A quanto pare, non è solo negli Stati Uniti che la potente lobby sionista ha il potere di fare e disfare le carriere politiche. A quel che sembra di capire, anche Keir Starmer ci ha lasciato le penne dopo aver guidato il governo inglese in un periodo in cui i rapporti tra Regno Unito e Israele hanno toccato un minimo storico. Sarà solo una coincidenza?

Ecco di seguito una lista di fatti significativi: 

Nel settembre 2024, la Gran Bretagna ha sospeso circa 30 licenze di esportazione di armi verso Israele per il timore che potessero essere usate in violazioni del diritto umanitario internazionale durante la guerra a Gaza. Netanyahu ha condannato la decisione definendola «vergognosa», affermando: «Invece di stare al fianco di Israele, una democrazia che si difende dalla barbarie, la decisione sbagliata della Gran Bretagna servirà solo a rafforzare Hamas».

Col passare del tempo, però, il sostegno di Starmer al governo israeliano è sembrato diminuire sotto la crescente pressione interna al Labour per la crisi umanitaria che peggiorava a Gaza. Le richieste sempre più forti da parte di parlamentari e membri del governo hanno spinto l’esecutivo verso il riconoscimento di uno Stato palestinese.

Nel luglio 2025, Starmer ha annunciato che la Gran Bretagna avrebbe riconosciuto la Palestina a meno che Israele non avesse «adottato misure concrete per porre fine alla terribile situazione a Gaza e si fosse impegnato per una pace sostenibile a lungo termine». Di rimando, Netanyahu ha accusato Starmer di premiare il «terrorismo mostruoso» e di punire le sue vittime. «L’appeasement verso i terroristi jihadisti fallisce sempre. Fallirà anche con te. Non accadrà», ha dichiarato Netanyahu.

Due mesi dopo, nel settembre 2025, la Gran Bretagna ha riconosciuto formalmente lo Stato palestinese.

Le critiche alla decisione di Starmer di riconoscere la Palestina si sono trasformate in accuse dirette quello stesso ottobre, dopo un attentato antisemita a una sinagoga di Manchester, durante lo Yom Kippur, che ha causato due morti.

Il Ministro israeliano delle comunicazioni Shlomo Karhi ha attribuito l’attacco alle «misure antisemite della Gran Bretagna», accusando Londra di aver scelto di «riconoscere uno Stato palestinese terrorista» e di aver abbandonato la propria identità «a favore dell’Islam radicale».

Il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha definito il riconoscimento della Palestina da parte della Gran Bretagna «un segno di debolezza e collasso morale», sostenendo che, opponendosi al diritto di Israele all’autodifesa, la Gran Bretagna si stava schierando con «i suoi nemici antisemiti». «Questa debolezza incoraggia il terrorismo e lo rafforza», ha aggiunto. Anche il Ministro per gli Affari della Diaspora Amichai Chikli ha incolpato «la debolezza del governo britannico sotto Keir Starmer», affermando che aveva «direttamente agevolato» l’attacco di Manchester.

Nel giugno 2025, il governo di Starmer ha annunciato sanzioni contro due prominenti ministri israeliani di estrema destra, il Ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, citando le loro «ripetute incitazioni alla violenza» contro i palestinesi.

Uno degli scontri faccia a faccia più significativi di Starmer con Israele è avvenuto tre mesi dopo, quando ha ospitato il Presidente Isaac Herzog a Downing Street. Durante l’incontro, descritto come «duro», Herzog ha accusato Starmer di «ripetere la campagna di propaganda di Hamas sulla carestia a Gaza». Il premier britannico ha risposto esprimendo profonda preoccupazione per la crisi umanitaria nell’enclave e invitando Herzog a spingere per cambiamenti nella politica israeliana che permettessero un maggiore afflusso di aiuti a Gaza.

Starmer ha anche ricevuto dure critiche in patria per aver ospitato Herzog. Decine di parlamentari hanno protestato contro la visita, accusando Herzog di aver appoggiato la punizione collettiva a Gaza. Ospitare il presidente israeliano, hanno sostenuto, «non è compatibile con i nostri obblighi ai sensi della Convenzione sul Genocidio».

All’inizio di questo mese, la Gran Bretagna, insieme a Canada, Francia, Australia e Norvegia, ha annunciato nuove sanzioni contro sei organizzazioni israeliane di destra e un attivista di estrema destra. Le misure includono anche una raccomandazione non vincolante contro gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani.

Per la prima volta, la Ministra degli Esteri inglese, Yvette Cooper, ha emesso una guida ufficiale che sconsiglia alle imprese di svolgere attività economiche e finanziarie negli insediamenti illegali.

Quando Stati Uniti e Israele hanno condotto la guerra contro l’Iran lo scorso febbraio, Starmer ha inizialmente respinto la richiesta del Presidente americano Donald Trump di utilizzare due basi britanniche nella campagna. (La politica è cambiata solo dopo che una base britannica a Cipro è stata presa di mira da Teheran, con Starmer che ha dichiarato che il Regno Unito avrebbe permesso agli Stati Uniti di usare le sue basi per «scopi difensivi»).

Il rifiuto del premier di partecipare agli attacchi contro l’Iran ha suscitato rabbia sia negli Stati Uniti che in Israele. Riguardo a Starmer, Trump è stato citato mentre diceva: «Non è con Winston Churchill che abbiamo a che fare».

Come vedete, ce n’è abbastanza per distruggere la carriera politica di un primo ministro non una, ma dieci volte.

Sarà per questo che la nostra Meloni è sempre stata molto attenta a non proporre sanzioni ad Israele, nè a riconoscere lo stato di Palestina?

Massimo Mazzucco 

Fonte Haaretz 

Comments  
Dalla super maggioranza alle dimissioni in due anni: il caso Epstein affonda il premier
Travolto dall'arresto dell'ambasciatore Mandelson per i legami con Jeffrey Epstein e con il gradimento al -42%, il leader laburista annuncia l'addio a settembre


www.agi.it/.../dimissioni-starmer-epstein-37681433


Certo che se questi tengono per le palle il presidente americano e costringono alle dimissioni il primo ministro inglese, di cosa stiamo parlando.
Chissà cos'altro hanno in mano e su chi .
Hanno il mondo occidentale è forse non solo quello in mano.
Se no non si spiega come un paese grande quanto il Piemonte faccia tutto quello che vuole per tutto il pianeta.
Che posso dire
Bravi !!!
Bene così, avanti tuttà.
Bene così, avanti tuttà.