche che, a causa di alcune "anomalie", hanno reso inagibili e da demolire molte case che a prima vista sembravano intatte. Questo per dire che la situazione drammatica di Amatrice che vedete nelle foto, esiste anche in altre località, solo che non si vede esternamente, gli immobili sembrano intatti, ma sono da demolire o da riqualificare pesantemente.

Altro tema, l'immenso patrimonio ecclesiastico e dei beni culturali. Tante chiese e monumenti hanno subito gli stessi danni, se non peggiori, del '97. Andava fatta una scelta allora, che non è stata fatta nel 2016. Alcune chiese e monumenti di non così rilevante importanza storica e culturale andavano demoliti e basta. Il risultato è che di nuovo tra X anni ci ritroveremo con gli stessi edifici ancora danneggiati, e ancora milioni di euro buttati via. Le "faglie" del centro Italia si assestano una dopo l'altra: prima un mattoncino, poi un altro, e un altro, e così via.

Vi segnalo come sempre l'interessante geoportale dell'INGV con una marea di informazioni sulla sismicità in Italia, dove è possibile visivamente individuare le zone sismiche e leggere dati sui tempi di ritorno (il tempo medio che trascorre tra due eventi della stessa intensità nella stessa zona), ma per l'esperto di rumore sismico e "fononi" i terremoti avvengano casualmente nello spazio e nel tempo :pint:
diss.ingv.it/mapper/

Altro tema la gestione delle macerie, troppo lungo da trattare qui, ma potete immaginare.

Lo spopolamento. Dopo quasi 20 anni dal terremoto del '97 la vita in quelle zone stava quasi per tornare alla normalità, si incominciava a vedere la luce. Poi è arrivata la mazzata del 2016 e le famiglie che hanno patito entrambi gli eventi non se la sono sentita di ripercorrere lo stesso purgatorio o inferno, a seconda dei casi, una seconda volta: ciao, ci trasferiamo sulla costa o altrove.
Olindo


Quote:

l'orto è abusivo e spero sempre che non venga un controllo

Cioe' in Italia se uno ha un pezzo di terra non e' libero di piantarci le patate? :-o
#37 mirmalag

"...Ma è vero anche che i governi li eleggiamo noi..."

"...Abbiamo trovato alcuni dipendenti attuali di questo sistema. Si sono trasferiti in Italia, vicino al Lago di Como, poi su a Staz, in Svizzera. Queste persone sono professori di come truffare le elezioni.

Nel luglio 2024 il generale Flynn è venuto in Svizzera. Abbiamo intervistato queste persone. Hanno dimostrato come potevano entrare in queste macchine. Il capo venezuelano ha detto: «Generale, abbiamo truffato elezioni in 72 nazioni per 20 anni. ...)

(Patrick Byrne spiega le Grandi Frodi Elettorali americane) Il vaso di Pandora:

www.youtube.com/watch?v=lHBtYzAKVVs

Da qui:

umbertopascali.substack.com/.../...
In Friuli dopo il terremoto del 1976 hanno ricostruito quasi tutto ( e ricordiamo che tanti edifici storici dovevano essere ricostruiti secondo le direttive delle belle arti come Venzone ) in meno di 3 anni, e con costi non paragonabili ai costi dei terremoti nel Belice Irpinia ecc ecc. Ovviamente non c'è nemmeno il confronto con quello che hanno fatto in Giappone.. ma in Giappone vivono i giapponesi e non gli ITALOPITECHI..

La burocrazia Italiana è cambiata tra il 1976 ( Friuli ) e il 1980 ( Irpinia ) ?

No.. sempre la stessa..

( Forse è cambiata negli ultimi 30 anni in peggio )

Per spiegare la differenza nella ricostruzione del Friuli e dell'Irpinia dove possiamo cercare ?
#45 Primadellesabbie

Quote:

abbiamo truffato elezioni in 72 nazioni per 20 anni

Questo non diminuisce la nostra responsabilità, dovrebbe aumentare la nostra sensibilità e attenzione.
#47 mirmalag

"Questo non diminuisce la nostra responsabilità, dovrebbe aumentare la nostra sensibilità e attenzione."

Sì, se non riusciamo a capire che ci imbrogliano, siamo responsabili.

Effettivamente, quando questo miliardario, Patrick Byrne, ha spiegato a Elon Musk come ci imbrogliano, lui ha capito subito, noi che siamo un poco rincoxxioniti dobbiamo metterci più sensibilità e attenzione per comprendere e tenerne conto.

"...Per spiegare la differenza nella ricostruzione del Friuli e dell'Irpinia dove possiamo cercare ?"

Qui una descrizione in 14':

www.youtube.com/watch?v=MRWd1YpX6u4&t=63s

Ma il "segreto" della riuscita di quella ricostruzione, non lo troverai mai descritto a chiare lettere, perché si è trattato della determinazione, andata a buon fine, di tener lontana Roma e la sua burocrazia.
ho un esempio a milano. via torino. demenziale.
ho un esempio a milano. via torino. demenziale.
Hai descritto una situazione simile ai paesi in via di sviluppo, a quelli che una volta chiamavamo paesi delle banane o paesi del terzo mondo. :D Io vivo gran parte dell'anno in uno di questi paesi in sudamerica, ogni volta che arrivo mi diverto a vedere l'andamento dei lavori pubblici: sono di una lentezza estenuante, dovresti assentarti per anni prima di riuscire a vedere un cambiamento. Sono lavori fatti per durare. Te in Giappone hai visto ricostruire un ponte in appena 15 giorni, là hanno impiegato 10 anni, e non l'hanno neanche ricostruito, hanno solo fatto il consolidamento della struttura e l'asfalto nuovo. 10 anni c'hanno messo, mettendo praticamente in ginocchio la circolazione dell'intera città, essendoci solo due ponti disponibili. In tutti questi anni, le varie persone che dovevano occuparsi della gestione hanno rubato una quantità di soldi pubblici inimmaginabile. E va bene così. Quello che è ancora più scioccante è che non si lamenta nessuno, non ci sono rimostranze da parte dei cittadini. Qua da noi le cose non sono poi così diverse, ma almeno certe porcherie vengono denunciate. Mi chiedo con che coraggio li chiamiamo paesi in via di sviluppo. Altro che la via devono trovare.
Comunque i soldi da mandare a quel criminale ladro di zelensky li trovano sempre, o se non li mandano a lui li sprecano da un'altra parte, ma per ricostruire i nostri paesi colpiti dal terremoto non ci sono mai. A Niscemi, ad Amatrice e in tanti altri posti che necessitano di aiuto, i soldi li vedranno col binocolo come dicesti te. E' una vergogna senza fine.